I clown condividono
...
dopo il servizio in ospedale
di Cllown Viki

Con-dividere è dividere con gli altri
fare parti per tutti... se fosse un piatto in mezzo a una tavola
farne ricchezza per tutti se sono emozioni e consapevolezze
allora con-dividere è un po' "moltiplicare"....
Credo che le condivisioni "scritte" abbiano solo in parte a che fare con la capacità di "scrivere" .... non deve essere questa una preoccupazione, e non possiamo farne un alibi per noi stessi
C iò che scriviamo dopo i servizi è un "raccontare" la storia di un'esperienza, con "verità"
condividere è avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome: la paura è paura, la gioia è gioia, le cose che potevamo fare meglio sono esattamente cose da migliorare, la delusione va chiamata per nome, i brividi e la gioia di essere claun possiamo dirli per quello che sono, senza vergognarcene
Non sono "cronaca" di un servizio di volontariato, non le scriviamo in terza persona, quasi da cronista
e non sono scritte per "accontentare" una terza persona; io penso che farle per "dovere" non porta a nulla: nulla di buono per noi che le scriviamo, nulla di buono per chi le legge
Non ci sarebbe la vibrazione, il battito che invece si sente forte in molti fogli presenza, un'energia che buca il video del pc e commuove chi riceve il dono di un'emozione condivisa.
Nella mia esperienza raccogliere i pensieri dopo un servizio e scrivere il foglio presenza è un'occasione di crescita e di formazione; come lo sono le condivisioni degli altri claun... se non ci fossero mi mancherebbero
Un filo di lana rosso, forte, intrecciato come un gomitolo che ci passiamo l'un l'altro... e ognuno dice la sua "parola": se abbiamo qualcosa in più è la forza che viene del mettere in comune ciò che siamo e quanto viviamo.... di qualsiasi colore sia
In fondo - nel condividere - abbiamo una grande possibilità di essere più felici
un abbraccio
Viki
| Condividere è sentire insieme...

... Poi l'altra stanza che ricordo molto bene è quella di Francesco e Rina: figlio e mamma. La mamma era a letto e sembrava non ci ascoltasse, sembrava assente, così ci siamo messi ad interagire con il figlio che ha pensato bene di dirci subito che lui era un duro e che non si sarebbe messo a ridere. In quel momento Viki ha iniziato ad insistere con lui a prenderlo in giro sul fatto che era un duro, ma che dentro la sua scorza era un bravo ragazzo. Io al suo posto non avrei insistito, anzi stavo attenta che questo non gli mollasse un cartone in faccia, invece poco dopo si è ammorbidito, incredibile! Mentre Viki regalava e metteva il naso rosso al figlio io mi accorgo che la mamma sta facendo un sacco di sorrisi, così chiamo Viki e gli dico: guarda cosa ti stai perdendo! Là è scattato il gioco tra il figlio e la mamma. Noi eravamo gli spettatori. Lui la faceva ridere e lei lo prendeva in giro. Ad un certo punto lei gli fa pure la linguaccia, ha tirato fuori una lingua lunghissima e la risata è stata proprio spontanea!!!
(Clown Paraurti - Ospedale Padova)
... Cantiamo, balliamo, scherziamo con i nonni. E’ bello vederli sorridere, sentire che interagiscono con noi. Li vedo con il nasetto rosso tra le mani, lo tengono delicatamente. Sulle teste di tutti ad un certo punto vedo coroncine colorate, piene di nomi... Elda... Giuseppe... Liliana... Salvatore ... Maria.... Nomi, nomi si ma di persone, che pur in una sedia a rotelle, ci riservano un sorriso, che ci accolgono a loro modo con riconoscenza.
(Clown Luci - Casa di Riposo Padova)
... Ci dirigiamo in onco, e li devo dire per la prima volta da quando ho iniziato questo percorso, il primo rifiuto terribile, duro, che mi ha fatto riflettere e a momenti piangere, (non l'ho fatto x vergogna): in una stanza dove c'erano due pazienti tra cui Annunziata, una signora che quasi ci voleva mettere alla prova come x dire "su! fatemi vedere se mi fate ridere", cominciamo a darci da fare, era una sfida... non so se abbiamo alzato il tono della voce, forse io... non so... non credo di aver esagerato... ma il marito dell'altra paziente insorge in maniera durissima dicendocene di ogni donde, tra cui: "Siete dei pagliacci!! Vergognatevi alla vostra età!"
Rimaniamo di sasso, non ce l'aspettavamo, tutto era filato liscio fino allora... in punta di piedi, con grande delusione da parte di Annunziata, usciamo scusandoci...
Vi giuro, mi son sentita male, in colpa, come se fossi stata io a provocare tutto questo... Per fortuna dopo mi sono resa conto che non era cosi... Cerco di ricacciare indietro le lacrime (non e dignitoso da parte di una nonna)...
(Nonna Ellye - Ospedale Molinette - Torino)
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