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Intestazione grafica ViviamoInPositivo
 
 

 

La bomboniera solidale "Il Dono"


Bagliore negli occhi
Forza tra le mani

Offro la coppa
Con cuore aperto

E accolgo il dono

 

Il Dono


Ø  20 mm    H  60 mm
 
L'OGGETTO:
Il legno, modellato al tornio in esemplare unico, ricorda una fonte, un calice, una mano aperta.
La cavità ospita cristalli di Quarzo Rosa, la “Pietra dell’Amore”.
Questa pietra dona pace interiore, agisce contro la tristezza e la solitudine, rafforza la capacità di amare noi stessi e gli altri, facendoci sentire degni di offrire e ricevere amore in abbondanza.

La confezione


 

LA CONFEZIONE:
“Il Dono” è ospitato in una confezione in cartoncino avorio a forma di piccola valigia.

 

Donazione suggerita: a partire da Euro 8 cad.
(+ spese di spedizione )
Minimo per spedizione: 3 pz

L'artista

L'ARTISTA: Paolo Gondino nasce ad Alba nel 1954. Sedicenne, inizia a fotografare la realtà che lo circonda, passando poi al segno grafico ed all'elaborazione linguistica. Trova nuove espressività nel campo della scultura ma riesce ad ottenere l'oggettivazione della propria tensione creativa soltanto dopo l'introduzione dell'elemento temporale nelle sue opere. Nascono così le sculture mobili, progettate e costruite a partire dal 1985. I suoi lavori sono presenti in gallerie d'arte, spazi pubblici e collezioni private.
Vive e lavora a Costigliole d'Asti Tel: 0141.961.242
Web: www.paologondino.it

LA CRITICA: Potremmo definire Paolo Gondino un poeta dell'equilibrio. Di fronte alle grandi installazioni di parecchi metri di diametro ed alle intime sculture in cristallo ed oro, si rimane contagiati dalla profonda armonia che esse emanano e che pervade irrimediabilmente lo spazio in cui sono contenute. Ogni opera è una silenziosa poesia narrata dal tempo, dove ciascuno potrà ritrovare e ricomporre quei frammenti della propria anima andati dispersi per la troppa velocità, immergendosi nell'esatto fluire dell'esistenza. Con i mobiles in oro, l'artista va oltre il suo stesso ruolo di interprete della realtà per rivestire quello di umile costruttore di chiavi che soltanto ciascuno di noi saprà quali porte apriranno. Le sculture si trasformano così in segni che indicano il punto di fuga verso cui far tendere lo sguardo e l'artista, libero da ogni dovere creativo, può finalmente farsi carico dell'unico onere concessogli, quello del dito che indica la luna. Ci auguriamo che Paolo Gondino possa serenamente assolvere al compito che sembra essergli stato assegnato ed offrire ai legittimi proprietari le centinaia di chiavi che sono nate e nasceranno dal suo alchemico laboratorio."

Alfredo Righi, storico e critico d'arte. Firenze, marzo 2003