| CITTA'
DI TORINO - S.F.E.P. SCUOLA FORMAZIONE EDUCATORI PROFESSIONALI TESI
DI ABILITAZIONE PROFESSIONALE "GUARIRE DAL RIDERE" L'IMPORTANZA
DELLA RISATA NEI CONTESTI EDUCATIVI E TERAPEUTICI CANDIDATA: EMANUELA
PAUTASSI
1.2
"Fisiologia della risata" Se
osserviamo una persona in preda ad uno "scoppio di riso" possiamo notare
che la sua faccia appare deformata: bocca aperta a mostrare i denti, narici dilatate,
occhi stretti e luminosi. La testa e il corpo si muovono alternativamente avanti
e indietro. Le spalle si sollevano e si abbassano. La tensione del torace può
essere persino dolorosa. La respirazione è convulsa, fatta soprattutto
di emissioni d'aria a scatto con sonore vocalizzazioni, seguite da lunghe inspirazioni
e conseguente rilassamento. E' il diaframma che, sussultando violentemente, guida
questo tipo di respirazione. Le mani spesso corrono al ventre, quasi a sorreggerlo
e comprimerlo. Le funzioni digestive sono prepotentemente attivate. I muscoli
dell'addome tendono, nella fase seguente a rilassarsi,così come la vescica.
Se potessimo misurare il polso in questo momento all'individuo in questione, potremmo
contare fino a circa centoventi, mentre se facessimo un prelievo di sangue potremmo
individuare delle beta endorfine. Inoltre il cervello è molto irrorato
di sangue, anche grazie all'azione dei muscoli facciali che si contraggono e si
rilassano. Lo "scoppio di riso" può quindi essere paragonato
ad un vero e proprio sconquasso generale!. Attraverso i due principali sensi,
vista e udito, il cervello rileva uno stimolo risorio che colpisce quella zona
del cervello deputata a riconoscere situazioni come questa e scatenare in risposta,
il riso. Così dal talamo e dai nuclei lenticolari e caudali del cervello
parte l'impulso del riso che arriva ai nervi facciali, i quali stimolano a loro
volta i muscoli risorio e zigomatico. Più l'impulso è forte e
più arriva lontano, fino al diaframma, ai muscoli dell'addome. Così,
il riso scende dall'alto al basso, dalla mente cosciente all'istinto viscerale. Quando
la risata cessa, assieme al necessario respiro profondo che viene effettuato,
inizia un piacevole e benefico stato di rilassamento, nel quale cambia anche la
composizione del sangue, cioè dell'energia biochimica concentrata che ci
pervade. I
benefici del riso Nell'immaginario
popolare il sangue è sempre stato la fotografia dello stato psicosomatico
della persona. Si attribuisce un "temperamento sanguigno" ad una persona
passionale, talvolta collerica; del resto si invita a non "guastarsi il sangue",
cioè a non prendersela così tanto. Queste espressioni hanno certamente
ereditato il pensiero di Ippocrate e Galeno, che attribuivano a certi umori la
potenzialità di migliorare o peggiorare la salute: pensavano che l'umore
malinconico, per esempio andasse a impregnare il sangue di sostanze velenose,
mentre si attribuiva al ridere, già allora, la funzione liberatoria di
sostanze benefiche. Questa tradizione degli umori può essere ricollegata
alle più recenti scoperte: la scienza di oggi ha così confermato
le antiche sapienze. Il cervello contiene più di dieci miliardi di cellule
nervose. Moltissime connessioni si agganciano ad altri neuroni per portare notizie. Ogni
neurone ha una sua specializzazione. Quando la membrana di un neurone viene stimolata
da un impulso elettrico, la cellula produce una variazione di potenziale che eccita
la sua membrana e permette il passaggio dell'impulso ad una cellula vicina. L'impulso
elettrico può essere paragonato ad uno "spruzzo" costituito da
neurotrasmettitori:l'acetilcolina, l'adrenalina e l'endorfina, tra gli altri.
Se, ad esempio, riceviamo una notizia non troppo piacevole, si scatena una
reazione furibonda: la midollare del surrene si attiva, attraverso le fibre nervose
del sistema simpatico. Il midollo inizia a pompare adrenalina, noradrenalina,
dopamina e queste sostanze producono alterazioni biologiche significative: sale
la pressione, il cuore pulsa veloce, le nostre difese interne si abbassano, soprattutto
prendono vigore i Natural Killer e così siamo più vulnerabili alla
malattia. Se, al contrario riceviamo una notizia piacevole o ci raccontano
una barzelletta, al termine dello scoppio di riso si ha un rilascio di endorfina,
detta anche "oppioide endogeno". Gli effetti dell'endorfina scatenata
dal ridere sono quattro: calmante, antidolorifico, euforizzante e immunostimolante.
Le
reti neuronali La salute psico-fisica è uno stato di equilibrio
tra i sottosistemi simpatico e parasimpatico, che hanno azioni antagoniste nei
diversi organi. Situazioni stressanti prolungate nel tempo, si riflettono sul
sistema nervoso, alterando quell'equilibrio: a seconda che predomini il simpatico
o il parasimpatico il battito cardiaco è accelerato, la pressione arteriosa
sale o è insufficiente, i muscoli possono essere contratti o atonici. Si
può, di conseguenza, avere mal di testa, ansia, crampi, dolori in tutto
il corpo oppure si può avvertire una sorta di passività interiore. I
neurotrasmettitori stimolano i neuroni permanentemente o a brevi intervalli, cosicché
aumentano i punti di contatto tra i neuroni, accorciando distanza e tempo di trasmissione
del messaggio. Così nascono le abitudini: più spesso viviamo
un'emozione, più spesso siamo spinti a viverla. Si creano dei veri e propri
circuiti permanenti e sempre attivi. Importante per provocare il cambiamento
è fabbricare nuove reti neuronali, non riuscendo a sradicare completamente
quelle vecchie; allacciare, accanto ai precedenti, nuovi sentieri per diversi
neurotrasmettitori.
Università
degli Studi di Udine FACOLTA'
DI MEDICINA E CHIRURGIA Corso di Laurea in Infermieristica Tesi
di Laurea "LA TERAPIA DEL SORRISO" : STRUMENTO
PER LA RELAZIONE D'AIUTO E IL SUPPORTO EMOTIVO AL BAMBINO IN UN REPARTO DI
ONCO-EMATOLOGIA. FEDERICA
POLENCIC ANNO ACCADEMICO 2002 - 2003
Capitolo
3 - " RIDERE E SORRIDERE: LE EMOZIONI POSITIVE E IL LORO EFFETTO SULL'ORGANISMO". 3.
Gelotologia e psiconeuroimmunologia. Quando nella metà degli anni '80,
l'Università della California conferì la Laurea ad Honoris Causa
al giornalista scientifico Norman Cousins (guarito da una tremenda malattia articolare,
la spondilite anchilosante, a suon di risate e con l'impiego di dosi massicce
di Vitamina C) si sancì di fatto la nascita della "gelotologia"(dal
greco ghelos = riso, logos = scienza; "scienza della risata"), una nuova
area di ricerca, una disciplina dedicata allo studio sistematico del ridere, del
buonumore e del pensiero positivo in funzione terapeutica, come rimedio psicofisico
. La gelotologia getta le sue basi sugli studi di Psiconeuroendocrinoimmunologia
(P.N.E.I.) che hanno sostanziato la diretta influenza degli stati mentali, delle
emozioni, sul sistema immunitario e viceversa, in una circolarità di interazioni
che fanno tramontare, di fatto, sia le ipotesi organicistiche (cioè la
prevalenza dei fattori organici nello scatenamento di una malattia) sia l'ipotesi
psicosomatica (che privilegia la prevalenza psicologica). Le emozioni "parlano"
direttamente al sistema immunitario attraverso canali neuroendocrini, ed il sistema
immunitario (unico garante della nostra salute), riflette il suo stato direttamente
sulle emozioni. Questa verità, sperimentata clinicamente, fino ad oggi
veniva assunta solo nelle accezioni negative: lo stress, la tristezza, la rabbia,
etc
, possono, alla lunga portare alla malattia. Ma se è vero questo
percorso, sarà anche vero il percorso inverso e cioè che le emozioni
positive (amore, gioia, risata, speranza,
etc) possono portare alla guarigione. La
P.N.E.I. sostanzia scientificamente quella che è la visione olistica dell'uomo,
cioè che psiche, corpo e anima rappresentano un'inscindibile unità. Questa
rivoluzione in corso d'opera nelle scienze bio-mediche è il prodotto di
altrettante rivoluzioni all'interno di discipline tradizionalmente separate: la
neurofisiologia, l'immunologia e l'endocrinologia. 3.1.
Effetti delle emozioni sull'organismo. Tra tutte le emozioni positive, il ridere/sorridere
è quella più facilmente reperibile. Nel momento susseguente ad
una risata, nel nostro organismo, avvengono una serie di modificazioni fisiologiche
benefiche, che sono state evidenziate negli ultimi anni da ricerche e studi scientifici. Dice
David Felten all'epilogo di uno dei più importanti libri sulla P.N.E.I.,
da lui curato: "Noi abbiamo documentato come fattori stressanti possono essere
associati a conseguenze negative sulla salute e all'indebolimento della risposta
immunitaria, sfortunatamente però poca attenzione è stata data all'esame
scientifico della "controparte", cioè come le emozioni positive
possono contribuire a produrre effetti benefici positivi per la salute e il potenziamento
della risposta immunitaria.(
)Possono i pazienti contribuire essi stessi
alla propria salute usando la via "psiconeuroimmunitaria" ? Possono
la gioia, il forte supporto personale e sociale, la determinazione e il superamento
delle avversità aiutare il paziente ad uscire da una malattia immuno-mediata
o a prevenire una ricaduta?(
) Se noi siamo abili nel trarre le conclusioni
dalle osservazioni dei nostri pazienti, la risposta è: è possibile,
o anche, è così, è verosimile".
3.1.1.
Perché lo stress ci rende più suscettibili alle malattie infettive? La
spiegazione scientifica, in questo caso è alquanto semplice. La reazione
acuta allo stress, come nel caso degli esami scolastici, produce un'attivazione rapida
dell'asse ipotalamico, tramite le fibre del Sistema Simpatico alla midollare del surrene. In
pochi secondi la midollare produce adrenalina e noradrenalina e, in quantità
minore dopamina, le quali producono alterazioni biologiche (aumento della pressione
arteriosa, aumento della gittata e della frequenza cardiaca, dilatazione delle
pupille e miglioramento dell'attenzione), ma anche un effetto immunosoppressivo
diretto e lo stimolo a incrementare la produzione di CRH (o CRF, Corticotropin
Releasing Factor - Hormon). Attivando così l'asse CRH-ACTH (ormone adenocorticotropico)-CORTISOLO
, si ha come effetto finale una immunosoppressione derivante dagli effetti del
Cortisolo sulla cellula immunitaria. Ricerche recenti hanno stabilito che
il CRH ha esso stesso un diretto effetto sull'immunità, avendo come bersaglio
preferito le cellule NK che vengono inibite. Il CRH è uno stimolo potente
all'attivazione del sistema simpatico. Quindi catecolamine e CRH si sostengono
a vicenda per mettere l'organismo in condizione di affrontare quello che viene
percepito come un evento minaccioso. La pressione arteriosa è più
alta; il sistema muscolare è pronto all'azione; la fame inibita; l'attenzione
e la capacità di concentrazione sono più elevate; ma il sistema
immunitario è fortemente depresso. Da qui aumenta la vulnerabilità
alle malattie infettive.
3.1.2.
Alcuni esempi di ricerche e studi. - Mario Farnè da alcuni anni conduce
un'indagine sugli effetti dello stress provocato dalle emozioni. Ha analizzato
500 persone, misurando le variazioni del loro tasso di Immunoglobulina-A (IgA-S),
sostanza che si trova nella saliva, nelle lacrime e nelle mucose, che fà
da prima barriera contro gli agenti patogeni che aggrediscono le vie respiratorie. Il
risultato è stato sorprendente: l' IgA-S varia allo stesso modo sia di
fronte ad uno stimolo fisico aggressivo (come un rumore assordante) sia per uno
stress psichico; inoltre, diminuisce notevolmente in seguito ad un'emozione negativa
e aumenta col buonumore. Ha evidenziato inoltre che le emozioni positive stimolano
le cellule del sistema nervoso centrale a produrre maggior quantità di
Betaendorfine, oppiacei naturali che sono salutari per il sistema immunitario
e che aumentano la resistenza al dolore. - In un'altra recente ricerca effettuata
da alcuni medici, della Loma Linda University of California (neuroimmunologi,
patologi, anatomopatologi), riguardante la "Modulazione dei parametri neuroimmunologici
durante l'eustress associato ad un'allegra risata", in soggetti sani, sono
arrivati alla conclusione che la modulazione di tali parametri, poteva fornire
effetti benefici alla salute e per il benessere olistico della persona. -
Ronald Glaser e Janice Kielcol-Glaser , effettuarono uno studio ad un gruppo di
studenti della Facoltà di Medicina, usando questionari psicologici e prelievi
ematici, per verificare l'incidenza che poteva avere una situazione fortemente
stressante, come gli esame universitari. Il risultato dello studi fu univoco.
Evidenziarono che nel corso degli esami vi è una depressione del sistema
immunitario: i linfociti T-helper sono in n° minore e i Natural Killer (NK)
meno attivi. Notarono anche un'altra particolarità: i linfociti t e
NK diminuivano, ma cresceva invece il livello anticorpale contro il virus Hepstein
Barr (HBV) , il che potrebbe sembrare una contraddizione, ma invece evidenzia
che, il virus latente, in seguito all' indebolimento del controllo immunitario,
diventa attivo e costringe i linfociti B a produrre più anticorpi nel tentativo
di renderlo inoffensivo. Ma questa risposta di tipo umorale, contro il virus è
perlopiù inefficace e comunque meno efficace di quella che vede in azione
i linfociti T (risposta "cellulo mediata"). Si verificava quindi un
aumento di malattie infettive durante il corso degli esami. In più si
evidenziava una relazione stretta tra le condizioni psicologico-esistenziali (es.
livello di solitudine) e la frequenza con cui si ammalavano, che era più
rilevante negli studenti con problemi maggiori di socializzazione.
Università
degli Studi di Torino Facoltà di Scienze della Formazione Corso
di Laurea Triennale in Scienze della Formazione DISSERTAZIONE
FINALE: "Ridere per poter vivere" di: Stefania Bozzalla
Gros
1.1. La gelotologia La gelotologia, dal greco gelos, riso,
è una dottrina che riguarda lo studio sistemico del ridere in relazione
alle sue potenzialità terapeutiche. Questa neonata disciplina, risulta
essere un ponte tra la biologia, la psicologia, l'antropologia, la medicina, perché
il riso e il sorriso restano inafferrabili se studiati in una sola di queste prospettive.
Presupposto teorico della gelotologia, come sostiene Susumo Tonegawa, premio Nobel
per la medicina, è che "Chi è musone, triste, depresso, non
riesce a tener lontano le malattie". La gelotologia getta le sue basi
sugli studi di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, che hanno sostanziato la diretta
influenza degli stati mentali, delle emozioni, sul sistema immunitario e viceversa,
in una circolarità di interazioni che fanno tramontare di fatto, sia le
ipotesi organicistiche, sia e cioè la prevalenza dei fattori organici nello
scatenamento di una malattia, sia l'ipotesi psicosomatica, che ne privilegia la
prevalenza psicologica: le emozioni "parlano" direttamente al sistema
immunitario, attraverso canali neuro-endocrini, ed il sistema immunitario riflette
il suo stato direttamente sulle emozioni. Ridere spegne il cervello razionale,
lo travolge annullando i suoi vincoli emotivi e liberando tutte le energie che
abitualmente si consumano pensando. Energie che, mentre si ride, il corpo sfrutta
per rigenerarsi. Negli attimi privi di autocontrollo razionale, abbiamo una percezione
più aperta del nostro essere parte del mondo: ed è per questo che
molti Maestri considerano il ridere un atto sacro di empatia con il creato. 1.2.
La comicoterapia Il sorriso è un biglietto da visita che racconta di
come ti rapporti agli altri, della misura in cui riesci ad entrare in sintonia
con i tuoi interlocutori, ma non solo. La comicoterapia parte proprio da questo
principio: la risata ha un effetto positivo sul sistema immunitario perché
oltre a ridurre il livello di ansia, innesca nell'organismo una serie di processi
chimici scientificamente dimostrati. Fra questi, una maggiore secrezione di analgesici
naturali quali le betaendorfine e le catecolamine, l'aumento di ossigenazione
nel sangue e la riduzione dell'ansia residua nei polmoni. Anche la medicina
ufficiale, negli anni 80, ha riscoperto gli effetti delle emozioni sul sistema
immunitario,ed ha constatato che la felicità è contagiosa, e il
riso apre le valvole dell'energia comunicativa. Il nostro bambino interiore, vivo,
creativo e stimolante deve continuamente essere incoraggiato e non basta l'affidarsi
solamente al pensiero positivo indotto; ecco perché il riso diviene un
passaggio chiave per spegnere il lavoro mentale e risvegliare la mente inconscia
attraverso il non-fare e il non-pensare, e favorendo la creatività, come
presupposto a libere associazioni. Il nostro corpo è in armonia quando
siamo sereni, allegri, liberi, altrimenti inevitabilmente ci si ammala; il riso
infatti riduce la secrezione di ormoni da stress, come il cortisolo, e stimola
la produzione di betaendorfine, analgesici prodotti dall'organismo. Alcuni studi
compiuti da ricercatori del gruppo internazionale Arise dimostrano che la comicoterapia
contribuisce a favorire la salute fisica e mentale, facilita il processo di rilassamento
e di protezione dallo stress e può agire come fattore di protezione dalle
malattie. Le capacità terapeutiche del sorriso stanno imponendosi sempre
più decisamente all'interno di terapie olistiche non ortodosse mirate a
stimolare la capacità di autoguarigione. La comicoterapia è ormai
utilizzata ampiamente in strutture ospedaliere, dove ci si è decisi a curare
i pazienti e non la malattia; ha raggiunto un altissimo grado di popolarità
grazie al film "Patch Adams" interpretato da Robin Williams. Secondo
gli studiosi di questa nuova branca della medicina, la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
(PNEI), esiste la via emotiva che porta alla salute: si tratta di scoprire se
emozioni come l'ilarità, la gioia, la contentezza possano rappresentare
un'accelerazione di questo percorso verso la sconfitta dei mali che ci colpiscono.
Secondo questi ricercatori ciò che conta maggiormente è esprimere,
avere la capacità e la forza di permettere al nostro organismo di "buttare
fuori" i propri turbamenti, la propria rabbia, la paura, il dolore; bisognerebbe
non imporsi mai comportamenti contrari al proprio istinto, in quanto, il trattenerli
a lungo potrebbe provocare stati depressivi che causano un grave abbassamento
delle difese immunitarie. E' quindi importante apprendere a praticare un ottimismo
responsabile attraverso il continuo esercizio della speranza, della fede nel futuro,
e soprattutto dell'autoironia, ovvero la capacità di "ridersi addosso",
di guardarsi con occhi diversi, di considerare i propri problemi come sfide e
non come drammi insolubili. La Società Polispecialistica Italiana dei
Giovani Chirurghi (SPIGC) e l'Associazione Ridere per Vivere hanno sperimentato
presso la Machiavelli Medical House del Gruppo USI di Roma la Comicoterapia in
Sala d'Aspetto, ovvero praticata su pazienti in attesa di effettuare visite od
accertamenti diagnostici anche invasivi per via ambulatoriale. La Comicoterapia
è stata somministrata tra Ottobre e Dicembre dello scorso anno da due attori
della Lega Italiana per l'Improvvisazione Teatrale (LIIT) sotto la supervisione
di Leonardo Spina, gelotologo (esperto del ridere terapeutico), della Dottoressa
Sonia Fioravanti, psicoterapeuta e del Dottor Antonello Trecca (chirurgo endoscopista
e Segretario Generale della SPIGC) su un totale di duecento pazienti che hanno
eseguito visite ambulatoriali. Tra questi, quarantuno pazienti scelti casualmente
sono stati testati con appositi questionari prima dell'attesa, dopo aver partecipato
alla comicoterapia ed al termine della visita e/o dell'accertamento diagnostico. La
sala d'attesa rappresenta infatti un laboratorio sperimentale di vissuto umano
ed emozionale travolgente. Da sterile e banale momento applicativo della routine
sanitaria può diventare la chiave di lettura privilegiata del "pre-paziente"
che il Medico della Risata tenta di consegnare al medico tradizionale dopo avergli
allentato tensioni e paure. Un breve questionario approntato dagli esperti
di Ridere per Vivere e teso a comprendere il livello di ansia e dello stress è
stato fatto compilare dai pazienti in entrata. Dopo aver assistito alle reciproche
provocazioni umoristiche dei due attori - che agivano in incognito - e essersi
sottoposti alla visita o all'esame diagnostico previsto, è stato chiesto
loro di rispondere a un secondo questionario in uscita, per tentare di comprendere
se e come la comicoterapia fosse riuscita nell'intento di allentarne lo stress
e renderne più agevole il percorso terapeutico I risultati sono molto
incoraggianti. La misurazione dell'ansia ha evidenziato che il 34% del campione
risultava abbastanza ansioso. Il
livello di gradimento della comicoterapia da parte dei pazienti è stato
molto elevato: il 40% circa la considera positivamente, il 55% la considera moderatamente
positiva, mentre solo il 5% la considera in modo negativo. Il
12% ha dichiarato di aver notato molta differenza nel suo stato d'animo prima
e dopo la comicoterapia, abbastanza il 27%, poca il 27%, nessuna differenza il
restante 34%. Da segnalare che più della metà del campione
era composto da persone testate come non ansiose. Per il 47% degli intervistati
l'idea della comicoterapia in sala d'attesa risulta utile, il 37% la ritiene buona,
addirittura ottima secondo il 10% circa dei pazienti. Il 78% ripeterebbe
volentieri l'esperienza della comicoterapia prima di un esame e/o visita, mentre
il 17% non sa rispondere. Infine il 96% degli intervistati consiglierebbe al proprio
dentista di adottarla per la sua sala d'attesa. Il
tipo di comicoterapia proposto è stato una specie di Candid camera senza
la TV (solo nell'ultima somministrazione si è realizzato un video nascosto,
con il consenso a posteriori dei pazienti), realizzato grazie all'apporto di due
improvvisatori professionisti che non dichiaravano il proprio ruolo: Susanna Cantelmo
che si identificava nei panni di una paziente in attesa ed Antonio Mariani, via
via nei panni dell'uomo delle pulizie, dell'uomo che prende le misure, dell'uomo
in cerca di fidanzata e così via. Le reazioni delle persone in attesa sono
state molto diverse, ma nessuna dichiaratamente negativa. La sala d'aspetto, così
privata della sua dimensione tragica, esplodeva libera di contenuti emozionali
talora imprevisti fino al riso, al dibattito ed alla commozione, con inaspettati
ritorni in sala d'attesa da parte di pazienti che avevano terminato di essere,
appunto "pazienti
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