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Testimonianze anno 2004

Diario di testimonianze di chi sta offrendo la sua opera come volontario-clown, il missionario della gioia dell'Associazione di Volontariato ONLUS Vip ViviamoInPositivo

Ciao! Sono Aureola, l'ideatrice insieme a Spillo (Sergio) di questo sito e dell'Associazione di Volontariato ONLUS Vip ViviamoInPositivo. Queste pagine sono una sorta di diario che riporta alcune testimonianze dirette di coloro che dal 2000 prestano servizio come volontari-clown in ospedale, Comunità e Case di riposo per anziani per conto dell'Associazione VIP.
Ringrazio ogni persona che con il suo unico e irripetibile apporto ha contribuito e sta contribuendo a rendere reale un progetto d'amore, e a mettere in pratica un sogno: portare negli ospedali, nelle comunità, nelle case di riposo e in strada l'allegria, la gioia, il buon umore e soprattutto l'amicizia.

Le testimonianze sono divise per anno e per mese a partire dalle ultime ad andare indietro.


LE NOSTRE FOTO (Klicca)


 

Anno 2004


2004 DICEMBRE

Lettera da un paziente dell'Ospedale Martini di Torino: il sig. Biagio
22-12-04

Chi sei tu sia uomo che donna che ti svegli la mattina magari di malumore, nervoso, con dei grossi problemi e che sei uscito di casa sbattendo la porta alle tue spalle. Che non sai come risolvere dei problemi finanziari o familiari, insomma problemi di tutti e di tutti i giorni per delle persone normali. Che a differenza di loro, in un certo momento del giorno entri in un ospedale, ti infili un camice che era bianco e che lo hai trasformato con dei colori, ti sei messo un cappellino ed un naso colorato e che hai trovato la forza e la potenza interna di dimenticare tutto e dedicarti a portare conforto serenita' e fiducia nella vita di quelle persone sfiduciate, ammalate ed abbandonate. Sole in quei letti in attesa di cure e non sapere neanche se ne usciranno vivere e che vedranno solo una o due volte al giorno nel momento delle visite qualcuno dei parenti che li vengono a trovare portando magari sconforto, presentandosi a loro con delle facce come se andassero a trovarle al cimitero, non sanno che basta un sorriso per cambiare la vita.
Io ho capito chi siete, non siete angeli non siete gente che lo fa per denaro, non siete gente che si aspetta un grazie un riconoscimento o un applauso. Ho capito che siete delle persone normali che a differenza sapete aprire il vostro cuore a chi soffre, anche se vedendo soffrire le persone riuscite a trattenere le lacrime facendo smorfie e sorrisi nascondendo le vostre emozioni, anche perche' come persone umane una lacrima riesce sempre a venire fuori dal vostro cuore.

Spero di non farvi perdere tempo e che scusiate la mia ortografia ed oltre tutto di non fraintendere a male cio' che scrivo: ce ne fossero migliaia come voi al mondo!
Adesso veniamo a me sono stato operato con rischio 50% di uscirne vivo ma e andata bene adesso da sabato sono a casa e dico grazie a voi sai perche' prima di entrare in sala passando ho visto in alcune camere dei palloncini colorati a forma di animali da quel momento fino a che sono uscito dalla sala era come se vi avessi vicino e che facevate il tifo per me come dire:
"dai che ce la fai!"
Scusatemi ma mentre scrivo sto piangendo perche' era vero che eravate con me l'ho capito come sono arrivato a casa e aperta la posta ho visto la vostra marea di posta che mi avete inviata. Continuo a dirvi grazzzzzzzzzzzzzzzzzzziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiieeeeeeeeeeeeeeeee e
continuate a rendere felici quella gente che soffre, noi vi amiamo, grazie grazie e spero che accettiate i miei migliori auguri e anche da parte di mia moglie che possiate essere felici in queste feste e per sempre.

Vi amo tutti grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Biagio e Tina

Tengo ancora legata al mio cuore la coccinella da voi regalatami e che sara' sempre per me un potafortuna spero di incontravi e di potervi stringervi la mano penso che un grazie non lo accettereste come un grossissimo abbraccio che vorrei dare a voi tutti a presto.

Buu - 28-12-04 - Ospedale Santa Lucia - Roma

In attesa che capitan Pèpè dia il voto alle nostre prestazioni di sabato al S. Lucia, ecco le mie condivisioni.
Siamo arrivati nel pomeriggio, un'ora prima dell'inizio dello spettacolo. Perchè di spettacolo di trattava: l'ospedale tutti gli anni intrattiene i dipendenti ed i figli con una festa prenatalizia, con giochi, buffet, tombola e premi. Quest'anno c'era un'occasione di divertimento in più: i clown.
Eravamo un po' spaesati all'inizio: era diverso dal fare servizio in ospedale. Contribuiva all'atmosfera il fatto che l'ospedale è nuovo e lussuoso, con enormi spazi e un'organizzazione di ferro: la festa era prevista nei minimi dettagli e in principio abbiamo faticato a capire cosa volevano da noi e come avremmo dovuto inserirci. E poi è saltato fuori che si aspettavano che noi fossimo gli elementi di disturbo.
Ora, se vi dico i nomi dei partecipanti capirete quanto l'obiettivo è stato raggiunto! Chiacchierino (che da un valigione stracolmo di trovate ha tirato fuori la più bella: il cane invisibile!) Tomatito (che girava da uno all'altro offrendo una rosa con gambo speciale che appena presa in mano si
affloscia) Clauncino (ragazzi, che cos'è fare servizio con lui!), Sormarella, dolce come sempre, Ieia, Pingu e Smemoretta al massimo della forma, Mentina, Timidi, Cirillo, Tulipa, Spika, Fusorario, la nostra Lepre e uno scoppiettante Pèpè. Mi sono dimenticata qualcuno? Oltre Buu! avevamo Scolorina come supporto esterno. Una squadra da sballo.
Alle 4 abbiamo iniziato, armati dei nostri ferri del mestiere e di una gran voglia di divertire e divertirci. I bambini non erano 100 ma comunque tanti e di tutte le età, cosicchè, facendo i dovuti distinguo, siamo stati in grado di apprezzare le diverse situazioni e strategie di entrata messe a punto con Dolly. Dall'approccio con i dodicenni, che non ci si filavano e giocavano a basket, passando ad alcuni vivacissimi maschietti di circa 7 anni, dolci ragazzine della stessa età, continuando con bimbi di 2 o 3 anni, per terminare con alcuni batuffoletti di pochi mesi, traballanti sulle gambe. Li abbiamo goduti tutti. Abbiamo cantato a squarciagola una vecchia canzone di Zucchero con LaLepre che inseriva acuti e dissonanze, abbiamo disegnato, cercato il bruco, inseguito con trenini-clown ignare infermiere, mimato, costruito palloncini, abbiamo truccato delle principessa, arbitrato partite di basket.
Abbiamo disturbato, improvvisato girotondi, fatto incredibili capitomboli.
Imsomma, abbiamo animato una festa.
Ho avuto l'impressione che molti dei genitori presenti avessero nei nostri confronti un atteggiamento tra il confuso e il condiscendente: non erano abituati a noi e forse ci sentivano inutili nell'impianto di una festa che anche senza di noi sarebbe stata per loro soddisfacente. I bambini erano comunque attratti da noi. Certo, questi erano bambini particolari. Tranne una, la ricoverata più piccola del S. Lucia, questi bambini STAVANO TUTTI BENE e forse nessuno di loro aveva mai fatto l'esperienza di un ospedale. E questa è una differenza enorme.
Comunque, stabilito questo, il pomeriggio per me è stato un allenamento sul campo particolarmente efficace e intenso, almeno dal punto di vista fisico, Correre per due ore in una grande palestra: non ho più l'età! E' stato bello avere intorno tanti compagni: quasi venti clown uniti insieme, e mi sono rammaricata di non aver potuto far cappello il giorno dopo.
A presto cari matti (come dice Tomatito): anzi, quando è fissato il prossimo servizio?
Baci da Buu!
Gruppo Applausi - Vip Roma

Briossina - Messina a Natale
Quest'anno, ho passato un bellissimo Natale,davvero non mi sarei, mai e poi mai, aspettata, di sentirmi così serena e felice! Devo ringraziare per questo, tutti i nasini rossi, che nonostante tutto, sono accorsi numerosi a sostenermi nell'iniziativa.
Ho conosciuto una ragazza dolcissima, Ketty, che mi ha contattata, dopo averci visto alla "Fiera missionaria", per portare i regali ai bambini in ospedale e nelle case famiglia...Risultato? Il 22 - 23 - 24 sono stati davvero dei giorni FANTASTICI !!!!!
Il 22 siamo stati ad Acquedolci, paese in provincia di Messina, però più vicino a Palermo! Anche lì ci hanno contattati (la Croce Rossa), per dare dei regali ai bambini, perlopiù extracomunitari.
Eravamo in sei: Girandolina, Altalena, Acunamatata, io e Teti, ci ha raggiunti Doris che lavora in banca lì vicino. E' stata, in particolare per i ragazzi, un'esperienza un po' diversa da quelle fatte fino ad ora, i bambini, infatti, erano eccitatissimi dalla nostra presenza, e per tenerli a bada ho dovuto fare uscire, quella parte d'insegnante che è in me.
Briossina e la maestra Janita, si sono fuse in un'unica cosa...crisi d'identità?!?
Tutto sommato pensandoci bene, sono sempre clown, anche senza naso rosso, però è la prima volta che mi capita il contrario, cioè di essere anche insegnante quando ho in naso, credo che ormai la fusione sia completa!!!
Stanchi e felici di questo primo successo, siamo rientrati a tarda ora e ci siamo dati appuntamento per l'indomani, alle 9,00 davanti al primo ospedale.
Al "Piemonte" siamo in 14, arrivano anche Tirintintintina da Ragusa, Zippo e Cicciriddu da Catania, Sdilly da Milazzo. Siamo carichi ed emozionati, perchè è una struttura che non abbiamo mai visitato. Veniamo accolti con in po' di diffidenza, abbiamo qualche problema con la radio (ne abbiamo distrutte due nel giro di una settimana). La stanza è piccola, noi siamo tanti, ma...alla fine riusciamo a coinvolgere tutti, anche lo scettico primario, danza con noi il "Valzer del moscerino" e non appena andiamo via, si affretta a comunicare l'evento ad una televisione locale!!!
Scappiamo, ci aspettano alle 11,00 al Policlinico Universitario. Tutti partono, io, Teti, Tirintintina e Sdilly, rimaniamo bloccati al parcheggio...Panico!!! Mentre con il fischietto, tento di fare il vigile urbano,scende dall'auto una giornalista del "Giornale di Sicilia".-Voi siete quelli che si sono sposati?-dice, ed io -Si, si, siamo noi, ma adesso dobbiamo scappare ci aspettano al Policlinico, tenga il mio numero di telefono.
E lei -Per quanto vi fermerete? vi manderò un fotografo (che poi non si è visto).
Arriviamo trafelati al Policlinico, reparto di "Neuropsichiatria infantile"...la stanza è grande, colorata e accogliente, abbiamo un bel pubblico numeroso...iniziamo con la marcia di Topolino...Un successo!!!
Andiamo, dopo tutt'insieme a pranzare e festeggiamo il compleanno di Teti, ci accomiatiamo dai ragazzi che vengono da fuori, devono fare tanta strada per tornare a casa...
Nel pomeriggio siamo al "Papardo" (Ospedale di Messna, lì ci sentiamo di casa, però è la prima volta che andiamo in un giorno infrasettimanale. Il gruppo si è ridotto siamo in 7.
Incontriamo un dottore, lo coinvolgiamo, fa la parte del lupo in "Cappuccetto rosso", ci divertiamo tutti insieme, bambini, genitori, medici e infermieri. l dottore si congratula con noi, sapeva della nostra presenza la domenica, ma non gli era mai capitato di vederci.
Siamo stanchi, soddisfatti, fra brindisi, succhi di frutta e panettoni, a sera, torniamo a casa.

Aureola - Ospidale Molinette - Torino
25-12-2004
Presenti: Ariel, Aureola, Aquilone, Ballaballa, Cleitont, Jambè, Kimba, Marcomix, Pippicalzecorte, Tortellino, Voilà.
Compagni d'equipe: Ariel, Kimba, Marcomix
Reparti: Ematologia - Neuropsichiatria
Considerazioni: E' stato un servizio stupendo! In Ematologia abbiamo iniziato il servizio con il Sig. Francesco che di secondo nome fa Natale e, nonostante la mascherina ha riso e cantato con noi "Calabrisella" e ci ha raccontato che lavorava nello spettacolo ed era così felice. Io ho focalizzato l'attenzioen sulal moglie che lo guardava con uno sguardo triste, ma così contento di vederlo reagire e giocare con noi. I suoi genitori poi erano partecipativi e allegri. Arriva il cappellano dell'Ospedale e ci chiedono di cantare "Tu scendi dalle stelle" e Marcomix la esegue in tre versioni: "Soul, Rock e melodiosa". L'atmosfera era così allegra che Aureola si è cimentata sul suo numero più pericoloso: "L'equilibrista"... Non vi dico le risate nel vedere reggiseno e mutandine (rigorosamente trosse) stese sul filo...
Nella seconda camera abbiamo trovato due uomini, uno rumeno e l'altro delal basilicata... Qui, mentre Marcomix suonava e cantava la canzone di Renato Pozzetto: "Una canzone intelligente", le tre "grazie" si sono esibite nella danza famosa alzando la coscetta destra al coro: "Jappappappà..."
E poi ancora Jingle Bells e tanta allegria...
In sala TV abbiamo trovato un sacco di gente intorno a Cristina attaccata alla flebo e con la mascherina, ma questo non le ha impedito di parecipare al "Musichiere". Abbiamo diviso le squadre in tre: Gli Sfigati, i Malcapitati e gli Extracomunitari.
Hanno vinto gli Extracomunitari per 5 a tre! Però abbiamo distribuito regali a tutti (gentilmente prtati da Pippicalzecorte).
Usciamo dalla sala TV e ci chiamano le infermiere per invitarci a bere con loro... beviamo sì, ma ACQUA!!! Eravano praticamente "essiccati". E poi per lor spettacolo speciale, canti e danze.
Nella stanza dopo tre splendide signore, con il capo rasato all'ultima moda... E qui iniziamo con la canzone pugliese "Quanto è bello lu primm'ammore" e poi canzoni piemontesi e terminiamo ballando una mazurca...
Si è fatto tardi, ma non vogliamo saltare il servizio in Neuropsichiatria, così attraversiamo tutto l'ospedale e finalmente arriviamo in reparto. I pazienti sono tutti in camera, mezzi addormentati, così Kimba li va a "stanare" e ce li porta in sala da pranzo. Maurizio, 35 anni ci chiede di cantargli le canzoni dei Nomadi, Kimba vuol farlo ballare, ma lui le dice che non è capace ed è timido e si vergogna... ma poi si convince... nel frattempo arrivano i suoi genitori.. Quando stiamo per andare via mi chiede: "Ma voi siete sempre così allegri?" Gli rispondo di sì e lui: "Io non sono capace, soffro, ho una malattia brutta..." Gli regalo un naso rosso e glielo metto al collo e gli dico: "Ogni volta che ti senti triste e soffri, metti il naso rosso così diventerai allegro come noi" ... Lui quando usciamo dice a Kimba: "Sono felice!"
Un sognore sta seduto con un sorrso triste, ma mentre cantiamo lui ripete ogni parola di ogni canzone che cantiamo... Alcune signore più anziane ci chiedono canzoni del tempo della guerra e con l'aiuto di Marcomix cantiamo: "O surdato nnammurato", "Vecchio scarpone" "La penna nera", "O bella ciao", "Quel mazzolin di fiori", "Amor dammi quel fazzolettino"...
Vorremmo rimanere ancora, i nostri amici sono veramente felici di stare con noi ed è tangibile quanto serva loro questo momento di svago, ma sono le 18,45 e abbiamo appuntamento con gli altri per la condivisione e per cambiarci e così salutiamo tutti, consegnami i regali di natale e passiamo dalla infermiere a portare qualche regalino anche a loro.
La giornata si conclude al bar dove troviamo i nostri compagni claun e ci scambiamo le impressioni sul servizio, e quindi felici e soddisfatti ... torniamo a casa.
GRAZIE a TUTTI I CLAUN che hanno contribuito a rendere questa settimana di Natale così serena e gioiosa per me!

Aureola

Claun Paco - Osp. Le Scotte - Siena
Era il 25 dicembre di questo anno
CLAUN: Perchè, Momo, Rumba, Tegola, Hop, Grandine, Sfix, Surì, Paco
La storia inizia il 24 dicembre, precisamente quando riparto da Piombino per ritornare a distanza di un giorno a Siena per essere lì, in ospedale il 25 dicembre, a Natale.....
Lungo la strada desolata e fredda, mi fermo per fare p........ ehm...... per controllare le ruote della macchina, e mi metto a guardare le stelle, non si vedevano bene, ma quelle che sporgevano dalle nuvole erano proprio decise a farsi vedere, e brillavano,brillavano, che quasi dovevo mettere gli occhiali.....e sembravano così vicine, da poterle toccare...... e si potevano toccare, wow!!!! Così ho pensato "perchè non le prendo e le regalo domani in ospedale.... ci pensi che bello che è un'ospedale con le stelle!!".......
Con il mio bottino sono corso a casa, ho preparato i miei vestiti, ho tirato fuori il naso, ho preparato la borsa....... ero solo in casa, ma c'era qualcosa nell'aria, un profumo, una musica........ non so cosa, forse era passato babbo natale....... ho provato a dormire un pò, ma ero elettrizzato, mi sentivo vivo all'ennesima potenza, quel qualcosa nell'aria mi aveva contagiato, ero stanco ma felice....... ero veramente felice......non vedevo l'ora che mi suonasse la sveglia per partire, per trasformarmi per poche ore in babbo natale......
In ospedale non poteva andare male, non ci potevano essere rifiuti, ero sempre contagiato da quell'atmosfera..... troviamo Gianluca, Alessio, Antonino, e altri bambini e bambine, alcuni spaventati da tutti questi claun, ma basta poco perchè partecipino ai giochi con te, c'è magia in tutto...... è Natale!!! Giriamo in lungo ed in largo l'ospedale, tutti ci vogliono, tutti ci richiedono, e noi accontentiamo tutti...... è Natale!!!
Regaliamo le stelle a tutti, posiamo una stella su ogni culla al nido, troviamo anche una mamma ancora da scartare...... per questo si merita una stella sul pancione....... e una particolare va a Sara, nata oggi, verso le 9/9.30....... e avete visto le due stelle negli occhi del babbo? Non ce le ho messe io quelle, ci sono andate da sole........
Sarei rimasto lì ancora e ancora e ancora, ma l'ora di partire era passata già da un pò............... Un grazie a tutti quelli che erano lì, questa mattina, lì a diffondere il profumo e la musica del natale.......Buon Natale a todos
Vi voglio Bene
Paco


NOVEMBRE 2004

Claun Chupa Chups
Ospedale: Ospedali Riuniti di Livorno
Data: 29/11/04
Reparti Visitati: Medicina Generale
Compagni d'equipe: Scoglio (angelo) Mastichino, Tippetta, Puffo
Amici libecciati, sono il vostro clown CHUPA CHUPS, sabato è stato il mio primo battesimo clown, dopo il meraviglioso corso a firenze che tanto mi ha lasciato dentro, ho deciso di voler intaprendere da subito l'attività in ospedale.sono entrao dal portone dell'ospedale e man a mano che mi avvicinavo al reparto pensavo dentro di me in che modo avrei potuto rapportarmi con i pazienti, come avvicinarmi a loro e man mano che mi avvicinavo questi pensieri erano ancora più forti e aumentava un pò la strizza.
appena arrivati al reparto c'è stata la notizia della morte di un paziente in una della camere in cui noi dovevamo entrare.
dentro di me la consapevolezza che andavo a fare del bene in quel momento si contapponeva alla situazione in cui ero e al fatto che non sapevo come comportarmi.
siamo andati tutti insieme a cambiarci e in un momento è come se un enorme macchia di colore e di gioia avesse invaso la stanza in cui eravamo.
Ci siamo divisi in due gruppi da 5 persone io ero con TIPPETTA, MASTICHINO, PUFFO e il nosrto angelo SCOGLIO.
All'inizio ero un pochino impacciato dato il fatto che era la mia prima esperienza in un ospedale e sono felice e ringrazio SCOGLIO di aver rotto il ghiaccio e di aver creato determinate situazioni in cui io cercavo di inserirmi.
la titubanza comunque è durata ben poco, perchè ogni persona che mi guardava neglio occhi, ogni gesto del paziente che apprezzava che qualcuno in quel momento dedicasse il suo tempo a lui, non faceva altro che buttare legna secca sul fuoco della mia anima che ardente di gioia cercava di regalare un sorriso. ho cercato nel limite del possibile di regalare un pò di me e del mio tempo e della mia voglia di vivere a chi in quel momento ne aveva meno.
ogni camerata era un esperienza assestante, un momento diverso dagli altri. le battute le gag, le scenette, si facevano trasportare dalla situazione e da quello che l'improvvisazione in quel momento ci suggeriva di fare.
Il momento più bello e più toccante è stato quando una signora al nostro arrivo ha iniziato a piangere dicendoci che eravamo stati mandati dal signore e che avrbbe tanto pregato per noi..... è stato veramente toccante questo momento perchè in un mondo dove sempre più ognuno pensa a se stesso e al proprio benessere avere un emozione così forte da una persona che neanche ti conosce ma che ti apprezza per quello che gli hai dato credo che sia bellissimo.
per trarre le mie conclusini volevo solo dire che con il gruppo con cui ero credo di aver legato abbastanza e mi sono sentito molto a mio agio, come dicevo prima ringrazio SCOGLIO per avermi iniziato a questa esperienza e ringrazio tutte le persone e tutti i libecciati che con me hanno condiviso questa esperienza..... siete meravigliosi. Che il naso che mettiamo in ospedale sia per tutti noi uno stile di vita, viviamo in positivo. sono gasatissimo dell'esperienza fatta...... grazie mille vi voglio bene il vostro CHUPA CHIUPS

Claun Madrid
28-11-04
Luogo: Vimercate (MI)
ClaunS: Dudol, Profumilla, Gonzo, Madrid,
Non pervenuti causa neve/febbre/cavallette: Archimede
Ah, come mi sono divertito! E che misto di soddisfazione (per noi) e tristezza (per loro) sentire i bambini che, nel momento in cui si sono dovuti staccare da noi per il pranzo, ci hanno più volte chiesto "continuiamo a giocare nel pomeriggio?" ... in effetti è stato un servizio molto "giocoso", con tutti i bambini radunati nella sala giochi dell'ospedale, e noi ad improvvisare gags varie, alcune volte in perfetta sintonia, altre volte in perfetta distonia, ma con stesso esito comico.
Riflessioni sulla nostra performance: con Dudol è come se fossimo fratelli, non serve neanche uno sguardo per intenderci. Gonzo, con il suo "trucca bimbo", è riuscita a coinvolgere fin da subito tutti i presenti (bambini dell'ospedale, bambini visitatori, genitori, chi più ne ha più ne metta) e questo ci ha dato la possibilità di guadagnarci fin da subito la fiducia di tutti ... la Profu si è sparata una serie di palloncini da paura (peraltro tutti pessimi - eh eh eh) e si è ben coccolata un bambino piccolo piccolo, che ci ha fatto una visita in braccio alla mamma.
Considerazioni aggiuntive: c'è poco da fare, al di là tutto quanto si possa preparare, il successo del nostro impegno in ospedale dipende sempre dalla nostra capacità di improvvisare, avendo l'intelligenza di leggere bene le situazioni che si vengono a creare di volta in volta. Certo, la capacità di improvvisare si deve basare su solidi pilastri, che vengono in aiuto nei momenti in cui si è magari un po' a corto di idee (ad esempio, con Dudol abbiamo creato una gag con un palloncino, riciclando alcuni pezzi di quanto provato nell'allenamento di Mercoledi scorso). Claun Madrid - Dutur Claun Vip Milano
fedefico@yahoo.com

Claun Pisolo - Osp. Martini - Torino
27-11-04
Ciao a tutti i claun da parte di Pisolo.
Oggi vi voglio raccontare la giornata di sabato 27 al Martini e voglio farlo perche' ieri per me' e anche per gli altri, e' stata una mattinata fantastica. Abbiamo incontrato un paziente in Cardiologia che ci ha dato una carica e un'emozione mai provata.
Il Nome di questa persona e' Biagio e si trovava in cardiologia, era seduto e stava scrivendo piccole cose, barzellette, giochi di parole, storie.
Quando siamo arrivati ci ha messo subito a nostro agio ed ha iniziato a raccontarci barzellette, piccoli aneddoti rendendo la stanza molto molto allegra.
In seguito ci ha anche seguito e con noi ha partecipato a piccole gag tra noi e le infermiere.
Quando eravamo verso la fine del reparto lui si e' avvicinato e ci ha lasciato una lettera che avava appena scritto e poi se ne e' andato dicendo solo "e' per voi".
Ad ogni parola gli occhi si inumidivano e l'emozione era enorme, non sapevamo cosa dire o fare, ci siamo guardati e abbiamo deciso quindi di finire il giro e tornare per ringraziarlo. Appena arrivati nella sua stanza lui ci ha guardati e ci ha dato un'altra lettera che aveva appena finito di scrivere. Di nuovo un'emozione forte fortissima, noi gli abbiamo lasciato un nostro naso rosso (grazie SALSA) come ringraziamento da parte di tutti i clown di VIP.
Voglio per questo condividere con voi le Due lettere che ci ha scritto e ci ha dato durante il nostro percorso in Cardiologia lascio anche il suo indirizzo e-mail in caso qualche claun voglia ringraziarlo personalmente. Ringrazio anche i miei due compagni (Salsa e Armonica) che con me', si sono emozionati leggendo queste lettere.
LETTERA 1 - I PAGLIACCI
Sono quelle persone che hanno un cuore nobile, specialmente quelli che viaggiano girando ospedali visitando sia bambini che adulti portando per un po' tanta allegria in quelli che sono tristi e preoccupati.
Cercando di rendere felici anche se in quei momenti nascondono le loro emozioni e le lacrime vedendo chi soffre e si e' impotenti.
Non sembra, ma chi fa' questo lavoro, oltre che essere una persona umana e' una persona di spirito, di cuore e di una umanita' verso il prossimo infinita.
Pertanto vi dico vi voglio bene e continuate a dare il vostro amore. BIAGIO
LETTERA 2 - IL CLAUN IN OSPEDALE
Con un piccolo sorriso ti riempiono il cuore dei piccoli gesti che ti mostrano il loro amore con la sua simpatia anche il dolore scappa via, una loro parola vale piu' delle medicine.
Un piccolo e ridente discorso cancella le idee che ti sei fatto sul tuo male. Quando entrano nella stanza e' come se tu vedessi il sole,
l'arcobaleno dopo la tempesta.
Ti cambiano la vita l'umore per quei minuti che stanno con te'. Lo so' ti ritorna la malinconia quando vanno via, ma ti rimangono nel cuore ed e' sempre come una ventata di felicita' ed allegria.
Grazie Amici
BIAGIO

Claun Pingu - Osp. Bambin Gesù - Roma
16-11-04
Pingu in corsia.
Allora partiamo da qualche giorno precedente il sabato in cui sono stata per la prima volta in ospedale. Era lunedi e controllando la mailing list finalmente mi decido a prenotarmi per il sevizio. Mando una bella e-mail a
PePè: allora io sono diposnibile per il 13 e per il 27 scegli tu dove mettermi. Avendo già visto che il turno del 13 era pieno ero certa di andare a finire nel turno del 27....Invece Titta, che si era prenotata per il 13 rinuncia, causa contrattempi, e io sono in lista. PANICO. E ora che faccio. Inizio a controllare il materiale....uffa lo sapevo non ho ancora finito il camice, la mia tuta è ancora da aggiustare un pochino e mi mancano alcune cosucce. Faccio un scaletta delle priorità. Prima di tutto i vestiti. Visto che ho poco tempo e sono una schiappa clamorosa con ago e filo chiamo disperata mia zia (che invece è una maga) e piagnucolando un po' riesco a convincerla a darmi una mano con i pantaloni. Martedi mattina glieli lascio. Ora viene il problema del trucco. Mi manca sempre il fondotinta bianco. Mi ricordo che una di voi (non so nè il nome di battesimo nè il nome claun) mi aveva parlato di un negozio specializzato in cose del genere a piazza Cavuor. Detto fatto mercoledi pomeriggio mi armo di santa pazienza e uscita dall'università mi incastro sul Lungo Tevere alla volta di Piazza Cavour. Dopo un'ora di traffico arrivo all'agognata meta giusto 3 min prima della chiusura. Lascio la macchina in terza fila (unico posto disponibile), tanto ci metto 3 secondi, penso. Invece no. La gentile signorina del negozio alla mia richiesta del fondotinta bianco esclama:"ANCHE TU!!! Ma dimmi c'è qualcosa di strano in giro, sei la 10 persona che viene qui in pochi giorni a chiedermelo...
L'ho quasi finito, guarda ne ho solo due confezioni". Rapidamente le spiego del nostro progetto (anche perchè pensavo sempre alla mia macchina in terza fila al centro di Piazza
Cavuor) e lei mi attacca bottone. Ma che bello, che bravi e bla bla bla.... Giovedi scrivo un e-mail a PePè chiedendigli informazioni sull'orario e sul luogo d'incontro per sabato, ma non mi si fila!!!!! Venerdi ormai nel panico mando una mail direttamente a tutto il gruppo sperando in un segnale...E arriva. PePè sentendosi pizzicato mi telefona addirittura!!!!
Dopo avermi istruita ben bene ci salutiamo con un "A domani". Sabato mattina sono ancora in giro per le rifiniture: salviette struccanti, disinfettante per le mani.... Torno a casa all'una passata e devo mangiare, preparare tutto e correre alla volta del Bambin Gesù. Mia madre, che pensava dovessi andare a correre la maratona e non a fare servizio in ospedale, ha preparato un pranzo di sette portate. E guai a non mangiare tutto. "Ma come te l'ho preparato con tanto amore!!!!" Ok, ingoio tutto come uno struzzo, mi preparo e alle 13:45 sono pronta a partire. No c'è sempre l'imprevisto in agguato. Stavolta è l'amico dell' università (che chiamerò Bestiolina per rispetto della privacy): "ti prego ho l'esame martedi mi servono gli appunti al più presto." Ok allora io sto andando (e gli spiego tutto velocemente) ci vediamo al belvedere del Gianicolo alle 14:20. Arrivo su fino alla statua lancio gli appunti alla Bestiolina e via di corsa all'ingresso dell'ospedale. Parcheggio in modo a dir poco tremendo. Sono le 14:30 in punto. Un record per me che sono una ritardataria cronica!!! Sulla panchina trovo Zorra e LaLepreMarzolina che chiacchierano, arrivano anche IeIa e Chiacchierino, ma di PePè e Paco nemmeno l'ombra. Li chiamo..."Si si stiamo arrivando, tranquilli."
Bene arrivano alle 14:50....alla faccia della puntualità!!!! Si sale in reparto. Facciamo un po' di anticamera, stanno pulendo la stanza dove ci cambieremo. Intanto inizio a guardarmi intorno. Sono al secondo piano di non so bene quale edificio, l'ingresso è tutto un cantiere. Al primo piano mi sembra di aver letto su una porta Nefrologia...chissà se andremo anche li ( e tra l'altro non ho la più pallida idea di che cosa sia). Siamo sul pianerottolo, incastrati tra l'ascensore, la porta che immette nel reparto di cardiologia e quella del reparto di oncologia. Provo ad immaginarmi come possa essere un reparto di oncologia pediatrica, ma preferisco non saperlo. PePè nell'attesa ci fa le ultime raccomandazioni. Siamo tutti un po' silenziosi...per timidezza, per timore, per rispetto.
Alla fine entriamo...Ecco la stanzetta, veramente "etta" dato che in 7 ci stiamo un po' strettini. "Cambio promiscuo" esordisce PePè con l'occhietto fino!!!! Inizia la vestizione...ed un mondo colorato si impossessa di noi. Chi tira fuori calzini a strisce di colori improbabili, chi magliette a fiori....Io, che come al solito sono una pasticciona, in tre minuti riesco a creare il panico: faccio cadere due sedie, tento di sistemare il tappo del disinfettante ed invece ne faccio uscire mezza boccetta senza peraltro riuscire a chiuderlo, tento di sabotare l'operazione trucco degli altri urtando (involontariamente) i loro specchi. PePè mi guarda con aria rassegnata. Tutti pronti. Paco scatta una foto e via in reparto. Tre di la e quattro di qua. Bene inizia l'avventura. All'inizio sono decisamente impacciata, mi sento come un elefante in una cristalleria, ma non sono agitata. Osservo molto Paco e come si muove.
Usa molto la mimica soprattutto all'ingresso in stanza, poi inizia a parlare ma a voce molto bassa ( io di solito urlo come un'aquila). Tenta di fare qualche gag con Zorra. Entrano subito in sintonia. Io mi sento ancora spettatrice ed invece Paco mi chiama in scena.Senza pensare troppo a che dire o che fare, mi lascio trasportare. FUNZIONA!!!!!!! Tra una gag e l'altra giramo tre stanze. Vediamo di tutto: bimbi piccoli, altri un po' più grandicelli, altri decisamente adolescenti. Tutti hanno qualche tubucino che gli esce dal petto. Io osservo, ma non guardo, vado direttamente agli occhi al viso. Cerco di capire se gradiscono la nostra presenza o se siamo intrusi e basta.
I
n una stanza più grande delle altre ci tratteniamo per un bel po'. Mi legano come un salame, reagisco, mi sciolo, faccio il mio famosissimo numero del salto con la corda. Paco è sorprendente. Rimarrei incantata a guardarlo per ore. Invece no. Come mi fermo mi tira subito in gioco. Abbiamo girato tre stanze: nella prima c'erano un pupino(Riccardo) di forse 10-11 mesi che stava solo in braccio alla mamma; una bambina(Ludovica) di 10 anni che non ci ha dato confidenza, ma ci scrutava ed intanto giocherellava con il suo puzzle; un ragazzo di 15-16 anni (Andera) che a parte un paio di battute all'inizio tanto per rompere il ghiaccio, è riuscito a guadagnare la porta e a svignarsela. Nella seconda stanza c'erano 4 letti: sul primo sdraiato sul fianco c'è Emiliano: 8 forse 9 anni, un visino stanco e dei capelli bizzarri che Orazio (il barbiere) si era divertito a decorare con righe a zig zag; io e Paco abbiamo tentato di riprodurre lo stesso effetto su Zorra ma con scarsi risultati a parte la sua calvizie!!!! sul secondo una pupina di qualche mese che dormiva e ogni tanto starnutiva; nel letto all'angolino una bambina indiana che tirava baci e picchiava tutti con il suo palloncino a forma di cuore; con tutta la sua famiglia indiana ci siamo fatti delle bellissime foto di gruppo; nel quarto letto di fronte alla finestra un'altra bambina di 15-18 mesi ci guardava e rideva alle nostre malefatte.
Nella terza stanza (la più grande delle tre) c'erano 4 bambini: Annamaria, di 4-5 anni che avevo conquistato con gli occhiali di Paco (anche se mi preferiva senza); un bimbo di pochi mesi che dormiva; un ragazzino di circa 10 anni che si è divertito ad interagire con noi; un altro ragazzino di 11-12 anni che ha riposato per tutto il tempo. Torniamo nel corridoio senza sapere bene cosa fare e troviamo gli altri in quella che per noi (me, Paco e
Zorra) è stata la prima e l'ultima stanza del pomeriggio. Inizia uno scontro a fuoco tra PePè e Paco a colpi di troba, maracas, armonica e chitarra...Proseguiamo con il professore che vuole interreogare tutti, ma finisce per essere interrogato sul dilemma dell'uovo e della gallina. Passano altri minuti, alla fine ce ne andiamo con un po' di confusione: 7 in una stanza siamo troppi. Uno sguardo all'orologio, sono le 17:35. E' ora di andare, per oggi si chiudono i giochi. Peccato, penso, ora che avevo iniziato a prenderci gusto....ma ora, a casa, a mente fredda capisco che era giunto il momento di togliere il distrubo. Quando ci si inizia a sciogliere è il momento in cui si combina qualche guaio perchè si abbassa la guardia, ci si fa prendere un po' troppo dall'entusiasmo. Ormai la corsia non fa più paura, quindi è facile commettere delle leggerezze. Ok di nuovo nella stanzetta.
PePè ci chiede immediatamente le nostre sensazioni.
Poche parole. Sono ancora un po' frastornata. Ero già stata in reparto con i bambini con un'altra associazione di volontariato,ma essere claun è tutto un altro modo di sentire. Il naso ci unisce e ci protegge: è lui l'elemento chiave, vistoso e buffo. Una faccia con un naso rosso fa ridere solo a guardarla. Esco dall'ospedale ancora carica di adrenalina. Mentre torno a casa in macchina ed inizio a rilassarmi inizia un leggero mal di testa: lo sapevo. E' il prezzo da pagare per un pomeriggio denso di emozioni. Ora sono a casa: una tazza di tisana al tiglio e sono come nuova.
Pingu - Gruppo Applausi - Roma


OTTOBRE



CLAUN: Pernacchio

DATA: 24 ottobre 04
OSPEDALE: molinette - Torino
REPARTI: il primo mi sfugge, oncologia, psichiatria
COMPAGNI DI EQUIPE: Pimma, Kimba, Maggiolina (il migliore degli angeli), Sogno(il miglior ragazzo del migliore degli angeli), Alegrola, Gegè, Paciugo, Minni, Balù, Dory, Arietta.
CONDIVISIONE:
Finalmente le molinette...tanto attese ma tanto temute, e invece spettacolari. Già bello bello questo servizio. finalmente con il mio angelo che mi ha dato tante dritte (maggiolina non lo dico a nessuno che non sai fare la coccinella stai tranquilla). Divisi in tre gruppetti siamo partiti in cerca di qualcuno disposto a sorridere, e caspita se ne abbiamo trovati... eravamo io dory maggiolina ed il mitico balù. Abbiamo girato il primo reparto con una sedia diventata magicamente automobile, chiedendo dove fossero la discoteca la birreria e la piscina (gioco finito quando uno mi rispose "non so mi spiace non conosco bene questo posto" e non scherzava!!!!). Abbiamo portato allegria (non il claun) in tutte le stanze dove ci hanno permesso di entrare e ci siamo divertiti tantissimo. Per fare alcuni esempi la stanza delle veline o velone (un po' spaesate ma felici), La stanza del signore dalle undici dita (bel gioco ma dopo un po' viene voglia di tagliarglielo questo dito in più). Per non parlare dell'artista 90enne che ha usato le sue poche forze per sorriderci, già, era proprio tenera. Forse un po' a lungo ci siamo fermati in questo reparto ma ne è valsa la pena. Facendo come pollicino abbiamo seguito i capelli lasciati per terra da sogno (non arrabbiarti dovevo farla questa battuta) e finalmente abbiamo trovato gli altri. Un salto in oncologia, qualche palloncino qua e là, riposo e su in psichiatria! Che spettacolo!!!! è veramente bello vedere una decina di claun cantare a squarciagola stonate come campane. Ho conosciuto in questo giorni dei claun fantastici e ringrazio tutti quanti per le emozioni che ho vissuto. Aggiungo un'ultima cosa: ho gradito la condivisione finale perchè essendo molto sintetica sono usciti i primi pensieri freschi freschi ed è stato interessante sentire quello che avevano da dire gli altri claun... un abbraccio a tutti
Pernacchio-Gruppo Fortunelli
Torino

Claun Gelsomino
23-10-2004
OSPEDALE:SPEDALI RIUNITI LIVORNO
REPARTO: MEDICINA 5° 1' e 5° 2'
ANGELO:PIPPO
COMPAGNI DI TURNO: LUCCICHINA e PIRIPICCHIO
Sono arrivata davanti alla porta dell'ospedale con molta meno tensione rispetto alla scorsa volta, avevo solo voglia di entrare e di portare un pò di gioia....dopo essersi cambiati siamo andati dagli infermieri che ci hanno detto che non c'erano problemi di degenze particolari....tutto nella norma...così armati di sorrisi smaglianti e palloncini siamo entrati nella prima stanza....l'atmosfera era cupa tra persone che dormivano e che stavano male, dentro di me è entrata la tristezza che voleva essere combattuta ma cosa fare in casi del genere...abbiamo lasciato qualche palloncino e siamo passati alla seconda stanza...anche questa era triste e mentre si stava facendo qualche battuta per sdrammatizzare....mi si è avvicinata una signora( parente di una malata di un'altra stanza) che mi ha chiesto se per favore si poteva non entrare nell'ultima stanza perchè c'era la sua mamma che stava male e che nemmeno lei sapeva come fare, in quel momento ho provanto un senso di impotenza incommensurabile......così quando siamo usciti dalla stanza, abbiamo deciso di fare anche l'altro reparto, il nostro morale era a terra....ma ci siamo riforniti di un bel sorriso e siamo entrati nella prima stanza, qui ci hanno accolto a braccia aperte abbiamo riso e fatto palloncini così come nelle altre stanze, anche le donne ci hanno accolto bene, mi sono avvicinata a una signora che si chiama Rosa la quale mi ha detto di essere stata una maestra e che abitava in grecia, non so per quale motivo ma mi ha fatto piacere sentire questa debole vocina che aveva voglia di parlarmi, perchè forse aveva bisogno di parlare e di avere un cotatto fisico.
Alla fine abbiamo fatto dei palloncini anche a delle signore buffissime che statavo aspettando di entrare a far visite. Prima di andar via le infermiere ci hanno detto che potevamo entrare anche nella stanza di un leucemico, l'unica cosa da fare era lavarsi le mani prima di entrare, così siamo andati entrando in punta dei piedi, pippo, come sempre, è stato veramente bravo scherzando sul nome del paziente e facendo palloncini dalle forme più strane. Devo dire che questo servizio e stato più duro, molte persone non avevano voglia di ascoltarci e di staccare, ma è anche vero che è un ospedale dove ci sono persone che stanno male, comunque, secondo me, l'importante è aver portato il sorriso anche questa volta.
GELSOMINO - Libecciati - LI


SETTEMBRE


Claun Paco - Osp. Isola della Scala (vr)
25-9-04
Angelo: Norina
ClaUn: Biscotto, Tipi Tapi, miss Calimera, Pa'o(trad: Paco)
Stamani mi ci è voluto un pò per alzarmi, molto probabilmente dovevo fare ancora i conti con il cambio di fuso orario.... :op Al dire il vero, mi sentivo agitato come uno che è agitato, però non mi stavo agitando, ero fermo, immobile..... Oggi trovavo altri amici in ospedale, non ho ancora capito se ero agitato per la contentezza di rivederli o se ero in preda ad una "ansia da prestazione".... ma comunque agitato e ansioso mi sono prestato....????? All'ultimo momento, una sorpresa: Biscotto presenta la SPECIAL GUEST.... (rullo di tamburi....) NORINA..... e come tutte le STAR, noi poveri claun mortali dobbiamo stare dietro a lei ed ai suoi tempi. Prima di iniziare, NORINA ci ha fatto vedere quanto è agile e snodata intrecciandosi su se stessa..... dopo noi abbiamo fatto vedere a NORINA, come siamo abili a strecciarla.... Andiamo al PS....... chi è che chiama?.... boh?, scusate, vado avanti, dicevo andiamo al PS..... ancora?......ma come è noioso quando la gente di fa PS, e poi fa finta di niente? io non lo sopporto!! ALLORA, DICEVO che siamo andati al PRONTO SOCCORSO, e norina sbanca tutti! Con lei non c'è concorrenza..... ma aspetta un pò..... ma mi stavano aspettando?!? Cioè il pronto soccorso è pieno di palloncini uguali a me!! Hanno le treccine in testa (anche se le mia sono di più!) e aimè, hanno anche il mio stesso naso......... Un dottore mi chiama, sicuramente vorrà il mio autografo..... che c'è?.....punture!?! NO, NO, NOOOOOO, (eh eh ci spedisco uno degli altri.... ehi, ma dove sono finiti?), mi accompagna trascinandomi gentilmente dentro, e dietro un sipario c'è una bambina che aveva un pò di paura, il dottore mi fa "Vero che le punture non fanno male?".....NO, A ME PIACE FARMI FARE LE PUNTURE OGNI TANTO, TANTO, TANTO, TANTO.... La bambina era contenta del claun, anche se aveva un pò di paura, per fortuna che è arrivata Tipi Tapi a darmi man forte..... Nel frattempo nel corridoio norina faceva conquiste, biscotto si è fatto il servizio fotocopiografico e miss Calimera ha seppellito tutti con le bolle di sapone e palloncini... In pediatria ancora la parte da padrona l'ha fatta norina, tutti i complimenti erano per lei... Cristian, un bambino ricoverato, ci ha detto che aveva un pò di aria nel pancino.... abbiamo creduto che avesse l'aria, ma non abbiamo creduto che avesso solo il pancino..... NON FINIVA PIù!!!!! Ma aspetta un attimo.... dove è finito il mio palloncino scorreggione!?! E' ora di andare dai nonni.... ma parlano in OSTROGOTO?!? Meglio avvisare che sono toscano, boia dè! Mi sono sempre chiesto come sto coi baffi.... qui c'è tanta gente.... perchè non provare?..... e lo sapevo!.... ma porc.... faccio ridere!! Accompagnamo tutti ai tavoli che è ora della pappa, dopo visitiamo i signori nobili che si fanno portare il pranzo a letto e alcuni fanno come gli antichi romani... si fanno imboccare!!! Ci proverò anche io qualche volta. Ma che succede?!? Dobbiamo andare via che ci hanno avvertito che stanno arrivando i carabinieri!!! Gracias a todos, è un piacere essere lì con voi, vi voglio bene in parti quasi uguali.....
Paco


claun: AKIRA
data: 18/09/2004
ospedali: Martini e Regina
compagni: Martini:Paciugo,Meringa Regina:
Paciugo,Fiammella,Balu',Birillo
Oggi per me e' stata una giornata veramente carica di emozioni... mi sono resa conto che dopo il corso vcoo inevitabilmente vedo le cose con occhi
diversi... e anche fare servizio e' stato diverso. Ho voluto cercare di mettere in pratica qualcosa di quello che ho imparato al corso, anche se non
ero a contatto con malati terminali (in fondo bisognerebbe comportarsi cosi' anche con chi non e' in ospedale!! ma quanto e' difficile??!!)... ovviamente
per quanto mi era possibile, visto che il tempo era poco e il lavoro che ho da fare su me stessa e' ancora molto!
La mattina ero carichissima e avevo voglia di fare servizio con i bambini...ho sempre pensato che mi trovavo meglio con loro... ma oggi ho dovuto
ricredermi perche alla fine, al Martini, sono stata con gli adulti ed e' stato bellissimo!
Forse anche grazie alla dolcissima Meringa che ha dato molto spazio a me e a Paciugo mi sono ritrovata a prendere tra le mie mani un sacco di mani, di
abbracciare e baciare (stampando guancie rosse a tutti!)un sacco di vecchiette e vecchietti e quando lo facevo vedevo che sorridevano come
bambini e mi guardavano fisso negli occhi e mi trasmettevano una sensazione di pace... una signora aveva le mani molli...sembrava che non avesse le ossa
nelle dita ma non so perche non mi facevano affatto schifo anzi avevo voglia di prenderle le mani (ovviamente delicatamente!!) e farle sentire il mio
calore e trasmettergli che non le sue rughe e le mani molli non mi avrebbero impedito di vedere il suo faccino simpatico e tutto quello che aveva dentro.
Anche oggi ho avuto la conferma di quanto le persone anziane abbiano bisogno del contatto fisico... nessuno li vuole piu toccare e loro lo sentono.. cosi
un gesto semplice come prendergi le mani li fanno felicissimi.. quasi si commuovono!. Ovviamente non mi sono solo data alle smancerie!! :)) ho dato
anche la mia solita dose di deficenza! mi ha colpito una signora che, con le lacrime agli occhi, ci ha raccontato che ha lavorato per una vita in una farmacia e le hanno dato una medaglia...
(o qualcosa del genere..) e poi ha detto di quanto sia importante fare le cose con passione perche si trasmette agli altri, ci ha spiegato che non ci
sono solo le cose materiali e queste cose si possono trasmettere... e ha detto che noi gli abbiamo trasmesso tante cose belle... e' stato
bellissimo!!! Mi e' rimasta impressa anche una signora che ho sentito urlare dal dolore misto tristezza da fuori e quando sono entrata ero quasi certa che ci
avrebbe rifiutato o come minimo nemmeno calcolato... quando siamo entrati e' rimasta un po stupita/scioccata anche se siamo entrati in punta di piedi...
cosi per tranquillizzarla le ho preso la mano e le ho parlato un po' dolcemente e quando mi ha fatto un sorrisone mi sono sciolta come un budino,
forse perche non me lo aspettavo proprio!!! secondo me merita una breve condivisione anche il pranzo con Paciugo Fiammella e Picchio al chiosco del Regina ...mentre provavamo dei trucchi di magia, si intromette nel discorso un signore che ci lascia tutti a bocca aperta.. perche inizia a farci vedere una serie di trucchi con carte,monete,sigarette con una manualita' e professionalita' da "mago Silvan"... infatti scopriamo che ha fatto per una vita l'animatore sulle
navi e ha fatto anche degli spettacoli proprio con il mago Silvan!!!!!!!!...
in effetti ,a guardarlo bene, aveva proprio la faccia da mago con sti baffetti da sparviero e questo modo di fare da galantuomo!!! cosi ci ha spiegato un trucco con la corda troppo bello che pur essendo semplice io ci ho messo una vita ad impararlo :'(((((!!!
cosi alle 3.15 ci incamminiamo e, piacevolmente sorpresa, vedo anche gente che non era segnata nei turni... ci dividiamo e partiamo carichi.....neanche
il tempo di prendere l'ascensore che sentiamo delle urla e pianti strazianti di una signora li vicino, con altra gente che la abbracciava.. ci ammutolisce tutti... intuisco che aveva appena ricevuto una brutta notizia e quelle urla mi sono entrate nel cervello e mi hanno fatto l'effetto di una coltellata al corazon... mi sono resa conto di quanto, a volte, noi claun non possiamo fare proprio niente perche' a volte il dolore e' talmente grande che deve essere vissuto in pieno... perforza... e l'unica cosa che puo servire e' un abbraccio..
"iniziamo bene!!!" penso io!!!! cerco di scrollarmi di dosso quella immagine e iniziamo dal 4 piano...
sara' stata la stanchezza...o non so che cosa... ma con i bambini mi sono sentita quasi bloccata... non sono riuscita a avere quella sensibilita' che
avevo avuto la mattina... mi sono resa conto che, le coccole e il contatto fisico, loro gia ce l'hanno dai loro genitori ecc... loro hanno piu bisogno
di distrarsi, ridere e essere coinvolti... cosi vedendo un libro sul letto di una bambina ho provato l'approccio che e' stato cosigliato nel corso.. ma
mi sono accorta che, visto che era ben disposta con noi, andavano forse meglio i giochi e gli scherzi che poi abbiamo fatto.
L
a parte piu dura per me e' stata neuropsichiatria infantile... ci accoglie subito un bambino di 4/5 anni (che credo parlasse ungherese) molto vivace e
un po aggressivo ma interagiva molto con noi...poi in una stanza c'erano due ragazze una sembrava incoscente anche se era seduta e l'altra aveva una
sguardo che faccio fatica a descrivere.. non diceva una parola si muoveva lentamente come una tigre in gabbia pronta ad attaccare chiunque si
avvicinasse... lo sguardo era pieno di rabbia e aggressivita' e io quello sguardo sinceramente non sono riuscita a reggerlo cosi sono uscita a giocare
con il bambino ungherese.
Nell'ultima stanza, dove c'era una ragazza, ho deciso finalmente di provare il trucco della corda che avevo imparato a pranzo e -... rullo di tamburi.....- mi e' riuscitooo!!!... sembrera' una cavolata ma non avevo mai fatto trucchi in ospedale forse per insicurezza e paura di sbagliare, e questa per me e' stata una piccola conquista!
...Lo so e' stata dura leggermi fino alla fine ma ci sei riuscito/a !!! :))) ma sciau
AKIRA - Vip Torino


AGOSTO


Nome: Rumba
mese di agosto
Ospedale: Ospedale pediatrico di malattie genetiche di Gornja Bistra - Zagabria - Croazia
Compagna di squadra for ever: Sciò
Considerazioni:
Settimana con studenti di medicina e un po' di altra gente. Non contavo di tornare in quell'ospedale dopo un anno dal mio servizio come scout, ma in mezzo è successo che Rumba ha iniziato a prendere forma e prima di portarci tutta la VIP, dovevo fare una prova, dovevo vedere se c'era posto per i claun lì dentro.
Il 25 arriviamo all'ospedale. I bimbi (più di 110 con malattie genetiche e non, di varia natura, cmq gravissime, di cui alcuni in coma vigile) avevano già cenato e per ora non poteveo far fare, quale responsabile del gruppo di 11 persone che avevo portato con me, il giro delle stanze, presentando le diverse situazioni a grandissime linee. Delle 13 stanze (osservando il numero di bimbi capite la densità di popolazione di quelle stanze), una è aperta e accessibile e facciamo capolino. Un paio di persone sono già pronte a tornare a casa e una esce piangendo per ciò che aveva visto.
La mattina dopo facciamo il giro. Le persone rimangono sconvolte per i primi 5 minunti, poi aprono il cuore e stanno al gioco. Inizia il miracolo. Fra quelle persone, già dall'assaggio della sera prima pronta al servizio, c'è Silvia Bruni. La mattina del 26 la passa con queste vesti e si abitua alla situazione, all'odore di pappa ed escrementi che pervade l'aria, al volto di macro e micorcefali, idrocefali, spastici, tetraparalitici, focomelici, autistici, down, cechi e sordi e molto altro, tutte patologie assortite in varia natura nello stesso bambino, dando vita a qlcn da cui, a prima vista, si vorrebbe solo scappare, qlcn che alla nascita è stato posato fra le mani dei medici dalla madre dicendo "Così non lo voglio, non potrei mai volergli bene, non ce la farei".
Non eravamo qui per quello. Il pranzo del 26 si impianta sul senso del claun lì dentro. Claun da reinventare, vista la situazione totalmente diversa rispetto agli ospedali in cui facciamo normalmente servizio. Claun nuovo: le magie, le giocolerie, i palloncini, non possono esistere, e così le gag, le improvvisazioni, le battute (anche per il problema che il croato non è proprio un dialetto italiano). Deve esistere solo il cuore con qualche arma che, senza il senso che normalmente le diamo nei nostri reparti abituali, deve riuscire a fare magie molte volte maggiori. Bolle, dito maracas, burattini da dito, organetto, chitarrino di fortuna rimediato nella casetta volontari, queste diventano le uniche 5 armi che possiamo usare, la musica arriva quasi a tutti i bambini, e il tatto a tutti. Dobbiamo provare, dobbiamo riuscire a portare il naso rosso lì dentro. Dentro a quello che la gente del posto chiama Il Castello della Vergogna.
Solo con Sciò mi ci sarei azzardato a provare. Rumba indeciso, Rumba poco fiducioso, Rumba spaventato. Sciò mi ha convinto a tentare. Va beh, andiamo. Aide ("andiamo" in croato)!!!!!
La prima stanza (la numero 13, l'unica al piano terra) è proprio quella della prima sera. Invece che i due volontari soliti, tutti i 18 volontari non-claun presenti vengono a vedere cosa succede se Sciò si scatena e se due folli (come già avevamo dimostrato) si mettono un naso rosso. Fra loro anche un tipo che era la nona volta che veniva a Gornja. Fra loro una persona che, dopo nove settimane passate lì, rimane a bocca aperta di fronte a ciò che succede.
Entriamo. I bimbi ci vedono. La ballerina, Ivo, Tanya, Nina. Si voltano stupiti. Toni, Ivana, Marco, Mario, Dalibor, Zore si alzano in piedi. Non era mai successo che tutti insieme, gli ospiti di quella stanza, forse la più casinista, rimanessero in silenzio e attenti osservassero qlcs. Beh, stavolta è successo. Osservavano noi. Inizia Il Rumba Sciò, o uno Sciò di Rumba, o la Rumba di Sciò, o in qualsiasi modo si voglia chiamare questa strana coppia. Insomma, entriamo in azione.
Il naso all'inizio preoccupa, spaventa, poi ci prendono confidenza e sorridono (i bimbi come il personale medico che si rivela entusiasta per questo esperimento e ne chiede il bis, chi ha orecchie per intendere intenda, gli altri in roulotte). Quel sorriso si trasforma presto in vera risata. Si trasforma in gioia e bellezza. Iniziano a ridere al claun. Iniziano a ridere a quella massa di colori e suoni completamente nuova e che non capiscono. Iniziano e ridere. A ridere. E continueranno fino a oggi, quando Sciò, dopo che l'ho lasciata ieri, sta salutando in questo momento i bimbi.
Si sale al primo piano: Stanza 1 e 2 degli infanti. In anticamera alla 1 c'è appoggiato il letto di Pavlic, Stanza 3 e 4 e 7 e 8 dei bambini. Stanze 5, 6 e 9 dei grandi (sui 18-20 anni), stanze 10, 11, 12 dei coma vigile con qualche aggiunta di incontenibili. 110 bambini e passa. Bellissimi. Stupendi. Sorridenti. Il chitarrino, a seconda della stanza fonte di arpeggi o tamburi, l'organetto di Sciò, la mia inseparabile maracas, a volte bacchetta per il tamburo-chitarra, e poi pupazzetti in movimento, ed il mio camice campo di giochi di Marina, la piccola sordo-ceca autistica che si tranquillizza solo se elisa, una volontaria, o io la prendiamo in braccio, la culliamo.
E Psyco, una nostra nuova canzone cantata per 1 ora e mezzo girnado per le stanze. Anche qui ci ritroviamo a intonare e cantare con le stesse parole inventate uguali contemporaneamente. Siamo belli. Brilliamo di luce riflessa del sorriso dei piccoli, alcuni dei quali hanno la possibilità di sorridere solo con gli occhi, occhi che scrutano e rimangono incantati da questi nuovi bellissimi colori, da questo naso rosso che è così bello da tirare per altri e così morbido per farci il solletico per altri ancora. La maracas è richiamo per Spadu, la chitarra che arpeggia mi rende pifferaio magico per un palio di carrozzelle, ognuna con un sondino nasogastrico al posto del pennacchio.
Sciò e Rumba riescono a stare con tutti i bambini, indistintamente. Ieri l'altro sera proviamo a scrivere nel diario di bordo cosa ci ha colpito. Anche un po' sorpresi riusciamo a fare una lista di quasi tutti i nomi con il commento di ciò che ci hanno lasciato. Sono tantissimi. Siamo ricchissimi. Ogni giorno c'è sempre più confidenza con questo mondo di colori e suoni e stimoli tattili che portiamo con noi. Ogni giorno c'è sempre più complicità, magia. Ogni giorno Sciò ed io siamo sempre più forti, sperimentiamo il deliro claun, in cui ogni parte di Silvia e Ignazio sono spariti, o si sono ripuliti di ogni cosa che non era loro. Restano Sciò e Rumba. Claun. Ninet'altro. Dal di dentro. Con il cuore in mano. Con gli occhi felici.
La sera le condivisioni con anche gli altri volontari, di cui alcuni basavano il rapporto con quei bimbi sulla pena, sul "come è possibile che Dio possa permettere che essi vivano?" e frasi agghiaccianti di questo tipo. La sera ciò che il giorno è pratica per 7 o 8 ore, diventa teoria e analisi del nostro ruolo là dentro. Quei bimbi sono la vera summa del nostro motto. Viviamo In Positivo, non è un nome, non è un modo di dire, non è uno scopo, un comandamento cui a volte si sgarra, causa le mille preoccupazioni fondamentali della routine per loro. Per quei bimbi Viviamo In Positivo è la Vita. Quella vera.
Quei bimbi sorridono. Non hanno malattie, Non hanno sofferenze per la loro "patologia clinica" se non ai nostri occhi. Sono stupendi. Sono speciali. Quei bimbi affrontano la vita con una positività che rimane a noi incomprensibile se non diventiamo con loro. Ci hanno insegnato che Vivere in Positivo non è poi così difficile, se te lo permetti, con o senza il naso rosso. Ce ne hanno insegnato il vero significato, loro che sono così al limite del nostro modo di vedere le cose. Ci hanno dato tantissimo. Alcuni pensano di andare lì e salvarli. In realtà devono solo farli divertire, sorridere, ridere a crepapelle. Alcuni pensano che sia la pena l'unica cosa che puoi provare di fronte a loro. Noi abbiamo provato solo la Gioia. La gioia di vederli ridere di fronte a noi. Non esistono emozioni negative lì dentro. Il Castello della Vergogna si è trasformato nel Castello dell'Amore. Il miracolo è avvenuto. è stato bello esserne testimoni.
RRRRRRRRumba

Claun Aquilone
Servizio del 01/08/04
Ospedale: Molinette di Torino
Reparti visitati: chirurgia vascolare, oncologia
Compagni: Paciugo, Fiammella, Aquilone
Domenica pomeriggio ore 15:25. Aquilone arriva all'entrate dell'ospedale e subito nota due figure dall'aspetto sinistro e inquietante, che sostando di fronte al cancello d'entrata, non risparmiano nessun passante sia in entrata che in uscita. Proprio così. Tutti devono subire i dispetti e le molestie di queste due claun, terribili !!
Ma per fortuna arriva un bianco. Sicuramente la situazione non potrà che migliorare. La disciplina e l'ordine regnerà nuovamente, sarà sufficiente uno sguardo del nostro tenero, inerme e buon Aquilone..eh..eh..eeeh !!!
Purtroppo il caldo estivo e l'inizio delle ferie, non permette di coprire tutti i reparti dell'ospedale. I nostri claun sono in tre!!
Viene deciso con metodo democratico di partire dalla chirurgia vascolare. Aquilone subito si rende conto che il pomeriggio sarà caldo, ma non per i 35 gradi segnalati alle 15:50, ma perché tal Paciugo e Fiammella messe insieme, hanno formato un nuovo patto, tanto che il patto della Santa Alleanza in confronto, era una riunione da circolo di bridge !!
Le prime stanze del reparto di vascolare presentato delle caratteristiche particolari: sono molto ampie ed i claun devono stare attenti a non perdersi tra loro, occorre sempre cercarsi con lo sguardo e sfruttare bene lo spazio onde evitare di non coinvolgere un degente, e favorirne così solo altri.
Inizialmente due macchiette dal volto vispo e furbetto, incominciano a "tormentare" uno a uno tutti i degenti della prima camera. Aquilone non può che intervenire mettendo un 'po d'ordine. Così si aprono le danze..ed ecco un meravigliosissimo spettacolo sensazionale d'alto circo: passano gli animali della savana, come la molfetta che stende la biancheria, lo gnu che fa ginnastica, il facocero che sbadilgia e dulcis in fundu...tenetevi...viene prontamente ordinato a Paciugo, che la giraffa possa "brucare" l'erba di fronte ad una splendida sequoia in fiore, ornata dalla rappresentazione di tal Fiammella
Vi lascio pensare lo sguardo d'Aquilone che si vedeva Paciugo cercare di "brucare" l'erba sopra una Fiammella/sequoia... terribile, terribile....!! E giù risate per todos... I degenti sono stati molto carini a partecipare con i claun per quello che potevano e si sentivano, particolare é stata l'entrata, o il tentatvivo d'entrata nella stanza di due simpaticissime signore, uno era Olio l'altra Stalio, viste le dimensioni....
Aquilone prima bussò alla porta senza farsi scorgere, mentre Cip e Ciop, così ribattezzate (Paciugo e Fiammella), continuavano costantemente a ridere appena le si guardava..ma anche se non le si guardava ridevano.... aaahh le droghe...!!
Insomma Aquilone bussa e non sentendo risposta da nessuno, lento lento sporge il suo nasino rosso in direzione della prima signora che lo guarda severa....Cominciamo bene, disse tra se !! Così ordinò ai suoi scoiattolini d'entrare e di "pensarci" lora...seeee !!La signora persisteva con uno sguardo profondo e risoluto, quasi a voler dire...ch'eccefate qua ? E mentre Cip&Ciop dispensavano sorrisi da istrice guatemalteco, Aquilone decise d'entrare e di fare una presentazione delle due claun.
Cercando di strappare lo sguardo dubbioso e inquisitore della signora (Olio..), Aquilone disse che si sarebbe fatto tutto "sotto voce", senza svegliare l'altra signora che apparentemente sembrava dormire...e appena venne ordinato a Cip e Ciop.. "sotto voce"..., ecco che la pazzia claun si evidenziava, Paciugo si blocca quasi da mimo e lentamente incomincia a scendere verso il basso mentre Fiammella appoggiandosi sopra incomincia a parlare con foce bassa..."sotto voce"... Credetemi che la signora a vedersi recitare di fronte a lei una scenetta stra-improvvisata da questi tre baldanzosi claun e scoppiata a ridere a crepapelle, costringendo Aquilone ad uscire dalla stanza colto anche lui da un attacco di riso continuo. Emozionante !!!
Purtroppo nell'ultima stanza sempre in vascolare, aimé una visione decisamente forte si presentava ai tre. Antonio un ragazzo spostato da poco, apparentemente di 22-23 anni, assistito da una dolcissima e tenera mamma (era una chioccia per come se lo accudiva!!) ci accoglie con un dolce sorriso e spegne il televisore per renderci più facile la nostra presenza.
Cip e Ciop restano per un attimo attonite e perse nell'iniziativa. E come non darle torto....Antonio così giovane, con due splendidi occhi verde intenso, con un sorriso rivolto alla vita, giaceva steso nel letto privo dell'arto inferiore sinistro e con un marchingegno degno della NASA per il suo povero arto superiore sinistro. Sinceramente l'occhio non ha potuto non registrare tale immagine.
Bhé che si fa ora...Aquilone ripropone l'Aquagliummm...yeeeeee !!! I due "scoiattolini" si rianimano perché devono entrare nei panni, in ordine, del: sofficino Findus, della cozza marina, della cernia,. del paguro in vecchiaia etc...risate por todos..
Saluti e scherzi finali, i tre escono percorrendo tutto il corridoio senza emettere un solo suono. I loro cuori elaboravano la tristezza di tanta cattiva sorte per Antonio, che donava il suo sorriso ad ogni improvvisazione dei claun.
Oncologia. I tre si imbattono in un cordiale signore semi sdraiato che sta ricevendo già una visita di parenti/amici. Che si fa.?....Semplice...si prova un po' di micromagia d'Aquilone per vedere se ci sono spazi per far interagire il gruppo, e....BINGO !!
Inizialmente sembrava che la presenza dei tre fosse in più, tanto che restarono sulla soglia della porta. Ma dopo alcune magie, catturata l'attenzione del degente e dei suoi "ospiti", venne chiesto l'intervento e il repertorio artistico anche di Cip e Ciop. (per chi si é messo in collegamento solo ora..., Cip e Ciop sono sempre Paciugo e Fiammella, ribattezzate dal buon, tenero e magnanimo Aquilone, causa le marachelle e l'indisciplina mostrata dalle due cospiratrici in arte due Augustelle.....).
Così Aquilone si ritrasse dalla ribalta, e sembrava che il degente volesse continuare alla visione di micromagie... maaa...
ma si ripartì con una storia incredibile, le due "bamby" si ritrovaro come d'incanto, gettate all'interno della savana, dove animali straodinari prendevano forma lentamente....e poi ancora e ancora....la giungla...e di nuovo la profondità degli abissi....
Grande show!!! Raggiunto il pick-stay, i tre salutano e felici si preparano per la stanza successiva. Altra difficoltà.
Tre degenti, due mal messi e uno non reattivo, parenti attorno ad assisterli. Siamo in una di quelle situazioni che Aquilone definisce di caos.
Troppe persone, pochi claun e lo spazio "scenico" mal distribuibile causa gli spazi. Che si fa ? Semplice. Si gioca a palla volooooooooo !!!
Mentre Cip & Ciop gonfiano 3 palloncini, Aquilone ordinava, meglio, coinvolgeva i parenti, a posizionarsi eretti ai piedi del letto dei tre degenti, allungare le braccia fino a toccarsi e...via con le partite...... Spettacolo per tutti...
La vitalità e l'energia impiegate da Paciugo e Fiammella sono state determinanti durante tutto il servizio. Sempre pronte a reagire anche quando il cuore non avrebbe voluto vedere, sempre pronte a sorridere generosamente a tutti. Durante i passaggi nei corridoi, hanno "importunato" chiunque si trovasse lungo il loro sguardo: belle e brave, brave e belle !!
Giunte le 18:50 i nostro claun arrivano stanchi, sudati marci e assetati al bar dell'ospedale. E mentre saggiamente Cip & Ciop si dissetano con una lemonsoda, la "volpe" Aquilone compra l'ultima bottiglietta di thé al gusto di menta e ginseng....proprio bravo !!! Hanno rischiato di ricoverarlo per una lavanda gastrica dallo schifo immondo del mix di gusti, bleeee !!!
Ancora più di una mezzoretta tra relax e condivisione del servizio, e felici e contenti, i nostri claun presero la via del rientro.
Grazie per l'attenzione.
Aquilone


LUGLIO


claun CriCri
31 luglio 2004
Chiara Onofri
Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma
Reparto: Cardiologia
Compagni di viaggio: Sugar, Papascia e Pepè
La giornata di CriCri purtroppo non è iniziata molto bene: è stata tutta una corsa e, nonostante tutto ho perso l’autobus che, ovviamente, è passato molto in anticipo… a quel punto è subentrato il panico!!!! Ormai avevo perso il treno e prendendo il successivo sarei arrivata troppo tardi… a quel punto ho deciso di prendere vie traverse: sono corsa a prendere l’autobus per Roma e da lì ho preso la metropolitana… Per fortuna nel frattempo ho sentito Pepè e ho saputo che eravamo tutti un pochino in ritardo… Per fortuna non troppo tardi: dopo mille “avversità” ce l’abbiamo fatta!!!! Ci siamo ritrovati: è stato bellissimo riabbracciare Sugar e Papascia e, ancora di più conoscere Pepè…… Nonostante la stanchezza esagerata del viaggio ed il caldo allucinante, quasi puntuali siamo arrivati sani e salvi all’ospedale… Non ricordavo che il Bambin Gesù fosse così grande e così… affollato…
Appena arrivati al reparto di cardiologia ci siamo cambiati velocissimamente e siamo subito partiti all’arrembaggio…… Ero piuttosto agitata e lo sono stata fino alla fine del servizio!!! La situazione fortunatamente era piuttosto tranquilla (se così si può dire): abbiamo chiesto se c’erano stanze con situazioni particolari ma ci è stato risposto che potevamo visitare tutte le stanze…… E invece, abbiamo inscenato un vero e proprio spettacolo in una stanza piccolissima dove tutti erano attentissimi alle nostre azioni, parole… Purtroppo mi sono sentita molto a disagio, non mi sentivo all’altezza e forse, come mi hanno fatto notare i miei compagni, ero attenta ad osservare… Non lo so… ho pensato che è tutto normale, considerando che è stato il Battesimo di CriCri…
Le emozioni più forti le ho provate vedendo tre bimbi neonati appena operati e tanti piccoli in difficoltà… e una grande tenerezza guardando lo sguardo dei genitori: trasmettevano un tale amore, avevano una tale delicatezza nel tenere tra le braccia i loro piccoli…… È così bello vedere così tanto amore nella sofferenza… Ho avuto un brivido lungo la schiena quando un bimbo di circa 9 anni Luca, alla domanda di Pepè su cosa volesse (riferendosi al palloncino), ha
risposto: “un cuore”…… avrei voluto piangere… c’è stato un secondo di esitazione ma poi è tornata la magia…. È stato bellissimo vederli sorridere; alcuni si sono divertiti un mondo, altri un po’ meno ma a tutti siamo riusciti a strappare un sorriso! Alcuni ci aspettavano addirittura, altri non finivano più di dirci grazie…… Al solo pensiero sento ancora quella tenerezza nel cuore… Abbiamo concluso il servizio con qualche canto o ballo e tantissimi palloncini!!!!!!!!!! Scusatemi se mi sono dilungata un po’…… spero almeno di essere riuscita a trasmettervi almeno in parte tutto quello che ho provato io…. Voglio dire grazie ai miei fantastici strepitosi compagni di Battesimo nonchè amici ed angeli custodi che non hanno mai smesso di tenermi la mano… Spero di rivedere presto in casa mia Sugar e Papascia e non vedo l’ora di condividere il prossimo servizio con Pepè: felice di averti conosciuto!!!!! Con tutto l’amore del mondo…
CriCri

Foglio presenza gruppo servizio chirurgia I e II.
Data : 31 Luglio 2004.
Reparti : Chirurgia I e II e Riabilitazione.
Ospedale: Santa Maria Nuova.
Componenti équipe: Favola , Boheme, Dumbo.
Condivisioni:
Boheme
Una signora che la scorsa settimana ci aveva rifiutato, o meglio ci aveva mandato via una sua parente, oggi era serena alla nostra presenza. Ci ha detto che era contenta perché anche lei nella sua vita aveva sempre cercato di far del bene agli altri. Ci ha anche detto che siamo degli angeli custodi. Il servizio in generale è andato bene, ero a mio agio e tranquilla. Dumbo. Avevo un po' timore per la chirurgia, ma mi sono trovata bene, ero tranquilla. Riabilitazione mi è piaciuto molto, è splendido come le persone ci aspettino proprio. Lì quando passiamo nel corridoio ci fanno segno di entrare, ti senti molto accolto. Favola. Ho sentito una grossa difficoltà: in una camera una signora ci ha rifiutato mentre nella stessa stanza un'altra signora ci ha salutato con un bel sorriso. Non sapevamo come fare, per rispetto dell'altra signora abbiamo deciso di lasciare solo un palloncino. Come si potrebbe fare in questi casi? Ho pensato che chi vuole potrebbe preparare un foglietto (tipo pergamenina) su cui scrivere, per chi ci magari non ci vuole o ci voleva e il compagno non ci ha fatto entrare, un pensiero di speranza, di gioia, da leggere nei giorni successivi, durante la settimana.

Foglio presenza gruppo servizio pediatria e riabilitazione. Data : 31 Luglio 2004. Reparti : Pediatria e Riabilitazione.
Ospedale: Santa Maria Nuova.
Componenti équipe: Pallina, Gonzo, Ciuchino..
Condivisioni:
Gonzo:
è stato un bel servizio cominciato senza far rumore, poi è stato un crescendo in entrambi i reparti. Non ci sono state grosse difficoltà, tranne con un bambino autistico la cui madre non ci ha voluto far entrare e a cui abbiamo lasciato un palloncino. I bambini erano bellissimi, mi sembra che siamo riusciti ad entrare in comunicazione con tutti, anche con un bambina molto timida, che rideva di nascosto quando noi eravamo girati.
Pallina:
in pediatria abbiamo incontrato tanta tenerezza. Matteo ci guardava anche se faceva fatica per la gran botta al volto che sicuramente aveva preso cadendo; la mamma lo coinvolgeva tanto. Mi ha poi colpito la mamma del bambino autistico, che è stata un po' dura perché diceva che tanto asuo figlio non sarebbe interessato nulla, non avrebbe capito nulla.
Ciuchino.
I bambini del reparto si erano spostati quasi tutti nell'atrio del pronto soccorso pediatrico. Abbiamo scoperto una cosa: per evitare l'impatto dell'ascensore, che si apre quasi senza preavviso sul reparto, lasciandoci a volte colti di sorpresa, si potrebbero usare le scale a fianco. Si fanno solo tre piani e dopo, aperta la porta, si può vedere se ci sono molti o pochi bambini. All'inizio siamo entrati nell'atrio facendo solo delle bolle di sapone, e mi stupisco sempre di più quanto siano proprio le cose più semplici a piacere e a far stupire, come una gara alle bolle di sapone più grandi (questo vale anche per gli anziani). Poi abbiamo ballato con i bambini.
Mi sono trovato un po' in difficoltà nella stanza del bambino autistico: sinceramente oltre che lasciare un palloncino non mi è venuto in mentre altro da fare. Con Matteo poi, abbiamo giocato alla bolla di sapone magica, se la fai scoppiare dopo aver espresso un desiderio il desiderio si avvera. Volendo infine esprimere il servizio in riabilitazione in un sola parola: ACCOGLIENZA. Ma tanta tantissima.

Nome Claun: Bailarina
Data: 03-07-2004
FESTA DI ACCOGLIENZA PER I BAMBINI DI CERNOBYL -MARANO (MO)-
Compagni d'equipe: Tappo
CONSIDERAZIONI:Stasera servizio extra presso una cena organizzata per l'accoglienza di alcuni bambini di Cernobyl che vengono a passare un mese presso le famiglie che li hanno adottati a distanza.
La festa è organizzata da Andrea, presidente di un'associazione che lavora con l'handicap, in carrozzina da 20 anni, con una gran di vivere per donarsi agli altri...rimango subito incantata da quanta energia ha e dal messaggio che trasmette, molto simile al nostro.
Ci annuncia: "ecco a voi direttamente dal circo di Mosca due claun!!! "....e nella mia testa penso: "ecco è fatta, ci ha belli che incastrati! "I bambini ci guardano stupiti, li saluto con la mano e con un sorriso da orecchio a orecchio e loro contraccambiano calorosi. Raffaella, un'organizzatrice ci chiede se abbiamo bisogno di un'interprete per dire qualcosa e io rispondo che non parlo...venendo da tre settimane in Birmania ho imparato a comunicare efficacemente senza bisogno di parlare...il corpo e gesti parlano molto più chiaro!Non faccio in tempo a capire dove sono e cosa devo fare che mi ritrovo in mano un vassoio con piatti di pasta e mi viene detto di portarlo ai bambini....barcollando a destra e sinistra, con i bambini che ridevano di gusto sono arrivata al tavolo...fiù!...ma arriva il bello: sistribuire i piatti...eh sì, perchè ho la mano che trema tutta e la pasta rischia di cadere! Servita la pasta mi viene fame e così passo a chiedere un boccone...ma aimè rimango a bocca asciutta...tanto c'è ancora il secondo per provarci!
Mentre ceniamo parliamo con Raffaella e una famiglia che da anni vanno in Cecenia e in Biellorussia e ci raccontano un pò come funziona l'organizzazione degli aiuti umanitari, delle adozioni, dei pochi Pope che aiutano, del fatto che là vale più un animale che la vita di un bambino...E mi accorgo che tutto il mondo è paese, che dove c'è miseria e ignoranza funziona allo stesso modo, e mi torna in mente tutto quello che ho visto in India e in Birmania e riconfermo quanto ci sia da fare e da lottare per poter ottenere qualche cambiamento, di quanta gente di cuore c'è bisogno perchè le cose si facciamo, di quanto ci sia bisogno di gioia!Intanto in sottofondo ci sono le risate e le urla dei bambini che stanno giocando in un castello gonfiabile....ci vado anch'io!!!!!
Non lo avessi mai fatto....all'improvviso avevo tutti addosso che dopo avermi atterrata mi trascinavano e mi saltavano addosso...invano ho cercato di uscire e allora la mossa successiva è stata trasformare la loro foga in un qualcosa di meno doloroso: facciamoci il solletico! Non lo avessi mai fatto: tutti che affondavano le loro ditina per farmi il solletico e mi tiravano il naso. Però ero contenta perchè sui loro stupendi visini c'erano sorrisi enormi!
Poi magicamente si sono un pò calmati, da venti che ne avevo addosso, erano rimaste solo 5-6 bambine...dove sono finiti tutti???Mi guardo attorno e vedo che ora i bambini stavano saltellando attorno alla bocca di uno squalo...guardo meglio e sotto c'era Tappo!
Mi butto a terra dalle risate, la situazione era disastrosa ma mi stavo veramente divertendo insieme a loro! Ne prendo un pò per mano e cominciamo a saltellare e a urlare insieme...quanto devono sfogarsi questi bambini, quanto bisogno di affetto e di divertirsi!
Usciamo un attimo perchè c'è il cocomero: mi rimetto le scarpe, una mia e un sandalo di una bimba che tutta contenta mi porta a fare il giro dei sui amici per fargli vedere che avevo una sua ciabattina...mi stavo sciogliendo...Sempre con al seguito le 5-6 bambine che non mi mollavano le braccia un secondo comincio a chiedere pezzi di cocomero...all'inizio tutti che nascondevano il oro pezzo, poi hanno scoperto un bel gioco: rimpinziamo il claun di cocomero! Mi hanno fatta sedere e mi riempivano in continuazione la bocca di cocomero, senza quasi darmi il tempo di mandare giù...ma nonostante la panza che tra un pò esplodeva, ero contenta, perchè loro erano contenti!All'improvviso nel cielo appaiono i fuochi d'articio: a me piacciono tantissimo e poterli guardare stringendo quelle manine e soprendendoci ogni volta che colori illuminavano l'oscurità mi ha riempito il cuore...ero veramente emozionata...
E una manina che mi batte dietro la schiena: mi giro e c'era un ometto che mi stava sfidando in una rincorsa. Sfida accettata, così con le bimbe al seguito ci mettiamo a rincorrerlo...poi il tutto si trasforma in un trenino che gira tra i tavoli e tra i genitori adottivi che li guardavano con gli occhi brillanti.Torniamo nel castello e ci rimattiamo a saltare come matti, ma adesso c'è una novità: saltiamo urlando i nostri nomi: Anna, Vaijm, Stopa, Olga, Natasha, Alina...e Sara....che bello sentire il mio nome pronunciato dalle loro vocine squillanti...sarei andata avanti tutta la notte in quel modo!Ma purtroppo era tardi e pian piano i genitori venivano a chiamare i bambini, allora con Tappo ci siamo messi a fare i palloncini...spade, cagnolini, gatti, coccinelle, fiori, cuori...e soprattutto tanti baci ricevuti.Quello che mi ha dato più soddisfazione è stato il bacio di Vaijim, il bambino che mi sfidava a rincorrerlo e che me ne faceva di tutti i colori, il sentire parlare Olga, la bambina di Raffaella che aveva detto che non spiaccicava una parola, il vedere Raffaella sgranare gli occhi quando la sua bambina mi diceva il suo nome e mi salutava... E' tardi, i bambini sono andati via, ma nei miei occhi rivedo tutti i loro visi, i loro sorrisi, le loro facce stupite e contente...nelle mie orecchie risuonano le loro risate e i loro urli...sulle mie braccia sento ancora ben attaccate le loro mani...
Sono stanca ma ho il cuore veramente pieno di gioia e sul viso scende una lacrima, perchè sono sempre più convinta del potere di un naso rosso, di quello che un sorriso può regalare, e a quanto è bello donare se stessi incondizionatamente!
Grazie!Col sorrisoBailarina(Modena)

Nome claun: miss Calimera
Data servizio: sabato 3 luglio 2004
Ospedale: Isola della Scala - Verona
Reparti visitati: Pediatria, Ginecologia, Casa di Riposo Compagni d'equipe: Mary Poppins, PèPè e Paco Special guest: i pantaloni di Pistacchio!!
CONSIDERAZIONI SUL SERVIZIO:
Condivido… quanto tempo che non lo faccio! Mica per pigrizia, è solo e alle
volte quello che provo ai servizi è così forte che mi diventa impossibile
scriverne. Poi spesso passo periodi in cui tutta quell'energia mi serve per
il cuore e per la mente, e scusate ma… me la tengo stretta stretta!
Quello di sabato è stato un servizio speciale di quelli che per vari motivi
mi fanno battere il cuore talmente forte da sembrare che ci sia qualcuno
nascosto in qualche stanza che suona i bonghi!
Le emozioni per me hanno tutte un gusto ed un profumo particolari e quelle
di cui vorrei parlarvi profumano di borotalco ed hanno il gusto dolce e
forte del caramello.
Paco e PèPè dei clowndestini (si scrive così??) erano in visita qui a Verona
questo week end… come non approfittarne per fare servizio insieme?! Uno straordinario scambio e confronto: Mary Poppins di origini bresciane,
Paco toscano, PèPè pugliese/campano e miss Calimera un mix di
venetolombardiapuglia… il tutto shekerato e servito fresco come una bella
fetta di cocomero!Che cado!!La magia è iniziata sotto la casa di Mary Poppins… che non ha sentito la
sveglia e si è fatta un po' aspettare, così sfatiamo il mito che Mary
Poppins è sempre precisina e puntuale! Ma vederla arrivare da lontano che
meraviglia!!! Bellissima!
Nel frattempo Paco&PèPè intrattenevano gli automobilisti giocolando,
legandosi agli alberi e pedinando i vecchietti che passavano. Arrivati a Isola nell'ingresso abbiamo trovato Anna che con i suoi occhietti
a mandorlina e le guanciotte paffutelle tempestate di lentiggini e il nasino
all'in su ci ha detto che proprio quella mattina era nata la sua sorellina!!
E con che tono gioioso ce l'ha comunicato!
E' venuta con noi in pediatria a farci da assistente, ma poi l'ho
riaccompagnata dalla mamma con la promessa di ripassare a trovarla più
tardi.In pediatria c'erano pochi bimbi… e noi siamo felici quando è così!! Sofia aspettava la visita del dottore ipnotizzata dalle nostre facce
colorate le bolle e i palloncini e da un pagliaccio spilungone che non è
capace di dire la "C"!!Abbiamo scoperto una cosa nuova!! che le mamme… ma proprio tutte!… hanno un dito magico, voi lo sapevate? E' vero, eh! Ce l'ha detto Mary Poppins!!Da una stanzetta arrivava il pianto di una bimba che quando ha visto PèPè e miss Calimera sulla porta per un attimo ha smesso… lei voleva tanto ridere, ma
c'era la febbre dispettosa che le faceva scendere lacrimoni grossi come
caramelle!In fondo al corridoio c'erano i piccini in vetrina, frugolini addormentati. Due batuffoli rosa e un cioccolatino, e delle infermiere dolci che si
prendevano cura di loro.miss Calimera se n'è stato un po' lì con loro, col naso rosso spiaccicato a quel vetro e si è fatto rapire da quelle manine minuscole… chissà cosa sognano i bimbi così piccoli mentre dormono? Muovono le ditina, fanno le smorfiette… chissà a cosa pensano?C'era un po' troppo silenzio… ho pensato "o mamma! I miei fratellini clown se ne sono andati e mi hanno lasciato qui!" Giro l'angolo e sorpresa! Sono lì in corridoio tutti e tre ma c'è silenzio!Avete mai assistito ai fuochi artificiali senza i botti?
Luci colori magia gioia… senza rumore.Tutto dolce e ovattato… che spettacolo!!!Abbiamo fatto un giretto anche in maternità, siamo passati a trovare Anna e la sua splendida sorellina e poi un salutino veloce a tutte le neo-mamme che erano proprio tante!! Una festa di fiocchi rosa e azzurri!Siamo poi passati dai nonnini che già erano in processione per il pranzo, ma che come sempre quando ci vedono, ci hanno accolto con sorrisi abbracci e calore.La nonna Maria ci bacia tutti è così contenta quando siamo lì che sembra una bambina, quasi salta dalla gioia e ci raccomanda di tornare presto. Anche al secondo piano sono già pronti per il pranzo, entriamo nella saletta e una nonnina esclama "che strani camerieri abbiamo oggi!"Il pranzo stà per essere servito, c'è solo il tempo per un salutino veloce, un valzerino suonato dalla magica trombetta di PèPè (no dico… ma chi è Luis Amstrong?!?) …e via, torniamo a casa. e come al solito me ne vado con la strana sensazione di camminare su un pavimento fatto di quegli strani dolcetti gommosi e soffici, quelli rosa e bianchi, avete presente?
I muri dell'ospedale sono panna montata e gli occhi dei miei compagni sono
caramelle dolci e colorate.Con amoreVostra miss Calimera

Nome Claun: Tallone
Uscita extra
Data: 03/07/2004
Luogo: Casa di riposo Marostica
Angeli: Scintilla, Zizzola, Garzetta
Compagni di equipe: Tegolina, Bombo, Bocciolo, Rossetto, Viola, Andale, Iride, Tiket, Spirit Considerazioni: La giornata si apre con un frenetico lavoro di produzione industriale di rose finte.. Cosi` mi prendo in ritardo e quasi non mangio per arrivare a casa di Rossetto.. Arrivato pero` ero l'unico gia` pronto
quindi vengo arruolato dalla stessa Rossetto come cartello di indicazione agli altri clauni per evitare che si perdino. Vado in statale per aspettare
I dispersi. Mentre sono li` che aspetto scopro che la gente mi saluta dalle macchine! Incredibile! Cosi` contento mi metto a salutare anche io! Nel
frattempo arrivano tutti. Partiamo alla volta della casa di riposo.
Arrivati al parcheggio terminiamo gli ultimi preparativi e decidiamo di partire! Arriviamo camminando in fila indiana ovviamente da bravi claui in modo disordinato. Lo spazio e` piuttosto piccolo ma riusciamo lo stesso a cominciare con le nostre sigle. Quattro dietro fila! Alla fine siamo gia`
tutti esausti per tutti I salti fatti. Comincio allora a salutare gli ospiti uno per uno regalando a ciascuno una delle mie favolose rose profumate!
Sembra che siano molto apprezzate sopratutto dalle signore.
Coninuiamo cosi` a saltare e festeggiare. Nel frattempo io e Bombo proviamo dei Ciapa Ciapa ma decidiamo di esercitarci ancora, prima di poterlo
sfoggiare agli ospiti. Allora proviamo il pestone insegnatoci da Lando e sembra che funzioni bene. Purtroppo non ci aveva visti nessuno.. Nel
frattempo compare Bocciolo dal nulla e mi afferra per l'orecchio come insegnatoci al corso. Anche questa volta funziona e sembra che qualcuno ci
abbia visti! Cosi` la festa continua ma con l'aiuto di uno degli ospiti! Un ragazzodowncon molta vitalita` si unisce a noi nel rallegrare la situazione.
Improvvisamente spariscono alcuni di noi ma scopro che sono andati a fare il giro delle camere. Un po' mi dispiace perche` sono stanco e magari se
andassi per le camere potrei riposarmi un po'.. Ma non importa continuiamo qua! Prendiamo alcuni degli ospiti e li portiamo sul palcoscenico
improvvisato ed io e Bombo ci improvvisiamo parrucchieri ma pochi si fidano del nostro esagerato pettinone. Il tempo vola e ci troviamo alla fine
dell'uscita. Cosi` aiutiamo a portare gli anziani dentro. Nel farlo io e Garzetta facciamo una gara e, dopo il lungo rettilineo del vialetto passato
a cercare di raggiungerla, riesco a superarla prorprio in ultima grazie ad un ingorgo!

Foglio di presenza di Momo
Nome Claun: Momo
Data servizio: 3 luglio 2004 8,30 - 12,30
Luogo: Ospedale Le Scotte (Siena)
Reparto: pediatria, chirurgia e ematologia pediatrica, geriatria e medicina generale Angeli : Momo, Sciò
Claun: Moma, Rumba e Margot
A Siena siamo al giorno dopo il Palio e fortunatamente Moma è
tornata dal mare e Margot ci ha fatto la sorpresa di venire.Abbiamo sperimentato con un po' di musica introduttiva e d'accompagnamento ed al ritmo di musica da circo abbiamo fatto il nostro ingresso nei corridoi dell'ospedale allietando tutti i presenti, bambini di tutte le età.Abbiamo iniziato a pediatria dove incontriamo il vuoto, chiediamo della caposala che ci ha indicato le stanze da visitare, ma ecco la nostra prima conquista "Joara" ben presto seguita da altri bambini accompagnati dai genitori. Maria Rosaria bionda albina con degli occhi pieni di sorpresa, fra la differenza di età e di problematiche ci siamo divisi i compiti
quasi individualmente con i bambini, con Sciò che ha fatto di tutto per darci una direzione ed un tema che potesse coinvolgere i più.Abbiamo concluso con una visita ad un paio di camere e ci siamo diretti verso medicina generale.Medicina generale abbiamo ritrovato la Bossini che dopo aver finito alcune cose pratiche ci ha dato via libera.Ci siamo divisi in due gruppi : Sciò con Rumba e Momo con Moma e Margò.La prima stanza che abbiamo visitato ci ha regalato la prima sorpresa : la nuova caposala giaceva nel lettino con tanto di flebo, aveva appena avuto un attacco d'asma, ma ha gradito la nostra presenza anche se ad un certo punto ci ha chiesto di non farla ridere perché aveva veramente difficoltà con la sua respirazione. Nelle camere successive e grazie anche alle storie di Margot ci siamo veramente divertiti abbiamo chiuso a geriatria cantando "Nel blu dipinto di blu".Siamo passati a medicina generale continuando a giocare fino a quando abbiamo incontrato Giorgio in una camera solo solo. E' stato molto contento di socializzare e quando ci ha raccontato quanto gli piaceva ballare allora abbiamo accesso lo stereo mettendo un ballabile e incredibile, si è subito esaltato con una presentazione che con l'arrivo di Sciò e Rumba è diventata uno spettacolo vero e proprio.Non potevamo chiudere meglio.Siamo passati alla nostra condivisione finale nel complesso molto positiva. E' vero che si possono fare tante cose in modi diversi, è importante anche esaminare qualche dettaglio che ha lasciato qualche punto interrogativo, ma essenzialmente dobbiamo anche renderci conto che con un sorriso sincero, con un cuore aperto e con un po' di gentilezza e di rispetto avviene quello che ci unisce con tutti i cuori del mondo, cioè quello che unisce tutta Vip Italia.

Calun drillo
3 luglio 2004
ospedale: RSA di Albinea
compagni di équipe: Bubba (angelo), Giambu.
Considerazioni:
primo servizio con due clown maschietti. Non c'è che dire, mi sono sentita coccolata. È stato davvero bello. I nostri tre modi di fare e di interagire con i pazienti, assolutamente uno diverso dall'altro, secondo me si sono incastrati alla perfezione. Devo ammettere che qualche volta, forse per una sorta di.. superiorità femminile (ahahahah!), mi sono lasciata un po' prendere la mano e ho esagerato un po', ma i miei angioletti hanno saputo riportarmi alla normalità con una gentilezza estrema! Abbiamo iniziato con il conoscere i pazienti, io mi ricordavo di molti di loro, essendo stata a fare servizio quindici giorni prima, e alcuni di loro si ricordavano di me. Così ne ho approfittato per fare conoscere i miei due amici.
La loro esuberanza ha contagiato quasi subito tutti gli anziani, e quando Bubba e Giambu hanno giocolato con le palline, l'attenzione e lo stupore erano alle stelle! Altro che i palloncini che avevo fatto con tanto orgoglio fino a pochi minuti prima! Ho preparato il numero di giocoleria dicendo di prestare attenzione a quello che avrebbero fatto da lì a pochi attimi i miei due compagni e che avevo speso tanti soldi per mandarli a scuola, ma in fondo ne era valsa la pena, se il risultato era quello! E tutti erano d'accordo con me. E che dire delle bolle di sapone di Bubba, con una mega pistola a..bolle! anche quello, un vero successo. E che dire poi di Giambu, che è riuscito a fare cantare una signora che camminava su e giù per la stanza, senza degnarci di uno sguardo e di una parola!
C'è stato un momento dove, guardandoci negli occhi, noi tre abbiamo proprio percepito il totale trasporto degli anziani verso la novità ed il divertimento. Una signora ha persino mormorato che dovremmo andare più spesso a farli divertire, un sabato ogni quindici giorni è troppo poco. L'atmosfera ha scaldato un po' tutti.. e se teniamo conto che c'era già un caldo insopportabile.. ad un certo punto credevo di svenire e mi sono messa a sedere, ascoltando la richiesta di Alberta, una bellissima signora sulla carrozzina che di continuo dice, "Allora, andiamo a casa?". Settimo, che ci guardava dapprima un po' sospettoso, ma al nostro commiato ci ha salutati agitando il palloncino che gli avevo regalato.
La signora Maria si è dimostrata dalla parte delle donne (della donna, anzi!). Non ha rivelato il suo nome a nessuno dei due, neanche sotto "tortura", e quando mi sono avvicinata a lei, mi ha sussurrato….. "mi chiamo Maria!!!" ed ha battuto le mani quando io, trionfante, ho rivelato il suo nome. Dalla stanza della ricreazione siamo passati alle stanzette e abbiamo incontrato tante bellissime persone. Con una signora visibilmente in pre-coma, abbiamo parlato della giornata, di come era fuori, del cielo, degli uccellini, del sole e del vento. Nel telefonino ho una suoneria con il canto degli uccellini e l'ho fatta suonare. Io stessa mi sono lasciata trasportare dalla fantasia. Basta davvero poco, a volte, per farli uscire dall'ospedale! sono sicura che la signora ha gradito, ha mosso una mano, quasi a affermarci che riusciva a sentire. In un'altra stanza abbiamo incontrato un parente che ci ha sconsigliato la visita e noi non abbiamo insistito. Ho fatto un palloncino per lui e per il suo compagno di stanza e Bubba li ha consegnati…..e qui la bellissima cosa!! Gli occhi, l'espressione del suo viso, hanno fatto sì che Bubba si fermasse un attimo…e lui era contentissimo di vederlo e ha persino spiaccicato qualche parola, in dialetto. Bubba e Giambu sono bravissimi a parlare il dialetto, io rimango incantata, perché non sono capace (mamma mia, quante cose che devo ancora imparare!!!!!). Morale….la soddisfazione anche di poter sfatare ogni tanto quello che le persone credono di poter fare o dire al posto di altre. Vedi anche l'esperienza della volta precedente con il figlio che mi diceva che la mamma non avrebbe mai riso e giocato con noi. Abbiamo visitato tantissime persone, non posso parlare di tutte, altrimenti vado oltre il limite consentito dalla legge.. di chi legge!! Ma una parola per la signora Letizia ci vuole. Montanara, di Minozzo, ci vorrebbe a casa sua per portare un po' di allegria nel paese e ci aspetta per un te! E la signora Iole, con la cognata ultraottantenne che l'assiste e ricama un grembiulino a orlo a giorno e punto croce? Che persone meravigliose! E gli infermieri? Tutti disponibili. Federica in particolare, che ci accompagna nelle stanze ogni volta che facciamo servizio. È davvero un aiuto inatteso. Il suo modo di fare porta il sole nelle stanze, è sempre sorridente e gentile con ogni paziente. Bubba dice che lei fa persino motocross… Secondo me è un clown nato, ma alla nostra richiesta di unirsi a risponde: "se faccio anche questo, il mio moroso mi molla…. E ride..

Claun Paco
Era Verona il 03/07/04
Era Isola della Scala
Erano miss Calimera, Mary Poppins, Pèpè, Paco
Sapevate che un fiocco rosa, trovato per caso sopra una macchina, si potesse trasformare in un'esplosione di gioia e orgoglio e poi in una bambina appena nata di nome Micaela? Tutto è possibile.......... E che si può fare un casino bestiale rimanendo in silenzio? Tutto è possibile....... E' stato qualcosa di unico, magico, è stato come accendere quattro radio, e tutte e quattro erano sulla stessa frequenza, suonavano la stessa musica, ma una musica che non senti con le orecchie.... la vedi con gli occhi e l'ascolti con il cuore.... Noi eravamo lì, perchè micaela ci aveva chiamato, ci ha lasciato tante tracce, e noi le abbiamo raccolte, è stato come una caccia al tesoro, però non c'era solo un tesoro finale, io ne ho avuti tre a mio fianco e altri li abbiamo trovati lungo il tragitto........ Questi tesori sono state due scoperte e una conferma... Ho scoperto Mary poppins e la sua "testardaggine" con la bambina, ed ha avuto ragione, ed ho scoperto che è l'originale!!! perchè dalla sua "borsa" tirava fuori di tutto... Ho scoperto la sensibilità e dolcezza di miss Calimera, che non hanno confini..... E Pèpè, che è Pèpè.....
E i nonnini? La solita accoglienza, anche se era la prima volta che ero lì, mi hanno fatto sentire a casa, ci hanno accolto a braccia aperte. C'è chi dice che con il passare dl tempo si perdono le forze..... Fesserie....... Dovevate sentire che strette di mano che avevano....... Erano quattro angeli Con un solo respiro Con un solo battito Quello di Micaela.. Paco

 


GIUGNO 2004


Nome Clown: Melody
26/06/2004
OSPEDALE: MONDINO - Pavia
Reparti visitati: 4° piano
Compagni di equipe: Pixi*, Vetrina, Zelinda.
Ho sentito diverso dal solito questo servizio; forse per i pensieri diversi e le sensazioni diverse che mi ha lasciato; forse per la capacità che ha avuto di rievocare in me ricordi sopiti, forse un tempo volutamente relegati in un angolo della mia mente..per mia difesa psicologica. C'è sempre qualche cosa nella vita che ad un certo momento, quando meno te lo aspetti, ti spiazza, ti rimette, volente o nolente, in tensione, ti fa accorgere che non devi mai abbassare la guardia perche' magari da un po' di tempo tutto fila liscio e monotono. Arriva qualche cosa che ..zac! ti fa ricordare, rimpiangere; ti riporta in prima linea con la mente e con le parole, con i fatti.
Sono arrivata al Mondino in una giornata estiva come tante; ho immerso la mano per desiderio di refrigerio nella vasca di acqua zampillante che vi è davanti all'Istituto per cercare un po' di refrigerio, se non fisico, almeno illusoriamente mentale. Mi sono bevuta un caffe', ho scherzato con i compagni. Come il solito. Ci siamo cambiati e via...come sempre. Era da un po' che non andavo al Mondino. Mi chiedevo se mai avessi rivisto qualche paziente che era stato ricoverato l'ultima volta. Così e' stato: la dolce piccola triste donna, ora sorridente e partecipe, che un po' di tempo fa Silvestro era riuscito a far sorridere convincendola a fare un bel viaggio con lui a Rescaldina; l'uomo di Vigevano, la mia citta', che ora aspettava di andare il un istituto di rabilitazione. Mi chiedevo se mai il clima sarebbe stato calmo come le ultime volte; se i pazienti si sarebbero rivelati facili da coinvolgere come le altre volte( e c'e' sempre qualcuno che non lo e', che ti dice più o meno apertamente che non ti vuole o non vuole le tue parole come una donna in questo servizio; e allora devi barcamenarti, perche' invece la sua compagna di camera ti vuole e tu non puoi certo andartene. Comodo quando i servizi si fanno bene, filano lisci, danno soddisfazione per il malato e per chi li fa, ma sono proprio questi che poi ti fanno chiedere:"Fino a quando sarànno così? Quando verra' il momento della... "prova"? E devi chiedertelo, perche' prima o poi questa viene! E se hai la guardia abbassata, ti trova impreparato; non tanto dal lato pratico, quanto da quello psicologico, perche' magari da anni non sei più venuto a contatto con una determinata situazione. Come ieri quando, entrando nella stanza di un uomo laringectomizzato, ho rivisto in quell'uomo, mio suocero. Ho ripercorso, in un baleno, la trafila delle sue sofferenze, ma non erano questi i ricordi che mi hanno turbata, quanto quelli delle sue sofferenze psicologiche. Perdere la voce e' molto traumatico. Ci si sente impotenti, alla mercè della propria incapacita' di comunicare; se poi si soffre anche nel fisico e' peggio. So per esperienza che anche la persona più mite, dolce e buona di questa terra, ( come era mio suocero che ora purtroppo è morto) cambia caratterialmente;e il disagio personale si esterna in insofferenza, bisogno di certezze, attesa di una parola concreta di speranza, non discorsi generici di guarigione. Si diventa esigenti. E' la malattia stessa che ti chiede tutto cio'..per farti ritrovare te stesso, per non farti sentire dimezzato. Queste sensazioni si provano in ogni malattia certo, ma il laringectomizzato le ha acuite. Sapevo che aveva bisogno di sentirsi dire una certa cosa, per lui essenziale, per potersi riappropriare del futuro.
Quando siamo entrati, l'uomo era a letto con accanto moglie e altre persone. Continuava a fissarmi..Non so perche'.. Vetrina scherzava sul fatto che fosse attratto dai colori dei nastri che avevo tra i capelli..Non so..mi sentivo a disagio e sentivo che dovevo rompere ad ogni costo l'atmosfera di impotenza che si era creata e che rischiava di coinvolgera anche noi. Non era certo il momento di farlo ridere secondo modi convenzionali.
Malati così, il riso lo riscoprono molto tempo dopo. Soprattutto lo riscoprono dopo aver ripreso a parlare. Fortunatamente con appropriati esercizi si riesce a parlare come fanno i ventriloqui e se non ci si abbatte e si riesce a reagire alla disgrazia capitata, se si ci applica facendo con costanza gli esercizi, si riesce anche a parlare e a parlare discretamente bene. Come mio suocero e altri nella sua situazione sono riusciti a fare. Lo sapevo con certezza ed era quella sola certezza che dovevo trasmettergli. Non detta da un parente, non da un medico, ma da chi ci era gia' passato. In poche parole gli raccontai di mio suocero.Non importava che ci credesse subito o no, importava che se lo sentisse dire. Sono cose che non si dimenticano...si elaborano poi. L'unica nota stonata e' stata l'infelice frase che, credo fosse la moglie, gli disse: " Ti ricordi? anche tu facevi come loro; anche tu una volta facevi spettacoli e li tenevi in piedi tu" Non mi ricordo piu' bene che parole ha usato, ma avrei strozzato quella donna, quando ho sentito che le stava pronunciando. L'uomo di colpo si e' messo a piangere. Un pianto muto, rivelatore di mille parole, rimpianti, nostalgia e rabbia..rassegnazione. Stai dandogli speranza e gliela togli con ricordi di cose che non saranno piu'? Come puoi parlare così a uno che dentro e' tutto un turbinio di sensazioni contradditorie e dolorose?ma come si fa?
Ma si fa..si fa! Era normale che lei dicesse così..l'ho pensato subito. L'ansia di rincuorare chi si ama spesso non fa vedere limpidamente le cose. La donna forse aveva sbagliato i tempi e i modi del suo intervento, ma era animata dall'intento di sollevare il morale al marito...avrebbe rimediato poi. Non importava in effetti che quell'uomo piangesse. Era normale che lo facesse, come sapevo sarebbe stato normale per lui reagire a questi ricordi e a questo pianto in modo costruttivo per lui...perche' ora aveva ricevuto la certezza, e da un estraneo non coinvolto emotivamente come gli altri a lui attorno, che " poteva farcela"; che non aveva perso qualche cosa a lui cara in modo irrimediabile, ma si trattava solo di attendere per potersene riappropriare. Prima di uscire dalla stanza , toccando il braccio alla donna, ma facendo in modo che anche l'uomo sentisse, ripetei che era vero cio' che avevo detto, che presto avrebbe potuto parlare di nuovo; forse in un modo diverso, con un timbro di voce diverso, ma sempre parlare sarebbe stato e che avrebbe dovuto fare bene i " compiti acasa" che gli avrebbero dato per aver un buon risultato. Ce ne siamo andati, mentre sentivo che la donna gli stava dicendo: " Hai sentito, poi ce la farai".
Non importa quanto tempo ci metterà a convincersene , ma lo fara', perche' poi parlera' di nuovo. Ma non e' facile in un letto di dolore accettare che qualcuno al di fuori ti possa chiedere di credergli. Importa però sentirselo dire, perche' la speranza e' l'ultima cosa che muore e ti fa aver voglia di lottare, comunque, se non altro per vedere se e' vero quello per cui ti stanno spingendo a sperare. Se ci fosse stato mio suocero glielo avrebbe detto lui. Con la sua voce di ventriloquo, con il sorriso speciale di chi, dopo una tempesta che pensava potesse travolgere tutto e tutti, saluta nuovamente il sole.
Melody

Claun Kiss
26-6-04
OSPEDALE: E.O. Ospedali Galliera, Genova
REPARTI: S.S. Cure Intermedie
COMPAGNI D´EQUIPE: Uragano
E' tanto che non scrivo una condivisione ma questa non poteva di certo mancare. Per scaramanzia sarebbe meglio non dire nulla ma sono sicura che le cose andranno in porto..... Vedete, è un anno che aspettiamo, ora dopo alcuni colloqui con i capoccia (direttore sanitario, responsabile dell'Urp, primario, medico di reparto e caposala), oggi siamo riusciti a svolgere il nostro primo servizio in un ospedale genovese ..soltanto una prova .. la risposta ufficiale arriverà la prossima settimana. Comunque, un "no" sarebbe alquanto assurdo visto che tutti sono rimasti entusiasti e lo hanno rimarcato più volte! TENETE QUINDI TUTTI LE DITA INCROCIATE E FATE IL TIFO PER GENOVA!!!!!!
Poco prima delle 15 Uragano mi recupera in stazione e ci dirigiamo immediatamente verso l'ospedale. Mi sento piuttosto tranquilla e fiduciosa ... nessuna "ansia da prestazione"... ma emozionata, sì, molto. In poco più di un anno ho fatto tanti servizi, ma tutti in altre città e accompagnata sempre da compagni più esperti. Questo era il servizio delle "prime volte": prima volta per me come "angelo" in corsia, prima volta per due clown genovesi "da soli", prima volta in un NOSTRO ospedale!!!! ..Accidenti, l'ansia mi viene adesso a ripensarci!!
Saliamo al quinto piano, reparto Cure Intermedie (settore geriatrico) e puntiamo dritti verso l'ufficio della caposala, dove sapevamo aspettarci Stefano, l'infermiere di turno quel pomeriggio. Ci avevano avvisati che era un tipo all'apparenza scostante, ma in realtà semplicemente timido. Facciamo capolino e lo becchiamo al telefono, lui si volta, vede i nasi rossi al collo ed esclama "Scusa, i clown!" e interrompe la comunicazione (cioè butta letteralmente giù il telefono). Qualche battuta e rompiamo subito il ghiaccio, poi ci accompagna in un altro ufficio dove cambiarci e ci conferma che possiamo entrare in tutte le stanze, nessuna è off-limit.
Vestiti e truccati, alle 15.30 iniziamo il nostro giro .. un solo piano, undici stanze da due letti ciascuna, tutte al completo. Ci incamminiamo lungo il corridorio direzione mare e troviamo un piccolo gruppetto che fa salotto fuori dalla stanza. Ci accolgono calorosamente col sorriso sul volto ...conoscono il nostro tipo di volontariato e i complimenti abbondano, ma ci dicono che pensavano che andassimo soltanto dai bambini. Gli rispondiamo che noi l'allegria vogliamo portarla a tutti, dai 0 ai 100 anni. Uno di loro mi si avvicina e ridendo mi dice "Infondo noi vecchietti torniamo bambini, no?". E mi fa l'occhiolino!
.... Entriamo nella prima stanza.... Beh, se ora mi metto a scrivere di ognuna delle persone che abbiamo conosciuto, questa condivisione diventa un romanzo. Allora accenno soltanto a: * Vittoria, inizialmente silenziosa ma che si apre piano piano appena le dico che si chiama come la mia nonna ...poi scopriamo che sono entrambe della stessa leva, cresciute in famiglie molto numerose, hanno studiato come sarte...e così via ... fino ad arrivare addirittura a cantare, per noi, in dialetto una vecchia canzone dedicata ad un famoso rione di Genova. E' un momento molto toccante e commovente!
* Andrea, che è felice di vederci, chiacchera e fa pure qualche battuta sulle donne delle stanze vicine ("Sempre a lamentarsi quelle là!") ..e poi si preoccupa di farci sapere che c'è un signore molto solo in un'altra stanza e che dovremmo andare da lui ("Ne ha più bisogno di me!").
* Rosaria, stilista e creatrice di moda, conosciuta all'epoca (ha 90 anni adesso) come "Mani d'oro", racconta di quando cinquant'anni fa si è trasferita da Messina e ha cominciato a creare abiti da sposa, da sera, per il ballo delle debuttanti..... Prima di andarcene Uragano non resiste (il suo ego maschile ha il sopravvento sulla nostra missione!) e le domanda se secondo lei può fare il modello. Rosaria serissima gli chiede di camminare come se fosse in passerella e comincia a rimproverarlo "Stai dritto, alza le spalle..." ma alla fine con un sorriso gli dice che è proprio un bel ragazzo. Beh, data l'età forse la sua vista non è poi così buona!
* Andrea, o meglio conosciuto come "Il Conte" .. non ho ancora ben capito se lo è davvero ..dispiaciuto perchè fino alle sei non può ne mangiare ne bere e lui ne ha una gran voglia. Vorrebbe tanto portarci in osteria.. mah?!? Per associazione d'idee, gli propongo un gioco di magia con le carte .. ma risponde con un secco NO, mi spiega che poi non riuscirebbe a fermarsi. Ops... ok dev'essere un giocatore incallito!
* una signora toscana .. ahimé non ricordo più il suo nome .. che condivide con noi una bellissima poesia sulla gioia!
* Elvio, tedesco di Monaco di Baviera, ma in realtà suo padre era francese e sua madre piemontese, e lui è nato a Genova e ha finito con lo sposare una sarda .... non osiamo chiedere dei figli ... probabilmente il suo albero genealogico soffre di crisi d'identità!
..... ma c'erano tanti altri ... tutte persone fantastiche con cui è stato incredibilmente facile interagire. Come avevo scritto in una mail tempo fa, spesso non è importante fare le gag, i giochi di magia, i palloncini o quant'altro ... basta una parola, una battuta, un sorriso per fare breccia e scoprire mondi meravigliosi. ...Sì, qualche palloncino lo abbiamo comunque lasciato per rallegrare le stanze, come ricordo .... ma i veri ricordi sono ben custoditi nei nostri cuori!
Alla prossima uscita genovese!!!!!
Un abbraccio e tanti bacioni



MAGGIO



Nome Claun: Momo
Data servizio: 29/05/2004
Luogo: Ospedale Le Scotte
Reparto: pediatria, chirurgia e ematologia pediatrica, geriatria e
medicina generale
Claun: Momo, Moma, Sofì, Margò, Delizia.

Oggi, in seguito al raduno, non c'è Sciò come angelo ma abbiamo comunque fatto servizio in Ospedale, anche perché siamo nella fase di prova in attesa di avere una convenzione. Momo e Moma hanno guidato con l'attivo supporto degli altri claun.
Abbiamo cominciato a pediatria, nella solita sala giochi ci siamo divertiti con i bambini ed i genitori presenti con giochi vari,
canzoni e qualche magia e grazie all'attivo supporto del napoletanino Giuseppe siamo riusciti a vivacizzare il tutto.
E' stato anche il momento in cui ci siamo resi conto dell'assenza di Sciò, la nostra fantasia non bastava, abbiamo capito che dovremo preparare meglio un copione con varie alternative da seguire.
Abbiamo visitato anche tre stanze con bambini che non potevano alzarsi dietro il suggerimento della caposala. Mi è rimasta impressa Sara, una bambina che sembra non reagire più a nulla ma, che si è resa partecipe con i piedini e di muoverli al
ritmo della canzoncina di turno.
Poi ci siamo avviati verso Geriatria e Medicina Generale.
Abbiamo cambiato il ritmo e dopo il solito consulto con la caposala, anche stamani c'era la sig.ra Bossini, abbiamo cominciato con le stanze.
Abbiamo evitato di restare nei corridoi e, mentre facevamo le stanze, chi rimaneva in attesa rimaneva nella saletta di aspetto a
preparare qualche palloncino da regalare per poi alternarsi nella camere.
Ormai siamo attesi dai medici e dal personale sanitario, qualcuno fa in modo da liberarci la stanza per farci entrare……… e permettere un momento diverso per le persone ricoverate.
Che cosa dire dei miei compagni claun ?
Moma è per me equilibrante, riporta tutto in un contesto pratico e semplice dove tutto può avvenire, Margò è veramente solare e
s'inserisce molto facilmente in qualsiasi situazione, Delizia è sempre una sorpresa poi ora che si mette il fiocco è come l'uovo di
Pasqua, Sofì è molto molto sensibile. Quando siamo andati al Bar per uscire, abbiamo incontrato la sig.ra Ballini, la psicologa che controlla il nostro operato e che deve dare una valutazione. A parte il fatto che conosceva già Moma per precedenti esperienze lavorative, ci ha detto di aver ricevuto delle reazioni molto positive anche da persone molto scettiche e che era rimasta sorpresa nel sentire che entriamo in punta di piedi nei reparti, che non facciamo battute pesanti e che non forziamo le situazioni, la sorpresa maggiore è la positiva reazione dei reparti.
Momo

Nome Clown: Crock
Data: 29/05/2004
OSPEDALE: Santa Maria Nuova (RE)
Reparti visitati: Pediatria, Riabilitazione funzionale
Compagni di equipe: Ciuchino, Giambu, Brezzolina
CONSIDERAZIONI: Purtroppo devo premettere che per me non è stato il miglior servizio fatto fin qua. Nei due giorni precedenti, per un motivo o per l'altro, non avevo dormito un gran che e, come sappiamo, un servizio richiede un sacco di energia che non ho saputo trovare in me. È stato comunque un servizio che mi sarà utilissimo per il futuro perché ricco di stimoli per riflettere.
La prima stanza di pediatria era occupata da una ragazza che aveva solo tre anni meno di me: ho tanti amici e amiche di quell'età…. È difficile dire cosa questa situazione, dopo il servizio, abbia stimolato in me, ma è duro anche accettare che io, per la mia misera stanchezza, non sia riuscito a portare un po' di gioia a quella ragazza con cui sentivo di voler interagire in modo particolare o, almeno, ad aiutare i miei compagni a stimolare in lei qualche reazione (cosa che loro sono riusciti comunque a compiere). Poi, coi bimbi più piccoli, qualcosa di buono penso sia venuto anche da me, ma alla lunga (ad esempio una volta giunto in riabilitazione) mi spegnevo sempre più.
Nel passaggio tra i due reparti abbiamo fatto un incontro. C'era una signora seminascosta di fianco l'edicola dell'ospedale: penso che tutti abbiamo capito che bisognasse avvicinarci. Una volta intorno a lei, è scoppiata a piangere spiegandoci che le era appena morto il marito dopo cinquant'anni di matrimonio. In qualche modo molto spontaneo (abbracci, strette, …) le siamo stati a fianco: credo che lei lo abbia capito e per un attimo ha anche abbozzato un sorriso, ringraziandoci e dicendoci alcune semplici frasi. Io sono abbastanza "di ghiaccio" in certe situazioni, ma alla sera ho pensato molto a quelle frasi dette e a quella signora.
Ciuchino è stato un angelo meraviglioso, che ha saputo per ampi tratti reggere il peso del servizio quasi da solo perché sia io per i motivi già detti che gli altri a causa del lavoro eravamo poco lucidi. Lui, che certamente non aveva meno motivi di noi per essere stanco, è riuscito a mandare avanti nel migliore dei modi le situazioni che si venivano a creare e a stimolarci cercando qualche aiuto da noi. Grazie Ciuchi, perché se tante cose sono andate bene è stato molto merito tuo.
Una cosa importante: solo con questo servizio ho capito (o iniziato a
capire) cosa vuol dire fare servizio negli ospedali. La ragazza di pediatria (Jessica), la signora di fianco all'edicola, la signora Gemma in riabilitazione mi hanno fatto toccare la grande sofferenza con cui noi ci confrontiamo ad ogni servizio. Prima, l'avevo percepita veramente poco.Ciao, Crock.

Nome Claun: Momo
Data servizio: 29/05/2004 8,30 - 12,30
Luogo: Ospedale Le Scotte
Reparto: pediatria, chirurgia e ematologia pediatrica, geriatria e
medicina generale
Claun: Momo, Moma, Sofì, Margò, Delizia.
Oggi, in seguito al raduno, non c'è Sciò come angelo ma abbiamo comunque fatto servizio in Ospedale, anche perché siamo nella fase
di prova in attesa di avere una convenzione. Momo e Moma hanno guidato con l'attivo supporto degli altri claun.
Abbiamo cominciato a pediatria, nella solita sala giochi ci siamo divertiti con i bambini ed i genitori presenti con giochi vari,
canzoni e qualche magia e grazie all'attivo supporto del napoletanino Giuseppe siamo riusciti a vivacizzare il tutto.
E' stato anche il momento in cui ci siamo resi conto dell'assenza di Sciò, la nostra fantasia non bastava, abbiamo capito che dovremo
preparare meglio un copione con varie alternative da seguire. Abbiamo visitato anche tre stanze con bambini che non potevano
alzarsi dietro il suggerimento della caposala.Mi è rimasta impressa Sara, una bambina che sembra non reagire più a
nulla ma, che si è resa partecipe con i piedini e di muoverli al
ritmo della canzoncina di turno.Poi ci siamo avviati verso Geriatria e Medicina Generale.Abbiamo cambiato il ritmo e dopo il solito consulto con la caposala,
anche stamani c'era la sig.ra Bossini, abbiamo cominciato con le stanze.Abbiamo evitato di restare nei corridoi e, mentre facevamo le
stanze, chi rimaneva in attesa rimaneva nella saletta di aspetto a
preparare qualche palloncino da regalare per poi alternarsi nella camere.Ormai siamo attesi dai medici e dal personale sanitario, qualcuno fa
in modo da liberarci la stanza per farci entrare……… e permettere un momento diverso per le persone ricoverate.
Che cosa dire dei miei compagni claun ?Moma è per me equilibrante, riporta tutto in un contesto pratico e
semplice dove tutto può avvenire, Margò è veramente solare e s'inserisce molto facilmente in qualsiasi situazione, Delizia è
sempre una sorpresa poi ora che si mette il fiocco è come l'uovo di Pasqua, Sofì è molto molto sensibile.
Quando siamo andati al Bar per uscire, abbiamo incontrato la sig.ra Ballini, la psicologa che controlla il nostro operato e che deve
dare una valutazione. A parte il fatto che conosceva già Moma per precedenti esperienze lavorative, ci ha detto di aver ricevuto delle
reazioni molto positive anche da persone molto scettiche e che era rimasta sorpresa nel sentire che entriamo in punta di piedi nei
reparti, che non facciamo battute pesanti e che non forziamo le situazioni, la sorpresa maggiore è la positiva reazione dei reparti.Momo

Nome Clown: Spazzacamino
Data: 23/05/04
OSPEDALE: Rizzoli (Bologna)
Reparti visitati: Chemioterapia - Ottava divisione/ortopedia pediatrica
Compagni di equipe: Gulliver, BamBam
CONSIDERAZIONI:Abbiamo iniziato il servizio in Chemioterapia.
Dopo la bellissima accoglienza del personale ci siamo dovute scontrare con la fatidica FORMULA 1 che assorbiva inesorabilmente l'attenzione di quasi tutti i giovani ospiti. Da un certo punto di vista mi è dispiaciuto, ma dall'altro no perché comunque ho visto tanti occhi che in quel momento non pensavano alla loro malattia. In alcune stanze comunque abbiamo battuto la corsa ed è stata una grande soddisfazione. La maggior parte del nostro tempo in Chemioterapia lo abbiamo dedicato ad un uomo di 53 anni che parlava a raffica di tutto e di più. Non abbiamo potuto fare altro che fargli un palloncino e stare ad ascoltarlo cercando di indirizzare le sue affermazioni verso pensieri più positivi. Sappiamo di non dover fare servizio di ascolto, ma alcune rare volte non si può proprio evitare. Quando siamo uscite sembrava molto soddisfatto e ci ha ringraziate tanto.
In ortopedia pediatrica abbiamo trovato il finimondo: tanti bambini agitati che giocavano rumorosamente per i corridoi. Un'infermiera ci è venuta incontro dicendoci "AUGURI! Oggi sono agitatissimi!" Abbiamo attirato l'attenzione di tutti con spade e giochi di magia ed è stato veramente bellissimo. In disparte c'era una bimba appoggiata al suo papà e non voleva partecipare ai giochi. Mi sono avvicinata e subito il padre le ha detto "Questo clown noi lo conosciamo già, ti ricordi?" La bimba ha scosso la testa in segno affermativo quindi io ho domandato dove ci eravamo visti "Venerdì scorso alla festa dell'Unicredit" ha risposto il padre. "Davvero? - ho continuato io - e che palloncino ti ho fatto? Così ora te ne faccio uno diverso!" Ha risposto nuovamente il padre "Ah, nessuno! Lei è un tipo fatto a modo suo e non vuole il palloncino!". Ho scherzato un po' con la bimba e prima di andarmene le ho chiesto "Allora sei proprio sicura di non volere il nostro palloncino? Nemmeno un bel braccialettino?" A quel punto ha finalmente sfoderato un sorriso ed ha detto di sì. In un'altra stanza abbiamo incontrato due ragazzine che non apparivano molto entusiaste della nostra presenza, forse un po' imbarazzate, per via di quell'età in cui ti puoi sentire un po' stupido a scherzare come i bambini. Si sono sciolte con un gioco in cui venivano coinvolte insieme e noi abbiamo potuto goderci le loro risate. E' stato un gran bel servizio ed ho sentito molto positiva anche l'atmosfera del nostro piccolo gruppo clown.
A presto.Spazzacamino/BarbaraVip Bologna

Claun: Nonno Ultimo
DATA 25.05.04
Luogo di servizio: Ospedale Pierantoni di Forlì
reparti visitati: Onco-Uro-Pediatria-Oto/Ocu
Angeli: 1/2 Kilo e Chiacchielina
Affiatati: Memoly, Prugna, Molinha, Ciabattina,Mozzarella.
Servizio "pesante" sia per il caldo che per la nuova dislocazione dei reparti nel nuovo Ospedale. L'inizio è stato "spumeggiante" in pediatria, accentuato anche dalla presenza di una laureanda in psicologia che ha filmato in servizio in Pediatria per la sua Tesi di Laurea. I piccoli pazienti hanno partecipato attivamente come "piccoli attori" e con la collaborazione dei familiari presenti è stato effettuato un servizio bello e coinvolgente. Ad un piccolo paziente arabo, contornato da madre, padre, fratelli e zio, è stato "confezionato" un "casco fotonico" ed una "spada magica" oltre ad un inusuale "cane del deserto" ( collo lunghissimo e coda corta, per vedere meglio oltre le dune del deserto) che il piccolo ha tenuto felicemente fra le braccia quando diamo usciti. In Onco il servizio è stato inizialmente più "pesante" ma la grande voglia di vivere dei ricoverati e la nostra volontà di coinvolgimento hanno reso il servizio bello, partecipativo, sereno e si è concluso con tanti sorrisi e ringraziamenti dei pazienti e dei pochi parenti presenti. "Scontato" l'invito a ritornare a trovarli. In Oto e Uro, i due reparti spostati nel nuova padiglione, c'erano pochi pazienti ma tutti vogliosi di incontrarci ( gli infermieri sono i nostri maggiori "sponsor" ed avevano preannunciato la nostra visita) e fra la loro curiosità e le nostre gags e "pallonerie" il servizio si è portato al termine con serenità e partecipazione.
Nonno Ultimo

Condivisione:claun Pippicalzecorte
Ospedale:MARTINI (TO)
Servizio: Sabato 22/05/04
Claunpresenti:Aquilone,Carmencita,Smorfia,Crusca,çiapippi,Valvola,Pippicalzecorte.
CONSIDERAZIONI:Finalmente mi approccio a scrivere una vera condivisione;scusatemi tutti ,Nasini Rossi, se non l'ho fatto prima ,(a parte quanto scritto per la splendida esperienza del Bimbo Day), ma ho avuto bisogno di tempo per capire alcune cose che mi sono accadute in tutti i servizi svolti,con quest'ultimo sono a quota 8.
All'inizio ho affiancato gli angeli con spirito di osservazione e con tutta l'umiltà di che deve e vuole imparare e capire ciò che accade.Rispetto a quanto appreso al corso ho sin dall'inizio notato una diversa scuola di pensiero nel vivere il proprio personaggio claun osservando l'approccio degli angeli con i pazienti rispetto a noi neofiti .Credo che questo faccia parte della naturale evoluzione che è insita in ogni organizzazione e/o associazione pur mantenendo intatti gli obiettivi prefissati.Dico questo ,perchè senza voler criticare ovviamente nessuno,associandomi a quella che fu la prima e unica condivisione di Billy,per noi, Timidi Allegri,diventava difficile a volte interagire con gli angeli in modo tale da trovare ,provare e fare crescere il nostro personaggio claun. Infatti, i primi servizi sono stati vissuti, da questo punto di vista, in modo quasi passivo poichè,almeno per quanto mi riguarda, non sapendo giocolare ,fare magie, diventava difficile inserirmi nelle varie situazioni che gli angeli creavano.Sicuramente ho potuto notare da parte mia un più naturale coinvolgimento quando sono con i miei compagni di corso anche se in presenza degli angeli poichè è più facile che tra noi si interagisca maggiormente facendo crescere il proprio personaggio. Dal terzo servizio in poi, da quello svolto al Regina Margherita a fine aprile direi,ho trovato un maggior coinvolgimento anche con
l'angelo(Girella) ,ma è stato proprio da quel servizio che ho preso coscienza di una mia incapacità,purtroppo caratteriale, a farmi "scivolare" di dosso certe situazioni che accadevano in ospedale durante i servizi.Ho realizzato un periodo di pausa di due settimane per prendere fiato ....ma non è servito,in tutti i servizi svolti in questo mese di maggio,a parte la "flesciata di gioia" del Bimbo day,è accaduto quello che temevo:ASSORBO tutto quello che accade, le immagini ,le sofferenze ,le gioie e, per diversi giorni dopo il servizio sto male perchè somatizzo,cosa quest'ultima ben descritta da Aquilone ieri a fine servizio........ Ci terrei però ad non essere fraintesa io considero quello che mi accade in modo positivo anche se mi genera sofferenza; ma, questa "sofferenza" ,è un passaggio necessario perchè rappresenta,per me, un momento di crescita personale.Ero conscia sin dall'inizio che questa esperienza mi avrebbe portato a mettermi in discussione, soprattutto mi avrebbe portato ad affrontare quelle paure e angoscie che mi porto dentro da sempre e sono i miei fantasmi che credevo di avere seppellito invece sono più vivi e vegeti che mai.! Questi ultimi dieci anni di vita per me sono stati durissimi perchè ho dovuto affrontare ,senza avere tregua, continuamente lutti e situazioni personali molto molto dolorosi.Questo dolore spesso si ripresenta ogni volta che entro in una stanza d' ospedale e vivo una particolare situazione...........non sono mai riuscita e tuttora non riesco ad accettare quello che accade e l'impotenza, la mia impotenza che ne consegue!
Ciononostante non è negativo quello che vivo perchè quello che vivo,dico e faccio come claun mi ha portato anche molte piccole e grandi gioie dovute al fatto che "sento"che forse, anche solo per un attimo, ho contribuito a far sorridere,a non sentirsi sole e a coinvolgere delle persone che soffrono.Non solo, l'nterazione che nasce con tutti i claun è per me, ogni volta, magica perchè è una continua scoperta .E' un'esperienza che ti fa andare oltre ...nel senso del "cercare l'altro" trovando te stesso......è uno scambio continuo di emozioni, belle e meno belle forse, che fa di me un claun. Arrivo al servizio di ieri,è giusto che chiarisca che sono arrivata particolarmente sofferente per dei disturbi che si sono acuiti dall'inizio di questa esperienza........ma non volevo, nella maniera più assoluta ,mancare al servizio e dare dei problemi agli altri !Non sarebbe servito a nulla mancare.......questo ha sicuramente solo reso tutto più difficile ..l'interazione con gli altri claun al mio arrivo in ospedale ,il momento della "vestizione" (non sono arrivata vestita da claun..) ...so di essere stata piuttosto silenziosa in quei momenti ma avevo bisogno di concentrarmi per dimenticare quel mio disagio per iniziare a " vivere e vivermi da claun". Il servizio ,per me, è stato vissuto in ogni suo attimo in modo particolarmente intenso ma è stato anche profondamente duro !....soprattutto nel reparto ,al quinto piano ,dei lungo degenti (non ricordo il nome del reparto ora...).Per dirla in poche parole mi sono trovata faccia a faccia con quanto più mi fa paura al mondo......e, lo stato di particolare vulnerabilità in cui già mi trovavo in questi giorni per ciò che stavo realizzando dagli altri servizi ha completato l'opera!........ Mi spiace se ho messo a disagio i miei compagni claun e qui ,mi rivolgo a te Aquilone e çiapippi in modo particolare ,perchè ve ne siete resi conto. Mi scuso anche con tutti voi poichè non sono stata capace ,a fine servizio, di condividere quello che provavo ma sappiate che mi è comunque anche molto difficile farlo ora ,in questo modo, ho dovuto vincere molti dubbi prima di scrivere e descrivere tutto questo! Ma per quanto sia dura voglio continuare ............imparerò prima o poi a vincere le mie paure ma se non le affronto questo non può accadere,...e credo che difficilmente riuscirò a non soffrire e a non farmi coinvolgere ancora per quello che vivrò e vedrò ,forse questo non farà di me un vero claun ed è sbagliato...........non so darmi delle risposte e ben vengano le vostre critiche e i vostri consigli a riguardo ,soprattutto nel dirmi in cosa ho sbagliato e sto sbagliando. A fine servizio Aquilone ci ha riuniti tutti richiamandoci sul nostro "ruolo di claun" come portatori di gioia ,di svago ....e non di assistenti ,ascoltatori e altro........pur comprendendo le motivazioni a monte di queste parole già sentite più volte non riesco a condividerle in pieno. Non riesco a comprendere che possa esserci una regola in questo ...prima di essere un claun siamo esseri umani, fatti di anima,emozioni sensazioni......e tutto quello che siamo emerge in modo diverso a seconda delle persone o delle situazioni con cui ci confrontiamo!.....l'unica certezza che ho ora è che forse non sarò o non riuscirò ad essere un claun ma sicuramente non potrò mai essere lo stesso claun! Non è una pianificazione a priori che mi consente di esserlo, ma è quello che vivo e come lo vivo a fare di me un claun! ...e' altrettanto vero che non è facile esserlo proprio per la durezza delle situazioni che s'incontrano ed è per questo che ogni esperienza e servizio sono spunto di riflessione e confronto e discussione continua tra quello che sono e la mia "anima claun" ma non può esserci crescita se non riesco ad accettare di mettermi allo "specchio"........... Perdonatemi se mi sono dilungata ma avevo e ho bisogno di un confronto e di un chiarimento per quanto è successo. Un abbraccio. Pippicalzecorte

Nome Clown: Paciugo
Data: 23 Maggius dumila e 4
OSPEDALE: Molinette
Reparti visitati: gastroentorologia, cardiologia, otorinolaringoiatria e neurologia (credo.....non ho una gran memoria!!!) Compagni di equipe: Venerdì , Akira, Fatilla, Patacca e Billy (di loro non mi dimentico di sicuro!!!!)
CONSIDERAZIONI: E' stato un servizio davvero bello...spumeggiante...mi sono divertita davvero tanto e cosa più importate erano davvero divertiti i pazienti!!! E' stato meraviglioso!!! Molti dei nostri speciali "clienti" erano davvero in vena buona ierie così si lasciavono guidare nei meandri della nostra follia!!! Non potrò dimenticare il favoloso trio delle sorelle bandiera (ideate da quel pazzo e meraviglioso Billy) alias tre signore belle arzille che prima hanno cantato per noi e poi , ormai travolte dall'allegria, ci hanno seguito in un'altra stanza (di baldi signori...bè insomma!!) cantando per loro!! E non solo..una di loro si è messa pure la super parucca di Akira salvo poi , a esibizione finita, togliersela in fretta per il grande calore che procurava!!!Da spanciarsi!!!!! E i numeri di magia di Venerdì (super mitica capogruppo , anzi apro una parente nella parente per unirmi a Fatilla nel farle i compliments per la pazienza dimostrata nel sop-sup- portare noi giovincelli , grazxie grazie grazie!!!)...dicevo i suoi numeri di magia con le carte che ogni tanto non riuscivano ma per questo era davvero divertente!!!! Io mi sono davvero divertita a fare la sicula/piemontese con un signore di catania con tanto di sdopiamento di personalità !!! E il bello che il suddetto signore si sbellicava proprio dal ridere!!! E così ridendoi e scherzando siamo arrivati alle ore....18.15 pronti per unirci agli altri (Gnappo, Variegato, Rughetta, Fiammella, Balù, Kimba) per andare in neurologia!!! E' stato bello anche lì..abbiamo cercato di cantare o sole mio e volare ohhh ohhh con i pazienti riuniti nella sala da pranzo...in realtà abbiamo fatto un gran chiasso e casino ..l'unico difetto è che siamo potuti rimanere poco causa pappa!!!! Sperimo di restare di più la prox!! Grazie ...grazie..graziissime.... a tutti !!!! conoscervi è un'esperienza ogni giorno più coinvolgentre ed emozionante!!! PS. però servizio con venerdì non lo faccio + ...è brava, simpatica ,va bene però .....ha una radiolina...cheeee ....du pizze!!!! .......naaaaa!!! Scherzo ....bè inzomma... vi voglio un sacco di bene!!!!! baci baci Paciugo

Nome claun: Molla
Data: 22/05/04
Ospedale: Maggiore - Bologna
Reparti visitati: chirurgia pediatrica, pronto soccorso pediatrico, geriatria-endocrinologia Compagni d'equipe: Diesis Culla Barbabietola
Considerazioni:
partiamo dalla chirurgia pediatrica dove ci accoglie festoso il nostro Matteo (4-5 anni), quasi 3 mesi di degenza, arriva correndo in corridoio, saltella di qua e di là con il suo sacchettino attaccato in cintura, ci prende la mano a turno, cerca sempre un contatto e questo mi colpisce molto, oramai sembriamo "di famiglia...", mentre Culla e Barbabietola iniziano a giocare con lui io e Diesis andiamo alla ricerca del materiale che ci servirà per la manifestazione di raccolta fondi delle pediatrie del giorno seguente...è una vera caccia al tesoro... trovati i pezzi disseminati per i 2 reparti ci dedichiamo a Shaima bloccata a letto e che parla a fatica, tra mucche in bagno e libro magico si diverte e la mamma sorridendo ci ringrazia tanto, quanta dolcezza e naturalezza nell'aiutare la figlia a pronunciare qualche parola... Per i reparti seguenti ci dividiamo in 2: Culla ed io, Barbabietola e Diesis. Andiamo in pronto soccorso pediatrico, in ogni camera qualcuno dorme, nelle gag "sotto voce" utilizziamo molto il libro magico che colpisce sempre, i bimbi svegli si divertono tutti ed anche i genitori. La geriatria è "assopita e incoscente", praticamente tutte le stanze... mai vista una cosa così, interagiamo con Amirone che sottovoce ci racconta la storia del suo nome partendo dalla guerra... e la signora Gina che fortunatamente si sposta in corridoio che facciamo diventare una spiaggia con il mare... insistentemente Gina ci dice "portate gli occhiali alla dottoressa...è entrata in quella porta là...", io e Culla un po' titubanti inizialmente, cerchiamo poi la dottoressa per fare contenta la signora Gina... entriamo in cucina e le spieghiamo che una paziente desidererebbe tanto vederla con gli occhiali di palloncini... lei è stupenda, prende gli occhiali sorridente, in corridoio Gina l'aspetta e si fa una risata e le dice "adesso come fa a fare le visite...", ridono insieme e le lasciamo chiaccherare... bellissimo incontro giocoso medico-paziente ed il mezzo siamo stati noi... Torniamo in pronto soccorso pediatrico dove la mamma di un bimbo addormentato ci aveva chiesto precedentemente di ripassare... ma il bimbo dorme ancora, peccato !! Raggiungiamo l'altro gruppo in post-acuti che ha già visitato tutto il reparto e ci tratteniamo un po' a scherzare con gli infermieri. E' stato un servizio leggero e rapido causa "sonno di molti pazienti", ma molto molto piacevole. Molla Vip Bologna

Nome claun: Molla
Data: 23/05/04
Compagni d'equipe: Diesis
Raccolta fondi per l'iniziativa "una favola di pediatria" per la ristrutturazione delle pediatrie dell'ospedale Maggiore.
Considerazioni:
E' arrivata questa richiesta da parte dell'ospedale Maggiore con poco anticipo e così siamo solo io e Diesis. Oggi diverse squadre di pallavolo di bambini si trovano al parco di Lavino di Mezzo per disputare partite, dobbiamo fare palloncini e promuovere l'iniziativa "una favola di pediatria" distribuendo materiale informativo come già abbiamo fatto da Coin, alla Strabologna ecc... nulla di nuovo, ma l'evento è molto piccolo, ci sono circa 30-40 bambini con i rispettivi parenti, ci aspettavamo "la folla" ed essendo solo 2 clown la situazione è ottimale. Iniziamo ad interagire con le persone e a fare palloncini, qualche bimbo titubante inizia ad avvicinarsi, regaliamo coccinelle portafortuna e le vogliono tutti, cambiamo posto perchè siamo al sole e scoppia tutto !!! I bambini iniziano a giocare in diversi campi contemporaneamente, è una bella giornata, c'è il sole, siamo in un parco pubblico ma alcuni ragazzini "bulli" ci osservano snobbandoci, ridono tra loro guardandoci, hanno l'atteggiamento tipico dei "ragazzi di strada", capelli colorati, cresta in mezzo e rasati ai fianchi ecc... Per rompere il ghiaccio chiedo loro se possiamo regalare un paio di occhiali da sole all'ultima moda (di palloncini)... del grande fratello, aggiunge Diesis... ovvimente non li vogliono ed iniziamo comunque a parlare con loro, mi stupisce Antony, ha solo 9 anni ma frequenta questi ragazzi di 14-16 anni, Pasquale, 14 anni, sembra "il capo"... intanto facciamo gli occhiali e se li mettono... abbiamo tempo e ci dedichiamo volentieri a loro, Pasquale chiede di imparare a fare qualcosa e così inizia a maneggiare palloncini... li trattiamo amichevolmente, il loro linguaggio "colorito" viene presto smorzato da Diesis che dice loro gentilmente che se vogliono farci compagnia devono però parlare bene... dopo un po' qualche "parola indesiderata" riappare e quando li riprendiamo rispondono un po' imbarazzti "eh... scusa ma mi scappano...", il loro atteggiamento nei nostri confronti è cambiato completamente, siamo meravigliati, ci ascoltano e sono interessati a ciò che facciamo, Pasquale prende qualche moneta dal portafoglio e la mette nella cassettina per le offerte dell'ospedale e ci dice "anche io sono stato operato lì...", veramente da commuoversi. All'arrivo di altri amici, ci salutano e si allontanano in un'altra zona del parco, ma Antony, il più piccolo (9 anni) dopo poco torna da noi... ci chiede di insegnargli a fare la spada... rimarrà con noi a fare palloni per gli altri bambini praticamente tutto il pomeriggio... ci racconta che se quest'anno sarà promosso, e lo saprà tra 2 settimane, la mamma gli comprerà la bicicletta..., frequenta ragazzi grandi ma il suo cuore è di bambino, probabilmente con noi non ha bisogno della sua maschera di "adulto". Verso la fine del pomeriggio ci raggiunge nuovamente anche Pasquale che ricomincia a fare qualche palloncino, quando li salutiamo loro sorridenti si avviano con le bici, si fermano, ci salutano nuovamente e ci ringraziano... E' stata un'esperienza incredibile, la figura del clown penetra ovunque... siamo riusciti a coinvolgere dei "bulletti" con i palloncini, non oso immaginare cosa si riuscirà a fare con il progetto di Vip Italia a Napoli e in Romania. Molla VipBologna

Nome Clown:Melody
Data: 20/05/04
OSPEDALE: Policlinico S. Matteo
Reparti visitati: Pediatria 3° piano
Compagni di equipe:Volante,*Takkipirina,Violix, Priscilla
Al terzo piano siamo andate io, Priscilla e Violix. Servizio del tutto calmo e tranquillo. Ci eravamo messi d'accordo che Volante e Takkipirina ci avrebbero raggiunto non appena finito il loro piano, ma e' stato viceversa. Il numero dei bambini malati era basso, molti dormivano e i loro genitori ci hanno pregati di non svegliarli; altri erano davvero piccoli o stavano prendendo il latte dalla mamma. Così abbiamo lasciato solo un palloncino e scambiato alcune parole con i genitori e siamo andate noi a raggiungere Volante e Takkipirina.
I bambini un po' piu' grandicelli erano disponibili al sorriso e al gioco. Mi ricordo di due in particolare al nostro piano e una bimba dell'altro piano.
Uno dei due bambini doveva avere un carattere molto aperto e solare perche' sorrideva sempre nel rispondere. Il personale del reparto aveva appena distribuito album da colorare, matite colorate e libretti da leggere. Lui stava disegnando attentamente. Gli ho fatto i complimenti perche' non usciva dalle righe con il pastello e mi sono messa a guardare le sue "opere". Vi era, vicino a lui, anche un altro libretto che però era quello della mamma e lei mi ha confermato che era vero: il tempo in reparto era lungo da far passare per lei così lo ingannava colorando anche lei i disegni dei libretti. Un'infermiera disse che la mamma doveva stare ancora piu' attenta del figlio a non sbavare il colore, perche' se l'avesse fatto avrebbe dovuto fare un regalo al figlio come punizione. Allora io abbassando la voce e facendo finta di non farmi sentire dalla mamma, ma in realta' guardandola con complicità, ho insegnato un trucco al bambino per farsi prendere il
regalo: scrollare il tavolo mentre la mamma stava disegnando. Lei si e' messa subito a ridere e al piccino si sono illuminati gli occhi mentre sorridendo mi rispondeva..sì, sì.La cosa divertente e' stata che, quando siamo ripassati davanti alla stanza per raggiungere gli altri nell'altro reparto, il bambino si era vestito di tutto punto da calciatore, vi era il papa' con lui e, quando ho ricordato al piccolo il trucco che doveva mettere in atto per avere il regalo,il bimbo e' scoppiato a ridere con complicità e così pure ha fatto il papa' (prima lui non c'era e non poteva quindi sapere che cosa ci eravamo detti (a meno che non glielo avesse detto il bimbo per qualche motivo o la mamma, che ora non c'era più. Sicuramente era andata a prendergli il regalo perchè il bimbo doveva aver scrollato ben forte il tavolino!Chissa' che regalo gli avrà preso?La bimba all'altro piano e' stato un caso diverso.Quando siamo entrate in reparto ce la siamo trovata in corridoio con Volante. Appena ci ha visto ha smesso di parlare e questo purtroppo, come ci ha detto subito lui, perchè ci aveva messo un bel po' per sbloccarla e farla entrare in confidenza. Non lo potevamo sapere e sinceramente mi e' spiaciuto. Avevo notato subito dallo sguardo di Volante che era successo qualche cosa di strano o di sbagliato alla nostra entrata. Sinceramente avrei voluto andarmene insieme alle altre, per ritornare dopo un po', sperando che magari Volante, riprendendo a parlare con lei, le dicesse di noi per farci entrare con lui nel mondo della piccola e ampliarlo, ma così non e' stato: forse la strana situazione verificatasi inaspettatamente ha spiazzato tutti. Così, nel silenzio che si era creato, me ne sono andata solo io un po' più in la',per ritornare un po' più tardi. Confesso che non e' stata una sensazione piacevole. Provavo un misto di sensazioni contrastanti nel mio cuore: consapevolzza di tempismo sbagliato, senso di colpa verso Volante che da tanto si dava da far per entrare in sintonia con la bimba, impotenza per come era andata la situazione che si mescolavano alla certezza della fatale casualità del momento, alla nostra buonafede, al rammarico di non essere riusciti tra noi tutti a volgere la situazione in positivo. Così il mio primo pensiero e' stato quello di cercare di riuscire a riportare la bimba a parlare di nuovo e tranquillizzarla. Meno male che poi e' stato così.Durante l'ultima riunione abbiamo discusso di questo fatto e si era giunti alla conclusione che potesse essersi bloccata perche' non ci ha visto come clown quando siamo entrate, perche' forse siamo entrate in reparto camminando normalmente e la bimba può averci scambiato per dottori o altro.La sera della riunione stavo quasi per essere di questo parere, anche se dentro di me, anche per esperienze passate, non mi sentivo del tutto convinta. Infatti ne ho avuta conferma nell'uscita seguente in Pediatria...
Dipende dal momento e dal caso..Non si può dare una regola definitiva. Ogni volta e' diversa , come ogni bambino reagisce diversamente alla stessa situazione per sua esperienza. .Questo oltre confermarmi della varieta' dei servizi, mi ha tranquillizzato, togliendomi il senso di aver sbagliato.
Ma di questo caso in particolare parlero' nell'altra condivisione di pediatria. Credo sia molto costruttivo analizzare così i servizi dove vi possano essere diversita' in stesse situazioni..per crescere e migliorare, per corregger il tiro, per sbagliare di meno..per volere piu' bene...Bacioni Melody

CLAUN: Aureola
DATA: 17-5-05
OSPEDALE: Regina Margherita - Torino
REPARTI: Urologia - DH Endocrinologia
COMPAGNI: Marcomix, Kimba, Smorfia
CONSIDERAZIONI:
Questo servizio del lunedì mattina mi rende veramente felice, mi stavo intristendoperché essendo via durante il We non riuscivo più a fare servizi e quest'occasione mi sta dando tantissimo.
Trovare parcheggio il lunedì mattina al Regina è un disastro, partiamo di casa alle 9,00 e iniziamo il servzio alle 10! Michela, la sorvegliante è contenta di vederci, con Marcomix improvvisiamo per lei una canzone di Cochi e Renato: "La vita l'è bela" e lei è felicissima. Qusta volta proviamo ad andare subito al DH di oncologia, troviamo in sala d'attesa una bimbetta in lacrime, con una volontaria dell'UGI, e, riusciamo solo a farle prendere un palloncino, ma le lacrimucce coninuano a sgorgare... In DH non ci fanno entrare: "Non è la giornata giusta, abbiamo delle urgenze" ci dice l'infermiera e così giriamo i tacchi e andiamo in Urologia verso dialisi. In Dialisi nuovamente non riusciamo ad entrare, anche lì ci sono urgenze. Allora rimaniamo in reparto.
Entriamo nella stanza dove c'è Laura da sola, è intimidita e silenziosa. le chiediamo se le piacciono le canzoni, ma risponde: "no". Non ci lasciamo scoraggiare e iniziamo a giocare e fare battutine con lei, e lei si laqscia coinvolgere, tanto che, quando andiamo nell'altra stanza, ci segue. Nella seconda stanza troviamo: Salvo di 19 anni, Beniamino di 15 anni, Loris di 14 anni (che io ho soprannominato Larsen) e Francesca, di 12 anni abbarbicata alla sua mamma.
Qui riusciamo a creare un clima veramente disteso e divertente. Giochiamo tutti al "Musichiere" e la campana era lo stetoscopio di Smorfia. I nostri amici a letto erano così coinvolti che fremevano per toccare la campana, che veniva portata da Smorfia direttamente a loro perché potessero indovinare la canzone che Marcomix suonava. Tra balletti, musiche e indovinelli trascorre un'ora in maniera estremamente piacevole. Francesca riesce a staccarsi dalla mamma e a partecipare al gioco, Laura ci osserva contenta, le mamme ridono di cuore e i ragazzi più grandi partecipano con grande coinvolgimento. Operazione compiuta! Passa un'infermiera e ci chiede di andare in endocrinologia DH e noi ci fiondiamo, cantando nel corridoio e coinvolgendo tutti quelli che incontriamo per le scale, medici inclusi.
In DH Endocrinologia troviamo bambini e genitori in attesa di entrare in ambulatorio, piuttosto annoiati. Il nostro arrivo li stupisce e pian piano anche loro si sciolgono e partecipano al Musichiere, e alla rappresentazioen di marionette. Nonostante il nostro teatro di marionette lasci molto a desiderare, i bambini e i genitori sembrano divertirsi, forse proprio perché sbagliamo tutto... Riusciamo anche a coinvolgerli nel Ban. "se sei felice..." .
Un servizio molto soddisfacente. La nostra equipe, che si è trovata insieme per la seconda volta si sta affiatando proprio bene e a parte che non seguiamo il ritmo musicale di Marcomix e lo mettiamo in crisi, cantiamo, balliamo e facciamo gags con un buon risultato per noi e per i piccoli amici e i loro genitori.
Riprenderemo questo servizio a settembre, visto che Marcomix parte in tournee e io per le missioni.
Grazie ai miei compagni!
Aureola

Nome Clown: Melody
Data: 15/05/04
OSPEDALE: Mondino
Reparti visitati: 4° piano
Compagni di equipe: Silvestro*, Abc, Raganella.
CONSIDERAZIONI:La giornata era tiepida e soleggiata; l'ora invogliava a un caffe' post prandiale che risvegliasse un po' gli animi. Dopo questa breve pausa, dopo esserci cambiati e truccati( al 3° piano perche' al 4° non vi erano stanze libere per l'uso), dopo un divertente scambio di battute, siamo risaliti al 4° e abbiamo iniziato il servizio.
Ho ritrovato alcuni pazienti con cui avevo parlato la volte scorsa. Questi mi hanno riconosciuta con affetto e questo e' gia' stato un piacevole passo avanti per me, perche' cio' vuol dire che l'altra volta non devo aver fatto solo da tappezzeria( come si suol dire). Diciamo che passare non inosservata, ma verificare che si e' ricordati, (soprattutto se chi ci ricorda ci ricorda per cio' ce abbiamo detto e non solo fisicamente), significa che qualche cosa di positivo si è lasciato dietro di sé. Seguire Silvestro che era il nostro angelo e' sempre piacevole, soprattutto per il suo parlare in dialetto. Cio' aiuta molto per instaurare un feeling particolare e " a guardia abbassata"con le persone adulte, specialmente con gli anziani. Si entra subito in sintonia, per quel qualcosa di familiare che il dialetto porta con sè..confidenza, semplicita', simpatia( soprattutto per certe terminologie spiritose che non si trovano in lingua.Purtroppo io non riesco a parlare il dialetto, cioe' lo saprei parlare e lo capisco perfettamente, ma ho reali problemi gutturali nella pronuncia, come dice mio padre.
Sono il suo dispiacere, la sua serpe in seno come mi ripete solitamente quando, tentando io di dire certe parole, lo faccio scoppiare a ridere. Ha fatto la tesi sul dialetto vigevanese e in generale, quando si e' laureato il lettere antiche...praticamente sono il suo disonore della famiglia e di cio' me ne rammarico..e' così bello mantenere certe tradizioni.
Così non potendo seguire praticamente Silvestro, mi devo accontentare di fargli da spalla in italiano...credo di riuscire a far sorridere comunque. Lui in compenso e' troppo forte!Mi piace soprattutto vedere le persone ( soprattutto le donne) seguirlo a ruota , talvolta in strani duetti in cui non si capisce piu' se e' il clown che regge la gag o il paziente. Certe persone sono spiritosissime, anche nella loro disgrazia.
Al di là del servizio in se'( questa volta non ho cercato di vendere Abc al miglior offerente come faccio di solito o gratis quando proprio nessuno lo vorrebbe dovendo pagare!Mi ha pregato con la sua vocina infantile che fa sempre di non farlo l'ultima volta e io l'ho accontentato..era troppo tenero!!!), al di la' del servizio in se' dicevo, devo dire una cosa.Quasi sempre vi e' in ogni servizio un caso particolare o una persona speciale da ricordare, soprattutto perche' e' stimolo per raddrizzare il tiro e cercare di fare sempre meglio per queste persone.
Dopo un po' di tempo sembrerebbe non ci sia nulla da dire o meglio, soprattutto quando si fa servizio spesso nella stessa struttura, diventa piu' difficile farlo, non solo noioso.Mi spiego..E'è piu' difficile: perche', trovando spesso le stesse persone se una volta le hai fatte sorridere con una determinata battuta non puoi certo riproporgliela la seconda o la terza volta. Devi cercare di trovare altri modi o altre parole per ottenere lo stesso risultato. Loro si aspettano sempre di piu' da noi.E' noioso: perchè non bisogna cadere in questo concetto. Se anche non ci sono le stesse persone allora vanno bene anche le stesse battute e gag della volta prima, ma non bisognerebbe riproporle, per noi stessi, perche' rischiamo di banalizzarci e " sederci".
In questo caso bisogna stimolare la nostra fantasia a variare il repertorio, se no dopo 4 o 5 volte che si' e' nello stesso posto....
In questo servizio poi vi era una giovane donna che oltre alla sua malattia era anche depressa dal suo stato. Un infermiere mi aveva detto che era così, di vedere cosa riuscivamo a fare per tirarla su un po'. Confesso che ho fatto tutto il servizio aspettando solo il momento di poterla incontrare. Tutti gli altri erano sì malati, ma collaboravano e bene o male scherzavano e partecipavano. A parte un signore, anche lui della mia citta',che non era molto su di umore ed era pessimista per il suo stato di salute, pero' si riusciva a parlagli, bene o male.
Questa ragaza era un caso piu' difficile. Gia' l'avevo intravista dal vetro della porta della stanza. Seduta sulla sedia a rotelle stava con gli occhi chiusi, ma si vedeva non dormiva. Anche quando siamo entrati, dopo averci visto, ha richiuso subito gli occhi e stentava a rispondere. Ripeteva solo che stava male e basta.
Silvestro l'ha presa per mano e ha iniziato a parlare. Dopo vari tentativi per vedere a che cosa si poteva interessarla e' riuscita a farla scoppiare a ridere apertamente e a farle aprire gli occhi con l'offerta di portarla a fare un bel viaggio esotico con lui ( solo loro due)a...Rescaldina. Ok! sbloccata! da quel punto in poi tutto e' stato fatto su quella scia.
Decisamente ha fascino Silvestro come conquistatore!!!Ih! Ih! Ma...
Anche in questo servizio ho imparato qualche cosa. Gia' la sapevo, ma l'ho visto mettere in pratica da Silvestro e non c'e' come vedere le cose praticamente.
A contatto con qualcuno che e' " in chiusura" con se' stesso o verso gli altri,
1) bisogna trovare il lato debole, l'apertura sul fianco dove infilarsi per operare positivamente per sbloccalo( sempre con delicatezza e in punta di
piedi) e soprattutto
2) avere la sensibilita' di capire quando e' ora di smettere, per lasciare il malato nella sua situazione mentanea di benessere. Non bisogna continuare in cio' che sino ad un momento prima lo ha divertito se si capisce che l'attenzione cala e lui sta ritornando a chiudersi. Altrimenti non avra' il ricordo positivo del suo momento di benessere, ma si ricordera' solo nell'ultimo momento per lui negativo negativo che lo ha fatto ripiegare su se' stesso.
E' un po' come quando la sera ci si ritrova con amici per divertirsi. Arriva un certo punto di "stanca" della serata, perche' magari l'ora e' tarda o si e' stanchi, e annoiati.
Bisognerebbe a questo punto avere l'accortezza di riuscire a fermare la serata appena prima che momento negativo si manifesti in tutta la sua
pienezza: si avranno così solo bei ricordi della serata trascorsa, non magari noia di una spaghettata fatta a tutti i costi per non voler finire la riunione. Tutti lo abbiamo provato..e non e' facile..Sembra che si debba perdere ancora qualche cosa di bello, così si continua, magari controvoglia e stancamente.
Anche qui con il malato..sembra che se si debba continuare, visto che siamo riusciti a farlo ridere, ma se ci si ferma mentre ride si ricordera' che, ridendo, stava bene e ripensando al perche' rideva forse ridera' ancora anche in seguito, da solo.Se gli bruciamo per qualche motivo questo bel ricordo gli avremo tolto una possibilita' di benessere in più.Un grosso bacio
Melody


Nome claun: Karamell
Data: 16/05/2004
Ospedale: Civile di Brescia
Reparti visitati: Pediatria - Chirurgia
Compagni d'avventura: Rotella
Considerazioni:Giornata speciale quella di ieri. C'è l'inaugurazione di una nuova ala dell'ospedale che raccoglie tutte le pediatrie!! Dobbiamo fare animazione lì, insieme a tutti gli altri gruppi clown della realtà di Brescia, oltre ad alcuni clown professionisti chiamati dall'ospedale. Visto che è un' occasione particolare l'appuntamento è anticipato alle 15:00. Io arrivo pintuale, Rotella invece è già li che mi aspetta!!! Wow, siamo già operativi in un attimo!!! Ci dirigiamo verso la festa, e strada facendo, interrogando il personale dell'ospedale, scopriamo che la nuova ala non è operativa ancora, i bimbi sono tutti nei loro lettini nei loro reparti. La festa di inaugurazione è x gli esterni!!!!! Faccio un piccolo calcolo matematico..........festa x bimbi sani già circondati da un sacco di colori, clown, dolci e gadget+bimbi ricoverati che sentono musica e risate provenire dal cortile ma devono restare a letto.........andare alla festa o nei reparti??? Beh, il risultato non tarda ad arrivare e corriamo dai nostri bimbi ricoverati!!! Iniziamo da pediatria quasi x forza. Infatti un paio di bimbi ci vedono e ci "accalappiano"!!! Nel reparto ci sono + bimbi piccoli ke grandicelli ke possono giocare. Dai piccini facciamo solo qualche palloncino colorato in punta di piedi e un po' di sollettico ai loro piedini, coi grandicelli invece possiamo giocare e scopriamo ke hanno tante di quelle energia addosso ke alla fine del reparto siamo esausti. Fino alla penultima stanza infatti è una serie di skerzi, risate, giochi di magia (ke non riesconon!!!), canzoni, ecc, nell'ultima stanza invece c'è una bimba appena arrivata. Le gira tanto la testa ed è pure stata male di stomaco prima del ricovero, infatti è appena arrivata. Piange, è triste, così nel giro di poki metri cambiamo totalmente atteggiamento io e Rotella. Da "chiassoni" e giocherelloni, diventiamo allegri ma con tanta gentilezza e calma. Usiamo toni di voci pacati, cerchiamo di farla parlare ma non affaticare, le riempiamo la stanza di palloncini colorati e lei per ripagarci ci regala un sorriso stupendo!!! Stiamo per andarcene quando entra un'infermiera con una siringa. L'espressione di Esmeralda (così si kiama la bimba) si incupisce e si spaventa, così la distraiamo ancora un po', la facciamo guardare dalla parte opposta dell'infermiera che riesce a farle l'iniezione nel braccio senza nemmeno che Esmeralda se ne accorga!! Che bella la magia che si riesce a fare col nostro volontariato!! Cambiamo reparto, ci dirigiamo, quasi strisciando, verso la chirurgia. Siamo sfiniti, ma vogliamo fare almeno un altro reparto. Nella prima stanza c'è Matteo, ma la voce del nostro arrivo si è sparsa, così la stanza di Teo diventa un teatro gremito di bimbi!! Mentre preparo qualche giochetto di magia, Rotella cerca di far cantare la gente, tipo karaoke. E' ancora agli inizi ma si da parecchio da fare Roty x intrattenere e donar sorrisi. I giochi non riescono alla perfezione; ogni tanto sbaglio io, ogni tanto mi scopronoi bimbi e per punirli del fatto ke hanno "rovinato" l'esibizione magica, doniamo loro le notre sculture di palloncini!!! Pensiamo di aver finito, ma passa un'infermiera ke ci avverte ke ci sono ancora un sacco di bimbi ke non sono usciti dalle loro stanze. Li accontentiamo tutti!!! Ultima stanza........entriamo, siamo pronti a proporre qualcosa, ed ecco un fratellino di un bimbo ricoverato ke si gira verso di noi e con tono arrabbiato ci urla "MI FATE VOMITARE!!!". Bella

Nome clown: Dingo
Data: 16/05/2004
OSPEDALE: Senigallia
Reparti visitati: Medicina, Pediatria
Compagni di equipe: Eric, Zaffiro
CONSIDERAZIONI:
CLOWN DINGO
Cari amici clown,
oggi è stata una giornata davvero positiva, anche perché l?esperienza di oggi in ospedale per me, è stata sicuramente migliore della prima. Mi sono sentito molto di più a mio agio e più partecipe, infatti, lavorando in tre è stato più facile trovare una buona sintonia. Devo dire che siamo stati accolti con piacere nel reparto di Medicina, anzi c?era qualcuno che addirittura ci aspettava. Siamo entrati in ogni stanza in punta di piedi, con delicatezza, ma a tutti abbiamo rubato alla fine un sorriso, grazie non a noi stessi, ma alla disponibilità al gioco, alla voglia di staccare la spina per un attimo, di tutti quei simpatici signori. Una cosa in particolare ho notato oggi, il bisogno cioè, che le persone hanno di comunicare, al di là dello scherzo o della risata, che comunque accettano molto volentieri. Ho scoperto il desiderio spontaneo ad esempio, che il signor Luigi aveva, di raccontare se stesso, piccoli episodi della sua vita, le sue passioni, i suoi hobbies e tutto con sentimento, gioia ed anche un po? di orgoglio.
Allora, se posso condividere con voi un mio piccolo pensiero, ho avuto la certezza oggi, che noi clown non siamo soltanto delle ?macchine per ridere?, ma siamo come un grande ?tesoriere? che si arricchisce sempre di più, ogni volta che prestiamo servizio. Quando siamo in una stanza d? ospedale il ?tesoriere? viene aperto ed ognuno può prendere ciò che più desidera in quel momento, magari un minuto d?ascolto, o anche uno sguardo d?amicizia e di silenzioso conforto. E? vero che noi diamo tanto, ma riceviamo sicuramente di più da ogni malato, anche dalle esperienze più negative, che comunque completano la nostra formazione e ci maturano. Così, di stanza in stanza, il ?tesoriere? si impreziosisce, come anche la nostra vita tutta. Dopo Medicina siamo stati in Pediatria ed anche se i bimbi erano quasi tutti molto piccoli, i loro genitori sono stati molto felici di passare un po? di tempo con noi. Anzi, un papà, ci ha anche fatto dalle foto con la moglie e la sua minuscola e dolce bambina. Insomma è stata davvero una grande giornata, anche le infermiere sono state gentili con noi e pronte allo scherzo. E stato tutto molto gratificante e vorrei per questo ringraziare innanzitutto il Signore e tutti gli amici con cui ho lavorato, in particolare Eric e Zaffiro. Un grosso Ciao a tutti??????Dingo ( Cristian)!

Nome Clown Pimma
Data: 15-05-04
OSPEDALE: Martini
Reparti visitati: Cardiologia, Ortopedia
Compagni di equipe:Puffa, Cerbiatta,Ciambellina
CONSIDERAZIONI:
Oggi al Martini siamo pochini, le claune di Bardonecchia scelgono di stare con Pimma e si parte.Prima di iniziare chiedo alle mie "colleghe", piuttosto terrorizzate, che cosa piace loro fare; risposta unanime: cantare!Perfetto.
In ogni stanza entriamo davvero in punta di piedi, chiedendo permesso.
Pimma oggi ha con sé un piccolo pacchetto regalo e in ogni stanza chiede ai pazienti se vogliono vedere cosa contiene: un morbido cuore di stoffa avvolto tra i pizzi: è il cuore di Pimma, è il cuore dei claun, lo volete? E la scatolina rimane aperta appoggiata sul letto o sul tavolino della stanza fino alla fine della performance.
Le mie spaventatissime "protette" sono ottime cantanti: si passa da O sole mio!, a Piemontesina bella, a Quel mazzolin di fiori; non manca l' immancabile, ossia il numero di alto equilibrismo su nastro di Pimma- che faccio fare anche a Puffa, così la smette di dire che non sa fare niente! E poi flautate varie.
In una stanza di sole donne facciamo la danza propiziatoria per il sole: balliamo canticchiando "Singing in the rain" sostituendo le parole con una vocale, così anche le parenti in visita ci seguono cantando. Chiudiamo la danza radunandoci tutte intorno a una signora che non ci vede, ma può sentirci, così le ultime note sono solo per lei, mentre la figlia commossa le accarezza i capelli e anche Pimma stona parecchio, anzi la voce le si spegne piano piano per la commozione, davanti a questa donna così fragile e bisognosa di cure. Alla fine anche quella signora sorride dolcemente… potenza delle donne!Ultimamente sto notando come il Martini sia purtroppo popolato di malati più gravi di un tempo.
È stato per questo un servizio molto toccante per Pimma, che ha dato fondo a tutta la sua sensibilità per essere in sintonia con il paziente e con le proprie amiche claune. A volte abbiamo suscitato commozione nei pazienti, con le nostre cantate regionali, ma credo che anche la commozione appartenga all' emozione della gioia.
Vorrei rassicurare le claune di Bardonecchia: non siete a un esame! Rilassatevi! e quello che in voi aspetta soltanto di uscire arriverà a suggerirvi le parole giuste, le idee giuste, e piano piano anche il famoso personaggio claun.
Puffa, sei un perfetto bianco, potresti creare l' accoppiata con Ciambellina, che invece vedrei bene come augusto dispettoso e bastiancontrario, oppure con Cerbiatta, che secondo me è un promettente tramp, con la sua immagine di cantastorie- giramondo dallo sguardo malinconico….
Sono idee che vi butto lì dopo avervi viste oggi.
Ma ciò che conta è che siete state collaborative, sensibili, molto desiderose di portare amore, e non una forzata o vuota allegria: vi pare poco?
Non perdete mai questo desiderio e tutto il resto arriverà di conseguenza.
Grazie per avermi sostenuta in ogni momento (ne ho bisogno quanto voi!), vi abbraccio forte,
Pimma

Nome Clown: Albatros
Data: 9 maggio 2004
OSPEDALE: Molinette
Reparti visitati: Otorinolaringoiatria, neuropsichiatria, gastroenterologia
Compagni di equipe: Patacca, Kimba, Bambi, Pippicalzecorte, Akira
CONSIDERAZIONI: Tutto è iniziato bene, volevo provare la nuova parrucca (le argomentazioni in fatto di igiene di Margherito mi hanno convinto) e l'ho fatto facendomi un bel giro in bici vestito da claun da casa mia all'ospedale. Mi sono divertito un casino e sono arrivato carichissimo in ospedale! Ho avuto solo un attimo di panico quando sono arrivato e non c'era nessuno, e poiché avevo cinque minuti di ritardo ho pensato: "Aaaaaargh... sono già in chissà quale reparto! E mo? Mi metto a cercarli?". Poi per fortuna i miei compagni di equipe sono comparsi e sono stato felicissimo di abbracciarli. Il servizio è andato bene abbiamo fatto solo tre reparti ma alle molinette e tutto così grande che già solo per gli spostamenti da un reparto all'altro ci vorrebbe il monopattino, anche perché ogni tanto ci siamo persi. Abbiamo iniziato da gastroenterologia, dove in verità abbiamo fatto un po' troppo casino e non siamo stati troppo in punta di piedi tant'è che un medico si è un po' scocciato, però cmq i pazienti che abbiamo visitato si sono divertiti. Assieme ad una Nikita armata di banana siamo andati all'inseguimento dell'assassino come le mutande viola a pois gialli in testa che però, aihnoi, nessuno aveva visto. Prima di essere azzannati siamo usciti abbastanza rapidamente dal reparto. In seguito siamo andati alla ricerca di ematologia... ematologia? sì, va bene... ma quale? ce n'erano almeno tre, ci siamo avventurati tra i corridoi ma abbiamo trovato la porta 'd busc. Guidati dall'uomo sul tosaerba lavapavimenti (che prima mi ha fatto salire sul macchinone facendo finta di volermi dare un passaggio ma poi mi ha scaricato perché era tutta una tecnica per rimorchiarsi Nikita) siamo finiti in otorinoetc. dove abbiamo avuto la buona idea di dividerci in due gruppi così abbiamo dimezzato la caciara (anche perché questa volta ci siamo ricordati di parlare piano :-). Io e Nikita abbiamo, a grande richiesta, ripetuto più volte il nostro balletto acrobatico, mentre ho dovuto lottare ferocemente con Patacca che voleva fregarmi da sotto il naso le pazienti. In neuro abbiamo inscenato un piccolo spettacolo nel salottino di musica, giocoleria e canzoni. Il momento più toccante e ricco di patos è stato quando io e Patacca ci siamo avvinghiati per mimare le struggenti parole di "Montagne verdi". Quello più comico, ma che mi sono perso, mannaggia! deve essere stato quello in cui una signora si è mangiata la potente arma di Nikita. Il tempo passa in fretta e dopo tre reparti era già ora di tornare a casina. Oggi non ho fatto neanche una visita ma è sacrosanto che anche i professionisti dopo tanto duro lavoro si prendano un po' di riposo. P.S. Il ritorno in bici è stato ancora più divertente dell'andata!!!!

CLAUN ZIG
Servizio: 09/05/04
Ospedale: Buccheri La Ferla - pediatria
Clowns: Bozo, Cirasa, Zig
Dopo un po' di tempo che non facevo servizio, ho avuto il piacere di farlo con due sgummate eccezionali…. Sto parlando di Cirasa e Bozo.
Appena entrate in reparto siamo andate in infermeria, lì abbiamo cominciato a fare qualche scultura di palloncini al personale ospedaliero e Cirasa ha chiesto i nomi dei bambini ricoverati.
In una stanza c'erano dei bambini molto piccoli e x questo siamo entrate prima nell'altra, dove abbiamo trovato Salvatore, 12 anni… un tipetto davvero tosto con una mamma più tosta di lui, Mirko, con una mamma giovanissima, una bimba di 3anni e mezzo, che ha fatto prendere a tutti una paura incredibile, xchè è uscita fuori dal reparto e le infermiere e la madre ci hanno messo un po' x ritrovarla, e poi un altro bimbo piccolissimo con dei bellissimi occhi azzurri.
Abbiamo fatto la gag del palloncino… ci aspettavamo qualche battutina, dato che la mamma di Salvatore era una signora un po' troppo scherzosa, abbiamo regalato a lei e a tutte le mamme dei bellissimi fiori. Cmq tra il Bruco e il ballo del Qua Qua abbiamo scampato il peggio. È stato un servizio un po' difficile, ma con la simpatia di Cirasa e la dolcezza di Bozo è andato tutto bene…. x questo spero di poter fare presto un altro servizio con loro!!! Ciao a tutti i nasini rossi

Nome Claun: Marcomix
3.5.04
Reparti: Day Hospital Dialisi + nefrologia
Compagni d'avventura: Aureola, Fatilla, Kimba, Smorfia, Mollico e Dolly
Condivisione: Era il mio PRIMO servizio e, sinceramente avevo una fifa puffo (blu, molto blu!!!) ma essere con la sorellina certamente mi ha aiutato molto, oltre al fatto di essere con compagni tutti allegri, simpatici ed esperti (certamente più di me).Altra cosa che mi è venuta in aiuto è stata la mia chitarra, che mi ha permesso di fare ciò che so fare: suonare e cantare. Il resto è venuto abbastanza naturale. Il mio clown lascia MOLTISSIMO a desiderare, non riesco a trovare niente di lui, forse è ancora troppo nascosto e devo lavorare molto di più per tirarlo fuori, per il momento viene fuori la mia esperieza di animatore (che col clown non c'entra niente) e quella di padre, per quanto riguarda i bambini, come i primi due con i quali mi sono imbattuto (le prime due bimbe le ho saltate grazie al tempo di parcheggio col diluvio, sono arrivato un po' dopo).
Temevo molto l'impatto con dei bambini malati, proprio perchè essere padre ti fa capire molte cose, invece grazie ai saggi consigli, sono riuscito a concentrarmi su quello che stavo facendo, occupandomi solo di farlo con allegria e ricevendo in cambio tanta carica dai bambini stessi che, pur essendo stranieri (i primi due nel letto della dialisi), hanno risposto prima timidamente e poi con grandi sorrisi, partecipazione, suoni di tamburelli e baci finali. E' stato bello anche vedere la collaborazione delle infermiere.
Con gli altri in nefrologia è stato un po' più facile, anche se la cameretta piccolissima non aiutava, bambini e genitori hanno risposto benissimo e vedere anche i genitori avere un attimo di respiro e sollievo nel vedere i propri piccoli sorridere è stata una gioia.
Stessa sensazione all'ingresso, dove forse bambini e genitori sono più tesi e qualche volta spaventati, dar loro un impatto un po' diverso credo sia molto positivo.
Ultima (ma non per importanza) considerazione per i miei compagni di viaggio, con i quali c'è stata subito sintonia. Usare la musica nel cercare di seguirli nei canti e in tutti gli spunti che mi hanno dato è stato bello ed emozionante.
Aspetto con desiderio i prossimi servizi che arriveranno.
Un bacio a tutti.
Marcomix



nome clown: drillo
1/5/2004
ospedale: s.m.n. - reggio emilia / reparti pediatria e riabilitazione. Compagni d'équipe: sinfonia (angelo senza voce!!) fa.mi.re e mammola.
Considerazioni:
ormai comincio ad avere sulle spalle un discreto numero di servizi, ma mi rendo sempre più conto che per quanto uno possa essere preparato, c'è sempre un servizio diverso dal precedente. E non bisogna mai credere di poter affrontare quello che capiterà, alla "leggera".
Il mio Angelo completamente afono mi passa a prendere, leggermente in ritardo, per colpa di una corsa in bicicletta che ha bloccato tutto il paese e cerca di spiegarmi alcune cose, ma è come se parlasse in playback.. E' abbastanza ridicola, ma non voglio infierire ancora di più e faccio finta di capire tutto!! Arriviamo in un baleno in ospedale e mi chiedo se sotto quell'aspetto dolce e fragile del mio angelo Sinfonia, si nasconda, in effetti, un parente stretto di Superman, per quello che riguarda la velocità…
In ospedale entriamo trionfanti con il valigione di Sinfo appollaiato su un bellissimo carrellino, che lei traina senza fatica, una gran bella idea, tenuto conto che l'ultima volta me lo trascinavo io... beh, mi sembra che siamo migliorati! Partiamo cariche alla volta di pediatria, dopo aver fatto qualche palloncino giù nell'atrio e qualche battuta con la gente sul cartello che io ostento con orgoglio e sul quale c'è scritto che è il mio compleanno (davvero!!). Nel Pronto Soccorso Pediatrico troviamo qualche bambino e due in particolare, Iman e Sara, sorelline, partecipano ai nostri giochi e ai girotondi che facciamo, ridono felici e forse per un attimo dimenticano i loro guai. I loro genitori, avvolti in kaftani incredibili, ci guardano con tanto affetto e ci ringraziano. C'è anche Marco, un bellissimo cinesino, che però non ci ha molto in nota, forse si sente più grande delle bimbe e forse gli hanno insegnato che i bimbi grandi non giocano.
Mi si stringe il cuore al solo pensiero, ma quando gli diamo una spada fatta con un palloncino, il suo sguardo si illumina. Forse la mia fantasia corre troppo, meglio così. Gli altri bambini presenti sono molto piccini e diamo loro dei piccoli palloncini ed entriamo in reparto. Da come è iniziata al pronto soccorso, pensiamo che il reparto sia pieno, invece, fortunatamente non è così. Nella prima stanza troviamo due bambine che hanno accanto a loro migliaia di parenti, che da soli "fanno la differenza". C'è un po' di confusione e noi quattro riusciamo a capire al volo quando è ora di intervenire e quando è meglio fermarsi un attimo. Una bimba piange a dirotto, ma con i pupazzi sonori e i palloncini riusciamo a calmarla e ai genitori dobbiamo sembrare dei maghi, poiché probabilmente erano ore che non smetteva. Filastrocche e palloncini per tutti, allora, anche per un papà dapprima un po' scettico, poi coinvolto più di tutti.
Nella stanza successiva incontriamo un bellissimo bambino di 11 anni, che collabora con noi in una maniera strepitosa. Ride felice e alle nostre battute sull'Inter, la sua squadra del cuore, risponde con furbizia ed intelligenza. Gli facciamo una spada e lui vuole che gli scriviamo la data, e le nostre firme. È la prima volta che qualcuno mi chiede un autografo! Poi andiamo in qualche altra stanza e troviamo bambini che dormono o sono piccolissimi, quindi facciamo qualche palloncino e ce ne andiamo. Entriamo nella stanzette di una bambina cinese, piccolissima, che si nasconde dietro la mamma e non ci dà nessuna confidenza. Proviamo di tutto per farla sorridere, ma niente da fare, la mamma la sprona a salutarci. Nulla, e ci avviamo verso l'uscita della cameretta.
Nel frattempo Walter, così si chiama il nostro piccolo interista, ci raggiunge nel corridoio e ci chiede un altro palloncino, sempre autografato, e la stessa cosa fanno i genitori delle piccole della prima stanza. E pian piano…chi esce dalla stanza, un po' curiosetta? La piccola cinesina che questa volta abbozza un timido sorriso. A volte basta solo non insistere a tutti i costi e il gioco è fatto. Prima lasciare il reparto, che oggi come mai ci ha dato tante belle soddisfazioni, dando ovviamente felicità vera ai piccoli pazienti, ci fermiamo ancora nel pronto soccorso, dove ci sono altri bambini e scambiamo due battute simpatiche con un papà che interagisce con noi, facendo ridere tutti.
Da qui, dopo i saluti, passiamo al reparto Riabilitazione, che però oggi ci riserva alcune sorprese. I pazienti sono meno del solito (meglio così, per loro, naturalmente), ma sono molto stanchi e sofferenti.
Noto che non c'è il solito affiatamento ed alcuni di loro non riescono a seguire il nostro interagire fino alla fine, e si fanno portare nelle loro stanze. So che dobbiamo essere pronte a tutto, ma sento il peso delle loro tristezze e me ne dispiaccio per loro.
Ma i nostri nasi rossi ci aiutano e facciamo tutto il possibile per quelle poche persone che rimangono. Battute scherzose, canzoni, poesie…beh, quelle ormai fanno parte del nostro repertorio e anche qui il cartello del mio compleanno, in più di un'occasione ci toglie dai guai! Ma i nostri vecchietti oggi non sono carburati e crediamo giusto rispettare anche queste loro esigenze. Abbiamo visto che quando si esagera, si combinano guai e li salutiamo, augurando loro una buona cena. Ripensando al fatto di aver voluto fare servizio proprio nel giorno del mio compleanno, sono felice della mia scelta.
Ho ricevuto tanti auguri diversi dai soliti, ho trascorso una giornata che non ha deluso le mie aspettative, ho fatto servizio con Mammola, con la quale fino ad ora avevo solo scambiato qualche battuta agli allenamenti e ne sono rimasta entusiasta. Dolce ed esuberante allo stesso momento, mai una volta che si sia trovata senza battuta pronta! Certo che è vero, noi burbette abbiamo molto da imparare, ma ce la stiamo mettendo davvero tutta.
Un bacione! Davvero un bel……….esimo compleanno! Eh eh eh…meglio non dire quanti sono!!!!!

 

Nome claun: Pappina
Date: 1/05/04
Ospedale: Pesaro
Reparti: Ematologia e pediatria
Compagni: Tanti!!! a partire da Sodalite, Sciacquerello, Mithril, Sibilla, Idea, Patroclo, Ciofega, Il Gruppo di Vasto( grandi!), ecc.
Considerazioni:Finalmente eccomi qui a rapporto!!!! credevate fossi svanita senza lasciare traccia........laggiù, nel folto delle basse Marche.....e invece no!!! Presente!!!!!! rispondo all'appello ( una volta tanto !!!). Voglio cominciare con le parole di una mia nuova conoscenza: è un anziano artista tedesco, Jachino, che vive nelle Marche da tempo, dopo aver girato per tanti circhi in Italia.E' un acquerellista bravissimo che anni fa ha voluto fare un'esperienza di circo solo per dipingere il circo da "dentro"; ci è rimasto 20 anni diventando anche lui un artista del circo oltre che un pittore straordinario della vita del circo. E' diventato un claun e faceva il suo numero con una fisarmonica, i cavalli e mi sembra anche un asino. Gli ho parlato della mia nuova esperienza di volontariato agli inizi e lui mi ha risposto così :"Stai facendo una cosa molto importante, sia per te, sia per i pazienti nell'ospedale. Cosí sei collegata direttissima con le persone, che hanno bisogno di te. Il claun in pista é una cosa molto diversa, ma anche lì la cosa piú importante é di esprimere il propio animo. Fare il claun é la cosa piú seria del mondo! " bello, no! che dire di più? ha centrato quello che pensavo, per questo ve lo comunico! Sei collegata "direttissima" con le persone, è quello che ci diceva anche Ciofega nel momento di condivisione: " le persone bisogna guardarle negli occhi", proprio vero, ma con gli occhi dolcissimi di chi non vuole scrutarti dentro per "sapere" la tua soffrenza, ma di chi vuole prenderti un momento per mano e portarti in un mondo più bello dove il re si chiama sorriso e la regina e una bambina dagli occhi azzurri........e il letto è un letto incantato che si solleva e vola....... vola ......il mondo è un mondo bambino anche per i grandi!!!!!! .....che forse hanno dimenticato di esserlo ancora; perchè no??? poter ritrovare la delicatezza di un cuore semplice dentro di noi, o nei gesti impacciati di un claun, pasticcione e "imbranato", non è forse una bella cosa??? e sorridere di gusto!!!! sorridere!!!! molto meglio che ridere!!( a mio parere!!! ) perchè è lì che ci si prende per mano sul serio!!! "fare il claun è la cosa più seria del mondo" dice il cloun-artista Jachino. Vi saluto tutti con un grande abbraccio. Ciao e a presto.

Data: 01/05/04
Nome Claun: Molla
Ospedale: Maggiore - Bologna
Reparti visitati: Pronto soccorso pediatrico, Chirurgia pediatrica, Geriatria/Endocrinologia, Post-Acuti Compagni d'equipe: Boiler e Lana
Considerazioni:Arrivo al Maggiore con calma oggi, mi gusto il tragitto verso l'entrata, chiedo ad una mamma appena uscita dall'ala maternità dell'ospedale con il suo "nuovo" bimbo se vuole fare cambio con il mio pupazzo Eco e scatta il primo sorriso della giornata, incontro Matteo con i suoi genitori, un bimbo di circa 3 anni che è ricoverato in chirurgia pediatrica da più di 2 mesi ed oramai ci conosce bene... oggi però sta bene è in giro all'esterno dell'ospedale con un gelato in mano, appena mi vede urla:"...i pagliacci, torniamo dentro...", la madre gli spiega che faranno un giretto per respirare un po' d'aria e così ci accordiamo per andarlo a trovare al suo rientro in reparto a metà pomeriggio, Matteo si convince che ci vedremo più tardi.Trovo già Lana in atrio centrale tutta bella attrezzata, scambiamo quattro chiacchere molto piacevoli e all'arrivo di Boiler si parte per il pronto soccorso pediatrico... Diego è molto spaventato ma riusciamo ad entrare in camera togliendoci il naso e coinvolgendo la sua compagna di stanza Ester, c'è molto stupore nei loro occhi, sono piccolini e forse non capiscono bene cosa siamo. Mi è rimasto impresso un ragazzino che ha per compagnia tutta la sua famiglia, madre, padre che dorme (??...) e fratello, iniziamo la nostra "visita" provando la febbre con il metro e la madre già inizia a ridere con i lacrimoni, prova dell'alito con la pecora di Lana che regolarmente sviene e prova della vista con il libro magico... si divertono tutti (il padre dorme sdraiato... ma sorride con gli occhi chiusi).In chirurgia pediatrica Matteo ci travolge con la sua euforia da mago, vuole tante magie nuove... aiuto !!! Ovviamente il mago è lui e le magie gli riescono sempre, quando gli chiediamo "come fa a far spostare la pallina da un barattolo all'altro", ci risponde: "...eh, io sono magico!"... in 2 mesi di degenza l'abbiamo convinto per bene...in camera con lui c'è un bambino straniero che non capisce molto l'italiano che è in visita alla sorella... si diverte un sacco pur non capendo le nostre parole!!! Francesca in un'altra stanza rovina una magia a Boiler e noi lo facciamo passare per uno che vuole sempre fregare tutti con le sue magie che non funzionano, poveretto, gli era venuta benissimo ma lei l'ha fregato... Francesca in compenso si diverte.Decidiamo insieme di andare prima in post-acuti, solitamente qui diverse persone ci aspettano, ma oggi è un reparto piuttosto spento, tutto fila piuttosto liscio tra magie e battute anche se non riusciamo a fare tutte le stanze, mi è rimasta una camera in cui abbiamo tentato di entrare salutando per ben 2 volte ma nessuno ci ha risposto, così abbiamo deciso di fare i palloni all'esterno per poi entrare solo per dare il regalino, appena siamo entrati ho avvertito una piacevole sensazione di "risveglio", nel silenzio una signora ha sollevato la testa sorridendo dicendoci "che bellini che siete...", altre ci guardavano con occhi stupiti, così abbiamo deciso di restare un po' con loro... uscendo una signora ci ha detto "pensate che prima piangevo perchè i miei parenti non arrivano a trovarmi e poi siete arrivati voi a sollevarci, avete fatto bene, grazie"... Lisa sarebbe stata lì a farle compagnia ma Molla con un nodo in gola non ha potuto...Salutiamo Lana che deve andare la lavoro e un paziente blocca me e Boiler perchè ci vuole insegnare un giochetto con le carte... fatica a tenere le carte in mano... trascorrono i minuti... cerca di sistemarle... inizia la storiella... ma poi si blocca... così diverse volte, è trascorso almeno 1/4 d'ora, probabilmente non se la ricorda, è imbarazzante, Boiler tenta di aiutarlo molto delicatamente, ma non ha successo, non sappiamo come fare perchè lui continua a muovere le carte... fortuna che arrivano i suoi parenti e con questa scusa ci saluta... situazione molto difficile da gestire per non ferirlo, la provvidenza ci ha aiutato anche oggi !!E' ormai tardi, in geriatria stanno già servendo la cena, facciamo solo qualche palloncino e sorridiamo a tutti... le persone sono troppo intente a mangiare, almeno ci sorridono... in endocrinologia una signora non vedente ci accoglie calorosamente insieme al marito, le facciamo un paio di indovinelli, lei ride e la lasciamo mangiare. E' stato un servizio molto piacevole grazie a Lana che è molto fantasiosa e a Boiler che improvvisa facilmente, anche se lungo ed un po' lento, abbiamo visitato molti reparti numerosi ed incontrato diversi pazienti piuttosto sofferenti

Nome claun:Smorfia
Servizio: Regina Margherita 3/5/2004
Reparti:Day Hospital Dialisi + Nefrologia
Equipe: "Gli allegri cacciatori di bruchi",cioè Aureola, Fatilla, Kimba, Molico, Dolly ed io.
Considerazioni: Il servizio è iniziato con un'incredibile energia...sembrava che tutto procedesse al ritmo del nostro allegro inno claun..."BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRU...".La sintonia tra i claun si è creata fin dal primo incontro con la piccola Letizia: i suoi occhioni dolci e il suo timido sorriso di fronte alle richieste di cure per il dito di Molico sono stati la spinta iniziale per partire con gioia.Poi i corridoi, la gente con gli occhi spalancati,lo stupore nel veder marciare questa pazza brigata....mi sembravano tutti bambini, noi e loro, grandi e piccoli bimbi che trasformano un ospedale in un mondo fantastico. In Dialisi abbiamo fatto la conoscenza di due principini serbi :Vladjmir e Miriam. In loro onore si sono aperte le danze,i canti ed un allegro teatrino nato dalle nostre dita...e mi sentivo al settimo cielo, perchè il loro sorriso era la prova evidente l'allegria elimina la distanze di lingua e cultura.Ma il viaggio continua..."BRUCO ,BRUCO,BRUCO,BRUCO,BRRUCO..."...E ARRIVIAMO IN NEFROLOGIA. I bimbi ci aiutano nel mimare alcune filastrocche:io faccio la STUPIDA CALZA SOMARA e poi mi lancio nell'interpretazione dell'OCA...hei sono proprio brava a fare l'oca!Devo preoccuparmi? Insomma un servizio veramente intenso,grazie soprattutto ai nostri piccoli pazienti e a degli incredibili compagni: Aureola e il suo vulcano di idee,Fatilla e Kimba con la loro dolcezza, i pallemmitaniiii Molico e Dolly che posso solo definire fantastici.Grazie a tutti e...alla prossima puntata! baci,Smorfia

NOME CLAUN: Aureola
DATA: lunedì 3 maggio 2004
OSPEDALE: Regina Margherita - Torino
COMPAGNI D'EQUIPE: Dolly (Vip-Palermo) - Fatilla - Kimba - Marcomix - Molico (Vip Palermo) - Smorfia
REPARTI: Day Hospital di Dialisi (Ospedale 8° Piano)
CONSIDERAZIONI:Reduce dal WE di formazione del gruppo VCM Napoli, durante il quale hanno transitato a casa nostra: Dolly, Mollico, Spilletta e Tontì (trauma dal quale a Spillo occorreranno almeno un paio d'anni e di sedute psicoanalitiche intense per riprendersi...) + a pranzo e cena: Sogno, Maggiolina, Robertona, Pertica, Willie... appunto reduce da questo intenso We, come organizzato precedentemente, stamattina ci siamo recati al regina Margherita per inaugurare il servizio al Day Hospital di dialisi. Erano con noi Dolly e Mollico, i quali sarebbero poi partiti direttamente per Palermo in aereo alle 13.00, accompagnati all'aeroporto da me e Marcomix.
Il servizio inizia già all'ingresso del Regina, dove incontro una Kimba veramente sciantosa (Mollico se ne è innamorato all'istante), con un copricapo con-turbante, occhiali da Lolita e fare sexy ancheggiante con i suoi sandaletti indossati su calze a righe colorate con i ditini... con lei c'era Fatilla, dolcissima e tendente al rosa e Smorfia a pois gialli e neri. Marcomix era dotato di chitarra (grandissima risorsa). Così all'ingresso, intratteniamo Letizia e Emy, due bimbine che stavano andando a casa. Passiamo dal corridoio ex prontosoccorso facendo il saluto-tergicristallo (dato che pioveva)... e preso l'ascensore fino al 5° piano e poi proseguendo per le scale fino all'8° piano entriamo nel reparto nefrologia.
Al DH di Dialisi troviamo Vladimiro e M... (non ricordo il nome sigh!) due bambini serbi che, a detta delle infermiere non avrebbero capito l'italiano. Ma per i bambini il canto, il gioco e i claun sono un linguaggio universale e infatti i due maschietti di circa 4-5 anni hanno giocato con noi divertendosi parecchio. Abbiamo cercato il bruco, ballato e cantato il Coccodrillo, mimato e cantato "Nella vecchia fattoria" e provato il teatrino delle marionette con il copione che vi ho mandato ieri. I bimbi rispondevano alle nostre domande, mentre noi cantavamo e mimavamo, loro suonavano il tamburello e lo squacker che io avevo dato loro. Le infermiere hanno collaborato e si sono rese conto che i bambini rispondevano alle nostre provocazioni ed erano contente anche loro.
Ci siamo poi trasferiti in sala giochi di Nefrologia, dove abbiamo trovato bambini favolosi: abbiamo ballato tutti insieme e ... cercato il bruco, abbiamo mimato la "Filastrocca per non far cadere le calze" e mimato tutti insieme una favola inventata lì per lì, con un sottofondo musicale della chitarra di Marcomix. Davide è stato uno gnomo da "mangiare" tanto era contento e sorridente, poi c'era una bimba che faceva la fatina, e due alberi, interpretati da due bambini, e ancora Kimba era la strega cattiva che poi diventava buona, Mollico il mago scemo, Smorfia e Fatilla le paperette....Aureola narrava... Dolly era la Pantegana sicula....
Insomma è stato un servizio emozionante e veramente divertente.
Personaggi e interpreti:DOLLY: pantegana sicula, simpatica, e pronta ad intervenire in ogni occasione.
FATILLA: ottimo il costume, gli interventi attenti, mirati e collaborativi. Perfetta sintonia. deve lavorare di più sulla voce del suo personaggio poi è perfetta.
KIMBA: vamp simpatica anche con i bambini. perfetto il costume, curato nei particolari, anche la voce ammaliante. Sicura di sé, collaborativa, adeguata ad ogni situazione.
MARCOMIX: suonatore, cantore, il nostro menestrello... la sua chitarra ci ha aiutato tantissimo, rende subito allegri e sblocca situazioni difficili.
SMORFIA: anche lei molto collaborativa, simpatica e pronta a collaborare immediatamente e con stile. Mantiene bene il personaggio che si adegua con tranquillità al cambio di situazioni. Una pantera rosa suadente...
MOLLICO: ha costruito un personaggio da contadino ebete siculo, decisamente scarso nella parte del leone, ma si è rifatto nella parte dell'elefante... Notizia per Vippella 2000: si è perdutamente innamorato della "contessa" Kimba...
Tutti abbiamo collaborato a rendere questa giornata di pioggia una bella giornata di sole per i nostri bimbi. Purtroppo non siamo riusciti ad andare in DH di oncologia, perché dovevamo accompagnare Dolly e Mollico in aeroporto, ma andremo di certo tra 15 gg. Contiamo di mantenere questo servizio al lunedì perché abbiamo visto che per i bambini è stata una bella sorpresa trovarci lì e giocare con noi. Abbiamo visto che è anche bello fare "accoglienza" all'ingresso. Per i bambini entrare in un ospedale dove ci sono i claun è un impatto sicuramente meno traumatico.
Grazie a tutti i mei compagni oggi è una bella giornata di sole!
Aureola



APRILE 2004


CLAUN OPOPOMOZ E MORK
DATA 10 E 11 APRILE
Salve a tutti, cari fratelli di Vip Italia.
Apparteniamo al gruppo "O'sole mio" di Napoli.
Ci scusiamo per il ritardo con cui ci facciamo vivi per l'esperienza del 10 e 11 aprile, ma è tutta colpa di Mork, che a furia di andare nello spazio, finisce con l'avere sempre la testa fra le nuvole, dimenticando che il suo amico terrestre Opopomoz non ha il computer e aspetta che Mork si connetta alla terra…
Alla fine eccoci qua…
Prima di esternarvi la gioia provata a Torino, prestando servizio negli ospedali Regina Margherita, Molinette e … non ci ricordiamo il terzo (!!!) [Martini] , vogliamo subito dirvi che abbiamo avuto un'ospitalità unica, a partire dalla clown Meringa e dal marito Mario, che ci hanno ospitato come fossimo dei figli che tornava no da un lungo viaggio. Una coppia eccezionale, animati da uno spirito di fratellanza mai incontrato prima e che ci hanno letteralmente "donato" casa, adattandosi loro alle nostre esigenze!!! E non sono poche per chi conosce Opopomoz! Meringa e Mario hanno davvero un cuore grande e cogliamo l'occasione per inviare loro un abbraccio mega, in particolare a Meringa in un momento così duro. In merito all'esperienza vissuta negli ospedali, dobbiamo riconoscere che ci ha toccato nel profondo. All'inizio pensavamo di non farcela. Ci sono casi, veramente tristi, di bambini che soffrono e una cosa è immaginare la sofferenza, altra è viverla. Nonostante questa consapevolezza abbiamo trovato la giusta carica di energie per rendere un servizio che speriamo e crediamo sia stato utile… e questo grazie anche alla nostra psicologa (del gruppo O'sole mio) Lunet, che ci ha preparati, facendoci riflettere in anticipo su quello che avremmo potuto vivere a livello emotivo, motivandoci ad andare oltre la situazione immediata e insegnandoci a raccogliere le nostre energie per donarle ai bambini e agli ammalati tutti, al fine di farli sorridere e fargli dimenticare la situazione in cui si trovano. E questo anche perché se è vero che un sorriso allunga la vita, allora… che ben venga !!!! Un grazie speciale va quindi a te, Lunet, perché il tuo contributo è stato fondamentale.
Con riferimento al gruppo di Torino vogliamo dirvi che siete veramente un gruppo straordinario, per accoglienza, simpatia, vivacità, capacità di coinvolgere. Non dimenticheremo la sera di "pasquetta" insieme in trattoria, dove sembrava di stare in compagnia degli amici di una vita… Fatilla, Kimba, Pagina, Dotto, Aquilone, Meringa, Cravattino, Crusca , Aureola, Spillo .
Ma a questo punto anche le dolenti note…
Aureola ci ha invitati a sollevare osservazioni (anche) critiche sui tre servizi prestati… e nelle critiche ci mettiamo anche noi. Ebbene, un rilievo che può essere mosso è che talvolta si sono verificati episodi di distrazione, in cui singoli componenti del gruppo si distaccavano, non partecipando a gag a momenti di animazione e non favorendo complicità e collaborazione. Talvolta, comportamenti del genere rischiano di far ricadere sulle spalle di chi è più esperto l'intero lavoro di animazione. Ed ancora, rispettare un po' di più il proprio personaggio clown, lasciandolo venir fuori; avere la pazienza di restare in presenza di un ammalato anche se la gag non sta riuscendo un gran che, o l'ammalato manifesta imbarazzo, disagio o semplicemente non gradisce. In altre parole, avere la capacità di vivere le proprie emozioni senza fuggire via, rimanendo consapevoli di quello che sta avvenendo dentro di noi. In questo senso non ci mancano i momenti di condivisione, ciascuno all'interno del proprio gruppo, momenti in cui è possibile sperimentarsi sul piano emotivo. Come anche non mancano i momenti di grande divertimento ed esaltazione che aiutano a liberarci di quello che di brutto o di triste può restare

Claun Zummolo
4-4-04
OSPEDALE: Vimercate
Reparti visitati: Pediatria
Compagni di equipe: Dolcetto, Doccia, Dudol
CONSIDERAZIONI:
Preambolo (semiserio):alla fine della vestizione, per l'abbinamento angelo, Dudol ha avuto l'idea di fare una sorta di morra
cinese (mano su/mano giù) che a suo dire avrebbe dovuto semplificare le cose. Un po' perché il fatto che Dudol avesse avuto un'idea ci è già sembrato un avvenimento eccezionale, un po' perché nessun altro ha avuto illuminazioni migliori, abbiamo
accettato. Per circa dodici volte di seguito il risultato è stato o abbinamento dispari (rapporto 3/1) o coppia nulla (Zummolo/Dudol - Doccia/Dolcetto).
Alla fine, dopo attacchi vari di isteria collettiva e liti furibonde, una conta normale è riuscita a creare abbinamenti validi (io/Dolcetto - Dudol/Doccia) e abbiamo potuto cominciare il servizio.
Considerazioni (serie):
Questa volta è stato più difficile rompere il ghiaccio. Nelle prime due stanze mi sono sentito come bloccato, non mi veniva niente da dire. Non so spiegarmi il perché. In entrambe le stanze c'erano molte persone, ma erano tutti veramente ben disposti verso di noi. In una delle due c'era un ragazzo adolescente bloccato a letto, ma non ha dato il minimo segno di rifiuto. Non era insomma una situazione negativa, ero solo semplicemente imbranato. Mi sono salvato facendo il mimo, improvvisando facce e regalando palloncini, ma devo dire un grazie gigante a Dolcetto. Usciti dalla seconda stanza ci siamo incamminati lungo il corridoio e all'improvviso è sbucato correndo Dudol, armato di spada, seguito da Andrea, un terribile frugoletto quasi più piccolo della spada che aveva, che inseguiva felice: un'immagine meravigliosa.
Il seguito del servizio è stato molto più semplice, abbiamo continuato in corridoio con le invenzioni di Doccia e Dolcetto, le genialità di Dudol (a un certo punto si è ammanettato coi palloncini) e la fattiva collaborazione di infermieri e genitori.
In corridoio le cose mi sono sembrate più facili, ci si sente come in territorio neutrale, nelle stanze invece è come entrare in una sfera più privata. Mi piacerebbe sapere se qualcun altro ha avuto questa stessa sensazione. Lo chiederò alla prossima
riunione.
Considerazioni negative: nessuna. La sensazione di imbranataggine iniziale non la ritengo una cosa negativa. È stata una cosa negativa per me, ma forse la mia goffaggine ha comunque contribuito a far sorridere qualcuno. Un abbraccio
Zummolo

Claun çiaPippi
OSPEDALE: Molinette - Torino
data: 4-4-04
Reparti visitati: Ematologia&Cardiologia
Compagni di equipe: NonnaVillie (si scrive così? ditemi di sì, mi spiacerebbe aver sbagliato ma..so che LaNonna non se ne risentirà!) e Kimba (anche lei giovane leva dei TimidAllegri..)
CONSIDERAZIONI: siete pronti??????? cu cù?!?!?!?!?!
çiaPippi or not çiaPippi?!.......çiaPippi or not çiaPippi?!.......ma è proprio la çiaPippi in persona!!!!!!! un prrrrrrrrrrrrrrrrrrr affettuoso per tutti i miscredenti convinti che non mi avrebbero mai "letta"!!! ;°) ebbene sì, cari miei "red nasini", credo tocchi proprio alla çia..anche se MOLLLLLLLLLTO più "panata" del solito (il che', riconosco, è già un bel dire...!), causa il primissimo servizio di ieri.......chi era "di corsia" non ha stentato ad accorgersene..vero?!?!?!?! sono accettati commenti..NON MI OFFENDO!!!!!!! :°)
..a tal proposito mi permetto di dare un'affettuosa tiratina d'orecchie alla nostra meravigliosa nasina Venerdì!!! perchè?, vi state chiedendo??? ma..ve lo dico io perchè!?! negli ultimi giorni continuava ad accompagnare i suoi sms con la frase: "chiama se avessi bisogno, non farti problemi. ok?"!!! ed io, ignara, mi sentivo anche un tantino tontarella perchè mi sfuggiva il "significato più profondo" della sua affermazione (peraltro sempre carinissima..per chi non lo sapesse la nostra AMICIZIA conta un tot di anni..ma mai così protettiva!!!). solo ora, e cioè dopo il mio "debutto in corsia", è tutto MOLLLLLLLLLLto più chiaro!!! NON MI AVEVA DETTO CHE ALLA FINE DEL SERVIZIO LA SENSAZIONE SAREBBE STATA QUELLA DI: ESSERSI IMBATTUTI IN UN FRONTALE CON UN TIR A TUTTA VELOCITA'... E CHE QUEST'ULTIMO, NON CONTENTO, SAREBBE ANCORA PASSATO E RIPASSATO PIU' VOLTE SUL MIO CORPICINO ESANIME PER ACCERTARSI CHE NON NE RIMANESSE ESONERATO NEMMENO UN OSSICINO!!!!!!! (ho spaventato, per caso, i nasini che attendono di fare servizio?! suvvia, continuate a leggere e non scoraggiatevi..MAI!!). secondo voi perchè Venerdi' non mi aveva preparato? io l'ho scoperto nello stesso istante in cui mi sono "impattata" col tir!! aohu, sto parlando della PA U RA!!! non è che qualcuno decide di non fare più servizio o che arriva scafandrato?!?!?!?!
:°)
la storiella continua..............intanto che il tir mi calpestava e ricalpestava, sentivo una sorta di ENERGIA STRATOSFERICA aumentare in me, al punto che un istante dopo la sua resa ero IN PIEDI e CARICA PIU' CHE MAI!!!!!!! e........Venerdì?! già!......non aveva voluto privarmi di un'emozione così GRANDE!!! GRAZIEEEEEEEEEEEE CUCCIOLA!!!!!!!
un GRAZIE SPECIALE va, indubbiamente, alla NonnaVillie..un vero ANGELO..un PORTENTO........la sua dolcezza mista ad intuizione, sensibilità e.."magia", ha fatto sì che tutto fosse così naturale al punto da annullare totalmente ogni sorta di timore fin dal momento in cui ci si è prese per mano nel corridoio centrale delle Molinette per raggiungere il nostro primo reparto di Ematologia! ebbene sì, cari miei nasini d'avventura, ho esclamato a voce alta: bhè, come inizio non c'è male!!!!!!! e le gambe quasi cominciavano a cedere dalla fifa....... ma non era finita qui..perchè sulla porta della prima stanza ci attendeva un uomo che "gentilmente", questo sì, ci chiedeva di non far visita a sua moglie perchè molto stanca... cosa avreste fatto al mio posto?! indubbiamente l'avere accanto NonnaVillie e la mitica Kimba (che ringrazio di cuore!!! ciaooooooo gioietta!!!), con la quale si è insaurato come per magia un incredibile feeling, mi ha regalato la giusta carica emotiva, un vero toccasana! non ci crederete ma..da quel momento in avanti il mio nasino rosso ha cominciato ad andare sulle nuvole, più carico che mai ed io, ormai çiaPippi in tutto e per tutto, non mi son nemmeno più resa conto di quanto mi accadeva attorno..ho lasciato che fossero le mie emozioni a guidarmi senza preoccuparmi di sbagliare. infondo ciò che han cercato di trasmetterci Aureola&Bailando fin dal primo giorno del corso è stato: LASCIARSI ANDARE E, ABBANDONANDO OGNI SORTA DI PAURA, RIUSCIRE FINALMENTE AD ESSERE NOI STESSI IN PROFONDITA'.........e così è stato!!! .........son riuscita a sorprendere anche me stessa per la naturalezza (giusto o sbagliato ciò che ne veniva fuori..non so nemmeno più cosa...?!) e tornare a casa stravolta ma davvero FELICE!!!
eheheh, lo so che starete pensando che la çiaPippi è matta da legare... se la reazione ad una porticina sul nasino è stata questa, allora..... sì, avete ragione! forse non tutti sanno che, non per nulla ho chiesto di esonerarmi, almeno per il primo servizio, dalla Neuropsichiatria. capite?! il rischio che mi trattenessero era troppo alto.........! :°)
scherzi a parte.......desidero estendere un abbraccio fortissimo anche al resto dei nasini che ieri erano con noi alle Molinette per il primo servizio: FATilla, Fiammella, Patacca (o ErPatacca?), Peperita e gli "angeli" Variegato&Gnappo che han contribuito, non indifferentemente, a smorzare la tensione pre-servizio che avevamo accumulato. notare che con FATilla, Fiammella e Kimba ci si era incontrate prima, per sostenerci a vicenda!!! ciò nonostante (e spero possa servire da incoraggiamento per i "nasini dubbiosi" che "tremano" nell'attesa del primo servizio.......nonostante non mi faccia onore........) ero talmente fuori di zucca appena arrivata in ospedale che, al momento di bere un caffè, per aumentare l'adrenalina!..............sapete cos'ha combinato la çiaPippi?!?!?!?! ha aperto la bustina di zucchero, rigorosamente di "canna" (e non pensate male, son SEMPRE stata "allergica" ad ogni sorta di stupefacenti....qualcuno aggiungerebbe che comunque NON NE HO BISOGNO!!!), e invece di versarla nella sua tazzina è partita convinta per vuotarla nel delizioso marocchino che, nel frattempo, Kimba aveva prelevato dal banco e stava girando placidamente.... ..e che nessun rida!!!!!!! oki?! ;°) pertanto..FIDATEVI della çiaPippi, se son passate le paure a lei..posson passare a chiunque e vi garantisco che dal momento in cui varcherete la soglia del reparto, anche con un sol ditino del vostro piedino, messo sù il nasino rosso, null'altro vi preoccuperà....SARETE UNICI, ne son sicura!!!!!!! ..cosa aggiungere? intanto che, chi di voi è riuscito a "leggermi" fino infondo è più "fuori di nasino" di me e.......che non smetterò MAI di ringraziare Colui che ha permesso v'incontrassi!! ci credo fermamente, come credo che NULLA AVVIENE MAI PER CASO... un'esperienza UNICA che mi sta regalando TANTO..ed, ALMENO ALTRETTANTO, spero di riuscire a donare a chi, nella sofferenza, non ha più occhi per vedere quanto, comunque vadano le cose, LA VITA E' E RIMANE UN GRANDE ED UNICO DONO....nell'attesa di vedervi domani, auguro ad ognuno di voi un sereno inizio settimana&una buonissima giornata "di sole".......quello che ognuno di noi custodisce infondo al suo cuore e che non smetterà MAI di brillare!!!
affettuosissimamente...çiaPippi

Claun Billy
data: 3-4-04
Ospedale: Martini e Ospedale Regina Margherita
Compagni d'equipe: Aureola, Ciambellina, Tarassaco, Tregentil (NA)
Considerazioni: Questo era il 2° servizio fatto di pomeriggio con i bambini mentre la mattina con gli adulti. La sera poi siamo andati a mangiare la pizza e a fare un giro di Torino " magica", ma poi leggerai.Mi sono trovato in macchina solo con Aureola e ho subito espresso diverse considerazioni sulla figura del claun come l'ho vista io.Ti dico questo perchè nonostante fosse il mio primo giorno al secondo servizio ho fiutato diverse cose ( giuste o non giuste non importa vanno prese solo in considerazione)........la confusione peraltro più che giustificata dei nuovi sulla figura claun ma non solo dei nuovi.
Ecco: noi siamo dei claun e siamo li in ospedale per far ridere e per caricare di allegra energia tutti, ma soprattutto i "difficili"!! Ci sono già tanti altri servizi di volontariato, ti aiutano, ti danno dei consigli.....ma noi No!!Non è raccontare l'indovinello o fare il palloncino in ogni stanza con ripetitività e monotonia il motivo per il quale siamo stati chiamati, forse aiuta più te claun, ma l'improvvisazione basata sull'atmosfera che percepisci diversa da stanza a stanza e che ogni volta ti fa tirare fuori cose nuove ma soprattutto ti fa vedere cose buffe che magari solo la tua immagine di claun vede, ma in quell'istante e per te motivo di gioia e allegria da trasferire in maniera altrettanto buffa.
Come può la nostra immaginazione spaziare e far ridere se ci si concentra sull'indovinello o ....Bene allora magari li utilizzo quando quel malato mi sta dicendo con la mente che vorrebbe GIOCARE con un palloncino......ma non tutti.......Mi ricordo che in una stanza ero con ciambellina e talassaco e una bambina ci chiese un palloncino,noi siamo alle prime armi con i palloncini e poi talassaco si divertiva a farli scoppiare tutti, ma questo a lei la divertiva e quindi anche a noi di ceva di avere solo palloncini "vecchi", bene allora le dissi alla bimba di esprimere un desiderio, chiedere qualsiasi forma. Mi chiese una mucca e quando gliela diedi lei si mise a ridere. Ovviamente non aveva niente di mucca, ma assolutamente niente, ma non importava a nessuno alla fine.....lei aveva riso, anzi adesso che ci penso bene entrò poi nella stanza forse Aureola o....e la bimba le fece vedere le corna che all'inizio vedevo solo io, ma poi.... Ogni stanza era diversa, sentivo appena entravo un'atmosfera diversa ( dovuta anche alle mie puzzette) e ogni stanza aveva bisogno di qualcosa di diverso per iniziare a creare l'atmosfera della risata..... poi diventa tutto più facile.
Far ridere, far ridere, far ridere e ti sembra facile Billy?
No penso sia uno dei mestieri più difficili del mondo, ma proprio per questo adesso vi racconto una parte di discorso avvenuta la mattina nello spogliatoio dell' Ospedale Martini sulla figura del claun e spero faciliti le cose a chi di voi pensa di avere qualche difficoltà: sento un Angelo dare consiglio ad un claun "nuovo" dicendogli:" devi essere te stessa" e subito dopo un altro angelo ribatte " non è vero perchè quando sei te stessa non sei in verità come quando fai il claun".
Ok ragazzi analizziamo bene queste due frasi che reputo di fondamentale importanza, perchè secondo me avevano ragione entrambi e sta proprio nel cercare di capire che è l'unione delle due cose che fa la figura claun.Non puoi solo essere te stessa e fare qualche palloncino o.....eh così mi sembra un pò troppo facile.Invece non è per niente facile.
Alla fine dei due servizi i due amici claun venuti da Napoli pensavano forse che non ero felice perchè non ero allegro, ma gli spiegai che avevo dato molta della mia energia ai malati e avevo solo bisogno di una doccia.Ogni stanza diversa, ogni malato diverso, entri e inizi a dare la prima energia che serve alla stanza, ai muri, ai letti ecc, poi ci sono i parenti e anche a loro dai energiaallegra e tutto ciò va avanti da solo perchè il tuo personaggio claun incredibilmente libero sa che è li per riuscire a farli ridere e poi inevitabilmente si diverte anche lui, e già perchè la risata è contagiosa, come lo sbadiglio e utilizza qualsiasi cosa che sta intorno per sucitare l'allegria e la risata.
Tarassaco ride delle sue battute che capisce solo lei, ma è contagiosa. Si è creata un suo personaggio Buffo, qualcuno di voi forse pensa in questo momento che il claun non deve essere necessariamente buffo e secondo me si sbaglia! Si buffo, perchè ti aiuta; le persone quando vedono una cosa buffa sono più portate a ridere, e non ci dimentichiamo che noi dobbiamo farli ridere!!!Siamo addirittura fortunati perchè possiamo utilizzare la figura del claun buffo per farli ridere e allora utilizziamola.
Mettiamo un pò di noi nel cercarci un personaggio claun che si avvicina tanto a noi, cerchiamogli la voce, che non è la nostra, perchè noi nella nostra vita normale non abbiamo la camminata buffa, non abbiamo la voce buffa o non siamo così ampi nelle espressioni del viso e del corpo, ma semplicemente perchè queste cose le abbiamo dimenticate e nascoste ma se ci pensi bene quante volte dici" guarda quel bimbo che buffo" e ridi di sana gioia, allora tiriamo veramente fuori la parte di bimbo che c'è in ognuno di noi e diventeremo buffi, nascerà il nostro personaggio claun, quindi qui mi riporto a quello che diceva il secondo angelo dandogli ragione, ma nello stesso modo il tuo personaggio deve essere quanto il più possibile se stesso ( infatti i bimbi lo sono) ed allora entra l'importanza nel trovarsi il claun che ti permette di utilizzare i movimenti, la voce , beh tutto quanto il più possibile vicini a te in modo da poterli utilizzare con disinvoltura e poi penso che alla lunga ci sarà un unione delle due figure in una unica.
Quello sei tu veramente e poi allora si che diventerà tutto più facile e contagioso e immaginati quattro claun in una stanza cosa non possono creare con la loro sanaallegriaenergia.Per riuscire ad improvvisare e a far ridere quando ti metterai il nasetto rosso e allora un'insolita energia positiva ti assale e ti porta ad essere il claun che a te fa tanto ridere perchè è "libero di fare quello che vuole" per far ridere e propagare energia positiva.Essere se stessi,perchè comunque dopo la ricerca accurata del personaggio ,comunque assomiglia così tanto a te, è tutto ciò che di buffo c'è in te, e che comunque ti fa ridere. Si questo penso sia un'altra cosa importantissima: il nostro personaggio claun ci fa ridere! ridere di se stessi! che figata fare il claun.
A tutti un bacino sul nasino rosso e un grazie particolare al claun Bruscia di Milano perchè e anche grazie a lei che vi ho conosciuto.
Ah dimenticavo una considerazione che prima dei miei primi due servizi non potevo ancora dire: fare animazione e fare il claun sono due cose diverse.Un giorno con calma Vi faro una mia considerazione su questo. Adesso partirò per lavoro ma rientro per il servizio del 22 o 23 Maggio non vedo l'ora di divertirmi con voi e con gli amici che dormono in ospedale.
Billy

Nome: Piripilla
Data: 3 aprile 2004
Ospedale: Infantile "Cesare Arrigo" di AL
Compagni di equipe: Gironzella, Winnie, Batteria, Sorrisina e Vaniglia
Ciao a tutti cari claunini...
La vostra Piripilla si fa seria seria per una volta e condivide un'esperienza strana... a conferma del fatto che un claun non si può MAI considerare fatto e formato, ma c'è sempre da imparare...
Sabato turno all'Infantile... Parto carichissima, ho dormito un sacco e per una volta vado a fare servizio al top delle mie forze. Incontro Gironzella, Winnie, Batteria, Sorrisina e la nostra fantasmagorica capoturno Vaniglia... Ci dividiamo in un paio di gruppetti e via si comincia dal piano terra (Pediatria) dove tutto fila liscio come l'olio... L'atmosfera è a dir poco calorosa, festosa, alcune facce ci aspettano e altre ci scoprono per la prima volta... Comunque sia, il feeling che si instaura con i piccoli pazienti è fantastico!
E' con questo umore alle stelle che saliamo al secondo piano (Ortopedia e Chirurgia), tranne una stanza (dove c'era un bimbo appena operato a cui abbiamo appena fatto una cosa veloce per lasciarlo riposare) siamo ben accetti dappertutto, addirittura una delle mie celeberrime magie (e chi le ha mai viste sa bene di cosa parlo......... No comment!!!) viene richiesta nella stanza in cui c'erano Winnie e Batteria, così mi dò il cambio con Sorrisina che era con loro e via si mette in piedi la magia dei barattolini, con una mamy super collaborante (vi giuro che stavo per chiederle se avesse voglia di fare il claun nella vita... Davvero fantastica, con una mimica ed una fantasia che ci hanno estasiati e dato una gran mano!!). Con lo slancio di questa stanza, ci catapultiamo nella stanza seguente, dove c'è un bimbo con una signora che aspettano di andare a casa, bussiamo, entriamo di getto e ci troviamo davanti ad un bimbo del Cottolengo di Tortona (sezione locale di quello torinese)... Vi giuro che a Piripilla si è mozzato il fiato.
Perchè? Non sapevo come comunicare con lui... Vincenzo sente, da quello che ci ha detto la signora che era con lui sente tantissime cose, ma noi che siamo legati ai nostri stupidi canoni di comprensione non rimaniamo facilmente sulla sua lunghezza d'onda... "Parla" con piccoli suoni, tenendo praticamente sempre la bocca chiusa, sguardo un po' perso nel vuoto...
Vi giuro che avrei saputo meglio come comportarmi davanti ad un neonato di due settimane o davanti al bimbo sordomuto che abbiamo incontrato una volta (Corso LIS docet!)... Volevo con tutta me stessa comunicare con lui, fargli sentire la nostra presenza e non limitarci a lasciarci un palloncino come se fosse un bimbo dormiente... Vincenzo si meritava molte più attenzioni...
Gli abbiamo parlato, gli abbiamo accarezzato le manine... La signora che era con lui ci ha detto che era incantato dai codini e dai lacci che c'erano sulla mia testa... ed ad un certo punto mi ha indicato...
Mi credete se vi dico che non fosse stato per il trucco avrei avuto le lacrime agli occhi?
Mi fermo qui in questa condivisione, il resto del servizio è andato bene, nonostante ci fosse una Piripilla a mezzo servizio per via di tanti pensieri per la testa!!!
La signora che era con Vincenzo ci ha nuovamente chiesto di andare a trovare i bimbi del Cottolengo di Tortona e in quel momento ho davvero capito quanto servirebbe loro la nostra attenzione, per quanto questo ruberebbe a noi energie da vendere... Se la meritano: quella scienza su cui io sto basando la mia vita, ha fatto loro uno scherzo davvero infame, ma hanno diritto a qualcosa di più, almeno di un sorriso, accompagnato dalle amorevoli cure delle suore che li seguono, e vi assicuro che non fanno poco...
Quegli occhi e quelle manine mi rimarranno in testa per sempre e secondo me è anche e soprattutto per Vincenzo e per tutti quelli come lui che va avanti la nostra missione, perchè tutti, INDISTINTAMENTE, hanno diritto ad un naso rosso che dia loro tutte le attenzioni che COME ESSERE UMANO merita.
Grazie per essere arrivati fino qui e grazie super millissimo ai miei fantastici compagni d'avventura!!!
*Piripilla*
V.I.P. Clown Marameo
Alessandria

Claun Aureola
OSPEDALE: Regina Margherita - Torino
data: 3-4-04
Reparti visitati: quelli dell'Ospedale: Nefrologia, Cardiologia, Neurologia, Chirurgia, Ortopedia, Pneumologia
Compagni di equipe: Billy, Ciambellina, Tarassaco, Tregentil (O Sole Mio-NA)
CONSIDERAZIONI:
Che meraviglia ragazzi da un po' ho la sensazione di vivere in Comunità: in casa mia oramai da qualche mese, si alternano i ragazzi di Napoli e quelli del VCM (Volontari Claun in Missione). La camera dove dormivano i miei figli è diventata una camerata-dormitorio e un'allegra confusione pervade nei WE la vita metodica e scandita dai ritmi del PC mia e di Spillo. Sabato mattina sono appunto arrivati 4 ragazzi del gruppo O Sole Mio di Napoli + il fidanzato di Lunet. Incuranti delalmancanza di sonno dopo una notein treno seduti riuscendo a dormire a sprazzi, alle 10.00 erano già pronti e truccati per andare al Martini.
Aquilone è venuto a recuperarli per portarli in ospedale, mentre io, che ero rimasta a casa invece di andare con Bailando e Pepita a condurre un corso a Vasto (Chieti), per riposarmi... (ma quando??? ahahahaha!!!) mi sono occupata di fare la spesa e mettere insieme almeno un pranzo per ripagarli della sfacchinata fatta per onorare lo spirito di Servizio claun. Ore 13.15 i ragazzi tornano dall'ospedale Martini, cono loro c'è anche Ariel. Raccontano con grande entusiasmo la loro prima esperienza, ingurgitano le lasagne che evevo loro preparato e praticamente senza riposo, ci si veste e ci si trucca per andare al regina Margherita. Questa volta farò servizio anche io con loro, che bello!!! Finalmente di nuovo in pista! Dotto e Billy vengono a recuperarci in macchina. Al Regina troviamo gli altri Timidallegri al loro primo debutto alcuni e al secondo debutto altri che avevano infatti già fatto servizio al mattino al Martini. I tre Angeli si dividono i ragazzi e con me vengono: Tregentil, Tarassaco (oramai conclamata nel suo nome), Billy e Ciambellina.
Ci dirigiamo al reparto "Ospedale" e iniziamo dall'8° piano: Nefrologia. L'esordio è ottimo, i tre bambini della prima stanza ridono a crepapelle alle "scorregge" di Billy e alla sua paura al comparire del "bambino-killer", un mocciosetto di 3 anni che sembrava inseguirlo. Le mamme, dapprima diffidenti, si lasciano andare e sorridono con i loro bambini. Proseguiamo verso Cardiologia, dove Aurelia piena di tubicini, in compagnia del fratello e della sua ragazza al nostro arrivo mostra un viso inespressivo e allo stesso tempo diffidente.
Ignoriamo l'atmosfera di tensione e interagiamo col fratello e la ragazza: una danza di Tregentil, un giro di squalo che morde, le puzzette di Billy, le battute di Tarassaco e la dolcezza di Ciambellina, fanno il miracolo e anche Aurelia ride. In Neurologia Tregentil ha il primo impatto con la difficoltà della lingua francese: infatti in un letto troviamo un ragazzo del Togo. Dapprima ci saluta indifferente e quasi scocciato della nostra presenza, poi, quando gli spieghiamo che Tregentil è francese, si apre e inizia a parlare con lui in francese, Tregentil è leggermente in difficoltà, e così confessiamo al ragazzo che di francese Tregentil ha solo il "personaggio claun" , ma oramai il ghiaccio è rotto e così cantiamo insieme prima la Marsigliese, poi l'Inno di Mameli e poi l'Inno del Togo. tentiamo di cantare anche l'inno della Romania con Florin, il bambino romeno del letto accanto, che invece piange perché non vuole stare in ospedale. Non è facile distrarlo e nemmeno farlo ridere, ma facciamo del nostro meglio e in alcuni istanti riusciamo a farlo sorridere. In Chirurgia abbiamo un grande successo: ci aspettano i bambini e le mamme, e i bambini sono davvero tanti. Insceniamo la scenetta di Cappuccetto Rosso. Tarassaco resce a far scoppiare 15 palloncini su 15: Amplein!!! E sostiene che qualcuno le ha dato palloncini "secchi"... Provo il mio nuovissimo teatrino dei burattini e riesco a far smettere di piangere un bambino in una stanza con Tregentil, ma capisco che devo perfezionare le storie e legarle ai personaggi e Tarassaco mi fa notare che insieme ai personaggi in scena c'è anche un mio dito (nudo!). Ciambellina balla con Tregentil la Morte del Cigno e un tango appassionato, mentre Billy si cimenta con il trucco del giornale e dell'acqua: prima volta va bene, la seconda a momenti innaffia tutti i bambini.... Il mio cestino a tre scomparti fa la sua bellla figura e così pure lo squalo che morde. Riusciamo anche a cantare "Con un bel naso rosso" e a far fare il coro ai bambini... Sono ormai trascorse le 18,30, i bimbi stanno ricevendo la cena , e noi, dopo essere rimasti chiusi in un'ascensore e dopo aver capito che ci voleva la chiave per salire, perdendoci per i meandri del Regina, concludiamo il servizio con una visita ad Alice in Pneumologia e presentiamo a Felice e Wilma (genitori di Alice) i nuovi matti vip. Una preghiere a e un canto per Alice (una bimba in coma da quesi due anni) e allegramente andiamo nella Hall dove ci aspettano i nostri compagni.
Ottima interazione con tutti i compagni d'equipe.
Billy è estremamente a suo agio, il suo è già un personaggio bel scolpito. Sembra che vada in ospedale da sempre. Ha la capacità di interagire con estrema sensibilità sia col malato, che con i parenti. Pur avendo un personaggio augusto, si comporta da bianco, senza però mai scavalcare e dando spazio a tutti i compagni d'equipe. Ha la tendenza a utilizzare molto lo "scorreggiometro", ma lo fa con grazia e senza volgarità.
Ciambellina: deve ancora lavorare sul suo personaggio e per uscire dalla timidezza. Ma ha sempre risposto molto bene a tutte le provocazioni e indicazioni e ha interagito perfettamente con tutti noi.
Tarassaco: anche lei è nel personaggio, ma che personaggio? Lei stessa! Cipria non le si addice per niente, "Tarassaco" è tutto suo. Lei è una bambina dispettosa e allo stesso tempo ingenua. Tira fuori barzellette-indovinelli che fanno ridere solo lei, ma lo fa con un'ingenuità così naturale che fa ridere un sacco. Lo stesso accade quando innocentemente canta a Tregentil "Tu me fait girè le tette"... e ride!!! Dire che è adorabile è dire poco!
Tregentil: Anche lui è molto sciolto e libero e il suo personaggio è ben
definito: un mimo-romantico. Con la sua calzamaglia nera danza, interagisce col malato, con i parenti sempre con grazia e stile. Il suo parlare francese mi ha così coinvolto che alla fine parlavo "francesizzata" pure io...
Un "grazie" forse sarà scontato, ma mi viene dal cuore!
DOPO SERVIZIO - PIZZATA:
Alle 20.45 tutti davanti al circolo per la pizzata in onore del gruppo napoletano. Ore 21.20 davanti alla pizzeria "Mammamia" c.so S. Maurizio, dove Aquilone aveva prenotato. Ore 21.30 ancora tutti davanti alla pizzeria... Aquilone arriva con salatini e olivette... Ore 21.45: ancora tutti davanti alal pizzeria... Aquilone arriva con altri salatini e altre olivette Ore 21.50: chiedo ad Aquilone se vuole che prenda gli ordini delle pizze e se ci serviranno anche quelle in strada... Ore 22.05: entriamo e pare che le pizze ce le servano da seduti...
Terminiamo di cenare intorno alle 23.15 e conduciamo i colleghi napoletani a vedere la Mole dal parcheggio della Rai (su consiglio di Kimba): spettacolo
bellissimo: mole + luna= fantastico!
Quindi ci avviamo guidti da Billy per un itinerario di "Torino Magica", verso la Gran Madre dove Billy ci fa vedere l'incrocio dello sguardo dei due angeli, detto anche "la porta dell'inferno"... le storie di angeli e messe nere si accavallano... I nostri amici napoletani rimangono frastornati dal clima inquietante creato... Risultato? Ore 00.50 circa... Tregentil dorme oramai in piedi, Lunet, Papascia, Sugar si trascinano...Patacca mi racconta tutto sulle ambulanze della Croce Giallo-Azzurra, çia Pippi tenta di far ragionare Aquilone sull'importanza di instaurare relazioni impegnate (impresa impossibile, anche perché abbiamo scoperto che Aquilone non ascolta!!!), Crusca accompagnata dall'amico Gianni appare colma di luce e decisamente trasformata, Bonny sorride serena, Billy è l'unico ancora carico ed io agosgno un letto e il sognato riposo (!!!!???). Così all'1,20 nella cucina di casa mia racconto a Spillo la serata... sono ditrutta, ma decisamente contenta.
Felice Domenica delle Palme!
Aureola

Claun Melody
Data: 03/04/2004
OSPEDALE: Casa di riposo di Garlasco (PV)
Reparti visitati: i tre piani e altro.
Compagni di equipe:Paletta*, Abc, Raganella, Suonatine, Bri Bri
Premetto di essere stata già presso questa casa di riposo, esattamente la domenica del raduno alla Torretta. Il ricovero è molto grande: tre piani,( non ho fatto caso se ce ne è anche un altro), più un pian terreno e uno sotterraneo. Come se non bastasse ci sono anche stanze qua e là, dove meno ci si aspetta. Diciamo che c’è da perdersi, soprattutto se si segue una suora che guida camminando super veloce e non si presta attenzione ad altro che a non perdere di vista lei. Lungo i piani le stanze sono una accanto all’altra, composte di due sino a quattro letti, ogni tanto separate tra loro da salette. Il tutto brulicante di anziani. Un’ infermiera ci ha detto che hanno dai 200 ai 300 ricoverati ( non mi ricordo esattamente, comunque un numero elevato). Quando siamo arrivati mi aspettavo avremmo fatto alcune scenette nell’ ala sotterranea, come la volta precedente, anche se, allora, ebbi la sensazione che il grado di attenzione e di consapevolezza degli anziani fosse ben lungi dall’essere appena sufficiente. Quella domenica mi chiesi a che mai potesse servire fare gag o ballare se appena a malapena pochi ridevano ( vero è che dopo un po’ smettemmo e passammo tra gli anziani a fare palloncini e a chiacchierare un po’). Ritenni allora che comunque un po’ di movimento, musica, e colore aveva portato di sicuro qualche cosa di positivo; sicuramente un diversivo, soprattutto per il personale ( insufficiente per tutte quelle persone). Nei giorni precedenti il recente servizio avevo esternato i miei dubbi riguardo le scenette, comunque una volta arrivati al ricovero un’ inserviente ci disse che come da accordi avremmo dovuto passare per le stanze, perchè gli allettati erano molti e avremmo potuto improvvisare qualche cosa nelle salette. Respirai e nello stesso tempo fui felice.
Ho sempre ritenuto ingiusto che in certi posti, vuoi per la logistica, vuoi per il poco tempo a disposizione, vuoi per difficoltà pratiche solo pochi privilegiati potessere godere di un po’ di diversivo e altri ( i più ) , perché a letto, non potessero vedere nemmeno un’anima, se non altro per una parola e un sorriso. Così dopo esserci cambiati ci siamo divisi.
La situazione era peggio di quella che mi ero immaginata. In molte stanze gli anziani dormivano, in altre vi era chi non era per nulla lucido, ma in altre ancora ( in quelle in cui ho lasciato il cuore) vi erano donne e uomini (la maggior parte donne) che accoglievano con una strana gioia incredula la nostra visita. Essendo poco il tempo e tantissime le stanze e volendo nessuno dimenticare ci siamo divisi e a turno a seconda di dove poi ci si ritrovava lungo il piano, camminavamo, entravamo nelle stanze, facevamo palloncini o scenette nelle salette. Come ho detto prima era tutto un brulicare di persone. Ritengo, se posso dare un consiglio, che se si dovesse ripetere un simile servizio per piano, sei persone sono insufficienti per fare bene, e quindi le aumenterei. Poichè molti non erano coscienti di ciò che li circondava o dormivano si poteva saltare la stanza, o entrarci anche da soli, giusto per un palloncino , un sorriso, un saluto, ma in altre c’erano donne e uomini che avevano desiderio di parlare, domandare. Persone che da venti, trenta anni e più erano chiuse in quel posto, altre che ti raccontavano che avevano i figli che lavoravano e loro essendo allettate non potevano essere da loro guardate, ma te lo dicevano con rammarico, con dolore: capivi che ritenevano ingiusto tutto ciò, ma per amore accettavano. L’amore dei genitori che spesso non si ritrova nei figli. C’è un detto, sacrosanto, che recita: - un padre e una madre allevano 7 figli, ma spesso non si trova nemmeno uno figlio che riesca a guardare i genitori -.
Confesso che mi è venuta una rabbia a vederli e sentirli parlare così, tristemente rassegnati!
So per esperienze nell’ambiente sanitario e personali che molto spesso è così, eppure ci vuole così poco perchè non sia così, perchè l’egoismo non debba vincere; ci vuole così poco ad amare.
Mi è sembrato così insufficiente il tempo a disposizione di queste persone che ti accoglievano con un sorriso stupito, che ti tenevano stretta la mano e ti dicevano: –grazie- mentre te ne andavi unito ad un:-di già?- che ti faceva sentire ingiusto andartene.
Ho preferito andarmene per le stanze invece di stare nelle salette dove per altro Paletta la faceva da leone (è proprio bravo a far magie, non tanto per le magie in sé, che anche altri possono fare, ma per il modo di proporle e proporsi). Quando ero con lui e altri miei compagni in queste salette facevo fatica a seguire tutto. Il mio cuore era di là, nelle stanze: in quelle spoglie e in penombra dove una signora continuava a ripetere all’infinito:-grazie, grazie-; in quelle dove altri ti dicevano:- ma non mi sembra sia carnevale !-, come per darti della matta e tu rispondevi: -ma certo che siamo matti, sempre! ..per voi!; in quella tutta piena di santi e madonne, con tanti quadri appesi alle pareti, come per trasformare una povera stanza in una vera casa; in quella dove vi era una signora tutta ingioiellata come dovesse andare ad una festa e a cui ho fatto un braccialetto con un palloncino (visto che le piaceva ornarsi); in quella in cui una vecchia signora che si dava molta importanza mi confessava, (e aveva davvero in mano il libro di poesie), che stava imparando poesie del Pascoli per il giorno dopo; perché così ordinatole di fare. Chissà da chi? dalla sua pazzia forse? O dal desiderio di essere ancora viva, là dentro, perchè la vita non le venisse meno e tutto fosse per lei come prima (magari un tempo era un’ insegnante) e le scorresse attorno come sempre e come sempre la aiutasse a dimenticare dove era.
E’ stato un servizio bellissimo: sono uscita stanca morta, più di altri servizi in cui sono stata in piedi e ho camminato per più tempo, ma sono uscita felice. So di aver fatto così poco, ma non so spiegare, mi sentivo felice e nello stesso tempo triste. Ho alzato gli occhi a guardare tutte quelle finestre, quelle vite: mi sono chiesta, ripensandole, se mai un domani il destino mi porterà dietro a finestre simili. Spero tanto che, se sarà così, ci sia un colorato clown che mi sorrida…Ho visto che anche solo questo serve un po’…
Melody


Claun Acqua
Data: 3 aprile 2004
OSPEDALE: Santa Maria Nuova - Reggio Emilia
Reparti visitati: pediatria, riabilitazione funzionale, chirurgia I, chirurgia II
Compagni di equipe: Ciuchino Giambu Gonzo ( Sinfonia, Drillo, Schiumino, Tamburino)
CONSIDERAZIONI:
Giornata nera, ma proprio nera….ho il morale sotto i piedi ed il magone, nonostante sia arrabbiata come una pantera. Dov'è la gioia?? Dove troverò la forza per andare in ospedale??? Mi trucco e mi viene da piangere, metto la musica a tutto volume in auto per vedere se riesce a distrarmi…nada de nada. Ho anche mal di testa ed il fracasso lo peggiora. Mi aspettano due compagni di servizio che conosco poco, non posso farmi prendere dai problemi personali e condizionare con il mio malumore il loro operato. Deglutisco un paio di volte, sorrido ad un signore che mi guarda stupito ed entro nell'atrio. E vedo Sinfo, Drillo e Giambu, le prime dolcissime il terzo esilarante, con il mocio vileda in testa ed un improbabile margheritone sul cappello. E ridivento di colpo Acqua, claun di corsia, con il suo rubinetto in testa ed il camice con Nemo, smemorata e stonata, che non produce palloncini ma orrende accozzaglie di lattice gonfiato, con un improbabile accento inglese e due o tre giochini di micromagia pronti in valigia. Voglio bene ai nasi rossi anche e soprattutto per l'effetto che mi fanno, per questo affetto che mi avvolge come una calda coperta, per questa sintonia fatta di sensazioni e vibrazioni, quando le parole diventano superflue e basta un'occhiata, un cenno del capo, una mano sulla spalla. Perché mi fanno sentire sempre "a casa", a me, la zingara vagabonda.
Servizio tutti insieme anche se questo ci deve costringere a contenerci sicuramente più del solito, ad entrare ancora di più in punta di piedi. Pediatria si apre con una gara di pernacchie per la gioia di Andrea che ci ha accolti così all'uscita dall'ascensore. La presenza di una notevole componente di claun maschi da inizio alla sfida. La prima stanza mi da modo di "rodare" con Giambu in un duetto tra Endriu leone inglese e Pepito coniglio spagnolo nel tentativo di far sorridere la serissima Sofia (peraltro riuscito) E ancora Giambu che fa il pesce d'acquario dietro un vetro, Gonzo con il suo asino che imita un cavallo….e giochiamo a chi indovina il nome e iniziamo a "carburare" tra di noi….Ho dei compagni meravigliosi, Ciuchino Angelo è veramente bravo, capace di gestire i vari momenti con molta delicatezza, mi da la sensazione di sicurezza di cui ho bisogno e nello stesso tempo spinge allo sbaraglio senza che me ne accorga quasi (soprattutto nelle stanze che poi…..risultano vuote!!!!). Con Gonzo e Giambu è divertimento puro, grande sintonia, sono diversissimi tra di loro e per questo quando "duettano" diventano esilaranti. Cantano come due professionisti, le sanno tutte e se poi gli metti tra le mani un canzoniere…… Si mettono in gioco sempre, pronti però ad arretrare e fermarsi per lasciare spazio agli altri, dote veramente importante e non facile da trovare quando l'entusiasmo è a mille come il loro. Altre immagini: gli occhi perplessi di Gonzo prima di accorgersi e sapere che il paziente con il quale stavamo interagendo era completamente sordo e per di più dislallico per cui non si capiva un tubo di quel che diceva; Ciuchino tenerissimo che tiene le mani della nonnina di 94 anni che vuole cantare e va bene qualsiasi canzone basta che piaccia a noi; la signora della stanza di chirurgia II che si addormenta ogni due minuti per poi svegliarsi di colpo per dire "grazie, grazie che bella cosa fate", la Gilda (con vestaglia di seta modello Giuditta) che gira con busto e boccia di vetro, si tiene la pancia e ride mentre capisce che anche noi ci stiamo divertendo un mondo; Ferruccio, con il sondino al naso, la flebo ed un milione di fili dappertutto che dirige il trio Ciuchi Giambu e Gonzo in un meraviglioso "Volare" con Archimede di fianco a lui che, nonostante le battute acide della moglie, canticchia, sorride e ci guarda…con lo sguardo di cui tutti noi abbiamo bisogno, "quello sguardo", quello speciale, quello in fondo al quale trovi sempre un sorriso e tanto affetto.
I due gruppi hanno funzionato come sempre, ci si carica e contagia a vicenda, soprattutto durante gli spostamenti da un reparto all'altro, Il problema è quello di stare attenti a non "invadere" il reparto, a sentirsi sempre ospiti che a volte possono non essere graditi, a cantare ed agire un po' più in sordina, a muoversi con un po' più di cautela.
Dopo un pomeriggio così non è stato neanche difficile spogliarsi dei panni di Acqua per tornare la Manu di sempre ed affrontare la vita con un sorriso ed un po' di auto-ironia, che male non fa.
Voi non lo sapete il bene che mi avete fatto. Grazie con tutto l'affetto possibile.
Acqua

Claun Pulaster
Data: 3 Aprile 2004
OSPEDALE: Ospedale di Alzano Lombardo (BG)
Reparti visitati: Pediatria, Medicina
Compagni di equipe: Ninnola
CONSIDERAZIONI: Oggi ero un po' più tranquillo rispetto alla prima volta e devo dire che è andata veramente benissimo. In pediatria c'erano pochi bimbi, perciò abbiamo passato gran parte del tempo con un ragazzo di 14 anni che stava per essere dimesso, quindi stava benissimo e l'abbiamo tirato un po' matto, e poi con una ragazza e sua mamma. E' stato molto bello perchè abbiamo improvvisato qualche giochino e scenetta divertendoci molto anche noi. Dopo aver fatto un paio di palloncini a dei bimbi piccoli (uno praticamente non ci ha cagato, però era molto piccolo, l'altro si è fatto qualche risata), siamo andati in medicina. Io temevo che mi sarei trovato in difficoltà con gli adulti, invece è stato molto divertente, anche perchè c'erano un sacco di vecchietti molto simpatici che stavano al gioco. Abbiamo quindi distribuito palloncini a manetta, abbiamo fatto anche quì un po' di giochini e abbiamo persino cantato le canzoni degli alpini insieme ad un ex maresciallo che se la rideva alla grande. La cosa che più mi piace del fare il claun è vedere tutta questa gente che ride anche solo vedendoci, che si incuriosisce e ci chiede se siamo scappati da psichiatria (è successo anche questo), ma comunque per un attimo si scorda di essere in ospedale.
Unica nota stonata: alla fine siamo tornati in pediatria, e un bimbo di circa 1 anno e mezzo mi ha guardato per un minuto, e poi è scoppiato a piangere. La cosa che mi ha colpito è stata che io sono riuscito a comportarmi in modo molto naturale, e dentro di me ho pensato "Peccato", però non ci sono rimasto tanto male, contrariamente a quello che mi sarei aspettato. Diciamo pure che ho sperimentato il rifiuto, ma l'ho presa da claun. Forse piano piano sto incominciando a entrare nel ruolo. Un grazie a Ninnola: abbiamo un buon feeling ed è stata davvero un angelo.
P.S. Ho un po' la tremarella quando faccio i palloncini, è una questione di emotività, ma sono sicuro che mi passerà.
Sciaaaooo bbbeeellliiiii! Pulaster



MARZO 2004


Claun Manolina
Ospedale: Papardo - Messina
Reparti visitati: Pediatria
Compagni di equipe: Santiago, Briossina, Lule, Flash
Considerazioni: Finalmente era arrivato il momento di mettere in gioco tutto quello che fino ad allora avevamo solo appreso come teoria da Dolly, Briossina ecc...
Ero emozionatissima (NATURALE LA MIA PRIMA ESPERIENZA)
Arrivati al porto di Messina Io, Santiago, Lule e Flash abbiamo aspettato per qualche minuto la simpaticissima Briossina, che ci ha portati all'ospedale il Papardo Di Messina. Durante il traggitto una veloce scaletta, l'assegnazione dei ruoli e soprattutto fino a quel momento potevamo sempre contare (ANCORA X POCO) della nostra fedelissima radio e delle bellissime musiche...;arrivati all'ospedale ci siamo preparati:
Camice coloratissimo e bellissimo, trucco e tanta anzi tantissima felicità che ci dava la carica x salire in Pediatria!!!! Wow non riuscivo a crederci ero nei panni di ciò e che fino a poco tempo fa immaginavo solo come qualcosa di lontano, impensabile...!!!! siamo arrivati: PEDIATRIA terzo piano. un caloroso benvenuto dalle infermiere e sistemato tutto quello che
ci serviva (soprattutto la radio) abbiamo accolto i bambini!! benissimo.....ma...ma....ops la radio con le musiche non funziona!!!!!!!!!
WOW NON MALE COME PRIMA ESPERIENZA..... dovevamo mettere in campo tutta la nostra abilità d'improvvisazione!! devo dire che non mi potevo immaginare un servizio così bello!! per le musiche non abbiamo esitato!! ci siamo
messi a cantare con tutto il cuore e devo dire che un'ora è passata velocente....tra giochi, canti e qualche palloncino la cosa più bella era vedere il sorriso di quei bellissimi bambini!!
è stato un pomerigio bellissimo
Volevo fare un saluto particolare a Miele, visto che abbiamo saputo che non è stata molto bene, a Briossina Che è veramente mitica... ma come dimenticarmi dei miei compagni d'avventura Lule Flash e Santiago....un bacio grande come il cuore di tutti i claun del mondo
MANOLINA

Claun Granito
Data 28/03/04
Ospedale Senigallia (AN)
Reparti:medicina,lunga degenza,pediatria
Compagni di avventura:Sodalite, Mithril, Zircone, Smeraldo, Ciofega.
Ed allora eccomi qua a raccontare la mia esperienza all'ospedale di Senigallia, dove finalmente ho potuto mettere in atto ed uso le mie "IMMENSE CAPACITA'" di portatore di sorriso e felicità!!!!! In verità avevo già provato l'effetto a Forli a novembre ma ora finalmente ho giocato in casa con la mia squadra!!!! Credo che ogni volta sia, come ogni buona azione che facciamo nella vita, unica ed irripetibile, nel senso che ogni nuova esperienza ti crea delle sensazioni nuove che si aggiungono al tuo io!!! Come francesco Unitalsiano, ho sempre creduto che fare del bene al prossimo sia il vero motivo di tutto quello che faccio, sia con i Vip che con l'Unitalsi, quindi fino a quando le due strade non s'incroceranno realmente tanto da creare dei servizi fotocopia, camminerò su due staffe, perchè ripeto, e ripeterò all'infinito, al primo posto c'è la persona bisognosa, poi se l'aiuto viene da destra o da sinistra, poco importa, basta che venga!!!!! Ma veniamo all'ospedale: appuntamento ore 14.30, arrivo trafelato, metto la macchina nel parcheggio interno dell'ospedale e non in quello esterno (ai cancelli gli addetti alla sorveglianza vedendo il camice appeso dentro la macchina mi scambiano per un dottore e mi fanno entrare senza chiedermi niente.... ah ah potere del camice!!) e vedo subito i miei soci claun. Due parole in fretta, saluti e via al reparto medicina per cambiarci. Vengo subito accolto bene dalle infermiere (guarda caso...) una la conosco e lei rimane choccata dalla mia presenza come claun della serie " ma tu cosa ci fai qui!!!!!" Passato il primo imbarazzo (piccolo) ci cambiamo, e mentre metto il camice, il naso rosso, il trucco, mi sento come rinascere e rifletto "ma quanto tempo era che mancavo???" Subito mi sento pronto ed i sorrisi dei miei amici claun mi spronano ancora di più!!! Nei reparti medicina uomini e donne e lunga degenza cerco di dare il massimo, vengo accettato e respinto ma non mi fermo, so benissimo che la reazione negativa può essere invertita ed alla fine, grazie all'aiuto del gruppo di amici, riusciamo sempre a portare un pò di sorriso. Ad un certo punto arriva il momento che temevo e che aspettavo per mettermi veramente alla
prova:
nel reparto medic. uomini c'è un mio mezzo parente (cioè alla lontana) che è malato terminale di tumore: appena vedo lui, la moglie e due nostri comuni amici, mi domando: cosa fare per non far pesare la mia presenza? ed allora scatta la molla del giullare che è in me!!!! mi faccio subito riconoscere, nonnostante il trucco, e in lui, in loro, vedo subito il sorriso misto alla sorpresa: "ma cosa ci fai vestito così qui, di domenica, ma tu non sei un bancario serio e quasi (s)posato? (per la cronaca vi dirò poi perchè ho scritto così!!) In pratica sono riuscito ad attirare l'attenzione sul mio caso di mutamento, e lui che invece era mutato veramente (dalla malattia), non dava peso nel farsi vedere da me smagrito, corroso dal male che lo affliggeva. Rideva di me, ridevano tutti, per la mia goffagine, per il mio vero io che loro non conoscevano!!!! Ecco, ho scoperto un nuovo modo di affrontare un malato che conosco, fare si che sia io il caso grave, fare si che sia io la persona che non stà proprio bene di testa, farer in modo che l'altro non subisca la mia presnza, anzi lo incoriusisca, fino al punto di accettarmi! Reparto pediatria: qui siamo andati a nozze, almeno io credo, con i bambini ho un feeling particolare, forse devo ancora crescere??? Non ho risentito della presenza di un bambino con gravi problemi, forse la scuola unitalsi su questo mi ha aiutato parecchio!!!!! Abbiamo tirato fino alle 18 circa (3 ore di corsie!!) e nemmeno me ne sono accorto, sono felice perchè ho iniziato a fare un nuovo servizio che si aggiunge ad altri, quei servizi che non ti danno niente economicamente, che ti prendono il tuo "tempo libero o liberato" ma che ti riempono di orgoglio, forza e più di tutti di UMILTA'. Grazie a sodalite,mithril,zircone,smeraldo,ciofega (forte veramente!!!!) per la coesione e non vedo l'ora di andare a Pesaro sabato 3. si iu!!! (TRADOTTO SEE YOU...)
P.S.: (S)POSATO perchè mi sposerò il 24 luglio!!!!! e stavolta non è uno scherzo da claun!!!!! il vostro sempre umile GRANITO!!

Nome Clown: CIOFEGA
28/03/2004
Ospedale: SENIGALLIA
Reparti visitati: MEDICINA, LUNGA DEGENZA E PEDIATRIA
Compagni di equipe: GRANITO, MITHRIL, SMERALDO, SODALITE, ZIRCONE
Considerazioni: Ore 14 e 30. Finalmente ci troviamo davanti il piazzale del pronto soccorso dell'ospedale di Senigallia: è il mio territorio, la mia città. Arriva Zircone che si è alzato da poco come suo solito. Poi è il momento di Smeraldo che è al suo primo servizio in ospedale. Ecco passare in macchina Granito, che scambiato per dottore (vedi camice appeso), viene fatto entrare nei parcheggi interni dell'ospedale: che "ciofega". Finalmente arriva anche Sodalite, sempre super affaticata. Dico: "Perché intanto non andiamo su?". Mi rispondono "Manca Mithril." Ed io "E allora?". Proprio in quel mentre arriva l'innominato già truccato (ahimé). Saliamo su fino al sesto piano. Una carissima infermiera ci apre lo studio del primario di medicina per farci cambiare. Ci sentiamo veramente onorati. Questo la dice lunga sul fatto che probabilmente siamo veramente i benvenuti. Sono sinceramente un pò emozionato: è veramente da tanto che tutti noi aspettiamo questo momento. Mentre ci cambiamo, gia comincio a sparare le mie prime cavolate. Si inizia. Ma dico io: perché tutti ridono quando mi presento come claun Ciofega. Provo a spiegare a tutti che il mio nome significa semplicemente "ILLUMINATO", ma tutti con fare sghignazzante mi rispondono che "da loro" non significa così. Penso proprio che si sbaglino. Gli anziani che ci accolgono sono veramente stupiti: è la prima volta che vedono un così nutrito "branco" di pazzi scatenati e non posso che essere d'accordo con loro. A tutti spiego il motivo della nostra presenza: "Visto che negli altri reparti non ci hanno voluto, e soprattutto alla neuro, ci costringono a bighellonare per i reparti dell'ospedale, non sapendo dove metterci. Vedo che qui c'è un posto libero: non è che uno di noi potrebbe rimanere qui con voi. Mangiamo poco e sporchiamo altrettanto poco!" Tutti sorridono. Non sanno che tipi siamo... Per loro fortuna. Con qualche bel palloncino colorato, doniamo alle loro stanze nuova luce e spero un pò di spensieratezza. Una signora addirittura, nonostante sia attaccata a tutte quelle loro bibite, tenta di raggiungerci per il corridoio. "Ma signorina (84 anni) dove pensa di andare?" "Voglio venire con voi." "Ne è sicura: ha visto come siamo ridotti?" E così via dicendo. Anche i parenti e amici che fanno da contorno ai pazienti sono felici di vederci. Ci sorridono, ci chiedono di dove siamo, se ritorneremo. I miei carissimi colleghi sono straordinari: possiamo reputarci tutti molto fortunati, miei cari CRISTALLI, siamo in buone mani. Naturalmente non tra le mie. Fin qui ho parlato dei reparti di medicina e lunga degenza che sono purtroppo sempre super pieni. In pediatria è diverso: i bambini non sono tantissimi, ma avrei sperato di trovarne ancora meno. Riusciamo subito a far breccia: ci accolgono anche qui molto meravigliati. Io spesso mi domando, visto che a volte anche il mio cervello pensa: "Ma che impressione diamo alla gente che ci vede? Siamo veramente d'aiuto? Penserà: ci siete o ci fate?". Sono tutti pensieri che così come vengono se ne vanno. Alle volte "sgaggio" un pò troppo, ma forse fa parte del mio personaggio un pò guascone. Vorrei fare un piccolo appunto prima di finire sui miei compagni d'avventure: GRANITO: na sagoma - MITHRIL: troppo forte - SMERALDO: semplice ma efficace -
SODALITE: un mito - ZIRCONE: un grandissimo amico.
Volevo tranquillizzare tutti quanti: sto per finire il mio delirio scritto. Da domenica ho scritto solamente oggi perché purtroppo lavoro, ed ora in particolare la mia cara mogliettina, che è in attesa di una mia futura erede, assorbono gran parte del mio tempo. So che potrete tutti quanti perdonarmi. Altrimenti guardatevi Zelig e fatevi due risate. Considerazioni finali: ogni volta che vado in ospedale, dopo mi sento molto meglio. Vedere il sorriso sulle labbra e negli occhi della gente mi da veramente una carica, come dice il nostro caro Dan Peterson: "Uh Uh per me il numero uno!" Ed è proprio vero. Diamo il nostro meglio. Cinque minuti donati hanno un valore immenso. Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciofega

Claun Molla
Data: 27/03/04
Ospedale: Maggiore - Bologna
Reparti visitati: Pronto Soccorso Pediatrico, Geriatria/Endocrinologia Compagni d'equipe: Momo (Siena), Pepè (Siena)
Considerazioni: la divisione in gruppi è rapida, Sbando e Capriccio vorrebbero stare nello stesso gruppo perchè non hanno mai fatto servizio insieme, Momo ha già fatto servizio con Diesis e così io Momo e Pepè ci ritroviamo presto a formare il nostro gruppetto... stupendo !! Ci dirigiamo in pronto soccorso pediatrico, l'accoglienza di numerosi occhi spalancati è buona, alcuni bimbi sono proprio sbalorditi nel vederci ed hanno semplicemente la bocca aperta... Chiara però ha già incontrato Momo all'ingresso e si azzarda ad avvicinarsi e a collaborare con noi... il trucco del libro magico è sempre d'effetto, se potessi mi sbigatterei dalle risate... la formula magica di Chiara è la canzocina "bibidibobidibù" lunga alcuni minuti... e tutte le volte ripete tutta intera la canzone... i bambini che spettacolo !!!
Un'episodio particolare ci capita nella prima stanza che visitiamo, una tata filippina reagisce male ad un brusco movimento di Pepè verso il letto, stiamo tutti scherzando con il piccolo paziente, ma lei crede che le si voglia rubare la borsa appoggiata sul letto.... sento il caldo da panico-svenimento salirmi in viso !!!! Cerchiamo di spiegare alla signora che nessuno ha brutte intenzioni, che siamo volontari con l'autorizzazione sanitaria, siamo in ospedale tutti i week-end... la signora continua a dire si...si...si....si... praticamente non ascolta.... andiamo in guardiola dagli infermieri dove troviamo una dottoressa molto cordiale e spiegatale la situazione ci accompagna dalla signora filippina, la dottoressa le spiega che è tutto a posto e che noi siamo dell'ospedale... lasciamo cadere il fattaccio e proseguiamo... ma la tensione mi rimane addosso, sento le mani fredde e un po' di tremarella... mi chiedo "ma se avessimo incontrato un'infermiera o un medico a cui non stiamo tanto simpatici ?? E purtroppo ci sono..." non oso pensare al seguito, mi piace pensare che la provvidenza ci metta lo zampino ed in quei momenti ci faccia incontrare persone che comprendono e che hanno fiducia in noi... Proseguiamo il nostro giro in pronto soccorso pediatrico piuttosto tranquillamente, ci divertiamo con i bambini cercando un letto per Pepè ma nessuno gli vuol cedere il suo, scherziamo e facciamo qualche trucco di magia.
In Geriatria l'impatto è sempre molto forte, già nella prima camera nessuno capisce chi siamo, cosa facciamo, e ci rivolgono domande strane, si cambia stanza e qualcosina si inizia a poter fare, momo si improvvisa "solista" in qualche canzone che io non ho nemmeno mai sentito, un po' "antica" ed ha un gran buon effetto su diverse persone, mi colpisce una signora a cui chiediamo di cantare con il microfono-spolverino si rifuta di cantare, ma verso la fine della nostra visita la sento canticchiare a bassa voce sull'aria intonata... mi si stringe il cuore...
dobbiamo assolutamente imparare canzoni un po' datate!!! Incontriamo qualcuno in corridoio che multiamo perchè è senza cintura... il sorriso ci scappa sempre con questa gag!! Pepè si innamora in qua e in là un po' di tutte le donne che incontriamo e noi lo spingiamo via... non ce n'è una che non rida di fronte a questa situazione.
Raggiungiamo gli altri in post-acuti, il reparto è praticamente terminato, all'uscita incontriamo due persone che vendono le uova di Pasqua dell'AIL, per caso ne hanno rotta una e ci riempiamo la pancia...
Mi sono trovata molto bene in servizio con Momo e Pepè, è stato un bel pomeriggio ricco di spunti...
Molla


Claun Giagià
Osp. Regina Margherita e Molinette di Torino
27 e 28 marzo 2004
Ciao Sorelle e Fratelli claun,
sono la vostra Giagià del gruppo 'O Sole Mio della Campania, ieri sera ho provato a scrivere la mia condivisione ma il computer si è ribellato e, stanco di rimanere sveglio, non mi ha fatto salvare la mail prima di spedirla e alla fine mi ha cancellato tutto ed è la seconda volta che mi fa questo scherzetto……..ed ora mi tocca riscrivere tutto ……
Meravigliosi compagni di viaggio sono stati Poppi e Tarantolo, l'aereo emozionato della nostra presenza, non sentendosi alla nostra "altezza", ha deciso di rifarsi il trucco così siamo partiti in ritardo e invece di arrivare alle 10,30 siamo arrivati a Torino alle 13,30.Inutile raccontarvi lo spogliarello che abbiamo fatto davanti alle forze dell'ordine all'imbarco, Poppi ha rischiato di far suonare tutti gli allarmi dell'aereoporto per la moneta da due euro che aveva attaccato al suo ombellico contro il mal di aereo; soluzione inutile considerato il fatto che viaggiavamo con un gruppo di gastroenterologi in trasferta a Torino per un convegno.
I nostri nasi appesi al collo hanno incuriosito i medici che ci guardavano con il ghigno sotto i baffi e tra una battuta e l'altra siamo arrivati a Torino.
La nostra Piccola GRANDE Aureola da me soprannominata Lilina (in senso di affetto) era ansiosa di rivederci, ci ha accolti come se fossimo suoi parenti e questo per me è stata la conferma del fatto che è davvero una persona speciale, per non parlare di Sergio (suo marito) che pazientemente ci ha fatto da cicerone nonostante la bufera, durata due giorni, che abbiamo portato nella sua casa e nella sua tranquillità domestica. Non dimenticherò facilmente la loro ospitalità.
Scrivere del tirocinio in ospedale non è molto semplice, ho provato emozioni indescrivibili un senso di sdoppiamento della personalità e quasi di follia, dopo aver aperto la porta dell'ospedale io esistevo solo come Giagià, tutto cambiava aspetto, i miei occhi vedevano cose diverse e fuori dalla cognizione di normalità: ho visto bambini essere tranquilli nel loro dolore, nonni, genitori e parenti giocare con noi per distrarsi, bambini di pochi mesi completamente fasciati per ustioni sorridermi, ho visto adulti ballare il liscio con le flebo, ho visto cani invisibili (caffè il cane di Variegato) fare i bisogni sulle scarpe dei claun, ho visto le mie fatine usare la bacchetta magica e rivestire di polvere di stelle tutte le stanze degli ospedali……………..Ho capito che guardare il bigio degli ospedali con occhi claun si trasforma e prende colore, calore e tutto si muove sotto l'influenza delle onde cardiache…….
Ringrazio Pisolo, Birillo, Variegato e Gnappo che mi hanno accompagnato alla scoperta del vero mondo claun, bravissimi prestigiatori, spesso mi hanno affascinato e incuriosito con i loro giochini, a riprova del fatto che anche io sono ancora una bimba. Sono rimasta affascinata anche dalla dedizione con cui svolgono il loro servizio, nessuno di loro ha mai guardato l'ora e nelle stanze a volte rimanevamo per molti minuti con grande gioia da parte dei degenti.
Ammiro profondamente Raggio di Sole che ogni volta per andare a trovare i suoi bimbi in ospedale viaggia per circa un'ora e mezza perché questa è la distanza tra la sua abitazione e Torino, questa sua volontà è da ammirare e da prendere come riferimento soprattutto da coloro che trovano "difficoltà" al raggiungimento di un luogo o di un obiettivo………….sono partita con enormi sacrifici, ho dato priorità al tirocinio piuttosto che ad altre cose, ora posso dire urlando a squarciagola che lo rifarei, rifarei la stessa identica scelta, ……….chiamatemi pazza, chiamatemi come volete ma portare il sorriso a chi soffre mi ricompensa e mi carica di energia positiva.
Per molti la nostra trasferta è stata vista come un gesto coraggioso, ma la decisione di partire è venuta fuori dal desiderio di diventare un vero claun, dopo questo tirocinio lo sono soltanto a metà. Spero di condividere altre esperienze con tutto il mio gruppo, credo che ognuno di noi abbia da offrire moltissimo, sento nei cuori di ogni singolo componente l'emozione e la passione, mi auguro che presto la determinazione diventi il coagulante di questi bellissimi sentimenti.
Vi abbraccio con uno raggio dell'O sole mio
Spero di rivedervi presto. Giagià


Claun Drillo
data: 27/3/2004
ospedale:r.s.a. - albinea (re)
compagni di equipe: ciuchino (angelo), dafne, bimba
CONSIDERAZIONI: eccomi qui!! voglio condividere anche questo servizio, che mi ha dato tantissimo, sia per merito delle splendide persone che erano con me, sia per merito degli splendidi ospiti dell'r.s.a. siamo arrivati in r.s.a. e ho cercato di percepire tutte quelle cose di cui ho sentito parlare da chi di noi ci era già stato. nella mente mi rimbombavano frasi tipo 'è un ambiente tetro, triste, le persone sono sofferenti e anche insofferenti, c'è un odore particolare.....'e a questo proposito devo dire che l'apporto di bimba è stato costruttivo. infatti lei ci ha detto che all'r,s,a, lei, tutte le volte che è andata, si è trovata bene. quindi i piatti della bilancia si sono messi pari, ed abbiamo iniziato. certo, la prima volta in un reparto che non conosci, può essere schioccante, dal principio, ma poi ci si scioglie e si parte. e così abbiamo fatto. nella sala comune del primo piano siamo stati accolti bene da quasi tutti gli anziani (quanti!!). entriamo in parata cantando e ci accolgono subito alcuni sorrisi che ci danno il via. le presentazioni di rito e ciuchino (che meraviglioso angelo!!) tiene banco con una facilità ed una scorrevolezza che mi entrano nel cuore. e incamero tutto, si impara davvero molto, rimanendo ad ascoltare! le presentazioni di rito e un simpatico gioco proposto da bimba ci aiutano a conoscere i degenti. naturalmente c'è chi interagisce più e chi meno, ma direi che tutto va per il meglio. anche gli infermieri partecipano e ci aiutano. solo due o tre persone, su circa una ventina, non ne vogliono proprio sapere di noi, una signora tanto dolce piange in continuazione dicendo di avere male alla testa e dafne, con la sua dolcezza le tiene le mani mentre cantiamo l'ultima canzone, rincuorandola e dicendole che dopo di questa ce ne andremo. la signora sembra comunque molto combattuta tra il fatto del suo male alla testa e tra quello che noi ce ne andremo e alla fine ci regala un sorriso che vale tantissimo. le solite macchiette di anziani, simpaticissimi, che interagiscono..(fin troppo!!)..il servizio procede, alcune gags ci sorgono spontanee, a seconda delle situazioni che si vengono a creare. ho notato che ciuchino, il nostro timido ciuchino, con il naso rosso, è un vulcano di idee, non rimane zitto un attimo (povera favola!!), ci coinvolge ed accetta di buon grado tutto quello che riusciamo a proporre anche noi. bimba si muove con disinvoltura e dafne ed io, recepiamo tutto alla svelta e il quartetto procede, direi benone. dopo la sala comune passiamo in rassegna le stanze dove ci sono le persone allettate...e indovinate chi incontro!! ve la ricordate la signora olga, la maestra che ci ha recitato la poesia, in riabilitazione, qualche tempo fa? proprio lei!! ma purtroppo, la vedo un po' spenta, sempre con il suo bel sorriso, ma direi quasi..sconfitta. e ciò mi fa tanto male. lei mi guarda, mi riconosce e mi accarezza. la vorrei stringere forte e portare via con me. poi qualche stanza più in là mi aspetta la seconda sorpresa..entro pian piano e che mi sento dire?.."banda banda fa 'dla streda, che ghe che la maschereda......(banda banda, fai della strada, che c'è qui la mascherata...)..non ci posso credere!! il signor domenico, conosciuto anche lui tempo fa in riabilitazione a reggio. dice che è caduto in bagno e si è fatto male dappertutto e che deve rimanere lì per un mese. tutto questo intercalato da paroline da...BIP!!! mentre ci parla mi tiene la mano e la stringe forte, poi vedendo dafne vuole anche la sua mano e le chiede se ha 15 anni!! gli fa venire in mente sua pronipote e ci parla della sua famiglia. vorrebbe che non andassimo mai via, ma riusciamo, in maniera dolce, a salutarlo e anche da lì me ne esco con il cuore in mano...sono sempre più convinta che le emozioni che mi danno quei vecchietti, sono impagabili, e ci avviamo al secondo piano. mentre saliamo le scale, un secondo di condivisione e di carica e affrontiamo questo reparto difficile con serenità, allegria e tanta voglia di portare sorrisi dove purtroppo ce ne sono pochi. prendiamo spunti anche dai palloncini che sventolano ancora nelle sale (possibile che dopo 15 giorni siano ancora così belli??), ne facciamo di nuovi, cantiamo, balliamo e facciamo la conoscenza di alcuni pazienti. qui siamo nel reparto sofferenza pura, in alcune stanze ci viene anche sconsigliata l'entrata, e allora facciamo piccoli palloncini che poi uno di noi, a turno, lascia sui comodini, sotto lo sguardo dei parenti che ci ringraziano, tristi. in due o tre stanze riusciamo ad interagire con i pazienti. la signora lea, che sembra 'spalmata' sul letto, ha ancora la forza di farci un sorriso e alla fine, quando la lasciamo perchè è veramente stanca, ci ringrazia. non sa che siamo noi a dover ringraziare lei, per tutto quello che ci ha dato e per la forza e la dignità che ha dimostrato di avere, nonostante la malattia la stia divorando. sto andando per le lunghe, vero? ma vorrei non dimenticare nulla, una miriade di pensieri si affollano nel mio cervellino...e sinceramente comincio a non capirci più nulla. spero che le condivisioni dei miei compagni completino la mia..ora ho il vuoto assoluto. sono solamente 'piena' di emozioni che mi ha dato questo magnifico servizio e lo stare con i miei compagni di viaggio. è davvero bello, e non mi stancherò mai di dirlo, quello che facciamo per gli altri, ma che alla fine arricchisce anche e soprattutto noi. sono stanca, ma se mi dicessero "c'è da partire per un servizio extra all'r.s.a.", - vi assicuro che andrei a vestirmi e partirei di nuovo. subito. un mega abbraccio a tutti voi. e a ciuchino, dafne e bimba. drillo.

Claun Oops
Data: 25/03/2004
OSPEDALE: Sassari
Reparti visitati: Pediatria
Compagni di equipe: Bim Bum Bam, Farfarella, Pulcina
CONSIDERAZIONI: Non mi sembra vero! dopo quasi due anni e i tanti servizi svolti in compagnia di me medesimo, finalmente ho dei compagni di avventura. Si, amici carissimi, dal 7 di marzo anche la Sardegna ha un vero gruppo: i "Nuraghes", 21 simpaticissimi claun, felicissimi di far parte di questa grande famiglia. Non riesco a descrivere l'emozione che ho provato... I loro nomi: da Cagliari... Arcibaldo, B612, Duviè, Fiorilù, Frog, Nostromo, Nuvoletta, Pesciolino, Robertona, Wow, Zebelinda; da Oristano... Cicibù, Ciotty, Quore, Mafalda, Sole, Titty; da Sassari... Bim bum bam, Farfarella, Pulcina, Smilzo. Con i claun di Sassari abbiamo dato il via al nostro primo servizio in ospedale..
".... dopo aver percorso 180 km per raggiungere Sassari, mi sono ritrovato davanti Bim bum bam, Farfarella e Pulcina (Smilzo, dopo aver atteso per giorni questo momento, si è ritrovato a letto con la febbre!!!) tese e tremolanti... paura?... con coraggio mi hanno risposto... noi?... SI!!! Dopo gli ultimi suggerimenti ed indicazioni, entriamo in ospedale... reparto Pediatria. Sorpresa!!!... i bambini li troviamo seduti, nella sala giochi, in semicerchio, con alle spalle le loro mamme e zie... Ci guardiamo in faccia, e... PANICO!!!
Io che non avevo fatto altro che incoraggiare e dare delle dritte, mi ritrovavo là con il cuore che batteva forte forte! Per me non era la prima volta!!! Eppure... salve!... ehmm... noi siamo... cioè... che dire... oplà! Chiedo aiuto... dietro di me le mie compagne, con lo sguardo mi dicevano... noi non ci siamo... siamo in ferie... che si fa?
Sarà... il ruolo di "angelo", la responsabilità verso i nuovi claun, che mi blocca? NO, dopo un lungo respiro si parte alla grande!!! Bim bum bam, Pulcina e Farfarella, che sembravano impacciate... fanno partire il canto "bruco"... ci ritroviamo a ballare e a cantare, i bambini ci guardavano meravigliati... qualcuno si nasconde fra le braccia della mamma... qualche gioco di prestigio... un poco di giocoleria... bolle di sapone... qualche scherzetto con i bambini...qualche dispetto tra di noi... il "coccodrillo"... qualche palloncino... e per farla in breve... ci siamo ritrovati i bambini che saltavano, ridevano... non ci mollavano più!!! Per me, ma soprattutto per Pulcina, Farfarella e Bim bum bam è stata una esperienza più che positiva. Che dire... dopo tre ore... alla fine non volevamo più andar via!!!
Domenica sarà la volta dei claun di Cagliari e poi seguirà Oristano... Ma... queste sono altre storie!!!
Ciao da Oops, un "Margheritone" tra i "Nuraghes"


Nome: Aspirina (Ilenia Ferrari)
Data: 20/03/04
Luogo di servizio: Ospedale Santa Maria (RE)
Reparti visitati: Pediatria, Riabilitazione
Compagni di servizio: Bubba, Pagnotta, Cocco
Il ritrovo in ospedale è come sempre alle 14.30. Io arrivo per sostituire Brezzolina, che ha problemi con gli esami. Nell'atrio trovo Giambu, Plinplu, Pallina e Ciuchino, pronti per chirurgia. Con me ci saranno Pagnotta, Cocco e Bubba. Che sicurezza avere Bubba!
Quando siamo al completo, ci incamminiamo verso lo spogliatoio. Bubba mi viene vicino e mi dice: "Io oggi starò in disparte... ci sei tu". Tra me e me penso: "Oh-oh! Questo significa che sarò io l'angelo?" Lo guardo negli occhioni buoni e lui sorride: "Bello scoprirlo in corsa, no?".
Bene, diamoci da fare. Siamo in corsa e correre dobbiamo.
L'arrivo in pediatria mi è ormai familiare: nell'atrio facce ansiose di genitori e bambini che si trasformano in sorrisi appena ci vedono. "Guarda chi c'è! I pagliacci!". Inizia il servizio.
C'è una piccoletta, egiziana forse, che piange disperata perchè le si è rotto un dente: sanguina dalla bocca e s'imbratta continuamente il bavaglino. Le vedo il sangue colare dalla bocca e cerco di capire cosa posso fare. Ogni tanto smette di singhiozzare se vede i nostri colori e i nostri pelouche, ma il dolore è forte. A un certo punto un'infermiera manda i genitori a fare degli incartamenti e la bimba se ne va, sempre singhiozzando.
In un angolo c'è Chiara, che coi genitori accompagna la sorellina che sta male. Ha 9 anni e probabilmente si sente spaesata di fronte a quella confusione: per farla sentire grande, la nomino clown provvisorio. Le metto una papera in testa e una marionetta in mano e le chiedo di aiutarmi a far sorridere gli altri bambini in virtù dei suoi 9 anni pieni di esperienza. Gli altri clown, nel frattempo, giocano coi bambini: bolle, marionette, canzoncine. La situazione mi sembra ottimale: tutti ben distribuiti a dare il meglio di sè. E la conferma arriva poco dopo, quando una mamma sospira di gioia: "L'ha fatta! Finalmente l'ha fatta!". Era da 2 ore che quei genitori aspettavano che il figlio facesse la pipì per le analisi: magia o no dei clown, dopo che siamo arrivati ha urinato.
Dispensata la gioia necessaria al pronto soccorso pediatrico, entriamo in reparto: tutte le stanze sono visitabili, tranne una in cui c'è un bambino con la meningite. Nella prima stanza ci sono Andrea ed Angelica, lui bello vispo, lei con la flebo nel braccino. Cantiamo qualche canzone, giochiamo coi polli di plastica, Bubba incanta con le sue magie. Pagnotta, grazie alla sua dolcezza, instaura un bel rapporto con Andrea ed infatti sarà l'ultima a lasciare la stanza. Anche la nonna e la mamma presenti in stanza partecipano in allegria: diamo loro gli strumenti musicali (piatti, tamburello e maracas forniti da bubba) e iniziano a strimpellare. Una bella confusione, ma simpatica!
Nella stanza successiva ci sono due indiani che ci chiedono di entrare prima che la loro piccola si addormenti: qualche animaletto di pelouche, le bolle e anche questa bimba è serena. Sono i genitori stessi che ci esortano ad uscire vedendo che la piccola sta per crollare. Nell'altra stanza c'è federico. Federico non ci vuole appena ci vede: dice che non ci ha dato il permesso di entrare. la madre sussurra: "anche al suo compleanno ha fatto così". caspita, questo bambino ce l'ha coi clown. ma perchè? tentiamo di guadagnare la sua fiducia, rispettando il suo volere. restiamo sulla soglia e cerchiamo di convincerlo a farci entrare. anche i suoi genitori cercano di fargli capire che farci entrare può essere una cosa bella. cocco si inventa una storia su un pollo e parla un po' col bambino, sembra quasi che stiamo per farcela. ma nonostante tutti gli sforzi a un certo punto federico ci guarda e dice: "INSOMMA, MI VOLETE LASCIARE IN PACE ON NO?". ok, messaggio recepito. stavolta ci arrendiamo. nel letto in fondo alla stanza, però, c'è una bambina che dorme. faccio un palloncino e in punta di piedi entro in stanza per appoggiarlo sul comodino. non dico una parola, gli altri clown sono sempre sulla soglia. mentre torno indietro, federico mi guarda: "per questa volta ti ho concesso di entrare". E' IL SEGNALE. "questo bambino un dialogo lo vuole", mi dico, "altrimenti non mi avrebbe parlato e si sarebbe girato dall'altra parte". alla fine riusciamo a entrare in stanza: lui, cocco e pagnotta iniziano a spadacciare con le spade costruite da cocco. bubba gli fa una magia. federico prima lo apostrofa con "guarda che ti smaschero!" e poi, ammirato, non gli resta che ammettere "ma allora sei un mago davvero!". è a quel punto che la mamma lo obbliga a mangiare un panino. federico è entrato in ospedale perchè non mangia niente. ha 5 anni e non mangia. ma quel panino glielo abbiamo visto mangiare. un pezzettino, sì, ma l'ha mangiato. lo aveva promesso alla mamma e anche a noi clown. e bubba in premio gli fa pescare un portachiavi colorato.
usciamo dalla stanza con la mamma che ci guarda e ci ringrazia. e proseguiamo nel giro. la porta successiva è chiusa. busso e una mamma la apre appena: "grazie, non vogliamo visite" "le lasciamo un palloncino!" "no, ha già i suoi giochi". ok, messaggio recepito. lasciamo stare.
RIFLESSIONE IMPORTANTISSIMA:
la differenza tra queste due mamme mi ha fatto riflettere e devo ringraziare ACQUA (la solita, grande, insostituibile acqua) per avermi aiutato a capire. perchè con federico abbiamo insistito e con questo bambino no? PER I GENITORI. i genitori di federico volevano che noi entrassimo e SPERAVANO che noi ce la facessimo. inistere con federico non l'ho sentita una forzatura, anche se con bubba abbiamo cercato di capire quanto fosse giusto. quand'è che puoi insistere e quand'è che devi lasciar perdere? beh, quando i genitori sono dalla parte dei clown: nel loro supporto i clown possono trovare un aiuto per superare i pazienti più difficili. quando invece i parenti o i genitori ti chiudono la porta e il paziente anche, è proprio il caso di lasciar loro la dignità di dire NO.
FINE DELLA RIFLESSIONE IMPORTANTISSIMA (almeno per me)
dopo federico troviamo andrea. è un bambino seriamente handicappato che ha subito un'operazione alle gambe e ha molto dolore. in stanza con lui ci sono una nonna e una zia meravigliose, piene di allegria e di simpatia. sono loro i veri clown. noi rimaniamo un po' in disparte, a imparare. si canta, si suonano gli strumenti di bubba e si ride. a un certo punto andrea, che non parla e si muove con evidenti problemi di coordinazione, batte le mani e sorride. a noi si riempie il cuore e siamo felici.
quando usciamo, cocco è visibilmente scossa da questo gesto e inizia a piangere. istintivamente vorrebbe isolarsi per non farsi vedere, ma noi la abbracciamo e la rassicuriamo. il magone, col naso rosso, passa sempre.
arriviamo alla fine del reparto: è tardissimo. voliamo fuori e in pronto soccorso facciamo ancora qualche palloncino e qualche bolla. io perdo la pompetta di pagnotta, che in relatà era di ciuchino che in realtà era di qualcun'altro che non mi ricordo. CHIEDO SCUSA ma chi mi conosce sa che sono veramente distratta :-P
ci aspetta la riabilitazione.
nella prima stanza troviamo due signori: michele, fermo a letto, e ferruccio, in carrozzina. il primo chiede insistentemente una torta che bubba dichiara di aver mangiato. poi iniziamo a cantare "volare" e a far musica.
nella stanza di fronte c'è un altro signore, probabilmente vittima di ictus. parla con sillabe sconnesse e non si capisce quasi nulla di quello che dice: ma lui capisce noi. cerchiamo di fare 4 chiacchiere e poi gli regaliamo un palloncino. nella stanza successiva c'è un signore solo, che guarda costantemente la finestra. bussiamo, vorremmo entrare, ma lui non si volta nemmeno. allora pagnotta ed io prepariamo dei palloncini da lasciargli sul letto. pagnotta apre la porta e gli dice. "le lasciamo questo...". lui non si gira, inizialmente. io penso: "caspita, oggi è la giornata dei rifiuti". poi, mentre stiamo per uscire, si volta. "scusate...". prende il palloncino e lo stringe a sè come un pelouche. quel "scusate" significava "scusate se sono così: vorrei dirvi qualcosa ma non ce la faccio". noi sorridiamo, chiudiamo la porta e ce ne andiamo.
nella stanza successiva ci sono eugenio e un signore siciliano: la sua famiglia, composta di siciliani e napoletani, è molto rumorosa. si lasciano coinvolgere in canti, balli e animazione, si lasciano mettere parrucche e nasi rossi. uno addirittura gira per il corridoio conciato peggio di un... pagliaccio! quando stiamo per uscire, ci accorgiamo che stanno distribuendo i pasti. caspita, non faremo in tempo a visitare le altre stanze! ci mettiamo allora in un angolo a produrre quantità industriali di palloncini da distribuire. li seminiamo in corsia e facciamo per andarcene. nell'ultima stanza una signora (parente di un paziente) ride: "se andassi a casa io con un naso così, mio nipote sa quanto riderebbe?". detto fatto. io ho un naso in più nella valigia e glielo regalo "questo è suo: però mi deve promettere che lo tiene finchè non arriva a casa. non può più toglierselo!". il marito ci guarda: "ma io con quel naso lì non la prendo micca in macchina con me!" poi si mette a ridere. la signora tiene il naso. e sono sicura che sarà entrata in casa come un clown.
fine della giornata. impegnativa, seria. ma straordinariamente bella, come sempre.
ah, dimenticavo. prima di uscire dalla pediatria siamo tornati nella stanza di federico. il panino l'ha mangiato tutto.


Claun Profumilla
OSPEDALE: Vimercate (MI)
21-03-04
Reparti visitati: Pediatria
Compagni: Tontì, Lupin e Righello. Angelo: Tontì!
CONSIDERAZIONI:
Dunque… una grande emozione all’inizio, nella fase di preparazione.. continuavo ad immaginarmi tutto, persino le cose più piccole e banali.. Non ero tesa, né preoccupata, cercavo solo di assaporarmi al meglio anche quegli attimi che mi separavano dalle stanze, dai bimbi, dai colori! Ci dividiamo in coppie e decidiamo in 10 secondi più o meno chi saremo, come ci comporteremo e alcune gag.. io farò l’Augusto di Tontì….
Usciamo e scivoliamo via tra le stanze, tra i sorrisi ,tra gli sguardi incuriositi (e anche qualche pianto di qualche bambino spaventato…). Io seguo attentamente Tontì e cerco di stare al suo gioco,lei ha mille idee che mi divertono e mi piace prendere parte a questi quadretti che mano, mano andiamo creando, anche grazie all’aiuto dei bimbi, dei genitori e dei nonni!
Non ci siamo mai trovate davanti a situazioni di grande dolore, e per questo forse non è mai capitato di scoraggiarmi, solo in alcuni momenti il mio pensiero andava a queste famiglie riunite sì, ma all’Ospedale e di domenica… e allora un lampo di tristezza mi attraversava, ma subito realizzavo che lì c’eravamo io e Tontì (e qualche stanza più in là Lupin e Righello) così colorate e così sorridenti e subito comprendevo quanto fosse bello per noi e per i nostri spettatori che noi fossimo lì.. una situazione di tristezza, dolore e disagio trasformata, per una manciata di minuti, in piacere e colore!!
Ero contenta di essere lì, di essere lì insieme a Tontì (che è stata grandiosa! Sorridevo tanto per il suo “show” ed è stata molto cara interessandosi a me e alla mia situazione di Neo Claun.. GRAZIE!). Se devo descrivere un momento veramente emozionante, mi viene in mente lo sguardo di un bambino di colore (di Trezzo sull’Adda) col suo papà…. Quando siamo entrate in stanza aveva uno sguardo abbastanza triste, infatti ho avuto timore che con lui sarebbe stato un po’ più difficile interagire e vederlo aprirsi verso di noi, ma mi sono affidata all’inventiva di Tontì e piano, piano ci siamo riuscite… il momento radioso è stato quando abbiamo dato a lui e al suo papà una spada per ciascuno e uno dal proprio lettino, l’altro rimasto in piedi, hanno cominciato a far finta di duellare.. guardandosi si sono messi a ridere e godendoci questo quadretto tutto loro, io e Tontì li abbiamo salutati!!!!!!!
Poi in sala giochi ci siamo ricongiunte con i nostri due compari che si stavano allegramente facendo battere a calcetto da un altro bambino di colore!!!!!!
E’ stata sicuramente un’ esperienza positiva, sento di aver appreso parecchio (anche a livello tecnico. Ho imparato ben due nuove figure con i palloncini!), e so che ancora molto mi aspetta e non vedo l’ora di sperimentare esperienze diverse e nuove così da divenire un pò più sciolta e propositiva… credo che questi primi servizi si concentreranno molto sull’osservazione del nostro Angelo… Sono molto contenta.. direi che è meglio salutarvi, è stata una condivisione abbastanza lunga!!!
Un bacione a tutti…
La vostra Profu”sbr”illa…. Ah, ah, ah!!!

Claun Grappola
DATA: 21 marzo 2004
OSPEDALE: civile di San dona' di Piave
REPARTI VISITATI: Medicina donne, Pediatria
COMPAGNI D'EQUIPE: Batuffolo, Cucù, Pasqua, Bagigio, Pallottola, Bimba, Pippolina, Tata, Maciste
CONSIDERAZIONI
...mumble...mumble...all'inizio è stato abbastanza faticoso interagire sia con quella vecchietta che con il suo parente...sembravano non riuscire a sorridere: mi ha messo un po' di tristezza questa cosa. Pensavo fosse colpa mia se non riuscivamo a far ridere perchè ero arrivata in ospedale arrabbiata...eppure prima di iniziare il servizio vero e proprio ero riuscita a calmarmi, a rasserenarmi e anche a ridere! No no...la difficoltà c'era per tutti, non ero solo io! Meno male! Infatti poi tutto è filato liscio e me la sono proprio spassata...soprattutto in pediatria!
Occa miseria...i bambini hanno paura dei claun! Ma riusciamo a fargliela passare, i genitori dei bimbi ci aiutano e alla fine siamo tutti lì a ridere mentre Bagigio (a detta di una bimba brutto e ciccione) dialoga con la sua pancia! ma questo è niente! Un pavido papà si trasforma in poeta improvvisando dei versi addirittura salendo su una sedia! La moglie di questo signore era davvero incredula non ho capito se piacevolmente sorpresa o no, comunque aveva una faccia da foto! Che si fa? lezione di danza ma ahia! Alice scoppia in un pianto disperato...ha preso paura di tutto quel movimeto improvviso! eh eh! in questi casi le bolle fanno miracoli! Chiamo Alice e soffio alcune bolle: la sua espressione cambia in un lampo...sononquasi rimasta sconvolta per il cambiamento improvviso della sua faccia! E' stata una cosa fantastica! Alla fine credo anche che un po' le dispiacesse che dovessimo andare via! Sono contenta perchè un altro servizio è andato bene anche se iniziato in modo un po' incerto! E' stato un altro bel servizio perchè, anche se i reparti sono sempre quelli, non è stato uguale a nessun servizio precedente, ogni volta è qualcosa di diverso e nuovo! Viva!
Vi saluto! Besos!
Grappola

Claun Puzzetta
Data: 20-3-2004
Ospedale: De Marchi, Milano
Reparti visitati: Dialisi, peditaria
Angeli: Tic e Lupin
Compagni di equipe: Biba e Brillina
Ore: 3
CONSIDERAZIONI: Che bel servizio! Abbiamo deciso di non separarci, ma di andare tutti negli stessi piani e di dividerci poi nelle stanze. Abbiamo iniziato come al solito dalla dilaisi, Lupin e Biba si sono fermati in un paio di stanze, mentre io, Tic e Brillina siamo andati in fondo. Ci siamo fermati all’inizio dai due bimbi che ci sono sempre e questa volta Gigetta ha dato grande prova di sè mantenendo eretta la corda di Tic. Quel bimbo (Luca?) è stupendo... Comunque poi ci siamo intrattenuti anche coi grandi e tra un palloncino e l’altro STRANAMENTE sono venute fuori un po’ di barzellette, però è stato troppo carino perchè ridevano tutti, me le raccontavano pure loro, gli infermieri soprattutto sghignazzavano (probabilmente per la disperazione) e a un certo punto mi è arrivata una risata troppo bella da un signore con cui in realtà non avevo ancora stabilito contatti.
Poi siamo andati da Ale e abbiamo cantato la canzone del bruco, quando siamo usciti ci ha detto “ciao”, che bello... Poi siamo andati al secondo piano e abbiamo visitato un po’ di stanze. C’era un bimbo che è stato tutto il tempo con la mano sugli occhi però quando riuscivi a fargliela spostare si scopriva un sorriso.. Poi c’era un altro cucciolino di due anni che faceva la gara della tosse con Lupin. In corridoio c’era un bimbo che si è messo a lanciare frecce con l’arco (di palloncini) con Tic contro Lupin e da lì non l’ha più mollato.. era piuttosto energico, era troppo forte!
Siamo arrivati al terzo piano e ci siamo trovati un sacco di bimbi intorno. Allora via con il gioco “un due ppprrrll quattro cinque pppprrrll”, poi un bans (o ban?!), stelle filanti e qualche gioco di magia. In tutto questo è comparsa Elodie, una bambina di colore con tutte le treccine, alta non più del mio cane, ed era stupenda, ma proprio bellissima, uno spettacolo, e ci ha anche seguito in tutte le stanze. Abbiamo finito il giro e poi è arrivata la pappa e il servizio era già finito! Uffi...
É stato proprio un bel servizio, con tanta energia e tanta allegria ricevuta in cambio. E poi che bello andare in ospedale con altre due Regole! Grazie a tutti i compagni d’avventura!
Puzzetta

Claun Pulaster
Data: 20 Marzo 2004
OSPEDALE: Ospedale di Bergamo
Reparti visitati: Pediatria, Terapia intensiva pediatrica
Compagni di equipe: (in ordine alfabetico) Ananasso, Bagigia, Simpa, Svirgola, Tony e Topolina
CONSIDERAZIONI: Arrivo in ospedale mezz'ora prima dell'appuntamento, piuttosto nervoso e un po' inquieto perchè non so cosa mi aspetta. Quando arrivano gli altri, già mi sento più tranquillo, fanno di tutto per mettermi a mio agio e ci riescono benissimo. Entriamo in ospedale e tutte le paure spariscono come per magia. Ci siamo divisi, e io ho girato per le camere con Topolina (mitica) e Svirgola, facendo palloncini, facendo ridere e ridendo insieme a tutti i bimbi. In terapia intensiva c'era un ragazzino con un sacco di apparecchiature attaccate, che sembrava piuttosto giù. Semplicemente facendo un po' gli scemi, siamo riusciti a strappargli un sorriso, beccendoci anche i ringraziamenti delle infermiere che probabilmente non l'avevano mai visto ridere. E' stato molto bello, anche perchè mi sono reso conto che in fondo basta poco, basta essere gioiosi per trasmettere questa gioia a tutti, penso che in tutto ciò ci sia qualcosa di magico. Grazie di cuore ai claun che erano con me stammatina (Simpa è proprio simpa, ma anche gli altri non sono da meno), perchè mi hanno fatto stare proprio bene.
Baciottoli a tutti. Coccodè.
Pulaster


Claun Sibilla
Data: 20/03/2004
Ospedale: Muraglia e San Salvatore (Pesaro)
Reparti visitati: Ematologia e Pediatria
Compagni di equipe: Balocco, Ciofega, Ciufola, Diaspro, Ialino
Considerazioni:
Finalmente di nuovo in ospedale !!! Esattamente 3 mesi dopo la mia prima uscita a Forlì
(era il 20 dicembre!), sono tornata in ospedale. Che dire ?? Ce ne sarebbero tante di cose da dire, o
meglio, da scrivere!! Questa volta sono stata contenta perché ho incontrato dei bambini, anche se l’impatto è stato molto più duro: fa male al cuore vedere bambini che soffrono…
Devo dire che rispetto alla prima volta è stato molto diverso: ero meno emozionata, forse più sicura di me,
però, allo stesso tempo, mi sono sentita meno coinvolta, meno partecipe; non so, forse si è trattato
di una mia sensazione, ma ho provato un senso di inutilità e frustrazione.
A dir la verità, mi sono sentita un po’ “moscia” e non sono rimasta molto soddisfatta di quello che ho fatto:
ero un po’ distante… E ho commesso un errore madornale: mentre Diaspro faceva roteare le tre
palline in aria, una bambina di Ematologia, Eleonora, ha voluto che lo facessi anch’io, ma siccome io,
purtroppo, devo ancora imparare (sigh!), ho risposto che non lo sapevo fare!!! Dimenticando la lezione
fondamentale di Aureola: un claun non dice mai di no…
Quando mi sono resa conto della gaffe mostruosa ho cercato di rimediare, di improvvisare, ma mi sono
sentita molto stupida. Tuttavia, credo di aver riscosso un po’ di successo con le due bimbe di
ematologia, Siria ed Eleonora: Eleonora mi sorrideva sempre e Siria ha voluto autografarmi il camice due
volte!! Di questo sono rimasta molto contenta!!!
Spero di far tesoro degli errori commessi e di essere più partecipe e brillante la prossima volta.
Ci vuole un po’ di pazienza, sto ancora imparando!!!
Comunque, una volta tornata a casa, anche se distrutta dalla stanchezza, in fondo al cuore ero felice e molto orgogliosa degli autografi sul mio camice!!!! Saluti a tutti !!
Sibilla

Claun Drillo - Reggio Emilia
data 20/3/2004
ospedale: casa protetta villa aurora - reggiolo (RE)
tamburino, dafne, gonzo, drillo
l'appuntamento è alle 15.00 in piazza a reggiolo, dietro la rocca. dafne ed io, siamo le prime ad arrivare, tambu e gonzo (d'altra parte...sono uomini...) arrivano con un po' di ritardo. le raccomandazioni di rito, e le spiegazioni di cosa andremo a fare in questa casa di riposo e si parte. tambu ci fa fare tutto il paese a piedi, dato che la casa di riposo è da tutt'altra parte da dove abbiamo parcheggiato l'auto, e il servizio inizia già da subito, lungo le strade. arriviamo alla meta e notiamo che tutti ci stanno aspettando. accidenti, c'è un sacco di gente!! io credevo che ci fossero molti meno anziani ed invece..quanti!!! si respira da subito un'atmosfera particolare, direi non da casa di riposo. le infermiere ci accolgono con grande cortesia e notiamo con una grande voglia di renderci la vita facile!! ci aiutano in tutto, persino nei preparativi dello spettacolo. alessia, una di loro, infatti è disponibilissima ed è proprio lei che da 'fiato alle trombe!!'..e, al ritmo della marcia dei clown, facciamo il nostro ingresso nella sala. veniamo accolti subito da un applauso...cominciamo bene!!!! solita marcetta con alt della musica, l'ultimo (che sono io), distratto, non si accorge che la musica è finita e piomba contro il penultimo...e siamo tutti e quattro a terra. risate del pubblico! il nostro manager fa partire 'il bruco' e noi nella sala...a cercare questo bruco dispettoso... gli anziani ci sfiorano le mani, i camici, ci cominciano a comunicare sensazioni che man mano diventano sempre più forti. partecipano attivamente, interagiscono con noi. una meraviglia. e siamo solamente all'inizio. poi, dopo 'il bruco', una ospite della casa protetta prende la parola e ci legge una lettera...una lettera scritta dagli anziani, quando hanno saputo che ci saremmo stati anche noi, alla loro festa...ma vi rendete conto? una lettera per i 'pagliacci', scritta da tanti anziani. io ve la riporto, pari pari..e poi mi direte.

CASA PROTETTA VILLA AURORA DI REGGIOLO
benvenuti nella nostra casa!!!
siamo felici di essere qui insieme a voi e insieme a tutti gli amici che sono sempre presenti alle nostre feste.
in questi giorni abbiamo parlato di voi e ci hanno detto che fate compagnia e intrattenete i bambini che sono negli ospedali.
è una cosa bellissima e molto importante. Ma come mai avete deciso di fare un servizio per le persone bisognose?
sapete, anche noi, nel nostro piccolo cerchiamo di impegnare la giornata con tante attività che che ci propongono gli operatori. pitturiamo, ritagliamo, leggiamo il giornale ogni mattina, giochiamo a tombola e a volte facciamo anche un piccolo servizio di lavanderia. insomma, ci divertiamo lavorando! Sapere che ci sono persone come voi, disponibili a regalare un sorriso, ci rallegra e in questi giorni ci ha mosso una grande curiosità!
Ma come saranno questi pagliacci? avranno il naso rosso e la camicia colorata?
abbiamo sentito dire che il naso rosso c'è, ma al posto della camicia colorata portate il camice!
allora siete dei dottori!! dei dottori che curano i loro pazienti con un sorriso... Quindi BENVENUTI!! siamo lieti di essere curati!
vi auguriamo un buon proseguimento e...fate come se foste a casa vostra!
con affetto e tanta stima
gli anziani

beh, che ne dite?
noi siamo rimasti leggermente e piacevolmente "rintronati" per qualche secondo, avevamo tutti e quattro il nostro fazzolettino di carta in mano....e abbiamo continuato lo spettacolo, contenti e carichi come delle molle. guai a fare brutta figura, ora, dopo quella lettera per noi!! la scenetta di banana bandana, recitata da me e dafne, ha provocato molte risate e molti applausi, come quelle dell'invadente (dafne e gonzo), la mosca fastidiosa (io e dafne), quella dei palloncini da gonfiare a bocca (tamburino e gonzo),e quella del pescatore un po' maldestro con il male alla pancia (tamburino). alle scenette abbiamo intercalato canzoni insieme al pubblico e balli tra di noi. la signora elvira ci ha persino aiutato in una rivisitazione di "papaveri e papere" ed ha confidato a dafne che quando ha conosciuto suo marito, nella balera, suonavano proprio quella!! che dolce! gli ospiti della casa di riposo ci guardavano con amore, tantissimo amore, che ci hanno trasmesso attraverso occhiate, mani che cercavano le nostre, carezze e "cuori che parlavano". un'esperienza davvero meravigliosa. anche i parenti presenti erano felici della nostra presenza. ed il contenuto della lettera che è stata scritta per noi, ormai era stampato nei nostri cuori. ci sono stati alcuni momenti veramente buffi, uno di questi quando abbiamo estratto i numeri vincenti per tre bellissime uova di pasqua, una da 4, una da 6 e una da.... 10 chili di cioccolata.... ho cercato disperatamente di barare per vedere se riuscivo a portarmi via quella da 10 chili...ma gli anziani erano assolutamente più furbi e sgamati di noi quattro... accidenti!! ma ci pensate, 10 kg di cioccolata al prossimo allenamento? abbiamo poi concluso la nostra giornata facendo palloncini per tutti e cantando ancora un po' insieme. parecchi di loro ci hanno fatto i complimenti personali che ci hanno fatto un enorme piacere e che ci sproneranno a fare sempre di più per chi soffre. alla fine del nostro servizio abbiamo salutato gli ospiti, che nel frattempo stavano facendo la merenda (e quindi era meglio lasciarli godere di quelle cose buone che le infermiere e le inservienti avevano preparato per loro), con un lungo applauso, nostro per loro e loro per noi! all'uscita della struttura eravamo tutti e quattro stanchi, ma condividendo il servizio, abbiamo convenuto che ci ha dato sicuramente moltissimo. abbiamo dato anche noi tutto quello che era possibile dare, io mi sono sentita coinvolta e pronta a scalare una montagna, per renderli felici e così pure i miei compagni. è stato davvero un bel servizio. mentre rientravamo alle auto, le persone per strada ci salutavano e chiedevano informazioni. una signora che passava in auto ha persino rallentato e ci ha detto "bravi", così, semplicemente quella parola, ma che ci ha riempiti di gioia. qualcosa comincia a muoversi, allora! non siamo più solamente "i pagliacci", ora si comincia a capire il senso della nostra missione. anche i ragazzi giovani non fanno più battute imbecilli, anche loro diventano "grandi" e capiscono, accidenti se capiscono!! meglio così, la nostra missione è quella di portare la gioia. beh, vi assicuro che stasera, a reggiolo, avranno parlato anche di noi, con il sorriso sulle labbra. i ringraziamenti di rito ai miei compagni di viaggio li ho fatti sui loro cellulari, ma è ovvio che li ripeto qui, grazie! siamo stati...onorati e felici di avere fatto questo servizio.. fuori calendario!! al prossimo! drillo.

Claun Kamomillo
Data: 16 marzo 2004
OSPEDALE: Policlinico Universitario UDINE
Reparti visitati: Clinica Pediatrica e Pronto Soccorso Pediatrico
Compagni di equipe: Coccodè e Uffa
CONSIDERAZIONI:
Sono ancora carico del servizio di sabato mentre mi appresto a prepararmi a questa nuova uscita. Per me oggi è giornata di festa (S.Patroni) e finalmente posso prepararmi con la dovuta calma per un turno infrasettimanale.
Nonostante questo non trovo il cappello, la marionetta, un pezzo della bacchetta magica e devo rifarmi il trucco tre volte perché la matita oggi non vuole saperne di andare dritta. Nelle ricerche di queste cose, comunque, riesco a trovare una pallina di spugna che ormai davo per dispersa. Morale: bicchiere mezzo pieno.
Il ritrovo è ormai la mitica piazza di Villesse che da alcuni mesi sembra più una pista da circo che una piazza.
L'autista di oggi è Uffa e questa già è la premessa per una bella uscita. Uffa è un Augusto eccezionale, lo è nella vita e questo mi facilita nel mio essere (mio malgrado..ihihi) Bianco. Perdonatemi questa piccola nota di elogio ad Uffa ma credo davvero che tutti abbiamo molto da imparare da lei.
Fine delle sciolinature e procedo con il racconto.
Arriva Coccodè…beh…solo a guardarla in auto ti fa morir dal ridere soprattutto se pensi al suo feeling con i caselli autostradali. E partiamo per Udine. Il viaggio è una serie di gag e battute. Purtroppo mi arriva un sms di Kaloo che ha fatto un incidente in auto e non potrà esserci. La cosa mi turba anche perché non riesco a sapere se sta bene o no.
Comunque arriviamo a Udine e saliamo al reparto senza, incredibilmente, sbagliare strada.
Partiamo subito alla grande negli ambulatori con raffiche di palloncini e divertimento con bimbi e genitori.
Mi accorgo che ormai siamo davvero di casa in Pediatria. Il feeling con le infermiere e medici è straordinario e collaboriamo in tutto. Mi fa piacere anche la discrezione e delicatezza del personale nel farti capire che devi uscire dalla stanza. Credo che ci siamo davvero integrati molto bene.
Passiamo nelle stanze.
Troviamo Paolo che è un bellissimo cucciolo spaventato e triste in compagnia di un'altra bimba più grandicella e la volontaria ABIO.
Beh..in quella stanza c'è stato davvero qualcosa di magico. Piano piano abbiamo strappato sorrisoni e divertito Paolo che si è lasciato coinvolgere fino a costringere la marionetta di Uffa a mangiarmi le orecchie. Alla fine parlava tranquillo e sereno. E' stato molto bello.
Poi sull'uscio di una stanza una bimba non vuole farci entrare. Però i palloncini li vuole e dopo un po', pur lasciandoci sulla porta, ci saluta con un sorrisone e ci manda un bacio.
Con Omar le cose sembrano complicate. Eh sì!..lui è gia un ometto e fa il serione. Proviamo con le bolle, palloncini, magie ma di sorridere non se ne parla proprio. Ha i punti che gli fanno male. Ma quando Coccodè gli chiede "Vuoi che andiamo via così guardi la tv in pace?" lui risponde "NO". E' fatta…piano piano si scioglie e sebbene di sorrisi non se ne veda l'ombra ci prende il cuore. Incredibilmente quando gli chiediamo cosa gli è piaciuto di più ci dice "Le bolle"….Le bolle????? E Coccodè che si scapicolla per farlo ridere e io che impazzisco con le magie!!!…e lui vuole le bolle!
E giù di bolle con Mentinomangiabolle che si fa una scorpacciata.
Passiamo da altri bimbi, facciamo il giro dei saluti e gran finale da un bimbetto a pois con la varicella. Sebbene non ci faccia entrare è stato lui a chiamarci perché vuole i palloncini. Chiediamo: "che palloncino vuoi?" E lui "Un palloncino a forma di robot"…ehhhhh????????? "robot"?? Prendo un palloncino faccio un testa di orsetto aggiungo due cose, metto un'antenna e mi esce un robot che al confronto Mazinga sembrava una Barbie.
Sono S-F-I-N-I-T-O ma meravigliosamente felice.
E' stato un servizio intensissimo ma stupendo. Penso che adesso che ho trovato il mio ruolo (x il personaggio ci vuole ancora un bel po') mi diventa tutto più semplice. La difficoltà a mantenere la concentrazione è minore perché prima volevo essere l'Augusto che non sarò mai.
Questa consapevolezza mi ha aiutato molto negli ultimi servizi.
Note negative:
1)ho avuto diversi cali di ritmo e di concentrazione dovuti alla preoccupazione per Kaloo. Non so se le mie compagne se ne sono accorte ma ho avuto alcuni momenti di stallo. Chiedo scusa.
2) Non mi sono piaciuti diversi riferimenti, che ci sono scappati, alla nostra vita quotidiana (parlare di "mio marito, mio figlio, mia moglie). Penso che se dobbiamo essere bambini dobbiamo esserlo in tutto e che i riferimenti alla "vita da adulto" possano "compromettere" il rapporto con i bimbi. Che ne pensate?
Namaste
Kamomillo

Claun Crock
Data: 13-03-2004
OSPEDALE: RSA di Albinea
Compagni di equipe: Bubba, Enigma, Gonzo
CONSIDERAZIONI: Secondo servizio. Con Gonzo e la sua tenuta, forse, alla marinara, Enigma con le sue scarpe rosse, cento codini biondi e tanta “timidezza”, Bubba (ancora lui, come al primo servizio…) con la consapevolezza, credo, che con tre clown alla prima esperienza all’RSA sarebbe stato lui a dover tirare avanti la baracca più di altre volte. L’inizio è tragicomico: a volte faccio fatica a capire se sono io che rallegro gli ospiti o se sono loro che sorridono per non fare deprimere me. Tutto si sblocca entrando in una stanza enorme in cui una signora è rimasta sola. Entrare? Non entrare? Proviamo… Sto un po’ staccato, se no in quattro insieme sembreremmo un esercito e la spaventeremmo. Sembra che farnetichi senza senso, in realtà un senso ce l’ha eccome. Ci vuole tutti intorno al letto. È sorda, ma lo comprendiamo solo dopo un po’; lei comunque ci tiene ad averci al fianco e ci parla. È disperata per la sua malattia, vuole scendere dal letto, parla di continuo, con fatica (credo di capire che quello è l’unico modo che le resta, almeno fino a qual momento, per comunicare con gli altri). Enigma, per calmarla, le prende la mano: è gelida, allora le stringe entrambe e la signora ne è contenta, la bacia. Bubba fa cose semplici, ricche di colori, con movimenti lenti, che ne attraggono l’attenzione distraendola dal suo dolore e portandola al silenzio per qualche istante. Gonzo e io (e chi se no: chi mi conosce lo sa…) facciamo bolle di sapone, lei le fissa, ne gioisce, come un bimbo prova a scoppiarle. C’è un silenzio incredibile tra noi, una gioia profonda, commossa; ogni tanto si incrociano i nostri sguardi e capiamo che tutto, credo io, è perfetto. Le mandiamo milioni di baci che lei contraccambia. Riprende a parlare e, dopo averci ricordato le difficoltà della vita, dice una cosa stupenda: “State compiendo un’opera di carità, vi porterò nel mio cuore,mi ricorderò di voi davanti alla Madonna”. Ci sta promettendo la massima ricompensa che le è possibile donarci: ricordarsi di noi davanti a Dio. La gioia che le stiamo dando si riflette in lei e torna a noi. Credo che nessuno di noi voglia più andarsene di lì, era tutto troppo perfetto. Ma altra gente ci aspetta. L’abbiamo talmente stupita che comunque, anche sola, per qualche secondo la lasciamo in un silenzio che sa di serenità, di liberazione.
Non abbiamo fatto gags, solo un palloncino, non abbiamo quasi parlato. Non siamo stati clown? Non credo: del resto cosa avrebbe fatto un bambino vedendo una “nonna” in quella situazione se non baciarla ,stringerle le mani e sorriderle amandola profondamente?
Tutto il resto (più di metà) del servizio è derivato da questo incontro e dalla unione che ne era scaturita tra di noi. Grazie anche al signor Elmo e a tutti gli altri che abbiamo visto.
Grazie a Bubba, Gonzo, Enigma (poi intrepida (?!) nell’affrontare il signor Albano): siete stati magnifici. Scusate se non sono ancora all’altezza, ma mi sto rendendo conto ora della lunga strada necessaria a conoscere il vero Crock; abbiate pazienza e aspettatemi: solo dopo saprò dare qualcosa di vero. Scusate anche per la lunghezza di questa condivisione: di solito sono molto più stringato e cercherò di tornare a esserlo in futuro, ma non ho voluto togliere neanche un pezzo di quanto ho condiviso.


Claun Scindaco
13.03.2004
OSPEDALE O ALTRO: OSPEDALE TORREGALLI DI FIRENZE
REPARTI VISITATI: MEDICINA GENERALE
COMPAGNI DI EQUIPE: MERENGUE, SOLLETICO E FUNICULA’
DURATA DEL SERVIZIO: 2 ORE
CONSIDERAZIONI:
Questa mattina il giorno del mio primo servizio in ospedale il mio animo era combattuto da due sentimenti predominanti: la curiosità di affrontare una nuova esperienza (COSA DOVRO’ FARE??) e la paura dovuta al fatto che mi recavo a FIRENZE senza i miei compagni del corso di MODENA con i quali ho interagito per più tempo. Dopo un viaggio un po’ tormentato eccomi arrivato alla stazione di FIRENZE dove ad attendermi c’erano FUNICULA’ E TUONO…… dopo qualche chiacchiera siamo così partiti per recarci all’ospedale TORREGALLI…….la tensione stava salendo!! Appena arrivati nell’atrio incontro tanti altri compagni clown e così piano piano abbiamo iniziato a vestirci e truccarci nella saletta del GRAND
HOTEL, dove per cambiarsi bisognava diventare un foglio A4 da fotocopiatrice! Appena pronti MERENGUE ci ha chiamato da una parte dove ci ha spiegato il programma del pomeriggio e la divisione dei gruppi…
Era così arrivato il momento di partire e dopo un in BOCCA AL LUPO da parte degli altri clown (devo dire che è stato molto incoraggiante) eccoci partiti destinazione MEDICINA GENERALE. Dopo avere ottenuto il benestare sull’intero reparto dalla caposala, ci siamo tuffati all’interno della prima sala dove c’erano due signori intenti a guardare la TV………….così abbiamo cercato di distrarli dallo schermo, ma all’inizio questi erano scettici nei ns. confronti (sembrava che ci dicessero prima andate e meglio è); dentro di me stavo pensando meglio di così non può iniziare, ……però grazie alla ns. costanza un signore si è lasciato andare e ci ha raccontato un paio di barzellette!!! BELLISSIMO, FANTASTICO, penso proprio che non dimenticherò questo signore che dal disinteresse iniziale passo dopo passo si era integrato perfettamente con noi, infatti anche nel resto del pomeriggio ogni tanto saltava fuori e iniziava con nuove storielle!!!!!!!!!
Così anche dentro di me ho iniziato a sentire che la tensione si stava trasformando in carica e voglia di fare (soprattutto dei palloncini chiedete a compagni d’EQUIPE). Il ns. pomeriggio è continuato con la visita alle altre camere; in alcune si è riusciti meglio, soprattutto grazie all’interazione con i pazienti e in altre, anche a causa della situazione fisica più precaria degli ammalati, si è fatta più fatica. Concludo dicendo che per me questa esperienza è stata fantastica e mi ha permesso di aumentare la carica e la voglia di imparare a fare cose nuove per cercare di avere un ruolo sempre più attivo all’interno del gruppo con il quale si va a fare il servizio in ospedale !!!!! Ringrazio anche tutti i compagni clown di FIRENZE, CHE SONO STATI ECCEZIONALI!!!!!!
CIAO SCINDACOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!

Claun Idea
data: 13/03/2004
OSPEDALE: Muraglia e S. Salvatore di Pesaro
Reparti visitati: Ematologia, Oncologia e pediatria
Compagni: Sodalite, Mithril, Patroclo, Pappina e Radicchio
Ad aspettarci nel corridoio del reparto di ematologia c'erano Joel, un bambino dolcissimo e Eleonora che giocava a carte.
Appena entrata il panico mi ha assalito, ma poi la situazione è migliorata grazie anche ai miei companeros.
Inizialmente Joel sembrava non avesse molta voglia di giocare e stare con noi, ma poi siamo riusciti anche a fargli passare per un attimo il mal di stomaco, facendolo distrarre con il mago Mithril e Fischio. Aiutati anche da qualche palloncino siamo riusciti a strappargli un sorrisino e infine ci ha concesso una foto e un autografo sul camice.
Infine siamo stati a far visita a Morena, una signora tremendamente simpatica che ci ha travolti tutti con la sua carica ed energia.
Poi siamo andati in oncologia dove abbiamo conosciuto dei pazienti gentilissimi e simpatici a cui abbiamo fatto dei palloncini su loro richiesta e qualche improvvisazione.
Vestiti di tutto punto siamo usciti dall'ospedale Muraglia per andare al S. Salvatore in pediatria.
La pediatria non era un reparto nuovo per me, ma per il mio claun si.
Mi ha fatto un certo effetto ( naturalmente piacevole perchè... resti tra noi ma devo dire che vedere da claun è stupendo!!!), entrare in una nuova veste e dopo molto tempo, ma sono stata contenta.
Qui, abbiamo trovato Jennifer, molto carina e simpatica col suo papà che si è divertito insieme a noi con i giochi di mithril e i miei palloncini che non venivano quasi mai.
Per fortuna c'erano pochi bambini, ma comunque sono stata benissimo e spero di tornarci al più presto.
Il personale di ogni reparto è stato molto disponibile e sinceramente non me l'aspettavo tutta questa gentilezza, si vede che il naso rosso porta fortuna.
un bacione!! ciao IDEA

Claun Diaspro
data: 06-03-04
Ospedale: MURAGLIA E SAN SALVATORE ( PESARO )
Reparti visitati: EMATOLOGIA E PEDIATRIA
Compagni di equipe: BERILLO, CIOFEGA, LAPISLAZZULO, MITHRIL, PLATINO, SODALITE, ZAFFIRO, ZIRCONE
Considerazioni: ALEA IACTA EST !!!!!!!!!!
Eh, già, abbiamo dato inizio alle danze… e che danze!!!!!
In effetti non abbiamo iniziato con repartucci proprio facilissimi, ma sicuramente sono stati molto….appaganti!!!
E non perché ci siano reparti di serie A e serie B, ma perché personalmente sono molto contento quando riesco a far sorridere i bambini, soprattutto se nello stato in cui li abbiamo trovati sabato.
Far ritrovare la gioia infatti, seppure per pochi istanti, a coloro che per "natura" a quell'età avrebbero il diritto sacrosanto di vivere la vita in maniera spensierata e che si ritrovano invece a soffrire…. beh, non ha veramente prezzo!!!!
Ti senti utile, ti senti appagato, senti che non stai vivendo per niente, senti che, in un intreccio che ti sembra paradossale, stai portando l'amore di Nostro Signore…. a Nostro Signore stesso!!!!!
E questo amore che dai e che contemporaneamente ricevi senti che ti invade e pervade sempre più, riempiendoti di una gioia indescrivibile. Cosa dire ancora?? Che a mo' di carcerato guardo il calendario, in attesa del mio prossimo turno…arriverà il 20 Marzo, deve arrivare, prima o poi, accidenti!!!! In quella occasione sarò con persone che non sono mai state in ospedale: motivo in più per mettermi il…grembiule (oltre al camice…!!!!).
Mi auguro infatti di poterci mettere anche io del mio, al fine di permettere loro di scoprire la gioia che si prova in circostanze del genere. Salutoni a tutti.
DIASPRO

 



FEBBRAIO 2004



Claun Sprait - Osp. Molinette di Torino

Data: 29 febbraio 2004
Reparti visitati: Medicina Generale 5 - Oncologia
Compagni di equipe: Rughetta e Spiritella
CONSIDERAZIONI:
Il mio ritorno… E il mio ritorno alle Molinette!!! Già dal mattino sono agitata come il giorno del mio primo servizio… Tutte le condivisioni che ho letto nel mio periodo di sospensione non fanno che insinuare in me il dubbio "sarò ancora capace"??? E poi ricomincio dalle Molinette… Un ospedale che non "frequentavo" in veste claun da quando è passato alla domenica… Ma è anche il primo ospedale in cui sia mai entrata come claun e questo serve a rassicurarmi!!!
Sono le 15 finalmente e arrivo (accompagnata da Sevenap in veste di autista) nel parcheggio delle Molinette… Recupero la mia valigia e vedo che quattro macchine più in là sono parcheggiati Semolino e Pilli… E' fatta, vado da loro e ricomincio a sentirmi "a casa"… Che bello fare quest'entrata trionfale in ospedale… Tappa al bar dove scopro l'usanza dei cioccolatini omaggio e torniamo all'atrio… Ci raggiungono Rughetta, Violina e Spiritella e basta… Non siamo molti ma ben intenzionati a far del nostro meglio… Perciò un gruppo a dx ed uno a sinistra, "buon servizio a tutti" e via!!! Io mi affianco alla più anziana di servizio (che è Spiritella) ed a noi si unisce Rughetta a formare un'equipe felicemente sgangherata!!! Spiritella è a volte maga (ed io e Rughetta siamo le prime a fare le scettiche) a volte neo-assunta di un improvvisato servizio Interflora che si premura di rallegrare le stanze dei pazienti…
Il panico ci coglie lungo il corridoio, appena superato il bar… I reparti a noi assegnati erano? Leggendo le "insegne" mentre ci dirigiamo in oncologia (che ci ricordiamo) individuiamo vascolari… Ma dov'è oncologia? Giriamo a sx in fondo al corridoio e poi sia io sia Rughetta abbiamo il vago ricordo di dover salire di un piano… Giriamo a dx alla penultima "svolta" e saliamo le scale… Ci accolgono con entusiasmo e quindi crediamo di essere nel giusto (anche perché chiediamo ad una ragazza - non saprei classificare la sua figura professionale) che ci accoglie… Invece forse abbiamo fatto un po' da "pioniere" in un reparto in cui non eravamo del tutto nuovi ma di certo non attesi regolarmente!!!
In ogni caso il reparto è grande e abbastanza affollato (un signore mi confiderà che hanno aggiunto barelle e che prima di avere un letto bisogna sostare anche un paio di giorni in quello che lui chiama "il lazzaretto" del pronto soccorso…) ma veniamo accolti di buon grado da tutti, tranne un signore che è impegnatissimo a guardarsi la partita e che salutiamo (non me ne vogliano i Granata; io sono acalcistica) con un "forza juve"!
Non ci sono stati eccessi né in un senso né nell'altro; ho sottoposto il mio rompicapo proveniente dalla Città del Sole di Lecce a moltissimi pazienti ed alcuni di loro sono riusciti a scioglierlo; intanto abbiamo confezionato cani, gatti, una lumaca stanca di portarsi la casa appresso, un coniglio nato da una storia d'amore tra un coniglio e una giraffa e tanti fiori colorati e profumati che hanno rallegrato (più di quanto mi ricordassi possibile) moltissimi pazienti…
Spiritella si esibiva nei suoi numeri di magia mentre noi tentavamo di non negare un po' della nostra attenzione a nessuno dei presenti (a volte c'erano anche 6 pazienti per camera)… Due signori in una camera si sono simpaticamente messi a "dare i numeri" che noi abbiamo prontamente annotato sul taccuino per poterli giocare al lotto… Anche se a fine servizio non abbiamo deciso come organizzarci!!!
Ricordo con particolare tenerezza il signor Antonio (Antoine) cui teneva amabilmente compagnia la moglie Enrichetta!!! Il nostro fingerci dipendenti di Interflora, cui si era rivolto Antoine ha dato l'oro l'occasione di scambiarsi due teneri baci, il secondo dei quali accompagnato addirittura dall'armonica di Spiritella!!!
Un'altra cosa che ci ha dato la carica, è un infermiere che è entrato in una camera mentre noi 3 eravamo intente ad intrattenere il nostro pubblico e ci ha chiesto un naso rosso… Non avendone uno da lasciargli, lo abbiamo "fregiato" del naso con la matita, che si è pazientemente prestato ad indossare, nonostante avesse praticamente terminato il turno!!! Evvai!!!!!!!!!!!!!!
Usciamo dal reparto, scendiamo le scale e proviamo a fare pochi passi per vedere la scritta oncologia… Che facciamo, saliamo? Saliamo!!!
Ed ecco che, come nel mio primo servizio in assoluto, varcata la soglia c'è solo silenzio e una tensione palpabile… Qui l'infermiera ci dice di girare liberamente ma di non fare "troppo casino" nella camera con il letto 6 perché c'è una persona che sta davvero male!!!
Facciamo il nostro giro con molta discrezione accompagnate dal signor Renato che migra per cercare un po' di compagnia, dato che gli hanno assegnato il tristissimo letto 1 e che quindi non ha nessuno con cui conversare in camera… In una stanza troviamo un concorrente: un medico (di cui, ahimè, non ricordo il nome) di odontoiatria che ci racconta di essere impegnato con i portatori di handicap e di aver addirittura tenuto conferenze sulla clownterapia! In questo momento però è in visita da una paziente che mostra di gradire non poco il suo intervento e anche il fiore che confezioneremo verso fine giro su richiesta del "collega" (come lui stesso si e ci definisce)!!!
Un'infermiera ci chiede di non entrare nella stanza con il letto 6 e questo un po' mi spiace… Avrei preferito entrare con discrezione e dare almeno una carezza a questa persona (non ho neanche avuto modo di sapere se fosse uomo o donna; la porta era chiusa…); ma forse non ero pronta ed è stato meglio così!
In una camera incontriamo due signore dolcissime che ci accolgono con grossi sorrisi… E' strano come, in un reparto tanto triste, si possano raccogliere consensi così sorprendenti!!!
Finiamo il giro che sono le 18.15 e decidiamo di non tentare con Vascolari perché non riusciremmo a dedicarci abbastanza tempo…
Non abbiamo fatto miracoli, ma molti sorrisi ci sono stati e ho trovato una gioia nel cuore che non ricordavo più di conoscere!!! Che bello essere tornata!!!
Appuntamento a sabato prossimo, e non vedo l'ora!!!

Claun Stracchino - Ospedale Forlì
Data: 29 febbraio 2004
Reparti visitati: geria-neuro
Compagni di equipe: Flo, Bruschetta, Ciottolina, Mozzarella, Memoly, Provolina, Nonno Franz
CONSIDERAZIONI: Veramente uno spettacolo di prima scelta questo pomeriggio ha avuto svolgimento all'ospedale di forlì con tanto di maghi (nonno franz), giocolieri, marionette (bruschetta con la sua marionetta fidata Aglio) e tanto altro!! I giorni prima sembrava difficile l'organizzazione del servizio in quanto solo flo si era segnata come angelo poi grazie a bruschetta che questo mese ha toccato il record dei 5-6 servizi tutto si è realizzato!! Già nello spogliatoio l'aria era quella delle grandi occasioni, si scherzava, si provava qualche gioco, ci si "addobbava" al meglio!! Io personalmente ho definitivamente completato il vestito(con tanto di scarpe ingombranti) del mio personaggio!! non ho preso su tanti palloncini per scelta, volevo far divertire i pazienti senza palloncini, volevo affinare il mio personaggio, nella pratica!!e così i palloncini sono stati solo un mezzo per qualche gag (avevo un cagnolino al guinzaglio che faceva pipì in tutta geria)!!
Abbiamo iniziato tutti insieme in geria, ci alternavamo nelle stanze senza il bisogno di dividerci in gruppi era un continuo alternarsi e procedere camera per camera senza creare confusione o affollamento eccessivo, tutto si incastrava bene, questo gruppo sta trovando un buon affiatamento, sta muovendo i suoi passi con coordinazione!! Da subito tutto ha incominciato ad andare da sé, ,in ogni camera era come se per me in quel momento esistessero solo le persone con cui ero che fossero 2 o 10 minuti!! è difficile per me descrivere stanza per stanza tanto in quei momenti era grande l'entusiasmo e la voglia di ridere e giocare che ora mi rimane solo qualche flash (anche se è passata solo un'oretta) perché le immagini sono state inondate dal qual "sapore" speciale e dolcissimo che ti inonda dopo aver vissuto un'esperienza in cui ti sei giocato tutto!! non so se mi riesco a spiegare o se altri nasi rossi capiscono ciò che vorrei descrivere! Le immagini svaniscono nel tempo, ma quei "sapori" perdurano e ritornano alla mente ogni volta che vogliono essere rievocati. in una stanza mi sono messo a giocare con una nonnina e alla fine le ho fatto indossare la mia bombetta rossa e lei si è esibita in una meravigliosa risata. Molti nonni non riuscivano a parlare ma la complicità con cui interagivano valeva molto più delle parole! Anche a neuro non si sono tirati indietro, Nonno Franz ha dato spettacolo sfoderando trucchi di illusionismo non proprio da principiante!! Mozzarella, Provolina e Memoly "lavoravano" al fine di creare sculture di palloncini di alta scuola, anche se collezionavano solo animali marini, sarà la voglia d'estate!!! Due stanze mi sono particolarmente a cuore, nella prima quando siamo passati stavano dicendo il rosario e così abbiamo aspettato che finissero visitando le altre camere e poi siamo entrati! Lì ho incontrato Maria, una nonnina un pochetto sorda che avevo già visto negli ultimi tre servizi, che mi ha detto che mercoledì torna a casa aggiungendo dopo che le avevamo tenuto compagnia che alcune delle Ave Maria sono anche per noi, mi si è aperto il cuore!!!!!!!
L'altra stanza si può definire il non plus ultra per il clown di ospedale!!! In una stessa stanza si trovavano tre nonnine una più vispa dell'altra, due nipotine di 4-6 anni e 5 parenti con tanta voglia di ridere!! Devo ammettere senza ombra di dubbio che in quella camera quello che si è divertito di più sono stato io. La scena era più o meno questa: io fra due letti con dietro una nonnina che mi tormentava aggredendomi con un polipo legato a una canna da pesca mentre cercavo di fare un giochetto alla nonnina che avevo di fronte coinvolgendo anche le due nipotine…..una gag servita su un piatto d'argento!!!!!!!!

Claun Ciofega - Ospedale Forlì
Data: 28/02/2004

Reparti visitati: UROLOGIA - PEDIATRIA
Compagni di equipe: CHIACCHIALINA (ANGELO), MEZZO CHILO, MEMOLY
CONSIDERAZIONI: A distanza di tre settimane sono tornato finalmente a far servizio in ospedale. Probabilmente è l'ultima volta che andrò a Forlì visto che a metà marzo inizieremo a Pesaro e Senigallia.
Prima di fare il resoconto della giornata voglio ringraziare tutto il gruppo claun forlivese che ha permesso a me e agli altri del Gruppo Cristalli di Senigallia di fare un po' di "gavetta" sotto la sua supervisione. Devo dire che tutte le persone con il quale ho avuto il piacere di interagire come "colleghi" sono stati davvero deliziosi e soprattutto pazienti: visto il mio carattere esuberante, o meglio se mi potete passare l'espressione "rompiballe", mi hanno permesso di crescere e completare come persona. Spero in futuro di poter dare tanto ai pazienti che avranno la fortuna / sfortuna di incontrarmi: loro mi devono, se possibile, solo un sorriso. Grazie.
Visto che nei convenevoli non sono proprio il massimo passiamo subito al servizio offerto sabato: è andato tutto bene, forse meglio del previsto. Era la prima volta da quello che mi ricordo che andavo nel reparto di urologia. Ho avuto il piacere di fare servizio con tre "ragazze" claun mai conosciute prima. Sicuramente questa cosa aiuta molto: è importante infatti cercare di raggiungere un affiatamento con i propri colleghi rapidamente, anche se non li hai mai visti.Ogni volta ci sono dei piccoli aneddoti da raccontare anche perché con ogni paziente si instaura un "feeling" sempre diverso. Si crea con ognuno di loro un rapporto "magico". Anche chi non riesce a sorriderti riesce comunque a comunicarti con l'espressione del viso che sei in realtà riuscito temporaneamente a scollegarlo dalla realtà e a portarlo, anche non volendo, su un'altra dimensione.
È forse il caso di una giovane paziente di ieri: aveva vicino a se o il ragazzo o il fratello. Appena entrato le altre due compagne di stanza ci hanno accolto favorevolmente, mentre lei era rimasta in se stessa. Mi sono accorto che non stava molto bene ma non l'ho dato certamente a vedere. Anzi, come ho potuto, ho subito cominciato per così dire a "stressarli". Coinvolgere la gente non è facile e così inizialmente abbiamo semplicemente scherzato assieme per il fatto dei loro nomi molto brevi, di tre lettere entrambi. Strano a dirsi, sono riuscito a far breccia. Straordinario. Il viso della ragazza, seppur sofferente, ha cominciato pian piano a distendersi. Dalla sua espressione si denotava questo: "Ma questo tipo qua davanti c'è o ci fa? Forse che si chiami Ciofega non è solo un caso". Ma come dice una mia cara amica di Fabriano, è importante per noi riuscire a metterci in gioco. Non dobbiamo temere di quello che pensano gli altri se possiamo per questo farli ridere. Ha proprio ragione.
Nel reparto di pediatria, per finire, a differenza delle altre volte i bambini non si sono messi fortunatamente a piangere, perché altrimenti ogni volta può cominciare un coro collettivo che sicuramente non aiuta le infermiere: anche loro a volte hanno bisogno di un piccolo aiuto da parte nostra, un sorriso.
Basta mi sono dilungato troppo. So già che è difficile sopportarmi, scusate. Fatemi utilizzare ora un'altra espressione di una mia cara amica claun: un abbraccio "colorato" a tutti quelli che mi conoscono e a quelli che hanno avuto la fortuna di non conoscermi. Insomma ciao a tutti da Claun Ciofega

Claun Salsa - Ospedale Martini - Torino
Data: 21/02/2004
Reparti visitati: 5° piano
Compagni d'equipe: RAGGIO DI SOLE - MONELLO - NEURONE
CONSIDERAZIONI: La giornata si preannuncia PARTICOLARE... Sono un po' fiacca appena alzata, sara' il tempo? Guardo allora dalla finestra e cosa vedo? Neve, tutto bianco.... tutto silenzio, pur essendo in citta'. Mi avvio al Martini e per fare 3 km. (in citta') impiego mezz'ora. Arrivo alle 10:15 e non c'e' ancora nessuno. Passa un quarto d'ora e comincio ad agitarmi un po', mi dispiacerebbe saltare il servizio, speriamo arrivi qualcuno.... E finalmente ecco comparire Neurone col il suo pigiamino, Monello e il suo cappello, Raggio di Sole e il suo bel fiore. Purtroppo siamo solo in quattro, causa la neve, ma finalmente si comincia.
Io e Raggio saliamo al 5° piano (medicina, se non sbaglio). Incontriamo tante persone sofferenti, alcune ci sorridono all'istante nel vederci e ci accolgono con gioia, altre un po' piu' restie inizialmente ma dopo dieci minuti sono molto ma molto piu' rilassate e sorridenti. Il sig. Giuseppe, dopo i giochi di magia di Raggio, si fa coraggio, le chiede le carte e mette in mostra la sua abilita'. Sbalorditivo .... e' lui che intrattiene noi .... Si capisce chiaramente che il Sig. Giuseppe non vorrebbe farci andare via, e comincia a raccontarci episodi della sua vita. Entriamo in una stanza dove ci sono quattro donne, distribuiamo fiori profumati a volonta' ... Raggio di Sole mi da' la bacchetta del direttore d'orchestra ed intoniamo tutte insieme la canzone piu' adatta per l'occasione: Quel mazzolin di fiori. Arriva il marito di una ricoverata e si aggiunge al coro. I visi di quelle quattro signore sarebbero da fotografare.... tutte cantano, tutte sorridono ... con la bocca, con gli occhi e sicuramente con il cuore... come il MIO!!!
In un'altra stanza cantiamo, a richiesta, una canzone napoletana ...
Proseguiamo il servizio ed incontriamo il sig. Angelo con il suo angelo azzurro (la moglie Lisa, dagli occhi blu). Il marito le dona il nostro fiore visto che oltre a San Valentino hanno festeggiato pochi giorni fa il loro
anniversario... e la bacia con amore... CHE EMOZIONE !!!! E scatta l'applauso di tutta la stanza.
La mattinata e' iniziata in maniera strana, le "forze" causa la neve erano ridotte, ma l'impegno, l'entusiamo, la complicita' con Raggio mi hanno dato la carica ..... Che bellissimo servizio!!!!
Grazie Raggio di Sole, sei sempre UNICA!!!!
SALSA - Gioiosi - Torino

Claun Vetrina
Data: 22-2-04
OSPEDALE: Policlinico PAVIA
REPARTI VISITATI : INFETTIVI 1' Piano
ALTRI CLOWN PARTECIPANTI: PIRIPI' - ALGA - SPILLETTA
CONSIDERAZIONI:
Essendo capoturno chiedo alla capoinfermiera se ci sono camere da non visitare,così mi fa un elenco di 6 stanze, eeeeeee, così tante?? ma come oggi che siamo in 4 e possiamo dividerci, allora decidiamo di andare tutti insieme nelle camere. Ragazzi voi non avete idea delle risate che ci siamo fatti sia noi che i pazienti eeeee vi informo che Alga si è anche fidanzata, non so se era più ubriaco lui dalle nostre chiacchiere e scherzoni o lei dal vino e dal cappone.
Ad ogni modo ci hanno accolto tutti con sorrisi e affetto, meno male che abbiamo saltato 6 camere che poi son diventate 5 perchè in una ci hanno voluto per forza, perchè alle 19 eravamo ancora lì e ce ne siamo andati perchè altrimenti dovevamo dare i pasti al posto degli infermieri.
In ogni camera che fossero maschietti o femminucce abbiamo parlato fatto giocoleria , soprattutto Spille che è bravissima a far girare le Palle, ah ah ah oramai lo sanno tutti anche gli ammalati, Alga con il suo contact poi...mmmmmm, Piripì, chiacchiere tante tante come sempre e palloncini attaccati al muro, io sacchetto magico e storielle e poi la vita dei malati che si intreccia con la nostra vita e le nostre storie.
Che dire di più se non Grazie a tutti, anche a chi non c'era in questa uscita ma ci sarà in una prossima, grazie per me siete tutti uguali tutti bravi e tutti avete un gran cuore.

Claun Zizzola
DATA:21/02/04
OSPEDALE: PADOVA
REPARTI VISITATI: -CHIRURGIA PED.-PRONTO SOCC.PED
COMPAGNI DI EQUIPE: GARZETTA, BACI BACI, BONGOLO, STOMP, BUSSOLA, SPINNY, TUTU'
CONSIDERAZIONI: rieccomi qua, sono ancora con voi, amici dal nasetto rosso, felice dal più profondo del mio cuore di raccontarvi quanto vissuto insieme ai miei compagni.
Sabato era una bruttisima giornata pioveva a "secie roverse", e l'ingresso in ospedale e' stato un tantino complicato, comunque tutti molto carichi e motivati partiamo ogniuno con la propria destinazione ci siamo divisi perché fortunatamente questa volta, ervamo in otto e quindi noi, i tre moschettieri, cioe' io, baci baci e bongolo, visto che eravamo gli unici ingiubbottati, ci siamo diretti verso la chirurgia……….non vi nascondo che questa volta un pochino mi tremavano le gambe perché ci siamo trovati davanti delle situazioni difficili.
la nostra intesa, e l'affiatamento ci hanno però molto aiutati, anche se ogni volta e' sempre piu' difficile c'è sempre qualcosa che ci aiuta, e il fatto di sentirsi piu' sicuri e sereni ci fa affrontare le cose nel migliore dei modi, questo mi insegna che devo sempre essere fiduciosa e non lasciarmi prendere dallo sconforto. Durante il serivizio abbiamo tenuto un piccolo spettaccolo nel corridoio,
dove tutti i bambini, anche quelli più piccoli insieme ai genitori, sono usciti dalle stanze per vedere il doppio e il triplo salto mortale di Baci Baci, accompagnato naturalmente dal rullo dei tamburi…avevamo la nostra assistente sara che provvedeva a dirigere le operazioni maestralmente, passando poi alle trasformazioni magiche su bongolo della nostra principessa sofia, che devo dire si è proprio sfogata, nel senso che il povero bongolo è stato trasformato in di tutto e di più; ci ha provato anche con me, ma cercavo di scappare e quindi lei rideva perché non mi beccava!!!!
ci siamo sorrisi molto anche tra di noi, e ci siamo tenuti la mano nei momenti difficili; quando, per esempio, il mio sguardo ha incrociato quello di una mamma che piangeva, credo che il suo bimbo fosse in sala operatoria, sono stata colta da un po' di imbarazzo, e mi sono detta: " porca paletta e adesso cosa faccio!!!???" Con discrezione mi sono avvicinata e le ho consegnato una palloncino, lei mi ha accolto con molta tenerezza, e ripassando prima di andare via l'ho vista con il suo bambino nella culla che giocava con il palloncino, mi ha guardato e mi ha sorriso dicendomi :"grazie".
beh , sapete una cosa???………in quel momento, avrei voluto che tutto quello che mi stava intorno fosse scomparso!!!!, per assaporare in pieno il dolce suono di quel grazie.
Passato il momento magico, che a dirvi la sincera verità mi sta accompagnando ancora adesso, siamo andanti a terminare la nostra piccola missione in pronto soccorso, e li l'atmosfera si è un po' alleggerita al nostro arrivo, noto ancora sguardi sorpresi, curiosi, compiaciuti, felici, gioiosi, e realizzo che tutto questo rende la mia vita ogni giorno migliore.
Dovrei essere io, a dirvi la verita', a ringraziare questi piccoli angioletti, perche' e' sicuramente di più quello che ricevo io di quello che riesco a dare!
Una cosa sento; sento che vorrei crescere e migliorare instantanemente, come claun per essere capace di dare ogni giorno sempre di più!
Ma naturalmente ogni cosa ha un suo tempo, ed io con pazienza porto avanti con determinazione questo mio obbiettivo!
vi voglio benissimo.
A presto
ZIZZOLA

Claun Puzzetta - Casa Riposo - Monza
Data: 20-2-2004
Ospedale: Casa di Riposo, Monza - centro diurno
Angelo: Donda
CONSIDERAZIONI: Il servizio è stato breve ma carino! Gli ospiti non erano prorpio dei giovincelli però erano quasi tutti partecipi. Erano radunati in una stanza in cerchio, c’era un’animatrice in gamba che all'inizio distribuiva maschere di carnevale e loro erano contenti. Abbiamo assecondato il gioco che avevano lì pronto, abbiamo regalato qualche palloncino, abbiamo scherzato un
po’, abbiamo fatto qualche magia, Donda ha fatto innamorare (o si è innamorata?) del signor Aldo.. L’unico problema è stata la nonna di Donda che continuava a chiamare alla spazzola, cioè volevo dire al telefono!! Troppo carino un signore pelato che, divertito dal pettine gigante e dal rasoio gigante, continuava anche da solo a pettinarsi e a farsi la barba e rideva.. Poi c’era una signora che
sembrava una bambina perchè continuava a ridere, a mettersi le cose in testa e a fare versi, ma non era rimbambita per effetto della vecchiaia, era proprio così fuori di suo, era troppo simpatica!
Essendo un posto nuovo, non sapevamo chi ci saremmo trovati davanti e a sorpresa (almeno per me) erano molto partecipi e stavano molto sia allo scherzo, sia alle cose ridicole come travestimenti,ecc. Quindi se dovessimo ritornare, sarebbe bello pensare a qualcosa che possa veramente coinvolgerli, farli partecipare in prima persona, facendoli stare comunque seduti.
Grazie Donda!
Puzzetta



GENNAIO 2004

FOTO OSPEDALE MARTINI-TORINO 3/1/04: http://www.clownterapia.it/album/20040104_martini/page.htm


Nome Clown:Pagina
Data: 31 gennaio 2004
OSPEDALE: (TO) Martini
Reparti visitati: pediatria, medicina generale, ostetricia
Compagni di equipe: Brillina, Cespuglio, Scheggia, Violina
CONSIDERAZIONI sul servizio:
La mattinata era cominciata bene...il mio umore invece...un esame universitario di lì a due giorni...era proprio il caso di mettersi il naso? Sì lo era davvero. E mai come ora sono soddisfatta di aver fatto servizio quella mattina.
1. Ero la responsabile del turno: un compito notevole..la R-E-S-P-O-N-S-A-B-I-L-E.
2. Avevo il compito di accogliere le 5 varesotte, veresesi, varesine..vabbè.
VARECLAUNOTTE ed Erminia da Verona...bellissime simpaticissime, allegre..ma che dico! idilliache!!
3. Molte di loro erano al primo servizio: fantastico!
Nei loro occhi, nei loro gesti ho visto me alla mia prima esperienza claun..
4. Dopo la divisione in gruppi, siamo partiti.
A questo proposito colgo l'occasione per proporre di anticipare l'inizio del turno alle ore 10: si perde troppo tempo per salutarsi, raggiungere il quarto piano, cambiarsi, truccarsi (se eventualmente non lo si è fatto a casa), ancora chiacchierare e dividere equamente i gruppi. E' solo una mia impressione?
5. Io, Brillina, Cespuglio, Scheggia e Violina cominciamo da PEDIATRIA. I bambini non sono molti, ma le infermiere ci dicono che erano in nostra attesa.
La nostra presenza li fa tutti riunire in corridoio: c'è un bambino molto piccolo e particolarmente irrequieto che ogni tanto cade per terra, una dolce bimbetta che tossisce in braccio alla mamma, Stefano invece compie gli anni...ed Elisa ha un cerottone sul braccio ma ride lo stesso. A tutti piacciono le bolle...la nostra banda Varese in tanto si prodiga in cagnolini di palloncini e tutti li vogliono, tutti li cercano (là là là làaaaaaaa...) mentre Scheggia e Violina fanno fare puzzette a tutti i
genitori (che rumori!).
Abbiamo anche cantato: TANTE ANGURIE ed EPPY BOILER TO YOU per Stefano, SE SEI FELICE E TU LO SAI pr tutti, e BRUCO BRUCO... (ma nessuno voleva andarne alla caccia!)
Su due belle carrozzelle arrivano poi due belle bambinotte di 12 anni.. faccio l'intervista, le pettino con il forchettone da cucina.
Scheggia dietro il suo camice ha appeso un pupazzotto gliallo...è molto carino ma lei non riesce a vederlo e così Violina comincia col dirle che ha qualcosa dietro", lei risponde di no, ma Violina in viola insiste...
questa trovata scatena il pubblico..tutti tentano di tirare il pupazzo (poverino!) che parla, ride, ecc..MA non si smuove da dietro il camice (per fortuna!).
6. Quinto piano MEDICINA GENERALE.
Forse più responsabilizzata dal fatto di dover essere claun di riferimento per Brillina e Cespuglio, mi impegno davvero nell'impresa: SORRIDI NONNINO/A!
L'impatto con gli anziani è diverso: ci imbattiamo in camera di Francesco e di Luigi...il primo sembra in stato di semiincoscienza, il secondo invece dice di essere pugliese e di adorare le orecchiette.
Francesco mi fa pena e tenerezza..per tenerlo un po' sveglio mi balena in testa un motivetto,..è una mazurca, così comincio a raccontare del ballo, di valzer, mazurche e gliela dedico... poi però non ricordo le parole (in pratica dice sempre "Oh Francesco, oh Francesco, oh Francesco...) e allora parto con in vari "là là là là.....là là.." (delirio).
In una stanza con quattro letti, un signore non ci vuole, prende la carrozzella e se ne va in corridoio..la moglie sembra più propensa...c'è poi la moglie di un altro che dice tanto di amare gli animali...con lei parlo delle mezze stagioni che ormai non ci sono più....il discorso prende piede.
lei continua a parlare e ci confessa di avere 80 anni!!
Ed è in questa stanza che le mie custodite, Brillina e Cespuglio, imparano a confezionare un fiore con i palloncini!! Stupore, gioia, ammirazione per quel fiore partorito da manine all'iniziazione claun!
Mi avvicino ad un vecchietto..ha gli occhi svegli ma non parla. Allora parlo io (dicendo scemenze) mentre il barbiere che fa la barba ad un altro malato mi insegue perchè vorrebbe tagliarmi i ciuffetti ai capelli..
il vecchietto ride pure..meraviglia! (quasi quasi me li facevo tagliare..i capelli..)
Luciano invece è bello grassottello ma pensa al mangiare; è senza dentiera ma cerco di capirlo lo stesso...Tenta di insegnarmi il detto piemontese "
Dui purun bagnan nt'luil"..(due peperoni bagnati nell'olio), con poco successo, perchè il piemontese lo mastico male ( e i peperoni li digerisco ancora peggio!!) e allora gli propongo di farmi un corso accelerato di piemunteisss (mAH!)
Brillina e Cespuglio intanto colloquiano con un siciliano di Catania (che afferma inizialmente che Catania non sia in Sicilia..) ..le sento...ce la stanno mettendo tutta!
7. Infine un giretto in ostetricia e QUI....
ci passano davanti agli occhi quattro cullettine trainate da una infermiera. ...sono bellissimiiii........
Nella mia ingenuità affermo: "Come sono piccoli 'sti bambini!"
MA certo Pagina!! SONO NATI OGGI!! Che roba ragazzi......a me i bimbetti piacciono troooppooo!!
Ci diconoanche che una bimba appena nata è stata abbandonata...(noi tutti ci guardiamo sdegnati)...Scheggia vorrebbe portarsela a casa ...
8. Come da copione, la brevità non è il mio forte.
9. Servizio stancante ma davvero rinfrancante il cuore.
10. Mi piacerebbe fare "maggiormente pratica" con gli adulti: mi sento ancora troppo impacciata e carente di risorse divertenti.
11. Grazie compagne di servizio...gioiosissime Violina e Scheggia e regolissime Brillina e Cespuglio (spero di rivedervi presto!)
Un salutissimo,
Pagina ("si sfoglia ma non si stropiccia"...che ne pensate dello
slogan?Uff....integratori vitaminici.......arrivooooooo!!)

Claun Pistacchio
Data: 31 gennaio 2004
Ospedale Verona
Compagni di equipe: Sprizz, Giullare, Bollicina
Considerazioni: servizio pieno ma PIENO DI EMOZIONI...RIABBRACCIARE LA MIA SUPER SPRIZZ E IL
DOLCISSIMO GIULLARE...COSì BELLI!!!partiamo CON IL solito cappuccio soffice ...e c'è già troppa energia!!!...
Vi vorrei dire tanto ma non riesco a scrivere tutte le mille cose che sono successe..tante emozioni.....vi lascio dei flash..
abbiamo molto comunicato x la strada, i corridoio, abbiamo conosciuto il tipo delle bevande che ci offre i caffè...e sempre nel corridoio un famiglia siciliana che fa troppo ridere..si canta, ci regalano cioccolatini.
Quanto bisogno ha tutta la gente, ovunque e chiunque.. poi c'è una sorpresa...con noi è tornata Bollicina...che gioia rivederla!! con
lei l'anno scorso avevamo fatto delle foto ai nonni e le conservavo x quando sarebbe tornata..quindi eccoci là dai nonni, 2 ore ci siamo state...non riuscivamo ad andare via, tre piani di nonni, tre piani di morbidezza, tre piani e tanta ricchezza, scorta di abbracci, vita, parole, lacrime e sorrisi...
Salto in pediatria dove è già ore di pappe...siamo in ritardo ma in casa di riposo non si possono far le cose di corsa..essere clown lì x me significa non distrarre ma sentire, esserci e ASCOLTARE al massimo..
Cavoli che bello...la sorpresa finale...arriva Pastello finchè pranziamo..è tornato il mio grande AMICO, con la luce del Brasile negli occhi.. Se penso a tutto questo, e sono già passati 10 giorni vivo meglio queste mie giornate super piene!
grazie! ciao fratellini e sorelline!! pisti

Claun Drillo - Ospedale Santa Maria Nuova - Reggio Emilia
17-1-03
Reparti visitati: pediatria - riabilitazione
compagni di servizio: sinfonia (angelo), aspirina, fa.mi.re, e drillo (che sono poi io)
CONSIDERAZIONI: eccomi qui, a condividere...quello che è stato il mio primo servizio clown. stamattina, nn posso nemmeno dire appena sveglia, perchè nn ho chiuso occhio stanotte, vuoi forse per l'emozione del primo servizio, vuoi forse perchè nn avevo sonno, chi lo sa?, comunque dicevo, stamattina ascoltando la pioggia che scrosciava, ho pensato.."servizio bagnato, servizio fortunato". come volevasi dimostrare, infatti, alle 14.00, quando il mio angelo sinfonia è passata a prendermi, c'era un bellissimo sole. avrei dovuto mettermi in guardia, e invece nn ci ho fatto nemmeno caso. sinfo ed io arriviamo all'ospedale e indossiamo il camice. all'ingresso una signora ci apostrofa con un gracchioso "ma è già carnevale?", e se ne va ridendo senza lasciarci il tempo di replicare (meglio x lei!!). ma è l'unica a nn capire quello che andremo a fare, tutti gli altri ci sorridono e si divertono. arrivano le altre due compagne di avventura e partiamo alla volta di pediatria. ormai ho letto tante condivisioni e mi sembra normale entrare nella stanza degli infermieri e chiedere se si può entrare dappertutto, o se ci sono casi particolari. ci viene risposto che possiamo entrare in ogni stanza e partiamo. la prima stanza che appare alla nostra vista, ha un cartello grande come la porta con scritto. "VIETATE LE VISITE"..ci guardiamo negli occhi e ogni commento è superfluo. proseguiamo ed iniziamo dall'ultima stanzetta, dove troviamo una bimba di colore, Alia, di un anno o giù di lì, che dapprima nn ne vuole sapere, di noi, nè dei nostri canti, animaletti, facce buffe e palloncini. il papà, alla fine ci dice che nn spiaccica una parola di italiano..e tante cose risultano allora chiare. aspirina le costruisce una bellissima chiocciola, e gli occhioni da cerbiatta hanno un attimo di luce diversa, poi tornano come sempre, ma un piccolo risultato è stato raggiunto. le cantiamo una conzoncina e la salutiamo. lei ci segue con lo sguardo, forse un po' più interessata di quando siamo entrate. nella seconda stanza le cose nn vanno molto meglio, c'è un bimbo che dorme. lasciamo un palloncino e in punta di piedi ce ne andiamo. poi arriva teresa, una bambina di 4 anni che nn può fare sforzi e scendere dal letto, ma noi la troviamo che trotterella nel corridoio e riusciamo a portarla in sala giochi, dove ci facciamo raccontare la favola di cenerentola. mimiamo insieme la favola e cantiamo con altri bambini che si aggregano. facciamo il trenino ed io me la carico sulle spalle, così nn fa sforzi. ed ora in un'altra cameretta, pietro, ormai grande, 11o 12 anni forse, che si dimostra timidone, ma accetta volentieri le battute e sorride felice. e poi martino, un bambino piccolissimo che si crogiola con il nostro "fra martino" a 4 voci e che dimostra tutto il suo disappunto quando smettiamo di cantare, riempiendo il pannolone. poi è la volta di marina, signorina grande, come dice lei, con la quale fa.mi.re intona un "oh happy day" da brivido (nn riesco ancora a capire come faccia, quello "scricciolo" di fa.mi.re, a fare uscire quel vocione da "mamy" di colore), applausi dai genitori che ci chiedono di fare una foto ricordo con marina. e che dire di venanzio, un piccolo cucciolo di poco più di un anno, che ride felice quando aspirina gli regala una chiocciola, e sinfo un cagnolino, che diventerà poi un topolino volante..che risate da galletto!!! gli infermieri ci chiedono di andare nel reparto visite perchè ci sono tantissimi bambini che aspettano di essere visitati e c'è un po' di tensione. e qui ci scateniamo in canzoncine, palloncini e giochi tutti insieme. mi lancio pure io nella costruzione di palloncini e dalle mie mani escono meravigliose sciabole, fiorellini e barboncini (per la verità un po' meno meravigliosi, ma l'impegno è tanto!!.. imparerò a fare di meglio!!). il tempo è volato, e sono le 18.00. salutiamo tutti i presenti, doniamo i palloncini agli infermieri, che ci hanno accolto con sorrisi (e senza canzoni), e ci dirigiamo alla volta del reparto di riabilitazione. ci guardiamo negli occhi e ci parliamo così, in silenzio. il feeling che si è creato tra di noi è già molto forte. "tutto ok, ragazze", ci diciamo l'una con l'altra, "continuiamo!" il reparto di riabilitazione nn è mai stato così tetro, ci dicono le nostre compagne di servizio. in effetti ci sono molti pazienti, e la maggior parte di essi è messo maluccio. cantiamo insieme e proprio due pazienti ci insegnano le filastrocche in dialetto reggiano, esortandoci a nn perdere l'abitudine a parlare in dialetto e di insegnarlo ai nostri figli. sarà fatto. in ogni stanza al momento dell'uscita, notiamo gli sguardi tristi e cerchiamo di compensare sorridendo a più nn posso e lasciando i palloncini per tutti. poi, quasi alla fine, entriamo in una stanza, salutiamo e facciamo piccole gags, coinvolgendo i pazienti e chiedendo loro che cosa sono capaci di fare e che cosa vorrebbero fare. e qui la perla della giornata. chiediamo a walter che cosa vorrebbe fare, e lui, guardando aspi e sinfo, con un sorriso un po' lascivo, risponde: "vi insegnarei a fare all'amore" - piccolissima frazione di secondo, direi di nanosecondo, che ci lascia un po' a terra, e poi sinfo, con un sorriso più grosso di lei gli risponde: "ah, si'? e come faresti?" - questa risposta così tranquilla e serena deve averlo spiazzato, perchè lui nn sa più cosa rispondere e ci saluta con un sorriso, anche perchè arriva la provvidenziale cena! qualche altra stanza, visitata un po' di fretta, per la verità, ma pediatria era talmente piena di cuccioli, che abbiamo un po' splafonato dall'orario stabilito. e mentre i pazienti mangiano, è meglio nn disturbare. ci avviamo all'uscita, salutando tutti e regalando i palloncini agli infermieri. scendiamo nell'atrio. questa volta possiamo dare sfogo ai nostri pensieri...e parole...Per la verità io sono un po' stravolta, ma mi consolo perchè è così anche per le altre, e si dice "mal comune, mezzo gaudio". la capoccia mi scoppia, ho una sete da deserto, male ai piedi e forse mi scappa anche la pipì. infine sono CONFUSA E FELICE, ho condiviso questa lunghissima giornata con tre meravigliose amiche, che mi hanno aiutata nei momenti "catartici", ho imparato che l'unione fa la forza e che la confusione invece nn la fa!! ora il male alla testa è passato, ho bevuto un sacco di acqua, i piedi stanno molto meglio e ho fatto la pipì. che voglio di più? grazie, amiche care! nn so se era questo che volevate da me, prometto che la prossima volta andrà (forse) meglio. e prometto che sarò anche più breve, ma questa era la mia prima uscita in corsia!! notte!!
TALKING ABOUT!!!!!.....io sono x terra.....
drillo.

Claun Spazzacamino - Ospedale: Rizzoli (Bologna)
04-01-04
Reparti visitati: Chemioterapia – Ottava divisione
Compagni di equipe: Celeste, Capriccio.
CONSIDERAZIONI:
Mentre Celeste, Capriccio ed io ci preparavamo, nella saletta del Rizzoli, abbiamo iniziato il servizio tra di noi, ridendo e scherzando sulle nostre disavventure. In perfetta sintonia ci siamo avviate verso il primo reparto. Con i bambini è molto semplice trovare qualche scenetta o qualche gioco che attiri l’attenzione, mentre con i ragazzi un po’ meno, ma abbiamo avuto una soddisfazione che mi ha scaldato il cuore.
In una stanza di due letti una ragazzina ha partecipato con molto interesse ai nostri giochi, mentre un’altra se ne stava completamente nascosta sotto le coperte. Un ragazzo, seduto accanto a lei, ci ha detto il suo nome, Alessandra, ed ogni tanto la incitava a scoprirsi, ma lei non rispondeva nemmeno. Anche noi la chiamavamo e le dicevamo delle sciocchezze, ma lei era imperturbabile.
Dopo oltre un quarto d’ora di giochi abbiamo salutato, ma mentre stavamo per uscire dalla stanza la mamma della ragazza che aveva giocato con noi ci ha apostrofate così: ”Andate GIA’ via? Non avete qualche altro gioco da farci?”.
“Per carità! – abbiamo risposto noi – Pensavamo di farvi un favore ad andarcene, ma se la pensate così restiamo! Ci dispiace solo per Alessandra che si era illusa di liberarsi di noi e dovrà subire ancora!”
E’ spuntata una mano da sotto le coperte allora ne abbiamo approfittato per dire qualche battuta e la ragazza HA PARLATO! “Mi scoprirò solo se mi leggerete la mano” ha detto da sotto le coperte. “Ma come hai fatto a sapere che siamo specializzate in lettura della mano? Sei una veggente?” abbiamo risposto noi. Ha avuto così inizio un luuuuungo gioco di risa e scherzi. Siamo uscite dalla stanza spossate, ma felici. Mentre ci allontanavamo sentivamo ancora le risate della ragazza lungo il corridoio.
E come sempre questo è uno solo dei tanti episodi positivi.
A presto.
Spazzacamino/Barbara
Turtlen - Bologna

Claun Pallola - Osp- Brescia
giovedì 8 gennaio 2004
Reparti visitati: pediatria est, pediatria ovest, neuropsichiatria, chirurgia pediatrica, terapia intensiva, ortopedia e otorinolaringoiatria pediatrica
Angelo: Paiason
Clown presenti al servizio: Pallola (io) Aiko, Didò, Dispetto, Lucchetto, Genfrj, Nenelen, Risotto
Clown esterni Vip: Dot.re Bronco, Dott.ssa Bubbles,. Marta.
CONSIDERAZUIONI:
<<Vado o non vado?>> Questo è un po' sempre il mio dilemma sui servizi da fare… principalmente dovuto al fatto di avere una vita un po' confusa e non sapere fino all'ultimo la mia disponibilità, oltre ad un piccolo timore emotivo sempre presente…, ma in questo caso il timore si confondeva con … panico!! E ciò solo per il fatto che durante il nostro servizio ci sarebbe anche stato un servizio televisivo..
Nenelen che si è resa disponibile a coordinare il tutto con la giornalista, mi ha per altro rassicurato che potevo astenermi dall'intervista e da qualsiasi ripresa…. Per cui alla fine era come fare un servizio "normale"… ma con noi clown non è mai molto normale!!
Sono passata a prendere Aiko e ci siamo un po' vicendevolmente "galvanizzate"… poi in reparto ci siamo raggruppati tutti assieme nella stanzetta del cambio, mentre Nenelen era all'opera con la giornalista e Dott.Bronco, un super clown dottore interno all'ospedale (lavora come medico in rianimazione) che è un po' referente anche di noi VIP…
Già lì sono riuscita a fare la mia: ingarbugliandomi tra ciucio, pompetta, palloncini, e collanina….. un po' di scena involontaria (che faceva sorridere il personale di passaggio nel corridoio..) ma per fortuna la brava Dispetto "mi ci ha" sgarbugliato ("ingegnera" non per caso!) permettendomi una tenuta più.. composta!
Normalmente partiamo, per questioni igieniche dal reparto est di oncologia, ma oggi per rispetto dei degenti lo posticipiamo per quando la televisione se ne sarà andata.
E così tutti insieme per i corridoi… un po' occludiamo dei passaggi (non capita spesso di essere in così tanti!) ma cogliamo l'occasione per fare qualche improvvisazione con il personale e con i genitori, per poi dividerci a due a due per le varie stanze….
Uscita da una stanza noto una bambina sulla soglia della sua stanza che osserva incuriosita e forse un po' intimorita la gente e le riprese nel corridoio, ma è la stessa televisione a sbarrarmi la strada (il "povero" Genfrj è "messo al muro" per l'intervista)…. Allora mi chino e sgambettando piegata sulle ginocchia, raggiungo la "piccola" principessa e giochiamo insieme a lei e ai suoi genitori, attenta a non intralciare la flebo a cui è collegata….la mamma tira fuori la borsetta dei trucchi e ci si "pittura" un po' tutti, i genitori in primis a ridere nonostante le iniziali riluttanze del papà.. qualche complimento ai genitori sulla loro simpatia e di nuovo via..
In neuropsichiatria io e Aiko siamo di nuovo insieme. Don Chischotte e Sanciopancia: per le misure potrei essere io il fedele scudiero, ma indubbiamente il buon senso e senso pratico (nonostante sia lei più giovane di me) appartiene indubbiamente ad Aiko.. e io invece sono quella "fuori di testa"… E difatti, vuoi perché senza occhiali o vuoi perché remure della precedente stanza, do della "principessa" ad un ragazzo nel letto.., ma Aiko mi fa notare con discrezione e tempismo dell'errore e così insceniamo una gag coinvolgendo madre (li presente) e il figlio attraverso l'incoronazione con palloncini dei due principi. Usciti dalla stanza accorgendoci che le altre sono libere rientriamo nella stessa sorprendendoci che gli occupanti sono veramente molto uguali alle persone di prima, così riusciamo e rientriamo per avvisare gli stessi aver visto due persone "identiche, ma proprio identiche" a loro.. ma forse loro sono "più simpatiche e più principi.." Ci salutiamo con risate..
Nell'atrio stanno lavorando altri clowns: Lucchetto tiene ben piazza spalleggiato da Dispetto. Per cui noi siamo un di più..
Ci spostiamo allora in un altro reparto.. prendendo quella "strana scatola tecnologica" denominata ascensore.. e con noi anche la televisione.. ma a telecamera spenta! Uff scampato pericolo!
Anche qui ci dividiamo per le stanze (quali erano quelle out? Che ha detto la caposala? … beh per fortuna siamo in gruppo e attenti al rispetto delle persone e delle singole esigenze)
Il tempo per un paio di interventi insieme, e Pajson mi avvisa che nella camera a fianco una bambina è stata appena portata su dalla sala operatoria…e mi suggerisce di provare ad entrare in stanza.. La bambina in effetti si lamenta e piange nonostante sia sotto l'effetto parziale dei sedativi… Vedo i genitori un po' sconvolti ed danno l'impressione di sentirsi impotenti.. vorrei suggerire loro di accarezzare la bambina….ma mi sembra un po' di fare un intervento "fuori ruolo".. Provo ad intonare una canzoncina del tipo "la bambina è agitata perché un brutto sogno ha fatto, ma la sua mamma e il suo papà le stanno a fianco per darle amore e serenità trallalero trallalà.." In effetti la bambina sembra smettere di piangere e i genitori mi sorridono, ma il silenzio mi permette di ascoltare la mia stonatura.. ed a vergognarmi "terri-bil-mente"… Mi azzittisco mi paralizzo un po' nel silenzio ed esco.. forse neanche salutando… Ah Zolletta se fossi qui..tu si che sai fare con le canzoncine! Beh chiunque ci sa fare meglio di me!!
Qualche giro ancora per le stanze in gruppo per poi nella trasferta in nuovo reparto fare altra gaffe con quello che credevo bambino che stava giocando al meccano, se non fosse che era una bambina!! Ma qui la guida di Pajason attenua la figuraccia (del resto anche lui in precedenza si era a sua volta confuso..).
E così siamo al reparto Otorino… beh ci intratteniamo un po' di più col personale allettati anche da offerte di cibo e beveraggi… Beh i pazienti stanno cenando da un po' ed è anche giusto fare intervento indiretto… e quindi qualche palloncino e qualche micromagie in modo che i "camici bianchi" possano sorridere coi nostri colorati!
Sono trascorse solo tre ore e mezza in ospedale, ma mi sento un po' fiacca … (ho anche impegni familiari da adempiere…) ma per fortuna altri stanno andando via e così mi aggrego, mentre Pajson Risotto e Aiko (eroi, non solo stacanovisti!) affrontano anche il pronto soccorso pediatrico…
Alla fine tra saluti e condivisioni nel piazzale perdiamo ancora un po' di tempo…, ma si sa: con risate e abbracci si allunga la vita! E noi vogliamo come minimo diventare centenari!

Claun Delfina - Ospedale: Molinette - Torino
04/01/04
Reparti visitati: ematologia, cardiologia e gastroenterologia
Compagni d’equipe: salsa, semolino e carmencita
Considerazioni: arrivati alle molinette troviamo gnappo, valvola, venerdì, variegato, salsa, scheggia, semolino ed eccetera che ci divide in gruppi..
Io, salsa, semolino e carmencita partiamo alla volta di ematologia.. io e salsa, prima volta insieme, subito un gran feeling.. prima stanza, la suite personale di antonella (?) con un marito troppo simpatico.. hanno 3 figli e vai di palloncini.. + antenna per la tv per lei, visto che salsa vuole portarsi via il baffo con la scusa che non funziona…
Seconda stanza, dove le due gioiose sono rimaste x il tempo in cui semolino e carmencita hanno fatto le altre stanze… ma non si poteva andare via da alessandro.. 26 anni, in chemioterapia da agosto, un sorriso, una vitalità, una simpatia, una voglia di vivere che ci ha fatto venire la pelle d’oca.. lui e il compagno di stanza diego (?) – gli ho lasciato il ns volantino, dice che gli piacerebbe fare il claun, vorrebbe fare qualcosa per gli altri xkè purtroppo il sangue non può più donarlo…. Siamo state noi a ringraziare lui… quando siamo uscite, ancora con la pelle d’oca ci siamo abbracciate!! Fantastico!! Avevamo gli occhi luminosi.. un incontro fantastico che mi ha lasciato dentro una sensazione indescrivibile a parole… che emozione…
Si passa in cardiologia… troppo simpatici beppe che canta in piemontese, bernardo napoletano che insegna un gioco di carte a carmencita, nunzio (??) che doveva essere operato il giorno dopo.. gli altri 3 non li ricordo… abbiamo cantato tutti insieme una serie di canzoni, con assolo di delfina di canzone piemontese (sempre quella!!)
E poi lorenzo e mino, che carini, quest’ultimo ha voluto stringermi la mano, non nel modo classico bensì come fanno i giovani…
E poi l’ultima stanza con 4 pazienti che ho riempito di cani e occhiali mentre carmencita li "torturava" ;-) con le sue carte…
E via verso gastroenterologia..
Pierina, cara nonnina che stava male ma ci ha accolti con calore, rosalba a cui ho letto nel pensiero la sua pizza preferita, giustappunto era digiuna e non poteva mangiare!! Complimenti delfi, ma lei ha riso dicendo di non preoccuparmi.. dopo però le hanno portato un vassoio… menomale!!
E poi ancora luciano (?) e giorgio che ci ha regalato una penna a testa e ha promosso salsa da sergente a caporale…
Intanto arrivano scheggia valvola ed eccetera e poi si va nell’atrio e ci raggiungono venerdì, variegato e gnappo e si canta e si balla il ballo del qua qua e il coccodrillo mentre arriva la gente in visita ai parenti… e si fanno visite oculistiche e si fanno ancora palloncini… e si fanno le 19 e delfi…. saluta tutti eh… ah, no! Quella era roberta!! Beh, tanto è uguale…… ;-)
Grazie salsa tu sai perché, grazie anche oggi carmencita, grazie semolino e grazie anche a gnappo, valvola, venerdì, variegato, scheggia ed eccetera ma il grazie più grande di oggi va ad alessandro!!
Delfina - Gioiosi - torino

Claun Tortello - Osp. regina Margherita - Torino
03-01-04
reparti visitati: NEFROLOGIA- CARDIOLOGIA -CARDIOCHIRURGIA -
UROLOGIA - PEDIATRIA
Comoagni d'Equipe: Sufflé, Cocci, Monello
considerazioni:
arriviamo sempre al pelo come sempre alle 15.15 al regina margherita e trovando kalmo e gli altri ci dividiamo tra clinica ed ospedale.Avendo già visitato la volta precedente la clinicia sufflè ed io ci dirigiamo dall'altra parte
con Monello e cocci., lasciando con kalmo Cirilla, Martello e Brillina. Saliamo all'ultimo piano e partiamo da Nefrologia ....sono un pò agitata perchè interirormente pensierosa , ma cerco di concentrarmi in quel che
faccio...Noto che "fortunatamente" ci sono poichi bambini ricoverati....forse per le vacanze li hanno lasciati andare a casa......Entriamo in una stanza con Cocci e Monello , ma essendo in quattro vedo dei bambini che ci cercano in corridoio ed esco per avvicinari a loro.....incontro irene un pò timida ma dolcissima e cerco di intrattenerla con la mia nuova marionetta rana- principessa....(la marionetta nasconde molto di me...che mi sento molto rana
ma aspetto la trasformazione.....) sorride e mi chiede palloncino......certo preferirei poter mettermi più alla prova e fare un pò di gag, ma questi bimbi sono così piccoli......provo con la prima coccinella, ma ahimè.....non essendo
qualatex....scoppia....o scappa via........insomma avrò provato a fare quattro
coccinelle tutte scappate......(qs è la storia che mi invento per irene che aspetta invano le mie coccinelle volanti......) finchè finalmente ce la faccio...la coccinella resiste......e finisce sul polso di irene che ringrazia
sorridendo......arrivano altri bambini, tra cui Fabio che parla più di tutti noi messi insieme e chiede un serpente.....viene subito accontentato insieme ad altre mamme che chiedono svariate forme per i loro bambini più piccoli ....
Chiacchero (visto che m piace così tanto) con Fabio, insieme a Cocci che mi aiuta nella richiesta di miliardi di palloncini e aspettiamo che esca Monello dalla stanza in cui era entrato......
Scendiamo al piano di sotto e incontriamo bambini veramente piccoli, due , tre , otto, nove mesi tutti in cardiologia e cardio chirurgia attaccati a delle macchine e resto sorpresa più di tutto nel vedere la forza interiore di queste
mamme che davanti ad una figlia/o che in seguito ad arresti cardiaci hanno perso le loro funzioni e sono cerebralmente lesi...come li coccolano, accarezzano, li tengono stretti a loro dicendogli che sono i bambini più belli
del mondo.......sono sconvolta perchè non so veramente cosa fare. mi si appanno un pò gli occhi nel vedere qs. piccole creature ....... Mi avvicino alla piccola Valentina (se non ricordo male il nome) , si è appena svegliata e un infermiera si sta prendendo cura di lei.....è sola, si avvicina un signore che mi dice che è figlia di nomadi, è lì da sola, i genitori chiamano tutti i giorni per sapere come sta ma non possono venire a trovarla.....resto sconvolta dai sorrisi e da quanto è sveglia e brillante la piccola...ma penso a come dovrà sentirsi tutta sola....a due mesi già si sente l'odore della propria madre e si capiscono tante cose.........
Riempiamo la stanza con Sufflè di apine volanti sui loro lettine e di antenne per dare un pò di colore....
scendendo al piano di sotto troviamo Gianluca già grandicello ...Monello si improvvisa Mago fallito.....che sbaglia tutti i trucchi e fa ridere da impazzire tutta la famiglia di Gianluca........intrattenuti da tutti noi in qualche modo
decisamente buffo......
Proseguiamo e troviamo un altra ragazzina 14enne a cui chiediamo senza farci sentire dalla mamma se è fidanzata....Monello si propone come tale e la invitiamo a ballare........si scherza, giochi di magia e tanti sorrisi per arrivare poi a Davide.......cugino di harry Potter che con il suo sguardo molto intelligente e dolce cattura la mia attenzione .........Monello è sempre in agguato con i suoi giochi di magia che stavolta gli riescono......
E' stato un bel servizio, anche se ho capito che vorrei mettermi un pò di più indiscussione come claun e dopo aver letto i fogli presenza di Aureola, Simpa e degli altri......spero vivamente di poter imparare sempre di più......mi è
discpaciuto non fare servizio con Aureola e il Simpa ma saremmo stati troppi.....sarà per la prossima volta......
Grazie Aureola per ciò che ci hai scritto...siamo noi che dobbiamo ringraziare Te e Giogi .........non sai che regalo mi hai fatto dandomi la possibilità di essere claun ............
Un grazie di cuore ad entrambe.....A presto Con tutto l'affetto di cui sono capace....
Tortello

Claun Tipytapy - Ospedale: isola della scala - VR
03-01-04
Reparti visitati: casa di riposo e pediatria
Compagni d’equipe: Pistacchio (angelo) - miss Calimera
CONSIDERAZIONI:
Ed ecco un’altra fantastica avventura, la terza per la precisione… l’emozione ti prende la mano e ti ritrovi occhi negli occhi con persone che hanno voglia di vivere, gioire e non essere abbandonati a se stessi… entrare in una casa di riposo è stato bellissimo, un po’ squallido all’inizio, entrando e vedendoli tutti in fila sul corridoio, è vero sempre meglio che tutti a letto, ma nessuno si guardava in faccia. Et Voilà NOI: io pistacchio e miss Calimera di fronte a loro, a cantare, suonare, fare palloncini così d’incanto i loro volti s’illuminavano. Quanto vorresti avere + tempo. Già, perché quando sei li, e il tuo cuore ha una voglia infinita di dare, l’orologio non esiste più così di “corsa” andiamo in pediatria; nel tragitto incontriamo “mandarancio” (un imbianchino dell’ospedale): anche lui ha voglia di sorridere e guardando noi 3 certo la cosa non è difficile!! Sembra quasi faccia parte di noi, che se lo incontrassimo di nuovo, rischieremmo di portarlo in reparto con noi come claun x sbaglio!
Eccoci in pediatria, che bello!! Pochi bambini ma l’atmosfera magica ci avvolge. Fuori della stanza a fare i palloncini x michael e veronica che dormivano di gusto! Entrare e lasciarli sul letto come ricordo del nostro passaggio, ma, ops, veronica apre gli occhi, vede un cigno… decido di tornare + tardi quando è del tutto sveglia, ma lei ci raggiunge da lì a poco con il suo visino dolce. Così giochiamo, cantiamo e suoniamo con Alessandra, ed anche samir ci segue e scoppia le bolle di sapone… è già ora di tornare… non vorrei mai andarmene… miss Calimera ed io salutiamo pistacchio, saliamo in macchina ed il nostro viaggio sembra su una soffice nuvola, ci sentiamo leggere, rilassate, VOLIAMO!!. Grazie ragazze per questo bellissimo servizio. Un bacio e un abbraccio forte forte. La vostra TIPYTAPY

Claun Sufflé - Osp. Regina Margherita - Torino

03-01-03
Reparti: NEFROLOGIA, CARDIOLOGIA, CARDIO-CHIRURGIA, UROLOGIA, CHIRURGIA
Compagni d'Equipe: Monello, Cocci, Tortello
CONSIDERAZIONI: Tra tutti i servizi svolti fino ad oggi questo è stato il più difficile per me…ho avuto un po' di difficoltà a sentirmi del tutto Sufflè…non so per quale motivo e probabilmente dall'esterno non si percepiva questa mia "inadeguatezza", ma ero molto più Alice rispetto alle altre volte…ho fatto fatica a lasciare la mia razionalità sui gradini dell'ospedale e i pensieri dispettosi continuavano a "tormentarmi".
Comunque come sempre è stata una bella esperienza…i miei angeli claun erano Monello e Cocci.
Fortunatamente non c'erano molti bimbi in ospedale ma quelli che c'erano come sempre mi hanno fatto riflettere molto…soprattutto la piccola Valentina in cardio-chirurgia…per quanto avesse solo due mesi aveva uno sguardo da adulta…l'infermiera ci ha accolto dicendoci che per lei ci vorrebbe un claun sempre presente visto che
è figlia di nomadi che vivono in Sardegna e per quanto chiamino tutti i giorni, di fatto fisicamente non ci sono. E poi la bellissima Francesca, Ester che alla vista di Monello ha pianto,
Gianluca, Aurora e Davide, il sosia italiano di Harry Potter! Le tre ore di servizio sono state intense come sempre e sono volate via tra i giochi di magia stile Mago Casanova di Monello e la dolcezza di Cocci. Anch'io mi sono data alla magia con risultati positivi. E' bello vedere lo stupore negli occhi di un bambino che con la parola magica da lui inventata (e ne abbiamo sentite di tutti i colori) e con un po' di polvere magica presa dalla tasca del mio
camice, riesce a far apparire un oggetto in una scatola.
Un pensiero a Luca, un bimbo di 5 anni…il papà ci ha accolto dicendo che Luca aspettava i claun dal mattino..poi quando ci ha visto faceva il timido..non siamo riusciti a farlo sciogliere completamente ma ci ha sorriso più volte e con lo sguardo seguiva tutti i giochi di magia che abbiamo fatto Monello ed io. Insomma, anche questa volta ho collezionato una serie di "polaroid" dei bambini che ho incontrato…mi piace chiamarle così…come se avessi
un album fotografico virtuale nella mente…e servizio dopo servizio si riempie dei ricordi dei bambini incontrati. Pensavo che con il tempo i ricordi dei volti più recenti cancellassero quelli passati..e invece per il momento sono ancora tutti lì..e mi piace rileggere ogni tanto i fogli presenza compilati per tenerli tutti vivi nella mia mente ma soprattutto nel mio cuore.
Un abbraccio
sufflè

Claun Bozo - Ospedale Villa Sofia - PALERMO
03/01/2004
REPARTO: PEDIATRIA
COMPAGNI: CIRASA, LELLI, BAZZY, CAPONATA.
Io e Cirasa partiamo da casa mia già vestite e truccate ed è un vero sollievo anche perché piove ed al parcheggio non si può proprio stare per il freddo. Arriviamo in ospedale un po' in ritardo e troviamo tutti ad aspettarci, entriamo ed il portiere ci chiede subito le caramelle. Saliamo ci sono alcuni bimbi che non possono alzarsi e così facciamo il servizio nelle stanze. Decidiamo di entrare nella prima stanza a suon di "Bruco" ma appena acceso lo stereo un papà si lamenta perché il suo bambino dormiva e così abbiamo proseguito il servizio a bassa voce!!! Nella seconda stanza va moooolto meglio, una bimba aveva dato "l'allarme" a tutti gli altri dicendo che c'erano i clown!!! Infatti Cirasa entra e trova tutti seduti che ci aspettavano, lei dice che gli altri se ne erano andati ed invece poi entriamo. ovviamente eravamo spaventati da tutti quei bambini!!! Dopo il primo momento di paura generale Cirasa ci presenta tutti e presenta a noi i bimbi "indovinandone" i nomi e quindi per far vedere che è una vera maga l'invito a fare una bella magia con dei fiorellini. lei ci riesce e ci frega tutti: è proprio una maga!! Gli altri clown invece fanno gli indisciplinati ogni volta che metto la musica si mettono a ballare e disturbano la nostra maghessa!! Dopo aver cantato e ballato altre canzoni ed esserci mossi a ritmo di telecomando abbiamo dato i palloncini. Nella terza stanza c'era solo una neonata che dormiva così le ho fatto un cagnolino e glielo ha dato l'infermiera e la mamma mi ha ringraziata da lontano. Il servizio finisce con le caramelle al portiere!!!

Claun Il Simpa - Osp. Martini - Torino
Data: 03-01-04
REPARTI VISITATI: Pediatria - Ostetricia e Ginecologia
COMPAGNI di servizio: Aureola (TO) - Giullare (VI) - Birillo (TO)
Altri compagni: Aquilone, Lenticchia, Bagigia, Sgabello, Svirgola
CONSIDERAZIONI: L’attesa era grande per il primo servizio al fianco di Aureola e la tensione è aumentata ancor + dopo il fallito servizio in quel di Pavia del 28-12 causa interperie.
Quello che abbiamo fatto è stato condiviso già da Aureola e Giullare: sottoscrivo tutto ed aggiungo che abbiamo dialogato in spagnolo o pseudo dialetto vicentino/varesotto con l’aggiunta delle “S” a fine parola con una graziosa mammina iberica, abbiamo scattato un po’ di foto e nelle stanze + interessate abbiamo raccolto le mail x eventuale inoltro a casa quale souvenir, abbiamo trattenuto a forza una infermiera con noi per circa un quarto d’ora (con suo gradimento), abbiamo cantato varie canzoni dal canzoniere claun (soprattutto a tema “Nutella”, tipo “Non è Nutella” di Nutello Battisti) e…. in sintesi abbiamo improvvisato, improvvisato, improvvisato….
Infatti il ricordo (o forse il “macigno”) che mi sono riportato a casa da questo indimenticabile servizio è che basta veramente poco, fantasia, sentimento, improvvisazione.. per ottenere i più inaspettati risultati; a poco servono attrezzi, trucchi, palloncini…. Al termine del servizio, ci siamo seduti fuori dal camerino,e Aureola ha voluto fare un momento di condivisione (è la prima volta che faccio qlcosa di simile e suggerisco veramente di farlo ad ognuno, sempre): io ero seduto a margine della panchina, tipo pugile suonato che aspetta il verdetto inesorabile della giuria già convinto che sarà “sei un incapace!”. Invece, Aureola dopo la domanda “Allora, com’è andata?” e circa 30 secondi di mio silenzio-panico con sguardo da pesce lesso, ha fatto seguire “Bene, è andata molto bene!!!!” … Se lo dice lei… quindi aspettatevi a breve una raccolta di mie filastrocche a tema ortofrutticolo !
Il viaggio di ritorno con Bagi, Sgabi e Svirghi con condivisione di proprie idee, pensieri, paure e sentimenti è stata poi la ciliegina su una torta eccezionale.
Grazie di cuore a tutti coloro che sto sfiorando, avvicinando, conoscendo e scoprendo in questa esperienza claun.
A presto
Simpa

Claun Birilla - Ospedale: Civico - Palermo
3-1-04
Reparto di Cardiochirurgia
Clown :Corolla, Birilla, Boccola, Pollanca, Zig.
Desidero cominciare la condivisione con un grosso GRAZIE ai miei compagni di servizio con i quali mi sono trovata benissimo.
Il servizio comincia con una calorosa accoglienza da parte di tutto il personale ( portiere, inservienti, infermieri...) che mostra di gradire la nostra presenza. Giunti in reparto mi viene un mezzo infarto nel vedere sul lettino di una stanza- Elena- una mia alunna che subito mi corre in contro e mi rassicura dicendomi che non è malata, ma che si trova lì perché amica della dott.ssa Nicoletta.
La dott.ssa Nicoletta è gentilissima, canta e balla con noi ed insiste perché entriamo nella stanza di terapia intensiva. Gli infermieri ci fanno indossare i copriscarpe e ci mettono a disposizione il loro lettore CD.
Lo scenario che si presenta ai nostri occhi è tristissimo, ci sono 4 neonati minuscoli di 50 cm al massimo che presentano lunghe cicatrici e tubicini di ogni genere. Con loro c´è anche Pio, un bimbo di 12 mesi e la dolce Rachele ( due nostre vecchie conoscenze ) che con Elena si diverte partecipando a tutte le canzoncine. E´ un´emozione forte vedere quei minuscoli esserini assolutamente indifesi ma già così provati dalla vita. Gli infermieri impazziscono per i brani del nostro CD e ci chiedono di masterizzarlo. Prima di andare via io e Corolla svuotiamo la piccola cassetta postale appesa alla parete. Dentro ci sono 11 biglietti...... tutti di Rachele. Riporto il testo di alcuni : 1. Rachele vuol bene a tutti i clown ; 2. Io mi chiamo Rachele vi voglio bene, ritornate presto ; 3. Cari pagliacci ritornate , sono Rachele.
Un bacio - Birilla - Palermo

Claun miss Calimera - Ospedale: Isola della Scala - Verona
03/01/04
Reparti visitati: Casa di Riposo per anziani, Pediatria Compagni d'equipe: Pistacchio e Tipy Tapy
CONSIDERAZIONI SUL SERVIZIO:
Chiudete gli occhi... pensate ad una melodia dolce, tipo la musica di un carillon... ed ora immaginate di sentire un profumo dolce, tipo vaniglia... zucchero filato... borotalco. Fatto?
Ecco, questa è la sensazione che ho portato a casa dopo il servizio di oggi a Isola della Scala.
Vorrei provare a raccontarvi le immagini che mi hanno accompagnato durante la mattinata.
Con Tipy Tapy ci siamo trovate al solito posto per poi raggiungere Pistacchio davanti allla Chiesa di Isola.
Naturalmente ci siamo concesse l'immancabile cappuccino nella pasticceria dove, ormai, ci trattano come se fossimo di famiglia... troppo bello! La mattinata p stata dolce e soffice come quel cappuccino. Si è sentito subito che "c'eravamo"... eravamo tutte e tre sulla stessa lunghezza d'onda.
C'era un clima calmo, solare e tranquillo. Abbiamo deciso di andare a trovare innanzitutto i Nonni (soprattutto per una questione di orario, visto che già alle 10 ti chiedono a che ora si pranza!?!).
Li abbiamo trovati in fila fuori dalle loro stanze lungo il corridoio e in men che non si dica tutto era colore... Tipy sforna palloncini a raffica... troppo GRANDE!! Palloncini ovunque, attaccati alle sedie,alle finestre...I Nonni ti stringono le mani, sorridono, continuano a ripeterci che siamo belle... non sanno quanto io li ho trovati BELLI.
Io non ho più i miei nonni e ognuna delle vecchine che ho incontrato stamattina assomigliava alla mia Nonna Gianna... lo stesso modo di gesticolare la stessa stretta di mano, lo stesso sguardo, le stesse dolci carezze sulle guance.
E nel giro di un attimo ti raccontano tutto il loro mondo, i figli, i nipoti...
C'era una coppietta sposata da 56 anni... 56 ANNI!! Vi rendete conto?!... è una vita intera! E lui, Libero, scherzava sul fatto di non sapere ancora se ha sposato "quella giusta" visto che Ida, la moglie, ha una sorella gemella...
buffissimi!
Verso le 10:30 ci siamo dirette verso la pediatria. I bimbi erano pochi (PER FORTUNA!... e non parlo per pigrizia!?!) ma in reparto c'era davvero il mondo! Samir e il simpaticissimo papà Mohamed dal Marocco
Alessandra con la mamma e la zia dalla Romania Sergio e la sua mamma dalla Bosnia
Veronica e la mamma... uniche italiane e Michael... un cioccolatino africano di 5 mesi con due occhi come due
mandorle dolci, che mi ha conquistato con un sorriso sdentato e tendendo gli indici delle mie mani nei suoi pugnetti scuri ... mi ha rapita e portata via, nel suo lontano paese...
E in sottofondo la nostra musica silenziosa, le nostre bolle, i sorrisi. Veronica che chiacchera intorno al suo ciuccio Alessandra che balla anche quando smettiamo di suonare Samir, timido ma con tanta voglia di giocare Sergio che ci "ascoltava" con gli occhi e Michael, piccola creatura aggrappata curiosa alle braccia della sua mamma.
Amici!... è ancora e sempre magia!!
Concludo con la frase con cui ci ha salutato Mohamed, il papà di Samir e che tanto mi ha commosso:
"E' STATO UN SOGNO BELLISSIMO"
Ciao da miss Calimera

Claun Aureola - OSPEDALE: Martini - Torino
03-01-04
REPARTI VISITATI: Pediatria - Ostetricia e Ginecologia
COMPAGNI di servizio: Aureola - Giullare (VI) - Il Simpa (VA) - Birillo (TO) Altri compagni: Aquilone, Lenticchia, Bagigia, Sgabello, Svirgola
CONSIDERAZIONI:
Ci si trova nel camerino dove ci cambiamo e notiamo che ci sono diversi
"stranieri": Giullare da Vicenza, Il Simpa, Bagigia, Svirgola, Sgabello da Varese, Lenticchia da Bardonecchia (non è proprio straniera...ahaha!) e poi Birillo, Aquilone ed io. Ci dividiamo equamente: Aquilone prende tutte le donzelle e Aureola tutti i maschietti. Aureola, Il Simpa, Giullare e Birillo si dirigono in pediatria.
Incontriamo un bambinetto di tre anni che tiene banco. Non gli sta bene sentirsi chiamato "cesiro", e nemmeno sapere di avere 33 anni, insiste cocciutissimo nel ripetere che LUI HA 3 ANNI e si chiama A L E S S A N D R O! Poi non gli va bene nemmeno che cantiamo "Se sei felice" e nemmeno la scenografia della favola di Fiocco di neve. E, da regista si dimostra scontento di come Giullare, Birillo e Il Simpa interpretano il castello, la principessa e il destriero.
Per fortuna il nostro pubblico che per l'occasione si era radunato nel corridoio era invece molto partecipe e divertito. E così tra un giochino di magia e un morso dello squalo di Aureola e le performance degli altri, trascorre la prima ora di servizio.
Scendiamo al terzo piano e qui diamo il meglio di noi.
La storia dei 2 coniglietti di spugna, quello celeste e quello rosa in ginecologia ha un grosso successo. In una camera facciamo inventare una storia a tutti, un papà simpaticissimo, parlando del coniglietto e della coniglietta inizia a usare il "tormentone": Lui la "branca" mentre quando toccava al Simpa, aggiungeva alla storia uno "sconosciuto", così dopo alcuni giri la storia si conclude nella mano di una signora il cui bambino
(Alessio) sembrava non decidersi a nascere (speriamo che ora sia nato!!!!) e, appunto nella sua mano, racchiudiamo il coniglietto rosa e quello azzurro e quando la mano si apre... Ci sono tanti tanti coniglietti piccoli.
In un'altra stanza Il Simpa inventa una filastrocca che viene mimata da Giullare e Birillo. Peccato che sia le storie che le filastrocche del Simpa sono ambientate in un orto... Ci sono sempre simboli quali: insalata, zucchini, carote... Giullare ha superato se stesso mimando la zucchina in fiore. Birillo è risultato un'insalata freschissima. Ma il meglio lo hanno raggiunto quando Giullare ha fatto Giulietta, Birillo Romeo e il Simpa... Il BALCONE della mitica tragedia "Giulietta e Romeo".
Con noi c'era PROVVIDENZIO, un pupazzo gonfiabile (regalato ad Aureola da Molla e Diesis) che ha parlato poco, ma ha stretto (è stato stretto) da tante mani... Infatti dicevamo che stringergli la mano portava PROVVIDENZA e così tutti erano contenti...
Mentre stavamo uscendo, ci siamo fermati in sala d'attesa di Ostetricia e dopo aver scambiato un po' di "luoghi comuni" con le persone che erano lì in
attesa: "Non si trova parcheggio oggi... Si stava meglio quando si stava peggio, non ci sono più le meze stagioni, tanto va la gatta... Ecc." abbiamo creato prima un coro dividendo il gruppetto della sala d'attesa in due (uomini e donne): Gli uomini cantavano: Rame-zinco e le donne: oro e argento
(Spettacolare!)
Dopo il coro abbiamo ideato una scenografia natalizia:
S. Giuseppe (siculo) che doveva pronunciare ad alta voce la fatidica frase: "Di cu è stu figghiu????", Maria rispondeva cantando: "Nessuno mi può giudicare nemmeno tu!!!" nel frattempo una bambina faceva la parte del protagonista (Gesù bambino) e doveva aprire le braccia e dire: GNUE'!, Il coro cantava: "Shallallallà, Shallallallà!".
E' stato fantastico!!!


Claun Brillina - Ospedale Regina Margherita - Torino
Data 03 / 01 / 2004
Reparti visitati Pediatria, neuropsichiatria, divezzi, oncologia
Compagni d'equipe Martello, Cirilla - Kalmo
CONSIDERAZIONI:
Eccoci al secondo servizio...fortunatamente parte della "paura" del primo servizio non c'era! Arrivati a Torino ci incontriamo con Kalmo, Cocci e Monello e pronti via...si parte! Ci dividiamo e con Kalmo, Martello e Cirilla iniziamo da pediatria. Nella prima stanza troviamo una bimba molto simpatica che intrattengono Kalmo e Martello e il piccolo Antonio a cui mi dedico...sono "sola" e allora mi dico "e adesso cosa fai?" .Provo con un palloncino che però non ottiene l'effetto sperato...quindi passo alla piumetta che mi ha regalato Aureola ma non serve neanche quella...poi mi accorgo che Antonio sta guardando il mio naso allora comincio a schiacciarlo e a fare dei rumori strani...finalmente un bel sorriso! Che gioia ho provato in quel momento! Quindi continuiamo il nostro giro con neuropsichiatria dove ci sono stati una serie di fidanzamenti contesi tra Kalmo e Martello dopo aver tentato di rubare il gelato e qualche biscotto (era ora di merenda!!). Arrivati al reparto successivo ci dividiamo...Kalmo manda me e Martello da soli, allora ci guardiamo e ci diciamo " Va be improvvisiamo!". Iniziamo dalla sala giochi dove troviamo Lucia e Martina che stanno disegnando e iniziamo a chiacchierare un pò con loro...Martello è davvero bravo e mi sento subito in sintonia con lui..così riusciamo a creare un'atmosfera gioiosa.
Quello che però dimenticherò difficilmente di questo servizio è stata la visita al reparto oncologico...prima di salire Kalmo ci spiega quello che ci aspetta. La situazione si presenta critica già all'ingresso..vedo due signore in lacrime sedute sugli scalini..mi si stringe il cuore ma cerco di farmi coraggio pensando che comunque la nostra presenza qui sarà ancora più importante e necessaria! Entriamo nella stanza di Luca e lo troviamo in lacrime per aver scoperto un piccolo taglietto sul suo ditino...la mamma non sa che fare ma a poco a poco tutti insieme riusciamo far tornare il sorriso sul suo visino...poi andiamo da Susy è stesa nel letto con il suo viso sofferente, quasi non riesce a tenere aperti gli occhi e mi fa una grandissima tristezza...Kalmo mi suggerisce di farle un palloncino e quando vado a metterlo vicino al suo cuscino per un secondo ho l'impressione che mi guardi ma subito i suoi occhi si perdono nel vuoto...proprio non riesco a togliermi dalla mente il suo viso sofferente come quelli degli altri bimbi incontrati qui...
Così il nostro servizio finisce...seduti sulla panchina fuori da oncologia a scambiarci le sensazioni e ad "importunare" due dottoresse che passavano di lì...
Questo servizio mi ha insegnato tanto..sono davvero contenta di aver conosciuto Kalmo..è proprio una persona speciale e un angelo stupendo che mi ha aiutato a scoprire un pò di più Brillina spronandomi a mettermi in gioco ma soprattutto ho capito che non servono chissà quali "numeri eclatanti" per far sorridere un bimbo...bastano dei piccoli gesti molto semplici! Anche questa volta torno a casa con la gioia di aver regalato quache sorriso e qualche momento di spensieratezza ai bimbi e ai loro genitori e nel cuore la felicità di essere sempre un pò di più Brillina!

Claun Delfina - Ospedale: Maria Vittoria - Torino
03/01/04
Reparti visitati: pediatria, cardiologia
Compagni d’equipe: carmencita e trombetta
Considerazioni: vado a prendere carmencita a porta susa già vestita da claun.. la gente mi guarda un po’ stranita e io sorrido.. arriviamo in anticipo e ci prepariamo chiaccherando con il custode paolo, arriva trombetta e si parte..
In pediatria vediamo subito tracy.. bessy... non ho capito bene il nome.. un angioletto nero di 6 mesi con due occhioni luminosissimi.. che bella!! Nel lettino in fianco a lei giorgio di 40 giorni.. si divertono tantissimo le mamme ai giochi di magia di carmencita e felici dai miei palloncini… uno anche per la sorellina di giorgio che è a casa arrabbiata perché non vede mai la mamma..
In sala d’attesa troviamo ale un po’ indeciso se tenere o meno il mio cagnolino, alex di 7 anni TROPPO SVEGLIO!!! capiva al volo i giochi di carmencita… e adam che non parlava ma rideva.. e giocava con trombetta..
Omar dormiva, ma forse il rumore l’ha svegliato.. miriam bellissima miriam che rideva in continuazione.. ha scoperto di avere il soffio magico con il mio libro..
E joseph con la mamma inglese e il papà siculo (dello stesso micropaesino nel centro della sicilia dei miei nonni materni!!!!! Miiiii, non ci posso credereeee!!!)
Saluti e baci e via per la cardiologia…
Michele si barrica dietro la settimana enigmistica, il suo compagno di stanza (agostino?) è un po’ scostante, ci dice che voleva fare il veglione lassù ma non l’hanno voluto, dovrebbe essere felice.. no?? Va beh, altra stanza, due pazienti di cui non ricordo il nome, mannaggia alla ns mania di cambiarli, va beh, tanto è uguale.. simpatici, hanno partecipato ai ns giochi di carte, di lettura del pensiero e ci hanno pure raccontato una barzelletta!!!
Renata lì dal 1° novembre, dolce.. insieme a lei nerina
E poi.. chi ti incontriamo? La mitica nonna di cravattino, la signora isola (dei famosi, come si è definita lei).. troppo dolce, con la battuta pronta, ci chiede i nomi così poi lo dice a simone che i suoi amici sono passati a trovarla… bella.. le diamo anche un bacio, non si può resistere…
Carmencita ci lascia e io e trombetta entriamo nella stanza di una signora di bari molto sofferente.. si illumina solo quando trombetta le chiede di dov’è e lei ci dice una frase in barese che chiaramente io non ho capito!! Ma lei me l’ha tradotta.. e poi continuava a chiamarci figli miei e a dire che voleva andare a casa.. ha sorriso anche al mio fiore "mettilo sul tavolo così lo vedo, figlia mia".. cara.. quando siamo usciti l’abbiamo sentita piangere.. ultima stanza entriamo, il signore è stanco, non ha molta voglia, vorrebbe riposare.. ok!! Salutiamo..
Torniamo all’ingresso e qui paolo ci dice che ci vogliono in pronto soccorso… ok, si riparte.. quanta gente, accipicchia.. però abbiamo strappato moltissimi sorrisi e questo è quello che conta!!
Servizio stancante, qualche paziente "difficile" ma bello, sono contenta
Grazie a trombetta e carmencita per questa giornata
Delfina - Gioiosi – torino

Portare la gioia è la nostra missione

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