| SEMINARIO
TENUTOSI ALL'OSPEDALE INFANTILE "G. GASLINI" IL 11/05/2000 DAL DOTT.
PATCH ADAMS, FONDATORE DEL " GESUNDHEIT INSTITUTE", E SUSAN PARENTI
"LIVING
A LIFE OF JOY"
Patch Adams : "Buon
giorno! Questo pomeriggio Susan e Io vogliamo introdurre un concetto che per
noi e per il nostro pensiero è molto importante e che è il concetto
del "prendersi cura", noi vogliamo celebrare il " prendersi cura". Quando
sono entrato nell'università di medicina, trentatre anni fa, quasi tutti
i miei professori erano bianchi arroganti e uomini. Era molto difficile per me
trovare in loro le idee che avevano trovato nella scuola di medicina e che speravo
di poter usare per me; non ho mai visto una volta che questi professori usassero
la parola compassione, mai c'è stata una lezione sul concetto del prendersi
cura dei pazienti più che curarli. C'era una grossa enfasi posta sul laboratorio
dei concetti tecnici; ovviamente la nostra lezione era composta da due ore trascorse
a discutere su come mantenere il distacco scientifico dal paziente. Un buon dottore
avrebbe dovuto mantenere la sua distanza professionale in modo da dare una buona
e razionale diagnosi: la parola amore non è mai stata menzionata. Credo
di aver imparato molto di più da mia madre, vedendo come si prendeva cura
di me e di mio fratello, di aver imparato molto di più sul concetto del
prendersi cura da lei, di quanto abbia potuto imparare in una scuola medica. Quando
un paziente era in procinto di morire il dottore inevitabilmente l'avrebbe passato
all'infermiera dicendo che come dottori non avrebbero più potuto fare nulla,
mentre dalla mia esperienza ho capito che questo era proprio il momento in cui
il grande valore di un dottore era importante. Io sono entrato nella scuola di
medicina pensando che l'importante fosse prendersi cura del paziente, però
mi è stato detto che mi facevo coinvolgere troppo dal paziente e mi è
stato suggerito che non si dovessero neanche toccare gli ammalati. In qualche
modo io ero toccato dalla grossa tragedia che colpiva i miei pazienti, ma non
potevo dare loro il mio calore e la mia umanità per consolarli e questo
andava contro tutto quello che io avevo capito fino ad allora sul concetto del
prendersi cura. Come
attivista politico ho tentato di capire quello che stava andando male in America
e ciò che mi è apparso subito chiaro è che quello che era
sbagliato è che la medicina invece che un servizio è stata trasformata
in un business. La medicina si è quindi trasformata da un grosso regalo
che il governo poteva fare alla sua società ad essere un lavoro qualunque.
Nel mio lavoro non ho mai sentito parlare della gioia di fare il medico, di praticare
la professione; ho sentito molto più parlare del denaro e di come investirlo
e della "mala practise" che in America è il terrore di fare una
mossa sbagliata con qualche paziente e di essere in seguito perseguiti legalmente.
Ci sono ottanta milioni di americani che non possono avere cure mediche perché
sono troppo poveri per accedervi, mentre io pensavo che il dovere di un dottore
fosse quello di vedere, accettare e ricevere qualsiasi persona che avesse avuto
bisogno, non solo qualsiasi persona ricca. Io
sapevo che avrei dovuto creare il mio ospedale se avessi voluto diventare il dottore
che avrei voluto essere e quindi per trent'anni ho lavorato con il mio gruppo
medico di dottori che non ha mai chiesto un pagamento per le visite che ha fatto.
Abbiamo fatto i pazienti e la loro famiglia venivano e stavano con noi e con le
nostre famiglie con una quotidianità. Io sono un dottore per le famiglie,
della mutua per così dire; il mio primo colloquio con un paziente va dalle
tre alle quattro ore, il mio obbiettivo è innamorarmi del mio paziente
e della sua famiglia e che il mio paziente si innamori di me e so che questo amore
è già una grande medicina soprattutto sul letto di morte del paziente
o in caso di malattie inguaribili o di problemi cronici. Da come ho vissuto questo
modo di praticare la medicina ho capito quanto amavo amare i miei pazienti, ho
capito che amavo andare nelle loro case, non essere di fretta e quando facevo
una visita a domicilio avrei aperto nei cassetti e negli armadi perché
volevo sapere chi stavo curando, volevo stare con loro a cena e conoscere la loro
famiglia e questa intimità potevo vedere e sentire che faceva bene al paziente.
Una cosa che so è quanto faceva bene a me questa intimità. La
più grande esperienza della mia vita, la più importante è
quella dell'amicizia ed è questo che mi fa sentire vivo e penso che la
pratica della medicina senza accettare pagamenti sia una sorta di amicizia. Posso
dirvi che in trent'anni di professione medica, da medico, non mi sono mai sentito
stanco, annoiato, insoddisfatto della professione perché il paziente era
nella mia casa e quando spesso c'era molto da fare riuscivo anche a dormire molto
poco, ho preso l'abitudine di dormire 4/5 ore per notte, e anche se ero sempre
in giro e percepivo sempre la sofferenza umana sapevo che non avrebbe mai intaccato
la mia energia, al contrario nutriva la mia vitalità.
Il
prendersi cura non è una strada a senso unico dal dottore al paziente,
sentivo che c'era una corrente ancora più forte che andava dal paziente
al dottore e che se avessi ignorato la distanza professionale sarei stato disponibile
a ricevere l'amore dei pazienti e ogni giorno iniziavo la giornata sotto una doccia
di questo amore: ho adorato, ho amato questa doccia. Per trent'anni non ho mai
avuto una pausa da questa doccia perché la amo; quindi ho capito che è
molto sbagliato il fatto che la nostra società misuri la salute con il
potere e con i soldi. La vera salute della vita è dare, prendersi cura
di qualcuno e ricevere, in pratica essere vulnerabili e quindi aperti a ricevere
la gioia che ci danno le altre persone. Voglio dirvi questo segreto: i mass
media e le potenze che stanno dominando la società mondiale vogliono farci
credere che la salute sia nel denaro e questo ci porterà solo alla distruzione.
Credo che se noi riuscissimo di nuovo a mettere come guida per la nostra società
il concetto del prendersi cura potrebbero finire finalmente le guerre e le ingiustizie
e dovremmo riuscire a far sì che l'amore sia più importante degli
sport in modo che la gente si preoccupi non di chi tira un calcio al pallone di
qua o di là ma di chi fa del bene all'interno della comunità. Nella
società americana è molto imbarazzante il fatto che uno sportivo
sia milionario, anzi miliardario e un insegnante di scuola non sia nessuno; invece
sono gli insegnanti di scuola i veri eroi della nostra società. L'unico
modo per cui si possa ritenere uno sportivo un eroe vero è che egli cominci
a spendere il suo denaro e il suo tempo per aiutare la comunità. Vorrei
che vi sia chiara una certa idea: quello che offro come idea non è che
l'amore e il buonumore siano una terapia, la sola terapia implica che vi sia un
inizio e una fine; l'amore e il buonumore devono essere un contesto per la vita
umana no solo terapico. Non ho nessuna idea nuova, ho rubato le mie idee dai poeti,
da mia madre, dalla gente che nella storia si è presa cura di qualcuno;
se voi vi fermate a mangiare in un ristorante e vi girate verso il cameriere e
gli dite grazie siete dei rivoluzionari. Se voi decidete che d'ora in avanti spenderete
i vostri weekend come volontari per portare gioia alla vostra comunità
siete dei rivoluzionari. Se voi decidete che vi comporterete in modo tale da portare
nel mondo pace e giustizia siete dei rivoluzionari.
Adesso
Susan vuol dire qualcosa."
Susan: "Stiamo
parlando di società e consideriamo la società come un problema medico
e come una soluzione medica. Quindi oltre a studiare cuore, fegato e cervello
crediamo che un compito della medicina sia quello di studiare i mass media, le
guerre e la solitudine. Quando parlo di società sto parlando di modi di
vivere. Negli Stati Uniti d'America costruire case di cura è diventato
un grande business; in America è d'abitudine che quando una persona anziana,
che possa essere vostro padre o vostra madre, non è più in grado
di prendersi cura di se stessa venga messa in una casa di cura. Questo modo di
vivere è un peccato perché così vediamo le persone che non
sono più in grado di prendersi cura di se stesse come un peso, consideriamo
le persone che hanno bisogno di cure come cose che interferiscono con la nostra
libertà e quindi la vergogna di avere vostra madre per casa che ha bisogno
di aiuto per andare al bagno. È una grossa fortuna essere liberi di avere
un lavoro, di avere un ristorante, di fare quello che si vuole ecc
..L'idea
che prendersi cura di qualcuno sia un peso è un modo di vivere sociale
che io voglio fermare. Credo che abbiamo una filosofia di vita sicura, che è
un po' il conflitto fra filosofia e libertà e quindi quando ci viene detto
che alcune cose ci limitano la libertà non le vogliamo. Quando ci viene
detto che dobbiamo prenderci cura di qualcuno, di un albero o del pianeta quello
diventa un rischio. In America quando tu ti arrabbi o fai una litigata con un
tuo amico ti muoverai in modo forte, potente e dirai: "I don't care",
non mi importa ( c'è il gioco di parole con CARE, in quanto da solo significa
prendersi cura, mentre in questo caso significa non me ne frega, non mi importa).
Se tu fai vedere che ti interessa, che ti importa sei considerato un debole, un
pirla. Consideriamo
la gente che si prende cura degli altri debole e da disprezzare. Se vediamo una
madre con una bambina malata facciamo: "Ohh!!", "Ohh!!" e
pensiamo: "Poverina!", "Ohh!!" perché pensiamo che
le persone che si prendono cura siano qualcuno che ha perso la propria libertà
o degli eroi, pensiamo che quindi prendersi cura di qualcuno sia una debolezza.
Io penso che prendersi cura di qualcuno sia una forza, io credo che prendersi
cura del pianeta sia una forza. Ci sono un sacco di donne in questa platea;
nella nostra società c'è chi pensa che le donne siano stupide perché
ci prendiamo cura. Forse non in Italia, ma negli Stati Uniti un modo di insultare
qualcuno è quello di dirgli: "Mi stai facendo da mammone". Le
donne che si prendono cura di tanta gente non sono considerate importanti come
per es. Michael Jordan. Quindi quello che voglio proporre è che la gente
che è in questa stanza si voglia prendere cura di qualcuno e capisca che
bisogna fare una rivoluzione per prendersi cura; qualcuno parla della rivoluzione
tecnologica dei computer
. Beh!!! (mima degli spari). Logicamente negli
Stati Uniti sono interessati alle tecnologie nuove perché danno alla gente
più libertà. In ogni stanza d'ospedale in America c'è un
sacco di materiale tecnico, tecnologico; se voi veniste in America probabilmente
direste: "Wow! Che figata!"; quello che vedete in America è che
l'infermiera entra nella stanza e controlla il computer, impiega circa dieci minuti
dedicandosi alle apparecchiature tecniche, trenta secondi sul paziente e trentacinque
minuti sulla burocrazia e le assicurazioni. Vorrei che noi guardassimo dentro
di noi e vorrei capire se vogliamo invidiare Michael Jordan O Bill Gates per i
loro soldi, se vogliamo fare questo
.( fa una pernacchia).
Invece
noi abbiamo l'opportunità di cercare posti e persone a cui possiamo dare
attenzione, che noi si aspetti che nostra madre diventi malata e debba venire
a stare con noi non controllando l'orologio e pensando con ansia : "Magari
a mia madre fra due anni viene l'Althzeimer e poi viene a vivere con noi".
Che si prepari una stanza nella nostra casa e giusto come una coppia appena sposata
aspetti con gioia l'arrivo del primo figlio e quindi vada in un negozio a comprare
tutte le cose carine, i cuscini, così si segua la stessa prassi pensando
di doverci prendere cura di nostra madre e quindi comprandole i cuscini, preparandole
una stanza perché noi appoggiamo e abbiamo avuto l'esperienza del prendersi
cura di una persona, perché noi sappiamo che non è questione se
siamo stanchi o meno se ci prendiamo cura di una persona.
Il
fatto è che la gente deve dare qualcosa, deve dare attenzioni per ricevere
attenzioni, dobbiamo ricevere e dare, quindi le mie ultime parole sono che quando
si vede una madre, un'infermiera, un amico che si prende cura di qualcuno bisogna
dirgli "BRAVO!" e lo invidiamo e quando Bill Gates entra in questa stanza
noi gli diciamo: "Ohhh!! Poveretto!!!"."
Patch:
" Susan, stai suggerendo che io potrei avere una vita piena di felicità
aiutando la società?" Susan: " Sì". Patch:
" Io credevo che sarei stato felice con una BMW!!" Interventi
del pubblico
Patch:
" Siate curiosi per favore" Susan: " Noi vorremmo trovare qualche
esperienza di qualcuno per cui il prendersi cura sia stato una fonte di gioia
e non di sofferenza, ci sarebbe d'aiuto che qualcuno di voi avesse il coraggio
di raccontarci la sua esperienza, di qualcuno che abbia pensato: " Oh! Mi
devo prendere cura di sto qua" e poi abbia scoperto che è stata l'esperienza
più bella della sua vita. Potete parlarci di questo e farci ascoltare le
storie della gente." Volontaria:
" Io sono una volontaria ospedaliera qui al Gaslini da dieci anni, ho quattro
figli e quattro nipoti. Devo dire che questa esperienza mi ha fatto ringraziare
Dio tutti i giorni di avere dei bambini sani e cerco di aiutare i bambini del
Gaslini, lo faccio a volte con fatica, sono tornata mezz'ora fa da casa dove ho
tenuto due miei nipotini gemelli e mi sono precipitata qui, in ritardo e chiedo
scusa, ma sono dovuta venire perché è importante, il Gaslini è
importante, più importante di qualsiasi altra cosa al di fuori della famiglia,
quindi io sono ben contenta di questo servizio e della gioia che mi da ogni giorno
della mia vita. Grazie". Spettatrice:
quando si vede qualcuno" La mia non è un esperienza, ma volevo dire
che spesso oggi è tanto di moda quando si vede qualcuno che è disponibile,
che lo fa col cuore pensare che la persona si stia impicciando di un tuo problema
e anche se la cosa può sembrare bizzarra parliamone perché se no
non capirò mai cosa vuol dire amare".
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