Myamnar - Il contesto
"Tutti i bambini del mondo hanno diritto di essere veramente bambini.
La famiglia, la società, lo stato devono garantire al bambino e all'adolescente, con assoluta priorità, il diritto alla vita, alla salute, all'alimentazione, all'educazione, al gioco, al lavoro, alla cultura, alla dignità, al rispetto, alla libertà, alla convivialità della famiglia e della società."
Studio della realtà locale
Myanmar
Gruppi etnici: Birmani 72%, Shan 9%, Karen 7%, altri 12%
Paesi confinanti: Bangladesh e India a NORD-OVEST, Cina a NORD-EST, Laos ad EST, Thailandia a SUD-EST
Lingua: Birmano (ufficiale), Inglese
Religione: Buddhista 85%, Animista, Cristiana, Musulmana
Parti in conflitto
1948-OGGI: governo militare contro movimenti armati separatisti di diverse popolazioni: i principali sono l’Unione Nazionale Karen (Knu), l’Esercito dello Stato di Shan (Ssa) e il Partito Progressista Nazionale Karenni (Knpp). Le minoranze nel Myanmar sono circa 35 e ulteriormente frammentate al loro interno. Il paese è guidato dal 1948, anno dell’indipendenza dalla Gran Bretagna, da una giunta di militari che ordina la repressione delle libertà fondamentali e si accanisce con esecuzioni sommarie e deportazioni contro i civili, tra cui i gruppi di origine diversa da quello birmano.
Vittime
Difficile stabilirlo a causa del divieto di accesso nelle zone di conflitto, note anche come “black area”. Tra queste, la regione nord-centro orientale del cosiddetto Triangolo d’oro: crocevia del narcotraffico internazionale e nascondiglio dei signori della guerra e della droga. Si stimano, comunque, almeno 30 mila morti solo tra la popolazione karen.
Risorse contese
Oppio e derivati (eroina e anfetamine). Il Myanmar è il secondo produttore di oppio al mondo dopo l’Afganistan, con più di 60 mila ettari di piantagioni di papavero.
Forniture ed armamenti
La Cina insieme a Singapore ha venduto armi al regime militare, ma negli ultimi anni ha iniziato a temere le connessioni tra i cartelli criminali birmani e le mafie cinesi. Negli ultimi mesi i signori della guerra e della droga avrebbero ripiegato aprendo una rete clandestina di trasporto d’armi dalla Russia e dall’Europa Orientale. Il governo accusa la Thailandia di sostenere i gruppi ribelli. Tutte le parti in lotta si finanziano con i proventi della vendita di eroina.
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