Diario
di testimonianze di
chi sta offrendo
la sua opera come
volontario-clown,
il missionario della
gioia dell'Associazione
di Volontariato ONLUS
Vip ViviamoInPositivo
Ciao!
Sono
Aureola, l'ideatrice insieme a Spillo (Sergio) di questo sito e dell'Associazione
di Volontariato ONLUS Vip ViviamoInPositivo. Queste pagine sono una sorta di diario
che riporta alcune testimonianze dirette di coloro che dal 2000 prestano servizio
come volontari-clown in ospedale, Comunità e Case di riposo per anziani
per conto dell'Associazione VIP.
Ringrazio ogni persona che con il suo unico
e irripetibile apporto ha contribuito e sta contribuendo a rendere reale un progetto
d'amore, e a mettere in pratica un sogno: portare negli ospedali, nelle comunità,
nelle case di riposo e in strada l'allegria, la gioia, il buon umore e soprattutto
l'amicizia.
Le
testimonianze sono divise per anno e per mese a partire dalle ultime ad andare
indietro.
Anno
2004
2004 DICEMBRE
Lettera
da un paziente dell'Ospedale Martini di Torino: il sig. Biagio
22-12-04
Chi
sei tu sia uomo che donna che ti svegli la mattina magari di malumore, nervoso,
con dei grossi problemi e che sei uscito di casa sbattendo la porta alle tue spalle.
Che non sai come risolvere dei problemi finanziari o familiari, insomma problemi
di tutti e di tutti i giorni per delle persone normali. Che a differenza di loro,
in un certo momento del giorno entri in un ospedale, ti infili un camice che era
bianco e che lo hai trasformato con dei colori, ti sei messo un cappellino ed
un naso colorato e che hai trovato la forza e la potenza interna di dimenticare
tutto e dedicarti a portare conforto serenita' e fiducia nella vita di quelle
persone sfiduciate, ammalate ed abbandonate. Sole in quei letti in attesa di cure
e non sapere neanche se ne usciranno vivere e che vedranno solo una o due volte
al giorno nel momento delle visite qualcuno dei parenti che li vengono a trovare
portando magari sconforto, presentandosi a loro con delle facce come se andassero
a trovarle al cimitero, non sanno che basta un sorriso per cambiare la vita.
Io
ho capito chi siete, non siete angeli non siete gente che lo fa per denaro, non
siete gente che si aspetta un grazie un riconoscimento o un applauso. Ho capito
che siete delle persone normali che a differenza sapete aprire il vostro cuore
a chi soffre, anche se vedendo soffrire le persone riuscite a trattenere le lacrime
facendo smorfie e sorrisi nascondendo le vostre emozioni, anche perche' come persone
umane una lacrima riesce sempre a venire fuori dal vostro cuore.
Spero
di non farvi perdere tempo e che scusiate la mia ortografia ed oltre tutto di
non fraintendere a male cio' che scrivo: ce ne fossero migliaia come voi al mondo!
Adesso
veniamo a me sono stato operato con rischio 50% di uscirne vivo ma e andata bene
adesso da sabato sono a casa e dico grazie a voi sai perche' prima di entrare
in sala passando ho visto in alcune camere dei palloncini colorati a forma di
animali da quel momento fino a che sono uscito dalla sala era come se vi avessi
vicino e che facevate il tifo per me come dire:
"dai che ce la fai!"
Scusatemi
ma mentre scrivo sto piangendo perche' era vero che eravate con me l'ho capito
come sono arrivato a casa e aperta la posta ho visto la vostra marea di posta
che mi avete inviata. Continuo a dirvi grazzzzzzzzzzzzzzzzzzziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiieeeeeeeeeeeeeeeee
e
continuate a rendere felici quella gente che soffre, noi vi amiamo, grazie
grazie e spero che accettiate i miei migliori auguri e anche da parte di mia moglie
che possiate essere felici in queste feste e per sempre.
Vi
amo tutti grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Biagio
e Tina
Tengo
ancora legata al mio cuore la coccinella da voi regalatami e che sara' sempre
per me un potafortuna spero di incontravi e di potervi stringervi la mano penso
che un grazie non lo accettereste come un grossissimo abbraccio che vorrei dare
a voi tutti a presto.
Buu
- 28-12-04 - Ospedale Santa Lucia - Roma
In
attesa che capitan Pèpè dia il voto alle nostre prestazioni di sabato
al S. Lucia, ecco le mie condivisioni.
Siamo
arrivati nel pomeriggio, un'ora prima dell'inizio dello spettacolo. Perchè
di spettacolo di trattava: l'ospedale tutti gli anni intrattiene i dipendenti
ed i figli con una festa prenatalizia, con giochi, buffet, tombola e premi. Quest'anno
c'era un'occasione di divertimento in più: i clown.
Eravamo
un po' spaesati all'inizio: era diverso dal fare servizio in ospedale. Contribuiva
all'atmosfera il fatto che l'ospedale è nuovo e lussuoso, con enormi spazi
e un'organizzazione di ferro: la festa era prevista nei minimi dettagli e in principio
abbiamo faticato a capire cosa volevano da noi e come avremmo dovuto inserirci.
E poi è saltato fuori che si aspettavano che noi fossimo gli elementi di
disturbo.
Ora, se vi dico i nomi dei
partecipanti capirete quanto l'obiettivo è stato raggiunto! Chiacchierino
(che da un valigione stracolmo di trovate ha tirato fuori la più bella:
il cane invisibile!) Tomatito (che girava da uno all'altro offrendo una rosa con
gambo speciale che appena presa in mano si
affloscia) Clauncino (ragazzi, che
cos'è fare servizio con lui!), Sormarella, dolce come sempre, Ieia, Pingu
e Smemoretta al massimo della forma, Mentina, Timidi, Cirillo, Tulipa, Spika,
Fusorario, la nostra Lepre e uno scoppiettante Pèpè. Mi sono dimenticata
qualcuno? Oltre Buu! avevamo Scolorina come supporto esterno. Una squadra da sballo.
Alle
4 abbiamo iniziato, armati dei nostri ferri del mestiere e di una gran voglia
di divertire e divertirci. I bambini non erano 100 ma comunque tanti e di tutte
le età, cosicchè, facendo i dovuti distinguo, siamo stati in grado
di apprezzare le diverse situazioni e strategie di entrata messe a punto con Dolly.
Dall'approccio con i dodicenni, che non ci si filavano e giocavano a basket, passando
ad alcuni vivacissimi maschietti di circa 7 anni, dolci ragazzine della stessa
età, continuando con bimbi di 2 o 3 anni, per terminare con alcuni batuffoletti
di pochi mesi, traballanti sulle gambe. Li abbiamo goduti tutti. Abbiamo cantato
a squarciagola una vecchia canzone di Zucchero con LaLepre che inseriva acuti
e dissonanze, abbiamo disegnato, cercato il bruco, inseguito con trenini-clown
ignare infermiere, mimato, costruito palloncini, abbiamo truccato delle principessa,
arbitrato partite di basket.
Abbiamo disturbato, improvvisato girotondi, fatto
incredibili capitomboli.
Imsomma, abbiamo
animato una festa.
Ho avuto l'impressione che molti dei genitori presenti avessero
nei nostri confronti un atteggiamento tra il confuso e il condiscendente: non
erano abituati a noi e forse ci sentivano inutili nell'impianto di una festa che
anche senza di noi sarebbe stata per loro soddisfacente. I bambini erano comunque
attratti da noi. Certo, questi erano bambini particolari. Tranne una, la ricoverata
più piccola del S. Lucia, questi bambini STAVANO TUTTI BENE e forse nessuno
di loro aveva mai fatto l'esperienza di un ospedale. E questa è una differenza
enorme.
Comunque, stabilito questo,
il pomeriggio per me è stato un allenamento sul campo particolarmente efficace
e intenso, almeno dal punto di vista fisico, Correre per due ore in una grande
palestra: non ho più l'età! E' stato bello avere intorno tanti compagni:
quasi venti clown uniti insieme, e mi sono rammaricata di non aver potuto far
cappello il giorno dopo.
A presto cari
matti (come dice Tomatito): anzi, quando è fissato il prossimo servizio?
Baci
da Buu!
Gruppo Applausi - Vip Roma
Briossina
- Messina a Natale
Quest'anno, ho
passato un bellissimo Natale,davvero non mi sarei, mai e poi mai, aspettata, di
sentirmi così serena e felice! Devo ringraziare per questo, tutti i nasini
rossi, che nonostante tutto, sono accorsi numerosi a sostenermi nell'iniziativa.
Ho
conosciuto una ragazza dolcissima, Ketty, che mi ha contattata, dopo averci visto
alla "Fiera missionaria", per portare i regali ai bambini in ospedale
e nelle case famiglia...Risultato? Il 22 - 23 - 24 sono stati davvero dei giorni
FANTASTICI !!!!!
Il 22 siamo stati ad Acquedolci, paese in provincia di Messina,
però più vicino a Palermo! Anche lì ci hanno contattati (la
Croce Rossa), per dare dei regali ai bambini, perlopiù extracomunitari.
Eravamo in sei: Girandolina, Altalena, Acunamatata, io e Teti, ci ha raggiunti
Doris che lavora in banca lì vicino. E' stata, in particolare per i ragazzi,
un'esperienza un po' diversa da quelle fatte fino ad ora, i bambini, infatti,
erano eccitatissimi dalla nostra presenza, e per tenerli a bada ho dovuto fare
uscire, quella parte d'insegnante che è in me.
Briossina e la maestra
Janita, si sono fuse in un'unica cosa...crisi d'identità?!?
Tutto sommato
pensandoci bene, sono sempre clown, anche senza naso rosso, però è
la prima volta che mi capita il contrario, cioè di essere anche insegnante
quando ho in naso, credo che ormai la fusione sia completa!!!
Stanchi e felici
di questo primo successo, siamo rientrati a tarda ora e ci siamo dati appuntamento
per l'indomani, alle 9,00 davanti al primo ospedale.
Al "Piemonte"
siamo in 14, arrivano anche Tirintintintina da Ragusa, Zippo e Cicciriddu da Catania,
Sdilly da Milazzo. Siamo carichi ed emozionati, perchè è una struttura
che non abbiamo mai visitato. Veniamo accolti con in po' di diffidenza, abbiamo
qualche problema con la radio (ne abbiamo distrutte due nel giro di una settimana).
La stanza è piccola, noi siamo tanti, ma...alla fine riusciamo a coinvolgere
tutti, anche lo scettico primario, danza con noi il "Valzer del moscerino"
e non appena andiamo via, si affretta a comunicare l'evento ad una televisione
locale!!!
Scappiamo, ci aspettano alle 11,00 al Policlinico Universitario.
Tutti partono, io, Teti, Tirintintina e Sdilly, rimaniamo bloccati al parcheggio...Panico!!!
Mentre con il fischietto, tento di fare il vigile urbano,scende dall'auto una
giornalista del "Giornale di Sicilia".-Voi siete quelli che si sono
sposati?-dice, ed io -Si, si, siamo noi, ma adesso dobbiamo scappare ci aspettano
al Policlinico, tenga il mio numero di telefono.
E lei -Per quanto vi fermerete?
vi manderò un fotografo (che poi non si è visto).
Arriviamo trafelati
al Policlinico, reparto di "Neuropsichiatria infantile"...la stanza
è grande, colorata e accogliente, abbiamo un bel pubblico numeroso...iniziamo
con la marcia di Topolino...Un successo!!!
Andiamo, dopo tutt'insieme a pranzare
e festeggiamo il compleanno di Teti, ci accomiatiamo dai ragazzi che vengono da
fuori, devono fare tanta strada per tornare a casa...
Nel pomeriggio siamo
al "Papardo" (Ospedale di Messna, lì ci sentiamo di casa, però
è la prima volta che andiamo in un giorno infrasettimanale. Il gruppo si
è ridotto siamo in 7.
Incontriamo un dottore, lo coinvolgiamo, fa la
parte del lupo in "Cappuccetto rosso", ci divertiamo tutti insieme,
bambini, genitori, medici e infermieri. l dottore si congratula con noi, sapeva
della nostra presenza la domenica, ma non gli era mai capitato di vederci.
Siamo
stanchi, soddisfatti, fra brindisi, succhi di frutta e panettoni, a sera, torniamo
a casa.
Aureola - Ospidale Molinette - Torino
25-12-2004
Presenti:
Ariel, Aureola, Aquilone, Ballaballa, Cleitont, Jambè, Kimba, Marcomix,
Pippicalzecorte, Tortellino, Voilà.
Compagni d'equipe: Ariel, Kimba,
Marcomix
Reparti: Ematologia - Neuropsichiatria
Considerazioni: E' stato
un servizio stupendo! In Ematologia abbiamo iniziato il servizio con il Sig. Francesco
che di secondo nome fa Natale e, nonostante la mascherina ha riso e cantato con
noi "Calabrisella" e ci ha raccontato che lavorava nello spettacolo
ed era così felice. Io ho focalizzato l'attenzioen sulal moglie che lo
guardava con uno sguardo triste, ma così contento di vederlo reagire e
giocare con noi. I suoi genitori poi erano partecipativi e allegri. Arriva il
cappellano dell'Ospedale e ci chiedono di cantare "Tu scendi dalle stelle"
e Marcomix la esegue in tre versioni: "Soul, Rock e melodiosa". L'atmosfera
era così allegra che Aureola si è cimentata sul suo numero più
pericoloso: "L'equilibrista"... Non vi dico le risate nel vedere reggiseno
e mutandine (rigorosamente trosse) stese sul filo...
Nella seconda camera abbiamo
trovato due uomini, uno rumeno e l'altro delal basilicata... Qui, mentre Marcomix
suonava e cantava la canzone di Renato Pozzetto: "Una canzone intelligente",
le tre "grazie" si sono esibite nella danza famosa alzando la coscetta
destra al coro: "Jappappappà..."
E poi ancora Jingle Bells
e tanta allegria...
In sala TV abbiamo trovato un sacco di gente intorno a
Cristina attaccata alla flebo e con la mascherina, ma questo non le ha impedito
di parecipare al "Musichiere". Abbiamo diviso le squadre in tre: Gli
Sfigati, i Malcapitati e gli Extracomunitari.
Hanno vinto gli Extracomunitari
per 5 a tre! Però abbiamo distribuito regali a tutti (gentilmente prtati
da Pippicalzecorte).
Usciamo dalla sala TV e ci chiamano le infermiere per
invitarci a bere con loro... beviamo sì, ma ACQUA!!! Eravano praticamente
"essiccati". E poi per lor spettacolo speciale, canti e danze.
Nella
stanza dopo tre splendide signore, con il capo rasato all'ultima moda... E qui
iniziamo con la canzone pugliese "Quanto è bello lu primm'ammore"
e poi canzoni piemontesi e terminiamo ballando una mazurca...
Si
è fatto tardi, ma non vogliamo saltare il servizio in Neuropsichiatria,
così attraversiamo tutto l'ospedale e finalmente arriviamo in reparto.
I pazienti sono tutti in camera, mezzi addormentati, così Kimba li va a
"stanare" e ce li porta in sala da pranzo. Maurizio, 35 anni ci chiede
di cantargli le canzoni dei Nomadi, Kimba vuol farlo ballare, ma lui le dice che
non è capace ed è timido e si vergogna... ma poi si convince...
nel frattempo arrivano i suoi genitori.. Quando stiamo per andare via mi chiede:
"Ma voi siete sempre così allegri?" Gli rispondo di sì
e lui: "Io non sono capace, soffro, ho una malattia brutta..." Gli regalo
un naso rosso e glielo metto al collo e gli dico: "Ogni volta che ti senti
triste e soffri, metti il naso rosso così diventerai allegro come noi"
... Lui quando usciamo dice a Kimba: "Sono felice!"
Un sognore sta
seduto con un sorrso triste, ma mentre cantiamo lui ripete ogni parola di ogni
canzone che cantiamo... Alcune signore più anziane ci chiedono canzoni
del tempo della guerra e con l'aiuto di Marcomix cantiamo: "O surdato nnammurato",
"Vecchio scarpone" "La penna nera", "O bella ciao",
"Quel mazzolin di fiori", "Amor dammi quel fazzolettino"...
Vorremmo
rimanere ancora, i nostri amici sono veramente felici di stare con noi ed è
tangibile quanto serva loro questo momento di svago, ma sono le 18,45 e abbiamo
appuntamento con gli altri per la condivisione e per cambiarci e così salutiamo
tutti, consegnami i regali di natale e passiamo dalla infermiere a portare qualche
regalino anche a loro.
La
giornata si conclude al bar dove troviamo i nostri compagni claun e ci scambiamo
le impressioni sul servizio, e quindi felici e soddisfatti ... torniamo a casa.
GRAZIE
a TUTTI I CLAUN che hanno contribuito a rendere questa settimana di Natale così
serena e gioiosa per me!
Aureola
Claun
Paco - Osp. Le Scotte - Siena
Era
il 25 dicembre di questo anno
CLAUN:
Perchè, Momo, Rumba, Tegola, Hop, Grandine, Sfix, Surì, Paco
La
storia inizia il 24 dicembre, precisamente quando riparto da Piombino per ritornare
a distanza di un giorno a Siena per essere lì, in ospedale il 25 dicembre,
a Natale.....
Lungo la strada desolata
e fredda, mi fermo per fare p........ ehm...... per controllare le ruote della
macchina, e mi metto a guardare le stelle, non si vedevano bene, ma quelle che
sporgevano dalle nuvole erano proprio decise a farsi vedere, e brillavano,brillavano,
che quasi dovevo mettere gli occhiali.....e sembravano così vicine, da
poterle toccare...... e si potevano toccare, wow!!!! Così ho pensato "perchè
non le prendo e le regalo domani in ospedale.... ci pensi che bello che è
un'ospedale con le stelle!!".......
Con
il mio bottino sono corso a casa, ho preparato i miei vestiti, ho tirato fuori
il naso, ho preparato la borsa....... ero solo in casa, ma c'era qualcosa nell'aria,
un profumo, una musica........ non so cosa, forse era passato babbo natale.......
ho provato a dormire un pò, ma ero elettrizzato, mi sentivo vivo all'ennesima
potenza, quel qualcosa nell'aria mi aveva contagiato, ero stanco ma felice.......
ero veramente felice......non vedevo l'ora che mi suonasse la sveglia per partire,
per trasformarmi per poche ore in babbo natale......
In
ospedale non poteva andare male, non ci potevano essere rifiuti, ero sempre contagiato
da quell'atmosfera..... troviamo Gianluca, Alessio, Antonino, e altri bambini
e bambine, alcuni spaventati da tutti questi claun, ma basta poco perchè
partecipino ai giochi con te, c'è magia in tutto...... è Natale!!!
Giriamo in lungo ed in largo l'ospedale, tutti ci vogliono, tutti ci richiedono,
e noi accontentiamo tutti...... è Natale!!!
Regaliamo
le stelle a tutti, posiamo una stella su ogni culla al nido, troviamo anche una
mamma ancora da scartare...... per questo si merita una stella sul pancione.......
e una particolare va a Sara, nata oggi, verso le 9/9.30....... e avete visto le
due stelle negli occhi del babbo? Non ce le ho messe io quelle, ci sono andate
da sole........
Sarei rimasto lì
ancora e ancora e ancora, ma l'ora di partire era passata già da un pò...............
Un grazie a tutti quelli che erano lì, questa mattina, lì a diffondere
il profumo e la musica del natale.......Buon Natale a todos
Vi
voglio Bene
Paco
NOVEMBRE
2004
Claun Chupa
Chups
Ospedale: Ospedali Riuniti
di Livorno
Data: 29/11/04
Reparti Visitati: Medicina Generale
Compagni
d'equipe: Scoglio (angelo) Mastichino, Tippetta, Puffo
Amici libecciati, sono
il vostro clown CHUPA CHUPS, sabato è stato il mio primo battesimo clown,
dopo il meraviglioso corso a firenze che tanto mi ha lasciato dentro, ho deciso
di voler intaprendere da subito l'attività in ospedale.sono entrao dal
portone dell'ospedale e man a mano che mi avvicinavo al reparto pensavo dentro
di me in che modo avrei potuto rapportarmi con i pazienti, come avvicinarmi a
loro e man mano che mi avvicinavo questi pensieri erano ancora più forti
e aumentava un pò la strizza.
appena arrivati al reparto c'è
stata la notizia della morte di un paziente in una della camere in cui noi dovevamo
entrare.
dentro di me la consapevolezza che andavo a fare del bene in quel
momento si contapponeva alla situazione in cui ero e al fatto che non sapevo come
comportarmi.
siamo andati tutti insieme a cambiarci e in un momento è
come se un enorme macchia di colore e di gioia avesse invaso la stanza in cui
eravamo.
Ci siamo divisi in due gruppi da 5 persone io ero con TIPPETTA, MASTICHINO,
PUFFO e il nosrto angelo SCOGLIO.
All'inizio ero un pochino impacciato dato
il fatto che era la mia prima esperienza in un ospedale e sono felice e ringrazio
SCOGLIO di aver rotto il ghiaccio e di aver creato determinate situazioni in cui
io cercavo di inserirmi.
la titubanza comunque è durata ben poco, perchè
ogni persona che mi guardava neglio occhi, ogni gesto del paziente che apprezzava
che qualcuno in quel momento dedicasse il suo tempo a lui, non faceva altro che
buttare legna secca sul fuoco della mia anima che ardente di gioia cercava di
regalare un sorriso. ho cercato nel limite del possibile di regalare un pò
di me e del mio tempo e della mia voglia di vivere a chi in quel momento ne aveva
meno.
ogni camerata era un esperienza assestante, un momento diverso dagli
altri. le battute le gag, le scenette, si facevano trasportare dalla situazione
e da quello che l'improvvisazione in quel momento ci suggeriva di fare.
Il
momento più bello e più toccante è stato quando una signora
al nostro arrivo ha iniziato a piangere dicendoci che eravamo stati mandati dal
signore e che avrbbe tanto pregato per noi..... è stato veramente toccante
questo momento perchè in un mondo dove sempre più ognuno pensa a
se stesso e al proprio benessere avere un emozione così forte da una persona
che neanche ti conosce ma che ti apprezza per quello che gli hai dato credo che
sia bellissimo.
per trarre le mie conclusini volevo solo dire che con il gruppo
con cui ero credo di aver legato abbastanza e mi sono sentito molto a mio agio,
come dicevo prima ringrazio SCOGLIO per avermi iniziato a questa esperienza e
ringrazio tutte le persone e tutti i libecciati che con me hanno condiviso questa
esperienza..... siete meravigliosi. Che il naso che mettiamo in ospedale sia per
tutti noi uno stile di vita, viviamo in positivo. sono gasatissimo dell'esperienza
fatta...... grazie mille vi voglio bene il vostro CHUPA CHIUPS
Claun
Madrid
28-11-04
Luogo: Vimercate
(MI)
ClaunS: Dudol, Profumilla, Gonzo, Madrid,
Non pervenuti causa neve/febbre/cavallette:
Archimede
Ah, come mi sono divertito! E che misto di soddisfazione (per noi)
e tristezza (per loro) sentire i bambini che, nel momento in cui si sono dovuti
staccare da noi per il pranzo, ci hanno più volte chiesto "continuiamo
a giocare nel pomeriggio?" ... in effetti è stato un servizio molto
"giocoso", con tutti i bambini radunati nella sala giochi dell'ospedale,
e noi ad improvvisare gags varie, alcune volte in perfetta sintonia, altre volte
in perfetta distonia, ma con stesso esito comico.
Riflessioni
sulla nostra performance: con Dudol è come se fossimo fratelli, non serve
neanche uno sguardo per intenderci. Gonzo, con il suo "trucca bimbo",
è riuscita a coinvolgere fin da subito tutti i presenti (bambini dell'ospedale,
bambini visitatori, genitori, chi più ne ha più ne metta) e questo
ci ha dato la possibilità di guadagnarci fin da subito la fiducia di tutti
... la Profu si è sparata una serie di palloncini da paura (peraltro tutti
pessimi - eh eh eh) e si è ben coccolata un bambino piccolo piccolo, che
ci ha fatto una visita in braccio alla mamma.
Considerazioni aggiuntive: c'è
poco da fare, al di là tutto quanto si possa preparare, il successo del
nostro impegno in ospedale dipende sempre dalla nostra capacità di improvvisare,
avendo l'intelligenza di leggere bene le situazioni che si vengono a creare di
volta in volta. Certo, la capacità di improvvisare si deve basare su solidi
pilastri, che vengono in aiuto nei momenti in cui si è magari un po' a
corto di idee (ad esempio, con Dudol abbiamo creato una gag con un palloncino,
riciclando alcuni pezzi di quanto provato nell'allenamento di Mercoledi scorso).
Claun Madrid - Dutur Claun Vip Milano
fedefico@yahoo.com
Claun
Pisolo - Osp. Martini - Torino
27-11-04
Ciao a tutti
i claun da parte di Pisolo.
Oggi vi voglio raccontare la giornata di sabato
27 al Martini e voglio farlo perche' ieri per me' e anche per gli altri, e' stata
una mattinata fantastica. Abbiamo incontrato un paziente in Cardiologia che ci
ha dato una carica e un'emozione mai provata.
Il Nome di questa persona e'
Biagio e si trovava in cardiologia, era seduto e stava scrivendo piccole cose,
barzellette, giochi di parole, storie.
Quando siamo arrivati ci ha messo subito
a nostro agio ed ha iniziato a raccontarci barzellette, piccoli aneddoti rendendo
la stanza molto molto allegra.
In seguito ci ha anche seguito e con noi ha
partecipato a piccole gag tra noi e le infermiere.
Quando eravamo verso la
fine del reparto lui si e' avvicinato e ci ha lasciato una lettera che avava appena
scritto e poi se ne e' andato dicendo solo "e' per voi".
Ad ogni
parola gli occhi si inumidivano e l'emozione era enorme, non sapevamo cosa dire
o fare, ci siamo guardati e abbiamo deciso quindi di finire il giro e tornare
per ringraziarlo. Appena arrivati nella sua stanza lui ci ha guardati e ci ha
dato un'altra lettera che aveva appena finito di scrivere. Di nuovo un'emozione
forte fortissima, noi gli abbiamo lasciato un nostro naso rosso (grazie SALSA)
come ringraziamento da parte di tutti i clown di VIP.
Voglio per questo condividere
con voi le Due lettere che ci ha scritto e ci ha dato durante il nostro percorso
in Cardiologia lascio anche il suo indirizzo e-mail in caso qualche claun voglia
ringraziarlo personalmente. Ringrazio anche i miei due compagni (Salsa e Armonica)
che con me', si sono emozionati leggendo queste lettere.
LETTERA 1 - I
PAGLIACCI
Sono quelle persone che hanno un cuore nobile, specialmente quelli
che viaggiano girando ospedali visitando sia bambini che adulti portando per un
po' tanta allegria in quelli che sono tristi e preoccupati.
Cercando di rendere
felici anche se in quei momenti nascondono le loro emozioni e le lacrime vedendo
chi soffre e si e' impotenti.
Non sembra, ma chi fa' questo lavoro, oltre che
essere una persona umana e' una persona di spirito, di cuore e di una umanita'
verso il prossimo infinita.
Pertanto vi dico vi voglio bene e continuate a
dare il vostro amore. BIAGIO
LETTERA
2 - IL CLAUN IN OSPEDALE
Con un piccolo sorriso ti riempiono il cuore dei
piccoli gesti che ti mostrano il loro amore con la sua simpatia anche il dolore
scappa via, una loro parola vale piu' delle medicine.
Un piccolo e ridente
discorso cancella le idee che ti sei fatto sul tuo male. Quando entrano nella
stanza e' come se tu vedessi il sole,
l'arcobaleno dopo la tempesta.
Ti
cambiano la vita l'umore per quei minuti che stanno con te'. Lo so' ti ritorna
la malinconia quando vanno via, ma ti rimangono nel cuore ed e' sempre come una
ventata di felicita' ed allegria.
Grazie Amici
BIAGIO
Claun
Pingu
- Osp. Bambin Gesù - Roma
16-11-04
Pingu
in corsia.
Allora partiamo da qualche giorno precedente il sabato in cui
sono stata per la prima volta in ospedale. Era lunedi e controllando la mailing
list finalmente mi decido a prenotarmi per il sevizio. Mando una bella e-mail
a
PePè: allora io sono diposnibile per il 13 e per il 27 scegli tu dove
mettermi. Avendo già visto che il turno del 13 era pieno ero certa di andare
a finire nel turno del 27....Invece Titta, che si era prenotata per il 13 rinuncia,
causa contrattempi, e io sono in lista. PANICO. E ora che faccio. Inizio a controllare
il materiale....uffa lo sapevo non ho ancora finito il camice, la mia tuta è
ancora da aggiustare un pochino e mi mancano alcune cosucce. Faccio un scaletta
delle priorità. Prima di tutto i vestiti. Visto che ho poco tempo e sono
una schiappa clamorosa con ago e filo chiamo disperata mia zia (che invece è
una maga) e piagnucolando un po' riesco a convincerla a darmi una mano con i pantaloni.
Martedi mattina glieli lascio. Ora viene il problema del trucco. Mi manca sempre
il fondotinta bianco. Mi ricordo che una di voi (non so nè il nome di battesimo
nè il nome claun) mi aveva parlato di un negozio specializzato in cose
del genere a piazza Cavuor. Detto fatto mercoledi pomeriggio mi armo di santa
pazienza e uscita dall'università mi incastro sul Lungo Tevere alla volta
di Piazza Cavour. Dopo un'ora di traffico arrivo all'agognata meta giusto 3 min
prima della chiusura. Lascio la macchina in terza fila (unico posto disponibile),
tanto ci metto 3 secondi, penso. Invece no. La gentile signorina del negozio alla
mia richiesta del fondotinta bianco esclama:"ANCHE TU!!! Ma dimmi c'è
qualcosa di strano in giro, sei la 10 persona che viene qui in pochi giorni a
chiedermelo...
L'ho
quasi finito, guarda ne ho solo due confezioni". Rapidamente le spiego del
nostro progetto (anche perchè pensavo sempre alla mia macchina in terza
fila al centro di Piazza
Cavuor) e lei mi attacca bottone. Ma che bello, che
bravi e bla bla bla.... Giovedi scrivo un e-mail a PePè chiedendigli informazioni
sull'orario e sul luogo d'incontro per sabato, ma non mi si fila!!!!! Venerdi
ormai nel panico mando una mail direttamente a tutto il gruppo sperando in un
segnale...E arriva. PePè sentendosi pizzicato mi telefona addirittura!!!!
Dopo
avermi istruita ben bene ci salutiamo con un "A domani". Sabato mattina
sono ancora in giro per le rifiniture: salviette struccanti, disinfettante per
le mani.... Torno a casa all'una passata e devo mangiare, preparare tutto e correre
alla volta del Bambin Gesù. Mia madre, che pensava dovessi andare a correre
la maratona e non a fare servizio in ospedale, ha preparato un pranzo di sette
portate. E guai a non mangiare tutto. "Ma come te l'ho preparato con tanto
amore!!!!" Ok, ingoio tutto come uno struzzo, mi preparo e alle 13:45 sono
pronta a partire. No c'è sempre l'imprevisto in agguato. Stavolta è
l'amico dell' università (che chiamerò Bestiolina per rispetto della
privacy): "ti prego ho l'esame martedi mi servono gli appunti al più
presto." Ok allora io sto andando (e gli spiego tutto velocemente) ci vediamo
al belvedere del Gianicolo alle 14:20. Arrivo su fino alla statua lancio gli appunti
alla Bestiolina e via di corsa all'ingresso dell'ospedale. Parcheggio in modo
a dir poco tremendo. Sono le 14:30 in punto. Un record per me che sono una ritardataria
cronica!!! Sulla panchina trovo Zorra e LaLepreMarzolina che chiacchierano, arrivano
anche IeIa e Chiacchierino, ma di PePè e Paco nemmeno l'ombra. Li chiamo..."Si
si stiamo arrivando, tranquilli."
Bene
arrivano alle 14:50....alla faccia della puntualità!!!! Si sale in reparto.
Facciamo un po' di anticamera, stanno pulendo la stanza dove ci cambieremo. Intanto
inizio a guardarmi intorno. Sono al secondo piano di non so bene quale edificio,
l'ingresso è tutto un cantiere. Al primo piano mi sembra di aver letto
su una porta Nefrologia...chissà se andremo anche li ( e tra l'altro non
ho la più pallida idea di che cosa sia). Siamo sul pianerottolo, incastrati
tra l'ascensore, la porta che immette nel reparto di cardiologia e quella del
reparto di oncologia. Provo ad immaginarmi come possa essere un reparto di oncologia
pediatrica, ma preferisco non saperlo. PePè nell'attesa ci fa le ultime
raccomandazioni. Siamo tutti un po' silenziosi...per timidezza, per timore, per
rispetto.
Alla
fine entriamo...Ecco la stanzetta, veramente "etta" dato che in 7 ci
stiamo un po' strettini. "Cambio promiscuo" esordisce PePè con
l'occhietto fino!!!! Inizia la vestizione...ed un mondo colorato si impossessa
di noi. Chi tira fuori calzini a strisce di colori improbabili, chi magliette
a fiori....Io, che come al solito sono una pasticciona, in tre minuti riesco a
creare il panico: faccio cadere due sedie, tento di sistemare il tappo del disinfettante
ed invece ne faccio uscire mezza boccetta senza peraltro riuscire a chiuderlo,
tento di sabotare l'operazione trucco degli altri urtando (involontariamente)
i loro specchi. PePè mi guarda con aria rassegnata. Tutti pronti. Paco
scatta una foto e via in reparto. Tre di la e quattro di qua. Bene inizia l'avventura.
All'inizio sono decisamente impacciata, mi sento come un elefante in una cristalleria,
ma non sono agitata. Osservo molto Paco e come si muove.
Usa
molto la mimica soprattutto all'ingresso in stanza, poi inizia a parlare ma a
voce molto bassa ( io di solito urlo come un'aquila). Tenta di fare qualche gag
con Zorra. Entrano subito in sintonia. Io mi sento ancora spettatrice ed invece
Paco mi chiama in scena.Senza pensare troppo a che dire o che fare, mi lascio
trasportare. FUNZIONA!!!!!!! Tra una gag e l'altra giramo tre stanze. Vediamo
di tutto: bimbi piccoli, altri un po' più grandicelli, altri decisamente
adolescenti. Tutti hanno qualche tubucino che gli esce dal petto. Io osservo,
ma non guardo, vado direttamente agli occhi al viso. Cerco di capire se gradiscono
la nostra presenza o se siamo intrusi e basta.
In
una stanza più grande delle altre ci tratteniamo per un bel po'. Mi legano
come un salame, reagisco, mi sciolo, faccio il mio famosissimo numero del salto
con la corda. Paco è sorprendente. Rimarrei incantata a guardarlo per ore.
Invece no. Come mi fermo mi tira subito in gioco. Abbiamo girato tre stanze: nella
prima c'erano un pupino(Riccardo) di forse 10-11 mesi che stava solo in braccio
alla mamma; una bambina(Ludovica) di 10 anni che non ci ha dato confidenza, ma
ci scrutava ed intanto giocherellava con il suo puzzle; un ragazzo di 15-16 anni
(Andera) che a parte un paio di battute all'inizio tanto per rompere il ghiaccio,
è riuscito a guadagnare la porta e a svignarsela. Nella seconda stanza
c'erano 4 letti: sul primo sdraiato sul fianco c'è Emiliano: 8 forse 9
anni, un visino stanco e dei capelli bizzarri che Orazio (il barbiere) si era
divertito a decorare con righe a zig zag; io e Paco abbiamo tentato di riprodurre
lo stesso effetto su Zorra ma con scarsi risultati a parte la sua calvizie!!!!
sul secondo una pupina di qualche mese che dormiva e ogni tanto starnutiva; nel
letto all'angolino una bambina indiana che tirava baci e picchiava tutti con il
suo palloncino a forma di cuore; con tutta la sua famiglia indiana ci siamo fatti
delle bellissime foto di gruppo; nel quarto letto di fronte alla finestra un'altra
bambina di 15-18 mesi ci guardava e rideva alle nostre malefatte.
Nella
terza stanza (la più grande delle tre) c'erano 4 bambini: Annamaria, di
4-5 anni che avevo conquistato con gli occhiali di Paco (anche se mi preferiva
senza); un bimbo di pochi mesi che dormiva; un ragazzino di circa 10 anni che
si è divertito ad interagire con noi; un altro ragazzino di 11-12 anni
che ha riposato per tutto il tempo. Torniamo nel corridoio senza sapere bene cosa
fare e troviamo gli altri in quella che per noi (me, Paco e
Zorra) è
stata la prima e l'ultima stanza del pomeriggio. Inizia uno scontro a fuoco tra
PePè e Paco a colpi di troba, maracas, armonica e chitarra...Proseguiamo
con il professore che vuole interreogare tutti, ma finisce per essere interrogato
sul dilemma dell'uovo e della gallina. Passano altri minuti, alla fine ce ne andiamo
con un po' di confusione: 7 in una stanza siamo troppi. Uno sguardo all'orologio,
sono le 17:35. E' ora di andare, per oggi si chiudono i giochi. Peccato, penso,
ora che avevo iniziato a prenderci gusto....ma ora, a casa, a mente fredda capisco
che era giunto il momento di togliere il distrubo. Quando ci si inizia a sciogliere
è il momento in cui si combina qualche guaio perchè si abbassa la
guardia, ci si fa prendere un po' troppo dall'entusiasmo. Ormai la corsia non
fa più paura, quindi è facile commettere delle leggerezze. Ok di
nuovo nella stanzetta.
PePè ci chiede immediatamente le nostre sensazioni.
Poche
parole. Sono ancora un po' frastornata. Ero già stata in reparto con i
bambini con un'altra associazione di volontariato,ma essere claun è tutto
un altro modo di sentire. Il naso ci unisce e ci protegge: è lui l'elemento
chiave, vistoso e buffo. Una faccia con un naso rosso fa ridere solo a guardarla.
Esco dall'ospedale ancora carica di adrenalina. Mentre torno a casa in macchina
ed inizio a rilassarmi inizia un leggero mal di testa: lo sapevo. E' il prezzo
da pagare per un pomeriggio denso di emozioni. Ora sono a casa: una tazza di tisana
al tiglio e sono come nuova.
Pingu
- Gruppo Applausi - Roma
OTTOBRE
CLAUN:
Pernacchio
DATA:
24 ottobre 04
OSPEDALE: molinette - Torino
REPARTI: il primo mi sfugge,
oncologia, psichiatria
COMPAGNI DI EQUIPE: Pimma, Kimba, Maggiolina (il migliore
degli angeli), Sogno(il miglior ragazzo del migliore degli angeli), Alegrola,
Gegè, Paciugo, Minni, Balù, Dory, Arietta.
CONDIVISIONE:
Finalmente
le molinette...tanto attese ma tanto temute, e invece spettacolari. Già
bello bello questo servizio. finalmente con il mio angelo che mi ha dato tante
dritte (maggiolina non lo dico a nessuno che non sai fare la coccinella stai tranquilla).
Divisi in tre gruppetti siamo partiti in cerca di qualcuno disposto a sorridere,
e caspita se ne abbiamo trovati... eravamo io dory maggiolina ed il mitico balù.
Abbiamo girato il primo reparto con una sedia diventata magicamente automobile,
chiedendo dove fossero la discoteca la birreria e la piscina (gioco finito quando
uno mi rispose "non so mi spiace non conosco bene questo posto" e non
scherzava!!!!). Abbiamo portato allegria (non il claun) in tutte le stanze dove
ci hanno permesso di entrare e ci siamo divertiti tantissimo. Per fare alcuni
esempi la stanza delle veline o velone (un po' spaesate ma felici), La stanza
del signore dalle undici dita (bel gioco ma dopo un po' viene voglia di tagliarglielo
questo dito in più). Per non parlare dell'artista 90enne che ha usato le
sue poche forze per sorriderci, già, era proprio tenera. Forse un po' a
lungo ci siamo fermati in questo reparto ma ne è valsa la pena. Facendo
come pollicino abbiamo seguito i capelli lasciati per terra da sogno (non arrabbiarti
dovevo farla questa battuta) e finalmente abbiamo trovato gli altri. Un salto
in oncologia, qualche palloncino qua e là, riposo e su in psichiatria!
Che spettacolo!!!! è veramente bello vedere una decina di claun cantare
a squarciagola stonate come campane. Ho conosciuto in questo giorni dei claun
fantastici e ringrazio tutti quanti per le emozioni che ho vissuto. Aggiungo un'ultima
cosa: ho gradito la condivisione finale perchè essendo molto sintetica
sono usciti i primi pensieri freschi freschi ed è stato interessante sentire
quello che avevano da dire gli altri claun... un abbraccio a tutti
Pernacchio-Gruppo
Fortunelli
Torino
Claun
Gelsomino
23-10-2004
OSPEDALE:SPEDALI
RIUNITI LIVORNO
REPARTO: MEDICINA 5° 1' e 5° 2'
ANGELO:PIPPO
COMPAGNI
DI TURNO: LUCCICHINA e PIRIPICCHIO
Sono
arrivata davanti alla porta dell'ospedale con molta meno tensione rispetto alla
scorsa volta, avevo solo voglia di entrare e di portare un pò di gioia....dopo
essersi cambiati siamo andati dagli infermieri che ci hanno detto che non c'erano
problemi di degenze particolari....tutto nella norma...così armati di sorrisi
smaglianti e palloncini siamo entrati nella prima stanza....l'atmosfera era cupa
tra persone che dormivano e che stavano male, dentro di me è entrata la
tristezza che voleva essere combattuta ma cosa fare in casi del genere...abbiamo
lasciato qualche palloncino e siamo passati alla seconda stanza...anche questa
era triste e mentre si stava facendo qualche battuta per sdrammatizzare....mi
si è avvicinata una signora( parente di una malata di un'altra stanza)
che mi ha chiesto se per favore si poteva non entrare nell'ultima stanza perchè
c'era la sua mamma che stava male e che nemmeno lei sapeva come fare, in quel
momento ho provanto un senso di impotenza incommensurabile......così quando
siamo usciti dalla stanza, abbiamo deciso di fare anche l'altro reparto, il nostro
morale era a terra....ma ci siamo riforniti di un bel sorriso e siamo entrati
nella prima stanza, qui ci hanno accolto a braccia aperte abbiamo riso e fatto
palloncini così come nelle altre stanze, anche le donne ci hanno accolto
bene, mi sono avvicinata a una signora che si chiama Rosa la quale mi ha detto
di essere stata una maestra e che abitava in grecia, non so per quale motivo ma
mi ha fatto piacere sentire questa debole vocina che aveva voglia di parlarmi,
perchè forse aveva bisogno di parlare e di avere un cotatto fisico.
Alla
fine abbiamo fatto dei palloncini anche a delle signore buffissime che statavo
aspettando di entrare a far visite. Prima di andar via le infermiere ci hanno
detto che potevamo entrare anche nella stanza di un leucemico, l'unica cosa da
fare era lavarsi le mani prima di entrare, così siamo andati entrando in
punta dei piedi, pippo, come sempre, è stato veramente bravo scherzando
sul nome del paziente e facendo palloncini dalle forme più strane. Devo
dire che questo servizio e stato più duro, molte persone non avevano voglia
di ascoltarci e di staccare, ma è anche vero che è un ospedale dove
ci sono persone che stanno male, comunque, secondo me, l'importante è aver
portato il sorriso anche questa volta.
GELSOMINO
- Libecciati - LI
SETTEMBRE
Claun
Paco - Osp. Isola della Scala (vr)
25-9-04
Angelo:
Norina
ClaUn: Biscotto, Tipi Tapi, miss Calimera, Pa'o(trad: Paco)
Stamani mi
ci è voluto un pò per alzarmi, molto probabilmente dovevo fare ancora
i conti con il cambio di fuso orario.... :op Al dire il vero, mi sentivo agitato
come uno che è agitato, però non mi stavo agitando, ero fermo, immobile.....
Oggi trovavo altri amici in ospedale, non ho ancora capito se ero agitato per
la contentezza di rivederli o se ero in preda ad una "ansia da prestazione"....
ma comunque agitato e ansioso mi sono prestato....????? All'ultimo momento, una
sorpresa: Biscotto presenta la SPECIAL GUEST.... (rullo di tamburi....) NORINA.....
e come tutte le STAR, noi poveri claun mortali dobbiamo stare dietro a lei ed
ai suoi tempi. Prima di iniziare, NORINA ci ha fatto vedere quanto è agile
e snodata intrecciandosi su se stessa..... dopo noi abbiamo fatto vedere a NORINA,
come siamo abili a strecciarla.... Andiamo al PS....... chi è che chiama?....
boh?, scusate, vado avanti, dicevo andiamo al PS..... ancora?......ma come è
noioso quando la gente di fa PS, e poi fa finta di niente? io non lo sopporto!!
ALLORA, DICEVO che siamo andati al PRONTO SOCCORSO, e norina sbanca tutti! Con
lei non c'è concorrenza..... ma aspetta un pò..... ma mi stavano
aspettando?!? Cioè il pronto soccorso è pieno di palloncini uguali
a me!! Hanno le treccine in testa (anche se le mia sono di più!) e aimè,
hanno anche il mio stesso naso......... Un dottore mi chiama, sicuramente vorrà
il mio autografo..... che c'è?.....punture!?! NO, NO, NOOOOOO, (eh eh ci
spedisco uno degli altri.... ehi, ma dove sono finiti?), mi accompagna trascinandomi
gentilmente dentro, e dietro un sipario c'è una bambina che aveva un pò
di paura, il dottore mi fa "Vero che le punture non fanno male?".....NO,
A ME PIACE FARMI FARE LE PUNTURE OGNI TANTO, TANTO, TANTO, TANTO.... La bambina
era contenta del claun, anche se aveva un pò di paura, per fortuna che
è arrivata Tipi Tapi a darmi man forte..... Nel frattempo nel corridoio
norina faceva conquiste, biscotto si è fatto il servizio fotocopiografico
e miss Calimera ha seppellito tutti con le bolle di sapone e palloncini... In pediatria
ancora la parte da padrona l'ha fatta norina, tutti i complimenti erano per lei...
Cristian, un bambino ricoverato, ci ha detto che aveva un pò di aria nel
pancino.... abbiamo creduto che avesse l'aria, ma non abbiamo creduto che avesso
solo il pancino..... NON FINIVA PIù!!!!! Ma aspetta un attimo.... dove
è finito il mio palloncino scorreggione!?! E' ora di andare dai nonni....
ma parlano in OSTROGOTO?!? Meglio avvisare che sono toscano, boia dè! Mi
sono sempre chiesto come sto coi baffi.... qui c'è tanta gente.... perchè
non provare?..... e lo sapevo!.... ma porc.... faccio ridere!! Accompagnamo tutti
ai tavoli che è ora della pappa, dopo visitiamo i signori nobili che si
fanno portare il pranzo a letto e alcuni fanno come gli antichi romani... si fanno
imboccare!!! Ci proverò anche io qualche volta. Ma che succede?!? Dobbiamo
andare via che ci hanno avvertito che stanno arrivando i carabinieri!!! Gracias
a todos, è un piacere essere lì con voi, vi voglio bene in parti
quasi uguali.....
Paco
claun:
AKIRA
data: 18/09/2004
ospedali:
Martini e Regina
compagni: Martini:Paciugo,Meringa Regina:
Paciugo,Fiammella,Balu',Birillo
Oggi
per me e' stata una giornata veramente carica di emozioni... mi sono resa conto
che dopo il corso vcoo inevitabilmente vedo le cose con occhi
diversi... e
anche fare servizio e' stato diverso. Ho voluto cercare di mettere in pratica
qualcosa di quello che ho imparato al corso, anche se non
ero a contatto con
malati terminali (in fondo bisognerebbe comportarsi cosi' anche con chi non e'
in ospedale!! ma quanto e' difficile??!!)... ovviamente
per quanto mi era possibile,
visto che il tempo era poco e il lavoro che ho da fare su me stessa e' ancora
molto!
La mattina ero carichissima e avevo voglia di fare servizio con i bambini...ho
sempre pensato che mi trovavo meglio con loro... ma oggi ho dovuto
ricredermi
perche alla fine, al Martini, sono stata con gli adulti ed e' stato bellissimo!
Forse
anche grazie alla dolcissima Meringa che ha dato molto spazio a me e a Paciugo
mi sono ritrovata a prendere tra le mie mani un sacco di mani, di
abbracciare
e baciare (stampando guancie rosse a tutti!)un sacco di vecchiette e vecchietti
e quando lo facevo vedevo che sorridevano come
bambini e mi guardavano fisso
negli occhi e mi trasmettevano una sensazione di pace... una signora aveva le
mani molli...sembrava che non avesse le ossa
nelle dita ma non so perche non
mi facevano affatto schifo anzi avevo voglia di prenderle le mani (ovviamente
delicatamente!!) e farle sentire il mio
calore e trasmettergli che non le sue
rughe e le mani molli non mi avrebbero impedito di vedere il suo faccino simpatico
e tutto quello che aveva dentro.
Anche oggi ho avuto la conferma di quanto
le persone anziane abbiano bisogno del contatto fisico... nessuno li vuole piu
toccare e loro lo sentono.. cosi
un gesto semplice come prendergi le mani li
fanno felicissimi.. quasi si commuovono!. Ovviamente non mi sono solo data alle
smancerie!! :)) ho dato
anche la mia solita dose di deficenza! mi ha colpito
una signora che, con le lacrime agli occhi, ci ha raccontato che ha lavorato per
una vita in una farmacia e le hanno dato una medaglia...
(o qualcosa del genere..)
e poi ha detto di quanto sia importante fare le cose con passione perche si trasmette
agli altri, ci ha spiegato che non ci
sono solo le cose materiali e queste
cose si possono trasmettere... e ha detto che noi gli abbiamo trasmesso tante
cose belle... e' stato
bellissimo!!! Mi e' rimasta impressa anche una signora
che ho sentito urlare dal dolore misto tristezza da fuori e quando sono entrata
ero quasi certa che ci
avrebbe rifiutato o come minimo nemmeno calcolato...
quando siamo entrati e' rimasta un po stupita/scioccata anche se siamo entrati
in punta di piedi...
cosi per tranquillizzarla le ho preso la mano e le ho
parlato un po' dolcemente e quando mi ha fatto un sorrisone mi sono sciolta come
un budino,
forse perche non me lo aspettavo proprio!!! secondo me merita una
breve condivisione anche il pranzo con Paciugo Fiammella e Picchio al chiosco
del Regina ...mentre provavamo dei trucchi di magia, si intromette nel discorso
un signore che ci lascia tutti a bocca aperta.. perche inizia a farci vedere una
serie di trucchi con carte,monete,sigarette con una manualita' e professionalita'
da "mago Silvan"... infatti scopriamo che ha fatto per una vita l'animatore
sulle
navi e ha fatto anche degli spettacoli proprio con il mago Silvan!!!!!!!!...
in
effetti ,a guardarlo bene, aveva proprio la faccia da mago con sti baffetti da
sparviero e questo modo di fare da galantuomo!!! cosi ci ha spiegato un trucco
con la corda troppo bello che pur essendo semplice io ci ho messo una vita ad
impararlo :'(((((!!!
cosi alle 3.15
ci incamminiamo e, piacevolmente sorpresa, vedo anche gente che non era segnata
nei turni... ci dividiamo e partiamo carichi.....neanche
il tempo di prendere
l'ascensore che sentiamo delle urla e pianti strazianti di una signora li vicino,
con altra gente che la abbracciava.. ci ammutolisce tutti... intuisco che aveva
appena ricevuto una brutta notizia e quelle urla mi sono entrate nel cervello
e mi hanno fatto l'effetto di una coltellata al corazon... mi sono resa conto
di quanto, a volte, noi claun non possiamo fare proprio niente perche' a volte
il dolore e' talmente grande che deve essere vissuto in pieno... perforza... e
l'unica cosa che puo servire e' un abbraccio.. "iniziamo
bene!!!" penso io!!!! cerco di scrollarmi di dosso quella immagine e iniziamo
dal 4 piano...
sara' stata la stanchezza...o non so che cosa... ma con i bambini
mi sono sentita quasi bloccata... non sono riuscita a avere quella sensibilita'
che
avevo avuto la mattina... mi sono resa conto che, le coccole e il contatto
fisico, loro gia ce l'hanno dai loro genitori ecc... loro hanno piu bisogno
di
distrarsi, ridere e essere coinvolti... cosi vedendo un libro sul letto di una
bambina ho provato l'approccio che e' stato cosigliato nel corso.. ma
mi sono
accorta che, visto che era ben disposta con noi, andavano forse meglio i giochi
e gli scherzi che poi abbiamo fatto.
La
parte piu dura per me e' stata neuropsichiatria infantile... ci accoglie subito
un bambino di 4/5 anni (che credo parlasse ungherese) molto vivace e
un po
aggressivo ma interagiva molto con noi...poi in una stanza c'erano due ragazze
una sembrava incoscente anche se era seduta e l'altra aveva una
sguardo che
faccio fatica a descrivere.. non diceva una parola si muoveva lentamente come
una tigre in gabbia pronta ad attaccare chiunque si
avvicinasse... lo sguardo
era pieno di rabbia e aggressivita' e io quello sguardo sinceramente non sono
riuscita a reggerlo cosi sono uscita a giocare
con il bambino ungherese.
Nell'ultima
stanza, dove c'era una ragazza, ho deciso finalmente di provare il trucco della
corda che avevo imparato a pranzo e -... rullo di tamburi.....- mi e' riuscitooo!!!...
sembrera' una cavolata ma non avevo mai fatto trucchi in ospedale forse per insicurezza
e paura di sbagliare, e questa per me e' stata una piccola conquista!
...Lo
so e' stata dura leggermi fino alla fine ma ci sei riuscito/a !!! :))) ma sciau
AKIRA
- Vip Torino
AGOSTO
Nome:
Rumba
mese di agosto
Ospedale: Ospedale pediatrico di malattie genetiche
di Gornja Bistra - Zagabria - Croazia
Compagna di squadra for ever: Sciò
Considerazioni:
Settimana
con studenti di medicina e un po' di altra gente. Non contavo di tornare in quell'ospedale
dopo un anno dal mio servizio come scout, ma in mezzo è successo che Rumba
ha iniziato a prendere forma e prima di portarci tutta la VIP, dovevo fare una
prova, dovevo vedere se c'era posto per i claun lì dentro.
Il 25 arriviamo
all'ospedale. I bimbi (più di 110 con malattie genetiche e non, di varia
natura, cmq gravissime, di cui alcuni in coma vigile) avevano già cenato
e per ora non poteveo far fare, quale responsabile del gruppo di 11 persone che
avevo portato con me, il giro delle stanze, presentando le diverse situazioni
a grandissime linee. Delle 13 stanze (osservando il numero di bimbi capite la
densità di popolazione di quelle stanze), una è aperta e accessibile
e facciamo capolino. Un paio di persone sono già pronte a tornare a casa
e una esce piangendo per ciò che aveva visto.
La
mattina dopo facciamo il giro. Le persone rimangono sconvolte per i primi 5 minunti,
poi aprono il cuore e stanno al gioco. Inizia il miracolo. Fra quelle persone,
già dall'assaggio della sera prima pronta al servizio, c'è Silvia
Bruni. La mattina del 26 la passa con queste vesti e si abitua alla situazione,
all'odore di pappa ed escrementi che pervade l'aria, al volto di macro e micorcefali,
idrocefali, spastici, tetraparalitici, focomelici, autistici, down, cechi e sordi
e molto altro, tutte patologie assortite in varia natura nello stesso bambino,
dando vita a qlcn da cui, a prima vista, si vorrebbe solo scappare, qlcn che alla
nascita è stato posato fra le mani dei medici dalla madre dicendo "Così
non lo voglio, non potrei mai volergli bene, non ce la farei".
Non
eravamo qui per quello. Il pranzo del 26 si impianta sul senso del claun lì
dentro. Claun da reinventare, vista la situazione totalmente diversa rispetto
agli ospedali in cui facciamo normalmente servizio. Claun nuovo: le magie, le
giocolerie, i palloncini, non possono esistere, e così le gag, le improvvisazioni,
le battute (anche per il problema che il croato non è proprio un dialetto
italiano). Deve esistere solo il cuore con qualche arma che, senza il senso che
normalmente le diamo nei nostri reparti abituali, deve riuscire a fare magie molte
volte maggiori. Bolle, dito maracas, burattini da dito, organetto, chitarrino
di fortuna rimediato nella casetta volontari, queste diventano le uniche 5 armi
che possiamo usare, la musica arriva quasi a tutti i bambini, e il tatto a tutti.
Dobbiamo provare, dobbiamo riuscire a portare il naso rosso lì dentro.
Dentro a quello che la gente del posto chiama Il Castello della Vergogna.
Solo
con Sciò mi ci sarei azzardato a provare. Rumba indeciso, Rumba poco fiducioso,
Rumba spaventato. Sciò mi ha convinto a tentare. Va beh, andiamo. Aide
("andiamo" in croato)!!!!!
La
prima stanza (la numero 13, l'unica al piano terra) è proprio quella della
prima sera. Invece che i due volontari soliti, tutti i 18 volontari non-claun
presenti vengono a vedere cosa succede se Sciò si scatena e se due folli
(come già avevamo dimostrato) si mettono un naso rosso. Fra loro anche
un tipo che era la nona volta che veniva a Gornja. Fra loro una persona che, dopo
nove settimane passate lì, rimane a bocca aperta di fronte a ciò
che succede.
Entriamo. I bimbi ci vedono. La ballerina, Ivo, Tanya, Nina.
Si voltano stupiti. Toni, Ivana, Marco, Mario, Dalibor, Zore si alzano in piedi.
Non era mai successo che tutti insieme, gli ospiti di quella stanza, forse la
più casinista, rimanessero in silenzio e attenti osservassero qlcs. Beh,
stavolta è successo. Osservavano noi. Inizia Il Rumba Sciò, o uno
Sciò di Rumba, o la Rumba di Sciò, o in qualsiasi modo si voglia
chiamare questa strana coppia. Insomma, entriamo in azione.
Il
naso all'inizio preoccupa, spaventa, poi ci prendono confidenza e sorridono (i
bimbi come il personale medico che si rivela entusiasta per questo esperimento
e ne chiede il bis, chi ha orecchie per intendere intenda, gli altri in roulotte).
Quel sorriso si trasforma presto in vera risata. Si trasforma in gioia e bellezza.
Iniziano a ridere al claun. Iniziano a ridere a quella massa di colori e suoni
completamente nuova e che non capiscono. Iniziano e ridere. A ridere. E continueranno
fino a oggi, quando Sciò, dopo che l'ho lasciata ieri, sta salutando in
questo momento i bimbi.
Si
sale al primo piano: Stanza 1 e 2 degli infanti. In anticamera alla 1 c'è
appoggiato il letto di Pavlic, Stanza 3 e 4 e 7 e 8 dei bambini. Stanze 5, 6 e
9 dei grandi (sui 18-20 anni), stanze 10, 11, 12 dei coma vigile con qualche aggiunta
di incontenibili. 110 bambini e passa. Bellissimi. Stupendi. Sorridenti. Il chitarrino,
a seconda della stanza fonte di arpeggi o tamburi, l'organetto di Sciò,
la mia inseparabile maracas, a volte bacchetta per il tamburo-chitarra, e poi
pupazzetti in movimento, ed il mio camice campo di giochi di Marina, la piccola
sordo-ceca autistica che si tranquillizza solo se elisa, una volontaria, o io
la prendiamo in braccio, la culliamo.
E
Psyco, una nostra nuova canzone cantata per 1 ora e mezzo girnado per le stanze.
Anche qui ci ritroviamo a intonare e cantare con le stesse parole inventate uguali
contemporaneamente. Siamo belli. Brilliamo di luce riflessa del sorriso dei piccoli,
alcuni dei quali hanno la possibilità di sorridere solo con gli occhi,
occhi che scrutano e rimangono incantati da questi nuovi bellissimi colori, da
questo naso rosso che è così bello da tirare per altri e così
morbido per farci il solletico per altri ancora. La maracas è richiamo
per Spadu, la chitarra che arpeggia mi rende pifferaio magico per un palio di
carrozzelle, ognuna con un sondino nasogastrico al posto del pennacchio.
Sciò
e Rumba riescono a stare con tutti i bambini, indistintamente. Ieri l'altro sera
proviamo a scrivere nel diario di bordo cosa ci ha colpito. Anche un po' sorpresi
riusciamo a fare una lista di quasi tutti i nomi con il commento di ciò
che ci hanno lasciato. Sono tantissimi. Siamo ricchissimi. Ogni giorno c'è
sempre più confidenza con questo mondo di colori e suoni e stimoli tattili
che portiamo con noi. Ogni giorno c'è sempre più complicità,
magia. Ogni giorno Sciò ed io siamo sempre più forti, sperimentiamo
il deliro claun, in cui ogni parte di Silvia e Ignazio sono spariti, o si sono
ripuliti di ogni cosa che non era loro. Restano Sciò e Rumba. Claun. Ninet'altro.
Dal di dentro. Con il cuore in mano. Con gli occhi felici.
La
sera le condivisioni con anche gli altri volontari, di cui alcuni basavano il
rapporto con quei bimbi sulla pena, sul "come è possibile che Dio
possa permettere che essi vivano?" e frasi agghiaccianti di questo tipo.
La sera ciò che il giorno è pratica per 7 o 8 ore, diventa teoria
e analisi del nostro ruolo là dentro. Quei bimbi sono la vera summa del
nostro motto. Viviamo In Positivo, non è un nome, non è un modo
di dire, non è uno scopo, un comandamento cui a volte si sgarra, causa
le mille preoccupazioni fondamentali della routine per loro. Per quei bimbi Viviamo
In Positivo è la Vita. Quella vera.
Quei
bimbi sorridono. Non hanno malattie, Non hanno sofferenze per la loro "patologia
clinica" se non ai nostri occhi. Sono stupendi. Sono speciali. Quei bimbi
affrontano la vita con una positività che rimane a noi incomprensibile
se non diventiamo con loro. Ci hanno insegnato che Vivere in Positivo non è
poi così difficile, se te lo permetti, con o senza il naso rosso. Ce ne
hanno insegnato il vero significato, loro che sono così al limite del nostro
modo di vedere le cose. Ci hanno dato tantissimo. Alcuni pensano di andare lì
e salvarli. In realtà devono solo farli divertire, sorridere, ridere a
crepapelle. Alcuni pensano che sia la pena l'unica cosa che puoi provare di fronte
a loro. Noi abbiamo provato solo la Gioia. La gioia di vederli ridere di fronte
a noi. Non esistono emozioni negative lì dentro. Il Castello della Vergogna
si è trasformato nel Castello dell'Amore. Il miracolo è avvenuto.
è stato bello esserne testimoni.
RRRRRRRRumba
Claun
Aquilone
Servizio
del 01/08/04
Ospedale:
Molinette di Torino
Reparti
visitati: chirurgia vascolare, oncologia
Compagni:
Paciugo, Fiammella, Aquilone
Domenica
pomeriggio ore 15:25. Aquilone arriva all'entrate dell'ospedale e subito nota
due figure dall'aspetto sinistro e inquietante, che sostando di fronte al cancello
d'entrata, non risparmiano nessun passante sia in entrata che in uscita. Proprio
così. Tutti devono subire i dispetti e le molestie di queste due claun,
terribili !!
Ma
per fortuna arriva un bianco. Sicuramente la situazione non potrà che migliorare.
La disciplina e l'ordine regnerà nuovamente, sarà sufficiente uno
sguardo del nostro tenero, inerme e buon Aquilone..eh..eh..eeeh !!!
Purtroppo
il caldo estivo e l'inizio delle ferie, non permette di coprire tutti i reparti
dell'ospedale. I nostri claun sono in tre!!
Viene
deciso con metodo democratico di partire dalla chirurgia vascolare. Aquilone subito
si rende conto che il pomeriggio sarà caldo, ma non per i 35 gradi segnalati
alle 15:50, ma perché tal Paciugo e Fiammella messe insieme, hanno formato
un nuovo patto, tanto che il patto della Santa Alleanza in confronto, era una
riunione da circolo di bridge !!
Le
prime stanze del reparto di vascolare presentato delle caratteristiche particolari:
sono molto ampie ed i claun devono stare attenti a non perdersi tra loro, occorre
sempre cercarsi con lo sguardo e sfruttare bene lo spazio onde evitare di non
coinvolgere un degente, e favorirne così solo altri.
Inizialmente
due macchiette dal volto vispo e furbetto, incominciano a "tormentare"
uno a uno tutti i degenti della prima camera. Aquilone non può che intervenire
mettendo un 'po d'ordine. Così si aprono le danze..ed ecco un meravigliosissimo
spettacolo sensazionale d'alto circo: passano gli animali della savana, come la
molfetta che stende la biancheria, lo gnu che fa ginnastica, il facocero che sbadilgia
e dulcis in fundu...tenetevi...viene prontamente ordinato a Paciugo, che la giraffa
possa "brucare" l'erba di fronte ad una splendida sequoia in fiore,
ornata dalla rappresentazione di tal Fiammella
Vi
lascio pensare lo sguardo d'Aquilone che si vedeva Paciugo cercare di "brucare"
l'erba sopra una Fiammella/sequoia... terribile, terribile....!! E giù
risate per todos... I
degenti sono stati molto carini a partecipare con i claun per quello che potevano
e si sentivano, particolare é stata l'entrata, o il tentatvivo d'entrata
nella stanza di due simpaticissime signore, uno era Olio l'altra Stalio, viste
le dimensioni....
Aquilone
prima bussò alla porta senza farsi scorgere, mentre Cip e Ciop, così
ribattezzate (Paciugo e Fiammella), continuavano costantemente a ridere appena
le si guardava..ma anche se non le si guardava ridevano.... aaahh le droghe...!!
Insomma
Aquilone bussa e non sentendo risposta da nessuno, lento lento sporge il suo nasino
rosso in direzione della prima signora che lo guarda severa....Cominciamo bene,
disse tra se !! Così ordinò ai suoi scoiattolini d'entrare e di
"pensarci" lora...seeee !!La
signora persisteva con uno sguardo profondo e risoluto, quasi a voler dire...ch'eccefate
qua ? E mentre Cip&Ciop dispensavano sorrisi da istrice guatemalteco, Aquilone
decise d'entrare e di fare una presentazione delle due claun.
Cercando
di strappare lo sguardo dubbioso e inquisitore della signora (Olio..), Aquilone
disse che si sarebbe fatto tutto "sotto voce", senza svegliare l'altra
signora che apparentemente sembrava dormire...e appena venne ordinato a Cip e
Ciop.. "sotto voce"..., ecco che la pazzia claun si evidenziava, Paciugo
si blocca quasi da mimo e lentamente incomincia a scendere verso il basso mentre
Fiammella appoggiandosi sopra incomincia a parlare con foce bassa..."sotto
voce"... Credetemi che la signora a vedersi recitare di fronte a lei una
scenetta stra-improvvisata da questi tre baldanzosi claun e scoppiata a ridere
a crepapelle, costringendo Aquilone ad uscire dalla stanza colto anche lui da
un attacco di riso continuo. Emozionante !!!
Purtroppo
nell'ultima stanza sempre in vascolare, aimé una visione decisamente forte
si presentava ai tre. Antonio un ragazzo spostato da poco, apparentemente di 22-23
anni, assistito da una dolcissima e tenera mamma (era una chioccia per come se
lo accudiva!!) ci accoglie con un dolce sorriso e spegne il televisore per renderci
più facile la nostra presenza.
Cip
e Ciop restano per un attimo attonite e perse nell'iniziativa. E come non darle
torto....Antonio così giovane, con due splendidi occhi verde intenso, con
un sorriso rivolto alla vita, giaceva steso nel letto privo dell'arto inferiore
sinistro e con un marchingegno degno della NASA per il suo povero arto superiore
sinistro. Sinceramente l'occhio non ha potuto non registrare tale immagine.
Bhé
che si fa ora...Aquilone ripropone l'Aquagliummm...yeeeeee !!! I due "scoiattolini"
si rianimano perché devono entrare nei panni, in ordine, del: sofficino
Findus, della cozza marina, della cernia,. del paguro in vecchiaia etc...risate
por todos..
Saluti
e scherzi finali, i tre escono percorrendo tutto il corridoio senza emettere un
solo suono. I loro cuori elaboravano la tristezza di tanta cattiva sorte per Antonio,
che donava il suo sorriso ad ogni improvvisazione dei claun.
Oncologia.
I tre si imbattono in un cordiale signore semi sdraiato che sta ricevendo già
una visita di parenti/amici. Che si fa.?....Semplice...si prova un po' di micromagia
d'Aquilone per vedere se ci sono spazi per far interagire il gruppo, e....BINGO
!!
Inizialmente
sembrava che la presenza dei tre fosse in più, tanto che restarono sulla
soglia della porta. Ma dopo alcune magie, catturata l'attenzione del degente e
dei suoi "ospiti", venne chiesto l'intervento e il repertorio artistico
anche di Cip e Ciop. (per chi si é messo in collegamento solo ora..., Cip
e Ciop sono sempre Paciugo e Fiammella, ribattezzate dal buon, tenero e magnanimo
Aquilone, causa le marachelle e l'indisciplina mostrata dalle due cospiratrici
in arte due Augustelle.....).
Così
Aquilone si ritrasse dalla ribalta, e sembrava che il degente volesse continuare
alla visione di micromagie... maaa...
ma si ripartì con una storia incredibile,
le due "bamby" si ritrovaro come d'incanto, gettate all'interno della
savana, dove animali straodinari prendevano forma lentamente....e poi ancora e
ancora....la giungla...e di nuovo la profondità degli abissi....
Grande
show!!! Raggiunto il pick-stay, i tre salutano e felici si preparano per la stanza
successiva. Altra difficoltà.
Tre degenti, due mal messi e uno non reattivo,
parenti attorno ad assisterli. Siamo in una di quelle situazioni che Aquilone
definisce di caos.
Troppe
persone, pochi claun e lo spazio "scenico" mal distribuibile causa gli
spazi. Che si fa ? Semplice. Si gioca a palla volooooooooo !!!
Mentre
Cip & Ciop gonfiano 3 palloncini, Aquilone ordinava, meglio, coinvolgeva i
parenti, a posizionarsi eretti ai piedi del letto dei tre degenti, allungare le
braccia fino a toccarsi e...via con le partite...... Spettacolo per tutti...
La
vitalità e l'energia impiegate da Paciugo e Fiammella sono state determinanti
durante tutto il servizio. Sempre pronte a reagire anche quando il cuore non avrebbe
voluto vedere, sempre pronte a sorridere generosamente a tutti. Durante i passaggi
nei corridoi, hanno "importunato" chiunque si trovasse lungo il loro
sguardo: belle e brave, brave e belle !!
Giunte
le 18:50 i nostro claun arrivano stanchi, sudati marci e assetati al bar dell'ospedale.
E mentre saggiamente Cip & Ciop si dissetano con una lemonsoda, la "volpe"
Aquilone compra l'ultima bottiglietta di thé al gusto di menta e ginseng....proprio
bravo !!! Hanno rischiato di ricoverarlo per una lavanda gastrica dallo schifo
immondo del mix di gusti, bleeee !!!
Ancora
più di una mezzoretta tra relax e condivisione del servizio, e felici e
contenti, i nostri claun presero la via del rientro.
Grazie
per l'attenzione.
Aquilone
LUGLIO
claun
CriCri
31
luglio 2004
Chiara Onofri
Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma
Reparto: Cardiologia
Compagni di viaggio: Sugar, Papascia e Pepè
La
giornata di CriCri purtroppo non è iniziata molto bene: è stata
tutta una corsa e, nonostante tutto ho perso l’autobus che, ovviamente, è
passato molto in anticipo… a quel punto è subentrato il panico!!!! Ormai
avevo perso il treno e prendendo il successivo sarei arrivata troppo tardi… a
quel punto ho deciso di prendere vie traverse: sono corsa a prendere l’autobus
per Roma e da lì ho preso la metropolitana… Per fortuna nel frattempo ho
sentito Pepè e ho saputo che eravamo tutti un pochino in ritardo… Per fortuna
non troppo tardi: dopo mille “avversità” ce l’abbiamo fatta!!!! Ci siamo
ritrovati: è stato bellissimo riabbracciare Sugar e Papascia e, ancora
di più conoscere Pepè…… Nonostante la stanchezza esagerata del viaggio
ed il caldo allucinante, quasi puntuali siamo arrivati sani e salvi all’ospedale…
Non ricordavo che il Bambin Gesù fosse così grande e così…
affollato…
Appena arrivati al reparto di cardiologia ci siamo cambiati velocissimamente
e siamo subito partiti all’arrembaggio…… Ero piuttosto agitata e lo sono stata
fino alla fine del servizio!!! La situazione fortunatamente era piuttosto tranquilla
(se così si può dire): abbiamo chiesto se c’erano stanze con situazioni
particolari ma ci è stato risposto che potevamo visitare tutte le stanze……
E invece, abbiamo inscenato un vero e proprio spettacolo in una stanza piccolissima
dove tutti erano attentissimi alle nostre azioni, parole… Purtroppo mi sono sentita
molto a disagio, non mi sentivo all’altezza e forse, come mi hanno fatto notare
i miei compagni, ero attenta ad osservare… Non lo so… ho pensato che è
tutto normale, considerando che è stato il Battesimo di CriCri…
Le
emozioni più forti le ho provate vedendo tre bimbi neonati appena operati
e tanti piccoli in difficoltà… e una grande tenerezza guardando lo sguardo
dei genitori: trasmettevano un tale amore, avevano una tale delicatezza nel tenere
tra le braccia i loro piccoli…… È così bello vedere così
tanto amore nella sofferenza… Ho avuto un brivido lungo la schiena quando un bimbo
di circa 9 anni Luca, alla domanda di Pepè su cosa volesse (riferendosi
al palloncino), ha
risposto: “un cuore”…… avrei voluto piangere… c’è
stato un secondo di esitazione ma poi è tornata la magia…. È stato
bellissimo vederli sorridere; alcuni si sono divertiti un mondo, altri un po’
meno ma a tutti siamo riusciti a strappare un sorriso! Alcuni ci aspettavano addirittura,
altri non finivano più di dirci grazie…… Al solo pensiero sento ancora
quella tenerezza nel cuore… Abbiamo concluso il servizio con qualche canto o ballo
e tantissimi palloncini!!!!!!!!!! Scusatemi se mi sono dilungata un po’…… spero
almeno di essere riuscita a trasmettervi almeno in parte tutto quello che ho provato
io…. Voglio dire grazie ai miei fantastici strepitosi compagni di Battesimo nonchè
amici ed angeli custodi che non hanno mai smesso di tenermi la mano… Spero di
rivedere presto in casa mia Sugar e Papascia e non vedo l’ora di condividere il
prossimo servizio con Pepè: felice di averti conosciuto!!!!! Con tutto
l’amore del mondo…
CriCri
Foglio
presenza gruppo servizio chirurgia I e II.
Data : 31 Luglio 2004.
Reparti
: Chirurgia I e II e Riabilitazione.
Ospedale: Santa Maria Nuova.
Componenti
équipe: Favola , Boheme, Dumbo.
Condivisioni:
Boheme
Una
signora che la scorsa settimana ci aveva rifiutato, o meglio ci aveva mandato
via una sua parente, oggi era serena alla nostra presenza. Ci ha detto che era
contenta perché anche lei nella sua vita aveva sempre cercato di far del
bene agli altri. Ci ha anche detto che siamo degli angeli custodi. Il servizio
in generale è andato bene, ero a mio agio e tranquilla. Dumbo. Avevo un
po' timore per la chirurgia, ma mi sono trovata bene, ero tranquilla. Riabilitazione
mi è piaciuto molto, è splendido come le persone ci aspettino proprio.
Lì quando passiamo nel corridoio ci fanno segno di entrare, ti senti molto
accolto. Favola. Ho sentito una grossa difficoltà: in una camera una signora
ci ha rifiutato mentre nella stessa stanza un'altra signora ci ha salutato con
un bel sorriso. Non sapevamo come fare, per rispetto dell'altra signora abbiamo
deciso di lasciare solo un palloncino. Come si potrebbe fare in questi casi? Ho
pensato che chi vuole potrebbe preparare un foglietto (tipo pergamenina) su cui
scrivere, per chi ci magari non ci vuole o ci voleva e il compagno non ci ha fatto
entrare, un pensiero di speranza, di gioia, da leggere nei giorni successivi,
durante la settimana.
Foglio presenza gruppo servizio pediatria e riabilitazione.
Data : 31 Luglio 2004. Reparti : Pediatria e Riabilitazione.
Ospedale: Santa
Maria Nuova.
Componenti équipe: Pallina, Gonzo, Ciuchino..
Condivisioni:
Gonzo:
è
stato un bel servizio cominciato senza far rumore, poi è stato un crescendo
in entrambi i reparti. Non ci sono state grosse difficoltà, tranne con
un bambino autistico la cui madre non ci ha voluto far entrare e a cui abbiamo
lasciato un palloncino. I bambini erano bellissimi, mi sembra che siamo riusciti
ad entrare in comunicazione con tutti, anche con un bambina molto timida, che
rideva di nascosto quando noi eravamo girati.
Pallina:
in pediatria
abbiamo incontrato tanta tenerezza. Matteo ci guardava anche se faceva fatica
per la gran botta al volto che sicuramente aveva preso cadendo; la mamma lo coinvolgeva
tanto. Mi ha poi colpito la mamma del bambino autistico, che è stata un
po' dura perché diceva che tanto asuo figlio non sarebbe interessato nulla,
non avrebbe capito nulla.
Ciuchino.
I bambini del reparto si erano
spostati quasi tutti nell'atrio del pronto soccorso pediatrico. Abbiamo scoperto
una cosa: per evitare l'impatto dell'ascensore, che si apre quasi senza preavviso
sul reparto, lasciandoci a volte colti di sorpresa, si potrebbero usare le scale
a fianco. Si fanno solo tre piani e dopo, aperta la porta, si può vedere
se ci sono molti o pochi bambini. All'inizio siamo entrati nell'atrio facendo
solo delle bolle di sapone, e mi stupisco sempre di più quanto siano proprio
le cose più semplici a piacere e a far stupire, come una gara alle bolle
di sapone più grandi (questo vale anche per gli anziani). Poi abbiamo ballato
con i bambini.
Mi sono trovato un po' in difficoltà nella stanza del
bambino autistico: sinceramente oltre che lasciare un palloncino non mi è
venuto in mentre altro da fare. Con Matteo poi, abbiamo giocato alla bolla di
sapone magica, se la fai scoppiare dopo aver espresso un desiderio il desiderio
si avvera. Volendo infine esprimere il servizio in riabilitazione in un sola parola:
ACCOGLIENZA. Ma tanta tantissima.
Nome
Claun: Bailarina
Data:
03-07-2004
FESTA DI ACCOGLIENZA PER I BAMBINI DI CERNOBYL -MARANO (MO)-
Compagni
d'equipe: Tappo
CONSIDERAZIONI:Stasera servizio extra presso una cena organizzata
per l'accoglienza di alcuni bambini di Cernobyl che vengono a passare un mese
presso le famiglie che li hanno adottati a distanza.
La festa è organizzata
da Andrea, presidente di un'associazione che lavora con l'handicap, in carrozzina
da 20 anni, con una gran di vivere per donarsi agli altri...rimango subito incantata
da quanta energia ha e dal messaggio che trasmette, molto simile al nostro.
Ci
annuncia: "ecco a voi direttamente dal circo di Mosca due claun!!! "....e
nella mia testa penso: "ecco è fatta, ci ha belli che incastrati!
"I bambini ci guardano stupiti, li saluto con la mano e con un sorriso da
orecchio a orecchio e loro contraccambiano calorosi. Raffaella, un'organizzatrice
ci chiede se abbiamo bisogno di un'interprete per dire qualcosa e io rispondo
che non parlo...venendo da tre settimane in Birmania ho imparato a comunicare
efficacemente senza bisogno di parlare...il corpo e gesti parlano molto più
chiaro!Non faccio in tempo a capire dove sono e cosa devo fare che mi ritrovo
in mano un vassoio con piatti di pasta e mi viene detto di portarlo ai bambini....barcollando
a destra e sinistra, con i bambini che ridevano di gusto sono arrivata al tavolo...fiù!...ma
arriva il bello: sistribuire i piatti...eh sì, perchè ho la mano
che trema tutta e la pasta rischia di cadere! Servita la pasta mi viene fame e
così passo a chiedere un boccone...ma aimè rimango a bocca asciutta...tanto
c'è ancora il secondo per provarci!
Mentre ceniamo parliamo con Raffaella
e una famiglia che da anni vanno in Cecenia e in Biellorussia e ci raccontano
un pò come funziona l'organizzazione degli aiuti umanitari, delle adozioni,
dei pochi Pope che aiutano, del fatto che là vale più un animale
che la vita di un bambino...E mi accorgo che tutto il mondo è paese, che
dove c'è miseria e ignoranza funziona allo stesso modo, e mi torna in mente
tutto quello che ho visto in India e in Birmania e riconfermo quanto ci sia da
fare e da lottare per poter ottenere qualche cambiamento, di quanta gente di cuore
c'è bisogno perchè le cose si facciamo, di quanto ci sia bisogno
di gioia!Intanto in sottofondo ci sono le risate e le urla dei bambini che stanno
giocando in un castello gonfiabile....ci vado anch'io!!!!!
Non lo avessi mai
fatto....all'improvviso avevo tutti addosso che dopo avermi atterrata mi trascinavano
e mi saltavano addosso...invano ho cercato di uscire e allora la mossa successiva
è stata trasformare la loro foga in un qualcosa di meno doloroso: facciamoci
il solletico! Non lo avessi mai fatto: tutti che affondavano le loro ditina per
farmi il solletico e mi tiravano il naso. Però ero contenta perchè
sui loro stupendi visini c'erano sorrisi enormi!
Poi magicamente si sono un
pò calmati, da venti che ne avevo addosso, erano rimaste solo 5-6 bambine...dove
sono finiti tutti???Mi guardo attorno e vedo che ora i bambini stavano saltellando
attorno alla bocca di uno squalo...guardo meglio e sotto c'era Tappo!
Mi butto
a terra dalle risate, la situazione era disastrosa ma mi stavo veramente divertendo
insieme a loro! Ne prendo un pò per mano e cominciamo a saltellare e a
urlare insieme...quanto devono sfogarsi questi bambini, quanto bisogno di affetto
e di divertirsi!
Usciamo un attimo perchè c'è il cocomero: mi
rimetto le scarpe, una mia e un sandalo di una bimba che tutta contenta mi porta
a fare il giro dei sui amici per fargli vedere che avevo una sua ciabattina...mi
stavo sciogliendo...Sempre con al seguito le 5-6 bambine che non mi mollavano
le braccia un secondo comincio a chiedere pezzi di cocomero...all'inizio tutti
che nascondevano il oro pezzo, poi hanno scoperto un bel gioco: rimpinziamo il
claun di cocomero! Mi hanno fatta sedere e mi riempivano in continuazione la bocca
di cocomero, senza quasi darmi il tempo di mandare giù...ma nonostante
la panza che tra un pò esplodeva, ero contenta, perchè loro erano
contenti!All'improvviso nel cielo appaiono i fuochi d'articio: a me piacciono
tantissimo e poterli guardare stringendo quelle manine e soprendendoci ogni volta
che colori illuminavano l'oscurità mi ha riempito il cuore...ero veramente
emozionata...
E una manina che mi batte dietro la schiena: mi giro e c'era
un ometto che mi stava sfidando in una rincorsa. Sfida accettata, così
con le bimbe al seguito ci mettiamo a rincorrerlo...poi il tutto si trasforma
in un trenino che gira tra i tavoli e tra i genitori adottivi che li guardavano
con gli occhi brillanti.Torniamo nel castello e ci rimattiamo a saltare come matti,
ma adesso c'è una novità: saltiamo urlando i nostri nomi: Anna,
Vaijm, Stopa, Olga, Natasha, Alina...e Sara....che bello sentire il mio nome pronunciato
dalle loro vocine squillanti...sarei andata avanti tutta la notte in quel modo!Ma
purtroppo era tardi e pian piano i genitori venivano a chiamare i bambini, allora
con Tappo ci siamo messi a fare i palloncini...spade, cagnolini, gatti, coccinelle,
fiori, cuori...e soprattutto tanti baci ricevuti.Quello che mi ha dato più
soddisfazione è stato il bacio di Vaijim, il bambino che mi sfidava a rincorrerlo
e che me ne faceva di tutti i colori, il sentire parlare Olga, la bambina di Raffaella
che aveva detto che non spiaccicava una parola, il vedere Raffaella sgranare gli
occhi quando la sua bambina mi diceva il suo nome e mi salutava... E' tardi, i
bambini sono andati via, ma nei miei occhi rivedo tutti i loro visi, i loro sorrisi,
le loro facce stupite e contente...nelle mie orecchie risuonano le loro risate
e i loro urli...sulle mie braccia sento ancora ben attaccate le loro mani...
Sono
stanca ma ho il cuore veramente pieno di gioia e sul viso scende una lacrima,
perchè sono sempre più convinta del potere di un naso rosso, di
quello che un sorriso può regalare, e a quanto è bello donare se
stessi incondizionatamente!
Grazie!Col sorrisoBailarina(Modena)
Nome
claun: miss Calimera
Data
servizio: sabato 3 luglio 2004
Ospedale: Isola della Scala - Verona
Reparti
visitati: Pediatria, Ginecologia, Casa di Riposo Compagni d'equipe: Mary Poppins,
PèPè e Paco Special guest: i pantaloni di Pistacchio!!
CONSIDERAZIONI
SUL SERVIZIO:
Condivido… quanto tempo che non lo faccio! Mica per pigrizia,
è solo e alle
volte quello che provo ai servizi è così
forte che mi diventa impossibile
scriverne. Poi spesso passo periodi in cui
tutta quell'energia mi serve per
il cuore e per la mente, e scusate ma… me
la tengo stretta stretta!
Quello di sabato è stato un servizio speciale
di quelli che per vari motivi
mi fanno battere il cuore talmente forte da
sembrare che ci sia qualcuno
nascosto in qualche stanza che suona i bonghi!
Le
emozioni per me hanno tutte un gusto ed un profumo particolari e quelle
di
cui vorrei parlarvi profumano di borotalco ed hanno il gusto dolce e
forte
del caramello.
Paco e PèPè dei clowndestini (si scrive così??)
erano in visita qui a Verona
questo week end… come non approfittarne per fare
servizio insieme?! Uno straordinario scambio e confronto: Mary Poppins di origini
bresciane,
Paco toscano, PèPè pugliese/campano e miss Calimera un
mix di
venetolombardiapuglia… il tutto shekerato e servito fresco come una
bella
fetta di cocomero!Che cado!!La magia è iniziata sotto la casa
di Mary Poppins… che non ha sentito la
sveglia e si è fatta un po'
aspettare, così sfatiamo il mito che Mary
Poppins è sempre precisina
e puntuale! Ma vederla arrivare da lontano che
meraviglia!!! Bellissima!
Nel
frattempo Paco&PèPè intrattenevano gli automobilisti giocolando,
legandosi agli alberi e pedinando i vecchietti che passavano. Arrivati a Isola
nell'ingresso abbiamo trovato Anna che con i suoi occhietti
a mandorlina e
le guanciotte paffutelle tempestate di lentiggini e il nasino
all'in su ci
ha detto che proprio quella mattina era nata la sua sorellina!!
E con che
tono gioioso ce l'ha comunicato!
E' venuta con noi in pediatria a farci da
assistente, ma poi l'ho
riaccompagnata dalla mamma con la promessa di ripassare
a trovarla più
tardi.In pediatria c'erano pochi bimbi… e noi siamo
felici quando è così!! Sofia aspettava la visita del dottore ipnotizzata
dalle nostre facce
colorate le bolle e i palloncini e da un pagliaccio spilungone
che non è
capace di dire la "C"!!Abbiamo scoperto una cosa
nuova!! che le mamme… ma proprio tutte!… hanno un dito magico, voi lo sapevate?
E' vero, eh! Ce l'ha detto Mary Poppins!!Da una stanzetta arrivava il pianto di
una bimba che quando ha visto PèPè e miss Calimera sulla porta per un
attimo ha smesso… lei voleva tanto ridere, ma
c'era la febbre dispettosa che
le faceva scendere lacrimoni grossi come
caramelle!In fondo al corridoio c'erano
i piccini in vetrina, frugolini addormentati. Due batuffoli rosa e un cioccolatino,
e delle infermiere dolci che si
prendevano cura di loro.miss Calimera se n'è
stato un po' lì con loro, col naso rosso spiaccicato a quel vetro e si
è fatto rapire da quelle manine minuscole… chissà cosa sognano i
bimbi così piccoli mentre dormono? Muovono le ditina, fanno le smorfiette…
chissà a cosa pensano?C'era un po' troppo silenzio… ho pensato "o
mamma! I miei fratellini clown se ne sono andati e mi hanno lasciato qui!"
Giro l'angolo e sorpresa! Sono lì in corridoio tutti e tre ma c'è
silenzio!Avete mai assistito ai fuochi artificiali senza i botti?
Luci colori
magia gioia… senza rumore.Tutto dolce e ovattato… che spettacolo!!!Abbiamo fatto
un giretto anche in maternità, siamo passati a trovare Anna e la sua splendida
sorellina e poi un salutino veloce a tutte le neo-mamme che erano proprio tante!!
Una festa di fiocchi rosa e azzurri!Siamo poi passati dai nonnini che già
erano in processione per il pranzo, ma che come sempre quando ci vedono, ci hanno
accolto con sorrisi abbracci e calore.La nonna Maria ci bacia tutti è così
contenta quando siamo lì che sembra una bambina, quasi salta dalla gioia
e ci raccomanda di tornare presto. Anche al secondo piano sono già pronti
per il pranzo, entriamo nella saletta e una nonnina esclama "che strani camerieri
abbiamo oggi!"Il pranzo stà per essere servito, c'è solo il
tempo per un salutino veloce, un valzerino suonato dalla magica trombetta di PèPè
(no dico… ma chi è Luis Amstrong?!?) …e via, torniamo a casa. e come al
solito me ne vado con la strana sensazione di camminare su un pavimento fatto
di quegli strani dolcetti gommosi e soffici, quelli rosa e bianchi, avete presente?
I
muri dell'ospedale sono panna montata e gli occhi dei miei compagni sono
caramelle
dolci e colorate.Con amoreVostra miss Calimera
Nome
Claun: Tallone
Uscita
extra
Data: 03/07/2004
Luogo: Casa di riposo Marostica
Angeli: Scintilla,
Zizzola, Garzetta
Compagni di equipe: Tegolina, Bombo, Bocciolo, Rossetto,
Viola, Andale, Iride, Tiket, Spirit Considerazioni: La giornata si apre con un
frenetico lavoro di produzione industriale di rose finte.. Cosi` mi prendo in
ritardo e quasi non mangio per arrivare a casa di Rossetto.. Arrivato pero` ero
l'unico gia` pronto
quindi vengo arruolato dalla stessa Rossetto come cartello
di indicazione agli altri clauni per evitare che si perdino. Vado in statale per
aspettare
I dispersi. Mentre sono li` che aspetto scopro che la gente mi saluta
dalle macchine! Incredibile! Cosi` contento mi metto a salutare anche io! Nel
frattempo
arrivano tutti. Partiamo alla volta della casa di riposo.
Arrivati al parcheggio
terminiamo gli ultimi preparativi e decidiamo di partire! Arriviamo camminando
in fila indiana ovviamente da bravi claui in modo disordinato. Lo spazio e` piuttosto
piccolo ma riusciamo lo stesso a cominciare con le nostre sigle. Quattro dietro
fila! Alla fine siamo gia`
tutti esausti per tutti I salti fatti. Comincio
allora a salutare gli ospiti uno per uno regalando a ciascuno una delle mie favolose
rose profumate!
Sembra che siano molto apprezzate sopratutto dalle signore.
Coninuiamo
cosi` a saltare e festeggiare. Nel frattempo io e Bombo proviamo dei Ciapa Ciapa
ma decidiamo di esercitarci ancora, prima di poterlo
sfoggiare agli ospiti.
Allora proviamo il pestone insegnatoci da Lando e sembra che funzioni bene. Purtroppo
non ci aveva visti nessuno.. Nel
frattempo compare Bocciolo dal nulla e mi
afferra per l'orecchio come insegnatoci al corso. Anche questa volta funziona
e sembra che qualcuno ci
abbia visti! Cosi` la festa continua ma con l'aiuto
di uno degli ospiti! Un ragazzodowncon molta vitalita` si unisce a noi nel rallegrare
la situazione.
Improvvisamente spariscono alcuni di noi ma scopro che sono
andati a fare il giro delle camere. Un po' mi dispiace perche` sono stanco e magari
se
andassi per le camere potrei riposarmi un po'.. Ma non importa continuiamo
qua! Prendiamo alcuni degli ospiti e li portiamo sul palcoscenico
improvvisato
ed io e Bombo ci improvvisiamo parrucchieri ma pochi si fidano del nostro esagerato
pettinone. Il tempo vola e ci troviamo alla fine
dell'uscita. Cosi` aiutiamo
a portare gli anziani dentro. Nel farlo io e Garzetta facciamo una gara e, dopo
il lungo rettilineo del vialetto passato
a cercare di raggiungerla, riesco
a superarla prorprio in ultima grazie ad un ingorgo!
Foglio
di presenza di Momo
Nome
Claun: Momo
Data servizio: 3 luglio 2004 8,30 - 12,30
Luogo: Ospedale Le
Scotte (Siena)
Reparto: pediatria, chirurgia e ematologia pediatrica, geriatria
e medicina generale Angeli : Momo, Sciò
Claun: Moma, Rumba e Margot
A
Siena siamo al giorno dopo il Palio e fortunatamente Moma è
tornata
dal mare e Margot ci ha fatto la sorpresa di venire.Abbiamo sperimentato con un
po' di musica introduttiva e d'accompagnamento ed al ritmo di musica da circo
abbiamo fatto il nostro ingresso nei corridoi dell'ospedale allietando tutti i
presenti, bambini di tutte le età.Abbiamo iniziato a pediatria dove incontriamo
il vuoto, chiediamo della caposala che ci ha indicato le stanze da visitare, ma
ecco la nostra prima conquista "Joara" ben presto seguita da altri bambini
accompagnati dai genitori. Maria Rosaria bionda albina con degli occhi pieni di
sorpresa, fra la differenza di età e di problematiche ci siamo divisi i
compiti
quasi individualmente con i bambini, con Sciò che ha fatto
di tutto per darci una direzione ed un tema che potesse coinvolgere i più.Abbiamo
concluso con una visita ad un paio di camere e ci siamo diretti verso medicina
generale.Medicina generale abbiamo ritrovato la Bossini che dopo aver finito alcune
cose pratiche ci ha dato via libera.Ci siamo divisi in due gruppi : Sciò
con Rumba e Momo con Moma e Margò.La prima stanza che abbiamo visitato
ci ha regalato la prima sorpresa : la nuova caposala giaceva nel lettino con tanto
di flebo, aveva appena avuto un attacco d'asma, ma ha gradito la nostra presenza
anche se ad un certo punto ci ha chiesto di non farla ridere perché aveva
veramente difficoltà con la sua respirazione. Nelle camere successive e
grazie anche alle storie di Margot ci siamo veramente divertiti abbiamo chiuso
a geriatria cantando "Nel blu dipinto di blu".Siamo passati a medicina
generale continuando a giocare fino a quando abbiamo incontrato Giorgio in una
camera solo solo. E' stato molto contento di socializzare e quando ci ha raccontato
quanto gli piaceva ballare allora abbiamo accesso lo stereo mettendo un ballabile
e incredibile, si è subito esaltato con una presentazione che con l'arrivo
di Sciò e Rumba è diventata uno spettacolo vero e proprio.Non potevamo
chiudere meglio.Siamo passati alla nostra condivisione finale nel complesso molto
positiva. E' vero che si possono fare tante cose in modi diversi, è importante
anche esaminare qualche dettaglio che ha lasciato qualche punto interrogativo,
ma essenzialmente dobbiamo anche renderci conto che con un sorriso sincero, con
un cuore aperto e con un po' di gentilezza e di rispetto avviene quello che ci
unisce con tutti i cuori del mondo, cioè quello che unisce tutta Vip Italia.
Calun
drillo
3
luglio 2004
ospedale: RSA di Albinea
compagni di équipe: Bubba (angelo),
Giambu.
Considerazioni:
primo servizio con due clown maschietti. Non c'è
che dire, mi sono sentita coccolata. È stato davvero bello. I nostri tre
modi di fare e di interagire con i pazienti, assolutamente uno diverso dall'altro,
secondo me si sono incastrati alla perfezione. Devo ammettere che qualche volta,
forse per una sorta di.. superiorità femminile (ahahahah!), mi sono lasciata
un po' prendere la mano e ho esagerato un po', ma i miei angioletti hanno saputo
riportarmi alla normalità con una gentilezza estrema! Abbiamo iniziato
con il conoscere i pazienti, io mi ricordavo di molti di loro, essendo stata a
fare servizio quindici giorni prima, e alcuni di loro si ricordavano di me. Così
ne ho approfittato per fare conoscere i miei due amici.
La loro esuberanza
ha contagiato quasi subito tutti gli anziani, e quando Bubba e Giambu hanno giocolato
con le palline, l'attenzione e lo stupore erano alle stelle! Altro che i palloncini
che avevo fatto con tanto orgoglio fino a pochi minuti prima! Ho preparato il
numero di giocoleria dicendo di prestare attenzione a quello che avrebbero fatto
da lì a pochi attimi i miei due compagni e che avevo speso tanti soldi
per mandarli a scuola, ma in fondo ne era valsa la pena, se il risultato era quello!
E tutti erano d'accordo con me. E che dire delle bolle di sapone di Bubba, con
una mega pistola a..bolle! anche quello, un vero successo. E che dire poi di Giambu,
che è riuscito a fare cantare una signora che camminava su e giù
per la stanza, senza degnarci di uno sguardo e di una parola!
C'è stato
un momento dove, guardandoci negli occhi, noi tre abbiamo proprio percepito il
totale trasporto degli anziani verso la novità ed il divertimento. Una
signora ha persino mormorato che dovremmo andare più spesso a farli divertire,
un sabato ogni quindici giorni è troppo poco. L'atmosfera ha scaldato un
po' tutti.. e se teniamo conto che c'era già un caldo insopportabile..
ad un certo punto credevo di svenire e mi sono messa a sedere, ascoltando la richiesta
di Alberta, una bellissima signora sulla carrozzina che di continuo dice, "Allora,
andiamo a casa?". Settimo, che ci guardava dapprima un po' sospettoso, ma
al nostro commiato ci ha salutati agitando il palloncino che gli avevo regalato.
La signora Maria si è dimostrata dalla parte delle donne (della donna,
anzi!). Non ha rivelato il suo nome a nessuno dei due, neanche sotto "tortura",
e quando mi sono avvicinata a lei, mi ha sussurrato….. "mi chiamo Maria!!!"
ed ha battuto le mani quando io, trionfante, ho rivelato il suo nome. Dalla stanza
della ricreazione siamo passati alle stanzette e abbiamo incontrato tante bellissime
persone. Con una signora visibilmente in pre-coma, abbiamo parlato della giornata,
di come era fuori, del cielo, degli uccellini, del sole e del vento. Nel telefonino
ho una suoneria con il canto degli uccellini e l'ho fatta suonare. Io stessa mi
sono lasciata trasportare dalla fantasia. Basta davvero poco, a volte, per farli
uscire dall'ospedale! sono sicura che la signora ha gradito, ha mosso una mano,
quasi a affermarci che riusciva a sentire. In un'altra stanza abbiamo incontrato
un parente che ci ha sconsigliato la visita e noi non abbiamo insistito. Ho fatto
un palloncino per lui e per il suo compagno di stanza e Bubba li ha consegnati…..e
qui la bellissima cosa!! Gli occhi, l'espressione del suo viso, hanno fatto sì
che Bubba si fermasse un attimo…e lui era contentissimo di vederlo e ha persino
spiaccicato qualche parola, in dialetto. Bubba e Giambu sono bravissimi a parlare
il dialetto, io rimango incantata, perché non sono capace (mamma mia, quante
cose che devo ancora imparare!!!!!). Morale….la soddisfazione anche di poter sfatare
ogni tanto quello che le persone credono di poter fare o dire al posto di altre.
Vedi anche l'esperienza della volta precedente con il figlio che mi diceva che
la mamma non avrebbe mai riso e giocato con noi. Abbiamo visitato tantissime persone,
non posso parlare di tutte, altrimenti vado oltre il limite consentito dalla legge..
di chi legge!! Ma una parola per la signora Letizia ci vuole. Montanara, di Minozzo,
ci vorrebbe a casa sua per portare un po' di allegria nel paese e ci aspetta per
un te! E la signora Iole, con la cognata ultraottantenne che l'assiste e ricama
un grembiulino a orlo a giorno e punto croce? Che persone meravigliose! E gli
infermieri? Tutti disponibili. Federica in particolare, che ci accompagna nelle
stanze ogni volta che facciamo servizio. È davvero un aiuto inatteso. Il
suo modo di fare porta il sole nelle stanze, è sempre sorridente e gentile
con ogni paziente. Bubba dice che lei fa persino motocross… Secondo me è
un clown nato, ma alla nostra richiesta di unirsi a risponde: "se faccio
anche questo, il mio moroso mi molla…. E ride..
Claun
Paco
Era
Verona il 03/07/04
Era Isola della Scala
Erano miss Calimera, Mary Poppins, Pèpè,
Paco
Sapevate che un fiocco rosa, trovato per caso sopra una macchina, si potesse
trasformare in un'esplosione di gioia e orgoglio e poi in una bambina appena nata
di nome Micaela? Tutto è possibile.......... E che si può fare un
casino bestiale rimanendo in silenzio? Tutto è possibile....... E' stato
qualcosa di unico, magico, è stato come accendere quattro radio, e tutte
e quattro erano sulla stessa frequenza, suonavano la stessa musica, ma una musica
che non senti con le orecchie.... la vedi con gli occhi e l'ascolti con il cuore....
Noi eravamo lì, perchè micaela ci aveva chiamato, ci ha lasciato
tante tracce, e noi le abbiamo raccolte, è stato come una caccia al tesoro,
però non c'era solo un tesoro finale, io ne ho avuti tre a mio fianco e
altri li abbiamo trovati lungo il tragitto........ Questi tesori sono state due
scoperte e una conferma... Ho scoperto Mary poppins e la sua "testardaggine"
con la bambina, ed ha avuto ragione, ed ho scoperto che è l'originale!!!
perchè dalla sua "borsa" tirava fuori di tutto... Ho scoperto
la sensibilità e dolcezza di miss Calimera, che non hanno confini..... E Pèpè,
che è Pèpè.....
E i nonnini? La solita accoglienza, anche
se era la prima volta che ero lì, mi hanno fatto sentire a casa, ci hanno
accolto a braccia aperte. C'è chi dice che con il passare dl tempo si perdono
le forze..... Fesserie....... Dovevate sentire che strette di mano che avevano.......
Erano quattro angeli Con un solo respiro Con un solo battito Quello di Micaela..
Paco
GIUGNO
2004
Nome
Clown: Melody
26/06/2004
OSPEDALE: MONDINO - Pavia
Reparti visitati: 4° piano
Compagni
di equipe: Pixi*, Vetrina, Zelinda.
Ho sentito diverso dal solito questo servizio;
forse per i pensieri diversi e le sensazioni diverse che mi ha lasciato; forse
per la capacità che ha avuto di rievocare in me ricordi sopiti, forse un
tempo volutamente relegati in un angolo della mia mente..per mia difesa psicologica.
C'è sempre qualche cosa nella vita che ad un certo momento, quando meno
te lo aspetti, ti spiazza, ti rimette, volente o nolente, in tensione, ti fa accorgere
che non devi mai abbassare la guardia perche' magari da un po' di tempo tutto
fila liscio e monotono. Arriva qualche cosa che ..zac! ti fa ricordare, rimpiangere;
ti riporta in prima linea con la mente e con le parole, con i fatti.
Sono
arrivata al Mondino in una giornata estiva come tante; ho immerso la mano per
desiderio di refrigerio nella vasca di acqua zampillante che vi è davanti
all'Istituto per cercare un po' di refrigerio, se non fisico, almeno illusoriamente
mentale. Mi sono bevuta un caffe', ho scherzato con i compagni. Come il solito.
Ci siamo cambiati e via...come sempre. Era da un po' che non andavo al Mondino.
Mi chiedevo se mai avessi rivisto qualche paziente che era stato ricoverato l'ultima
volta. Così e' stato: la dolce piccola triste donna, ora sorridente e partecipe,
che un po' di tempo fa Silvestro era riuscito a far sorridere convincendola a
fare un bel viaggio con lui a Rescaldina; l'uomo di Vigevano, la mia citta', che
ora aspettava di andare il un istituto di rabilitazione. Mi chiedevo se mai il
clima sarebbe stato calmo come le ultime volte; se i pazienti si sarebbero rivelati
facili da coinvolgere come le altre volte( e c'e' sempre qualcuno che non lo e',
che ti dice più o meno apertamente che non ti vuole o non vuole le tue
parole come una donna in questo servizio; e allora devi barcamenarti, perche'
invece la sua compagna di camera ti vuole e tu non puoi certo andartene. Comodo
quando i servizi si fanno bene, filano lisci, danno soddisfazione per il malato
e per chi li fa, ma sono proprio questi che poi ti fanno chiedere:"Fino a
quando sarànno così? Quando verra' il momento della... "prova"?
E devi chiedertelo, perche' prima o poi questa viene! E se hai la guardia abbassata,
ti trova impreparato; non tanto dal lato pratico, quanto da quello psicologico,
perche' magari da anni non sei più venuto a contatto con una determinata
situazione. Come ieri quando, entrando nella stanza di un uomo laringectomizzato,
ho rivisto in quell'uomo, mio suocero. Ho ripercorso, in un baleno, la trafila
delle sue sofferenze, ma non erano questi i ricordi che mi hanno turbata, quanto
quelli delle sue sofferenze psicologiche. Perdere la voce e' molto traumatico.
Ci si sente impotenti, alla mercè della propria incapacita' di comunicare;
se poi si soffre anche nel fisico e' peggio. So per esperienza che anche la persona
più mite, dolce e buona di questa terra, ( come era mio suocero che ora
purtroppo è morto) cambia caratterialmente;e il disagio personale si esterna
in insofferenza, bisogno di certezze, attesa di una parola concreta di speranza,
non discorsi generici di guarigione. Si diventa esigenti. E' la malattia stessa
che ti chiede tutto cio'..per farti ritrovare te stesso, per non farti sentire
dimezzato. Queste sensazioni si provano in ogni malattia certo, ma il laringectomizzato
le ha acuite. Sapevo che aveva bisogno di sentirsi dire una certa cosa, per lui
essenziale, per potersi riappropriare del futuro.
Quando siamo entrati, l'uomo
era a letto con accanto moglie e altre persone. Continuava a fissarmi..Non so
perche'.. Vetrina scherzava sul fatto che fosse attratto dai colori dei nastri
che avevo tra i capelli..Non so..mi sentivo a disagio e sentivo che dovevo rompere
ad ogni costo l'atmosfera di impotenza che si era creata e che rischiava di coinvolgera
anche noi. Non era certo il momento di farlo ridere secondo modi convenzionali.
Malati così, il riso lo riscoprono molto tempo dopo. Soprattutto lo
riscoprono dopo aver ripreso a parlare. Fortunatamente con appropriati esercizi
si riesce a parlare come fanno i ventriloqui e se non ci si abbatte e si riesce
a reagire alla disgrazia capitata, se si ci applica facendo con costanza gli esercizi,
si riesce anche a parlare e a parlare discretamente bene. Come mio suocero e altri
nella sua situazione sono riusciti a fare. Lo sapevo con certezza ed era quella
sola certezza che dovevo trasmettergli. Non detta da un parente, non da un medico,
ma da chi ci era gia' passato. In poche parole gli raccontai di mio suocero.Non
importava che ci credesse subito o no, importava che se lo sentisse dire. Sono
cose che non si dimenticano...si elaborano poi. L'unica nota stonata e' stata
l'infelice frase che, credo fosse la moglie, gli disse: " Ti ricordi? anche
tu facevi come loro; anche tu una volta facevi spettacoli e li tenevi in piedi
tu" Non mi ricordo piu' bene che parole ha usato, ma avrei strozzato quella
donna, quando ho sentito che le stava pronunciando. L'uomo di colpo si e' messo
a piangere. Un pianto muto, rivelatore di mille parole, rimpianti, nostalgia e
rabbia..rassegnazione. Stai dandogli speranza e gliela togli con ricordi di cose
che non saranno piu'? Come puoi parlare così a uno che dentro e' tutto
un turbinio di sensazioni contradditorie e dolorose?ma come si fa?
Ma si fa..si
fa! Era normale che lei dicesse così..l'ho pensato subito. L'ansia di rincuorare
chi si ama spesso non fa vedere limpidamente le cose. La donna forse aveva sbagliato
i tempi e i modi del suo intervento, ma era animata dall'intento di sollevare
il morale al marito...avrebbe rimediato poi. Non importava in effetti che quell'uomo
piangesse. Era normale che lo facesse, come sapevo sarebbe stato normale per lui
reagire a questi ricordi e a questo pianto in modo costruttivo per lui...perche'
ora aveva ricevuto la certezza, e da un estraneo non coinvolto emotivamente come
gli altri a lui attorno, che " poteva farcela"; che non aveva perso
qualche cosa a lui cara in modo irrimediabile, ma si trattava solo di attendere
per potersene riappropriare. Prima di uscire dalla stanza , toccando il braccio
alla donna, ma facendo in modo che anche l'uomo sentisse, ripetei che era vero
cio' che avevo detto, che presto avrebbe potuto parlare di nuovo; forse in un
modo diverso, con un timbro di voce diverso, ma sempre parlare sarebbe stato e
che avrebbe dovuto fare bene i " compiti acasa" che gli avrebbero dato
per aver un buon risultato. Ce ne siamo andati, mentre sentivo che la donna gli
stava dicendo: " Hai sentito, poi ce la farai".
Non importa quanto
tempo ci metterà a convincersene , ma lo fara', perche' poi parlera' di
nuovo. Ma non e' facile in un letto di dolore accettare che qualcuno al di fuori
ti possa chiedere di credergli. Importa però sentirselo dire, perche' la
speranza e' l'ultima cosa che muore e ti fa aver voglia di lottare, comunque,
se non altro per vedere se e' vero quello per cui ti stanno spingendo a sperare.
Se ci fosse stato mio suocero glielo avrebbe detto lui. Con la sua voce di ventriloquo,
con il sorriso speciale di chi, dopo una tempesta che pensava potesse travolgere
tutto e tutti, saluta nuovamente il sole.
Melody
Claun
Kiss
26-6-04
OSPEDALE:
E.O. Ospedali Galliera, Genova
REPARTI: S.S. Cure Intermedie
COMPAGNI D´EQUIPE:
Uragano
E' tanto che non scrivo una condivisione ma questa non poteva di certo
mancare. Per scaramanzia sarebbe meglio non dire nulla ma sono sicura che le cose
andranno in porto..... Vedete, è un anno che aspettiamo, ora dopo alcuni
colloqui con i capoccia (direttore sanitario, responsabile dell'Urp, primario,
medico di reparto e caposala), oggi siamo riusciti a svolgere il nostro primo
servizio in un ospedale genovese ..soltanto una prova .. la risposta ufficiale
arriverà la prossima settimana. Comunque, un "no" sarebbe alquanto
assurdo visto che tutti sono rimasti entusiasti e lo hanno rimarcato più
volte! TENETE QUINDI TUTTI LE DITA INCROCIATE E FATE IL TIFO PER GENOVA!!!!!!
Poco
prima delle 15 Uragano mi recupera in stazione e ci dirigiamo immediatamente verso
l'ospedale. Mi sento piuttosto tranquilla e fiduciosa ... nessuna "ansia
da prestazione"... ma emozionata, sì, molto. In poco più di
un anno ho fatto tanti servizi, ma tutti in altre città e accompagnata
sempre da compagni più esperti. Questo era il servizio delle "prime
volte": prima volta per me come "angelo" in corsia, prima volta
per due clown genovesi "da soli", prima volta in un NOSTRO ospedale!!!!
..Accidenti, l'ansia mi viene adesso a ripensarci!!
Saliamo al quinto piano,
reparto Cure Intermedie (settore geriatrico) e puntiamo dritti verso l'ufficio
della caposala, dove sapevamo aspettarci Stefano, l'infermiere di turno quel pomeriggio.
Ci avevano avvisati che era un tipo all'apparenza scostante, ma in realtà
semplicemente timido. Facciamo capolino e lo becchiamo al telefono, lui si volta,
vede i nasi rossi al collo ed esclama "Scusa, i clown!" e interrompe
la comunicazione (cioè butta letteralmente giù il telefono). Qualche
battuta e rompiamo subito il ghiaccio, poi ci accompagna in un altro ufficio dove
cambiarci e ci conferma che possiamo entrare in tutte le stanze, nessuna è
off-limit.
Vestiti e truccati, alle 15.30 iniziamo il nostro giro .. un solo
piano, undici stanze da due letti ciascuna, tutte al completo. Ci incamminiamo
lungo il corridorio direzione mare e troviamo un piccolo gruppetto che fa salotto
fuori dalla stanza. Ci accolgono calorosamente col sorriso sul volto ...conoscono
il nostro tipo di volontariato e i complimenti abbondano, ma ci dicono che pensavano
che andassimo soltanto dai bambini. Gli rispondiamo che noi l'allegria vogliamo
portarla a tutti, dai 0 ai 100 anni. Uno di loro mi si avvicina e ridendo mi dice
"Infondo noi vecchietti torniamo bambini, no?". E mi fa l'occhiolino!
....
Entriamo nella prima stanza.... Beh, se ora mi metto a scrivere di ognuna delle
persone che abbiamo conosciuto, questa condivisione diventa un romanzo. Allora
accenno soltanto a: * Vittoria, inizialmente silenziosa ma che si apre piano piano
appena le dico che si chiama come la mia nonna ...poi scopriamo che sono entrambe
della stessa leva, cresciute in famiglie molto numerose, hanno studiato come sarte...e
così via ... fino ad arrivare addirittura a cantare, per noi, in dialetto
una vecchia canzone dedicata ad un famoso rione di Genova. E' un momento molto
toccante e commovente!
* Andrea, che è felice di vederci, chiacchera
e fa pure qualche battuta sulle donne delle stanze vicine ("Sempre a lamentarsi
quelle là!") ..e poi si preoccupa di farci sapere che c'è un
signore molto solo in un'altra stanza e che dovremmo andare da lui ("Ne ha
più bisogno di me!").
* Rosaria, stilista e creatrice di moda,
conosciuta all'epoca (ha 90 anni adesso) come "Mani d'oro", racconta
di quando cinquant'anni fa si è trasferita da Messina e ha cominciato a
creare abiti da sposa, da sera, per il ballo delle debuttanti..... Prima di andarcene
Uragano non resiste (il suo ego maschile ha il sopravvento sulla nostra missione!)
e le domanda se secondo lei può fare il modello. Rosaria serissima gli
chiede di camminare come se fosse in passerella e comincia a rimproverarlo "Stai
dritto, alza le spalle..." ma alla fine con un sorriso gli dice che è
proprio un bel ragazzo. Beh, data l'età forse la sua vista non è
poi così buona!
* Andrea, o meglio conosciuto come "Il Conte"
.. non ho ancora ben capito se lo è davvero ..dispiaciuto perchè
fino alle sei non può ne mangiare ne bere e lui ne ha una gran voglia.
Vorrebbe tanto portarci in osteria.. mah?!? Per associazione d'idee, gli propongo
un gioco di magia con le carte .. ma risponde con un secco NO, mi spiega che poi
non riuscirebbe a fermarsi. Ops... ok dev'essere un giocatore incallito!
*
una signora toscana .. ahimé non ricordo più il suo nome .. che
condivide con noi una bellissima poesia sulla gioia!
* Elvio, tedesco di Monaco
di Baviera, ma in realtà suo padre era francese e sua madre piemontese,
e lui è nato a Genova e ha finito con lo sposare una sarda .... non osiamo
chiedere dei figli ... probabilmente il suo albero genealogico soffre di crisi
d'identità!
..... ma c'erano tanti altri ... tutte persone fantastiche
con cui è stato incredibilmente facile interagire. Come avevo scritto in
una mail tempo fa, spesso non è importante fare le gag, i giochi di magia,
i palloncini o quant'altro ... basta una parola, una battuta, un sorriso per fare
breccia e scoprire mondi meravigliosi. ...Sì, qualche palloncino lo abbiamo
comunque lasciato per rallegrare le stanze, come ricordo .... ma i veri ricordi
sono ben custoditi nei nostri cuori!
Alla prossima uscita genovese!!!!!
Un
abbraccio e tanti bacioni
MAGGIO
Nome
Claun: Momo
Data
servizio: 29/05/2004
Luogo: Ospedale Le Scotte
Reparto: pediatria, chirurgia
e ematologia pediatrica, geriatria e
medicina generale
Claun: Momo, Moma,
Sofì, Margò, Delizia.
Oggi,
in seguito al raduno, non c'è Sciò come angelo ma abbiamo comunque
fatto servizio in Ospedale, anche perché siamo nella fase di prova in attesa
di avere una convenzione. Momo e Moma hanno guidato con l'attivo supporto degli
altri claun.
Abbiamo cominciato a pediatria, nella solita sala giochi ci siamo
divertiti con i bambini ed i genitori presenti con giochi vari,
canzoni e
qualche magia e grazie all'attivo supporto del napoletanino Giuseppe siamo riusciti
a vivacizzare il tutto.
E' stato anche il momento in cui ci siamo resi conto
dell'assenza di Sciò, la nostra fantasia non bastava, abbiamo capito che
dovremo preparare meglio un copione con varie alternative da seguire.
Abbiamo
visitato anche tre stanze con bambini che non potevano alzarsi dietro il suggerimento
della caposala. Mi è rimasta impressa Sara, una bambina che sembra non
reagire più a nulla ma, che si è resa partecipe con i piedini e
di muoverli al
ritmo della canzoncina di turno.
Poi ci siamo avviati verso
Geriatria e Medicina Generale.
Abbiamo cambiato il ritmo e dopo il solito consulto
con la caposala, anche stamani c'era la sig.ra Bossini, abbiamo cominciato con
le stanze.
Abbiamo evitato di restare nei corridoi e, mentre facevamo le stanze,
chi rimaneva in attesa rimaneva nella saletta di aspetto a
preparare qualche
palloncino da regalare per poi alternarsi nella camere.
Ormai siamo attesi
dai medici e dal personale sanitario, qualcuno fa in modo da liberarci la stanza
per farci entrare……… e permettere un momento diverso per le persone ricoverate.
Che
cosa dire dei miei compagni claun ?
Moma è per me equilibrante, riporta
tutto in un contesto pratico e semplice dove tutto può avvenire, Margò
è veramente solare e
s'inserisce molto facilmente in qualsiasi situazione,
Delizia è sempre una sorpresa poi ora che si mette il fiocco è come
l'uovo di
Pasqua, Sofì è molto molto sensibile. Quando siamo
andati al Bar per uscire, abbiamo incontrato la sig.ra Ballini, la psicologa che
controlla il nostro operato e che deve dare una valutazione. A parte il fatto
che conosceva già Moma per precedenti esperienze lavorative, ci ha detto
di aver ricevuto delle reazioni molto positive anche da persone molto scettiche
e che era rimasta sorpresa nel sentire che entriamo in punta di piedi nei reparti,
che non facciamo battute pesanti e che non forziamo le situazioni, la sorpresa
maggiore è la positiva reazione dei reparti.
Momo
Nome
Clown: Crock
Data:
29/05/2004
OSPEDALE: Santa Maria Nuova (RE)
Reparti visitati: Pediatria,
Riabilitazione funzionale
Compagni di equipe: Ciuchino, Giambu, Brezzolina
CONSIDERAZIONI:
Purtroppo devo premettere che per me non è stato il miglior servizio fatto
fin qua. Nei due giorni precedenti, per un motivo o per l'altro, non avevo dormito
un gran che e, come sappiamo, un servizio richiede un sacco di energia che non
ho saputo trovare in me. È stato comunque un servizio che mi sarà
utilissimo per il futuro perché ricco di stimoli per riflettere.
La
prima stanza di pediatria era occupata da una ragazza che aveva solo tre anni
meno di me: ho tanti amici e amiche di quell'età…. È difficile dire
cosa questa situazione, dopo il servizio, abbia stimolato in me, ma è duro
anche accettare che io, per la mia misera stanchezza, non sia riuscito a portare
un po' di gioia a quella ragazza con cui sentivo di voler interagire in modo particolare
o, almeno, ad aiutare i miei compagni a stimolare in lei qualche reazione (cosa
che loro sono riusciti comunque a compiere). Poi, coi bimbi più piccoli,
qualcosa di buono penso sia venuto anche da me, ma alla lunga (ad esempio una
volta giunto in riabilitazione) mi spegnevo sempre più.
Nel passaggio
tra i due reparti abbiamo fatto un incontro. C'era una signora seminascosta di
fianco l'edicola dell'ospedale: penso che tutti abbiamo capito che bisognasse
avvicinarci. Una volta intorno a lei, è scoppiata a piangere spiegandoci
che le era appena morto il marito dopo cinquant'anni di matrimonio. In qualche
modo molto spontaneo (abbracci, strette, …) le siamo stati a fianco: credo che
lei lo abbia capito e per un attimo ha anche abbozzato un sorriso, ringraziandoci
e dicendoci alcune semplici frasi. Io sono abbastanza "di ghiaccio"
in certe situazioni, ma alla sera ho pensato molto a quelle frasi dette e a quella
signora.
Ciuchino è stato un angelo meraviglioso, che ha saputo per
ampi tratti reggere il peso del servizio quasi da solo perché sia io per
i motivi già detti che gli altri a causa del lavoro eravamo poco lucidi.
Lui, che certamente non aveva meno motivi di noi per essere stanco, è riuscito
a mandare avanti nel migliore dei modi le situazioni che si venivano a creare
e a stimolarci cercando qualche aiuto da noi. Grazie Ciuchi, perché se
tante cose sono andate bene è stato molto merito tuo.
Una cosa importante:
solo con questo servizio ho capito (o iniziato a
capire) cosa vuol dire fare
servizio negli ospedali. La ragazza di pediatria (Jessica), la signora di fianco
all'edicola, la signora Gemma in riabilitazione mi hanno fatto toccare la grande
sofferenza con cui noi ci confrontiamo ad ogni servizio. Prima, l'avevo percepita
veramente poco.Ciao, Crock.
Nome
Claun: Momo
Data
servizio: 29/05/2004 8,30 - 12,30
Luogo: Ospedale Le Scotte
Reparto: pediatria,
chirurgia e ematologia pediatrica, geriatria e
medicina generale
Claun:
Momo, Moma, Sofì, Margò, Delizia.
Oggi, in seguito al raduno,
non c'è Sciò come angelo ma abbiamo comunque fatto servizio in Ospedale,
anche perché siamo nella fase
di prova in attesa di avere una convenzione.
Momo e Moma hanno guidato con l'attivo supporto degli altri claun.
Abbiamo
cominciato a pediatria, nella solita sala giochi ci siamo divertiti con i bambini
ed i genitori presenti con giochi vari,
canzoni e qualche magia e grazie all'attivo
supporto del napoletanino Giuseppe siamo riusciti a vivacizzare il tutto.
E'
stato anche il momento in cui ci siamo resi conto dell'assenza di Sciò,
la nostra fantasia non bastava, abbiamo capito che dovremo
preparare meglio
un copione con varie alternative da seguire. Abbiamo visitato anche tre stanze
con bambini che non potevano
alzarsi dietro il suggerimento della caposala.Mi
è rimasta impressa Sara, una bambina che sembra non reagire più
a
nulla ma, che si è resa partecipe con i piedini e di muoverli al
ritmo della canzoncina di turno.Poi ci siamo avviati verso Geriatria e Medicina
Generale.Abbiamo cambiato il ritmo e dopo il solito consulto con la caposala,
anche stamani c'era la sig.ra Bossini, abbiamo cominciato con le stanze.Abbiamo
evitato di restare nei corridoi e, mentre facevamo le
stanze, chi rimaneva
in attesa rimaneva nella saletta di aspetto a
preparare qualche palloncino
da regalare per poi alternarsi nella camere.Ormai siamo attesi dai medici e dal
personale sanitario, qualcuno fa
in modo da liberarci la stanza per farci
entrare……… e permettere un momento diverso per le persone ricoverate.
Che cosa
dire dei miei compagni claun ?Moma è per me equilibrante, riporta tutto
in un contesto pratico e
semplice dove tutto può avvenire, Margò
è veramente solare e s'inserisce molto facilmente in qualsiasi situazione,
Delizia è
sempre una sorpresa poi ora che si mette il fiocco è
come l'uovo di Pasqua, Sofì è molto molto sensibile.
Quando siamo
andati al Bar per uscire, abbiamo incontrato la sig.ra Ballini, la psicologa che
controlla il nostro operato e che deve
dare una valutazione. A parte il fatto
che conosceva già Moma per precedenti esperienze lavorative, ci ha detto
di aver ricevuto delle
reazioni molto positive anche da persone molto scettiche
e che era rimasta sorpresa nel sentire che entriamo in punta di piedi nei
reparti,
che non facciamo battute pesanti e che non forziamo le situazioni, la sorpresa
maggiore è la positiva reazione dei reparti.Momo
Nome
Clown: Spazzacamino
Data:
23/05/04
OSPEDALE: Rizzoli (Bologna)
Reparti visitati: Chemioterapia -
Ottava divisione/ortopedia pediatrica
Compagni di equipe: Gulliver, BamBam
CONSIDERAZIONI:Abbiamo iniziato il servizio in Chemioterapia.
Dopo la bellissima
accoglienza del personale ci siamo dovute scontrare con la fatidica FORMULA 1
che assorbiva inesorabilmente l'attenzione di quasi tutti i giovani ospiti. Da
un certo punto di vista mi è dispiaciuto, ma dall'altro no perché
comunque ho visto tanti occhi che in quel momento non pensavano alla loro malattia.
In alcune stanze comunque abbiamo battuto la corsa ed è stata una grande
soddisfazione. La maggior parte del nostro tempo in Chemioterapia lo abbiamo dedicato
ad un uomo di 53 anni che parlava a raffica di tutto e di più. Non abbiamo
potuto fare altro che fargli un palloncino e stare ad ascoltarlo cercando di indirizzare
le sue affermazioni verso pensieri più positivi. Sappiamo di non dover
fare servizio di ascolto, ma alcune rare volte non si può proprio evitare.
Quando siamo uscite sembrava molto soddisfatto e ci ha ringraziate tanto.
In
ortopedia pediatrica abbiamo trovato il finimondo: tanti bambini agitati che giocavano
rumorosamente per i corridoi. Un'infermiera ci è venuta incontro dicendoci
"AUGURI! Oggi sono agitatissimi!" Abbiamo attirato l'attenzione di tutti
con spade e giochi di magia ed è stato veramente bellissimo. In disparte
c'era una bimba appoggiata al suo papà e non voleva partecipare ai giochi.
Mi sono avvicinata e subito il padre le ha detto "Questo clown noi lo conosciamo
già, ti ricordi?" La bimba ha scosso la testa in segno affermativo
quindi io ho domandato dove ci eravamo visti "Venerdì scorso alla
festa dell'Unicredit" ha risposto il padre. "Davvero? - ho continuato
io - e che palloncino ti ho fatto? Così ora te ne faccio uno diverso!"
Ha risposto nuovamente il padre "Ah, nessuno! Lei è un tipo fatto
a modo suo e non vuole il palloncino!". Ho scherzato un po' con la bimba
e prima di andarmene le ho chiesto "Allora sei proprio sicura di non volere
il nostro palloncino? Nemmeno un bel braccialettino?" A quel punto ha finalmente
sfoderato un sorriso ed ha detto di sì. In un'altra stanza abbiamo incontrato
due ragazzine che non apparivano molto entusiaste della nostra presenza, forse
un po' imbarazzate, per via di quell'età in cui ti puoi sentire un po'
stupido a scherzare come i bambini. Si sono sciolte con un gioco in cui venivano
coinvolte insieme e noi abbiamo potuto goderci le loro risate. E' stato un gran
bel servizio ed ho sentito molto positiva anche l'atmosfera del nostro piccolo
gruppo clown.
A presto.Spazzacamino/BarbaraVip Bologna
Claun:
Nonno Ultimo
DATA
25.05.04
Luogo di servizio: Ospedale Pierantoni di Forlì
reparti
visitati: Onco-Uro-Pediatria-Oto/Ocu
Angeli: 1/2 Kilo e Chiacchielina
Affiatati:
Memoly, Prugna, Molinha, Ciabattina,Mozzarella.
Servizio "pesante"
sia per il caldo che per la nuova dislocazione dei reparti nel nuovo Ospedale.
L'inizio è stato "spumeggiante" in pediatria, accentuato anche
dalla presenza di una laureanda in psicologia che ha filmato in servizio in Pediatria
per la sua Tesi di Laurea. I piccoli pazienti hanno partecipato attivamente come
"piccoli attori" e con la collaborazione dei familiari presenti è
stato effettuato un servizio bello e coinvolgente. Ad un piccolo paziente arabo,
contornato da madre, padre, fratelli e zio, è stato "confezionato"
un "casco fotonico" ed una "spada magica" oltre ad un inusuale
"cane del deserto" ( collo lunghissimo e coda corta, per vedere meglio
oltre le dune del deserto) che il piccolo ha tenuto felicemente fra le braccia
quando diamo usciti. In Onco il servizio è stato inizialmente più
"pesante" ma la grande voglia di vivere dei ricoverati e la nostra volontà
di coinvolgimento hanno reso il servizio bello, partecipativo, sereno e si è
concluso con tanti sorrisi e ringraziamenti dei pazienti e dei pochi parenti presenti.
"Scontato" l'invito a ritornare a trovarli. In Oto e Uro, i due reparti
spostati nel nuova padiglione, c'erano pochi pazienti ma tutti vogliosi di incontrarci
( gli infermieri sono i nostri maggiori "sponsor" ed avevano preannunciato
la nostra visita) e fra la loro curiosità e le nostre gags e "pallonerie"
il servizio si è portato al termine con serenità e partecipazione.
Nonno Ultimo
Condivisione:claun
Pippicalzecorte
Ospedale:MARTINI
(TO)
Servizio: Sabato 22/05/04
Claunpresenti:Aquilone,Carmencita,Smorfia,Crusca,çiapippi,Valvola,Pippicalzecorte.
CONSIDERAZIONI:Finalmente
mi approccio a scrivere una vera condivisione;scusatemi tutti ,Nasini Rossi, se
non l'ho fatto prima ,(a parte quanto scritto per la splendida esperienza del
Bimbo Day), ma ho avuto bisogno di tempo per capire alcune cose che mi sono accadute
in tutti i servizi svolti,con quest'ultimo sono a quota 8.
All'inizio ho affiancato
gli angeli con spirito di osservazione e con tutta l'umiltà di che deve
e vuole imparare e capire ciò che accade.Rispetto a quanto appreso al corso
ho sin dall'inizio notato una diversa scuola di pensiero nel vivere il proprio
personaggio claun osservando l'approccio degli angeli con i pazienti rispetto
a noi neofiti .Credo che questo faccia parte della naturale evoluzione che è
insita in ogni organizzazione e/o associazione pur mantenendo intatti gli obiettivi
prefissati.Dico questo ,perchè senza voler criticare ovviamente nessuno,associandomi
a quella che fu la prima e unica condivisione di Billy,per noi, Timidi Allegri,diventava
difficile a volte interagire con gli angeli in modo tale da trovare ,provare e
fare crescere il nostro personaggio claun. Infatti, i primi servizi sono stati
vissuti, da questo punto di vista, in modo quasi passivo poichè,almeno
per quanto mi riguarda, non sapendo giocolare ,fare magie, diventava difficile
inserirmi nelle varie situazioni che gli angeli creavano.Sicuramente ho potuto
notare da parte mia un più naturale coinvolgimento quando sono con i miei
compagni di corso anche se in presenza degli angeli poichè è più
facile che tra noi si interagisca maggiormente facendo crescere il proprio personaggio.
Dal terzo servizio in poi, da quello svolto al Regina Margherita a fine aprile
direi,ho trovato un maggior coinvolgimento anche con
l'angelo(Girella) ,ma
è stato proprio da quel servizio che ho preso coscienza di una mia incapacità,purtroppo
caratteriale, a farmi "scivolare" di dosso certe situazioni che accadevano
in ospedale durante i servizi.Ho realizzato un periodo di pausa di due settimane
per prendere fiato ....ma non è servito,in tutti i servizi svolti in questo
mese di maggio,a parte la "flesciata di gioia" del Bimbo day,è
accaduto quello che temevo:ASSORBO tutto quello che accade, le immagini ,le sofferenze
,le gioie e, per diversi giorni dopo il servizio sto male perchè somatizzo,cosa
quest'ultima ben descritta da Aquilone ieri a fine servizio........ Ci terrei
però ad non essere fraintesa io considero quello che mi accade in modo
positivo anche se mi genera sofferenza; ma, questa "sofferenza" ,è
un passaggio necessario perchè rappresenta,per me, un momento di crescita
personale.Ero conscia sin dall'inizio che questa esperienza mi avrebbe portato
a mettermi in discussione, soprattutto mi avrebbe portato ad affrontare quelle
paure e angoscie che mi porto dentro da sempre e sono i miei fantasmi che credevo
di avere seppellito invece sono più vivi e vegeti che mai.! Questi ultimi
dieci anni di vita per me sono stati durissimi perchè ho dovuto affrontare
,senza avere tregua, continuamente lutti e situazioni personali molto molto dolorosi.Questo
dolore spesso si ripresenta ogni volta che entro in una stanza d' ospedale e vivo
una particolare situazione...........non sono mai riuscita e tuttora non riesco
ad accettare quello che accade e l'impotenza, la mia impotenza che ne consegue!
Ciononostante non è negativo quello che vivo perchè quello che
vivo,dico e faccio come claun mi ha portato anche molte piccole e grandi gioie
dovute al fatto che "sento"che forse, anche solo per un attimo, ho contribuito
a far sorridere,a non sentirsi sole e a coinvolgere delle persone che soffrono.Non
solo, l'nterazione che nasce con tutti i claun è per me, ogni volta, magica
perchè è una continua scoperta .E' un'esperienza che ti fa andare
oltre ...nel senso del "cercare l'altro" trovando te stesso......è
uno scambio continuo di emozioni, belle e meno belle forse, che fa di me un claun.
Arrivo al servizio di ieri,è giusto che chiarisca che sono arrivata particolarmente
sofferente per dei disturbi che si sono acuiti dall'inizio di questa esperienza........ma
non volevo, nella maniera più assoluta ,mancare al servizio e dare dei
problemi agli altri !Non sarebbe servito a nulla mancare.......questo ha sicuramente
solo reso tutto più difficile ..l'interazione con gli altri claun al mio
arrivo in ospedale ,il momento della "vestizione" (non sono arrivata
vestita da claun..) ...so di essere stata piuttosto silenziosa in quei momenti
ma avevo bisogno di concentrarmi per dimenticare quel mio disagio per iniziare
a " vivere e vivermi da claun". Il servizio ,per me, è stato
vissuto in ogni suo attimo in modo particolarmente intenso ma è stato anche
profondamente duro !....soprattutto nel reparto ,al quinto piano ,dei lungo degenti
(non ricordo il nome del reparto ora...).Per dirla in poche parole mi sono trovata
faccia a faccia con quanto più mi fa paura al mondo......e, lo stato di
particolare vulnerabilità in cui già mi trovavo in questi giorni
per ciò che stavo realizzando dagli altri servizi ha completato l'opera!........
Mi spiace se ho messo a disagio i miei compagni claun e qui ,mi rivolgo a te Aquilone
e çiapippi in modo particolare ,perchè ve ne siete resi conto. Mi
scuso anche con tutti voi poichè non sono stata capace ,a fine servizio,
di condividere quello che provavo ma sappiate che mi è comunque anche molto
difficile farlo ora ,in questo modo, ho dovuto vincere molti dubbi prima di scrivere
e descrivere tutto questo! Ma per quanto sia dura voglio continuare ............imparerò
prima o poi a vincere le mie paure ma se non le affronto questo non può
accadere,...e credo che difficilmente riuscirò a non soffrire e a non farmi
coinvolgere ancora per quello che vivrò e vedrò ,forse questo non
farà di me un vero claun ed è sbagliato...........non so darmi delle
risposte e ben vengano le vostre critiche e i vostri consigli a riguardo ,soprattutto
nel dirmi in cosa ho sbagliato e sto sbagliando. A fine servizio Aquilone ci ha
riuniti tutti richiamandoci sul nostro "ruolo di claun" come portatori
di gioia ,di svago ....e non di assistenti ,ascoltatori e altro........pur comprendendo
le motivazioni a monte di queste parole già sentite più volte non
riesco a condividerle in pieno. Non riesco a comprendere che possa esserci una
regola in questo ...prima di essere un claun siamo esseri umani, fatti di anima,emozioni
sensazioni......e tutto quello che siamo emerge in modo diverso a seconda delle
persone o delle situazioni con cui ci confrontiamo!.....l'unica certezza che ho
ora è che forse non sarò o non riuscirò ad essere un claun
ma sicuramente non potrò mai essere lo stesso claun! Non è una pianificazione
a priori che mi consente di esserlo, ma è quello che vivo e come lo vivo
a fare di me un claun! ...e' altrettanto vero che non è facile esserlo
proprio per la durezza delle situazioni che s'incontrano ed è per questo
che ogni esperienza e servizio sono spunto di riflessione e confronto e discussione
continua tra quello che sono e la mia "anima claun" ma non può
esserci crescita se non riesco ad accettare di mettermi allo "specchio"...........
Perdonatemi se mi sono dilungata ma avevo e ho bisogno di un confronto e di un
chiarimento per quanto è successo. Un abbraccio. Pippicalzecorte
Nome
Clown: Paciugo
Data:
23 Maggius dumila e 4
OSPEDALE: Molinette
Reparti visitati: gastroentorologia,
cardiologia, otorinolaringoiatria e neurologia (credo.....non ho una gran memoria!!!)
Compagni di equipe: Venerdì , Akira, Fatilla, Patacca e Billy (di loro
non mi dimentico di sicuro!!!!)
CONSIDERAZIONI: E' stato un servizio davvero
bello...spumeggiante...mi sono divertita davvero tanto e cosa più importate
erano davvero divertiti i pazienti!!! E' stato meraviglioso!!! Molti dei nostri
speciali "clienti" erano davvero in vena buona ierie così si
lasciavono guidare nei meandri della nostra follia!!! Non potrò dimenticare
il favoloso trio delle sorelle bandiera (ideate da quel pazzo e meraviglioso Billy)
alias tre signore belle arzille che prima hanno cantato per noi e poi , ormai
travolte dall'allegria, ci hanno seguito in un'altra stanza (di baldi signori...bè
insomma!!) cantando per loro!! E non solo..una di loro si è messa pure
la super parucca di Akira salvo poi , a esibizione finita, togliersela in fretta
per il grande calore che procurava!!!Da spanciarsi!!!!! E i numeri di magia di
Venerdì (super mitica capogruppo , anzi apro una parente nella parente
per unirmi a Fatilla nel farle i compliments per la pazienza dimostrata nel sop-sup-
portare noi giovincelli , grazxie grazie grazie!!!)...dicevo i suoi numeri di
magia con le carte che ogni tanto non riuscivano ma per questo era davvero divertente!!!!
Io mi sono davvero divertita a fare la sicula/piemontese con un signore di catania
con tanto di sdopiamento di personalità !!! E il bello che il suddetto
signore si sbellicava proprio dal ridere!!! E così ridendoi e scherzando
siamo arrivati alle ore....18.15 pronti per unirci agli altri (Gnappo, Variegato,
Rughetta, Fiammella, Balù, Kimba) per andare in neurologia!!! E' stato
bello anche lì..abbiamo cercato di cantare o sole mio e volare ohhh ohhh
con i pazienti riuniti nella sala da pranzo...in realtà abbiamo fatto un
gran chiasso e casino ..l'unico difetto è che siamo potuti rimanere poco
causa pappa!!!! Sperimo di restare di più la prox!! Grazie ...grazie..graziissime....
a tutti !!!! conoscervi è un'esperienza ogni giorno più coinvolgentre
ed emozionante!!! PS. però servizio con venerdì non lo faccio +
...è brava, simpatica ,va bene però .....ha una radiolina...cheeee
....du pizze!!!! .......naaaaa!!! Scherzo ....bè inzomma... vi voglio un
sacco di bene!!!!! baci baci Paciugo
Nome
claun: Molla
Data:
22/05/04
Ospedale: Maggiore - Bologna
Reparti visitati: chirurgia pediatrica,
pronto soccorso pediatrico, geriatria-endocrinologia Compagni d'equipe: Diesis
Culla Barbabietola
Considerazioni:
partiamo dalla chirurgia pediatrica dove
ci accoglie festoso il nostro Matteo (4-5 anni), quasi 3 mesi di degenza, arriva
correndo in corridoio, saltella di qua e di là con il suo sacchettino attaccato
in cintura, ci prende la mano a turno, cerca sempre un contatto e questo mi colpisce
molto, oramai sembriamo "di famiglia...", mentre Culla e Barbabietola
iniziano a giocare con lui io e Diesis andiamo alla ricerca del materiale che
ci servirà per la manifestazione di raccolta fondi delle pediatrie del
giorno seguente...è una vera caccia al tesoro... trovati i pezzi disseminati
per i 2 reparti ci dedichiamo a Shaima bloccata a letto e che parla a fatica,
tra mucche in bagno e libro magico si diverte e la mamma sorridendo ci ringrazia
tanto, quanta dolcezza e naturalezza nell'aiutare la figlia a pronunciare qualche
parola... Per i reparti seguenti ci dividiamo in 2: Culla ed io, Barbabietola
e Diesis. Andiamo in pronto soccorso pediatrico, in ogni camera qualcuno dorme,
nelle gag "sotto voce" utilizziamo molto il libro magico che colpisce
sempre, i bimbi svegli si divertono tutti ed anche i genitori. La geriatria è
"assopita e incoscente", praticamente tutte le stanze... mai vista una
cosa così, interagiamo con Amirone che sottovoce ci racconta la storia
del suo nome partendo dalla guerra... e la signora Gina che fortunatamente si
sposta in corridoio che facciamo diventare una spiaggia con il mare... insistentemente
Gina ci dice "portate gli occhiali alla dottoressa...è entrata in
quella porta là...", io e Culla un po' titubanti inizialmente, cerchiamo
poi la dottoressa per fare contenta la signora Gina... entriamo in cucina e le
spieghiamo che una paziente desidererebbe tanto vederla con gli occhiali di palloncini...
lei è stupenda, prende gli occhiali sorridente, in corridoio Gina l'aspetta
e si fa una risata e le dice "adesso come fa a fare le visite...", ridono
insieme e le lasciamo chiaccherare... bellissimo incontro giocoso medico-paziente
ed il mezzo siamo stati noi... Torniamo in pronto soccorso pediatrico dove la
mamma di un bimbo addormentato ci aveva chiesto precedentemente di ripassare...
ma il bimbo dorme ancora, peccato !! Raggiungiamo l'altro gruppo in post-acuti
che ha già visitato tutto il reparto e ci tratteniamo un po' a scherzare
con gli infermieri. E' stato un servizio leggero e rapido causa "sonno di
molti pazienti", ma molto molto piacevole. Molla Vip Bologna
Nome
claun: Molla
Data:
23/05/04
Compagni d'equipe: Diesis
Raccolta fondi per l'iniziativa "una
favola di pediatria" per la ristrutturazione delle pediatrie dell'ospedale
Maggiore.
Considerazioni:
E' arrivata questa richiesta da parte dell'ospedale
Maggiore con poco anticipo e così siamo solo io e Diesis. Oggi diverse
squadre di pallavolo di bambini si trovano al parco di Lavino di Mezzo per disputare
partite, dobbiamo fare palloncini e promuovere l'iniziativa "una favola di
pediatria" distribuendo materiale informativo come già abbiamo fatto
da Coin, alla Strabologna ecc... nulla di nuovo, ma l'evento è molto piccolo,
ci sono circa 30-40 bambini con i rispettivi parenti, ci aspettavamo "la
folla" ed essendo solo 2 clown la situazione è ottimale. Iniziamo
ad interagire con le persone e a fare palloncini, qualche bimbo titubante inizia
ad avvicinarsi, regaliamo coccinelle portafortuna e le vogliono tutti, cambiamo
posto perchè siamo al sole e scoppia tutto !!! I bambini iniziano a giocare
in diversi campi contemporaneamente, è una bella giornata, c'è il
sole, siamo in un parco pubblico ma alcuni ragazzini "bulli" ci osservano
snobbandoci, ridono tra loro guardandoci, hanno l'atteggiamento tipico dei "ragazzi
di strada", capelli colorati, cresta in mezzo e rasati ai fianchi ecc...
Per rompere il ghiaccio chiedo loro se possiamo regalare un paio di occhiali da
sole all'ultima moda (di palloncini)... del grande fratello, aggiunge Diesis...
ovvimente non li vogliono ed iniziamo comunque a parlare con loro, mi stupisce
Antony, ha solo 9 anni ma frequenta questi ragazzi di 14-16 anni, Pasquale, 14
anni, sembra "il capo"... intanto facciamo gli occhiali e se li mettono...
abbiamo tempo e ci dedichiamo volentieri a loro, Pasquale chiede di imparare a
fare qualcosa e così inizia a maneggiare palloncini... li trattiamo amichevolmente,
il loro linguaggio "colorito" viene presto smorzato da Diesis che dice
loro gentilmente che se vogliono farci compagnia devono però parlare bene...
dopo un po' qualche "parola indesiderata" riappare e quando li riprendiamo
rispondono un po' imbarazzti "eh... scusa ma mi scappano...", il loro
atteggiamento nei nostri confronti è cambiato completamente, siamo meravigliati,
ci ascoltano e sono interessati a ciò che facciamo, Pasquale prende qualche
moneta dal portafoglio e la mette nella cassettina per le offerte dell'ospedale
e ci dice "anche io sono stato operato lì...", veramente da commuoversi.
All'arrivo di altri amici, ci salutano e si allontanano in un'altra zona del parco,
ma Antony, il più piccolo (9 anni) dopo poco torna da noi... ci chiede
di insegnargli a fare la spada... rimarrà con noi a fare palloni per gli
altri bambini praticamente tutto il pomeriggio... ci racconta che se quest'anno
sarà promosso, e lo saprà tra 2 settimane, la mamma gli comprerà
la bicicletta..., frequenta ragazzi grandi ma il suo cuore è di bambino,
probabilmente con noi non ha bisogno della sua maschera di "adulto".
Verso la fine del pomeriggio ci raggiunge nuovamente anche Pasquale che ricomincia
a fare qualche palloncino, quando li salutiamo loro sorridenti si avviano con
le bici, si fermano, ci salutano nuovamente e ci ringraziano... E' stata un'esperienza
incredibile, la figura del clown penetra ovunque... siamo riusciti a coinvolgere
dei "bulletti" con i palloncini, non oso immaginare cosa si riuscirà
a fare con il progetto di Vip Italia a Napoli e in Romania. Molla VipBologna
Nome
Clown:Melody
Data:
20/05/04
OSPEDALE: Policlinico S. Matteo
Reparti visitati: Pediatria 3°
piano
Compagni di equipe:Volante,*Takkipirina,Violix, Priscilla
Al terzo
piano siamo andate io, Priscilla e Violix. Servizio del tutto calmo e tranquillo.
Ci eravamo messi d'accordo che Volante e Takkipirina ci avrebbero raggiunto non
appena finito il loro piano, ma e' stato viceversa. Il numero dei bambini malati
era basso, molti dormivano e i loro genitori ci hanno pregati di non svegliarli;
altri erano davvero piccoli o stavano prendendo il latte dalla mamma. Così
abbiamo lasciato solo un palloncino e scambiato alcune parole con i genitori e
siamo andate noi a raggiungere Volante e Takkipirina.
I bambini un po' piu'
grandicelli erano disponibili al sorriso e al gioco. Mi ricordo di due in particolare
al nostro piano e una bimba dell'altro piano.
Uno dei due bambini doveva avere
un carattere molto aperto e solare perche' sorrideva sempre nel rispondere. Il
personale del reparto aveva appena distribuito album da colorare, matite colorate
e libretti da leggere. Lui stava disegnando attentamente. Gli ho fatto i complimenti
perche' non usciva dalle righe con il pastello e mi sono messa a guardare le sue
"opere". Vi era, vicino a lui, anche un altro libretto che però
era quello della mamma e lei mi ha confermato che era vero: il tempo in reparto
era lungo da far passare per lei così lo ingannava colorando anche lei
i disegni dei libretti. Un'infermiera disse che la mamma doveva stare ancora piu'
attenta del figlio a non sbavare il colore, perche' se l'avesse fatto avrebbe
dovuto fare un regalo al figlio come punizione. Allora io abbassando la voce e
facendo finta di non farmi sentire dalla mamma, ma in realta' guardandola con
complicità, ho insegnato un trucco al bambino per farsi prendere il
regalo:
scrollare il tavolo mentre la mamma stava disegnando. Lei si e' messa subito a
ridere e al piccino si sono illuminati gli occhi mentre sorridendo mi rispondeva..sì,
sì.La cosa divertente e' stata che, quando siamo ripassati davanti alla
stanza per raggiungere gli altri nell'altro reparto, il bambino si era vestito
di tutto punto da calciatore, vi era il papa' con lui e, quando ho ricordato al
piccolo il trucco che doveva mettere in atto per avere il regalo,il bimbo e' scoppiato
a ridere con complicità e così pure ha fatto il papa' (prima lui
non c'era e non poteva quindi sapere che cosa ci eravamo detti (a meno che non
glielo avesse detto il bimbo per qualche motivo o la mamma, che ora non c'era
più. Sicuramente era andata a prendergli il regalo perchè il bimbo
doveva aver scrollato ben forte il tavolino!Chissa' che regalo gli avrà
preso?La bimba all'altro piano e' stato un caso diverso.Quando siamo entrate in
reparto ce la siamo trovata in corridoio con Volante. Appena ci ha visto ha smesso
di parlare e questo purtroppo, come ci ha detto subito lui, perchè ci aveva
messo un bel po' per sbloccarla e farla entrare in confidenza. Non lo potevamo
sapere e sinceramente mi e' spiaciuto. Avevo notato subito dallo sguardo di Volante
che era successo qualche cosa di strano o di sbagliato alla nostra entrata. Sinceramente
avrei voluto andarmene insieme alle altre, per ritornare dopo un po', sperando
che magari Volante, riprendendo a parlare con lei, le dicesse di noi per farci
entrare con lui nel mondo della piccola e ampliarlo, ma così non e' stato:
forse la strana situazione verificatasi inaspettatamente ha spiazzato tutti. Così,
nel silenzio che si era creato, me ne sono andata solo io un po' più in
la',per ritornare un po' più tardi. Confesso che non e' stata una sensazione
piacevole. Provavo un misto di sensazioni contrastanti nel mio cuore: consapevolzza
di tempismo sbagliato, senso di colpa verso Volante che da tanto si dava da far
per entrare in sintonia con la bimba, impotenza per come era andata la situazione
che si mescolavano alla certezza della fatale casualità del momento, alla
nostra buonafede, al rammarico di non essere riusciti tra noi tutti a volgere
la situazione in positivo. Così il mio primo pensiero e' stato quello di
cercare di riuscire a riportare la bimba a parlare di nuovo e tranquillizzarla.
Meno male che poi e' stato così.Durante l'ultima riunione abbiamo discusso
di questo fatto e si era giunti alla conclusione che potesse essersi bloccata
perche' non ci ha visto come clown quando siamo entrate, perche' forse siamo entrate
in reparto camminando normalmente e la bimba può averci scambiato per dottori
o altro.La sera della riunione stavo quasi per essere di questo parere, anche
se dentro di me, anche per esperienze passate, non mi sentivo del tutto convinta.
Infatti ne ho avuta conferma nell'uscita seguente in Pediatria...
Dipende dal
momento e dal caso..Non si può dare una regola definitiva. Ogni volta e'
diversa , come ogni bambino reagisce diversamente alla stessa situazione per sua
esperienza. .Questo oltre confermarmi della varieta' dei servizi, mi ha tranquillizzato,
togliendomi il senso di aver sbagliato.
Ma di questo caso in particolare parlero'
nell'altra condivisione di pediatria. Credo sia molto costruttivo analizzare così
i servizi dove vi possano essere diversita' in stesse situazioni..per crescere
e migliorare, per corregger il tiro, per sbagliare di meno..per volere piu' bene...Bacioni
Melody
CLAUN:
Aureola
DATA:
17-5-05
OSPEDALE: Regina Margherita - Torino
REPARTI: Urologia - DH Endocrinologia
COMPAGNI:
Marcomix, Kimba, Smorfia
CONSIDERAZIONI:
Questo servizio del lunedì
mattina mi rende veramente felice, mi stavo intristendoperché essendo via
durante il We non riuscivo più a fare servizi e quest'occasione mi sta
dando tantissimo.
Trovare parcheggio il lunedì mattina al Regina è
un disastro, partiamo di casa alle 9,00 e iniziamo il servzio alle 10! Michela,
la sorvegliante è contenta di vederci, con Marcomix improvvisiamo per lei
una canzone di Cochi e Renato: "La vita l'è bela" e lei è
felicissima. Qusta volta proviamo ad andare subito al DH di oncologia, troviamo
in sala d'attesa una bimbetta in lacrime, con una volontaria dell'UGI, e, riusciamo
solo a farle prendere un palloncino, ma le lacrimucce coninuano a sgorgare...
In DH non ci fanno entrare: "Non è la giornata giusta, abbiamo delle
urgenze" ci dice l'infermiera e così giriamo i tacchi e andiamo in
Urologia verso dialisi. In Dialisi nuovamente non riusciamo ad entrare, anche
lì ci sono urgenze. Allora rimaniamo in reparto.
Entriamo nella stanza
dove c'è Laura da sola, è intimidita e silenziosa. le chiediamo
se le piacciono le canzoni, ma risponde: "no". Non ci lasciamo scoraggiare
e iniziamo a giocare e fare battutine con lei, e lei si laqscia coinvolgere, tanto
che, quando andiamo nell'altra stanza, ci segue. Nella seconda stanza troviamo:
Salvo di 19 anni, Beniamino di 15 anni, Loris di 14 anni (che io ho soprannominato
Larsen) e Francesca, di 12 anni abbarbicata alla sua mamma.
Qui riusciamo
a creare un clima veramente disteso e divertente. Giochiamo tutti al "Musichiere"
e la campana era lo stetoscopio di Smorfia. I nostri amici a letto erano così
coinvolti che fremevano per toccare la campana, che veniva portata da Smorfia
direttamente a loro perché potessero indovinare la canzone che Marcomix
suonava. Tra balletti, musiche e indovinelli trascorre un'ora in maniera estremamente
piacevole. Francesca riesce a staccarsi dalla mamma e a partecipare al gioco,
Laura ci osserva contenta, le mamme ridono di cuore e i ragazzi più grandi
partecipano con grande coinvolgimento. Operazione compiuta! Passa un'infermiera
e ci chiede di andare in endocrinologia DH e noi ci fiondiamo, cantando nel corridoio
e coinvolgendo tutti quelli che incontriamo per le scale, medici inclusi.
In
DH Endocrinologia troviamo bambini e genitori in attesa di entrare in ambulatorio,
piuttosto annoiati. Il nostro arrivo li stupisce e pian piano anche loro si sciolgono
e partecipano al Musichiere, e alla rappresentazioen di marionette. Nonostante
il nostro teatro di marionette lasci molto a desiderare, i bambini e i genitori
sembrano divertirsi, forse proprio perché sbagliamo tutto... Riusciamo
anche a coinvolgerli nel Ban. "se sei felice..." .
Un servizio molto
soddisfacente. La nostra equipe, che si è trovata insieme per la seconda
volta si sta affiatando proprio bene e a parte che non seguiamo il ritmo musicale
di Marcomix e lo mettiamo in crisi, cantiamo, balliamo e facciamo gags con un
buon risultato per noi e per i piccoli amici e i loro genitori.
Riprenderemo
questo servizio a settembre, visto che Marcomix parte in tournee e io per le missioni.
Grazie
ai miei compagni!
Aureola
Nome
Clown: Melody
Data:
15/05/04
OSPEDALE: Mondino
Reparti visitati: 4° piano
Compagni di
equipe: Silvestro*, Abc, Raganella.
CONSIDERAZIONI:La giornata era tiepida
e soleggiata; l'ora invogliava a un caffe' post prandiale che risvegliasse un
po' gli animi. Dopo questa breve pausa, dopo esserci cambiati e truccati( al 3°
piano perche' al 4° non vi erano stanze libere per l'uso), dopo un divertente
scambio di battute, siamo risaliti al 4° e abbiamo iniziato il servizio.
Ho
ritrovato alcuni pazienti con cui avevo parlato la volte scorsa. Questi mi hanno
riconosciuta con affetto e questo e' gia' stato un piacevole passo avanti per
me, perche' cio' vuol dire che l'altra volta non devo aver fatto solo da tappezzeria(
come si suol dire). Diciamo che passare non inosservata, ma verificare che si
e' ricordati, (soprattutto se chi ci ricorda ci ricorda per cio' ce abbiamo detto
e non solo fisicamente), significa che qualche cosa di positivo si è lasciato
dietro di sé. Seguire Silvestro che era il nostro angelo e' sempre piacevole,
soprattutto per il suo parlare in dialetto. Cio' aiuta molto per instaurare un
feeling particolare e " a guardia abbassata"con le persone adulte, specialmente
con gli anziani. Si entra subito in sintonia, per quel qualcosa di familiare che
il dialetto porta con sè..confidenza, semplicita', simpatia( soprattutto
per certe terminologie spiritose che non si trovano in lingua.Purtroppo io non
riesco a parlare il dialetto, cioe' lo saprei parlare e lo capisco perfettamente,
ma ho reali problemi gutturali nella pronuncia, come dice mio padre.
Sono il
suo dispiacere, la sua serpe in seno come mi ripete solitamente quando, tentando
io di dire certe parole, lo faccio scoppiare a ridere. Ha fatto la tesi sul dialetto
vigevanese e in generale, quando si e' laureato il lettere antiche...praticamente
sono il suo disonore della famiglia e di cio' me ne rammarico..e' così
bello mantenere certe tradizioni.
Così non potendo seguire praticamente
Silvestro, mi devo accontentare di fargli da spalla in italiano...credo di riuscire
a far sorridere comunque. Lui in compenso e' troppo forte!Mi piace soprattutto
vedere le persone ( soprattutto le donne) seguirlo a ruota , talvolta in strani
duetti in cui non si capisce piu' se e' il clown che regge la gag o il paziente.
Certe persone sono spiritosissime, anche nella loro disgrazia.
Al di là
del servizio in se'( questa volta non ho cercato di vendere Abc al miglior offerente
come faccio di solito o gratis quando proprio nessuno lo vorrebbe dovendo pagare!Mi
ha pregato con la sua vocina infantile che fa sempre di non farlo l'ultima volta
e io l'ho accontentato..era troppo tenero!!!), al di la' del servizio in se' dicevo,
devo dire una cosa.Quasi sempre vi e' in ogni servizio un caso particolare o una
persona speciale da ricordare, soprattutto perche' e' stimolo per raddrizzare
il tiro e cercare di fare sempre meglio per queste persone.
Dopo un po' di
tempo sembrerebbe non ci sia nulla da dire o meglio, soprattutto quando si fa
servizio spesso nella stessa struttura, diventa piu' difficile farlo, non solo
noioso.Mi spiego..E'è piu' difficile: perche', trovando spesso le stesse
persone se una volta le hai fatte sorridere con una determinata battuta non puoi
certo riproporgliela la seconda o la terza volta. Devi cercare di trovare altri
modi o altre parole per ottenere lo stesso risultato. Loro si aspettano sempre
di piu' da noi.E' noioso: perchè non bisogna cadere in questo concetto.
Se anche non ci sono le stesse persone allora vanno bene anche le stesse battute
e gag della volta prima, ma non bisognerebbe riproporle, per noi stessi, perche'
rischiamo di banalizzarci e " sederci".
In questo caso bisogna stimolare
la nostra fantasia a variare il repertorio, se no dopo 4 o 5 volte che si' e'
nello stesso posto....
In questo servizio poi vi era una giovane donna che
oltre alla sua malattia era anche depressa dal suo stato. Un infermiere mi aveva
detto che era così, di vedere cosa riuscivamo a fare per tirarla su un
po'. Confesso che ho fatto tutto il servizio aspettando solo il momento di poterla
incontrare. Tutti gli altri erano sì malati, ma collaboravano e bene o
male scherzavano e partecipavano. A parte un signore, anche lui della mia citta',che
non era molto su di umore ed era pessimista per il suo stato di salute, pero'
si riusciva a parlagli, bene o male.
Questa ragaza era un caso piu' difficile.
Gia' l'avevo intravista dal vetro della porta della stanza. Seduta sulla sedia
a rotelle stava con gli occhi chiusi, ma si vedeva non dormiva. Anche quando siamo
entrati, dopo averci visto, ha richiuso subito gli occhi e stentava a rispondere.
Ripeteva solo che stava male e basta.
Silvestro l'ha presa per mano e ha iniziato
a parlare. Dopo vari tentativi per vedere a che cosa si poteva interessarla e'
riuscita a farla scoppiare a ridere apertamente e a farle aprire gli occhi con
l'offerta di portarla a fare un bel viaggio esotico con lui ( solo loro due)a...Rescaldina.
Ok! sbloccata! da quel punto in poi tutto e' stato fatto su quella scia.
Decisamente
ha fascino Silvestro come conquistatore!!!Ih! Ih! Ma...
Anche in questo servizio
ho imparato qualche cosa. Gia' la sapevo, ma l'ho visto mettere in pratica da
Silvestro e non c'e' come vedere le cose praticamente.
A contatto con qualcuno
che e' " in chiusura" con se' stesso o verso gli altri,
1) bisogna
trovare il lato debole, l'apertura sul fianco dove infilarsi per operare positivamente
per sbloccalo( sempre con delicatezza e in punta di
piedi) e soprattutto
2)
avere la sensibilita' di capire quando e' ora di smettere, per lasciare il malato
nella sua situazione mentanea di benessere. Non bisogna continuare in cio' che
sino ad un momento prima lo ha divertito se si capisce che l'attenzione cala e
lui sta ritornando a chiudersi. Altrimenti non avra' il ricordo positivo del suo
momento di benessere, ma si ricordera' solo nell'ultimo momento per lui negativo
negativo che lo ha fatto ripiegare su se' stesso.
E' un po' come quando la
sera ci si ritrova con amici per divertirsi. Arriva un certo punto di "stanca"
della serata, perche' magari l'ora e' tarda o si e' stanchi, e annoiati.
Bisognerebbe
a questo punto avere l'accortezza di riuscire a fermare la serata appena prima
che momento negativo si manifesti in tutta la sua
pienezza: si avranno così
solo bei ricordi della serata trascorsa, non magari noia di una spaghettata fatta
a tutti i costi per non voler finire la riunione. Tutti lo abbiamo provato..e
non e' facile..Sembra che si debba perdere ancora qualche cosa di bello, così
si continua, magari controvoglia e stancamente.
Anche qui con il malato..sembra
che se si debba continuare, visto che siamo riusciti a farlo ridere, ma se ci
si ferma mentre ride si ricordera' che, ridendo, stava bene e ripensando al perche'
rideva forse ridera' ancora anche in seguito, da solo.Se gli bruciamo per qualche
motivo questo bel ricordo gli avremo tolto una possibilita' di benessere in più.Un
grosso bacio
Melody
Nome
claun: Karamell
Data:
16/05/2004
Ospedale: Civile di Brescia
Reparti visitati: Pediatria - Chirurgia
Compagni
d'avventura: Rotella
Considerazioni:Giornata speciale quella di ieri. C'è
l'inaugurazione di una nuova ala dell'ospedale che raccoglie tutte le pediatrie!!
Dobbiamo fare animazione lì, insieme a tutti gli altri gruppi clown della
realtà di Brescia, oltre ad alcuni clown professionisti chiamati dall'ospedale.
Visto che è un' occasione particolare l'appuntamento è anticipato
alle 15:00. Io arrivo pintuale, Rotella invece è già li che mi aspetta!!!
Wow, siamo già operativi in un attimo!!! Ci dirigiamo verso la festa, e
strada facendo, interrogando il personale dell'ospedale, scopriamo che la nuova
ala non è operativa ancora, i bimbi sono tutti nei loro lettini nei loro
reparti. La festa di inaugurazione è x gli esterni!!!!! Faccio un piccolo
calcolo matematico..........festa x bimbi sani già circondati da un sacco
di colori, clown, dolci e gadget+bimbi ricoverati che sentono musica e risate
provenire dal cortile ma devono restare a letto.........andare alla festa o nei
reparti??? Beh, il risultato non tarda ad arrivare e corriamo dai nostri bimbi
ricoverati!!! Iniziamo da pediatria quasi x forza. Infatti un paio di bimbi ci
vedono e ci "accalappiano"!!! Nel reparto ci sono + bimbi piccoli ke
grandicelli ke possono giocare. Dai piccini facciamo solo qualche palloncino colorato
in punta di piedi e un po' di sollettico ai loro piedini, coi grandicelli invece
possiamo giocare e scopriamo ke hanno tante di quelle energia addosso ke alla
fine del reparto siamo esausti. Fino alla penultima stanza infatti è una
serie di skerzi, risate, giochi di magia (ke non riesconon!!!), canzoni, ecc,
nell'ultima stanza invece c'è una bimba appena arrivata. Le gira tanto
la testa ed è pure stata male di stomaco prima del ricovero, infatti è
appena arrivata. Piange, è triste, così nel giro di poki metri cambiamo
totalmente atteggiamento io e Rotella. Da "chiassoni" e giocherelloni,
diventiamo allegri ma con tanta gentilezza e calma. Usiamo toni di voci pacati,
cerchiamo di farla parlare ma non affaticare, le riempiamo la stanza di palloncini
colorati e lei per ripagarci ci regala un sorriso stupendo!!! Stiamo per andarcene
quando entra un'infermiera con una siringa. L'espressione di Esmeralda (così
si kiama la bimba) si incupisce e si spaventa, così la distraiamo ancora
un po', la facciamo guardare dalla parte opposta dell'infermiera che riesce a
farle l'iniezione nel braccio senza nemmeno che Esmeralda se ne accorga!! Che
bella la magia che si riesce a fare col nostro volontariato!! Cambiamo reparto,
ci dirigiamo, quasi strisciando, verso la chirurgia. Siamo sfiniti, ma vogliamo
fare almeno un altro reparto. Nella prima stanza c'è Matteo, ma la voce
del nostro arrivo si è sparsa, così la stanza di Teo diventa un
teatro gremito di bimbi!! Mentre preparo qualche giochetto di magia, Rotella cerca
di far cantare la gente, tipo karaoke. E' ancora agli inizi ma si da parecchio
da fare Roty x intrattenere e donar sorrisi. I giochi non riescono alla perfezione;
ogni tanto sbaglio io, ogni tanto mi scopronoi bimbi e per punirli del fatto ke
hanno "rovinato" l'esibizione magica, doniamo loro le notre sculture
di palloncini!!! Pensiamo di aver finito, ma passa un'infermiera ke ci avverte
ke ci sono ancora un sacco di bimbi ke non sono usciti dalle loro stanze. Li accontentiamo
tutti!!! Ultima stanza........entriamo, siamo pronti a proporre qualcosa, ed ecco
un fratellino di un bimbo ricoverato ke si gira verso di noi e con tono arrabbiato
ci urla "MI FATE VOMITARE!!!". Bella
Nome
clown: Dingo
Data:
16/05/2004
OSPEDALE: Senigallia
Reparti visitati: Medicina, Pediatria
Compagni
di equipe: Eric, Zaffiro
CONSIDERAZIONI:
CLOWN DINGO
Cari amici clown,
oggi
è stata una giornata davvero positiva, anche perché l?esperienza
di oggi in ospedale per me, è stata sicuramente migliore della prima. Mi
sono sentito molto di più a mio agio e più partecipe, infatti, lavorando
in tre è stato più facile trovare una buona sintonia. Devo dire
che siamo stati accolti con piacere nel reparto di Medicina, anzi c?era qualcuno
che addirittura ci aspettava. Siamo entrati in ogni stanza in punta di piedi,
con delicatezza, ma a tutti abbiamo rubato alla fine un sorriso, grazie non a
noi stessi, ma alla disponibilità al gioco, alla voglia di staccare la
spina per un attimo, di tutti quei simpatici signori. Una cosa in particolare
ho notato oggi, il bisogno cioè, che le persone hanno di comunicare, al
di là dello scherzo o della risata, che comunque accettano molto volentieri.
Ho scoperto il desiderio spontaneo ad esempio, che il signor Luigi aveva, di raccontare
se stesso, piccoli episodi della sua vita, le sue passioni, i suoi hobbies e tutto
con sentimento, gioia ed anche un po? di orgoglio.
Allora, se posso condividere
con voi un mio piccolo pensiero, ho avuto la certezza oggi, che noi clown non
siamo soltanto delle ?macchine per ridere?, ma siamo come un grande ?tesoriere?
che si arricchisce sempre di più, ogni volta che prestiamo servizio. Quando
siamo in una stanza d? ospedale il ?tesoriere? viene aperto ed ognuno può
prendere ciò che più desidera in quel momento, magari un minuto
d?ascolto, o anche uno sguardo d?amicizia e di silenzioso conforto. E? vero che
noi diamo tanto, ma riceviamo sicuramente di più da ogni malato, anche
dalle esperienze più negative, che comunque completano la nostra formazione
e ci maturano. Così, di stanza in stanza, il ?tesoriere? si impreziosisce,
come anche la nostra vita tutta. Dopo Medicina siamo stati in Pediatria ed anche
se i bimbi erano quasi tutti molto piccoli, i loro genitori sono stati molto felici
di passare un po? di tempo con noi. Anzi, un papà, ci ha anche fatto dalle
foto con la moglie e la sua minuscola e dolce bambina. Insomma è stata
davvero una grande giornata, anche le infermiere sono state gentili con noi e
pronte allo scherzo. E stato tutto molto gratificante e vorrei per questo ringraziare
innanzitutto il Signore e tutti gli amici con cui ho lavorato, in particolare
Eric e Zaffiro. Un grosso Ciao a tutti??????Dingo ( Cristian)!
Nome
Clown Pimma
Data:
15-05-04
OSPEDALE: Martini
Reparti visitati: Cardiologia, Ortopedia
Compagni
di equipe:Puffa, Cerbiatta,Ciambellina
CONSIDERAZIONI:
Oggi al Martini
siamo pochini, le claune di Bardonecchia scelgono di stare con Pimma e si parte.Prima
di iniziare chiedo alle mie "colleghe", piuttosto terrorizzate, che
cosa piace loro fare; risposta unanime: cantare!Perfetto.
In ogni stanza entriamo
davvero in punta di piedi, chiedendo permesso.
Pimma oggi ha con sé
un piccolo pacchetto regalo e in ogni stanza chiede ai pazienti se vogliono vedere
cosa contiene: un morbido cuore di stoffa avvolto tra i pizzi: è il cuore
di Pimma, è il cuore dei claun, lo volete? E la scatolina rimane aperta
appoggiata sul letto o sul tavolino della stanza fino alla fine della performance.
Le mie spaventatissime "protette" sono ottime cantanti: si passa
da O sole mio!, a Piemontesina bella, a Quel mazzolin di fiori; non manca l' immancabile,
ossia il numero di alto equilibrismo su nastro di Pimma- che faccio fare anche
a Puffa, così la smette di dire che non sa fare niente! E poi flautate
varie.
In una stanza di sole donne facciamo la danza propiziatoria per il sole:
balliamo canticchiando "Singing in the rain" sostituendo le parole con
una vocale, così anche le parenti in visita ci seguono cantando. Chiudiamo
la danza radunandoci tutte intorno a una signora che non ci vede, ma può
sentirci, così le ultime note sono solo per lei, mentre la figlia commossa
le accarezza i capelli e anche Pimma stona parecchio, anzi la voce le si spegne
piano piano per la commozione, davanti a questa donna così fragile e bisognosa
di cure. Alla fine anche quella signora sorride dolcemente… potenza delle donne!Ultimamente
sto notando come il Martini sia purtroppo popolato di malati più gravi
di un tempo.
È stato per questo un servizio molto toccante per Pimma,
che ha dato fondo a tutta la sua sensibilità per essere in sintonia con
il paziente e con le proprie amiche claune. A volte abbiamo suscitato commozione
nei pazienti, con le nostre cantate regionali, ma credo che anche la commozione
appartenga all' emozione della gioia.
Vorrei rassicurare le claune di Bardonecchia:
non siete a un esame! Rilassatevi! e quello che in voi aspetta soltanto di uscire
arriverà a suggerirvi le parole giuste, le idee giuste, e piano piano anche
il famoso personaggio claun.
Puffa, sei un perfetto bianco, potresti creare
l' accoppiata con Ciambellina, che invece vedrei bene come augusto dispettoso
e bastiancontrario, oppure con Cerbiatta, che secondo me è un promettente
tramp, con la sua immagine di cantastorie- giramondo dallo sguardo malinconico….
Sono
idee che vi butto lì dopo avervi viste oggi.
Ma ciò che conta
è che siete state collaborative, sensibili, molto desiderose di portare
amore, e non una forzata o vuota allegria: vi pare poco?
Non perdete mai questo
desiderio e tutto il resto arriverà di conseguenza.
Grazie per avermi
sostenuta in ogni momento (ne ho bisogno quanto voi!), vi abbraccio forte,
Pimma
Nome
Clown: Albatros
Data:
9 maggio 2004
OSPEDALE: Molinette
Reparti visitati: Otorinolaringoiatria,
neuropsichiatria, gastroenterologia
Compagni di equipe: Patacca, Kimba, Bambi,
Pippicalzecorte, Akira
CONSIDERAZIONI: Tutto è iniziato bene, volevo
provare la nuova parrucca (le argomentazioni in fatto di igiene di Margherito
mi hanno convinto) e l'ho fatto facendomi un bel giro in bici vestito da claun
da casa mia all'ospedale. Mi sono divertito un casino e sono arrivato carichissimo
in ospedale! Ho avuto solo un attimo di panico quando sono arrivato e non c'era
nessuno, e poiché avevo cinque minuti di ritardo ho pensato: "Aaaaaargh...
sono già in chissà quale reparto! E mo? Mi metto a cercarli?".
Poi per fortuna i miei compagni di equipe sono comparsi e sono stato felicissimo
di abbracciarli. Il servizio è andato bene abbiamo fatto solo tre reparti
ma alle molinette e tutto così grande che già solo per gli spostamenti
da un reparto all'altro ci vorrebbe il monopattino, anche perché ogni tanto
ci siamo persi. Abbiamo iniziato da gastroenterologia, dove in verità abbiamo
fatto un po' troppo casino e non siamo stati troppo in punta di piedi tant'è
che un medico si è un po' scocciato, però cmq i pazienti che abbiamo
visitato si sono divertiti. Assieme ad una Nikita armata di banana siamo andati
all'inseguimento dell'assassino come le mutande viola a pois gialli in testa che
però, aihnoi, nessuno aveva visto. Prima di essere azzannati siamo usciti
abbastanza rapidamente dal reparto. In seguito siamo andati alla ricerca di ematologia...
ematologia? sì, va bene... ma quale? ce n'erano almeno tre, ci siamo avventurati
tra i corridoi ma abbiamo trovato la porta 'd busc. Guidati dall'uomo sul tosaerba
lavapavimenti (che prima mi ha fatto salire sul macchinone facendo finta di volermi
dare un passaggio ma poi mi ha scaricato perché era tutta una tecnica per
rimorchiarsi Nikita) siamo finiti in otorinoetc. dove abbiamo avuto la buona idea
di dividerci in due gruppi così abbiamo dimezzato la caciara (anche perché
questa volta ci siamo ricordati di parlare piano :-). Io e Nikita abbiamo, a grande
richiesta, ripetuto più volte il nostro balletto acrobatico, mentre ho
dovuto lottare ferocemente con Patacca che voleva fregarmi da sotto il naso le
pazienti. In neuro abbiamo inscenato un piccolo spettacolo nel salottino di musica,
giocoleria e canzoni. Il momento più toccante e ricco di patos è
stato quando io e Patacca ci siamo avvinghiati per mimare le struggenti parole
di "Montagne verdi". Quello più comico, ma che mi sono perso,
mannaggia! deve essere stato quello in cui una signora si è mangiata la
potente arma di Nikita. Il tempo passa in fretta e dopo tre reparti era già
ora di tornare a casina. Oggi non ho fatto neanche una visita ma è sacrosanto
che anche i professionisti dopo tanto duro lavoro si prendano un po' di riposo.
P.S. Il ritorno in bici è stato ancora più divertente dell'andata!!!!
CLAUN
ZIG
Servizio:
09/05/04
Ospedale: Buccheri La Ferla - pediatria
Clowns: Bozo, Cirasa, Zig
Dopo
un po' di tempo che non facevo servizio, ho avuto il piacere di farlo con due
sgummate eccezionali…. Sto parlando di Cirasa e Bozo.
Appena entrate in reparto
siamo andate in infermeria, lì abbiamo cominciato a fare qualche scultura
di palloncini al personale ospedaliero e Cirasa ha chiesto i nomi dei bambini
ricoverati.
In una stanza c'erano dei bambini molto piccoli e x questo siamo
entrate prima nell'altra, dove abbiamo trovato Salvatore, 12 anni… un tipetto
davvero tosto con una mamma più tosta di lui, Mirko, con una mamma giovanissima,
una bimba di 3anni e mezzo, che ha fatto prendere a tutti una paura incredibile,
xchè è uscita fuori dal reparto e le infermiere e la madre ci hanno
messo un po' x ritrovarla, e poi un altro bimbo piccolissimo con dei bellissimi
occhi azzurri.
Abbiamo fatto la gag del palloncino… ci aspettavamo qualche
battutina, dato che la mamma di Salvatore era una signora un po' troppo scherzosa,
abbiamo regalato a lei e a tutte le mamme dei bellissimi fiori. Cmq tra il Bruco
e il ballo del Qua Qua abbiamo scampato il peggio. È stato un servizio
un po' difficile, ma con la simpatia di Cirasa e la dolcezza di Bozo è
andato tutto bene…. x questo spero di poter fare presto un altro servizio con
loro!!! Ciao a tutti i nasini rossi
Nome
Claun: Marcomix
3.5.04
Reparti:
Day Hospital Dialisi + nefrologia
Compagni d'avventura: Aureola, Fatilla, Kimba,
Smorfia, Mollico e Dolly
Condivisione: Era il mio PRIMO servizio e, sinceramente
avevo una fifa puffo (blu, molto blu!!!) ma essere con la sorellina certamente
mi ha aiutato molto, oltre al fatto di essere con compagni tutti allegri, simpatici
ed esperti (certamente più di me).Altra cosa che mi è venuta in
aiuto è stata la mia chitarra, che mi ha permesso di fare ciò che
so fare: suonare e cantare. Il resto è venuto abbastanza naturale. Il mio
clown lascia MOLTISSIMO a desiderare, non riesco a trovare niente di lui, forse
è ancora troppo nascosto e devo lavorare molto di più per tirarlo
fuori, per il momento viene fuori la mia esperieza di animatore (che col clown
non c'entra niente) e quella di padre, per quanto riguarda i bambini, come i primi
due con i quali mi sono imbattuto (le prime due bimbe le ho saltate grazie al
tempo di parcheggio col diluvio, sono arrivato un po' dopo).
Temevo molto
l'impatto con dei bambini malati, proprio perchè essere padre ti fa capire
molte cose, invece grazie ai saggi consigli, sono riuscito a concentrarmi su quello
che stavo facendo, occupandomi solo di farlo con allegria e ricevendo in cambio
tanta carica dai bambini stessi che, pur essendo stranieri (i primi due nel letto
della dialisi), hanno risposto prima timidamente e poi con grandi sorrisi, partecipazione,
suoni di tamburelli e baci finali. E' stato bello anche vedere la collaborazione
delle infermiere.
Con gli altri in nefrologia è stato un po' più
facile, anche se la cameretta piccolissima non aiutava, bambini e genitori hanno
risposto benissimo e vedere anche i genitori avere un attimo di respiro e sollievo
nel vedere i propri piccoli sorridere è stata una gioia.
Stessa sensazione
all'ingresso, dove forse bambini e genitori sono più tesi e qualche volta
spaventati, dar loro un impatto un po' diverso credo sia molto positivo.
Ultima
(ma non per importanza) considerazione per i miei compagni di viaggio, con i quali
c'è stata subito sintonia. Usare la musica nel cercare di seguirli nei
canti e in tutti gli spunti che mi hanno dato è stato bello ed emozionante.
Aspetto con desiderio i prossimi servizi che arriveranno.
Un bacio a tutti.
Marcomix
nome
clown: drillo
1/5/2004
ospedale:
s.m.n. - reggio emilia / reparti pediatria e riabilitazione. Compagni d'équipe:
sinfonia (angelo senza voce!!) fa.mi.re e mammola.
Considerazioni:
ormai
comincio ad avere sulle spalle un discreto numero di servizi, ma mi rendo sempre
più conto che per quanto uno possa essere preparato, c'è sempre
un servizio diverso dal precedente. E non bisogna mai credere di poter affrontare
quello che capiterà, alla "leggera".
Il mio Angelo completamente
afono mi passa a prendere, leggermente in ritardo, per colpa di una corsa in bicicletta
che ha bloccato tutto il paese e cerca di spiegarmi alcune cose, ma è come
se parlasse in playback.. E' abbastanza ridicola, ma non voglio infierire ancora
di più e faccio finta di capire tutto!! Arriviamo in un baleno in ospedale
e mi chiedo se sotto quell'aspetto dolce e fragile del mio angelo Sinfonia, si
nasconda, in effetti, un parente stretto di Superman, per quello che riguarda
la velocità…
In ospedale entriamo trionfanti con il valigione di Sinfo
appollaiato su un bellissimo carrellino, che lei traina senza fatica, una gran
bella idea, tenuto conto che l'ultima volta me lo trascinavo io... beh, mi sembra
che siamo migliorati! Partiamo cariche alla volta di pediatria, dopo aver fatto
qualche palloncino giù nell'atrio e qualche battuta con la gente sul cartello
che io ostento con orgoglio e sul quale c'è scritto che è il mio
compleanno (davvero!!). Nel Pronto Soccorso Pediatrico troviamo qualche bambino
e due in particolare, Iman e Sara, sorelline, partecipano ai nostri giochi e ai
girotondi che facciamo, ridono felici e forse per un attimo dimenticano i loro
guai. I loro genitori, avvolti in kaftani incredibili, ci guardano con tanto affetto
e ci ringraziano. C'è anche Marco, un bellissimo cinesino, che però
non ci ha molto in nota, forse si sente più grande delle bimbe e forse
gli hanno insegnato che i bimbi grandi non giocano.
Mi si stringe il cuore
al solo pensiero, ma quando gli diamo una spada fatta con un palloncino, il suo
sguardo si illumina. Forse la mia fantasia corre troppo, meglio così. Gli
altri bambini presenti sono molto piccini e diamo loro dei piccoli palloncini
ed entriamo in reparto. Da come è iniziata al pronto soccorso, pensiamo
che il reparto sia pieno, invece, fortunatamente non è così. Nella
prima stanza troviamo due bambine che hanno accanto a loro migliaia di parenti,
che da soli "fanno la differenza". C'è un po' di confusione e
noi quattro riusciamo a capire al volo quando è ora di intervenire e quando
è meglio fermarsi un attimo. Una bimba piange a dirotto, ma con i pupazzi
sonori e i palloncini riusciamo a calmarla e ai genitori dobbiamo sembrare dei
maghi, poiché probabilmente erano ore che non smetteva. Filastrocche e
palloncini per tutti, allora, anche per un papà dapprima un po' scettico,
poi coinvolto più di tutti.
Nella stanza successiva incontriamo un
bellissimo bambino di 11 anni, che collabora con noi in una maniera strepitosa.
Ride felice e alle nostre battute sull'Inter, la sua squadra del cuore, risponde
con furbizia ed intelligenza. Gli facciamo una spada e lui vuole che gli scriviamo
la data, e le nostre firme. È la prima volta che qualcuno mi chiede un
autografo! Poi andiamo in qualche altra stanza e troviamo bambini che dormono
o sono piccolissimi, quindi facciamo qualche palloncino e ce ne andiamo. Entriamo
nella stanzette di una bambina cinese, piccolissima, che si nasconde dietro la
mamma e non ci dà nessuna confidenza. Proviamo di tutto per farla sorridere,
ma niente da fare, la mamma la sprona a salutarci. Nulla, e ci avviamo verso l'uscita
della cameretta.
Nel frattempo Walter, così si chiama il nostro piccolo
interista, ci raggiunge nel corridoio e ci chiede un altro palloncino, sempre
autografato, e la stessa cosa fanno i genitori delle piccole della prima stanza.
E pian piano…chi esce dalla stanza, un po' curiosetta? La piccola cinesina che
questa volta abbozza un timido sorriso. A volte basta solo non insistere a tutti
i costi e il gioco è fatto. Prima lasciare il reparto, che oggi come mai
ci ha dato tante belle soddisfazioni, dando ovviamente felicità vera ai
piccoli pazienti, ci fermiamo ancora nel pronto soccorso, dove ci sono altri bambini
e scambiamo due battute simpatiche con un papà che interagisce con noi,
facendo ridere tutti.
Da qui, dopo i saluti, passiamo al reparto Riabilitazione,
che però oggi ci riserva alcune sorprese. I pazienti sono meno del solito
(meglio così, per loro, naturalmente), ma sono molto stanchi e sofferenti.
Noto che non c'è il solito affiatamento ed alcuni di loro non riescono
a seguire il nostro interagire fino alla fine, e si fanno portare nelle loro stanze.
So che dobbiamo essere pronte a tutto, ma sento il peso delle loro tristezze e
me ne dispiaccio per loro.
Ma i nostri nasi rossi ci aiutano e facciamo tutto
il possibile per quelle poche persone che rimangono. Battute scherzose, canzoni,
poesie…beh, quelle ormai fanno parte del nostro repertorio e anche qui il cartello
del mio compleanno, in più di un'occasione ci toglie dai guai! Ma i nostri
vecchietti oggi non sono carburati e crediamo giusto rispettare anche queste loro
esigenze. Abbiamo visto che quando si esagera, si combinano guai e li salutiamo,
augurando loro una buona cena. Ripensando al fatto di aver voluto fare servizio
proprio nel giorno del mio compleanno, sono felice della mia scelta.
Ho ricevuto
tanti auguri diversi dai soliti, ho trascorso una giornata che non ha deluso le
mie aspettative, ho fatto servizio con Mammola, con la quale fino ad ora avevo
solo scambiato qualche battuta agli allenamenti e ne sono rimasta entusiasta.
Dolce ed esuberante allo stesso momento, mai una volta che si sia trovata senza
battuta pronta! Certo che è vero, noi burbette abbiamo molto da imparare,
ma ce la stiamo mettendo davvero tutta.
Un bacione! Davvero un bel……….esimo
compleanno! Eh eh eh…meglio non dire quanti sono!!!!!
Nome
claun: Pappina
Date:
1/05/04
Ospedale: Pesaro
Reparti: Ematologia e pediatria
Compagni: Tanti!!!
a partire da Sodalite, Sciacquerello, Mithril, Sibilla, Idea, Patroclo, Ciofega,
Il Gruppo di Vasto( grandi!), ecc.
Considerazioni:Finalmente eccomi qui a rapporto!!!!
credevate fossi svanita senza lasciare traccia........laggiù, nel folto
delle basse Marche.....e invece no!!! Presente!!!!!! rispondo all'appello ( una
volta tanto !!!). Voglio cominciare con le parole di una mia nuova conoscenza:
è un anziano artista tedesco, Jachino, che vive nelle Marche da tempo,
dopo aver girato per tanti circhi in Italia.E' un acquerellista bravissimo che
anni fa ha voluto fare un'esperienza di circo solo per dipingere il circo da "dentro";
ci è rimasto 20 anni diventando anche lui un artista del circo oltre che
un pittore straordinario della vita del circo. E' diventato un claun e faceva
il suo numero con una fisarmonica, i cavalli e mi sembra anche un asino. Gli ho
parlato della mia nuova esperienza di volontariato agli inizi e lui mi ha risposto
così :"Stai facendo una cosa molto importante, sia per te, sia per
i pazienti nell'ospedale. Cosí sei collegata direttissima con le persone,
che hanno bisogno di te. Il claun in pista é una cosa molto diversa, ma
anche lì la cosa piú importante é di esprimere il propio
animo. Fare il claun é la cosa piú seria del mondo! " bello,
no! che dire di più? ha centrato quello che pensavo, per questo ve lo comunico!
Sei collegata "direttissima" con le persone, è quello che ci
diceva anche Ciofega nel momento di condivisione: " le persone bisogna guardarle
negli occhi", proprio vero, ma con gli occhi dolcissimi di chi non vuole
scrutarti dentro per "sapere" la tua soffrenza, ma di chi vuole prenderti
un momento per mano e portarti in un mondo più bello dove il re si chiama
sorriso e la regina e una bambina dagli occhi azzurri........e il letto è
un letto incantato che si solleva e vola....... vola ......il mondo è un
mondo bambino anche per i grandi!!!!!! .....che forse hanno dimenticato di esserlo
ancora; perchè no??? poter ritrovare la delicatezza di un cuore semplice
dentro di noi, o nei gesti impacciati di un claun, pasticcione e "imbranato",
non è forse una bella cosa??? e sorridere di gusto!!!! sorridere!!!! molto
meglio che ridere!!( a mio parere!!! ) perchè è lì che ci
si prende per mano sul serio!!! "fare il claun è la cosa più
seria del mondo" dice il cloun-artista Jachino. Vi saluto tutti con un grande
abbraccio. Ciao e a presto.
Data:
01/05/04
Nome
Claun: Molla
Ospedale:
Maggiore - Bologna
Reparti visitati: Pronto soccorso pediatrico, Chirurgia
pediatrica, Geriatria/Endocrinologia, Post-Acuti Compagni d'equipe: Boiler e Lana
Considerazioni:Arrivo
al Maggiore con calma oggi, mi gusto il tragitto verso l'entrata, chiedo ad una
mamma appena uscita dall'ala maternità dell'ospedale con il suo "nuovo"
bimbo se vuole fare cambio con il mio pupazzo Eco e scatta il primo sorriso della
giornata, incontro Matteo con i suoi genitori, un bimbo di circa 3 anni che è
ricoverato in chirurgia pediatrica da più di 2 mesi ed oramai ci conosce
bene... oggi però sta bene è in giro all'esterno dell'ospedale con
un gelato in mano, appena mi vede urla:"...i pagliacci, torniamo dentro...",
la madre gli spiega che faranno un giretto per respirare un po' d'aria e così
ci accordiamo per andarlo a trovare al suo rientro in reparto a metà pomeriggio,
Matteo si convince che ci vedremo più tardi.Trovo già Lana in atrio
centrale tutta bella attrezzata, scambiamo quattro chiacchere molto piacevoli
e all'arrivo di Boiler si parte per il pronto soccorso pediatrico... Diego è
molto spaventato ma riusciamo ad entrare in camera togliendoci il naso e coinvolgendo
la sua compagna di stanza Ester, c'è molto stupore nei loro occhi, sono
piccolini e forse non capiscono bene cosa siamo. Mi è rimasto impresso
un ragazzino che ha per compagnia tutta la sua famiglia, madre, padre che dorme
(??...) e fratello, iniziamo la nostra "visita" provando la febbre con
il metro e la madre già inizia a ridere con i lacrimoni, prova dell'alito
con la pecora di Lana che regolarmente sviene e prova della vista con il libro
magico... si divertono tutti (il padre dorme sdraiato... ma sorride con gli occhi
chiusi).In chirurgia pediatrica Matteo ci travolge con la sua euforia da mago,
vuole tante magie nuove... aiuto !!! Ovviamente il mago è lui e le magie
gli riescono sempre, quando gli chiediamo "come fa a far spostare la pallina
da un barattolo all'altro", ci risponde: "...eh, io sono magico!"...
in 2 mesi di degenza l'abbiamo convinto per bene...in camera con lui c'è
un bambino straniero che non capisce molto l'italiano che è in visita alla
sorella... si diverte un sacco pur non capendo le nostre parole!!! Francesca in
un'altra stanza rovina una magia a Boiler e noi lo facciamo passare per uno che
vuole sempre fregare tutti con le sue magie che non funzionano, poveretto, gli
era venuta benissimo ma lei l'ha fregato... Francesca in compenso si diverte.Decidiamo
insieme di andare prima in post-acuti, solitamente qui diverse persone ci aspettano,
ma oggi è un reparto piuttosto spento, tutto fila piuttosto liscio tra
magie e battute anche se non riusciamo a fare tutte le stanze, mi è rimasta
una camera in cui abbiamo tentato di entrare salutando per ben 2 volte ma nessuno
ci ha risposto, così abbiamo deciso di fare i palloni all'esterno per poi
entrare solo per dare il regalino, appena siamo entrati ho avvertito una piacevole
sensazione di "risveglio", nel silenzio una signora ha sollevato la
testa sorridendo dicendoci "che bellini che siete...", altre ci guardavano
con occhi stupiti, così abbiamo deciso di restare un po' con loro... uscendo
una signora ci ha detto "pensate che prima piangevo perchè i miei
parenti non arrivano a trovarmi e poi siete arrivati voi a sollevarci, avete fatto
bene, grazie"... Lisa sarebbe stata lì a farle compagnia ma Molla
con un nodo in gola non ha potuto...Salutiamo Lana che deve andare la lavoro e
un paziente blocca me e Boiler perchè ci vuole insegnare un giochetto con
le carte... fatica a tenere le carte in mano... trascorrono i minuti... cerca
di sistemarle... inizia la storiella... ma poi si blocca... così diverse
volte, è trascorso almeno 1/4 d'ora, probabilmente non se la ricorda, è
imbarazzante, Boiler tenta di aiutarlo molto delicatamente, ma non ha successo,
non sappiamo come fare perchè lui continua a muovere le carte... fortuna
che arrivano i suoi parenti e con questa scusa ci saluta... situazione molto difficile
da gestire per non ferirlo, la provvidenza ci ha aiutato anche oggi !!E' ormai
tardi, in geriatria stanno già servendo la cena, facciamo solo qualche
palloncino e sorridiamo a tutti... le persone sono troppo intente a mangiare,
almeno ci sorridono... in endocrinologia una signora non vedente ci accoglie calorosamente
insieme al marito, le facciamo un paio di indovinelli, lei ride e la lasciamo
mangiare. E' stato un servizio molto piacevole grazie a Lana che è molto
fantasiosa e a Boiler che improvvisa facilmente, anche se lungo ed un po' lento,
abbiamo visitato molti reparti numerosi ed incontrato diversi pazienti piuttosto
sofferenti
Nome
claun:Smorfia
Servizio:
Regina Margherita 3/5/2004
Reparti:Day Hospital Dialisi + Nefrologia
Equipe:
"Gli allegri cacciatori di bruchi",cioè Aureola, Fatilla, Kimba,
Molico, Dolly ed io.
Considerazioni: Il servizio è iniziato con un'incredibile
energia...sembrava che tutto procedesse al ritmo del nostro allegro inno claun..."BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRU...".La
sintonia tra i claun si è creata fin dal primo incontro con la piccola
Letizia: i suoi occhioni dolci e il suo timido sorriso di fronte alle richieste
di cure per il dito di Molico sono stati la spinta iniziale per partire con gioia.Poi
i corridoi, la gente con gli occhi spalancati,lo stupore nel veder marciare questa
pazza brigata....mi sembravano tutti bambini, noi e loro, grandi e piccoli bimbi
che trasformano un ospedale in un mondo fantastico. In Dialisi abbiamo fatto la
conoscenza di due principini serbi :Vladjmir e Miriam. In loro onore si sono aperte
le danze,i canti ed un allegro teatrino nato dalle nostre dita...e mi sentivo
al settimo cielo, perchè il loro sorriso era la prova evidente l'allegria
elimina la distanze di lingua e cultura.Ma il viaggio continua..."BRUCO ,BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRRUCO..."...E
ARRIVIAMO IN NEFROLOGIA. I bimbi ci aiutano nel mimare alcune filastrocche:io
faccio la STUPIDA CALZA SOMARA e poi mi lancio nell'interpretazione dell'OCA...hei
sono proprio brava a fare l'oca!Devo preoccuparmi? Insomma un servizio veramente
intenso,grazie soprattutto ai nostri piccoli pazienti e a degli incredibili compagni:
Aureola e il suo vulcano di idee,Fatilla e Kimba con la loro dolcezza, i pallemmitaniiii
Molico e Dolly che posso solo definire fantastici.Grazie a tutti e...alla prossima
puntata! baci,Smorfia
NOME
CLAUN: Aureola
DATA:
lunedì 3 maggio 2004
OSPEDALE: Regina Margherita - Torino
COMPAGNI
D'EQUIPE: Dolly (Vip-Palermo) - Fatilla - Kimba - Marcomix - Molico (Vip Palermo)
- Smorfia
REPARTI: Day Hospital di Dialisi (Ospedale 8° Piano)
CONSIDERAZIONI:Reduce
dal WE di formazione del gruppo VCM Napoli, durante il quale hanno transitato
a casa nostra: Dolly, Mollico, Spilletta e Tontì (trauma dal quale a Spillo
occorreranno almeno un paio d'anni e di sedute psicoanalitiche intense per riprendersi...)
+ a pranzo e cena: Sogno, Maggiolina, Robertona, Pertica, Willie... appunto reduce
da questo intenso We, come organizzato precedentemente, stamattina ci siamo recati
al regina Margherita per inaugurare il servizio al Day Hospital di dialisi. Erano
con noi Dolly e Mollico, i quali sarebbero poi partiti direttamente per Palermo
in aereo alle 13.00, accompagnati all'aeroporto da me e Marcomix.
Il servizio
inizia già all'ingresso del Regina, dove incontro una Kimba veramente sciantosa
(Mollico se ne è innamorato all'istante), con un copricapo con-turbante,
occhiali da Lolita e fare sexy ancheggiante con i suoi sandaletti indossati su
calze a righe colorate con i ditini... con lei c'era Fatilla, dolcissima e tendente
al rosa e Smorfia a pois gialli e neri. Marcomix era dotato di chitarra (grandissima
risorsa). Così all'ingresso, intratteniamo Letizia e Emy, due bimbine che
stavano andando a casa. Passiamo dal corridoio ex prontosoccorso facendo il saluto-tergicristallo
(dato che pioveva)... e preso l'ascensore fino al 5° piano e poi proseguendo
per le scale fino all'8° piano entriamo nel reparto nefrologia.
Al DH
di Dialisi troviamo Vladimiro e M... (non ricordo il nome sigh!) due bambini serbi
che, a detta delle infermiere non avrebbero capito l'italiano. Ma per i bambini
il canto, il gioco e i claun sono un linguaggio universale e infatti i due maschietti
di circa 4-5 anni hanno giocato con noi divertendosi parecchio. Abbiamo cercato
il bruco, ballato e cantato il Coccodrillo, mimato e cantato "Nella vecchia
fattoria" e provato il teatrino delle marionette con il copione che vi ho
mandato ieri. I bimbi rispondevano alle nostre domande, mentre noi cantavamo e
mimavamo, loro suonavano il tamburello e lo squacker che io avevo dato loro. Le
infermiere hanno collaborato e si sono rese conto che i bambini rispondevano alle
nostre provocazioni ed erano contente anche loro.
Ci siamo poi trasferiti in
sala giochi di Nefrologia, dove abbiamo trovato bambini favolosi: abbiamo ballato
tutti insieme e ... cercato il bruco, abbiamo mimato la "Filastrocca per
non far cadere le calze" e mimato tutti insieme una favola inventata lì
per lì, con un sottofondo musicale della chitarra di Marcomix. Davide è
stato uno gnomo da "mangiare" tanto era contento e sorridente, poi c'era
una bimba che faceva la fatina, e due alberi, interpretati da due bambini, e ancora
Kimba era la strega cattiva che poi diventava buona, Mollico il mago scemo, Smorfia
e Fatilla le paperette....Aureola narrava... Dolly era la Pantegana sicula....
Insomma è stato un servizio emozionante e veramente divertente.
Personaggi
e interpreti:DOLLY: pantegana sicula, simpatica, e pronta ad intervenire in ogni
occasione.
FATILLA: ottimo il costume, gli interventi attenti, mirati e collaborativi.
Perfetta sintonia. deve lavorare di più sulla voce del suo personaggio
poi è perfetta.
KIMBA: vamp simpatica anche con i bambini. perfetto
il costume, curato nei particolari, anche la voce ammaliante. Sicura di sé,
collaborativa, adeguata ad ogni situazione.
MARCOMIX: suonatore, cantore,
il nostro menestrello... la sua chitarra ci ha aiutato tantissimo, rende subito
allegri e sblocca situazioni difficili.
SMORFIA: anche lei molto collaborativa,
simpatica e pronta a collaborare immediatamente e con stile. Mantiene bene il
personaggio che si adegua con tranquillità al cambio di situazioni. Una
pantera rosa suadente...
MOLLICO: ha costruito un personaggio da contadino
ebete siculo, decisamente scarso nella parte del leone, ma si è rifatto
nella parte dell'elefante... Notizia per Vippella 2000: si è perdutamente
innamorato della "contessa" Kimba...
Tutti abbiamo collaborato
a rendere questa giornata di pioggia una bella giornata di sole per i nostri bimbi.
Purtroppo non siamo riusciti ad andare in DH di oncologia, perché dovevamo
accompagnare Dolly e Mollico in aeroporto, ma andremo di certo tra 15 gg. Contiamo
di mantenere questo servizio al lunedì perché abbiamo visto che
per i bambini è stata una bella sorpresa trovarci lì e giocare con
noi. Abbiamo visto che è anche bello fare "accoglienza" all'ingresso.
Per i bambini entrare in un ospedale dove ci sono i claun è un impatto
sicuramente meno traumatico.
Grazie a tutti i mei compagni oggi è una
bella giornata di sole!
Aureola
APRILE
2004
CLAUN
OPOPOMOZ E MORK
DATA
10 E 11 APRILE
Salve a tutti, cari fratelli di Vip Italia.
Apparteniamo
al gruppo "O'sole mio" di Napoli.
Ci scusiamo per il ritardo con
cui ci facciamo vivi per l'esperienza del 10 e 11 aprile, ma è tutta colpa
di Mork, che a furia di andare nello spazio, finisce con l'avere sempre la testa
fra le nuvole, dimenticando che il suo amico terrestre Opopomoz non ha il computer
e aspetta che Mork si connetta alla terra…
Alla fine eccoci qua…
Prima
di esternarvi la gioia provata a Torino, prestando servizio negli ospedali Regina
Margherita, Molinette e … non ci ricordiamo il terzo (!!!) [Martini] , vogliamo
subito dirvi che abbiamo avuto un'ospitalità unica, a partire dalla clown
Meringa e dal marito Mario, che ci hanno ospitato come fossimo dei figli che tornava
no da un lungo viaggio. Una coppia eccezionale, animati da uno spirito di fratellanza
mai incontrato prima e che ci hanno letteralmente "donato" casa, adattandosi
loro alle nostre esigenze!!! E non sono poche per chi conosce Opopomoz! Meringa
e Mario hanno davvero un cuore grande e cogliamo l'occasione per inviare loro
un abbraccio mega, in particolare a Meringa in un momento così duro. In
merito all'esperienza vissuta negli ospedali, dobbiamo riconoscere che ci ha toccato
nel profondo. All'inizio pensavamo di non farcela. Ci sono casi, veramente tristi,
di bambini che soffrono e una cosa è immaginare la sofferenza, altra è
viverla. Nonostante questa consapevolezza abbiamo trovato la giusta carica di
energie per rendere un servizio che speriamo e crediamo sia stato utile… e questo
grazie anche alla nostra psicologa (del gruppo O'sole mio) Lunet, che ci ha preparati,
facendoci riflettere in anticipo su quello che avremmo potuto vivere a livello
emotivo, motivandoci ad andare oltre la situazione immediata e insegnandoci a
raccogliere le nostre energie per donarle ai bambini e agli ammalati tutti, al
fine di farli sorridere e fargli dimenticare la situazione in cui si trovano.
E questo anche perché se è vero che un sorriso allunga la vita,
allora… che ben venga !!!! Un grazie speciale va quindi a te, Lunet, perché
il tuo contributo è stato fondamentale.
Con riferimento al gruppo
di Torino vogliamo dirvi che siete veramente un gruppo straordinario, per accoglienza,
simpatia, vivacità, capacità di coinvolgere. Non dimenticheremo
la sera di "pasquetta" insieme in trattoria, dove sembrava di stare
in compagnia degli amici di una vita… Fatilla, Kimba, Pagina, Dotto, Aquilone,
Meringa, Cravattino, Crusca , Aureola, Spillo .
Ma a questo punto anche le
dolenti note…
Aureola ci ha invitati a sollevare osservazioni (anche) critiche
sui tre servizi prestati… e nelle critiche ci mettiamo anche noi. Ebbene, un rilievo
che può essere mosso è che talvolta si sono verificati episodi di
distrazione, in cui singoli componenti del gruppo si distaccavano, non partecipando
a gag a momenti di animazione e non favorendo complicità e collaborazione.
Talvolta, comportamenti del genere rischiano di far ricadere sulle spalle di chi
è più esperto l'intero lavoro di animazione. Ed ancora, rispettare
un po' di più il proprio personaggio clown, lasciandolo venir fuori; avere
la pazienza di restare in presenza di un ammalato anche se la gag non sta riuscendo
un gran che, o l'ammalato manifesta imbarazzo, disagio o semplicemente non gradisce.
In altre parole, avere la capacità di vivere le proprie emozioni senza
fuggire via, rimanendo consapevoli di quello che sta avvenendo dentro di noi.
In questo senso non ci mancano i momenti di condivisione, ciascuno all'interno
del proprio gruppo, momenti in cui è possibile sperimentarsi sul piano
emotivo. Come anche non mancano i momenti di grande divertimento ed esaltazione
che aiutano a liberarci di quello che di brutto o di triste può restare
Claun
Zummolo
4-4-04
OSPEDALE: Vimercate
Reparti visitati: Pediatria
Compagni di
equipe: Dolcetto, Doccia, Dudol
CONSIDERAZIONI:
Preambolo (semiserio):alla
fine della vestizione, per l'abbinamento angelo, Dudol ha avuto l'idea di fare
una sorta di morra
cinese (mano su/mano giù) che a suo dire avrebbe
dovuto semplificare le cose. Un po' perché il fatto che Dudol avesse avuto
un'idea ci è già sembrato un avvenimento eccezionale, un po' perché
nessun altro ha avuto illuminazioni migliori, abbiamo
accettato. Per circa
dodici volte di seguito il risultato è stato o abbinamento dispari (rapporto
3/1) o coppia nulla (Zummolo/Dudol - Doccia/Dolcetto).
Alla fine, dopo attacchi
vari di isteria collettiva e liti furibonde, una conta normale è riuscita
a creare abbinamenti validi (io/Dolcetto - Dudol/Doccia) e abbiamo potuto cominciare
il servizio.
Considerazioni (serie):
Questa volta è stato più
difficile rompere il ghiaccio. Nelle prime due stanze mi sono sentito come bloccato,
non mi veniva niente da dire. Non so spiegarmi il perché. In entrambe le
stanze c'erano molte persone, ma erano tutti veramente ben disposti verso di noi.
In una delle due c'era un ragazzo adolescente bloccato a letto, ma non ha dato
il minimo segno di rifiuto. Non era insomma una situazione negativa, ero solo
semplicemente imbranato. Mi sono salvato facendo il mimo, improvvisando facce
e regalando palloncini, ma devo dire un grazie gigante a Dolcetto. Usciti dalla
seconda stanza ci siamo incamminati lungo il corridoio e all'improvviso è
sbucato correndo Dudol, armato di spada, seguito da Andrea, un terribile frugoletto
quasi più piccolo della spada che aveva, che inseguiva felice: un'immagine
meravigliosa.
Il seguito del servizio è stato molto più semplice,
abbiamo continuato in corridoio con le invenzioni di Doccia e Dolcetto, le genialità
di Dudol (a un certo punto si è ammanettato coi palloncini) e la fattiva
collaborazione di infermieri e genitori.
In corridoio le cose mi sono sembrate
più facili, ci si sente come in territorio neutrale, nelle stanze invece
è come entrare in una sfera più privata. Mi piacerebbe sapere se
qualcun altro ha avuto questa stessa sensazione. Lo chiederò alla prossima
riunione.
Considerazioni negative: nessuna. La sensazione di imbranataggine
iniziale non la ritengo una cosa negativa. È stata una cosa negativa per
me, ma forse la mia goffaggine ha comunque contribuito a far sorridere qualcuno.
Un abbraccio
Zummolo
Claun
çiaPippi
OSPEDALE:
Molinette - Torino
data: 4-4-04
Reparti visitati: Ematologia&Cardiologia
Compagni di equipe: NonnaVillie (si scrive così? ditemi di sì, mi
spiacerebbe aver sbagliato ma..so che LaNonna non se ne risentirà!) e Kimba
(anche lei giovane leva dei TimidAllegri..)
CONSIDERAZIONI: siete pronti???????
cu cù?!?!?!?!?!
çiaPippi or not çiaPippi?!.......çiaPippi
or not çiaPippi?!.......ma è proprio la çiaPippi in persona!!!!!!!
un prrrrrrrrrrrrrrrrrrr affettuoso per tutti i miscredenti convinti che non mi
avrebbero mai "letta"!!! ;°) ebbene sì, cari miei "red
nasini", credo tocchi proprio alla çia..anche se MOLLLLLLLLLTO più
"panata" del solito (il che', riconosco, è già un bel
dire...!), causa il primissimo servizio di ieri.......chi era "di corsia"
non ha stentato ad accorgersene..vero?!?!?!?! sono accettati commenti..NON MI
OFFENDO!!!!!!! :°)
..a tal proposito mi permetto di dare un'affettuosa
tiratina d'orecchie alla nostra meravigliosa nasina Venerdì!!! perchè?,
vi state chiedendo??? ma..ve lo dico io perchè!?! negli ultimi giorni continuava
ad accompagnare i suoi sms con la frase: "chiama se avessi bisogno, non farti
problemi. ok?"!!! ed io, ignara, mi sentivo anche un tantino tontarella perchè
mi sfuggiva il "significato più profondo" della sua affermazione
(peraltro sempre carinissima..per chi non lo sapesse la nostra AMICIZIA conta
un tot di anni..ma mai così protettiva!!!). solo ora, e cioè dopo
il mio "debutto in corsia", è tutto MOLLLLLLLLLLto più
chiaro!!! NON MI AVEVA DETTO CHE ALLA FINE DEL SERVIZIO LA SENSAZIONE SAREBBE
STATA QUELLA DI: ESSERSI IMBATTUTI IN UN FRONTALE CON UN TIR A TUTTA VELOCITA'...
E CHE QUEST'ULTIMO, NON CONTENTO, SAREBBE ANCORA PASSATO E RIPASSATO PIU' VOLTE
SUL MIO CORPICINO ESANIME PER ACCERTARSI CHE NON NE RIMANESSE ESONERATO NEMMENO
UN OSSICINO!!!!!!! (ho spaventato, per caso, i nasini che attendono di fare servizio?!
suvvia, continuate a leggere e non scoraggiatevi..MAI!!). secondo voi perchè
Venerdi' non mi aveva preparato? io l'ho scoperto nello stesso istante in cui
mi sono "impattata" col tir!! aohu, sto parlando della PA U RA!!! non
è che qualcuno decide di non fare più servizio o che arriva scafandrato?!?!?!?!
:°)
la storiella continua..............intanto che il tir mi calpestava
e ricalpestava, sentivo una sorta di ENERGIA STRATOSFERICA aumentare in me, al
punto che un istante dopo la sua resa ero IN PIEDI e CARICA PIU' CHE MAI!!!!!!!
e........Venerdì?! già!......non aveva voluto privarmi di un'emozione
così GRANDE!!! GRAZIEEEEEEEEEEEE CUCCIOLA!!!!!!!
un GRAZIE SPECIALE
va, indubbiamente, alla NonnaVillie..un vero ANGELO..un PORTENTO........la sua
dolcezza mista ad intuizione, sensibilità e.."magia", ha fatto
sì che tutto fosse così naturale al punto da annullare totalmente
ogni sorta di timore fin dal momento in cui ci si è prese per mano nel
corridoio centrale delle Molinette per raggiungere il nostro primo reparto di
Ematologia! ebbene sì, cari miei nasini d'avventura, ho esclamato a voce
alta: bhè, come inizio non c'è male!!!!!!! e le gambe quasi cominciavano
a cedere dalla fifa....... ma non era finita qui..perchè sulla porta della
prima stanza ci attendeva un uomo che "gentilmente", questo sì,
ci chiedeva di non far visita a sua moglie perchè molto stanca... cosa
avreste fatto al mio posto?! indubbiamente l'avere accanto NonnaVillie e la mitica
Kimba (che ringrazio di cuore!!! ciaooooooo gioietta!!!), con la quale si è
insaurato come per magia un incredibile feeling, mi ha regalato la giusta carica
emotiva, un vero toccasana! non ci crederete ma..da quel momento in avanti il
mio nasino rosso ha cominciato ad andare sulle nuvole, più carico che mai
ed io, ormai çiaPippi in tutto e per tutto, non mi son nemmeno più
resa conto di quanto mi accadeva attorno..ho lasciato che fossero le mie emozioni
a guidarmi senza preoccuparmi di sbagliare. infondo ciò che han cercato
di trasmetterci Aureola&Bailando fin dal primo giorno del corso è stato:
LASCIARSI ANDARE E, ABBANDONANDO OGNI SORTA DI PAURA, RIUSCIRE FINALMENTE AD ESSERE
NOI STESSI IN PROFONDITA'.........e così è stato!!! .........son
riuscita a sorprendere anche me stessa per la naturalezza (giusto o sbagliato
ciò che ne veniva fuori..non so nemmeno più cosa...?!) e tornare
a casa stravolta ma davvero FELICE!!!
eheheh, lo so che starete pensando che
la çiaPippi è matta da legare... se la reazione ad una porticina
sul nasino è stata questa, allora..... sì, avete ragione! forse
non tutti sanno che, non per nulla ho chiesto di esonerarmi, almeno per il primo
servizio, dalla Neuropsichiatria. capite?! il rischio che mi trattenessero era
troppo alto.........! :°)
scherzi a parte.......desidero estendere un
abbraccio fortissimo anche al resto dei nasini che ieri erano con noi alle Molinette
per il primo servizio: FATilla, Fiammella, Patacca (o ErPatacca?), Peperita e
gli "angeli" Variegato&Gnappo che han contribuito, non indifferentemente,
a smorzare la tensione pre-servizio che avevamo accumulato. notare che con FATilla,
Fiammella e Kimba ci si era incontrate prima, per sostenerci a vicenda!!! ciò
nonostante (e spero possa servire da incoraggiamento per i "nasini dubbiosi"
che "tremano" nell'attesa del primo servizio.......nonostante non mi
faccia onore........) ero talmente fuori di zucca appena arrivata in ospedale
che, al momento di bere un caffè, per aumentare l'adrenalina!..............sapete
cos'ha combinato la çiaPippi?!?!?!?! ha aperto la bustina di zucchero,
rigorosamente di "canna" (e non pensate male, son SEMPRE stata "allergica"
ad ogni sorta di stupefacenti....qualcuno aggiungerebbe che comunque NON NE HO
BISOGNO!!!), e invece di versarla nella sua tazzina è partita convinta
per vuotarla nel delizioso marocchino che, nel frattempo, Kimba aveva prelevato
dal banco e stava girando placidamente.... ..e che nessun rida!!!!!!! oki?! ;°)
pertanto..FIDATEVI della çiaPippi, se son passate le paure a lei..posson
passare a chiunque e vi garantisco che dal momento in cui varcherete la soglia
del reparto, anche con un sol ditino del vostro piedino, messo sù il nasino
rosso, null'altro vi preoccuperà....SARETE UNICI, ne son sicura!!!!!!!
..cosa aggiungere? intanto che, chi di voi è riuscito a "leggermi"
fino infondo è più "fuori di nasino" di me e.......che
non smetterò MAI di ringraziare Colui che ha permesso v'incontrassi!! ci
credo fermamente, come credo che NULLA AVVIENE MAI PER CASO... un'esperienza UNICA
che mi sta regalando TANTO..ed, ALMENO ALTRETTANTO, spero di riuscire a donare
a chi, nella sofferenza, non ha più occhi per vedere quanto, comunque vadano
le cose, LA VITA E' E RIMANE UN GRANDE ED UNICO DONO....nell'attesa di vedervi
domani, auguro ad ognuno di voi un sereno inizio settimana&una buonissima
giornata "di sole".......quello che ognuno di noi custodisce infondo
al suo cuore e che non smetterà MAI di brillare!!!
affettuosissimamente...çiaPippi
Claun
Billy
data: 3-4-04
Ospedale: Martini e Ospedale Regina Margherita
Compagni d'equipe:
Aureola, Ciambellina, Tarassaco, Tregentil (NA)
Considerazioni: Questo era
il 2° servizio fatto di pomeriggio con i bambini mentre la mattina con gli
adulti. La sera poi siamo andati a mangiare la pizza e a fare un giro di Torino
" magica", ma poi leggerai.Mi sono trovato in macchina solo con Aureola
e ho subito espresso diverse considerazioni sulla figura del claun come l'ho vista
io.Ti dico questo perchè nonostante fosse il mio primo giorno al secondo
servizio ho fiutato diverse cose ( giuste o non giuste non importa vanno prese
solo in considerazione)........la confusione peraltro più che giustificata
dei nuovi sulla figura claun ma non solo dei nuovi.
Ecco: noi siamo dei claun
e siamo li in ospedale per far ridere e per caricare di allegra energia tutti,
ma soprattutto i "difficili"!! Ci sono già tanti altri servizi
di volontariato, ti aiutano, ti danno dei consigli.....ma noi No!!Non è
raccontare l'indovinello o fare il palloncino in ogni stanza con ripetitività
e monotonia il motivo per il quale siamo stati chiamati, forse aiuta più
te claun, ma l'improvvisazione basata sull'atmosfera che percepisci diversa da
stanza a stanza e che ogni volta ti fa tirare fuori cose nuove ma soprattutto
ti fa vedere cose buffe che magari solo la tua immagine di claun vede, ma in quell'istante
e per te motivo di gioia e allegria da trasferire in maniera altrettanto buffa.
Come può la nostra immaginazione spaziare e far ridere se ci si concentra
sull'indovinello o ....Bene allora magari li utilizzo quando quel malato mi sta
dicendo con la mente che vorrebbe GIOCARE con un palloncino......ma non tutti.......Mi
ricordo che in una stanza ero con ciambellina e talassaco e una bambina ci chiese
un palloncino,noi siamo alle prime armi con i palloncini e poi talassaco si divertiva
a farli scoppiare tutti, ma questo a lei la divertiva e quindi anche a noi di
ceva di avere solo palloncini "vecchi", bene allora le dissi alla bimba
di esprimere un desiderio, chiedere qualsiasi forma. Mi chiese una mucca e quando
gliela diedi lei si mise a ridere. Ovviamente non aveva niente di mucca, ma assolutamente
niente, ma non importava a nessuno alla fine.....lei aveva riso, anzi adesso che
ci penso bene entrò poi nella stanza forse Aureola o....e la bimba le fece
vedere le corna che all'inizio vedevo solo io, ma poi.... Ogni stanza era diversa,
sentivo appena entravo un'atmosfera diversa ( dovuta anche alle mie puzzette)
e ogni stanza aveva bisogno di qualcosa di diverso per iniziare a creare l'atmosfera
della risata..... poi diventa tutto più facile.
Far ridere, far ridere,
far ridere e ti sembra facile Billy?
No penso sia uno dei mestieri più
difficili del mondo, ma proprio per questo adesso vi racconto una parte di discorso
avvenuta la mattina nello spogliatoio dell' Ospedale Martini sulla figura del
claun e spero faciliti le cose a chi di voi pensa di avere qualche difficoltà:
sento un Angelo dare consiglio ad un claun "nuovo" dicendogli:"
devi essere te stessa" e subito dopo un altro angelo ribatte " non è
vero perchè quando sei te stessa non sei in verità come quando fai
il claun".
Ok ragazzi analizziamo bene queste due frasi che reputo di
fondamentale importanza, perchè secondo me avevano ragione entrambi e sta
proprio nel cercare di capire che è l'unione delle due cose che fa la figura
claun.Non puoi solo essere te stessa e fare qualche palloncino o.....eh così
mi sembra un pò troppo facile.Invece non è per niente facile.
Alla fine dei due servizi i due amici claun venuti da Napoli pensavano forse che
non ero felice perchè non ero allegro, ma gli spiegai che avevo dato molta
della mia energia ai malati e avevo solo bisogno di una doccia.Ogni stanza diversa,
ogni malato diverso, entri e inizi a dare la prima energia che serve alla stanza,
ai muri, ai letti ecc, poi ci sono i parenti e anche a loro dai energiaallegra
e tutto ciò va avanti da solo perchè il tuo personaggio claun incredibilmente
libero sa che è li per riuscire a farli ridere e poi inevitabilmente si
diverte anche lui, e già perchè la risata è contagiosa, come
lo sbadiglio e utilizza qualsiasi cosa che sta intorno per sucitare l'allegria
e la risata.
Tarassaco ride delle sue battute che capisce solo lei, ma è
contagiosa. Si è creata un suo personaggio Buffo, qualcuno di voi forse
pensa in questo momento che il claun non deve essere necessariamente buffo e secondo
me si sbaglia! Si buffo, perchè ti aiuta; le persone quando vedono una
cosa buffa sono più portate a ridere, e non ci dimentichiamo che noi dobbiamo
farli ridere!!!Siamo addirittura fortunati perchè possiamo utilizzare la
figura del claun buffo per farli ridere e allora utilizziamola.
Mettiamo un
pò di noi nel cercarci un personaggio claun che si avvicina tanto a noi,
cerchiamogli la voce, che non è la nostra, perchè noi nella nostra
vita normale non abbiamo la camminata buffa, non abbiamo la voce buffa o non siamo
così ampi nelle espressioni del viso e del corpo, ma semplicemente perchè
queste cose le abbiamo dimenticate e nascoste ma se ci pensi bene quante volte
dici" guarda quel bimbo che buffo" e ridi di sana gioia, allora tiriamo
veramente fuori la parte di bimbo che c'è in ognuno di noi e diventeremo
buffi, nascerà il nostro personaggio claun, quindi qui mi riporto a quello
che diceva il secondo angelo dandogli ragione, ma nello stesso modo il tuo personaggio
deve essere quanto il più possibile se stesso ( infatti i bimbi lo sono)
ed allora entra l'importanza nel trovarsi il claun che ti permette di utilizzare
i movimenti, la voce , beh tutto quanto il più possibile vicini a te in
modo da poterli utilizzare con disinvoltura e poi penso che alla lunga ci sarà
un unione delle due figure in una unica.
Quello sei tu veramente e poi allora
si che diventerà tutto più facile e contagioso e immaginati quattro
claun in una stanza cosa non possono creare con la loro sanaallegriaenergia.Per
riuscire ad improvvisare e a far ridere quando ti metterai il nasetto rosso e
allora un'insolita energia positiva ti assale e ti porta ad essere il claun che
a te fa tanto ridere perchè è "libero di fare quello che vuole"
per far ridere e propagare energia positiva.Essere se stessi,perchè comunque
dopo la ricerca accurata del personaggio ,comunque assomiglia così tanto
a te, è tutto ciò che di buffo c'è in te, e che comunque
ti fa ridere. Si questo penso sia un'altra cosa importantissima: il nostro personaggio
claun ci fa ridere! ridere di se stessi! che figata fare il claun.
A tutti
un bacino sul nasino rosso e un grazie particolare al claun Bruscia di Milano
perchè e anche grazie a lei che vi ho conosciuto.
Ah dimenticavo una
considerazione che prima dei miei primi due servizi non potevo ancora dire: fare
animazione e fare il claun sono due cose diverse.Un giorno con calma Vi faro una
mia considerazione su questo. Adesso partirò per lavoro ma rientro per
il servizio del 22 o 23 Maggio non vedo l'ora di divertirmi con voi e con gli
amici che dormono in ospedale.
Billy
Nome:
Piripilla
Data: 3 aprile 2004
Ospedale: Infantile "Cesare Arrigo" di AL
Compagni di equipe: Gironzella, Winnie, Batteria, Sorrisina e Vaniglia
Ciao
a tutti cari claunini...
La vostra Piripilla si fa seria seria per una volta
e condivide un'esperienza strana... a conferma del fatto che un claun non si può
MAI considerare fatto e formato, ma c'è sempre da imparare...
Sabato
turno all'Infantile... Parto carichissima, ho dormito un sacco e per una volta
vado a fare servizio al top delle mie forze. Incontro Gironzella, Winnie, Batteria,
Sorrisina e la nostra fantasmagorica capoturno Vaniglia... Ci dividiamo in un
paio di gruppetti e via si comincia dal piano terra (Pediatria) dove tutto fila
liscio come l'olio... L'atmosfera è a dir poco calorosa, festosa, alcune
facce ci aspettano e altre ci scoprono per la prima volta... Comunque sia, il
feeling che si instaura con i piccoli pazienti è fantastico!
E' con
questo umore alle stelle che saliamo al secondo piano (Ortopedia e Chirurgia),
tranne una stanza (dove c'era un bimbo appena operato a cui abbiamo appena fatto
una cosa veloce per lasciarlo riposare) siamo ben accetti dappertutto, addirittura
una delle mie celeberrime magie (e chi le ha mai viste sa bene di cosa parlo.........
No comment!!!) viene richiesta nella stanza in cui c'erano Winnie e Batteria,
così mi dò il cambio con Sorrisina che era con loro e via si mette
in piedi la magia dei barattolini, con una mamy super collaborante (vi giuro che
stavo per chiederle se avesse voglia di fare il claun nella vita... Davvero fantastica,
con una mimica ed una fantasia che ci hanno estasiati e dato una gran mano!!).
Con lo slancio di questa stanza, ci catapultiamo nella stanza seguente, dove c'è
un bimbo con una signora che aspettano di andare a casa, bussiamo, entriamo di
getto e ci troviamo davanti ad un bimbo del Cottolengo di Tortona (sezione locale
di quello torinese)... Vi giuro che a Piripilla si è mozzato il fiato.
Perchè? Non sapevo come comunicare con lui... Vincenzo sente, da quello
che ci ha detto la signora che era con lui sente tantissime cose, ma noi che siamo
legati ai nostri stupidi canoni di comprensione non rimaniamo facilmente sulla
sua lunghezza d'onda... "Parla" con piccoli suoni, tenendo praticamente
sempre la bocca chiusa, sguardo un po' perso nel vuoto...
Vi giuro che avrei
saputo meglio come comportarmi davanti ad un neonato di due settimane o davanti
al bimbo sordomuto che abbiamo incontrato una volta (Corso LIS docet!)... Volevo
con tutta me stessa comunicare con lui, fargli sentire la nostra presenza e non
limitarci a lasciarci un palloncino come se fosse un bimbo dormiente... Vincenzo
si meritava molte più attenzioni...
Gli abbiamo parlato, gli abbiamo
accarezzato le manine... La signora che era con lui ci ha detto che era incantato
dai codini e dai lacci che c'erano sulla mia testa... ed ad un certo punto mi
ha indicato...
Mi credete se vi dico che non fosse stato per il trucco avrei
avuto le lacrime agli occhi?
Mi fermo qui in questa condivisione, il resto
del servizio è andato bene, nonostante ci fosse una Piripilla a mezzo servizio
per via di tanti pensieri per la testa!!!
La signora che era con Vincenzo
ci ha nuovamente chiesto di andare a trovare i bimbi del Cottolengo di Tortona
e in quel momento ho davvero capito quanto servirebbe loro la nostra attenzione,
per quanto questo ruberebbe a noi energie da vendere... Se la meritano: quella
scienza su cui io sto basando la mia vita, ha fatto loro uno scherzo davvero infame,
ma hanno diritto a qualcosa di più, almeno di un sorriso, accompagnato
dalle amorevoli cure delle suore che li seguono, e vi assicuro che non fanno poco...
Quegli occhi e quelle manine mi rimarranno in testa per sempre e secondo me è
anche e soprattutto per Vincenzo e per tutti quelli come lui che va avanti la
nostra missione, perchè tutti, INDISTINTAMENTE, hanno diritto ad un naso
rosso che dia loro tutte le attenzioni che COME ESSERE UMANO merita.
Grazie
per essere arrivati fino qui e grazie super millissimo ai miei fantastici compagni
d'avventura!!!
*Piripilla*
V.I.P. Clown Marameo
Alessandria
Claun
Aureola
OSPEDALE: Regina Margherita - Torino
data: 3-4-04
Reparti visitati: quelli
dell'Ospedale: Nefrologia, Cardiologia, Neurologia, Chirurgia, Ortopedia, Pneumologia
Compagni di equipe: Billy, Ciambellina, Tarassaco, Tregentil (O Sole Mio-NA)
CONSIDERAZIONI:
Che meraviglia ragazzi da un po' ho la sensazione di vivere
in Comunità: in casa mia oramai da qualche mese, si alternano i ragazzi
di Napoli e quelli del VCM (Volontari Claun in Missione). La camera dove dormivano
i miei figli è diventata una camerata-dormitorio e un'allegra confusione
pervade nei WE la vita metodica e scandita dai ritmi del PC mia e di Spillo. Sabato
mattina sono appunto arrivati 4 ragazzi del gruppo O Sole Mio di Napoli + il fidanzato
di Lunet. Incuranti delalmancanza di sonno dopo una notein treno seduti riuscendo
a dormire a sprazzi, alle 10.00 erano già pronti e truccati per andare
al Martini.
Aquilone è venuto a recuperarli per portarli in ospedale,
mentre io, che ero rimasta a casa invece di andare con Bailando e Pepita a condurre
un corso a Vasto (Chieti), per riposarmi... (ma quando??? ahahahaha!!!) mi sono
occupata di fare la spesa e mettere insieme almeno un pranzo per ripagarli della
sfacchinata fatta per onorare lo spirito di Servizio claun. Ore 13.15 i ragazzi
tornano dall'ospedale Martini, cono loro c'è anche Ariel. Raccontano con
grande entusiasmo la loro prima esperienza, ingurgitano le lasagne che evevo loro
preparato e praticamente senza riposo, ci si veste e ci si trucca per andare al
regina Margherita. Questa volta farò servizio anche io con loro, che bello!!!
Finalmente di nuovo in pista! Dotto e Billy vengono a recuperarci in macchina.
Al Regina troviamo gli altri Timidallegri al loro primo debutto alcuni e al secondo
debutto altri che avevano infatti già fatto servizio al mattino al Martini.
I tre Angeli si dividono i ragazzi e con me vengono: Tregentil, Tarassaco (oramai
conclamata nel suo nome), Billy e Ciambellina.
Ci dirigiamo al reparto "Ospedale"
e iniziamo dall'8° piano: Nefrologia. L'esordio è ottimo, i tre bambini
della prima stanza ridono a crepapelle alle "scorregge" di Billy e alla
sua paura al comparire del "bambino-killer", un mocciosetto di 3 anni
che sembrava inseguirlo. Le mamme, dapprima diffidenti, si lasciano andare e sorridono
con i loro bambini. Proseguiamo verso Cardiologia, dove Aurelia piena di tubicini,
in compagnia del fratello e della sua ragazza al nostro arrivo mostra un viso
inespressivo e allo stesso tempo diffidente.
Ignoriamo l'atmosfera di tensione
e interagiamo col fratello e la ragazza: una danza di Tregentil, un giro di squalo
che morde, le puzzette di Billy, le battute di Tarassaco e la dolcezza di Ciambellina,
fanno il miracolo e anche Aurelia ride. In Neurologia Tregentil ha il primo impatto
con la difficoltà della lingua francese: infatti in un letto troviamo un
ragazzo del Togo. Dapprima ci saluta indifferente e quasi scocciato della nostra
presenza, poi, quando gli spieghiamo che Tregentil è francese, si apre
e inizia a parlare con lui in francese, Tregentil è leggermente in difficoltà,
e così confessiamo al ragazzo che di francese Tregentil ha solo il "personaggio
claun" , ma oramai il ghiaccio è rotto e così cantiamo insieme
prima la Marsigliese, poi l'Inno di Mameli e poi l'Inno del Togo. tentiamo di
cantare anche l'inno della Romania con Florin, il bambino romeno del letto accanto,
che invece piange perché non vuole stare in ospedale. Non è facile
distrarlo e nemmeno farlo ridere, ma facciamo del nostro meglio e in alcuni istanti
riusciamo a farlo sorridere. In Chirurgia abbiamo un grande successo: ci aspettano
i bambini e le mamme, e i bambini sono davvero tanti. Insceniamo la scenetta di
Cappuccetto Rosso. Tarassaco resce a far scoppiare 15 palloncini su 15: Amplein!!!
E sostiene che qualcuno le ha dato palloncini "secchi"... Provo il mio
nuovissimo teatrino dei burattini e riesco a far smettere di piangere un bambino
in una stanza con Tregentil, ma capisco che devo perfezionare le storie e legarle
ai personaggi e Tarassaco mi fa notare che insieme ai personaggi in scena c'è
anche un mio dito (nudo!). Ciambellina balla con Tregentil la Morte del Cigno
e un tango appassionato, mentre Billy si cimenta con il trucco del giornale e
dell'acqua: prima volta va bene, la seconda a momenti innaffia tutti i bambini....
Il mio cestino a tre scomparti fa la sua bellla figura e così pure lo squalo
che morde. Riusciamo anche a cantare "Con un bel naso rosso" e a far
fare il coro ai bambini... Sono ormai trascorse le 18,30, i bimbi stanno ricevendo
la cena , e noi, dopo essere rimasti chiusi in un'ascensore e dopo aver capito
che ci voleva la chiave per salire, perdendoci per i meandri del Regina, concludiamo
il servizio con una visita ad Alice in Pneumologia e presentiamo a Felice e Wilma
(genitori di Alice) i nuovi matti vip. Una preghiere a e un canto per Alice (una
bimba in coma da quesi due anni) e allegramente andiamo nella Hall dove ci aspettano
i nostri compagni.
Ottima interazione con tutti i compagni d'equipe.
Billy
è estremamente a suo agio, il suo è già un personaggio bel
scolpito. Sembra che vada in ospedale da sempre. Ha la capacità di interagire
con estrema sensibilità sia col malato, che con i parenti. Pur avendo un
personaggio augusto, si comporta da bianco, senza però mai scavalcare e
dando spazio a tutti i compagni d'equipe. Ha la tendenza a utilizzare molto lo
"scorreggiometro", ma lo fa con grazia e senza volgarità.
Ciambellina: deve ancora lavorare sul suo personaggio e per uscire dalla timidezza.
Ma ha sempre risposto molto bene a tutte le provocazioni e indicazioni e ha interagito
perfettamente con tutti noi.
Tarassaco: anche lei è nel personaggio,
ma che personaggio? Lei stessa! Cipria non le si addice per niente, "Tarassaco"
è tutto suo. Lei è una bambina dispettosa e allo stesso tempo ingenua.
Tira fuori barzellette-indovinelli che fanno ridere solo lei, ma lo fa con un'ingenuità
così naturale che fa ridere un sacco. Lo stesso accade quando innocentemente
canta a Tregentil "Tu me fait girè le tette"... e ride!!! Dire
che è adorabile è dire poco!
Tregentil: Anche lui è molto
sciolto e libero e il suo personaggio è ben
definito: un mimo-romantico.
Con la sua calzamaglia nera danza, interagisce col malato, con i parenti sempre
con grazia e stile. Il suo parlare francese mi ha così coinvolto che alla
fine parlavo "francesizzata" pure io...
Un "grazie" forse
sarà scontato, ma mi viene dal cuore!
DOPO SERVIZIO - PIZZATA:
Alle 20.45 tutti davanti al circolo per la pizzata in onore del gruppo napoletano.
Ore 21.20 davanti alla pizzeria "Mammamia" c.so S. Maurizio, dove Aquilone
aveva prenotato. Ore 21.30 ancora tutti davanti alla pizzeria... Aquilone arriva
con salatini e olivette... Ore 21.45: ancora tutti davanti alal pizzeria... Aquilone
arriva con altri salatini e altre olivette Ore 21.50: chiedo ad Aquilone se vuole
che prenda gli ordini delle pizze e se ci serviranno anche quelle in strada...
Ore 22.05: entriamo e pare che le pizze ce le servano da seduti...
Terminiamo
di cenare intorno alle 23.15 e conduciamo i colleghi napoletani a vedere la Mole
dal parcheggio della Rai (su consiglio di Kimba): spettacolo
bellissimo: mole
+ luna= fantastico!
Quindi ci avviamo guidti da Billy per un itinerario di
"Torino Magica", verso la Gran Madre dove Billy ci fa vedere l'incrocio
dello sguardo dei due angeli, detto anche "la porta dell'inferno"...
le storie di angeli e messe nere si accavallano... I nostri amici napoletani rimangono
frastornati dal clima inquietante creato... Risultato? Ore 00.50 circa... Tregentil
dorme oramai in piedi, Lunet, Papascia, Sugar si trascinano...Patacca mi racconta
tutto sulle ambulanze della Croce Giallo-Azzurra, çia Pippi tenta di far
ragionare Aquilone sull'importanza di instaurare relazioni impegnate (impresa
impossibile, anche perché abbiamo scoperto che Aquilone non ascolta!!!),
Crusca accompagnata dall'amico Gianni appare colma di luce e decisamente trasformata,
Bonny sorride serena, Billy è l'unico ancora carico ed io agosgno un letto
e il sognato riposo (!!!!???). Così all'1,20 nella cucina di casa mia racconto
a Spillo la serata... sono ditrutta, ma decisamente contenta.
Felice Domenica
delle Palme!
Aureola
Claun
Melody
Data: 03/04/2004
OSPEDALE: Casa di riposo di
Garlasco (PV)
Reparti visitati: i tre piani e altro.
Compagni di equipe:Paletta*,
Abc, Raganella, Suonatine, Bri Bri
Premetto di essere stata già presso
questa casa di riposo, esattamente la domenica del raduno alla Torretta. Il ricovero
è molto grande: tre piani,( non ho fatto caso se ce ne è anche un
altro), più un pian terreno e uno sotterraneo. Come se non bastasse ci
sono anche stanze qua e là, dove meno ci si aspetta. Diciamo che c’è
da perdersi, soprattutto se si segue una suora che guida camminando super veloce
e non si presta attenzione ad altro che a non perdere di vista lei. Lungo i piani
le stanze sono una accanto all’altra, composte di due sino a quattro letti, ogni
tanto separate tra loro da salette. Il tutto brulicante di anziani. Un’ infermiera
ci ha detto che hanno dai 200 ai 300 ricoverati ( non mi ricordo esattamente,
comunque un numero elevato). Quando siamo arrivati mi aspettavo avremmo fatto
alcune scenette nell’ ala sotterranea, come la volta precedente, anche se, allora,
ebbi la sensazione che il grado di attenzione e di consapevolezza degli anziani
fosse ben lungi dall’essere appena sufficiente. Quella domenica mi chiesi a che
mai potesse servire fare gag o ballare se appena a malapena pochi ridevano ( vero
è che dopo un po’ smettemmo e passammo tra gli anziani a fare palloncini
e a chiacchierare un po’). Ritenni allora che comunque un po’ di movimento, musica,
e colore aveva portato di sicuro qualche cosa di positivo; sicuramente un diversivo,
soprattutto per il personale ( insufficiente per tutte quelle persone). Nei giorni
precedenti il recente servizio avevo esternato i miei dubbi riguardo le scenette,
comunque una volta arrivati al ricovero un’ inserviente ci disse che come da accordi
avremmo dovuto passare per le stanze, perchè gli allettati erano molti
e avremmo potuto improvvisare qualche cosa nelle salette. Respirai e nello stesso
tempo fui felice.
Ho sempre ritenuto ingiusto che in certi posti, vuoi per
la logistica, vuoi per il poco tempo a disposizione, vuoi per difficoltà
pratiche solo pochi privilegiati potessere godere di un po’ di diversivo e altri
( i più ) , perché a letto, non potessero vedere nemmeno un’anima,
se non altro per una parola e un sorriso. Così dopo esserci cambiati ci
siamo divisi.
La situazione era peggio di quella che mi ero immaginata. In
molte stanze gli anziani dormivano, in altre vi era chi non era per nulla lucido,
ma in altre ancora ( in quelle in cui ho lasciato il cuore) vi erano donne e uomini
(la maggior parte donne) che accoglievano con una strana gioia incredula la nostra
visita. Essendo poco il tempo e tantissime le stanze e volendo nessuno dimenticare
ci siamo divisi e a turno a seconda di dove poi ci si ritrovava lungo il piano,
camminavamo, entravamo nelle stanze, facevamo palloncini o scenette nelle salette.
Come ho detto prima era tutto un brulicare di persone. Ritengo, se posso dare
un consiglio, che se si dovesse ripetere un simile servizio per piano, sei persone
sono insufficienti per fare bene, e quindi le aumenterei. Poichè molti
non erano coscienti di ciò che li circondava o dormivano si poteva saltare
la stanza, o entrarci anche da soli, giusto per un palloncino , un sorriso, un
saluto, ma in altre c’erano donne e uomini che avevano desiderio di parlare, domandare.
Persone che da venti, trenta anni e più erano chiuse in quel posto, altre
che ti raccontavano che avevano i figli che lavoravano e loro essendo allettate
non potevano essere da loro guardate, ma te lo dicevano con rammarico, con dolore:
capivi che ritenevano ingiusto tutto ciò, ma per amore accettavano. L’amore
dei genitori che spesso non si ritrova nei figli. C’è un detto, sacrosanto,
che recita: - un padre e una madre allevano 7 figli, ma spesso non si trova nemmeno
uno figlio che riesca a guardare i genitori -. Confesso
che mi è venuta una rabbia a vederli e sentirli parlare così, tristemente
rassegnati!
So per esperienze nell’ambiente sanitario e personali che molto
spesso è così, eppure ci vuole così poco perchè non
sia così, perchè l’egoismo non debba vincere; ci vuole così
poco ad amare.
Mi è sembrato così insufficiente il tempo a
disposizione di queste persone che ti accoglievano con un sorriso stupito, che
ti tenevano stretta la mano e ti dicevano: –grazie- mentre te ne andavi unito
ad un:-di già?- che ti faceva sentire ingiusto andartene.
Ho preferito
andarmene per le stanze invece di stare nelle salette dove per altro Paletta la
faceva da leone (è proprio bravo a far magie, non tanto per le magie in
sé, che anche altri possono fare, ma per il modo di proporle e proporsi).
Quando ero con lui e altri miei compagni in queste salette facevo fatica a seguire
tutto. Il mio cuore era di là, nelle stanze: in quelle spoglie e in penombra
dove una signora continuava a ripetere all’infinito:-grazie, grazie-; in quelle
dove altri ti dicevano:- ma non mi sembra sia carnevale !-, come per darti della
matta e tu rispondevi: -ma certo che siamo matti, sempre! ..per voi!; in quella
tutta piena di santi e madonne, con tanti quadri appesi alle pareti, come per
trasformare una povera stanza in una vera casa; in quella dove vi era una signora
tutta ingioiellata come dovesse andare ad una festa e a cui ho fatto un braccialetto
con un palloncino (visto che le piaceva ornarsi); in quella in cui una vecchia
signora che si dava molta importanza mi confessava, (e aveva davvero in mano il
libro di poesie), che stava imparando poesie del Pascoli per il giorno dopo; perché
così ordinatole di fare. Chissà da chi? dalla sua pazzia forse?
O dal desiderio di essere ancora viva, là dentro, perchè la vita
non le venisse meno e tutto fosse per lei come prima (magari un tempo era un’
insegnante) e le scorresse attorno come sempre e come sempre la aiutasse a dimenticare
dove era.
E’ stato un servizio bellissimo: sono uscita stanca morta, più
di altri servizi in cui sono stata in piedi e ho camminato per più tempo,
ma sono uscita felice. So di aver fatto così poco, ma non so spiegare,
mi sentivo felice e nello stesso tempo triste. Ho alzato gli occhi a guardare
tutte quelle finestre, quelle vite: mi sono chiesta, ripensandole, se mai un domani
il destino mi porterà dietro a finestre simili. Spero tanto che, se sarà
così, ci sia un colorato clown che mi sorrida…Ho visto che anche solo questo
serve un po’…
Melody
Claun Acqua
Data: 3 aprile 2004
OSPEDALE: Santa Maria Nuova - Reggio Emilia
Reparti
visitati: pediatria, riabilitazione funzionale, chirurgia I, chirurgia II
Compagni di equipe: Ciuchino Giambu Gonzo ( Sinfonia, Drillo, Schiumino, Tamburino)
CONSIDERAZIONI:
Giornata
nera, ma proprio nera….ho il morale sotto i piedi ed il magone, nonostante sia
arrabbiata come una pantera. Dov'è la gioia?? Dove troverò la forza
per andare in ospedale??? Mi trucco e mi viene da piangere, metto la musica a
tutto volume in auto per vedere se riesce a distrarmi…nada de nada. Ho anche mal
di testa ed il fracasso lo peggiora. Mi aspettano due compagni di servizio che
conosco poco, non posso farmi prendere dai problemi personali e condizionare con
il mio malumore il
loro operato. Deglutisco un paio di volte, sorrido ad un signore che mi guarda
stupito ed entro nell'atrio. E vedo Sinfo, Drillo e Giambu, le prime dolcissime
il terzo esilarante, con il mocio vileda in testa ed un improbabile margheritone
sul cappello. E ridivento di colpo Acqua, claun di corsia, con il suo rubinetto
in testa ed il camice con Nemo, smemorata e stonata, che non produce palloncini
ma orrende accozzaglie di lattice gonfiato, con un improbabile accento inglese
e due o tre giochini di micromagia pronti in valigia. Voglio bene ai nasi rossi
anche e soprattutto per l'effetto che mi fanno, per questo affetto che mi avvolge
come una calda coperta, per questa sintonia fatta di sensazioni e vibrazioni,
quando le parole diventano superflue e basta un'occhiata, un cenno del capo, una
mano sulla spalla. Perché mi fanno sentire sempre "a casa", a
me, la zingara vagabonda.
Servizio tutti insieme anche se questo ci deve
costringere a contenerci sicuramente più del solito, ad entrare ancora
di più in punta di piedi. Pediatria si apre con una gara di pernacchie
per la gioia di Andrea che ci ha accolti così all'uscita dall'ascensore.
La presenza di una notevole componente di claun maschi da inizio alla sfida. La
prima stanza mi da modo di "rodare" con Giambu in un duetto tra Endriu
leone inglese e Pepito coniglio spagnolo nel tentativo di far sorridere la serissima
Sofia (peraltro riuscito) E ancora Giambu che fa il pesce d'acquario dietro un
vetro, Gonzo con il suo asino che imita un cavallo….e giochiamo a chi indovina
il nome e iniziamo a "carburare" tra di noi….Ho dei compagni meravigliosi,
Ciuchino Angelo è veramente bravo, capace di gestire i vari momenti con
molta delicatezza, mi da la sensazione di sicurezza di cui ho bisogno e nello
stesso tempo spinge allo sbaraglio senza che me ne accorga quasi (soprattutto
nelle stanze che poi…..risultano vuote!!!!). Con Gonzo e Giambu è divertimento
puro, grande sintonia, sono diversissimi tra di loro e per questo quando "duettano"
diventano esilaranti. Cantano come due professionisti, le sanno tutte e se poi
gli metti tra le mani un canzoniere…… Si mettono in gioco sempre, pronti però
ad arretrare e fermarsi per lasciare spazio agli altri, dote veramente importante
e non facile da trovare quando l'entusiasmo è a mille come il loro. Altre
immagini: gli occhi perplessi di Gonzo prima di accorgersi e sapere che il paziente
con il quale stavamo interagendo era completamente sordo e per di più dislallico
per cui non si capiva un tubo di quel che diceva; Ciuchino tenerissimo che tiene
le mani della nonnina di 94 anni che vuole cantare e va bene qualsiasi canzone
basta che piaccia a noi; la signora della stanza di chirurgia II che si addormenta
ogni due minuti per poi svegliarsi di colpo per dire "grazie, grazie che
bella cosa fate", la Gilda (con vestaglia di seta modello Giuditta) che gira
con busto e boccia di vetro, si tiene la pancia e ride mentre capisce che anche
noi ci stiamo divertendo un mondo; Ferruccio, con il sondino al naso, la flebo
ed un milione di fili dappertutto che dirige il trio Ciuchi Giambu e Gonzo in
un meraviglioso "Volare" con Archimede di fianco a lui che, nonostante
le battute acide della moglie, canticchia, sorride e ci guarda…con lo sguardo
di cui tutti noi abbiamo bisogno, "quello sguardo", quello speciale,
quello in fondo al quale trovi sempre un sorriso e tanto affetto.
I due gruppi
hanno funzionato come sempre, ci si carica e contagia a vicenda, soprattutto durante
gli spostamenti da un reparto all'altro, Il problema è quello di stare
attenti a non "invadere" il reparto, a sentirsi sempre ospiti che a
volte possono non essere graditi, a cantare ed agire un po' più in sordina,
a muoversi con un po' più di cautela.
Dopo un pomeriggio così
non è stato neanche difficile spogliarsi dei panni di Acqua per tornare
la Manu di sempre ed affrontare la vita con un sorriso ed un po' di auto-ironia,
che male non fa.
Voi non lo sapete il bene che mi avete fatto. Grazie con
tutto l'affetto possibile.
Acqua
Claun
Pulaster
Data: 3 Aprile 2004
OSPEDALE: Ospedale di Alzano Lombardo
(BG)
Reparti visitati: Pediatria, Medicina
Compagni di equipe: Ninnola
CONSIDERAZIONI: Oggi ero un po' più tranquillo rispetto alla prima volta
e devo dire che è andata veramente benissimo. In pediatria c'erano pochi
bimbi, perciò abbiamo passato gran parte del tempo con un ragazzo di 14
anni che stava per essere dimesso, quindi stava benissimo e l'abbiamo tirato un
po' matto, e poi con una ragazza e sua mamma. E' stato molto bello perchè
abbiamo improvvisato qualche giochino e scenetta divertendoci molto anche noi.
Dopo aver fatto un paio di palloncini a dei bimbi piccoli (uno praticamente non
ci ha cagato, però era molto piccolo, l'altro si è fatto qualche
risata), siamo andati in medicina. Io temevo che mi sarei trovato in difficoltà
con gli adulti, invece è stato molto divertente, anche perchè c'erano
un sacco di vecchietti molto simpatici che stavano al gioco. Abbiamo quindi distribuito
palloncini a manetta, abbiamo fatto anche quì un po' di giochini e abbiamo
persino cantato le canzoni degli alpini insieme ad un ex maresciallo che se la
rideva alla grande. La cosa che più mi piace del fare il claun è
vedere tutta questa gente che ride anche solo vedendoci, che si incuriosisce e
ci chiede se siamo scappati da psichiatria (è successo anche questo), ma
comunque per un attimo si scorda di essere in ospedale.
Unica nota stonata:
alla fine siamo tornati in pediatria, e un bimbo di circa 1 anno e mezzo mi ha
guardato per un minuto, e poi è scoppiato a piangere. La cosa che mi ha
colpito è stata che io sono riuscito a comportarmi in modo molto naturale,
e dentro di me ho pensato "Peccato", però non ci sono rimasto
tanto male, contrariamente a quello che mi sarei aspettato. Diciamo pure che ho
sperimentato il rifiuto, ma l'ho presa da claun. Forse piano piano sto incominciando
a entrare nel ruolo. Un grazie a Ninnola: abbiamo un buon feeling ed è
stata davvero un angelo.
P.S. Ho un po' la tremarella quando faccio i palloncini,
è una questione di emotività, ma sono sicuro che mi passerà.
Sciaaaooo bbbeeellliiiii! Pulaster
MARZO
2004
Claun
Manolina
Ospedale: Papardo - Messina
Reparti visitati: Pediatria
Compagni di equipe: Santiago, Briossina, Lule,
Flash
Considerazioni: Finalmente era arrivato il momento di mettere in gioco
tutto quello che fino ad allora avevamo solo appreso come teoria da Dolly, Briossina
ecc...
Ero emozionatissima (NATURALE LA MIA PRIMA ESPERIENZA)
Arrivati
al porto di Messina Io, Santiago, Lule e Flash abbiamo aspettato per qualche minuto
la simpaticissima Briossina, che ci ha portati all'ospedale il Papardo Di Messina.
Durante il traggitto una veloce scaletta, l'assegnazione dei ruoli e soprattutto
fino a quel momento potevamo sempre contare (ANCORA X POCO) della nostra fedelissima
radio e delle bellissime musiche...;arrivati all'ospedale ci siamo preparati:
Camice coloratissimo e bellissimo, trucco e tanta anzi tantissima felicità
che ci dava la carica x salire in Pediatria!!!! Wow non riuscivo a crederci ero
nei panni di ciò e che fino a poco tempo fa immaginavo solo come qualcosa
di lontano, impensabile...!!!! siamo arrivati: PEDIATRIA terzo piano. un caloroso
benvenuto dalle infermiere e sistemato tutto quello che
ci serviva (soprattutto
la radio) abbiamo accolto i bambini!! benissimo.....ma...ma....ops la radio con
le musiche non funziona!!!!!!!!!
WOW NON MALE COME PRIMA ESPERIENZA..... dovevamo
mettere in campo tutta la nostra abilità d'improvvisazione!! devo dire
che non mi potevo immaginare un servizio così bello!! per le musiche non
abbiamo esitato!! ci siamo
messi a cantare con tutto il cuore e devo dire
che un'ora è passata velocente....tra giochi, canti e qualche palloncino
la cosa più bella era vedere il sorriso di quei bellissimi bambini!!
è stato un pomerigio bellissimo
Volevo fare un saluto particolare a
Miele, visto che abbiamo saputo che non è stata molto bene, a Briossina
Che è veramente mitica... ma come dimenticarmi dei miei compagni d'avventura
Lule Flash e Santiago....un bacio grande come il cuore di tutti i claun del mondo
MANOLINA
Claun
Granito
Data
28/03/04
Ospedale Senigallia
(AN)
Reparti:medicina,lunga degenza,pediatria
Compagni di avventura:Sodalite,
Mithril, Zircone, Smeraldo, Ciofega.
Ed allora eccomi qua a raccontare la
mia esperienza all'ospedale di Senigallia, dove finalmente ho potuto mettere in
atto ed uso le mie "IMMENSE CAPACITA'" di portatore di sorriso e felicità!!!!!
In verità avevo già provato l'effetto a Forli a novembre ma ora
finalmente ho giocato in casa con la mia squadra!!!! Credo che ogni volta sia,
come ogni buona azione che facciamo nella vita, unica ed irripetibile, nel senso
che ogni nuova esperienza ti crea delle sensazioni nuove che si aggiungono al
tuo io!!! Come francesco Unitalsiano, ho sempre creduto che fare del bene al prossimo
sia il vero motivo di tutto quello che faccio, sia con i Vip che con l'Unitalsi,
quindi fino a quando le due strade non s'incroceranno realmente tanto da creare
dei servizi fotocopia, camminerò su due staffe, perchè ripeto, e
ripeterò all'infinito, al primo posto c'è la persona bisognosa,
poi se l'aiuto viene da destra o da sinistra, poco importa, basta che venga!!!!!
Ma veniamo all'ospedale: appuntamento ore 14.30, arrivo trafelato, metto la macchina
nel parcheggio interno dell'ospedale e non in quello esterno (ai cancelli gli
addetti alla sorveglianza vedendo il camice appeso dentro la macchina mi scambiano
per un dottore e mi fanno entrare senza chiedermi niente.... ah ah potere del
camice!!) e vedo subito i miei soci claun. Due parole in fretta, saluti e via
al reparto medicina per cambiarci. Vengo subito accolto bene dalle infermiere
(guarda caso...) una la conosco e lei rimane choccata dalla mia presenza come
claun della serie " ma tu cosa ci fai qui!!!!!" Passato il primo imbarazzo
(piccolo) ci cambiamo, e mentre metto il camice, il naso rosso, il trucco, mi
sento come rinascere e rifletto "ma quanto tempo era che mancavo???"
Subito mi sento pronto ed i sorrisi dei miei amici claun mi spronano ancora di
più!!! Nei reparti medicina uomini e donne e lunga degenza cerco di dare
il massimo, vengo accettato e respinto ma non mi fermo, so benissimo che la reazione
negativa può essere invertita ed alla fine, grazie all'aiuto del gruppo
di amici, riusciamo sempre a portare un pò di sorriso. Ad un certo punto
arriva il momento che temevo e che aspettavo per mettermi veramente alla
prova:
nel reparto medic. uomini c'è un mio mezzo parente (cioè alla lontana)
che è malato terminale di tumore: appena vedo lui, la moglie e due nostri
comuni amici, mi domando: cosa fare per non far pesare la mia presenza? ed allora
scatta la molla del giullare che è in me!!!! mi faccio subito riconoscere,
nonnostante il trucco, e in lui, in loro, vedo subito il sorriso misto alla sorpresa:
"ma cosa ci fai vestito così qui, di domenica, ma tu non sei un bancario
serio e quasi (s)posato? (per la cronaca vi dirò poi perchè ho scritto
così!!) In pratica sono riuscito ad attirare l'attenzione sul mio caso
di mutamento, e lui che invece era mutato veramente (dalla malattia), non dava
peso nel farsi vedere da me smagrito, corroso dal male che lo affliggeva. Rideva
di me, ridevano tutti, per la mia goffagine, per il mio vero io che loro non conoscevano!!!!
Ecco, ho scoperto un nuovo modo di affrontare un malato che conosco, fare si che
sia io il caso grave, fare si che sia io la persona che non stà proprio
bene di testa, farer in modo che l'altro non subisca la mia presnza, anzi lo incoriusisca,
fino al punto di accettarmi! Reparto pediatria: qui siamo andati a nozze, almeno
io credo, con i bambini ho un feeling particolare, forse devo ancora crescere???
Non ho risentito della presenza di un bambino con gravi problemi, forse la scuola
unitalsi su questo mi ha aiutato parecchio!!!!! Abbiamo tirato fino alle 18 circa
(3 ore di corsie!!) e nemmeno me ne sono accorto, sono felice perchè ho
iniziato a fare un nuovo servizio che si aggiunge ad altri, quei servizi che non
ti danno niente economicamente, che ti prendono il tuo "tempo libero o liberato"
ma che ti riempono di orgoglio, forza e più di tutti di UMILTA'. Grazie
a sodalite,mithril,zircone,smeraldo,ciofega (forte veramente!!!!) per la coesione
e non vedo l'ora di andare a Pesaro sabato 3. si iu!!! (TRADOTTO SEE YOU...)
P.S.: (S)POSATO perchè mi sposerò il 24 luglio!!!!! e stavolta non
è uno scherzo da claun!!!!! il vostro sempre umile GRANITO!!
Nome
Clown: CIOFEGA
28/03/2004
Ospedale: SENIGALLIA
Reparti visitati: MEDICINA, LUNGA DEGENZA E PEDIATRIA
Compagni di equipe: GRANITO, MITHRIL, SMERALDO, SODALITE, ZIRCONE
Considerazioni:
Ore 14 e 30. Finalmente ci troviamo davanti il piazzale del pronto soccorso dell'ospedale
di Senigallia: è il mio territorio, la mia città. Arriva Zircone
che si è alzato da poco come suo solito. Poi è il momento di Smeraldo
che è al suo primo servizio in ospedale. Ecco passare in macchina Granito,
che scambiato per dottore (vedi camice appeso), viene fatto entrare nei parcheggi
interni dell'ospedale: che "ciofega". Finalmente arriva anche Sodalite,
sempre super affaticata. Dico: "Perché intanto non andiamo su?".
Mi rispondono "Manca Mithril." Ed io "E allora?". Proprio
in quel mentre arriva l'innominato già truccato (ahimé). Saliamo
su fino al sesto piano. Una carissima infermiera ci apre lo studio del primario
di medicina per farci cambiare. Ci sentiamo veramente onorati. Questo la dice
lunga sul fatto che probabilmente siamo veramente i benvenuti. Sono sinceramente
un pò emozionato: è veramente da tanto che tutti noi aspettiamo
questo momento. Mentre ci cambiamo, gia comincio a sparare le mie prime cavolate.
Si inizia. Ma dico io: perché tutti ridono quando mi presento come claun
Ciofega. Provo a spiegare a tutti che il mio nome significa semplicemente "ILLUMINATO",
ma tutti con fare sghignazzante mi rispondono che "da loro" non significa
così. Penso proprio che si sbaglino. Gli anziani che ci accolgono sono
veramente stupiti: è la prima volta che vedono un così nutrito "branco"
di pazzi scatenati e non posso che essere d'accordo con loro. A tutti spiego il
motivo della nostra presenza: "Visto che negli altri reparti non ci hanno
voluto, e soprattutto alla neuro, ci costringono a bighellonare per i reparti
dell'ospedale, non sapendo dove metterci. Vedo che qui c'è un posto libero:
non è che uno di noi potrebbe rimanere qui con voi. Mangiamo poco e sporchiamo
altrettanto poco!" Tutti sorridono. Non sanno che tipi siamo... Per loro
fortuna. Con qualche bel palloncino colorato, doniamo alle loro stanze nuova luce
e spero un pò di spensieratezza. Una signora addirittura, nonostante sia
attaccata a tutte quelle loro bibite, tenta di raggiungerci per il corridoio.
"Ma signorina (84 anni) dove pensa di andare?" "Voglio venire con
voi." "Ne è sicura: ha visto come siamo ridotti?" E così
via dicendo. Anche i parenti e amici che fanno da contorno ai pazienti sono felici
di vederci. Ci sorridono, ci chiedono di dove siamo, se ritorneremo. I miei carissimi
colleghi sono straordinari: possiamo reputarci tutti molto fortunati, miei cari
CRISTALLI, siamo in buone mani. Naturalmente non tra le mie. Fin qui ho parlato
dei reparti di medicina e lunga degenza che sono purtroppo sempre super pieni.
In pediatria è diverso: i bambini non sono tantissimi, ma avrei sperato
di trovarne ancora meno. Riusciamo subito a far breccia: ci accolgono anche qui
molto meravigliati. Io spesso mi domando, visto che a volte anche il mio cervello
pensa: "Ma che impressione diamo alla gente che ci vede? Siamo veramente
d'aiuto? Penserà: ci siete o ci fate?". Sono tutti pensieri che così
come vengono se ne vanno. Alle volte "sgaggio" un pò troppo,
ma forse fa parte del mio personaggio un pò guascone. Vorrei fare un piccolo
appunto prima di finire sui miei compagni d'avventure: GRANITO: na sagoma - MITHRIL:
troppo forte - SMERALDO: semplice ma efficace - SODALITE:
un mito - ZIRCONE: un grandissimo amico.
Volevo tranquillizzare tutti quanti:
sto per finire il mio delirio scritto. Da domenica ho scritto solamente oggi perché
purtroppo lavoro, ed ora in particolare la mia cara mogliettina, che è
in attesa di una mia futura erede, assorbono gran parte del mio tempo. So che
potrete tutti quanti perdonarmi. Altrimenti guardatevi Zelig e fatevi due risate.
Considerazioni finali: ogni volta che vado in ospedale, dopo mi sento molto meglio.
Vedere il sorriso sulle labbra e negli occhi della gente mi da veramente una carica,
come dice il nostro caro Dan Peterson: "Uh Uh per me il numero uno!"
Ed è proprio vero. Diamo il nostro meglio. Cinque minuti donati hanno un
valore immenso. Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciofega
Claun
Molla
Data:
27/03/04
Ospedale: Maggiore - Bologna
Reparti visitati: Pronto Soccorso
Pediatrico, Geriatria/Endocrinologia Compagni d'equipe: Momo (Siena), Pepè
(Siena)
Considerazioni: la divisione in gruppi è rapida, Sbando e Capriccio
vorrebbero stare nello stesso gruppo perchè non hanno mai fatto servizio
insieme, Momo ha già fatto servizio con Diesis e così io Momo e
Pepè ci ritroviamo presto a formare il nostro gruppetto... stupendo !!
Ci dirigiamo in pronto soccorso pediatrico, l'accoglienza di numerosi occhi spalancati
è buona, alcuni bimbi sono proprio sbalorditi nel vederci ed hanno semplicemente
la bocca aperta... Chiara però ha già incontrato Momo all'ingresso
e si azzarda ad avvicinarsi e a collaborare con noi... il trucco del libro magico
è sempre d'effetto, se potessi mi sbigatterei dalle risate... la formula
magica di Chiara è la canzocina "bibidibobidibù" lunga
alcuni minuti... e tutte le volte ripete tutta intera la canzone... i bambini
che spettacolo !!!
Un'episodio particolare ci capita nella prima stanza che
visitiamo, una tata filippina reagisce male ad un brusco movimento di Pepè
verso il letto, stiamo tutti scherzando con il piccolo paziente, ma lei crede
che le si voglia rubare la borsa appoggiata sul letto.... sento il caldo da panico-svenimento
salirmi in viso !!!! Cerchiamo di spiegare alla signora che nessuno ha brutte
intenzioni, che siamo volontari con l'autorizzazione sanitaria, siamo in ospedale
tutti i week-end... la signora continua a dire si...si...si....si... praticamente
non ascolta.... andiamo in guardiola dagli infermieri dove troviamo una dottoressa
molto cordiale e spiegatale la situazione ci accompagna dalla signora filippina,
la dottoressa le spiega che è tutto a posto e che noi siamo dell'ospedale...
lasciamo cadere il fattaccio e proseguiamo... ma la tensione mi rimane addosso,
sento le mani fredde e un po' di tremarella... mi chiedo "ma se avessimo
incontrato un'infermiera o un medico a cui non stiamo tanto simpatici ?? E purtroppo
ci sono..." non oso pensare al seguito, mi piace pensare che la provvidenza
ci metta lo zampino ed in quei momenti ci faccia incontrare persone che comprendono
e che hanno fiducia in noi... Proseguiamo il nostro giro in pronto soccorso pediatrico
piuttosto tranquillamente, ci divertiamo con i bambini cercando un letto per Pepè
ma nessuno gli vuol cedere il suo, scherziamo e facciamo qualche trucco di magia.
In Geriatria l'impatto è sempre molto forte, già nella prima camera
nessuno capisce chi siamo, cosa facciamo, e ci rivolgono domande strane, si cambia
stanza e qualcosina si inizia a poter fare, momo si improvvisa "solista"
in qualche canzone che io non ho nemmeno mai sentito, un po' "antica"
ed ha un gran buon effetto su diverse persone, mi colpisce una signora a cui chiediamo
di cantare con il microfono-spolverino si rifuta di cantare, ma verso la fine
della nostra visita la sento canticchiare a bassa voce sull'aria intonata... mi
si stringe il cuore...
dobbiamo assolutamente imparare canzoni un po' datate!!!
Incontriamo qualcuno in corridoio che multiamo perchè è senza cintura...
il sorriso ci scappa sempre con questa gag!! Pepè si innamora in qua e
in là un po' di tutte le donne che incontriamo e noi lo spingiamo via...
non ce n'è una che non rida di fronte a questa situazione.
Raggiungiamo
gli altri in post-acuti, il reparto è praticamente terminato, all'uscita
incontriamo due persone che vendono le uova di Pasqua dell'AIL, per caso ne hanno
rotta una e ci riempiamo la pancia...
Mi sono trovata molto bene in servizio
con Momo e Pepè, è stato un bel pomeriggio ricco di spunti...
Molla
Claun
Giagià
Osp. Regina Margherita
e Molinette di Torino
27 e 28 marzo 2004
Ciao Sorelle e Fratelli claun,
sono la vostra Giagià del gruppo 'O Sole Mio della Campania, ieri sera
ho provato a scrivere la mia condivisione ma il computer si è ribellato
e, stanco di rimanere sveglio, non mi ha fatto salvare la mail prima di spedirla
e alla fine mi ha cancellato tutto ed è la seconda volta che mi fa questo
scherzetto……..ed ora mi tocca riscrivere tutto ……
Meravigliosi compagni di
viaggio sono stati Poppi e Tarantolo, l'aereo emozionato della nostra presenza,
non sentendosi alla nostra "altezza", ha deciso di rifarsi il trucco
così siamo partiti in ritardo e invece di arrivare alle 10,30 siamo arrivati
a Torino alle 13,30.Inutile raccontarvi lo spogliarello che abbiamo fatto davanti
alle forze dell'ordine all'imbarco, Poppi ha rischiato di far suonare tutti gli
allarmi dell'aereoporto per la moneta da due euro che aveva attaccato al suo ombellico
contro il mal di aereo; soluzione inutile considerato il fatto che viaggiavamo
con un gruppo di gastroenterologi in trasferta a Torino per un convegno.
I
nostri nasi appesi al collo hanno incuriosito i medici che ci guardavano con il
ghigno sotto i baffi e tra una battuta e l'altra siamo arrivati a Torino.
La nostra Piccola GRANDE Aureola da me soprannominata Lilina (in senso di affetto)
era ansiosa di rivederci, ci ha accolti come se fossimo suoi parenti e questo
per me è stata la conferma del fatto che è davvero una persona speciale,
per non parlare di Sergio (suo marito) che pazientemente ci ha fatto da cicerone
nonostante la bufera, durata due giorni, che abbiamo portato nella sua casa e
nella sua tranquillità domestica. Non dimenticherò facilmente la
loro ospitalità.
Scrivere del tirocinio in ospedale non è molto
semplice, ho provato emozioni indescrivibili un senso di sdoppiamento della personalità
e quasi di follia, dopo aver aperto la porta dell'ospedale io esistevo solo come
Giagià, tutto cambiava aspetto, i miei occhi vedevano cose diverse e fuori
dalla cognizione di normalità: ho visto bambini essere tranquilli nel loro
dolore, nonni, genitori e parenti giocare con noi per distrarsi, bambini di pochi
mesi completamente fasciati per ustioni sorridermi, ho visto adulti ballare il
liscio con le flebo, ho visto cani invisibili (caffè il cane di Variegato)
fare i bisogni sulle scarpe dei claun, ho visto le mie fatine usare la bacchetta
magica e rivestire di polvere di stelle tutte le stanze degli ospedali……………..Ho
capito che guardare il bigio degli ospedali con occhi claun si trasforma e prende
colore, calore e tutto si muove sotto l'influenza delle onde cardiache…….
Ringrazio Pisolo, Birillo, Variegato e Gnappo che mi hanno accompagnato alla scoperta
del vero mondo claun, bravissimi prestigiatori, spesso mi hanno affascinato e
incuriosito con i loro giochini, a riprova del fatto che anche io sono ancora
una bimba. Sono rimasta affascinata anche dalla dedizione con cui svolgono il
loro servizio, nessuno di loro ha mai guardato l'ora e nelle stanze a volte rimanevamo
per molti minuti con grande gioia da parte dei degenti.
Ammiro profondamente
Raggio di Sole che ogni volta per andare a trovare i suoi bimbi in ospedale viaggia
per circa un'ora e mezza perché questa è la distanza tra la sua
abitazione e Torino, questa sua volontà è da ammirare e da prendere
come riferimento soprattutto da coloro che trovano "difficoltà"
al raggiungimento di un luogo o di un obiettivo………….sono partita con enormi sacrifici,
ho dato priorità al tirocinio piuttosto che ad altre cose, ora posso dire
urlando a squarciagola che lo rifarei, rifarei la stessa identica scelta, ……….chiamatemi
pazza, chiamatemi come volete ma portare il sorriso a chi soffre mi ricompensa
e mi carica di energia positiva.
Per molti la nostra trasferta è stata
vista come un gesto coraggioso, ma la decisione di partire è venuta fuori
dal desiderio di diventare un vero claun, dopo questo tirocinio lo sono soltanto
a metà. Spero di condividere altre esperienze con tutto il mio gruppo,
credo che ognuno di noi abbia da offrire moltissimo, sento nei cuori di ogni singolo
componente l'emozione e la passione, mi auguro che presto la determinazione diventi
il coagulante di questi bellissimi sentimenti.
Vi abbraccio con uno raggio
dell'O sole mio
Spero di rivedervi presto. Giagià
Claun
Drillo
data: 27/3/2004
ospedale:r.s.a. - albinea (re)
compagni di equipe: ciuchino
(angelo), dafne, bimba
CONSIDERAZIONI: eccomi qui!! voglio condividere anche
questo servizio, che mi ha dato tantissimo, sia per merito delle splendide persone
che erano con me, sia per merito degli splendidi ospiti dell'r.s.a. siamo arrivati
in r.s.a. e ho cercato di percepire tutte quelle cose di cui ho sentito parlare
da chi di noi ci era già stato. nella mente mi rimbombavano frasi tipo
'è un ambiente tetro, triste, le persone sono sofferenti e anche insofferenti,
c'è un odore particolare.....'e a questo proposito devo dire che l'apporto
di bimba è stato costruttivo. infatti lei ci ha detto che all'r,s,a, lei,
tutte le volte che è andata, si è trovata bene. quindi i piatti
della bilancia si sono messi pari, ed abbiamo iniziato. certo, la prima volta
in un reparto che non conosci, può essere schioccante, dal principio, ma
poi ci si scioglie e si parte. e così abbiamo fatto. nella sala comune
del primo piano siamo stati accolti bene da quasi tutti gli anziani (quanti!!).
entriamo in parata cantando e ci accolgono subito alcuni sorrisi che ci danno
il via. le presentazioni di rito e ciuchino (che meraviglioso angelo!!) tiene
banco con una facilità ed una scorrevolezza che mi entrano nel cuore. e
incamero tutto, si impara davvero molto, rimanendo ad ascoltare! le presentazioni
di rito e un simpatico gioco proposto da bimba ci aiutano a conoscere i degenti.
naturalmente c'è chi interagisce più e chi meno, ma direi che tutto
va per il meglio. anche gli infermieri partecipano e ci aiutano. solo due o tre
persone, su circa una ventina, non ne vogliono proprio sapere di noi, una signora
tanto dolce piange in continuazione dicendo di avere male alla testa e dafne,
con la sua dolcezza le tiene le mani mentre cantiamo l'ultima canzone, rincuorandola
e dicendole che dopo di questa ce ne andremo. la signora sembra comunque molto
combattuta tra il fatto del suo male alla testa e tra quello che noi ce ne andremo
e alla fine ci regala un sorriso che vale tantissimo. le solite macchiette di
anziani, simpaticissimi, che interagiscono..(fin troppo!!)..il servizio procede,
alcune gags ci sorgono spontanee, a seconda delle situazioni che si vengono a
creare. ho notato che ciuchino, il nostro timido ciuchino, con il naso rosso,
è un vulcano di idee, non rimane zitto un attimo (povera favola!!), ci
coinvolge ed accetta di buon grado tutto quello che riusciamo a proporre anche
noi. bimba si muove con disinvoltura e dafne ed io, recepiamo tutto alla svelta
e il quartetto procede, direi benone. dopo la sala comune passiamo in rassegna
le stanze dove ci sono le persone allettate...e indovinate chi incontro!! ve la
ricordate la signora olga, la maestra che ci ha recitato la poesia, in riabilitazione,
qualche tempo fa? proprio lei!! ma purtroppo, la vedo un po' spenta, sempre con
il suo bel sorriso, ma direi quasi..sconfitta. e ciò mi fa tanto male.
lei mi guarda, mi riconosce e mi accarezza. la vorrei stringere forte e portare
via con me. poi qualche stanza più in là mi aspetta la seconda sorpresa..entro
pian piano e che mi sento dire?.."banda banda fa 'dla streda, che ghe che
la maschereda......(banda banda, fai della strada, che c'è qui la mascherata...)..non
ci posso credere!! il signor domenico, conosciuto anche lui tempo fa in riabilitazione
a reggio. dice che è caduto in bagno e si è fatto male dappertutto
e che deve rimanere lì per un mese. tutto questo intercalato da paroline
da...BIP!!! mentre ci parla mi tiene la mano e la stringe forte, poi vedendo dafne
vuole anche la sua mano e le chiede se ha 15 anni!! gli fa venire in mente sua
pronipote e ci parla della sua famiglia. vorrebbe che non andassimo mai via, ma
riusciamo, in maniera dolce, a salutarlo e anche da lì me ne esco con il
cuore in mano...sono sempre più convinta che le emozioni che mi danno quei
vecchietti, sono impagabili, e ci avviamo al secondo piano. mentre saliamo le
scale, un secondo di condivisione e di carica e affrontiamo questo reparto difficile
con serenità, allegria e tanta voglia di portare sorrisi dove purtroppo
ce ne sono pochi. prendiamo spunti anche dai palloncini che sventolano ancora
nelle sale (possibile che dopo 15 giorni siano ancora così belli??), ne
facciamo di nuovi, cantiamo, balliamo e facciamo la conoscenza di alcuni pazienti.
qui siamo nel reparto sofferenza pura, in alcune stanze ci viene anche sconsigliata
l'entrata, e allora facciamo piccoli palloncini che poi uno di noi, a turno, lascia
sui comodini, sotto lo sguardo dei parenti che ci ringraziano, tristi. in due
o tre stanze riusciamo ad interagire con i pazienti. la signora lea, che sembra
'spalmata' sul letto, ha ancora la forza di farci un sorriso e alla fine, quando
la lasciamo perchè è veramente stanca, ci ringrazia. non sa che
siamo noi a dover ringraziare lei, per tutto quello che ci ha dato e per la forza
e la dignità che ha dimostrato di avere, nonostante la malattia la stia
divorando. sto andando per le lunghe, vero? ma vorrei non dimenticare nulla, una
miriade di pensieri si affollano nel mio cervellino...e sinceramente comincio
a non capirci più nulla. spero che le condivisioni dei miei compagni completino
la mia..ora ho il vuoto assoluto. sono solamente 'piena' di emozioni che mi ha
dato questo magnifico servizio e lo stare con i miei compagni di viaggio. è
davvero bello, e non mi stancherò mai di dirlo, quello che facciamo per
gli altri, ma che alla fine arricchisce anche e soprattutto noi. sono stanca,
ma se mi dicessero "c'è da partire per un servizio extra all'r.s.a.",
- vi assicuro che andrei a vestirmi e partirei di nuovo. subito. un mega abbraccio
a tutti voi. e a ciuchino, dafne e bimba. drillo.
Claun
Oops
Data:
25/03/2004
OSPEDALE:
Sassari
Reparti visitati: Pediatria
Compagni di equipe: Bim Bum Bam, Farfarella,
Pulcina
CONSIDERAZIONI: Non mi sembra vero! dopo quasi due anni e i tanti
servizi svolti in compagnia di me medesimo, finalmente ho dei compagni di avventura.
Si, amici carissimi, dal 7 di marzo anche la Sardegna ha un vero gruppo: i "Nuraghes",
21 simpaticissimi claun, felicissimi di far parte di questa grande famiglia. Non
riesco a descrivere l'emozione che ho provato... I loro nomi: da Cagliari... Arcibaldo,
B612, Duviè, Fiorilù, Frog, Nostromo, Nuvoletta, Pesciolino, Robertona,
Wow, Zebelinda; da Oristano... Cicibù, Ciotty, Quore, Mafalda, Sole, Titty;
da Sassari... Bim bum bam, Farfarella, Pulcina, Smilzo. Con i claun di Sassari
abbiamo dato il via al nostro primo servizio in ospedale..
".... dopo
aver percorso 180 km per raggiungere Sassari, mi sono ritrovato davanti Bim bum
bam, Farfarella e Pulcina (Smilzo, dopo aver atteso per giorni questo momento,
si è ritrovato a letto con la febbre!!!) tese e tremolanti... paura?...
con coraggio mi hanno risposto... noi?... SI!!! Dopo gli ultimi suggerimenti ed
indicazioni, entriamo in ospedale... reparto Pediatria. Sorpresa!!!... i bambini
li troviamo seduti, nella sala giochi, in semicerchio, con alle spalle le loro
mamme e zie... Ci guardiamo in faccia, e... PANICO!!!
Io che non avevo fatto
altro che incoraggiare e dare delle dritte, mi ritrovavo là con il cuore
che batteva forte forte! Per me non era la prima volta!!! Eppure... salve!...
ehmm... noi siamo... cioè... che dire... oplà! Chiedo aiuto... dietro
di me le mie compagne, con lo sguardo mi dicevano... noi non ci siamo... siamo
in ferie... che si fa?
Sarà... il ruolo di "angelo", la
responsabilità verso i nuovi claun, che mi blocca? NO, dopo un lungo respiro
si parte alla grande!!! Bim bum bam, Pulcina e Farfarella, che sembravano impacciate...
fanno partire il canto "bruco"... ci ritroviamo a ballare e a cantare,
i bambini ci guardavano meravigliati... qualcuno si nasconde fra le braccia della
mamma... qualche gioco di prestigio... un poco di giocoleria... bolle di sapone...
qualche scherzetto con i bambini...qualche dispetto tra di noi... il "coccodrillo"...
qualche palloncino... e per farla in breve... ci siamo ritrovati i bambini che
saltavano, ridevano... non ci mollavano più!!! Per me, ma soprattutto per
Pulcina, Farfarella e Bim bum bam è stata una esperienza più che
positiva. Che dire... dopo tre ore... alla fine non volevamo più andar
via!!!
Domenica sarà la volta dei claun di Cagliari e poi seguirà
Oristano... Ma... queste sono altre storie!!!
Ciao da Oops, un "Margheritone"
tra i "Nuraghes"
Nome: Aspirina (Ilenia Ferrari)
Data:
20/03/04
Luogo di servizio: Ospedale Santa Maria (RE)
Reparti visitati:
Pediatria, Riabilitazione
Compagni di servizio: Bubba, Pagnotta, Cocco
Il ritrovo in ospedale è come sempre alle 14.30. Io arrivo per sostituire
Brezzolina, che ha problemi con gli esami. Nell'atrio trovo Giambu, Plinplu, Pallina
e Ciuchino, pronti per chirurgia. Con me ci saranno Pagnotta, Cocco e Bubba. Che
sicurezza avere Bubba!
Quando siamo al completo, ci incamminiamo verso lo
spogliatoio. Bubba mi viene vicino e mi dice: "Io oggi starò in disparte...
ci sei tu". Tra me e me penso: "Oh-oh! Questo significa che sarò
io l'angelo?" Lo guardo negli occhioni buoni e lui sorride: "Bello scoprirlo
in corsa, no?".
Bene, diamoci da fare. Siamo in corsa e correre dobbiamo.
L'arrivo in pediatria mi è ormai familiare: nell'atrio facce ansiose di
genitori e bambini che si trasformano in sorrisi appena ci vedono. "Guarda
chi c'è! I pagliacci!". Inizia il servizio.
C'è una piccoletta,
egiziana forse, che piange disperata perchè le si è rotto un dente:
sanguina dalla bocca e s'imbratta continuamente il bavaglino. Le vedo il sangue
colare dalla bocca e cerco di capire cosa posso fare. Ogni tanto smette di singhiozzare
se vede i nostri colori e i nostri pelouche, ma il dolore è forte. A un
certo punto un'infermiera manda i genitori a fare degli incartamenti e la bimba
se ne va, sempre singhiozzando.
In un angolo c'è Chiara, che coi genitori
accompagna la sorellina che sta male. Ha 9 anni e probabilmente si sente spaesata
di fronte a quella confusione: per farla sentire grande, la nomino clown provvisorio.
Le metto una papera in testa e una marionetta in mano e le chiedo di aiutarmi
a far sorridere gli altri bambini in virtù dei suoi 9 anni pieni di esperienza.
Gli altri clown, nel frattempo, giocano coi bambini: bolle, marionette, canzoncine.
La situazione mi sembra ottimale: tutti ben distribuiti a dare il meglio di sè.
E la conferma arriva poco dopo, quando una mamma sospira di gioia: "L'ha
fatta! Finalmente l'ha fatta!". Era da 2 ore che quei genitori aspettavano
che il figlio facesse la pipì per le analisi: magia o no dei clown, dopo
che siamo arrivati ha urinato.
Dispensata la gioia necessaria al pronto soccorso
pediatrico, entriamo in reparto: tutte le stanze sono visitabili, tranne una in
cui c'è un bambino con la meningite. Nella prima stanza ci sono Andrea
ed Angelica, lui bello vispo, lei con la flebo nel braccino. Cantiamo qualche
canzone, giochiamo coi polli di plastica, Bubba incanta con le sue magie. Pagnotta,
grazie alla sua dolcezza, instaura un bel rapporto con Andrea ed infatti sarà
l'ultima a lasciare la stanza. Anche la nonna e la mamma presenti in stanza partecipano
in allegria: diamo loro gli strumenti musicali (piatti, tamburello e maracas forniti
da bubba) e iniziano a strimpellare. Una bella confusione, ma simpatica!
Nella
stanza successiva ci sono due indiani che ci chiedono di entrare prima che la
loro piccola si addormenti: qualche animaletto di pelouche, le bolle e anche questa
bimba è serena. Sono i genitori stessi che ci esortano ad uscire vedendo
che la piccola sta per crollare. Nell'altra stanza c'è federico. Federico
non ci vuole appena ci vede: dice che non ci ha dato il permesso di entrare. la
madre sussurra: "anche al suo compleanno ha fatto così". caspita,
questo bambino ce l'ha coi clown. ma perchè? tentiamo di guadagnare la
sua fiducia, rispettando il suo volere. restiamo sulla soglia e cerchiamo di convincerlo
a farci entrare. anche i suoi genitori cercano di fargli capire che farci entrare
può essere una cosa bella. cocco si inventa una storia su un pollo e parla
un po' col bambino, sembra quasi che stiamo per farcela. ma nonostante tutti gli
sforzi a un certo punto federico ci guarda e dice: "INSOMMA, MI VOLETE LASCIARE
IN PACE ON NO?". ok, messaggio recepito. stavolta ci arrendiamo. nel letto
in fondo alla stanza, però, c'è una bambina che dorme. faccio un
palloncino e in punta di piedi entro in stanza per appoggiarlo sul comodino. non
dico una parola, gli altri clown sono sempre sulla soglia. mentre torno indietro,
federico mi guarda: "per questa volta ti ho concesso di entrare". E'
IL SEGNALE. "questo bambino un dialogo lo vuole", mi dico, "altrimenti
non mi avrebbe parlato e si sarebbe girato dall'altra parte". alla fine riusciamo
a entrare in stanza: lui, cocco e pagnotta iniziano a spadacciare con le spade
costruite da cocco. bubba gli fa una magia. federico prima lo apostrofa con "guarda
che ti smaschero!" e poi, ammirato, non gli resta che ammettere "ma
allora sei un mago davvero!". è a quel punto che la mamma lo obbliga
a mangiare un panino. federico è entrato in ospedale perchè non
mangia niente. ha 5 anni e non mangia. ma quel panino glielo abbiamo visto mangiare.
un pezzettino, sì, ma l'ha mangiato. lo aveva promesso alla mamma e anche
a noi clown. e bubba in premio gli fa pescare un portachiavi colorato.
usciamo
dalla stanza con la mamma che ci guarda e ci ringrazia. e proseguiamo nel giro.
la porta successiva è chiusa. busso e una mamma la apre appena: "grazie,
non vogliamo visite" "le lasciamo un palloncino!" "no, ha
già i suoi giochi". ok, messaggio recepito. lasciamo stare.
RIFLESSIONE
IMPORTANTISSIMA:
la differenza tra queste due mamme mi ha fatto riflettere
e devo ringraziare ACQUA (la solita, grande, insostituibile acqua) per avermi
aiutato a capire. perchè con federico abbiamo insistito e con questo bambino
no? PER I GENITORI. i genitori di federico volevano che noi entrassimo e SPERAVANO
che noi ce la facessimo. inistere con federico non l'ho sentita una forzatura,
anche se con bubba abbiamo cercato di capire quanto fosse giusto. quand'è
che puoi insistere e quand'è che devi lasciar perdere? beh, quando i genitori
sono dalla parte dei clown: nel loro supporto i clown possono trovare un aiuto
per superare i pazienti più difficili. quando invece i parenti o i genitori
ti chiudono la porta e il paziente anche, è proprio il caso di lasciar
loro la dignità di dire NO.
FINE DELLA RIFLESSIONE IMPORTANTISSIMA
(almeno per me)
dopo federico troviamo andrea. è un bambino seriamente
handicappato che ha subito un'operazione alle gambe e ha molto dolore. in stanza
con lui ci sono una nonna e una zia meravigliose, piene di allegria e di simpatia.
sono loro i veri clown. noi rimaniamo un po' in disparte, a imparare. si canta,
si suonano gli strumenti di bubba e si ride. a un certo punto andrea, che non
parla e si muove con evidenti problemi di coordinazione, batte le mani e sorride.
a noi si riempie il cuore e siamo felici.
quando usciamo, cocco è visibilmente
scossa da questo gesto e inizia a piangere. istintivamente vorrebbe isolarsi per
non farsi vedere, ma noi la abbracciamo e la rassicuriamo. il magone, col naso
rosso, passa sempre.
arriviamo alla fine del reparto: è tardissimo.
voliamo fuori e in pronto soccorso facciamo ancora qualche palloncino e qualche
bolla. io perdo la pompetta di pagnotta, che in relatà era di ciuchino
che in realtà era di qualcun'altro che non mi ricordo. CHIEDO SCUSA ma
chi mi conosce sa che sono veramente distratta :-P
ci aspetta la riabilitazione.
nella prima stanza troviamo due signori: michele, fermo a letto, e ferruccio,
in carrozzina. il primo chiede insistentemente una torta che bubba dichiara di
aver mangiato. poi iniziamo a cantare "volare" e a far musica.
nella stanza di fronte c'è un altro signore, probabilmente vittima di ictus.
parla con sillabe sconnesse e non si capisce quasi nulla di quello che dice: ma
lui capisce noi. cerchiamo di fare 4 chiacchiere e poi gli regaliamo un palloncino.
nella stanza successiva c'è un signore solo, che guarda costantemente la
finestra. bussiamo, vorremmo entrare, ma lui non si volta nemmeno. allora pagnotta
ed io prepariamo dei palloncini da lasciargli sul letto. pagnotta apre la porta
e gli dice. "le lasciamo questo...". lui non si gira, inizialmente.
io penso: "caspita, oggi è la giornata dei rifiuti". poi, mentre
stiamo per uscire, si volta. "scusate...". prende il palloncino e lo
stringe a sè come un pelouche. quel "scusate" significava "scusate
se sono così: vorrei dirvi qualcosa ma non ce la faccio". noi sorridiamo,
chiudiamo la porta e ce ne andiamo.
nella stanza successiva ci sono eugenio
e un signore siciliano: la sua famiglia, composta di siciliani e napoletani, è
molto rumorosa. si lasciano coinvolgere in canti, balli e animazione, si lasciano
mettere parrucche e nasi rossi. uno addirittura gira per il corridoio conciato
peggio di un... pagliaccio! quando stiamo per uscire, ci accorgiamo che stanno
distribuendo i pasti. caspita, non faremo in tempo a visitare le altre stanze!
ci mettiamo allora in un angolo a produrre quantità industriali di palloncini
da distribuire. li seminiamo in corsia e facciamo per andarcene. nell'ultima stanza
una signora (parente di un paziente) ride: "se andassi a casa io con un naso
così, mio nipote sa quanto riderebbe?". detto fatto. io ho un naso
in più nella valigia e glielo regalo "questo è suo: però
mi deve promettere che lo tiene finchè non arriva a casa. non può
più toglierselo!". il marito ci guarda: "ma io con quel naso
lì non la prendo micca in macchina con me!" poi si mette a ridere.
la signora tiene il naso. e sono sicura che sarà entrata in casa come un
clown.
fine della giornata. impegnativa, seria. ma straordinariamente bella,
come sempre.
ah, dimenticavo. prima di uscire dalla pediatria siamo tornati
nella stanza di federico. il panino l'ha mangiato tutto.
Claun
Profumilla
OSPEDALE:
Vimercate (MI)
21-03-04
Reparti visitati: Pediatria
Compagni: Tontì,
Lupin e Righello. Angelo: Tontì!
CONSIDERAZIONI:
Dunque… una grande
emozione all’inizio, nella fase di preparazione.. continuavo ad immaginarmi tutto,
persino le cose più piccole e banali.. Non ero tesa, né preoccupata,
cercavo solo di assaporarmi al meglio anche quegli attimi che mi separavano dalle
stanze, dai bimbi, dai colori! Ci dividiamo in coppie e decidiamo in 10 secondi
più o meno chi saremo, come ci comporteremo e alcune gag.. io farò
l’Augusto di Tontì….
Usciamo e scivoliamo via tra le stanze, tra i
sorrisi ,tra gli sguardi incuriositi (e anche qualche pianto di qualche bambino
spaventato…). Io seguo attentamente Tontì e cerco di stare al suo gioco,lei
ha mille idee che mi divertono e mi piace prendere parte a questi quadretti che
mano, mano andiamo creando, anche grazie all’aiuto dei bimbi, dei genitori e dei
nonni!
Non ci siamo mai trovate davanti a situazioni di grande dolore, e per
questo forse non è mai capitato di scoraggiarmi, solo in alcuni momenti
il mio pensiero andava a queste famiglie riunite sì, ma all’Ospedale e
di domenica… e allora un lampo di tristezza mi attraversava, ma subito realizzavo
che lì c’eravamo io e Tontì (e qualche stanza più in là
Lupin e Righello) così colorate e così sorridenti e subito comprendevo
quanto fosse bello per noi e per i nostri spettatori che noi fossimo lì..
una situazione di tristezza, dolore e disagio trasformata, per una manciata di
minuti, in piacere e colore!!
Ero contenta di essere lì, di essere
lì insieme a Tontì (che è stata grandiosa! Sorridevo tanto
per il suo “show” ed è stata molto cara interessandosi a me e alla mia
situazione di Neo Claun.. GRAZIE!). Se devo descrivere un momento veramente emozionante,
mi viene in mente lo sguardo di un bambino di colore (di Trezzo sull’Adda) col
suo papà…. Quando siamo entrate in stanza aveva uno sguardo abbastanza
triste, infatti ho avuto timore che con lui sarebbe stato un po’ più difficile
interagire e vederlo aprirsi verso di noi, ma mi sono affidata all’inventiva di
Tontì e piano, piano ci siamo riuscite… il momento radioso è stato
quando abbiamo dato a lui e al suo papà una spada per ciascuno e uno dal
proprio lettino, l’altro rimasto in piedi, hanno cominciato a far finta di duellare..
guardandosi si sono messi a ridere e godendoci questo quadretto tutto loro, io
e Tontì li abbiamo salutati!!!!!!!
Poi in sala giochi ci siamo ricongiunte
con i nostri due compari che si stavano allegramente facendo battere a calcetto
da un altro bambino di colore!!!!!!
E’ stata sicuramente un’ esperienza positiva,
sento di aver appreso parecchio (anche a livello tecnico. Ho imparato ben due
nuove figure con i palloncini!), e so che ancora molto mi aspetta e non vedo l’ora
di sperimentare esperienze diverse e nuove così da divenire un pò
più sciolta e propositiva… credo che questi primi servizi si concentreranno
molto sull’osservazione del nostro Angelo… Sono molto contenta.. direi che è
meglio salutarvi, è stata una condivisione abbastanza lunga!!!
Un bacione
a tutti…
La vostra Profu”sbr”illa…. Ah, ah, ah!!!
Claun
Grappola
DATA:
21 marzo 2004
OSPEDALE: civile di San dona' di Piave
REPARTI VISITATI:
Medicina donne, Pediatria
COMPAGNI D'EQUIPE: Batuffolo, Cucù, Pasqua,
Bagigio, Pallottola, Bimba, Pippolina, Tata, Maciste
CONSIDERAZIONI
...mumble...mumble...all'inizio è stato abbastanza faticoso interagire
sia con quella vecchietta che con il suo parente...sembravano non riuscire a sorridere:
mi ha messo un po' di tristezza questa cosa. Pensavo fosse colpa mia se non riuscivamo
a far ridere perchè ero arrivata in ospedale arrabbiata...eppure prima
di iniziare il servizio vero e proprio ero riuscita a calmarmi, a rasserenarmi
e anche a ridere! No no...la difficoltà c'era per tutti, non ero solo io!
Meno male! Infatti poi tutto è filato liscio e me la sono proprio spassata...soprattutto
in pediatria!
Occa miseria...i bambini hanno paura dei claun! Ma riusciamo
a fargliela passare, i genitori dei bimbi ci aiutano e alla fine siamo tutti lì
a ridere mentre Bagigio (a detta di una bimba brutto e ciccione) dialoga con la
sua pancia! ma questo è niente! Un pavido papà si trasforma in poeta
improvvisando dei versi addirittura salendo su una sedia! La moglie di questo
signore era davvero incredula non ho capito se piacevolmente sorpresa o no, comunque
aveva una faccia da foto! Che si fa? lezione di danza ma ahia! Alice scoppia in
un pianto disperato...ha preso paura di tutto quel movimeto improvviso! eh eh!
in questi casi le bolle fanno miracoli! Chiamo Alice e soffio alcune bolle: la
sua espressione cambia in un lampo...sononquasi rimasta sconvolta per il cambiamento
improvviso della sua faccia! E' stata una cosa fantastica! Alla fine credo anche
che un po' le dispiacesse che dovessimo andare via! Sono contenta perchè
un altro servizio è andato bene anche se iniziato in modo un po' incerto!
E' stato un altro bel servizio perchè, anche se i reparti sono sempre quelli,
non è stato uguale a nessun servizio precedente, ogni volta è qualcosa
di diverso e nuovo! Viva!
Vi saluto! Besos!
Grappola
Claun
Puzzetta
Data: 20-3-2004
Ospedale: De Marchi, Milano
Reparti visitati: Dialisi,
peditaria
Angeli: Tic e Lupin
Compagni di equipe: Biba e Brillina
Ore: 3
CONSIDERAZIONI: Che bel servizio! Abbiamo deciso di non separarci,
ma di andare tutti negli stessi piani e di dividerci poi nelle stanze. Abbiamo
iniziato come al solito dalla dilaisi, Lupin e Biba si sono fermati in un paio
di stanze, mentre io, Tic e Brillina siamo andati in fondo. Ci siamo fermati all’inizio
dai due bimbi che ci sono sempre e questa volta Gigetta ha dato grande prova di
sè mantenendo eretta la corda di Tic. Quel bimbo (Luca?) è stupendo...
Comunque poi ci siamo intrattenuti anche coi grandi e tra un palloncino e l’altro
STRANAMENTE sono venute fuori un po’ di barzellette, però è stato
troppo carino perchè ridevano tutti, me le raccontavano pure loro, gli
infermieri soprattutto sghignazzavano (probabilmente per la disperazione) e a
un certo punto mi è arrivata una risata troppo bella da un signore con
cui in realtà non avevo ancora stabilito contatti.
Poi siamo andati
da Ale e abbiamo cantato la canzone del bruco, quando siamo usciti ci ha detto
“ciao”, che bello... Poi siamo andati al secondo piano e abbiamo visitato un po’
di stanze. C’era un bimbo che è stato tutto il tempo con la mano sugli
occhi però quando riuscivi a fargliela spostare si scopriva un sorriso..
Poi c’era un altro cucciolino di due anni che faceva la gara della tosse con Lupin.
In corridoio c’era un bimbo che si è messo a lanciare frecce con l’arco
(di palloncini) con Tic contro Lupin e da lì non l’ha più mollato..
era piuttosto energico, era troppo forte!
Siamo arrivati al terzo piano e
ci siamo trovati un sacco di bimbi intorno. Allora via con il gioco “un due ppprrrll
quattro cinque pppprrrll”, poi un bans (o ban?!), stelle filanti e qualche gioco
di magia. In tutto questo è comparsa Elodie, una bambina di colore con
tutte le treccine, alta non più del mio cane, ed era stupenda, ma proprio
bellissima, uno spettacolo, e ci ha anche seguito in tutte le stanze. Abbiamo
finito il giro e poi è arrivata la pappa e il servizio era già finito!
Uffi...
É stato proprio un bel servizio, con tanta energia e tanta
allegria ricevuta in cambio. E poi che bello andare in ospedale con altre due
Regole! Grazie a tutti i compagni d’avventura!
Puzzetta
Claun
Pulaster
Data: 20 Marzo 2004
OSPEDALE: Ospedale di
Bergamo
Reparti visitati: Pediatria, Terapia intensiva pediatrica
Compagni
di equipe: (in ordine alfabetico) Ananasso, Bagigia, Simpa, Svirgola, Tony e Topolina
CONSIDERAZIONI: Arrivo in ospedale mezz'ora prima dell'appuntamento, piuttosto
nervoso e un po' inquieto perchè non so cosa mi aspetta. Quando arrivano
gli altri, già mi sento più tranquillo, fanno di tutto per mettermi
a mio agio e ci riescono benissimo. Entriamo in ospedale e tutte le paure spariscono
come per magia. Ci siamo divisi, e io ho girato per le camere con Topolina (mitica)
e Svirgola, facendo palloncini, facendo ridere e ridendo insieme a tutti i bimbi.
In terapia intensiva c'era un ragazzino con un sacco di apparecchiature attaccate,
che sembrava piuttosto giù. Semplicemente facendo un po' gli scemi, siamo
riusciti a strappargli un sorriso, beccendoci anche i ringraziamenti delle infermiere
che probabilmente non l'avevano mai visto ridere. E' stato molto bello, anche
perchè mi sono reso conto che in fondo basta poco, basta essere gioiosi
per trasmettere questa gioia a tutti, penso che in tutto ciò ci sia qualcosa
di magico. Grazie di cuore ai claun che erano con me stammatina (Simpa è
proprio simpa, ma anche gli altri non sono da meno), perchè mi hanno fatto
stare proprio bene.
Baciottoli a tutti. Coccodè.
Pulaster
Claun
Sibilla
Data: 20/03/2004
Ospedale: Muraglia e San
Salvatore (Pesaro)
Reparti visitati: Ematologia e Pediatria
Compagni di
equipe: Balocco, Ciofega, Ciufola, Diaspro, Ialino
Considerazioni:
Finalmente di nuovo in ospedale !!! Esattamente 3 mesi dopo la mia prima
uscita a Forlì
(era il 20 dicembre!), sono tornata in ospedale. Che
dire ?? Ce ne sarebbero tante di cose da dire, o
meglio, da scrivere!! Questa
volta sono stata contenta perché ho incontrato dei bambini, anche se l’impatto
è stato molto più duro: fa male al cuore vedere bambini che soffrono…
Devo dire che rispetto alla prima volta è stato molto diverso: ero meno
emozionata, forse più sicura di me,
però, allo stesso tempo,
mi sono sentita meno coinvolta, meno partecipe; non so, forse si è trattato
di una mia sensazione, ma ho provato un senso di inutilità e frustrazione.
A dir la verità, mi sono sentita un po’ “moscia” e non sono rimasta molto
soddisfatta di quello che ho fatto:
ero un po’ distante… E ho commesso un
errore madornale: mentre Diaspro faceva roteare le tre
palline in aria, una
bambina di Ematologia, Eleonora, ha voluto che lo facessi anch’io, ma siccome
io,
purtroppo, devo ancora imparare (sigh!), ho risposto che non lo sapevo
fare!!! Dimenticando la lezione
fondamentale di Aureola: un claun non dice
mai di no…
Quando mi sono resa conto della gaffe mostruosa ho cercato di rimediare,
di improvvisare, ma mi sono
sentita molto stupida. Tuttavia, credo di aver
riscosso un po’ di successo con le due bimbe di
ematologia, Siria ed Eleonora:
Eleonora mi sorrideva sempre e Siria ha voluto autografarmi il camice due
volte!! Di questo sono rimasta molto contenta!!!
Spero di far tesoro degli
errori commessi e di essere più partecipe e brillante la prossima volta.
Ci vuole un po’ di pazienza, sto ancora imparando!!!
Comunque, una volta tornata
a casa, anche se distrutta dalla stanchezza, in fondo al cuore ero felice e molto
orgogliosa degli autografi sul mio camice!!!! Saluti a tutti !!
Sibilla
Claun
Drillo - Reggio Emilia
data 20/3/2004
ospedale: casa protetta villa aurora - reggiolo (RE)
tamburino,
dafne, gonzo, drillo
l'appuntamento è alle 15.00 in piazza a reggiolo,
dietro la rocca. dafne ed io, siamo le prime ad arrivare, tambu e gonzo (d'altra
parte...sono uomini...) arrivano con un po' di ritardo. le raccomandazioni di
rito, e le spiegazioni di cosa andremo a fare in questa casa di riposo e si parte.
tambu ci fa fare tutto il paese a piedi, dato che la casa di riposo è da
tutt'altra parte da dove abbiamo parcheggiato l'auto, e il servizio inizia già
da subito, lungo le strade. arriviamo alla meta e notiamo che tutti ci stanno
aspettando. accidenti, c'è un sacco di gente!! io credevo che ci fossero
molti meno anziani ed invece..quanti!!! si respira da subito un'atmosfera particolare,
direi non da casa di riposo. le infermiere ci accolgono con grande cortesia e
notiamo con una grande voglia di renderci la vita facile!! ci aiutano in tutto,
persino nei preparativi dello spettacolo. alessia, una di loro, infatti è
disponibilissima ed è proprio lei che da 'fiato alle trombe!!'..e, al ritmo
della marcia dei clown, facciamo il nostro ingresso nella sala. veniamo accolti
subito da un applauso...cominciamo bene!!!! solita marcetta con alt della musica,
l'ultimo (che sono io), distratto, non si accorge che la musica è finita
e piomba contro il penultimo...e siamo tutti e quattro a terra. risate del pubblico!
il nostro manager fa partire 'il bruco' e noi nella sala...a cercare questo bruco
dispettoso... gli anziani ci sfiorano le mani, i camici, ci cominciano a comunicare
sensazioni che man mano diventano sempre più forti. partecipano attivamente,
interagiscono con noi. una meraviglia. e siamo solamente all'inizio. poi, dopo
'il bruco', una ospite della casa protetta prende la parola e ci legge una lettera...una
lettera scritta dagli anziani, quando hanno saputo che ci saremmo stati anche
noi, alla loro festa...ma vi rendete conto? una lettera per i 'pagliacci', scritta
da tanti anziani. io ve la riporto, pari pari..e poi mi direte.
CASA
PROTETTA VILLA AURORA DI REGGIOLO
benvenuti nella nostra casa!!!
siamo
felici di essere qui insieme a voi e insieme a tutti gli amici che sono sempre
presenti alle nostre feste.
in questi giorni abbiamo parlato di voi e ci hanno
detto che fate compagnia e intrattenete i bambini che sono negli ospedali.
è una cosa bellissima e molto importante. Ma come mai avete deciso di fare
un servizio per le persone bisognose?
sapete, anche noi, nel nostro piccolo
cerchiamo di impegnare la giornata con tante attività che che ci propongono
gli operatori. pitturiamo, ritagliamo, leggiamo il giornale ogni mattina, giochiamo
a tombola e a volte facciamo anche un piccolo servizio di lavanderia. insomma,
ci divertiamo lavorando! Sapere che ci sono persone come voi, disponibili a regalare
un sorriso, ci rallegra e in questi giorni ci ha mosso una grande curiosità!
Ma come saranno questi pagliacci? avranno il naso rosso e la camicia colorata?
abbiamo sentito dire che il naso rosso c'è, ma al posto della camicia colorata
portate il camice!
allora siete dei dottori!! dei dottori che curano i loro
pazienti con un sorriso... Quindi BENVENUTI!! siamo lieti di essere curati!
vi auguriamo un buon proseguimento e...fate come se foste a casa vostra!
con
affetto e tanta stima
gli anziani
beh, che ne dite?
noi siamo
rimasti leggermente e piacevolmente "rintronati" per qualche secondo,
avevamo tutti e quattro il nostro fazzolettino di carta in mano....e abbiamo continuato
lo spettacolo, contenti e carichi come delle molle. guai a fare brutta figura,
ora, dopo quella lettera per noi!! la scenetta di banana bandana, recitata da
me e dafne, ha provocato molte risate e molti applausi, come quelle dell'invadente
(dafne e gonzo), la mosca fastidiosa (io e dafne), quella dei palloncini da gonfiare
a bocca (tamburino e gonzo),e quella del pescatore un po' maldestro con il male
alla pancia (tamburino). alle scenette abbiamo intercalato canzoni insieme al
pubblico e balli tra di noi. la signora elvira ci ha persino aiutato in una rivisitazione
di "papaveri e papere" ed ha confidato a dafne che quando ha conosciuto
suo marito, nella balera, suonavano proprio quella!! che dolce! gli ospiti della
casa di riposo ci guardavano con amore, tantissimo amore, che ci hanno trasmesso
attraverso occhiate, mani che cercavano le nostre, carezze e "cuori che parlavano".
un'esperienza davvero meravigliosa. anche i parenti presenti erano felici della
nostra presenza. ed il contenuto della lettera che è stata scritta per
noi, ormai era stampato nei nostri cuori. ci sono stati alcuni momenti veramente
buffi, uno di questi quando abbiamo estratto i numeri vincenti per tre bellissime
uova di pasqua, una da 4, una da 6 e una da.... 10 chili di cioccolata.... ho
cercato disperatamente di barare per vedere se riuscivo a portarmi via quella
da 10 chili...ma gli anziani erano assolutamente più furbi e sgamati di
noi quattro... accidenti!! ma ci pensate, 10 kg di cioccolata al prossimo allenamento?
abbiamo poi concluso la nostra giornata facendo palloncini per tutti e cantando
ancora un po' insieme. parecchi di loro ci hanno fatto i complimenti personali
che ci hanno fatto un enorme piacere e che ci sproneranno a fare sempre di più
per chi soffre. alla fine del nostro servizio abbiamo salutato gli ospiti, che
nel frattempo stavano facendo la merenda (e quindi era meglio lasciarli godere
di quelle cose buone che le infermiere e le inservienti avevano preparato per
loro), con un lungo applauso, nostro per loro e loro per noi! all'uscita della
struttura eravamo tutti e quattro stanchi, ma condividendo il servizio, abbiamo
convenuto che ci ha dato sicuramente moltissimo. abbiamo dato anche noi tutto
quello che era possibile dare, io mi sono sentita coinvolta e pronta a scalare
una montagna, per renderli felici e così pure i miei compagni. è
stato davvero un bel servizio. mentre rientravamo alle auto, le persone per strada
ci salutavano e chiedevano informazioni. una signora che passava in auto ha persino
rallentato e ci ha detto "bravi", così, semplicemente quella
parola, ma che ci ha riempiti di gioia. qualcosa comincia a muoversi, allora!
non siamo più solamente "i pagliacci", ora si comincia a capire
il senso della nostra missione. anche i ragazzi giovani non fanno più battute
imbecilli, anche loro diventano "grandi" e capiscono, accidenti se capiscono!!
meglio così, la nostra missione è quella di portare la gioia. beh,
vi assicuro che stasera, a reggiolo, avranno parlato anche di noi, con il sorriso
sulle labbra. i ringraziamenti di rito ai miei compagni di viaggio li ho fatti
sui loro cellulari, ma è ovvio che li ripeto qui, grazie! siamo stati...onorati
e felici di avere fatto questo servizio.. fuori calendario!! al prossimo! drillo.
Claun Kamomillo
Data: 16 marzo
2004
OSPEDALE: Policlinico Universitario UDINE
Reparti visitati: Clinica
Pediatrica e Pronto Soccorso Pediatrico
Compagni di equipe: Coccodè
e Uffa
CONSIDERAZIONI:
Sono ancora carico del servizio di sabato mentre
mi appresto a prepararmi a questa nuova uscita. Per me oggi è giornata
di festa (S.Patroni) e finalmente posso prepararmi con la dovuta calma per un
turno infrasettimanale.
Nonostante questo non trovo il cappello, la marionetta,
un pezzo della bacchetta magica e devo rifarmi il trucco tre volte perché
la matita oggi non vuole saperne di andare dritta. Nelle ricerche di queste cose,
comunque, riesco a trovare una pallina di spugna che ormai davo per dispersa.
Morale: bicchiere mezzo pieno.
Il ritrovo è ormai la mitica piazza
di Villesse che da alcuni mesi sembra più una pista da circo che una piazza.
L'autista di oggi è Uffa e questa già è la premessa per una
bella uscita. Uffa è un Augusto eccezionale, lo è nella vita e questo
mi facilita nel mio essere (mio malgrado..ihihi) Bianco. Perdonatemi questa piccola
nota di elogio ad Uffa ma credo davvero che tutti abbiamo molto da imparare da
lei.
Fine delle sciolinature e procedo con il racconto.
Arriva Coccodè…beh…solo
a guardarla in auto ti fa morir dal ridere soprattutto se pensi al suo feeling
con i caselli autostradali. E partiamo per Udine. Il viaggio è una serie
di gag e battute. Purtroppo mi arriva un sms di Kaloo che ha fatto un incidente
in auto e non potrà esserci. La cosa mi turba anche perché non riesco
a sapere se sta bene o no.
Comunque arriviamo a Udine e saliamo al reparto
senza, incredibilmente, sbagliare strada.
Partiamo subito alla grande negli
ambulatori con raffiche di palloncini e divertimento con bimbi e genitori.
Mi accorgo che ormai siamo davvero di casa in Pediatria. Il feeling con le infermiere
e medici è straordinario e collaboriamo in tutto. Mi fa piacere anche la
discrezione e delicatezza del personale nel farti capire che devi uscire dalla
stanza. Credo che ci siamo davvero integrati molto bene.
Passiamo nelle stanze.
Troviamo Paolo che è un bellissimo cucciolo spaventato e triste in
compagnia di un'altra bimba più grandicella e la volontaria ABIO.
Beh..in
quella stanza c'è stato davvero qualcosa di magico. Piano piano abbiamo
strappato sorrisoni e divertito Paolo che si è lasciato coinvolgere fino
a costringere la marionetta di Uffa a mangiarmi le orecchie. Alla fine parlava
tranquillo e sereno. E' stato molto bello.
Poi sull'uscio di una stanza una
bimba non vuole farci entrare. Però i palloncini li vuole e dopo un po',
pur lasciandoci sulla porta, ci saluta con un sorrisone e ci manda un bacio.
Con Omar le cose sembrano complicate. Eh sì!..lui è gia un ometto
e fa il serione. Proviamo con le bolle, palloncini, magie ma di sorridere non
se ne parla proprio. Ha i punti che gli fanno male. Ma quando Coccodè gli
chiede "Vuoi che andiamo via così guardi la tv in pace?" lui
risponde "NO". E' fatta…piano piano si scioglie e sebbene di sorrisi
non se ne veda l'ombra ci prende il cuore. Incredibilmente quando gli chiediamo
cosa gli è piaciuto di più ci dice "Le bolle"….Le bolle?????
E Coccodè che si scapicolla per farlo ridere e io che impazzisco con le
magie!!!…e lui vuole le bolle!
E giù di bolle con Mentinomangiabolle
che si fa una scorpacciata.
Passiamo da altri bimbi, facciamo il giro dei
saluti e gran finale da un bimbetto a pois con la varicella. Sebbene non ci faccia
entrare è stato lui a chiamarci perché vuole i palloncini. Chiediamo:
"che palloncino vuoi?" E lui "Un palloncino a forma di robot"…ehhhhh?????????
"robot"?? Prendo un palloncino faccio un testa di orsetto aggiungo due
cose, metto un'antenna e mi esce un robot che al confronto Mazinga sembrava una
Barbie.
Sono S-F-I-N-I-T-O ma meravigliosamente felice.
E' stato un servizio
intensissimo ma stupendo. Penso che adesso che ho trovato il mio ruolo (x il personaggio
ci vuole ancora un bel po') mi diventa tutto più semplice. La difficoltà
a mantenere la concentrazione è minore perché prima volevo essere
l'Augusto che non sarò mai.
Questa consapevolezza mi ha aiutato molto
negli ultimi servizi.
Note negative:
1)ho avuto diversi cali di ritmo
e di concentrazione dovuti alla preoccupazione per Kaloo. Non so se le mie compagne
se ne sono accorte ma ho avuto alcuni momenti di stallo. Chiedo scusa.
2)
Non mi sono piaciuti diversi riferimenti, che ci sono scappati, alla nostra vita
quotidiana (parlare di "mio marito, mio figlio, mia moglie). Penso che se
dobbiamo essere bambini dobbiamo esserlo in tutto e che i riferimenti alla "vita
da adulto" possano "compromettere" il rapporto con i bimbi. Che
ne pensate?
Namaste
Kamomillo
Claun
Crock
Data: 13-03-2004
OSPEDALE: RSA di Albinea
Compagni di equipe:
Bubba, Enigma, Gonzo
CONSIDERAZIONI: Secondo servizio. Con Gonzo e la sua
tenuta, forse, alla marinara, Enigma con le sue scarpe rosse, cento codini biondi
e tanta “timidezza”, Bubba (ancora lui, come al primo servizio…) con la consapevolezza,
credo, che con tre clown alla prima esperienza all’RSA sarebbe stato lui a dover
tirare avanti la baracca più di altre volte. L’inizio è tragicomico:
a volte faccio fatica a capire se sono io che rallegro gli ospiti o se sono loro
che sorridono per non fare deprimere me. Tutto si sblocca entrando in una stanza
enorme in cui una signora è rimasta sola. Entrare? Non entrare? Proviamo…
Sto un po’ staccato, se no in quattro insieme sembreremmo un esercito e la spaventeremmo.
Sembra che farnetichi senza senso, in realtà un senso ce l’ha eccome. Ci
vuole tutti intorno al letto. È sorda, ma lo comprendiamo solo dopo un
po’; lei comunque ci tiene ad averci al fianco e ci parla. È disperata
per la sua malattia, vuole scendere dal letto, parla di continuo, con fatica (credo
di capire che quello è l’unico modo che le resta, almeno fino a qual momento,
per comunicare con gli altri). Enigma, per calmarla, le prende la mano: è
gelida, allora le stringe entrambe e la signora ne è contenta, la bacia.
Bubba fa cose semplici, ricche di colori, con movimenti lenti, che ne attraggono
l’attenzione distraendola dal suo dolore e portandola al silenzio per qualche
istante. Gonzo e io (e chi se no: chi mi conosce lo sa…) facciamo bolle di sapone,
lei le fissa, ne gioisce, come un bimbo prova a scoppiarle. C’è un silenzio
incredibile tra noi, una gioia profonda, commossa; ogni tanto si incrociano i
nostri sguardi e capiamo che tutto, credo io, è perfetto. Le mandiamo milioni
di baci che lei contraccambia. Riprende a parlare e, dopo averci ricordato le
difficoltà della vita, dice una cosa stupenda: “State compiendo un’opera
di carità, vi porterò nel mio cuore,mi ricorderò di voi davanti
alla Madonna”. Ci sta promettendo la massima ricompensa che le è possibile
donarci: ricordarsi di noi davanti a Dio. La gioia che le stiamo dando si riflette
in lei e torna a noi. Credo che nessuno di noi voglia più andarsene di
lì, era tutto troppo perfetto. Ma altra gente ci aspetta. L’abbiamo talmente
stupita che comunque, anche sola, per qualche secondo la lasciamo in un silenzio
che sa di serenità, di liberazione.
Non abbiamo fatto gags, solo un
palloncino, non abbiamo quasi parlato. Non siamo stati clown? Non credo: del resto
cosa avrebbe fatto un bambino vedendo una “nonna” in quella situazione se non
baciarla ,stringerle le mani e sorriderle amandola profondamente?
Tutto il
resto (più di metà) del servizio è derivato da questo incontro
e dalla unione che ne era scaturita tra di noi. Grazie anche al signor Elmo e
a tutti gli altri che abbiamo visto.
Grazie a Bubba, Gonzo, Enigma (poi intrepida
(?!) nell’affrontare il signor Albano): siete stati magnifici. Scusate se non
sono ancora all’altezza, ma mi sto rendendo conto ora della lunga strada necessaria
a conoscere il vero Crock; abbiate pazienza e aspettatemi: solo dopo saprò
dare qualcosa di vero. Scusate anche per la lunghezza di questa condivisione:
di solito sono molto più stringato e cercherò di tornare a esserlo
in futuro, ma non ho voluto togliere neanche un pezzo di quanto ho condiviso.
Claun Scindaco
13.03.2004
OSPEDALE O ALTRO: OSPEDALE TORREGALLI DI FIRENZE
REPARTI VISITATI: MEDICINA GENERALE
COMPAGNI DI EQUIPE: MERENGUE, SOLLETICO
E FUNICULA’
DURATA DEL SERVIZIO: 2 ORE
CONSIDERAZIONI:
Questa mattina
il giorno del mio primo servizio in ospedale il mio animo era combattuto da due
sentimenti predominanti: la curiosità di affrontare una nuova esperienza
(COSA DOVRO’ FARE??) e la paura dovuta al fatto che mi recavo a FIRENZE senza
i miei compagni del corso di MODENA con i quali ho interagito per più tempo.
Dopo un viaggio un po’ tormentato eccomi arrivato alla stazione di FIRENZE dove
ad attendermi c’erano FUNICULA’ E TUONO…… dopo qualche chiacchiera siamo così
partiti per recarci all’ospedale TORREGALLI…….la tensione stava salendo!! Appena
arrivati nell’atrio incontro tanti altri compagni clown e così piano piano
abbiamo iniziato a vestirci e truccarci nella saletta del GRAND
HOTEL, dove
per cambiarsi bisognava diventare un foglio A4 da fotocopiatrice! Appena pronti
MERENGUE ci ha chiamato da una parte dove ci ha spiegato il programma del pomeriggio
e la divisione dei gruppi…
Era così arrivato il momento di partire
e dopo un in BOCCA AL LUPO da parte degli altri clown (devo dire che è
stato molto incoraggiante) eccoci partiti destinazione MEDICINA GENERALE. Dopo
avere ottenuto il benestare sull’intero reparto dalla caposala, ci siamo tuffati
all’interno della prima sala dove c’erano due signori intenti a guardare la TV………….così
abbiamo cercato di distrarli dallo schermo, ma all’inizio questi erano scettici
nei ns. confronti (sembrava che ci dicessero prima andate e meglio è);
dentro di me stavo pensando meglio di così non può iniziare, ……però
grazie alla ns. costanza un signore si è lasciato andare e ci ha raccontato
un paio di barzellette!!! BELLISSIMO, FANTASTICO, penso proprio che non dimenticherò
questo signore che dal disinteresse iniziale passo dopo passo si era integrato
perfettamente con noi, infatti anche nel resto del pomeriggio ogni tanto saltava
fuori e iniziava con nuove storielle!!!!!!!!!
Così anche dentro di
me ho iniziato a sentire che la tensione si stava trasformando in carica e voglia
di fare (soprattutto dei palloncini chiedete a compagni d’EQUIPE). Il ns. pomeriggio
è continuato con la visita alle altre camere; in alcune si è riusciti
meglio, soprattutto grazie all’interazione con i pazienti e in altre, anche a
causa della situazione fisica più precaria degli ammalati, si è
fatta più fatica. Concludo dicendo che per me questa esperienza è
stata fantastica e mi ha permesso di aumentare la carica e la voglia di imparare
a fare cose nuove per cercare di avere un ruolo sempre più attivo all’interno
del gruppo con il quale si va a fare il servizio in ospedale !!!!! Ringrazio anche
tutti i compagni clown di FIRENZE, CHE SONO STATI ECCEZIONALI!!!!!!
CIAO
SCINDACOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!
Claun
Idea
data: 13/03/2004
OSPEDALE: Muraglia e S. Salvatore
di Pesaro
Reparti visitati: Ematologia, Oncologia e pediatria
Compagni:
Sodalite, Mithril, Patroclo, Pappina e Radicchio
Ad aspettarci nel corridoio
del reparto di ematologia c'erano Joel, un bambino dolcissimo e Eleonora che giocava
a carte.
Appena entrata il panico mi ha assalito, ma poi la situazione è
migliorata grazie anche ai miei companeros.
Inizialmente Joel sembrava non
avesse molta voglia di giocare e stare con noi, ma poi siamo riusciti anche a
fargli passare per un attimo il mal di stomaco, facendolo distrarre con il mago
Mithril e Fischio. Aiutati anche da qualche palloncino siamo riusciti a strappargli
un sorrisino e infine ci ha concesso una foto e un autografo sul camice.
Infine
siamo stati a far visita a Morena, una signora tremendamente simpatica che ci
ha travolti tutti con la sua carica ed energia.
Poi siamo andati in oncologia
dove abbiamo conosciuto dei pazienti gentilissimi e simpatici a cui abbiamo fatto
dei palloncini su loro richiesta e qualche improvvisazione.
Vestiti di tutto
punto siamo usciti dall'ospedale Muraglia per andare al S. Salvatore in pediatria.
La pediatria non era un reparto nuovo per me, ma per il mio claun si.
Mi
ha fatto un certo effetto ( naturalmente piacevole perchè... resti tra
noi ma devo dire che vedere da claun è stupendo!!!), entrare in una nuova
veste e dopo molto tempo, ma sono stata contenta.
Qui, abbiamo trovato Jennifer,
molto carina e simpatica col suo papà che si è divertito insieme
a noi con i giochi di mithril e i miei palloncini che non venivano quasi mai.
Per fortuna c'erano pochi bambini, ma comunque sono stata benissimo e spero
di tornarci al più presto.
Il personale di ogni reparto è stato
molto disponibile e sinceramente non me l'aspettavo tutta questa gentilezza, si
vede che il naso rosso porta fortuna.
un bacione!! ciao IDEA
Claun
Diaspro
data: 06-03-04
Ospedale: MURAGLIA E SAN SALVATORE
( PESARO )
Reparti visitati: EMATOLOGIA E PEDIATRIA
Compagni di equipe:
BERILLO, CIOFEGA, LAPISLAZZULO, MITHRIL, PLATINO, SODALITE, ZAFFIRO, ZIRCONE
Considerazioni: ALEA IACTA EST !!!!!!!!!!
Eh, già, abbiamo dato inizio
alle danze… e che danze!!!!!
In effetti non abbiamo iniziato con repartucci
proprio facilissimi, ma sicuramente sono stati molto….appaganti!!!
E non perché
ci siano reparti di serie A e serie B, ma perché personalmente sono molto
contento quando riesco a far sorridere i bambini, soprattutto se nello stato in
cui li abbiamo trovati sabato.
Far ritrovare la gioia infatti, seppure per
pochi istanti, a coloro che per "natura" a quell'età avrebbero
il diritto sacrosanto di vivere la vita in maniera spensierata e che si ritrovano
invece a soffrire…. beh, non ha veramente prezzo!!!!
Ti senti utile, ti senti
appagato, senti che non stai vivendo per niente, senti che, in un intreccio che
ti sembra paradossale, stai portando l'amore di Nostro Signore…. a Nostro Signore
stesso!!!!!
E questo amore che dai e che contemporaneamente ricevi senti che
ti invade e pervade sempre più, riempiendoti di una gioia indescrivibile.
Cosa dire ancora?? Che a mo' di carcerato guardo il calendario, in attesa del
mio prossimo turno…arriverà il 20 Marzo, deve arrivare, prima o poi, accidenti!!!!
In quella occasione sarò con persone che non sono mai state in ospedale:
motivo in più per mettermi il…grembiule (oltre al camice…!!!!).
Mi
auguro infatti di poterci mettere anche io del mio, al fine di permettere loro
di scoprire la gioia che si prova in circostanze del genere. Salutoni a tutti.
DIASPRO
FEBBRAIO
2004
Claun Sprait - Osp. Molinette di Torino
Data: 29 febbraio 2004
Reparti visitati: Medicina Generale 5 - Oncologia
Compagni di equipe: Rughetta e Spiritella
CONSIDERAZIONI:
Il mio ritorno…
E il mio ritorno alle Molinette!!! Già dal mattino sono agitata come il
giorno del mio primo servizio… Tutte le condivisioni che ho letto nel mio periodo
di sospensione non fanno che insinuare in me il dubbio "sarò ancora
capace"??? E poi ricomincio dalle Molinette… Un ospedale che non "frequentavo"
in veste claun da quando è passato alla domenica… Ma è anche il
primo ospedale in cui sia mai entrata come claun e questo serve a rassicurarmi!!!
Sono le 15 finalmente e arrivo (accompagnata da Sevenap in veste di autista) nel
parcheggio delle Molinette… Recupero la mia valigia e vedo che quattro macchine
più in là sono parcheggiati Semolino e Pilli… E' fatta, vado da
loro e ricomincio a sentirmi "a casa"… Che bello fare quest'entrata
trionfale in ospedale… Tappa al bar dove scopro l'usanza dei cioccolatini omaggio
e torniamo all'atrio… Ci raggiungono Rughetta, Violina e Spiritella e basta… Non
siamo molti ma ben intenzionati a far del nostro meglio… Perciò un gruppo
a dx ed uno a sinistra, "buon servizio a tutti" e via!!! Io mi affianco
alla più anziana di servizio (che è Spiritella) ed a noi si unisce
Rughetta a formare un'equipe felicemente sgangherata!!! Spiritella è a
volte maga (ed io e Rughetta siamo le prime a fare le scettiche) a volte neo-assunta
di un improvvisato servizio Interflora che si premura di rallegrare le stanze
dei pazienti…
Il panico ci coglie lungo il corridoio, appena superato il bar…
I reparti a noi assegnati erano? Leggendo le "insegne" mentre ci dirigiamo
in oncologia (che ci ricordiamo) individuiamo vascolari… Ma dov'è oncologia?
Giriamo a sx in fondo al corridoio e poi sia io sia Rughetta abbiamo il vago ricordo
di dover salire di un piano… Giriamo a dx alla penultima "svolta" e
saliamo le scale… Ci accolgono con entusiasmo e quindi crediamo di essere nel
giusto (anche perché chiediamo ad una ragazza - non saprei classificare
la sua figura professionale) che ci accoglie… Invece forse abbiamo fatto un po'
da "pioniere" in un reparto in cui non eravamo del tutto nuovi ma di
certo non attesi regolarmente!!!
In ogni caso il reparto è grande
e abbastanza affollato (un signore mi confiderà che hanno aggiunto barelle
e che prima di avere un letto bisogna sostare anche un paio di giorni in quello
che lui chiama "il lazzaretto" del pronto soccorso…) ma veniamo accolti
di buon grado da tutti, tranne un signore che è impegnatissimo a guardarsi
la partita e che salutiamo (non me ne vogliano i Granata; io sono acalcistica)
con un "forza juve"!
Non ci sono stati eccessi né in un senso
né nell'altro; ho sottoposto il mio rompicapo proveniente dalla Città
del Sole di Lecce a moltissimi pazienti ed alcuni di loro sono riusciti a scioglierlo;
intanto abbiamo confezionato cani, gatti, una lumaca stanca di portarsi la casa
appresso, un coniglio nato da una storia d'amore tra un coniglio e una giraffa
e tanti fiori colorati e profumati che hanno rallegrato (più di quanto
mi ricordassi possibile) moltissimi pazienti…
Spiritella si esibiva nei suoi
numeri di magia mentre noi tentavamo di non negare un po' della nostra attenzione
a nessuno dei presenti (a volte c'erano anche 6 pazienti per camera)… Due signori
in una camera si sono simpaticamente messi a "dare i numeri" che noi
abbiamo prontamente annotato sul taccuino per poterli giocare al lotto… Anche
se a fine servizio non abbiamo deciso come organizzarci!!!
Ricordo con particolare
tenerezza il signor Antonio (Antoine) cui teneva amabilmente compagnia la moglie
Enrichetta!!! Il nostro fingerci dipendenti di Interflora, cui si era rivolto
Antoine ha dato l'oro l'occasione di scambiarsi due teneri baci, il secondo dei
quali accompagnato addirittura dall'armonica di Spiritella!!!
Un'altra cosa
che ci ha dato la carica, è un infermiere che è entrato in una camera
mentre noi 3 eravamo intente ad intrattenere il nostro pubblico e ci ha chiesto
un naso rosso… Non avendone uno da lasciargli, lo abbiamo "fregiato"
del naso con la matita, che si è pazientemente prestato ad indossare, nonostante
avesse praticamente terminato il turno!!! Evvai!!!!!!!!!!!!!!
Usciamo dal
reparto, scendiamo le scale e proviamo a fare pochi passi per vedere la scritta
oncologia… Che facciamo, saliamo? Saliamo!!!
Ed ecco che, come nel mio primo
servizio in assoluto, varcata la soglia c'è solo silenzio e una tensione
palpabile… Qui l'infermiera ci dice di girare liberamente ma di non fare "troppo
casino" nella camera con il letto 6 perché c'è una persona
che sta davvero male!!!
Facciamo il nostro giro con molta discrezione accompagnate
dal signor Renato che migra per cercare un po' di compagnia, dato che gli hanno
assegnato il tristissimo letto 1 e che quindi non ha nessuno con cui conversare
in camera… In una stanza troviamo un concorrente: un medico (di cui, ahimè,
non ricordo il nome) di odontoiatria che ci racconta di essere impegnato con i
portatori di handicap e di aver addirittura tenuto conferenze sulla clownterapia!
In questo momento però è in visita da una paziente che mostra di
gradire non poco il suo intervento e anche il fiore che confezioneremo verso fine
giro su richiesta del "collega" (come lui stesso si e ci definisce)!!!
Un'infermiera ci chiede di non entrare nella stanza con il letto 6 e questo
un po' mi spiace… Avrei preferito entrare con discrezione e dare almeno una carezza
a questa persona (non ho neanche avuto modo di sapere se fosse uomo o donna; la
porta era chiusa…); ma forse non ero pronta ed è stato meglio così!
In una camera incontriamo due signore dolcissime che ci accolgono con grossi
sorrisi… E' strano come, in un reparto tanto triste, si possano raccogliere consensi
così sorprendenti!!!
Finiamo il giro che sono le 18.15 e decidiamo
di non tentare con Vascolari perché non riusciremmo a dedicarci abbastanza
tempo…
Non abbiamo fatto miracoli, ma molti sorrisi ci sono stati e ho trovato
una gioia nel cuore che non ricordavo più di conoscere!!! Che bello essere
tornata!!!
Appuntamento a sabato prossimo, e non vedo l'ora!!!
Claun
Stracchino - Ospedale Forlì
Data:
29 febbraio 2004
Reparti visitati: geria-neuro
Compagni di equipe: Flo,
Bruschetta, Ciottolina, Mozzarella, Memoly, Provolina, Nonno Franz
CONSIDERAZIONI:
Veramente uno spettacolo di prima scelta questo pomeriggio ha avuto svolgimento
all'ospedale di forlì con tanto di maghi (nonno franz), giocolieri, marionette
(bruschetta con la sua marionetta fidata Aglio) e tanto altro!! I giorni prima
sembrava difficile l'organizzazione del servizio in quanto solo flo si era segnata
come angelo poi grazie a bruschetta che questo mese ha toccato il record dei 5-6
servizi tutto si è realizzato!! Già nello spogliatoio l'aria era
quella delle grandi occasioni, si scherzava, si provava qualche gioco, ci si "addobbava"
al meglio!! Io personalmente ho definitivamente completato il vestito(con tanto
di scarpe ingombranti) del mio personaggio!! non ho preso su tanti palloncini
per scelta, volevo far divertire i pazienti senza palloncini, volevo affinare
il mio personaggio, nella pratica!!e così i palloncini sono stati solo
un mezzo per qualche gag (avevo un cagnolino al guinzaglio che faceva pipì
in tutta geria)!!
Abbiamo iniziato tutti insieme in geria, ci alternavamo
nelle stanze senza il bisogno di dividerci in gruppi era un continuo alternarsi
e procedere camera per camera senza creare confusione o affollamento eccessivo,
tutto si incastrava bene, questo gruppo sta trovando un buon affiatamento, sta
muovendo i suoi passi con coordinazione!! Da subito tutto ha incominciato ad andare
da sé, ,in ogni camera era come se per me in quel momento esistessero solo
le persone con cui ero che fossero 2 o 10 minuti!! è difficile per me descrivere
stanza per stanza tanto in quei momenti era grande l'entusiasmo e la voglia di
ridere e giocare che ora mi rimane solo qualche flash (anche se è passata
solo un'oretta) perché le immagini sono state inondate dal qual "sapore"
speciale e dolcissimo che ti inonda dopo aver vissuto un'esperienza in cui ti
sei giocato tutto!! non so se mi riesco a spiegare o se altri nasi rossi capiscono
ciò che vorrei descrivere! Le immagini svaniscono nel tempo, ma quei "sapori"
perdurano e ritornano alla mente ogni volta che vogliono essere rievocati. in
una stanza mi sono messo a giocare con una nonnina e alla fine le ho fatto indossare
la mia bombetta rossa e lei si è esibita in una meravigliosa risata. Molti
nonni non riuscivano a parlare ma la complicità con cui interagivano valeva
molto più delle parole! Anche a neuro non si sono tirati indietro, Nonno
Franz ha dato spettacolo sfoderando trucchi di illusionismo non proprio da principiante!!
Mozzarella, Provolina e Memoly "lavoravano" al fine di creare sculture
di palloncini di alta scuola, anche se collezionavano solo animali marini, sarà
la voglia d'estate!!! Due stanze mi sono particolarmente a cuore, nella prima
quando siamo passati stavano dicendo il rosario e così abbiamo aspettato
che finissero visitando le altre camere e poi siamo entrati! Lì ho incontrato
Maria, una nonnina un pochetto sorda che avevo già visto negli ultimi tre
servizi, che mi ha detto che mercoledì torna a casa aggiungendo dopo che
le avevamo tenuto compagnia che alcune delle Ave Maria sono anche per noi, mi
si è aperto il cuore!!!!!!!
L'altra stanza si può definire il
non plus ultra per il clown di ospedale!!! In una stessa stanza si trovavano tre
nonnine una più vispa dell'altra, due nipotine di 4-6 anni e 5 parenti
con tanta voglia di ridere!! Devo ammettere senza ombra di dubbio che in quella
camera quello che si è divertito di più sono stato io. La scena
era più o meno questa: io fra due letti con dietro una nonnina che mi tormentava
aggredendomi con un polipo legato a una canna da pesca mentre cercavo di fare
un giochetto alla nonnina che avevo di fronte coinvolgendo anche le due nipotine…..una
gag servita su un piatto d'argento!!!!!!!!
Claun
Ciofega - Ospedale Forlì
Data: 28/02/2004
Reparti visitati: UROLOGIA - PEDIATRIA
Compagni di equipe:
CHIACCHIALINA (ANGELO), MEZZO CHILO, MEMOLY
CONSIDERAZIONI:
A distanza di tre settimane sono tornato finalmente a far servizio in ospedale.
Probabilmente è l'ultima volta che andrò a Forlì visto che
a metà marzo inizieremo a Pesaro e Senigallia.
Prima di fare il resoconto
della giornata voglio ringraziare tutto il gruppo claun forlivese che ha permesso
a me e agli altri del Gruppo Cristalli di Senigallia di fare un po' di "gavetta"
sotto la sua supervisione. Devo dire che tutte le persone con il quale ho avuto
il piacere di interagire come "colleghi" sono stati davvero deliziosi
e soprattutto pazienti: visto il mio carattere esuberante, o meglio se mi potete
passare l'espressione "rompiballe", mi hanno permesso di crescere e
completare come persona. Spero in futuro di poter dare tanto ai pazienti che avranno
la fortuna / sfortuna di incontrarmi: loro mi devono, se possibile, solo un sorriso.
Grazie.
Visto che nei convenevoli non sono proprio il massimo passiamo subito
al servizio offerto sabato: è andato tutto bene, forse meglio del previsto.
Era la prima volta da quello che mi ricordo che andavo nel reparto di urologia.
Ho avuto il piacere di fare servizio con tre "ragazze" claun mai conosciute
prima. Sicuramente questa cosa aiuta molto: è importante infatti cercare
di raggiungere un affiatamento con i propri colleghi rapidamente, anche se non
li hai mai visti.Ogni volta ci sono dei piccoli aneddoti da raccontare anche perché
con ogni paziente si instaura un "feeling" sempre diverso. Si crea con
ognuno di loro un rapporto "magico". Anche chi non riesce a sorriderti
riesce comunque a comunicarti con l'espressione del viso che sei in realtà
riuscito temporaneamente a scollegarlo dalla realtà e a portarlo, anche
non volendo, su un'altra dimensione.
È forse il caso di una giovane
paziente di ieri: aveva vicino a se o il ragazzo o il fratello. Appena entrato
le altre due compagne di stanza ci hanno accolto favorevolmente, mentre lei era
rimasta in se stessa. Mi sono accorto che non stava molto bene ma non l'ho dato
certamente a vedere. Anzi, come ho potuto, ho subito cominciato per così
dire a "stressarli". Coinvolgere la gente non è facile e così
inizialmente abbiamo semplicemente scherzato assieme per il fatto dei loro nomi
molto brevi, di tre lettere entrambi. Strano a dirsi, sono riuscito a far breccia.
Straordinario. Il viso della ragazza, seppur sofferente, ha cominciato pian piano
a distendersi. Dalla sua espressione si denotava questo: "Ma questo tipo
qua davanti c'è o ci fa? Forse che si chiami Ciofega non è solo
un caso". Ma come dice una mia cara amica di Fabriano, è importante
per noi riuscire a metterci in gioco. Non dobbiamo temere di quello che pensano
gli altri se possiamo per questo farli ridere. Ha proprio ragione.
Nel reparto
di pediatria, per finire, a differenza delle altre volte i bambini non si sono
messi fortunatamente a piangere, perché altrimenti ogni volta può
cominciare un coro collettivo che sicuramente non aiuta le infermiere: anche loro
a volte hanno bisogno di un piccolo aiuto da parte nostra, un sorriso.
Basta
mi sono dilungato troppo. So già che è difficile sopportarmi, scusate.
Fatemi utilizzare ora un'altra espressione di una mia cara amica claun: un abbraccio
"colorato" a tutti quelli che mi conoscono e a quelli che hanno avuto
la fortuna di non conoscermi. Insomma ciao a tutti da Claun Ciofega
Claun
Salsa - Ospedale Martini - Torino
Data: 21/02/2004
Reparti visitati: 5° piano
Compagni d'equipe: RAGGIO DI SOLE - MONELLO
- NEURONE
CONSIDERAZIONI: La giornata si preannuncia PARTICOLARE... Sono un
po' fiacca appena alzata, sara' il tempo? Guardo allora dalla finestra e cosa
vedo? Neve, tutto bianco.... tutto silenzio, pur essendo in citta'. Mi avvio al
Martini e per fare 3 km. (in citta') impiego mezz'ora. Arrivo alle 10:15 e non
c'e' ancora nessuno. Passa un quarto d'ora e comincio ad agitarmi un po', mi dispiacerebbe
saltare il servizio, speriamo arrivi qualcuno.... E finalmente ecco comparire
Neurone col il suo pigiamino, Monello e il suo cappello, Raggio di Sole e il suo
bel fiore. Purtroppo siamo solo in quattro, causa la neve, ma finalmente si comincia.
Io e Raggio saliamo al 5° piano (medicina, se non sbaglio). Incontriamo tante
persone sofferenti, alcune ci sorridono all'istante nel vederci e ci accolgono
con gioia, altre un po' piu' restie inizialmente ma dopo dieci minuti sono molto
ma molto piu' rilassate e sorridenti. Il sig. Giuseppe, dopo i giochi di magia
di Raggio, si fa coraggio, le chiede le carte e mette in mostra la sua abilita'.
Sbalorditivo .... e' lui che intrattiene noi .... Si capisce chiaramente che il
Sig. Giuseppe non vorrebbe farci andare via, e comincia a raccontarci episodi
della sua vita. Entriamo in una stanza dove ci sono quattro donne, distribuiamo
fiori profumati a volonta' ... Raggio di Sole mi da' la bacchetta del direttore
d'orchestra ed intoniamo tutte insieme la canzone piu' adatta per l'occasione:
Quel mazzolin di fiori. Arriva il marito di una ricoverata e si aggiunge al coro.
I visi di quelle quattro signore sarebbero da fotografare.... tutte cantano, tutte
sorridono ... con la bocca, con gli occhi e sicuramente con il cuore... come il
MIO!!!
In un'altra stanza cantiamo, a richiesta, una canzone napoletana ...
Proseguiamo il servizio ed incontriamo il sig. Angelo con il suo angelo azzurro
(la moglie Lisa, dagli occhi blu). Il marito le dona il nostro fiore visto che
oltre a San Valentino hanno festeggiato pochi giorni fa il loro
anniversario...
e la bacia con amore... CHE EMOZIONE !!!! E scatta l'applauso di tutta la stanza.
La mattinata e' iniziata in maniera strana, le "forze" causa la neve
erano ridotte, ma l'impegno, l'entusiamo, la complicita' con Raggio mi hanno dato
la carica ..... Che bellissimo servizio!!!!
Grazie Raggio di Sole, sei sempre
UNICA!!!!
SALSA - Gioiosi - Torino
Claun
Vetrina
Data: 22-2-04
OSPEDALE: Policlinico PAVIA
REPARTI VISITATI : INFETTIVI 1' Piano
ALTRI CLOWN PARTECIPANTI: PIRIPI' -
ALGA - SPILLETTA
CONSIDERAZIONI:
Essendo capoturno chiedo alla capoinfermiera
se ci sono camere da non visitare,così mi fa un elenco di 6 stanze, eeeeeee,
così tante?? ma come oggi che siamo in 4 e possiamo dividerci, allora decidiamo
di andare tutti insieme nelle camere. Ragazzi voi non avete idea delle risate
che ci siamo fatti sia noi che i pazienti eeeee vi informo che Alga si è
anche fidanzata, non so se era più ubriaco lui dalle nostre chiacchiere
e scherzoni o lei dal vino e dal cappone.
Ad ogni modo ci hanno accolto tutti
con sorrisi e affetto, meno male che abbiamo saltato 6 camere che poi son diventate
5 perchè in una ci hanno voluto per forza, perchè alle 19 eravamo
ancora lì e ce ne siamo andati perchè altrimenti dovevamo dare i
pasti al posto degli infermieri.
In ogni camera che fossero maschietti o femminucce
abbiamo parlato fatto giocoleria , soprattutto Spille che è bravissima
a far girare le Palle, ah ah ah oramai lo sanno tutti anche gli ammalati, Alga
con il suo contact poi...mmmmmm, Piripì, chiacchiere tante tante come sempre
e palloncini attaccati al muro, io sacchetto magico e storielle e poi la vita
dei malati che si intreccia con la nostra vita e le nostre storie.
Che dire
di più se non Grazie a tutti, anche a chi non c'era in questa uscita ma
ci sarà in una prossima, grazie per me siete tutti uguali tutti bravi e
tutti avete un gran cuore.
Claun
Zizzola
DATA:21/02/04
OSPEDALE: PADOVA
REPARTI
VISITATI: -CHIRURGIA PED.-PRONTO SOCC.PED
COMPAGNI DI EQUIPE: GARZETTA, BACI
BACI, BONGOLO, STOMP, BUSSOLA, SPINNY, TUTU'
CONSIDERAZIONI: rieccomi qua,
sono ancora con voi, amici dal nasetto rosso, felice dal più profondo del
mio cuore di raccontarvi quanto vissuto insieme ai miei compagni.
Sabato era
una bruttisima giornata pioveva a "secie roverse", e l'ingresso in ospedale
e' stato un tantino complicato, comunque tutti molto carichi e motivati partiamo
ogniuno con la propria destinazione ci siamo divisi perché fortunatamente
questa volta, ervamo in otto e quindi noi, i tre moschettieri, cioe' io, baci
baci e bongolo, visto che eravamo gli unici ingiubbottati, ci siamo diretti verso
la chirurgia……….non vi nascondo che questa volta un pochino mi tremavano le gambe
perché ci siamo trovati davanti delle situazioni difficili.
la nostra
intesa, e l'affiatamento ci hanno però molto aiutati, anche se ogni volta
e' sempre piu' difficile c'è sempre qualcosa che ci aiuta, e il fatto di
sentirsi piu' sicuri e sereni ci fa affrontare le cose nel migliore dei modi,
questo mi insegna che devo sempre essere fiduciosa e non lasciarmi prendere dallo
sconforto. Durante il serivizio abbiamo tenuto un piccolo spettaccolo nel corridoio,
dove tutti i bambini, anche quelli più piccoli insieme ai genitori, sono
usciti dalle stanze per vedere il doppio e il triplo salto mortale di Baci Baci,
accompagnato naturalmente dal rullo dei tamburi…avevamo la nostra assistente sara
che provvedeva a dirigere le operazioni maestralmente, passando poi alle trasformazioni
magiche su bongolo della nostra principessa sofia, che devo dire si è proprio
sfogata, nel senso che il povero bongolo è stato trasformato in di tutto
e di più; ci ha provato anche con me, ma cercavo di scappare e quindi lei
rideva perché non mi beccava!!!!
ci siamo sorrisi molto anche tra di
noi, e ci siamo tenuti la mano nei momenti difficili; quando, per esempio, il
mio sguardo ha incrociato quello di una mamma che piangeva, credo che il suo bimbo
fosse in sala operatoria, sono stata colta da un po' di imbarazzo, e mi sono detta:
" porca paletta e adesso cosa faccio!!!???" Con discrezione mi sono
avvicinata e le ho consegnato una palloncino, lei mi ha accolto con molta tenerezza,
e ripassando prima di andare via l'ho vista con il suo bambino nella culla che
giocava con il palloncino, mi ha guardato e mi ha sorriso dicendomi :"grazie".
beh , sapete una cosa???………in quel momento, avrei voluto che tutto quello
che mi stava intorno fosse scomparso!!!!, per assaporare in pieno il dolce suono
di quel grazie.
Passato il momento magico, che a dirvi la sincera verità
mi sta accompagnando ancora adesso, siamo andanti a terminare la nostra piccola
missione in pronto soccorso, e li l'atmosfera si è un po' alleggerita al
nostro arrivo, noto ancora sguardi sorpresi, curiosi, compiaciuti, felici, gioiosi,
e realizzo che tutto questo rende la mia vita ogni giorno migliore.
Dovrei
essere io, a dirvi la verita', a ringraziare questi piccoli angioletti, perche'
e' sicuramente di più quello che ricevo io di quello che riesco a dare!
Una cosa sento; sento che vorrei crescere e migliorare instantanemente, come claun
per essere capace di dare ogni giorno sempre di più!
Ma naturalmente
ogni cosa ha un suo tempo, ed io con pazienza porto avanti con determinazione
questo mio obbiettivo!
vi voglio benissimo.
A presto
ZIZZOLA
Claun
Puzzetta - Casa Riposo - Monza
Data: 20-2-2004
Ospedale:
Casa di Riposo, Monza - centro diurno
Angelo: Donda
CONSIDERAZIONI: Il
servizio è stato breve ma carino! Gli ospiti non erano prorpio dei giovincelli
però erano quasi tutti partecipi. Erano radunati in una stanza in cerchio,
c’era un’animatrice in gamba che all'inizio distribuiva maschere di carnevale
e loro erano contenti. Abbiamo assecondato il gioco che avevano lì pronto,
abbiamo regalato qualche palloncino, abbiamo scherzato un
po’, abbiamo fatto
qualche magia, Donda ha fatto innamorare (o si è innamorata?) del signor
Aldo.. L’unico problema è stata la nonna di Donda che continuava a chiamare
alla spazzola, cioè volevo dire al telefono!! Troppo carino un signore
pelato che, divertito dal pettine gigante e dal rasoio gigante, continuava anche
da solo a pettinarsi e a farsi la barba e rideva.. Poi c’era una signora che
sembrava una bambina perchè continuava a ridere, a mettersi le cose in
testa e a fare versi, ma non era rimbambita per effetto della vecchiaia, era proprio
così fuori di suo, era troppo simpatica!
Essendo un posto nuovo, non
sapevamo chi ci saremmo trovati davanti e a sorpresa (almeno per me) erano molto
partecipi e stavano molto sia allo scherzo, sia alle cose ridicole come travestimenti,ecc.
Quindi se dovessimo ritornare, sarebbe bello pensare a qualcosa che possa veramente
coinvolgerli, farli partecipare in prima persona, facendoli stare comunque seduti.
Grazie Donda!
Puzzetta
GENNAIO
2004
FOTO
OSPEDALE MARTINI-TORINO 3/1/04: http://www.clownterapia.it/album/20040104_martini/page.htm
Nome
Clown:Pagina
Data:
31 gennaio 2004
OSPEDALE:
(TO) Martini
Reparti visitati: pediatria, medicina generale, ostetricia
Compagni
di equipe: Brillina, Cespuglio, Scheggia, Violina
CONSIDERAZIONI sul servizio:
La
mattinata era cominciata bene...il mio umore invece...un esame universitario di
lì a due giorni...era proprio il caso di mettersi il naso? Sì lo
era davvero. E mai come ora sono soddisfatta di aver fatto servizio quella mattina.
1. Ero la responsabile del turno: un compito notevole..la R-E-S-P-O-N-S-A-B-I-L-E.
2.
Avevo il compito di accogliere le 5 varesotte, veresesi, varesine..vabbè.
VARECLAUNOTTE
ed Erminia da Verona...bellissime simpaticissime, allegre..ma che dico! idilliache!!
3.
Molte di loro erano al primo servizio: fantastico!
Nei loro occhi, nei loro
gesti ho visto me alla mia prima esperienza claun..
4. Dopo la divisione in
gruppi, siamo partiti.
A questo proposito colgo l'occasione per proporre di
anticipare l'inizio del turno alle ore 10: si perde troppo tempo per salutarsi,
raggiungere il quarto piano, cambiarsi, truccarsi (se eventualmente non lo si
è fatto a casa), ancora chiacchierare e dividere equamente i gruppi. E'
solo una mia impressione?
5. Io, Brillina, Cespuglio, Scheggia e Violina cominciamo
da PEDIATRIA. I bambini non sono molti, ma le infermiere ci dicono che erano in
nostra attesa.
La nostra presenza li fa tutti riunire in corridoio: c'è
un bambino molto piccolo e particolarmente irrequieto che ogni tanto cade per
terra, una dolce bimbetta che tossisce in braccio alla mamma, Stefano invece compie
gli anni...ed Elisa ha un cerottone sul braccio ma ride lo stesso. A tutti piacciono
le bolle...la nostra banda Varese in tanto si prodiga in cagnolini di palloncini
e tutti li vogliono, tutti li cercano (là là là làaaaaaaa...)
mentre Scheggia e Violina fanno fare puzzette a tutti i
genitori (che rumori!).
Abbiamo anche cantato: TANTE ANGURIE ed EPPY BOILER TO YOU per Stefano, SE SEI
FELICE E TU LO SAI pr tutti, e BRUCO BRUCO... (ma nessuno voleva andarne alla
caccia!)
Su due belle carrozzelle arrivano poi due belle bambinotte di 12
anni.. faccio l'intervista, le pettino con il forchettone da cucina.
Scheggia
dietro il suo camice ha appeso un pupazzotto gliallo...è molto carino ma
lei non riesce a vederlo e così Violina comincia col dirle che ha qualcosa
dietro", lei risponde di no, ma Violina in viola insiste...
questa trovata
scatena il pubblico..tutti tentano di tirare il pupazzo (poverino!) che parla,
ride, ecc..MA non si smuove da dietro il camice (per fortuna!).
6. Quinto piano
MEDICINA GENERALE.
Forse più responsabilizzata dal fatto di dover essere
claun di riferimento per Brillina e Cespuglio, mi impegno davvero nell'impresa:
SORRIDI NONNINO/A!
L'impatto con gli anziani è diverso: ci imbattiamo
in camera di Francesco e di Luigi...il primo sembra in stato di semiincoscienza,
il secondo invece dice di essere pugliese e di adorare le orecchiette.
Francesco
mi fa pena e tenerezza..per tenerlo un po' sveglio mi balena in testa un motivetto,..è
una mazurca, così comincio a raccontare del ballo, di valzer, mazurche
e gliela dedico... poi però non ricordo le parole (in pratica dice sempre
"Oh Francesco, oh Francesco, oh Francesco...) e allora parto con in vari
"là là là là.....là là.."
(delirio).
In una stanza con quattro letti, un signore non ci vuole, prende
la carrozzella e se ne va in corridoio..la moglie sembra più propensa...c'è
poi la moglie di un altro che dice tanto di amare gli animali...con lei parlo
delle mezze stagioni che ormai non ci sono più....il discorso prende piede.
lei continua a parlare e ci confessa di avere 80 anni!!
Ed è in questa
stanza che le mie custodite, Brillina e Cespuglio, imparano a confezionare un
fiore con i palloncini!! Stupore, gioia, ammirazione per quel fiore partorito
da manine all'iniziazione claun!
Mi avvicino ad un vecchietto..ha gli occhi
svegli ma non parla. Allora parlo io (dicendo scemenze) mentre il barbiere che
fa la barba ad un altro malato mi insegue perchè vorrebbe tagliarmi i ciuffetti
ai capelli..
il vecchietto ride pure..meraviglia! (quasi quasi me li facevo
tagliare..i capelli..)
Luciano invece è bello grassottello ma pensa
al mangiare; è senza dentiera ma cerco di capirlo lo stesso...Tenta di
insegnarmi il detto piemontese "
Dui purun bagnan nt'luil"..(due
peperoni bagnati nell'olio), con poco successo, perchè il piemontese lo
mastico male ( e i peperoni li digerisco ancora peggio!!) e allora gli propongo
di farmi un corso accelerato di piemunteisss (mAH!)
Brillina e Cespuglio intanto
colloquiano con un siciliano di Catania (che afferma inizialmente che Catania
non sia in Sicilia..) ..le sento...ce la stanno mettendo tutta!
7. Infine un
giretto in ostetricia e QUI....
ci passano davanti agli occhi quattro cullettine
trainate da una infermiera. ...sono bellissimiiii........
Nella mia ingenuità
affermo: "Come sono piccoli 'sti bambini!"
MA certo Pagina!! SONO
NATI OGGI!! Che roba ragazzi......a me i bimbetti piacciono troooppooo!!
Ci
diconoanche che una bimba appena nata è stata abbandonata...(noi tutti
ci guardiamo sdegnati)...Scheggia vorrebbe portarsela a casa ...
8. Come da
copione, la brevità non è il mio forte.
9. Servizio stancante
ma davvero rinfrancante il cuore.
10. Mi piacerebbe fare "maggiormente
pratica" con gli adulti: mi sento ancora troppo impacciata e carente di risorse
divertenti.
11. Grazie compagne di servizio...gioiosissime Violina e Scheggia
e regolissime Brillina e Cespuglio (spero di rivedervi presto!)
Un salutissimo,
Pagina ("si sfoglia ma non si stropiccia"...che ne pensate dello
slogan?Uff....integratori vitaminici.......arrivooooooo!!)
Claun
Pistacchio
Data: 31 gennaio 2004
Ospedale Verona
Compagni di equipe: Sprizz, Giullare, Bollicina
Considerazioni: servizio pieno
ma PIENO DI EMOZIONI...RIABBRACCIARE LA MIA SUPER SPRIZZ E IL
DOLCISSIMO GIULLARE...COSì
BELLI!!!partiamo CON IL solito cappuccio soffice ...e c'è già troppa
energia!!!...
Vi vorrei dire tanto ma non riesco a scrivere tutte le mille
cose che sono successe..tante emozioni.....vi lascio dei flash..
abbiamo molto
comunicato x la strada, i corridoio, abbiamo conosciuto il tipo delle bevande
che ci offre i caffè...e sempre nel corridoio un famiglia siciliana che
fa troppo ridere..si canta, ci regalano cioccolatini.
Quanto bisogno ha tutta
la gente, ovunque e chiunque.. poi c'è una sorpresa...con noi è
tornata Bollicina...che gioia rivederla!! con
lei l'anno scorso avevamo fatto
delle foto ai nonni e le conservavo x quando sarebbe tornata..quindi eccoci là
dai nonni, 2 ore ci siamo state...non riuscivamo ad andare via, tre piani di nonni,
tre piani di morbidezza, tre piani e tanta ricchezza, scorta di abbracci, vita,
parole, lacrime e sorrisi...
Salto in pediatria dove è già ore
di pappe...siamo in ritardo ma in casa di riposo non si possono far le cose di
corsa..essere clown lì x me significa non distrarre ma sentire, esserci
e ASCOLTARE al massimo..
Cavoli che bello...la sorpresa finale...arriva Pastello
finchè pranziamo..è tornato il mio grande AMICO, con la luce del
Brasile negli occhi.. Se penso a tutto questo, e sono già passati 10 giorni
vivo meglio queste mie giornate super piene!
grazie! ciao fratellini e sorelline!!
pisti
Claun
Drillo - Ospedale Santa Maria Nuova - Reggio Emilia
17-1-03
Reparti visitati: pediatria - riabilitazione
compagni di servizio: sinfonia
(angelo), aspirina, fa.mi.re, e drillo (che sono poi io)
CONSIDERAZIONI: eccomi
qui, a condividere...quello che è stato il mio primo servizio clown. stamattina,
nn posso nemmeno dire appena sveglia, perchè nn ho chiuso occhio stanotte,
vuoi forse per l'emozione del primo servizio, vuoi forse perchè nn avevo
sonno, chi lo sa?, comunque dicevo, stamattina ascoltando la pioggia che scrosciava,
ho pensato.."servizio bagnato, servizio fortunato". come volevasi dimostrare,
infatti, alle 14.00, quando il mio angelo sinfonia è passata a prendermi,
c'era un bellissimo sole. avrei dovuto mettermi in guardia, e invece nn ci ho
fatto nemmeno caso. sinfo ed io arriviamo all'ospedale e indossiamo il camice.
all'ingresso una signora ci apostrofa con un gracchioso "ma è già
carnevale?", e se ne va ridendo senza lasciarci il tempo di replicare (meglio
x lei!!). ma è l'unica a nn capire quello che andremo a fare, tutti gli
altri ci sorridono e si divertono. arrivano le altre due compagne di avventura
e partiamo alla volta di pediatria. ormai ho letto tante condivisioni e mi sembra
normale entrare nella stanza degli infermieri e chiedere se si può entrare
dappertutto, o se ci sono casi particolari. ci viene risposto che possiamo entrare
in ogni stanza e partiamo. la prima stanza che appare alla nostra vista, ha un
cartello grande come la porta con scritto. "VIETATE LE VISITE"..ci guardiamo
negli occhi e ogni commento è superfluo. proseguiamo ed iniziamo dall'ultima
stanzetta, dove troviamo una bimba di colore, Alia, di un anno o giù di
lì, che dapprima nn ne vuole sapere, di noi, nè dei nostri canti,
animaletti, facce buffe e palloncini. il papà, alla fine ci dice che nn
spiaccica una parola di italiano..e tante cose risultano allora chiare. aspirina
le costruisce una bellissima chiocciola, e gli occhioni da cerbiatta hanno un
attimo di luce diversa, poi tornano come sempre, ma un piccolo risultato è
stato raggiunto. le cantiamo una conzoncina e la salutiamo. lei ci segue con lo
sguardo, forse un po' più interessata di quando siamo entrate. nella seconda
stanza le cose nn vanno molto meglio, c'è un bimbo che dorme. lasciamo
un palloncino e in punta di piedi ce ne andiamo. poi arriva teresa, una bambina
di 4 anni che nn può fare sforzi e scendere dal letto, ma noi la troviamo
che trotterella nel corridoio e riusciamo a portarla in sala giochi, dove ci facciamo
raccontare la favola di cenerentola. mimiamo insieme la favola e cantiamo con
altri bambini che si aggregano. facciamo il trenino ed io me la carico sulle spalle,
così nn fa sforzi. ed ora in un'altra cameretta, pietro, ormai grande,
11o 12 anni forse, che si dimostra timidone, ma accetta volentieri le battute
e sorride felice. e poi martino, un bambino piccolissimo che si crogiola con il
nostro "fra martino" a 4 voci e che dimostra tutto il suo disappunto
quando smettiamo di cantare, riempiendo il pannolone. poi è la volta di
marina, signorina grande, come dice lei, con la quale fa.mi.re intona un "oh
happy day" da brivido (nn riesco ancora a capire come faccia, quello "scricciolo"
di fa.mi.re, a fare uscire quel vocione da "mamy" di colore), applausi
dai genitori che ci chiedono di fare una foto ricordo con marina. e che dire di
venanzio, un piccolo cucciolo di poco più di un anno, che ride felice quando
aspirina gli regala una chiocciola, e sinfo un cagnolino, che diventerà
poi un topolino volante..che risate da galletto!!! gli infermieri ci chiedono
di andare nel reparto visite perchè ci sono tantissimi bambini che aspettano
di essere visitati e c'è un po' di tensione. e qui ci scateniamo in canzoncine,
palloncini e giochi tutti insieme. mi lancio pure io nella costruzione di palloncini
e dalle mie mani escono meravigliose sciabole, fiorellini e barboncini (per la
verità un po' meno meravigliosi, ma l'impegno è tanto!!.. imparerò
a fare di meglio!!). il tempo è volato, e sono le 18.00. salutiamo tutti
i presenti, doniamo i palloncini agli infermieri, che ci hanno accolto con sorrisi
(e senza canzoni), e ci dirigiamo alla volta del reparto di riabilitazione. ci
guardiamo negli occhi e ci parliamo così, in silenzio. il feeling che si
è creato tra di noi è già molto forte. "tutto ok, ragazze",
ci diciamo l'una con l'altra, "continuiamo!" il reparto di riabilitazione
nn è mai stato così tetro, ci dicono le nostre compagne di servizio.
in effetti ci sono molti pazienti, e la maggior parte di essi è messo maluccio.
cantiamo insieme e proprio due pazienti ci insegnano le filastrocche in dialetto
reggiano, esortandoci a nn perdere l'abitudine a parlare in dialetto e di insegnarlo
ai nostri figli. sarà fatto. in ogni stanza al momento dell'uscita, notiamo
gli sguardi tristi e cerchiamo di compensare sorridendo a più nn posso
e lasciando i palloncini per tutti. poi, quasi alla fine, entriamo in una stanza,
salutiamo e facciamo piccole gags, coinvolgendo i pazienti e chiedendo loro che
cosa sono capaci di fare e che cosa vorrebbero fare. e qui la perla della giornata.
chiediamo a walter che cosa vorrebbe fare, e lui, guardando aspi e sinfo, con
un sorriso un po' lascivo, risponde: "vi insegnarei a fare all'amore"
- piccolissima frazione di secondo, direi di nanosecondo, che ci lascia un po'
a terra, e poi sinfo, con un sorriso più grosso di lei gli risponde: "ah,
si'? e come faresti?" - questa risposta così tranquilla e serena deve
averlo spiazzato, perchè lui nn sa più cosa rispondere e ci saluta
con un sorriso, anche perchè arriva la provvidenziale cena! qualche altra
stanza, visitata un po' di fretta, per la verità, ma pediatria era talmente
piena di cuccioli, che abbiamo un po' splafonato dall'orario stabilito. e mentre
i pazienti mangiano, è meglio nn disturbare. ci avviamo all'uscita, salutando
tutti e regalando i palloncini agli infermieri. scendiamo nell'atrio. questa volta
possiamo dare sfogo ai nostri pensieri...e parole...Per la verità io sono
un po' stravolta, ma mi consolo perchè è così anche per le
altre, e si dice "mal comune, mezzo gaudio". la capoccia mi scoppia,
ho una sete da deserto, male ai piedi e forse mi scappa anche la pipì.
infine sono CONFUSA E FELICE, ho condiviso questa lunghissima giornata con tre
meravigliose amiche, che mi hanno aiutata nei momenti "catartici", ho
imparato che l'unione fa la forza e che la confusione invece nn la fa!! ora il
male alla testa è passato, ho bevuto un sacco di acqua, i piedi stanno
molto meglio e ho fatto la pipì. che voglio di più? grazie, amiche
care! nn so se era questo che volevate da me, prometto che la prossima volta andrà
(forse) meglio. e prometto che sarò anche più breve, ma questa era
la mia prima uscita in corsia!! notte!!
TALKING ABOUT!!!!!.....io sono x
terra.....
drillo.
Claun
Spazzacamino - Ospedale: Rizzoli (Bologna)
04-01-04
Reparti
visitati: Chemioterapia – Ottava divisione
Compagni di equipe: Celeste, Capriccio.
CONSIDERAZIONI:
Mentre Celeste, Capriccio ed io ci preparavamo, nella saletta
del Rizzoli, abbiamo iniziato il servizio tra di noi, ridendo e scherzando sulle
nostre disavventure. In perfetta sintonia ci siamo avviate verso il primo reparto.
Con i bambini è molto semplice trovare qualche scenetta o qualche gioco
che attiri l’attenzione, mentre con i ragazzi un po’ meno, ma abbiamo avuto una
soddisfazione che mi ha scaldato il cuore.
In una stanza di due letti una
ragazzina ha partecipato con molto interesse ai nostri giochi, mentre un’altra
se ne stava completamente nascosta sotto le coperte. Un ragazzo, seduto accanto
a lei, ci ha detto il suo nome, Alessandra, ed ogni tanto la incitava a scoprirsi,
ma lei non rispondeva nemmeno. Anche noi la chiamavamo e le dicevamo delle sciocchezze,
ma lei era imperturbabile.
Dopo oltre un quarto d’ora di giochi abbiamo salutato,
ma mentre stavamo per uscire dalla stanza la mamma della ragazza che aveva giocato
con noi ci ha apostrofate così: ”Andate GIA’ via? Non avete qualche altro
gioco da farci?”.
“Per carità! – abbiamo risposto noi – Pensavamo di
farvi un favore ad andarcene, ma se la pensate così restiamo! Ci dispiace
solo per Alessandra che si era illusa di liberarsi di noi e dovrà subire
ancora!”
E’ spuntata una mano da sotto le coperte allora ne abbiamo approfittato
per dire qualche battuta e la ragazza HA PARLATO! “Mi scoprirò solo se
mi leggerete la mano” ha detto da sotto le coperte. “Ma come hai fatto a sapere
che siamo specializzate in lettura della mano? Sei una veggente?” abbiamo risposto
noi. Ha avuto così inizio un luuuuungo gioco di risa e scherzi. Siamo uscite
dalla stanza spossate, ma felici. Mentre ci allontanavamo sentivamo ancora le
risate della ragazza lungo il corridoio.
E come sempre questo è uno
solo dei tanti episodi positivi.
A presto.
Spazzacamino/Barbara
Turtlen
- Bologna
Claun
Pallola - Osp- Brescia
giovedì 8 gennaio 2004
Reparti visitati: pediatria est, pediatria ovest,
neuropsichiatria, chirurgia pediatrica, terapia intensiva, ortopedia e otorinolaringoiatria
pediatrica
Angelo: Paiason
Clown presenti al servizio: Pallola (io) Aiko,
Didò, Dispetto, Lucchetto, Genfrj, Nenelen, Risotto
Clown esterni Vip:
Dot.re Bronco, Dott.ssa Bubbles,. Marta.
CONSIDERAZUIONI:
<<Vado
o non vado?>> Questo è un po' sempre il mio dilemma sui servizi da
fare… principalmente dovuto al fatto di avere una vita un po' confusa e non sapere
fino all'ultimo la mia disponibilità, oltre ad un piccolo timore emotivo
sempre presente…, ma in questo caso il timore si confondeva con … panico!! E ciò
solo per il fatto che durante il nostro servizio ci sarebbe anche stato un servizio
televisivo..
Nenelen che si è resa disponibile a coordinare il tutto
con la giornalista, mi ha per altro rassicurato che potevo astenermi dall'intervista
e da qualsiasi ripresa…. Per cui alla fine era come fare un servizio "normale"…
ma con noi clown non è mai molto normale!!
Sono passata a prendere
Aiko e ci siamo un po' vicendevolmente "galvanizzate"… poi in reparto
ci siamo raggruppati tutti assieme nella stanzetta del cambio, mentre Nenelen
era all'opera con la giornalista e Dott.Bronco, un super clown dottore interno
all'ospedale (lavora come medico in rianimazione) che è un po' referente
anche di noi VIP…
Già lì sono riuscita a fare la mia: ingarbugliandomi
tra ciucio, pompetta, palloncini, e collanina….. un po' di scena involontaria
(che faceva sorridere il personale di passaggio nel corridoio..) ma per fortuna
la brava Dispetto "mi ci ha" sgarbugliato ("ingegnera" non
per caso!) permettendomi una tenuta più.. composta!
Normalmente partiamo,
per questioni igieniche dal reparto est di oncologia, ma oggi per rispetto dei
degenti lo posticipiamo per quando la televisione se ne sarà andata.
E così tutti insieme per i corridoi… un po' occludiamo dei passaggi (non
capita spesso di essere in così tanti!) ma cogliamo l'occasione per fare
qualche improvvisazione con il personale e con i genitori, per poi dividerci a
due a due per le varie stanze….
Uscita da una stanza noto una bambina sulla
soglia della sua stanza che osserva incuriosita e forse un po' intimorita la gente
e le riprese nel corridoio, ma è la stessa televisione a sbarrarmi la strada
(il "povero" Genfrj è "messo al muro" per l'intervista)….
Allora mi chino e sgambettando piegata sulle ginocchia, raggiungo la "piccola"
principessa e giochiamo insieme a lei e ai suoi genitori, attenta a non intralciare
la flebo a cui è collegata….la mamma tira fuori la borsetta dei trucchi
e ci si "pittura" un po' tutti, i genitori in primis a ridere nonostante
le iniziali riluttanze del papà.. qualche complimento ai genitori sulla
loro simpatia e di nuovo via..
In neuropsichiatria io e Aiko siamo di nuovo
insieme. Don Chischotte e Sanciopancia: per le misure potrei essere io il fedele
scudiero, ma indubbiamente il buon senso e senso pratico (nonostante sia lei più
giovane di me) appartiene indubbiamente ad Aiko.. e io invece sono quella "fuori
di testa"… E difatti, vuoi perché senza occhiali o vuoi perché
remure della precedente stanza, do della "principessa" ad un ragazzo
nel letto.., ma Aiko mi fa notare con discrezione e tempismo dell'errore e così
insceniamo una gag coinvolgendo madre (li presente) e il figlio attraverso l'incoronazione
con palloncini dei due principi. Usciti dalla stanza accorgendoci che le altre
sono libere rientriamo nella stessa sorprendendoci che gli occupanti sono veramente
molto uguali alle persone di prima, così riusciamo e rientriamo per avvisare
gli stessi aver visto due persone "identiche, ma proprio identiche"
a loro.. ma forse loro sono "più simpatiche e più principi.."
Ci salutiamo con risate..
Nell'atrio stanno lavorando altri clowns: Lucchetto
tiene ben piazza spalleggiato da Dispetto. Per cui noi siamo un di più..
Ci spostiamo allora in un altro reparto.. prendendo quella "strana scatola
tecnologica" denominata ascensore.. e con noi anche la televisione.. ma a
telecamera spenta! Uff scampato pericolo!
Anche qui ci dividiamo per le stanze
(quali erano quelle out? Che ha detto la caposala? … beh per fortuna siamo in
gruppo e attenti al rispetto delle persone e delle singole esigenze)
Il tempo
per un paio di interventi insieme, e Pajson mi avvisa che nella camera a fianco
una bambina è stata appena portata su dalla sala operatoria…e mi suggerisce
di provare ad entrare in stanza.. La bambina in effetti si lamenta e piange nonostante
sia sotto l'effetto parziale dei sedativi… Vedo i genitori un po' sconvolti ed
danno l'impressione di sentirsi impotenti.. vorrei suggerire loro di accarezzare
la bambina….ma mi sembra un po' di fare un intervento "fuori ruolo"..
Provo ad intonare una canzoncina del tipo "la bambina è agitata perché
un brutto sogno ha fatto, ma la sua mamma e il suo papà le stanno a fianco
per darle amore e serenità trallalero trallalà.." In effetti
la bambina sembra smettere di piangere e i genitori mi sorridono, ma il silenzio
mi permette di ascoltare la mia stonatura.. ed a vergognarmi "terri-bil-mente"…
Mi azzittisco mi paralizzo un po' nel silenzio ed esco.. forse neanche salutando…
Ah Zolletta se fossi qui..tu si che sai fare con le canzoncine! Beh chiunque ci
sa fare meglio di me!!
Qualche giro ancora per le stanze in gruppo per poi
nella trasferta in nuovo reparto fare altra gaffe con quello che credevo bambino
che stava giocando al meccano, se non fosse che era una bambina!! Ma qui la guida
di Pajason attenua la figuraccia (del resto anche lui in precedenza si era a sua
volta confuso..).
E così siamo al reparto Otorino… beh ci intratteniamo
un po' di più col personale allettati anche da offerte di cibo e beveraggi…
Beh i pazienti stanno cenando da un po' ed è anche giusto fare intervento
indiretto… e quindi qualche palloncino e qualche micromagie in modo che i "camici
bianchi" possano sorridere coi nostri colorati!
Sono trascorse solo tre
ore e mezza in ospedale, ma mi sento un po' fiacca … (ho anche impegni familiari
da adempiere…) ma per fortuna altri stanno andando via e così mi aggrego,
mentre Pajson Risotto e Aiko (eroi, non solo stacanovisti!) affrontano anche il
pronto soccorso pediatrico…
Alla fine tra saluti e condivisioni nel piazzale
perdiamo ancora un po' di tempo…, ma si sa: con risate e abbracci si allunga la
vita! E noi vogliamo come minimo diventare centenari!
Claun
Delfina - Ospedale: Molinette - Torino
04/01/04
Reparti
visitati: ematologia, cardiologia e gastroenterologia
Compagni d’equipe: salsa,
semolino e carmencita
Considerazioni: arrivati alle molinette troviamo gnappo,
valvola, venerdì, variegato, salsa, scheggia, semolino ed eccetera che
ci divide in gruppi..
Io, salsa, semolino e carmencita partiamo alla volta
di ematologia.. io e salsa, prima volta insieme, subito un gran feeling.. prima
stanza, la suite personale di antonella (?) con un marito troppo simpatico.. hanno
3 figli e vai di palloncini.. + antenna per la tv per lei, visto che salsa vuole
portarsi via il baffo con la scusa che non funziona…
Seconda stanza, dove
le due gioiose sono rimaste x il tempo in cui semolino e carmencita hanno fatto
le altre stanze… ma non si poteva andare via da alessandro.. 26 anni, in chemioterapia
da agosto, un sorriso, una vitalità, una simpatia, una voglia di vivere
che ci ha fatto venire la pelle d’oca.. lui e il compagno di stanza diego (?)
– gli ho lasciato il ns volantino, dice che gli piacerebbe fare il claun, vorrebbe
fare qualcosa per gli altri xkè purtroppo il sangue non può più
donarlo…. Siamo state noi a ringraziare lui… quando siamo uscite, ancora con la
pelle d’oca ci siamo abbracciate!! Fantastico!! Avevamo gli occhi luminosi.. un
incontro fantastico che mi ha lasciato dentro una sensazione indescrivibile a
parole… che emozione…
Si passa in cardiologia… troppo simpatici beppe che
canta in piemontese, bernardo napoletano che insegna un gioco di carte a carmencita,
nunzio (??) che doveva essere operato il giorno dopo.. gli altri 3 non li ricordo…
abbiamo cantato tutti insieme una serie di canzoni, con assolo di delfina di canzone
piemontese (sempre quella!!)
E poi lorenzo e mino, che carini, quest’ultimo
ha voluto stringermi la mano, non nel modo classico bensì come fanno i
giovani…
E poi l’ultima stanza con 4 pazienti che ho riempito di cani e occhiali
mentre carmencita li "torturava" ;-) con le sue carte…
E via verso
gastroenterologia..
Pierina, cara nonnina che stava male ma ci ha accolti
con calore, rosalba a cui ho letto nel pensiero la sua pizza preferita, giustappunto
era digiuna e non poteva mangiare!! Complimenti delfi, ma lei ha riso dicendo
di non preoccuparmi.. dopo però le hanno portato un vassoio… menomale!!
E poi ancora luciano (?) e giorgio che ci ha regalato una penna a testa e
ha promosso salsa da sergente a caporale…
Intanto arrivano scheggia valvola
ed eccetera e poi si va nell’atrio e ci raggiungono venerdì, variegato
e gnappo e si canta e si balla il ballo del qua qua e il coccodrillo mentre arriva
la gente in visita ai parenti… e si fanno visite oculistiche e si fanno ancora
palloncini… e si fanno le 19 e delfi…. saluta tutti eh… ah, no! Quella era roberta!!
Beh, tanto è uguale…… ;-)
Grazie salsa tu sai perché, grazie
anche oggi carmencita, grazie semolino e grazie anche a gnappo, valvola, venerdì,
variegato, scheggia ed eccetera ma il grazie più grande di oggi va ad alessandro!!
Delfina - Gioiosi - torino
Claun
Tortello - Osp. regina Margherita - Torino
03-01-04
reparti visitati: NEFROLOGIA- CARDIOLOGIA
-CARDIOCHIRURGIA -
UROLOGIA - PEDIATRIA
Comoagni d'Equipe: Sufflé,
Cocci, Monello
considerazioni:
arriviamo sempre al pelo come sempre alle
15.15 al regina margherita e trovando kalmo e gli altri ci dividiamo tra clinica
ed ospedale.Avendo già visitato la volta precedente la clinicia sufflè
ed io ci dirigiamo dall'altra parte
con Monello e cocci., lasciando con kalmo
Cirilla, Martello e Brillina. Saliamo all'ultimo piano e partiamo da Nefrologia
....sono un pò agitata perchè interirormente pensierosa , ma cerco
di concentrarmi in quel che
faccio...Noto che "fortunatamente"
ci sono poichi bambini ricoverati....forse per le vacanze li hanno lasciati andare
a casa......Entriamo in una stanza con Cocci e Monello , ma essendo in quattro
vedo dei bambini che ci cercano in corridoio ed esco per avvicinari a loro.....incontro
irene un pò timida ma dolcissima e cerco di intrattenerla con la mia nuova
marionetta rana- principessa....(la marionetta nasconde molto di me...che mi sento
molto rana
ma aspetto la trasformazione.....) sorride e mi chiede palloncino......certo
preferirei poter mettermi più alla prova e fare un pò di gag, ma
questi bimbi sono così piccoli......provo con la prima coccinella, ma ahimè.....non
essendo
qualatex....scoppia....o scappa via........insomma avrò provato
a fare quattro
coccinelle tutte scappate......(qs è la storia che
mi invento per irene che aspetta invano le mie coccinelle volanti......) finchè
finalmente ce la faccio...la coccinella resiste......e finisce sul polso di irene
che ringrazia
sorridendo......arrivano altri bambini, tra cui Fabio che parla
più di tutti noi messi insieme e chiede un serpente.....viene subito accontentato
insieme ad altre mamme che chiedono svariate forme per i loro bambini più
piccoli ....
Chiacchero (visto che m piace così tanto) con Fabio, insieme
a Cocci che mi aiuta nella richiesta di miliardi di palloncini e aspettiamo che
esca Monello dalla stanza in cui era entrato......
Scendiamo al piano di sotto
e incontriamo bambini veramente piccoli, due , tre , otto, nove mesi tutti in
cardiologia e cardio chirurgia attaccati a delle macchine e resto sorpresa più
di tutto nel vedere la forza interiore di queste
mamme che davanti ad una
figlia/o che in seguito ad arresti cardiaci hanno perso le loro funzioni e sono
cerebralmente lesi...come li coccolano, accarezzano, li tengono stretti a loro
dicendogli che sono i bambini più belli
del mondo.......sono sconvolta
perchè non so veramente cosa fare. mi si appanno un pò gli occhi
nel vedere qs. piccole creature ....... Mi avvicino alla piccola Valentina (se
non ricordo male il nome) , si è appena svegliata e un infermiera si sta
prendendo cura di lei.....è sola, si avvicina un signore che mi dice che
è figlia di nomadi, è lì da sola, i genitori chiamano tutti
i giorni per sapere come sta ma non possono venire a trovarla.....resto sconvolta
dai sorrisi e da quanto è sveglia e brillante la piccola...ma penso a come
dovrà sentirsi tutta sola....a due mesi già si sente l'odore della
propria madre e si capiscono tante cose.........
Riempiamo la stanza con Sufflè
di apine volanti sui loro lettine e di antenne per dare un pò di colore....
scendendo al piano di sotto troviamo Gianluca già grandicello ...Monello
si improvvisa Mago fallito.....che sbaglia tutti i trucchi e fa ridere da impazzire
tutta la famiglia di Gianluca........intrattenuti da tutti noi in qualche modo
decisamente buffo......
Proseguiamo e troviamo un altra ragazzina 14enne
a cui chiediamo senza farci sentire dalla mamma se è fidanzata....Monello
si propone come tale e la invitiamo a ballare........si scherza, giochi di magia
e tanti sorrisi per arrivare poi a Davide.......cugino di harry Potter che con
il suo sguardo molto intelligente e dolce cattura la mia attenzione .........Monello
è sempre in agguato con i suoi giochi di magia che stavolta gli riescono......
E' stato un bel servizio, anche se ho capito che vorrei mettermi un pò
di più indiscussione come claun e dopo aver letto i fogli presenza di Aureola,
Simpa e degli altri......spero vivamente di poter imparare sempre di più......mi
è
discpaciuto non fare servizio con Aureola e il Simpa ma saremmo
stati troppi.....sarà per la prossima volta......
Grazie Aureola per
ciò che ci hai scritto...siamo noi che dobbiamo ringraziare Te e Giogi
.........non sai che regalo mi hai fatto dandomi la possibilità di essere
claun ............
Un grazie di cuore ad entrambe.....A presto Con tutto l'affetto
di cui sono capace....
Tortello
Claun
Tipytapy - Ospedale: isola della scala - VR
03-01-04
Reparti
visitati: casa di riposo e pediatria
Compagni d’equipe: Pistacchio (angelo)
- miss Calimera
CONSIDERAZIONI:
Ed ecco un’altra fantastica avventura, la terza
per la precisione… l’emozione ti prende la mano e ti ritrovi occhi negli occhi
con persone che hanno voglia di vivere, gioire e non essere abbandonati a se stessi…
entrare in una casa di riposo è stato bellissimo, un po’ squallido all’inizio,
entrando e vedendoli tutti in fila sul corridoio, è vero sempre meglio
che tutti a letto, ma nessuno si guardava in faccia. Et Voilà NOI: io pistacchio
e miss Calimera di fronte a loro, a cantare, suonare, fare palloncini così d’incanto
i loro volti s’illuminavano. Quanto vorresti avere + tempo. Già, perché
quando sei li, e il tuo cuore ha una voglia infinita di dare, l’orologio non esiste
più così di “corsa” andiamo in pediatria; nel tragitto incontriamo
“mandarancio” (un imbianchino dell’ospedale): anche lui ha voglia di sorridere
e guardando noi 3 certo la cosa non è difficile!! Sembra quasi faccia parte
di noi, che se lo incontrassimo di nuovo, rischieremmo di portarlo in reparto
con noi come claun x sbaglio!
Eccoci
in pediatria, che bello!! Pochi bambini ma l’atmosfera magica ci avvolge. Fuori
della stanza a fare i palloncini x michael e veronica che dormivano di gusto!
Entrare e lasciarli sul letto come ricordo del nostro passaggio, ma, ops, veronica
apre gli occhi, vede un cigno… decido di tornare + tardi quando è del tutto
sveglia, ma lei ci raggiunge da lì a poco con il suo visino dolce. Così
giochiamo, cantiamo e suoniamo con Alessandra, ed anche samir ci segue e scoppia
le bolle di sapone… è già ora di tornare… non vorrei mai andarmene…
miss Calimera ed io salutiamo pistacchio, saliamo in macchina ed il nostro viaggio
sembra su una soffice nuvola, ci sentiamo leggere, rilassate, VOLIAMO!!. Grazie
ragazze per questo bellissimo servizio. Un bacio e un abbraccio forte forte. La
vostra TIPYTAPY
Claun Sufflé - Osp. Regina Margherita - Torino
03-01-03
Reparti: NEFROLOGIA, CARDIOLOGIA, CARDIO-CHIRURGIA, UROLOGIA, CHIRURGIA
Compagni d'Equipe: Monello, Cocci, Tortello
CONSIDERAZIONI: Tra tutti i servizi
svolti fino ad oggi questo è stato il più difficile per me…ho avuto
un po' di difficoltà a sentirmi del tutto Sufflè…non so per quale
motivo e probabilmente dall'esterno non si percepiva questa mia "inadeguatezza",
ma ero molto più Alice rispetto alle altre volte…ho fatto fatica a lasciare
la mia razionalità sui gradini dell'ospedale e i pensieri dispettosi continuavano
a "tormentarmi".
Comunque come sempre è stata una bella esperienza…i
miei angeli claun erano Monello e Cocci.
Fortunatamente non c'erano molti
bimbi in ospedale ma quelli che c'erano come sempre mi hanno fatto riflettere
molto…soprattutto la piccola Valentina in cardio-chirurgia…per quanto avesse solo
due mesi aveva uno sguardo da adulta…l'infermiera ci ha accolto dicendoci che
per lei ci vorrebbe un claun sempre presente visto che
è figlia di
nomadi che vivono in Sardegna e per quanto chiamino tutti i giorni, di fatto fisicamente
non ci sono. E poi la bellissima Francesca, Ester che alla vista di Monello ha
pianto,
Gianluca, Aurora e Davide, il sosia italiano di Harry Potter! Le
tre ore di servizio sono state intense come sempre e sono volate via tra i giochi
di magia stile Mago Casanova di Monello e la dolcezza di Cocci. Anch'io mi sono
data alla magia con risultati positivi. E' bello vedere lo stupore negli occhi
di un bambino che con la parola magica da lui inventata (e ne abbiamo sentite
di tutti i colori) e con un po' di polvere magica presa dalla tasca del mio
camice, riesce a far apparire un oggetto in una scatola.
Un pensiero a Luca,
un bimbo di 5 anni…il papà ci ha accolto dicendo che Luca aspettava i claun
dal mattino..poi quando ci ha visto faceva il timido..non siamo riusciti a farlo
sciogliere completamente ma ci ha sorriso più volte e con lo sguardo seguiva
tutti i giochi di magia che abbiamo fatto Monello ed io. Insomma, anche questa
volta ho collezionato una serie di "polaroid" dei bambini che ho incontrato…mi
piace chiamarle così…come se avessi
un album fotografico virtuale
nella mente…e servizio dopo servizio si riempie dei ricordi dei bambini incontrati.
Pensavo che con il tempo i ricordi dei volti più recenti cancellassero
quelli passati..e invece per il momento sono ancora tutti lì..e mi piace
rileggere ogni tanto i fogli presenza compilati per tenerli tutti vivi nella mia
mente ma soprattutto nel mio cuore.
Un abbraccio
sufflè
Claun
Bozo - Ospedale Villa Sofia - PALERMO
03/01/2004
REPARTO: PEDIATRIA
COMPAGNI:
CIRASA, LELLI, BAZZY, CAPONATA.
Io
e Cirasa partiamo da casa mia già vestite e truccate ed è un vero
sollievo anche perché piove ed al parcheggio non si può proprio
stare per il freddo. Arriviamo in ospedale un po' in ritardo e troviamo tutti
ad aspettarci, entriamo ed il portiere ci chiede subito le caramelle. Saliamo
ci sono alcuni bimbi che non possono alzarsi e così facciamo il servizio
nelle stanze. Decidiamo di entrare nella prima stanza a suon di "Bruco"
ma appena acceso lo stereo un papà si lamenta perché il suo bambino
dormiva e così abbiamo proseguito il servizio a bassa voce!!! Nella seconda
stanza va moooolto meglio, una bimba aveva dato "l'allarme" a tutti
gli altri dicendo che c'erano i clown!!! Infatti Cirasa entra e trova tutti seduti
che ci aspettavano, lei dice che gli altri se ne erano andati ed invece poi entriamo.
ovviamente eravamo spaventati da tutti quei bambini!!! Dopo il primo momento di
paura generale Cirasa ci presenta tutti e presenta a noi i bimbi "indovinandone"
i nomi e quindi per far vedere che è una vera maga l'invito a fare una
bella magia con dei fiorellini. lei ci riesce e ci frega tutti: è proprio
una maga!! Gli altri clown invece fanno gli indisciplinati ogni volta che metto
la musica si mettono a ballare e disturbano la nostra maghessa!! Dopo aver cantato
e ballato altre canzoni ed esserci mossi a ritmo di telecomando abbiamo dato i
palloncini. Nella terza stanza c'era solo una neonata che dormiva così
le ho fatto un cagnolino e glielo ha dato l'infermiera e la mamma mi ha ringraziata
da lontano. Il servizio finisce con le caramelle al portiere!!!
Claun
Il Simpa - Osp. Martini - Torino
Data:
03-01-04
REPARTI VISITATI: Pediatria - Ostetricia e Ginecologia
COMPAGNI
di servizio: Aureola (TO) - Giullare (VI) - Birillo (TO)
Altri compagni: Aquilone,
Lenticchia, Bagigia, Sgabello, Svirgola
CONSIDERAZIONI: L’attesa era grande
per il primo servizio al fianco di Aureola e la tensione è aumentata ancor
+ dopo il fallito servizio in quel di Pavia del 28-12 causa interperie.
Quello
che abbiamo fatto è stato condiviso già da Aureola e Giullare: sottoscrivo
tutto ed aggiungo che abbiamo dialogato in spagnolo o pseudo dialetto vicentino/varesotto
con l’aggiunta delle “S” a fine parola con una graziosa mammina iberica, abbiamo
scattato un po’ di foto e nelle stanze + interessate abbiamo raccolto le mail
x eventuale inoltro a casa quale souvenir, abbiamo trattenuto a forza una infermiera
con noi per circa un quarto d’ora (con suo gradimento), abbiamo cantato varie
canzoni dal canzoniere claun (soprattutto a tema “Nutella”, tipo “Non è
Nutella” di Nutello Battisti) e…. in sintesi abbiamo improvvisato, improvvisato,
improvvisato….
Infatti il ricordo (o forse il “macigno”) che mi sono riportato
a casa da questo indimenticabile servizio è che basta veramente poco, fantasia,
sentimento, improvvisazione.. per ottenere i più inaspettati risultati;
a poco servono attrezzi, trucchi, palloncini…. Al termine del servizio, ci siamo
seduti fuori dal camerino,e Aureola ha voluto fare un momento di condivisione
(è la prima volta che faccio qlcosa di simile e suggerisco veramente di
farlo ad ognuno, sempre): io ero seduto a margine della panchina, tipo pugile
suonato che aspetta il verdetto inesorabile della giuria già convinto che
sarà “sei un incapace!”. Invece, Aureola dopo la domanda “Allora, com’è
andata?” e circa 30 secondi di mio silenzio-panico con sguardo da pesce lesso,
ha fatto seguire “Bene, è andata molto bene!!!!” … Se lo dice lei… quindi
aspettatevi a breve una raccolta di mie filastrocche a tema ortofrutticolo !
Il viaggio di ritorno con Bagi, Sgabi e Svirghi con condivisione di proprie idee,
pensieri, paure e sentimenti è stata poi la ciliegina su una torta eccezionale.
Grazie di cuore a tutti coloro che sto sfiorando, avvicinando, conoscendo e scoprendo
in questa esperienza claun.
A presto
Simpa
Claun
Birilla - Ospedale: Civico - Palermo
3-1-04
Reparto
di Cardiochirurgia
Clown :Corolla, Birilla, Boccola, Pollanca, Zig.
Desidero
cominciare la condivisione con un grosso GRAZIE ai miei compagni di servizio con
i quali mi sono trovata benissimo.
Il servizio comincia con una calorosa
accoglienza da parte di tutto il personale ( portiere, inservienti, infermieri...)
che mostra di gradire la nostra presenza. Giunti in reparto mi viene un mezzo
infarto nel vedere sul lettino di una stanza- Elena- una mia alunna che subito
mi corre in contro e mi rassicura dicendomi che non è malata, ma che si
trova lì perché amica della dott.ssa Nicoletta.
La dott.ssa
Nicoletta è gentilissima, canta e balla con noi ed insiste perché
entriamo nella stanza di terapia intensiva. Gli infermieri ci fanno indossare
i copriscarpe e ci mettono a disposizione il loro lettore CD.
Lo scenario
che si presenta ai nostri occhi è tristissimo, ci sono 4 neonati minuscoli
di 50 cm al massimo che presentano lunghe cicatrici e tubicini di ogni genere.
Con loro c´è anche Pio, un bimbo di 12 mesi e la dolce Rachele (
due nostre vecchie conoscenze ) che con Elena si diverte partecipando a tutte
le canzoncine. E´ un´emozione forte vedere quei minuscoli esserini
assolutamente indifesi ma già così provati dalla vita. Gli infermieri
impazziscono per i brani del nostro CD e ci chiedono di masterizzarlo. Prima di
andare via io e Corolla svuotiamo la piccola cassetta postale appesa alla parete.
Dentro ci sono 11 biglietti...... tutti di Rachele. Riporto il testo di alcuni
: 1. Rachele vuol bene a tutti i clown ; 2. Io mi chiamo Rachele vi voglio bene,
ritornate presto ; 3. Cari pagliacci ritornate , sono Rachele.
Un bacio -
Birilla - Palermo
Claun
miss Calimera - Ospedale: Isola della Scala - Verona
03/01/04
Reparti visitati: Casa di Riposo per anziani, Pediatria
Compagni d'equipe: Pistacchio e Tipy Tapy
CONSIDERAZIONI
SUL SERVIZIO:
Chiudete gli occhi... pensate ad una melodia dolce, tipo la
musica di un carillon... ed ora immaginate di sentire un profumo dolce, tipo vaniglia...
zucchero filato... borotalco. Fatto?
Ecco, questa è la sensazione che
ho portato a casa dopo il servizio di oggi a Isola della Scala.
Vorrei provare
a raccontarvi le immagini che mi hanno accompagnato durante la mattinata.
Con Tipy Tapy ci siamo trovate al solito posto per poi raggiungere Pistacchio
davanti allla Chiesa di Isola.
Naturalmente ci siamo concesse l'immancabile
cappuccino nella pasticceria dove, ormai, ci trattano come se fossimo di famiglia...
troppo bello! La mattinata p stata dolce e soffice come quel cappuccino. Si è
sentito subito che "c'eravamo"... eravamo tutte e tre sulla stessa lunghezza
d'onda.
C'era un clima calmo, solare e tranquillo. Abbiamo deciso di andare
a trovare innanzitutto i Nonni (soprattutto per una questione di orario, visto
che già alle 10 ti chiedono a che ora si pranza!?!).
Li abbiamo trovati
in fila fuori dalle loro stanze lungo il corridoio e in men che non si dica tutto
era colore... Tipy sforna palloncini a raffica... troppo GRANDE!! Palloncini ovunque,
attaccati alle sedie,alle finestre...I Nonni ti stringono le mani, sorridono,
continuano a ripeterci che siamo belle... non sanno quanto io li ho trovati BELLI.
Io non ho più i miei nonni e ognuna delle vecchine che ho incontrato stamattina
assomigliava alla mia Nonna Gianna... lo stesso modo di gesticolare la stessa
stretta di mano, lo stesso sguardo, le stesse dolci carezze sulle guance.
E nel giro di un attimo ti raccontano tutto il loro mondo, i figli, i nipoti...
C'era una coppietta sposata da 56 anni... 56 ANNI!! Vi rendete conto?!... è
una vita intera! E lui, Libero, scherzava sul fatto di non sapere ancora se ha
sposato "quella giusta" visto che Ida, la moglie, ha una sorella gemella...
buffissimi!
Verso le 10:30 ci siamo dirette verso la pediatria. I bimbi
erano pochi (PER FORTUNA!... e non parlo per pigrizia!?!) ma in reparto c'era
davvero il mondo! Samir e il simpaticissimo papà Mohamed dal Marocco
Alessandra con la mamma e la zia dalla Romania Sergio e la sua mamma dalla Bosnia
Veronica e la mamma... uniche italiane e Michael... un cioccolatino africano
di 5 mesi con due occhi come due
mandorle dolci, che mi ha conquistato con
un sorriso sdentato e tendendo gli indici delle mie mani nei suoi pugnetti scuri
... mi ha rapita e portata via, nel suo lontano paese...
E in sottofondo la
nostra musica silenziosa, le nostre bolle, i sorrisi. Veronica che chiacchera
intorno al suo ciuccio Alessandra che balla anche quando smettiamo di suonare
Samir, timido ma con tanta voglia di giocare Sergio che ci "ascoltava"
con gli occhi e Michael, piccola creatura aggrappata curiosa alle braccia della
sua mamma.
Amici!... è ancora e sempre magia!!
Concludo con la
frase con cui ci ha salutato Mohamed, il papà di Samir e che tanto mi ha
commosso:
"E' STATO UN SOGNO BELLISSIMO"
Ciao da miss Calimera
Claun
Aureola - OSPEDALE: Martini - Torino
03-01-04
REPARTI VISITATI: Pediatria - Ostetricia e Ginecologia
COMPAGNI
di servizio: Aureola - Giullare (VI) - Il Simpa (VA) - Birillo (TO) Altri compagni:
Aquilone, Lenticchia, Bagigia, Sgabello, Svirgola
CONSIDERAZIONI:
Ci si
trova nel camerino dove ci cambiamo e notiamo che ci sono diversi
"stranieri":
Giullare da Vicenza, Il Simpa, Bagigia, Svirgola, Sgabello da Varese, Lenticchia
da Bardonecchia (non è proprio straniera...ahaha!) e poi Birillo, Aquilone
ed io. Ci dividiamo equamente: Aquilone prende tutte le donzelle e Aureola tutti
i maschietti. Aureola, Il Simpa, Giullare e Birillo si dirigono in pediatria.
Incontriamo un bambinetto di tre anni che tiene banco. Non gli sta bene sentirsi
chiamato "cesiro", e nemmeno sapere di avere 33 anni, insiste cocciutissimo
nel ripetere che LUI HA 3 ANNI e si chiama A L E S S A N D R O! Poi non gli va
bene nemmeno che cantiamo "Se sei felice" e nemmeno la scenografia della
favola di Fiocco di neve. E, da regista si dimostra scontento di come Giullare,
Birillo e Il Simpa interpretano il castello, la principessa e il destriero.
Per fortuna il nostro pubblico che per l'occasione si era radunato nel corridoio
era invece molto partecipe e divertito. E così tra un giochino di magia
e un morso dello squalo di Aureola e le performance degli altri, trascorre la
prima ora di servizio.
Scendiamo al terzo piano e qui diamo il meglio di noi.
La storia dei 2 coniglietti di spugna, quello celeste e quello rosa in ginecologia
ha un grosso successo. In una camera facciamo inventare una storia a tutti, un
papà simpaticissimo, parlando del coniglietto e della coniglietta inizia
a usare il "tormentone": Lui la "branca" mentre quando toccava
al Simpa, aggiungeva alla storia uno "sconosciuto", così dopo
alcuni giri la storia si conclude nella mano di una signora il cui bambino
(Alessio) sembrava non decidersi a nascere (speriamo che ora sia nato!!!!) e,
appunto nella sua mano, racchiudiamo il coniglietto rosa e quello azzurro e quando
la mano si apre... Ci sono tanti tanti coniglietti piccoli.
In un'altra stanza
Il Simpa inventa una filastrocca che viene mimata da Giullare e Birillo. Peccato
che sia le storie che le filastrocche del Simpa sono ambientate in un orto...
Ci sono sempre simboli quali: insalata, zucchini, carote... Giullare ha superato
se stesso mimando la zucchina in fiore. Birillo è risultato un'insalata
freschissima. Ma il meglio lo hanno raggiunto quando Giullare ha fatto Giulietta,
Birillo Romeo e il Simpa... Il BALCONE della mitica tragedia "Giulietta e
Romeo".
Con noi c'era PROVVIDENZIO, un pupazzo gonfiabile (regalato ad
Aureola da Molla e Diesis) che ha parlato poco, ma ha stretto (è stato
stretto) da tante mani... Infatti dicevamo che stringergli la mano portava PROVVIDENZA
e così tutti erano contenti...
Mentre stavamo uscendo, ci siamo fermati
in sala d'attesa di Ostetricia e dopo aver scambiato un po' di "luoghi comuni"
con le persone che erano lì in
attesa: "Non si trova parcheggio
oggi... Si stava meglio quando si stava peggio, non ci sono più le meze
stagioni, tanto va la gatta... Ecc." abbiamo creato prima un coro dividendo
il gruppetto della sala d'attesa in due (uomini e donne): Gli uomini cantavano:
Rame-zinco e le donne: oro e argento
(Spettacolare!)
Dopo il coro abbiamo
ideato una scenografia natalizia:
S. Giuseppe (siculo) che doveva pronunciare
ad alta voce la fatidica frase: "Di cu è stu figghiu????", Maria
rispondeva cantando: "Nessuno mi può giudicare nemmeno tu!!!"
nel frattempo una bambina faceva la parte del protagonista (Gesù bambino)
e doveva aprire le braccia e dire: GNUE'!, Il coro cantava: "Shallallallà,
Shallallallà!".
E' stato fantastico!!!
Claun
Brillina - Ospedale Regina Margherita - Torino
Data 03 / 01 / 2004
Reparti visitati Pediatria, neuropsichiatria, divezzi,
oncologia
Compagni d'equipe Martello, Cirilla - Kalmo
CONSIDERAZIONI:
Eccoci al secondo servizio...fortunatamente parte della "paura" del
primo servizio non c'era! Arrivati a Torino ci incontriamo con Kalmo, Cocci e
Monello e pronti via...si parte! Ci dividiamo e con Kalmo, Martello e Cirilla
iniziamo da pediatria. Nella prima stanza troviamo una bimba molto simpatica che
intrattengono Kalmo e Martello e il piccolo Antonio a cui mi dedico...sono "sola"
e allora mi dico "e adesso cosa fai?" .Provo con un palloncino che però
non ottiene l'effetto sperato...quindi passo alla piumetta che mi ha regalato
Aureola ma non serve neanche quella...poi mi accorgo che Antonio sta guardando
il mio naso allora comincio a schiacciarlo e a fare dei rumori strani...finalmente
un bel sorriso! Che gioia ho provato in quel momento! Quindi continuiamo il nostro
giro con neuropsichiatria dove ci sono stati una serie di fidanzamenti contesi
tra Kalmo e Martello dopo aver tentato di rubare il gelato e qualche biscotto
(era ora di merenda!!). Arrivati al reparto successivo ci dividiamo...Kalmo manda
me e Martello da soli, allora ci guardiamo e ci diciamo " Va be improvvisiamo!".
Iniziamo dalla sala giochi dove troviamo Lucia e Martina che stanno disegnando
e iniziamo a chiacchierare un pò con loro...Martello è davvero bravo
e mi sento subito in sintonia con lui..così riusciamo a creare un'atmosfera
gioiosa.
Quello che però dimenticherò difficilmente di questo
servizio è stata la visita al reparto oncologico...prima di salire Kalmo
ci spiega quello che ci aspetta. La situazione si presenta critica già
all'ingresso..vedo due signore in lacrime sedute sugli scalini..mi si stringe
il cuore ma cerco di farmi coraggio pensando che comunque la nostra presenza qui
sarà ancora più importante e necessaria! Entriamo nella stanza di
Luca e lo troviamo in lacrime per aver scoperto un piccolo taglietto sul suo ditino...la
mamma non sa che fare ma a poco a poco tutti insieme riusciamo far tornare il
sorriso sul suo visino...poi andiamo da Susy è stesa nel letto con il suo
viso sofferente, quasi non riesce a tenere aperti gli occhi e mi fa una grandissima
tristezza...Kalmo mi suggerisce di farle un palloncino e quando vado a metterlo
vicino al suo cuscino per un secondo ho l'impressione che mi guardi ma subito
i suoi occhi si perdono nel vuoto...proprio non riesco a togliermi dalla mente
il suo viso sofferente come quelli degli altri bimbi incontrati qui...
Così
il nostro servizio finisce...seduti sulla panchina fuori da oncologia a scambiarci
le sensazioni e ad "importunare" due dottoresse che passavano di lì...
Questo servizio mi ha insegnato tanto..sono davvero contenta di aver conosciuto
Kalmo..è proprio una persona speciale e un angelo stupendo che mi ha aiutato
a scoprire un pò di più Brillina spronandomi a mettermi in gioco
ma soprattutto ho capito che non servono chissà quali "numeri eclatanti"
per far sorridere un bimbo...bastano dei piccoli gesti molto semplici! Anche questa
volta torno a casa con la gioia di aver regalato quache sorriso e qualche momento
di spensieratezza ai bimbi e ai loro genitori e nel cuore la felicità di
essere sempre un pò di più Brillina!
Claun
Delfina - Ospedale: Maria Vittoria - Torino
03/01/04
Reparti visitati: pediatria, cardiologia
Compagni
d’equipe: carmencita e trombetta
Considerazioni: vado a prendere carmencita
a porta susa già vestita da claun.. la gente mi guarda un po’ stranita
e io sorrido.. arriviamo in anticipo e ci prepariamo chiaccherando con il custode
paolo, arriva trombetta e si parte..
In pediatria vediamo subito tracy.. bessy...
non ho capito bene il nome.. un angioletto nero di 6 mesi con due occhioni luminosissimi..
che bella!! Nel lettino in fianco a lei giorgio di 40 giorni.. si divertono tantissimo
le mamme ai giochi di magia di carmencita e felici dai miei palloncini… uno anche
per la sorellina di giorgio che è a casa arrabbiata perché non vede
mai la mamma..
In sala d’attesa troviamo ale un po’ indeciso se tenere o meno
il mio cagnolino, alex di 7 anni TROPPO SVEGLIO!!! capiva al volo i giochi di
carmencita… e adam che non parlava ma rideva.. e giocava con trombetta..
Omar
dormiva, ma forse il rumore l’ha svegliato.. miriam bellissima miriam che rideva
in continuazione.. ha scoperto di avere il soffio magico con il mio libro..
E joseph con la mamma inglese e il papà siculo (dello stesso micropaesino
nel centro della sicilia dei miei nonni materni!!!!! Miiiii, non ci posso credereeee!!!)
Saluti e baci e via per la cardiologia…
Michele si barrica dietro la settimana
enigmistica, il suo compagno di stanza (agostino?) è un po’ scostante,
ci dice che voleva fare il veglione lassù ma non l’hanno voluto, dovrebbe
essere felice.. no?? Va beh, altra stanza, due pazienti di cui non ricordo il
nome, mannaggia alla ns mania di cambiarli, va beh, tanto è uguale.. simpatici,
hanno partecipato ai ns giochi di carte, di lettura del pensiero e ci hanno pure
raccontato una barzelletta!!!
Renata lì dal 1° novembre, dolce..
insieme a lei nerina
E poi.. chi ti incontriamo? La mitica nonna di cravattino,
la signora isola (dei famosi, come si è definita lei).. troppo dolce, con
la battuta pronta, ci chiede i nomi così poi lo dice a simone che i suoi
amici sono passati a trovarla… bella.. le diamo anche un bacio, non si può
resistere…
Carmencita ci lascia e io e trombetta entriamo nella stanza di
una signora di bari molto sofferente.. si illumina solo quando trombetta le chiede
di dov’è e lei ci dice una frase in barese che chiaramente io non ho capito!!
Ma lei me l’ha tradotta.. e poi continuava a chiamarci figli miei e a dire che
voleva andare a casa.. ha sorriso anche al mio fiore "mettilo sul tavolo
così lo vedo, figlia mia".. cara.. quando siamo usciti l’abbiamo sentita
piangere.. ultima stanza entriamo, il signore è stanco, non ha molta voglia,
vorrebbe riposare.. ok!! Salutiamo..
Torniamo all’ingresso e qui paolo ci
dice che ci vogliono in pronto soccorso… ok, si riparte.. quanta gente, accipicchia..
però abbiamo strappato moltissimi sorrisi e questo è quello che
conta!!
Servizio stancante, qualche paziente "difficile" ma bello,
sono contenta
Grazie a trombetta e carmencita per questa giornata
Delfina
- Gioiosi – torino